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CAMPANIA NEWS Processo sangue infetto, assolti Poggiolini e gli altri imputati: «Il fatto non sussiste»

25 Marzo 2019, 19:54pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

inserito da Michele Pappacoda Assolti. Dopo oltre venti anni Duilio Poggiolini, l’ex re Mida della sanità italiana e altri otto tra amministratori e dirigenti di aziende farmaceutiche, non sono colpevoli di aver causato decessi attraverso l’immissione sul mercato di farmaci emoderivati realizzati con sangue di dubbia provenienza. «Il fatto non sussiste».

Sangue infetto, risarciti con 2,7 milioni di euro i familiari di due donne di Latina

Si chiude al Tribunale di Napoli una vicenda iniziata a Trento, in parte chiusa, in parte arrivata fino a oggi tra eccezioni e rinvii. Il pubblico ministero Lucio Giugliano aveva chiesto l’assoluzione e a nulla sono valse le tesi delle parti civili, sostenute dagli avvocati Stefano Bertone ed Ermanno Zancla.
 



A nulla sono valse le accuse di colpa generica e specifica per avere sottovalutato le misure di prevenzione che la comunità internazionale imponeva già all’inizio degli anni ‘90. A nulla è valso sostenere che Poggiolini, allora direttore generale del servizio farmaceutico, attraverso omissioni, agevolazioni, autorizzazioni, avesse secondo il capo di imputazione favorito le aziende Sclavo e Farmabiagini. I farmaci, vennero prodotti e rimasero in commercio anche dopo che ci si rese conto della loro pericolosità per la comunità degli emofilici, praticamente distrutta dai medicinali indicati come salvavita.

Gli emofilici, i quali hanno difetti della coagulazione del sangue, hanno contratto il virus Hiv – quello che porta all’Aids – oppure le diverse forme di epatite. Quando non i diversi virus insieme a causa di emoderivati che, invece, promettevano di fornire proprio il “fattore ottavo”, quello mancante in caso di emofilia. Secondo l’accusa quando – nel 2005 – cadde l’ipotesi di epidemia  epidemia colposa con la contestuale imputazione per omicidio colposo plurimo e lesioni aggravate «in relazione alla nuova iscrizione tuttavia non sono state effettuate nuove specifiche indagini». Dopo tre ore di camera di consiglio il giudice Luigi Palumbo ha pronunciato la sentenza.

L'avvocato difensore
L’avvocato Luigi Ferrante, difensore del professore Duilio Poggiolini, esprime« viva soddisfazione» per la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, emessa dal Tribunale di Napoli.

Il legale sottolinea  «con amarezza, che nonostante fosse chiarissima la normativa in questione, che riferiva la responsabilità dei controlli sugli emoderivati ad Organi ed Istituzioni diverse dalla Direzione Generale del Servizio Farmaceutico, siano stati necessari ben 23 anni per liberare il proprio assistito da una così pesante contestazione».

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, tutti in fila per il Reddito: c’è la carica degli ambulanti

23 Marzo 2019, 10:00am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I conti non sono difficili: se hai una bancarella in via Labriola a Scampia, o un poco più in là a Secondigliano o a Miano, o magari alla Stazione o nel centro storico, se ti arrangi vendendo un po’ di merce contraffatta o qualche chincaglieria, se incassi meno di cento euro al giorno che moltiplicati per 26 fanno giusto 780 ecco che conviene il reddito di cittadinanza. E allora: ambulanti di tutto il mondo unitevi. E compilate il modulo. Da giorni al Caf dell’Unione Inquilini di via Mianella c’è un via vai di precari del commercio: «Ne arrivano tanti, tutti sperano di riuscire a ottenere questo benedetto reddito per campare un po’ meglio», spiega Domenico Lo Presto, il segretario dell’organizzazione. Naturalmente possono aspirare al reddito perché il loro commercio è, ed è sempre stato, totalmente a nero. «Se pagassi anche le tasse in tasca non mi resterebbe proprio niente», spiega un utente. E l’altro commenta soddisfatto: «Stamattina a via Labriola non è passato nessuno a chiedere il pizzo, così abbiamo evitato la nostra tassa quotidiana». Molti ambulanti, del resto, già incassano il reddito di inclusione che adesso sperano di convertire nel più sostanzioso reddito di cittadinanza. Ma con la nuova norma si corre il rischio di essere chiamati a lavorare e loro non hanno nessuna intenzione di lasciare il commercio: «Quasi nessuno tra gli ambulanti pensa di lasciare Napoli per “prendere un posto” precario. Così corrono il rischio: incassano il reddito finché è possibile e quando arriva la chiamata al lavoro ci rinunciano. Intanto per qualche mese hanno tirato a campare e rimpolpato le entrate. Un ragionamento che vale per gli ambulanti, ma molto più generalmente per tutti quelli che lavorano a nero. A chiedere i moduli a Mianella si è presentato anche il padroncino di una piccola ditta edile che non ha mai pagato una lira di tasse e non sa nemmeno cosa sia la partita Iva. Ha incassato l’assegno di inclusione e adesso è preoccupato: vorrebbe convertirlo in reddito di cittadinanza, ma non ha nessuna intenzione di perdere i soldi “veri” quelli che gli entrano dalle ristrutturazioni clandestine per le quali dà lavoro ad altre due persone. E, soprattutto, non vuole attirare l’attenzione sulle sue attività: e se qualcuno, controllando controllando, si accorgesse che arriva a incassare anche ventimila euro al mese? Ci pensa, riflette, non decide. Ha bisogno di consultarsi, spiega. Chi non ha dubbi sono, invece, i parenti, madri, padri, fratelli e sorelle, dei tanti pregiudicati ora in galera. Via Mianella si trova alle spalle della Masseria Cardone dove per qualche anno ha comandato la fazione della Vanella Grassi: i congiunti dei camorristi di prima, seconda e terza fila, hanno chiesto i moduli e sono pronti a compilarli. Del resto anche l’azienda di cui i loro cari sono azionisti, la droga Spa di Scampia, è un’azienda in crisi. Le crisi sono tante e tutte diverse. E ognuno spera di risolverle a modo proprio. Molti di quelli che incassano la pensione sociale sperano di convertirla in pensione di cittadinanza e chi è anziano e ha perso il lavoro punta a utilizzare l’assegno per arrivare all’età della pensione. Gennaro nella sede dell’Unione Inquilini dei Tribunali quasi arriva a picchiarsi con la moglie. Lui sa quello che vuole: il divorzio. «Tieni l’amante!», urla la consorte. «Ci dobbiamo divorziare perché così tu incassi la pensione di cittadinanza e possiamo campare», cerca di fare ragionale la moglie. Gennaro l’anno prossimo andrà in pensione, ha un lavoro “regolare” da poco più di dieci anni presso una università privata, prima aggiustava le fotocopiatrici in proprio. E al Caf ha chiesto i conteggi. Quando ha scoperto che le sue entrate si ridurranno a 1050 euro al mese e che a quel punto, con un affitto da 700 euro da pagare, avrà serie difficoltà ad arrivare a fine mese, ha studiato un piano: chiederà il divorzio, la moglie incasserà 700 euro con la pensione di cittadinanza e a quel punto potranno vivere tutti e due felici e contenti. Ma lei non ci sta. Non vuole divorziare e lui continua a urlare: «Tu mi vuoi vedere a chiedere l’elemosina…»: convincerli a tornare a casa è un’impresa.

di Daniela De Crescenzo IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Ragazza violentata nella stazione Circumvesuviana, torna libero uno dei tre fermati

22 Marzo 2019, 19:03pm

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Ragazza violentata nella stazione Circumvesuviana, torna libero uno dei tre fermati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Decisione che farà discutere del tribunale del Riesame di Napoli ottava sezione penale. Torna libero Alessandro Sbrescia, uno dei tre giovani fermati nell'inchiesta sullo stupro della giovane nell'ascensore della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli). Per gli altri due fermati il Riesame si pronuncerà la prossima settimana. Non si conoscono ancora le motivazioni della decisione. A denunciare la violenza fu la stessa vittima, trovata in lacrime da un passante la sera del 5 marzo su una panchina della stazione di San Giorgio a Cremano. Le indagini della Polizia di Stato permisero di identificare in poche ore i tre giovani - ripresi anche da una telecamera di sorveglianza - che, raccontò la 24enne, l'avevano tenuta con la forza in un ascensore per poi abusare di lei. Per i fermati l'accusa è di violenza sessuale di gruppo: i tre hanno ammesso il rapporto sessuale sostenendo però che la 24enne fosse consenziente. Secondo i legali di Sbrescia, Eduardo Izzo e Giuseppina Rendina, ci sarebbero alcune contraddizioni tra il racconto della vittima e i videogrammi estrapolati dalle telecamere installate all'interno della stazione che hanno ripreso alcune fasi immediatamente precedenti alla contestata violenza: le contraddizioni riguarderebbero principalmente il momento dell'ingresso in ascensore, che non sarebbe stato determinato da un'azione di forza. Alla luce di queste circostanze la difesa di Sbrescia ne ha chiesto la scarcerazione. Bisognerà attendere qualche settimana per capire se il Tribunale della Libertà ha effettivamente accolto i rilievi della difesa o se le ragioni dell'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare sono altre. Solo dopo il deposito delle motivazioni del Riesame, la procura potrà decidere se impugnare il provvedimento in Cassazione.

LEGGO.IT

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CAMPANIA NEWS CARABINIERE DI 60ANNI SI SPARA IN CASERMA A NAPOLI

21 Marzo 2019, 08:47am

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CAMPANIA NEWS CARABINIERE DI 60ANNI SI SPARA IN CASERMA A NAPOLI

 

di Michele Pappacoda Nella giornata di ieri un tragedia nella caserma Caretto, a Miano nel Napoletano. Un militare si è tolto la vita con un colpo in testa con la propria pistola di ordinanza non si conoscono le cause dell'insano gesto.

Il carabiniere aveva 60 anni e lascia una moglie e una figlia. Sul posto si attende l'arrivo del magistrato della Procura militare per le indagini del caso e capire quale sia stata la causa che ha potuto scatenare questo gesto..

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CAMPANIA NEWS Dramma sulla Circumvallazione, investita e uccisa coppia di 30enni

19 Marzo 2019, 08:47am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Melito. Dramma sulla Circumvallazione, coppia investita e uccisa. È quanto successo poco prima delle 23 nel tratto di strada che da Melito porta a Mugnano in direzione Giugliano all'altezza del centro commerciale Auchan. A perdere la vita una coppia di stranieri di trent'anni circa. L'uomo e la donna, secondo quanto appreso, sarebbero stati investiti dal conducente di un'auto che poi si è costituito dai carabinieri. Non si conosce ancora l'identità delle due vittime e sul posto ci sono i carabinieri che hanno chiuso la strada in entrambi i sensi di marcia. I militari stanno effettuando i rilievi per far luce sull'esatta dinamica dell'incidente e interrogando il conducente dell'auto che li ha uccisi.

MARIANO FELLICO IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS La truffa dei farmaci rubati: arrestato farmacista, sequestro da 2 milioni nel Napoletano

18 Marzo 2019, 10:32am

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CAMPANIA NEWS La truffa dei farmaci rubati: arrestato farmacista, sequestro da 2 milioni nel Napoletano

INSERITO DA MORENA MOTTA Ricettazione e riciclaggio di farmaci ad alto costo rubati e rapinati: ai domiciliari farmacista napoletano. Antonello Celentano, 48 anni, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, ed eseguita dai carabinieri del Nas a chiusura di complesse indagini.

Per il farmacista di Boscoreale, ora residente a Napoli, è scattato il sequestro preventivo da oltre 2 milioni di euro di beni per diversi reati di natura fiscale. 
Gli investigatori hanno svelato il sistema con il quale venivano reimmessi sul mercato i farmaci salvavita che venivano rubati alle strutture ospedaliere. Tutto è partito - come spiega il procuratore Sandro Pennasilico - da un sequestro avvenuto tra una farmacia di Boscoreale e un deposito, dove furono ritrovate migliaia di confezioni di farmaci rapinati a Livorno e Cerignola. 
Le indagini dei carabinieri del Nas, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno permesso di scoprire come venivano reperiti i farmaci rubati e come era possibile metterli nuovamente in vendita, evadendo l'Iva e, secondo l'accusa, truffando il sistema sanitario e l'Asl Napoli 3 Sud per milioni di euro. 
 
FONTE IL MATTINO di Dario Sautto

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CAMPANIA NEWS Napoli dichiara guerra all'azzardo: via le slot da bar e tabaccherie

17 Marzo 2019, 09:01am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Anche i cosiddetti «corner» - tabaccherie, cartolerie, bar, internet point e «in ciascun luogo è svolta a latere e in forma non prevalente la raccolta e la commercializzazione di scommesse sportive» - da oggi sono assoggettati al rigido regolamento comunale per «le sale da gioco e giochi leciti». Vale a dire che quei locali o rinunciano all’attività secondaria del gioco oppure dovranno traslocare se si trovano in prossimità di scuole, chiese e nel centro storico. E si tratta di decine e decine di esercizi commerciali.
LUIGI ROANO IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Schianto in moto a Napoli, muore a 17 anni: donati gli organi, il dolore a scuola

16 Marzo 2019, 08:10am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha scritto un docente per salutare Roberto: «Occorre dare un senso a qualcosa che un senso non ce l’ha». La morte prematura di un figlio un senso non lo può mai avere. Si cercano le ragioni, si affoga nei perché, ci si aggrappa alla fede e ai ricordi di tutti i momenti vissuti. Si cerca di lasciare qualcosa di concreto del proprio figlio. Si mette da parte l’egoismo con un ultimo atto d’amore, la donazione degli organi. Dare vita, occhi, superando la sofferenza interiore per tendere la mano a chi aspetta una chance. È stata questa la scelta di Daniela e Pasquale, genitori di Roberto Palma, 17 anni compiuti il dicembre scorso. Roberto se n’è andato dopo un mese trascorso tra due ospedali in terapia intensiva, prima al Cardarelli e poi al Monaldi, dove si è spento e dove i medici hanno tentato l’impossibile. I gravi traumi riportati in seguito ad un incidente avvenuto in sella al suo scooter in via Epomeo (era il 15 febbraio) hanno compromesso irrimediabilmente il suo fisico, anche se forte e ben piazzato.

ELENA ROMANAZZI IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Terremoto Pozzuoli: scossa di magnitudo 2.5, avvertita dalla popolazione

15 Marzo 2019, 18:06pm

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CAMPANIA NEWS  Terremoto Pozzuoli: scossa di magnitudo 2.5, avvertita dalla popolazione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Erano le ore 5 e 26 di questa mattina quando i sismografi dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato una scossa di magnitudo 2.5 nei pressi di Pozzuoli. Per la precisione il movimento tellurico è stato segnalato con coordinate geografiche (lat, lon) 40.82, 14.15 ad una profondità di 1 km. Stando a quanto riportato dal sito de “Il Mattino” la scossa sarebbe stata avvertita da gran parte della popolazione nella città di Pozzuoli. L’epicentro del sisma è stato registrato ad Agnano Pisciarelli, e la scossa è stata avvertita anche a Fuorigrotta, Pianura, Quarto e Bagnoli. Fortunatamente, almeno per il momento, non sono stati segnalati danni particolari a persone o cose. Il sito del Il Mattino ha intervistato Francesca Bianco, direttrice dell’osservatorio vesuviano, la quale ha spiegato che si tratta di eventi che rientrano nello stato di allerta gialla di attenzione della caldera. Il tutto rientra nel trend della vita del vulcano e non c’è assolutamente nulla di cui allarmarsi. L’evento di massima magnitudo si è verificato alle ore 5,26 ad un profondità di poco più di un chilometro nella zona a sud degli Astroni. I comuni nel raggio di 15 km dall’epicentro sono ovviamente Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Napoli, Marano di Napoli, Calvizzano, Mugnano di Napoli, Qualiano, Villaricca, Procida, Giugliano in Campania, Melito di Napoli, Casavatore e Sant’Antimo.

AMALFINOTIZIE

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CAMPANIA NEWS Caos pronto soccorso a Napoli: 36 posti, 110 ricoverati

13 Marzo 2019, 11:02am

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CAMPANIA NEWS Caos pronto soccorso a Napoli: 36 posti, 110 ricoverati

INSERITO DA MORENA MOTTA Cardarelli, pronto soccorso di nuovo nel caos. Il fiume di pazienti nell'ultimo fine settimana è tornato a invadere le barelle. Ieri mattina in Obi (il reparto posto a valle del pronto soccorso, dove i pazienti dovrebbero sostare per non più di 24 ore prima del ricovero nelle unità specialistiche) sostavano 110 malati su 36 posti ordinari. Un imbuto infernale. «Una situazione grave e pericolosa, sia per la parte assistenziale sia igienico-sanitaria - avverte la Cgil medici - visto che ogni paziente è accompagnato da almeno un familiare».
Elevatissimo il carico di lavoro e il rischio di errori ed eventi avversi. Il personale (3 medici per turno e 6 infermieri) non riesce a badare al meglio a tale massa di ricoverati. Una bomba pronta ad esplodere con turni in pronto soccorso ad aprile scoperti per circa 560 ore, mentre continua la fuga di medici e infermieri che appena possono migrano nelle retrovie o in altri ospedali.
Carenze e difficoltà di lavoro che al Cardarelli si registrano anche nelle altre unità assistenziali come segnalato dall'intersindacale della dirigenza medica. Qui, da anni, a differenza di altre Asl e ospedali, i fondi del trattamento accessorio, attributi dalla Regione al Cardarelli, sono utilizzati per coprire gli straordinari e assicurare i livelli di assistenza. Inoltre è trattenuta in busta paga una rata annua di 292mila euro necessaria al riallineamento con le retribuzioni medie regionali di annualità pregresse. Circostanze che hanno azzerato la voce accessoria in busta paga, frenando anche le progressioni di carriera, penalizzando così molti medici che partecipano ai concorsi con titoli non riconosciuti e chi e vicino alla pensione.

FONTE IL MATTINO

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