CAMPANIA NEWS Permessi di soggiorno agli immigrati venduti a tremila euro: poliziotti arrestati a Napoli


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I permessi di soggiorno agli immigrati venivano venduti ad un prezzo fino a 3 mila euro da un'organizzazione criminale che comprendeva un poliziotto in servizio all'Ufficio immigrazione della Questura di Napoli ed altri tre colleghi ed ex colleghi, oltre a tre immigrati algerini, due tunisini ed un cinese. Almeno 136 le pratiche di rilascio e rinnovo di permessi manipolate dalla banda accertate dalle indagini, ma in una intercettazione uno degli indagati affermava «ne abbiamo fatti entrare a migliaia».
Sette arresti, due dei quali ai domiciliari, sono stati finora eseguiti dal Gico della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Napoli, 10 in totale gli indagati, decine le perquisizioni domiciliari eseguite nell' ambito dell' inchiesta dalla Dda di Napoli condotta dai pm Catello Maresca e Maria Di Mauro. Alla banda dei permessi di soggiorno gli investigatori sono arrivati seguendo la pista del terrorismo islamico: una segnalazione della Procura di Roma del Giugno 2016 su trasferimenti di denaro eseguite attraverso le Agenzie di «money transfer» da un algerino in Francia, Belgio, ed altri Paesi dell' Ue, aveva portato all' identificazione di un algerino residente in Belgio legato al terrorista dell'Isis Abdelhamid Abaaoud, sospettato di essere uno degli organizzatori degli attacchi islamisti di Parigi il 13 Novembre 2015 ed ucciso in un' operazione della polizia francese cinque giorni dopo.
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Dalla ricostruzione dei movimenti di denaro è affiorato il network dei permessi di soggiorno falsificati. Nelle mani degli investigatori sono finite alcune agende che riportavano il tariffario: 50-100 euro per una informazione, fino a 3 mila per un permesso di soggiorno rilasciato utilizzando residenze false. 330 richiedenti risultavano residenti nel Cimitero di S. Maria del Pianto, a Napoli. I falsi certificati di residenza venivano rilasciati dall'algerino Faycal Kheirallah, 42 anni, chiamato «Capo». Della falsificazione dei documenti (carte di identità, passaporti) necessari per la richiestdi di permesso di soggiorno si occupava anche Ahmedi Khemisti, detto «Zidane», un algerino arrestato nel novembre del 2018 dalla Polizia Locale perchè trovato in possesso di migliaia di documenti falsi in un locale di Poggiomarino, nel Napoletano.
IL MESSAGGERO
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INSERITO DA STAFF Che povertà e istruzione incidano sulla vita media delle popolazioni non è una novità e che Napoli paghi pegno, rispetto al resto del Paese, riguardo ad anni di vita attesa e mortalità evitabile, con 2 o 3 anni di svantaggio, è noto. Ma che il vantaggio di avere una popolazione più giovane possa essere del tutto annullato e addirittura capovolto dagli indici di disagio sociale viene fuori per la prima volta, nero su bianco, da una elaborazione epidemiologica condotta da uno dei quattro gruppi di lavoro di cui si compone la Consulta comunale per la Salute istituita un anno fa dal sindaco Luigi de Magistris. Lo studio è stato elaborato con il contributo tecnico di Stanislao Loria che lavora presso il dipartimento di Sanità pubblica dell'Università Federico II diretto da Maria Triassi e sarà pubblicato sulla rivista Medicina democratica.
INSERITO DA STAFF Una discussione, conti da regolare, la droga, la lite, gli spari. È su questa sequenza che si muovono le indagini dei carabinieri per ricostruire il movente della notte di terrore all'ospedale Pellegrini e dare un nome e un volto al giovane che, pantaloni chiari e casco da motociclista, l'altra notte ha inseguito Vincenzo Rossi, 22enne gambizzato, fino all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale Pellegrini sparando come per finirlo, incurante della presenza di medici, infermieri e altre persone presenti in quel momento.







