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CAMPANIA NEWS Allarme bomba in via Verdi nel centro di Napoli: trolley sospetto a pochi passi dalla galleria Umberto, transennata area in un raggio di cento metri. La valigia per fortuna conteneva solo vestiti

22 Dicembre 2016, 09:07am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Allarme bomba in via Verdi nel centro di Napoli: trolley sospetto a pochi passi dalla galleria Umberto, transennata area in un raggio di cento metri. La valigia per fortuna conteneva solo vestiti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una valigia rosa sospetta, abbandonata in via Verdi nei pressi delle scalette che portano alla Galleria Umberto, ha fatto scattare l'allarme bomba (rivelatosi poi falso) oggi pomeriggio a Napoli. Tutta la zona è stata immediatamente chiusa al traffico, per un raggio di circa cento metri, compresa l'area davanti ai Cavalli di Bronzo e al teatro San Carlo. Dopo la segnalazione del trolley sospetto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Centro, quindi gli artificieri e i militari antisabotaggio dell'Arma, la polizia municipale, i vigili del fuoco e le ambulanze. La valigia è stata fatta ispezionare dagli artificieri: conteneva solo vestiti. L'allarme è quindi rientrato nel corso del pomeriggio.

TELECAPRINEWS

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Una stesa prima dell'agguato: così l'ex ras di Melito ha risposto agli Scissionisti

21 Dicembre 2016, 08:57am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Una stesa prima dell'agguato: così l'ex ras di Melito ha risposto agli Scissionisti

INSERITO DA MORENA MOTTA MELITO . L'agguato di ieri sera ai danni di Tommaso Caporrino, il 40enne con precedenti per spaccio, colpito da un proiettile alla gamba, assume sempre di più i caratteri di un avvertimento nei confronti degli Amato-Pagano. Caporrino non è un personaggio di spicco, ma solo un 'semplice' operaio del clan.
Da diversi giorni gli uomini degli Scissionisti si sono arroccati nel fortino della 219 di via Salvatore di Giacomo e questo concentramento di forze nella piazza di spaccio del clan egemone di Mugnano e Melito è iniziato in concomitanza con l'agguato, anch'esso fallito, in via Quasimodo a Mugnano dove un commando a bordo di un'auto sparò, si presume, al vecchio ras che controllava gli affari del clan a Melito, allontanato con i suoi uomini dalla città a nord di Napoli e rispedito ad Afragola, via Mugnano. Anche in quell'occasione i sicari spararono in direzione di organi non vitali, presumibilmente per lanciare un messaggio. 
L'episodio di ieri sera, avvenuto a pochi metri dalla piazza di spaccio della 219 e le sue modalità sembrano avere tutti i caratteri della risposta all'agguato al ras di Afragola, pronto a riappropriarsi degli spazi che gli sono stati negati dopo l'allontanamento da Melito. 

In realtà quello di ieri è stato il secondo episodio in una settimana: già martedì scorso, intorno alle 21, un commando a bordo di scooter diede vita ad un'azione dimostrativa nel popoloso rione popolare melitese. Una stesa, o forse un semplice raid armato di un gruppo isolato, in cui sono stati esplosi diversi colpi d'arma da fuoco in via Lisbona, ai bordi del fortino degli Amato Pagano. Entrambi gli episodi, gli spari del 13 dicembre scorso e l'avvertimento di ieri sera, sono avvenuti nelle vicinanze del centro degli affari del clan scissionista: un elemento che fa pensare ad un'azione esterna e non certo un regolamento di conti interni. Spari e ferimenti così vicini al fulcro degli affari sarebbero stati solo controproducenti con l'arrivo massiccio delle forze dell'ordine e la conseguente interruzione dello smercio di droga. Ad attaccare, dunque, è stato qualcuno che non ha più a cuore gli interessi del clan ed anzi è intenzionato a combatterlo, rispondendo colpo su colpo alle intimidazioni degli Scissionisti. 
Tanti sono però gli interrogativi, l'unica cosa che sembra certa è che l'agguato di Mugnano ed il ferimento di Caporrimo a ridosso del comparto 219 di Melito, hanno minato quella tranquillità camorristica figlia dell'egemonia decennale degli Amato-Pagano nelle due città.

INTERNAPOLI

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CAMPANIA NEWS Quarta udienza del processo per l'omicidio di Fortuna Loffredo: la testimonianza della pediatra, "Non sembrava vittima di abusi". La psicologa parla di "mostro" definito dalle figlie di Marianna Fabozzi

21 Dicembre 2016, 02:32am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Quarta udienza del processo per l'omicidio di Fortuna Loffredo: la testimonianza della pediatra, "Non sembrava vittima di abusi". La psicologa parla di "mostro" definito dalle figlie di Marianna Fabozzi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È il giorno della quarta udienza del processo per l'omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba uccisa nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno del 2014, scaraventata giù dall'ottavo piano dell'edificio in cui abitava. Presenti in aula i due imputati, Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi, conviventi al tempo del delitto. Tra i vari teste che verranno ascoltati in giornata, il perito in tossicologia Andrea Fusco e la pediatra di Fortuna, la dottoressa Linda Ferrara.

 

LA MADRE A SORPRESA: "NON CREDO AGLI ABUSI SU CHICCA"
Fusco aveva escluso, al momento della morte, Chicca fosse sotto l'effetto di droga, alcool o stupefacenti. La dottoressa Ferrara ha dichiarato che nel corso delle visite la piccola non avesse mai manifestato disturbi o sintomi che l'avessero portata a pensare potesse essere vittima di abusi sessuali. Una testimonianza che ha molto sorpreso, soprattutto in relazione allo "scempio" – così era stato definito – trovato sulla bambina dal ginecologo forense e sottolineato nella precedente udienza. (Napoli Today).

 

"imputato 'mostro' per una bimba". La testimonianza della psicologa della casa famiglia
Si confidava con le psicologhe della casa-famiglia dove era insieme con le due sorelle più grandi e, parlando dell'imputato, lo definì un mostro. E, a proposito degli abusi che avrebbe subito, riferì che la madre le disse che ''sarebbe passato tutto'' e doveva stare zitta. É una circostanza riferita dalla psicologa, interrogata come teste, della casa famiglia per minori di Afragola (Napoli) dove erano state trasferite le tre bimbe, figlie di Marianna Fabozzi, imputata al processo per la morte di Fortuna Loffredo, la piccola uccisa dal suo ex compagno, Raimondo Caputo, nel Parco Verde di Caivano dopo aver subito abusi sessuali. Dal racconto delle bambine gli inquirenti sono risaliti alle presunte responsabilità degli imputati. Rispondendo alle domande dei pm e dei giudici la psicologa Valeria Faiella ha raccontato i comportamenti delle piccole soffermandosi sulla più piccola di tre anni: destò preoccupazioni tra le operatrici perché manifestava paura quando doveva essere lavata nelle parti intime.

TELECAPRINEWS

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CAMPANIA NEWS Ingegnere ucciso a Napoli, indagato il fratello: perquisita la sua abitazione

2 Dicembre 2016, 14:20pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Ingegnere ucciso a Napoli, indagato il fratello: perquisita la sua abitazione

INSERITO DA MORENA MOTTA La Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati Luca Materazzo per l'uccisione di suo fratello, l'ingegnere Vittorio, avvenuta lunedì a Napoli. Fonti investigative sottolineano che si tratta di un atto dovuto in vista degli esami medico legali sul cadavere della vittima che saranno eseguiti nei prossimi giorni. Sulla vicenda indaga la polizia, che in mattinata ha perquisito l'abitazione dell'uomo.

FONTE TGCOM24

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CAMPANIA NEWS Circumvesuviana: ennesima aggressione a un controllore

2 Dicembre 2016, 14:18pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Circumvesuviana: ennesima aggressione a un controllore

DI MORENA MOTTA Questa mattina l'ennesima aggressione ai danni dei lavoratori che monitorano e controllano i viaggiatori della Circumvesuviana. Sul piazzale del terminale, uno dei controllori, un 57enne napoletano, è stato aggredito a pugni e spintoni da un uomo che non possedeva il biglietto. Medicato presso il Loreto Mare, i medici oltre alle contusioni e ai politraumi in diverse parti del corpo, gli hanno riscontrato anche un evidente stato di choc.

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BENEVENTO NEWS S. Salvatore Telesino: immigrato muore per le esalazioni in un'azienda

2 Dicembre 2016, 10:53am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

BENEVENTO NEWS S. Salvatore Telesino: immigrato muore per le esalazioni in un'azienda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA S. SALVATORE TELESINO - Un immigrato indiano, Yoga Singh, di 44 anni è stato rinvenuto morto questa mattina in un alloggio di fortuna annesso ad un'azienda per cui lavorava. L'uomo aveva acceso un rudimentale braciere per cercare di mitigare il freddo che ieri notte in zona era pungente, con temperature che hanno raggiunto anche meno tre gradi. Durante la notte la combustione del braciere ha saturato l'aria per cui l'uomo è morto nel sonno. Alla ripresa del lavoro alcuni dipendenti dell'azienda hanno dato l'allarme ai carabinieri e sono giunti i soccorsi. Ma non c'è stato null'altro da fare che constatare la morte dell'immigrato. Ora i militari, coordinati dalla Procura di Benevento, stanno verificando la regolarità del rapporto di lavoro con l'azienda e le condizioni di sicurezza del locale in cui era alloggiato al fine di individuare eventuali responsabilità.

IL MATTINO 

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AVELLINO NEWS «2000 euro per liberare tuo figlio» ​ma il truffatore viene scoperto

2 Dicembre 2016, 10:28am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

AVELLINO NEWS «2000 euro per liberare tuo figlio» ​ma il truffatore viene scoperto

INSERITO DA MORENA MOTTA Ha tentato di truffare un’anziana fingendo di essere prima un avvocato e poi un maresciallo dei carabinieri: i Carabinieri, quelli veri, hanno quindi denunciato un 32enne della provincia di Napoli.

IL MATTINO.IT

Il giovane ha contattato telefonicamente un’anziana di Candida asserendo di essere un avvocato e di avere bisogno di un bonifico della somma di circa 2.000 euro necessaria per pagare una fantomatica cauzione per liberare il figlio che, secondo quanto sostenuto dal truffatore, era ristretto in camera di sicurezza avendo provocato un sinistro stradale con feriti. Nella circostanza, per rendere più credibile il racconto, ha fatto parlare l’anziana con un sedicente maresciallo dei carabinieri che confermava l’accaduto.

La donna, venuta a conoscenza di analoghi episodi di truffe verificatesi recentemente ha richiesto subito l’intervento dei Carabinieri.

L’attività investigativa posta in essere ha permesso ai militari della Stazione di Montefalcione di acquisire elementi di reità nei confronti dello stesso 32enne, già gravato da precedenti per analoga fattispecie di reato, individuato anche attraverso l’analisi del “modus operandi” e grazie allo scambio informativo tra i Reparti dell’Arma. E' scattava dunque a suo carico la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino per il reato di tentata truffa.

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CASERTA NEWS Caserta. Rapina in farmacia, ​preso 39enne nascosto a casa del papà

2 Dicembre 2016, 10:18am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I carabinieri hanno fermato un 39enne indiziato per la rapina in una gioielleria avvenuta a Pastorano, provincia di Caserta, il 10 ottobre scorso nel corso della quale rimase ferito da un colpo d'arma al torace esploso dai banditi il titolare dell'esercizio. Non è stato ancora identificato il complice. I militari della Compagnia di Marcianise hanno eseguito il provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per i reati in concorso di rapina aggravata, tentato omicidio, porto illegale di armi in luogo pubblico e ricettazione. Il 39enne è stato rintracciato a Santa Maria a Vico nell'abitazione del padre, nascosto in una intercapedine ricavata nel muro di una stanza da letto e coperta da un grosso armadio, appositamente modificato con un pannello semovente per permettergli un agevole ingresso nel nascondiglio.

IL MATTINO.IT

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Choc a Sant'Antimo. Siringa usata dai drogati trovata fuori scuola: giallo sul web

2 Dicembre 2016, 10:12am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Choc a Sant'Antimo. Siringa usata dai drogati trovata fuori scuola: giallo sul web

INSERITO DA MORENA MOTTA SANT'ANTIMO. Choc all'esterno di una scuola di Sant'Antimo dove questa mattina ai piedi del marciapiedi si trovava in bella evidenza una siringa, con ogni probabilità usata e gettata da qualche tossicodipendente nella notte. 
Rabbia e stupore dipinto sui volti delle decine di persone, secondo quanto raccontato da una donna del posto sulle pagine social che parlano di ciò che accade a Sant'Antimo. La santantimese non hanno potuto fare a meno di notare la scomoda presenza in uno dei luoghi più frequentato dai ragazzini ed ha così postato le foto su Facebook. La siringa è stata lasciata, infatti, a ridosso del marciapiede calpestato quotidianamente da centinaia di ragazzi, vista la vicinanza all'ingresso di una scuola, in un mix di pericolo e degrado.

INTERNAPOLI

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Donna crivellata di colpi in pieno centro a Sant'Antimo, riaperte le indagini sull'omicidio Capone

29 Novembre 2016, 09:36am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Donna crivellata di colpi in pieno centro a Sant'Antimo, riaperte le indagini sull'omicidio Capone

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SANT'ANTIMO. Riaperte le indagini sull’omicidio di Immacolata Capone, presunta manager della camorra, titolare di due grosse società del settore edile, ritenuta legata a filo doppio con i Moccia di Afragola e il clan Zagaria di Casal di Pricipe, uccisa nel pieno centro cittadino di Sant’Antimo nel pomeriggio del 17 marzo del 2004, da un commando di killer che le esplosero contro una quindicina di colpi calibro 9. Sulle indagini coordinate dalla Dda partenopea, al momento c’è il massimo riserbo investigativo. Di certo a seguirle sono i carabinieri del Nucleo Investigativo del gruppo di Castello di Cisterna. Ovviamente, sulla vicenda non c’è al momento alcuna conferma da parte degli organi investigativi. Circa dieci anni fa (era il 2006), gli investigatori sembravano essere giunti ad una svolta, ma poi le successive indagini finirono per perdere ogni consistenza.

INTERNAPOLI

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