Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Il duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, che il 28 ottobre 2004 diede origine alla prima sanguinosa faida di Scampia, secondo il boss scissionista Raffaele Amato: ha preso la parola prima che il procuratore generale iniziasse la requisitoria, Lello Amato, collegato in video conferenza con la Corte di Appello di Napoli dalla casa circondariale dove è detenuto, proprio per annunciare una sua missiva “chiarificatrice”. In questo procedimento giudiziario di secondo grado il capo dell’ala scissionista che si oppose al clan Di Lauro è imputato con l’accusa di essere tra i mandanti di quel duplice assassinio. Tutti gli altri camorristi coinvolti in quella vicenda sono stati condannati in via definitiva per questi due delitti. Per lui, invece, l’iter giudiziario iniziò in ritardo a causa dell’ estradizione dalla Spagna, dove era stato arrestato nel 2009. Ieri, il procuratore generale Carmine Esposito, al termine della requisitoria, ha chiesto alla Corte di confermare la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado. Ha poi discusso l’avvocato Dello Iacono, legale di Amato, il quale ha chiesto le attenuanti generiche per il suo cliente. Ora c’è grande attesa per questa lettera che dovrebbe essere acquisita dai giudici in occasione della prossima udienza, fissata per il 5 novembre.
Nel mezzo di un tranquillo pomeriggio di inizio settimana, davanti a palazzo San Giacomo spuntano quattro bare. Al loro interno si sono fatti chiudere alcuni dei lavoratori della Multiservizi, società che gestisce per conto del Comune di Napoli il servizio di sepoltura nel lotto 1 del cimitero di Poggioreale. "Siamo qui per protestare contro i licenziamenti, i trasferimenti e i ritardi nell'erogazione degli stipendi - spiega Mario Carnevale di Ugl Campania - Dalle informazioni che abbiamo, il Comune paga l'azienda regolarmente, ma poi questa non trasferisce i soldi ai dipendenti. I ritardi ammontano a diversi mesi, ma in alcuni casi arrivano a sfiorare i due anni". Negli ultimi giorni, la Multiservizi ha licenziato cinque seppellitori, mentre altri sei sono stati trasferiti in altre città: "Un altro modo di licenziare queste persone - prosegue Carnevale - perché sarebbero obbligate a cambiare città". Quello che viene chiesto al Comune è, in qualità di ente appaltante, di farsi garante che ai dipendenti arrivino regolarmente le spettanze. Una situazione che mette a rischio le sepolture proprio nel periodo antecedente al ponte dei Morti: "Per senso del dovere - conclude il sindacalista - anche oggi sono state effettuate quaranta sepolture. Ma chiediamo anche un tavolo di confronto per fermar ei licenziamenti".
Si erano fermati su un viadotto della statale Ofantina bis, poco prima dello svincolo di Montemarano ( Avellino) per soccorrere un'auto rimasta in panne, poi sono stati travolti e sbalzati giù dal viadotto da un'altra auto che procedeva nella stessa direzione. È questa la dinamica che emerge dalle indagini dell'incidente costato la vita ad un 52enne e un 64enne. La Procura di Avellino ha aperto un'inchiesta. Le vittime sono Carmine Molisse, 52 anni, dipendente del comune di Serino (Avellino) e Antonio De Feo, 64 anni, titolare di una macelleria a San Michele di Serino (Avellino). Come facevano spesso, erano diretti verso i boschi del monte Terminio per cercare funghi. Nell'incidente sono rimaste coinvolte quattro auto e ferite altre quattro persone. Le loro condizioni non sarebbero gravi. Sul posto, dove i Vigili del Fuoco hanno da poco recuperato i corpi delle vittime, è presente insieme a carabinieri e polizia, il consulente della Procura di Avellino, Alessandro Lima. L'INCIDENTE Due persone morte e quattro rimaste ferite: è il bilancio dell'incidente stradale che stamane ha coinvolto quattro veicoli sulla strada statale 7 «Appia», a Montemarano (Avellino). Lo scontro è avvenuto all'altezza del chilometro 326. Sul posto, i carabinieri di Montella e squadre Anas impegnate nella gestione della viabilità. La statale è chiusa al traffico tra gli svincoli di Volturara (km 320) e Bolifano (km 327.4), con deviazioni in loco.
Applicato da parte del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania il cosiddetto "Codice Rosso" per le vittime di violenza sessuale
NAPOLI - Un ventiseienne rumeno è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dagli agenti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Campania in esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord.
Quindici giorni fa l'uomo molestò una ragazza poco più che maggiorenne a bordo di un treno regionale proveniente da Roma e diretto alla stazione di Napoli Centrale. Nell'ultimo vagone del convoglio il ventiseienne, approfittando dell'assenza di altri viaggiatori, si avvicinò alla giovane con una scusa banale; sedutosi di fronte a lei, si denudò e cominciò a masturbarsi. Quando la ragazza provò ad allontanarsi, la bloccò con violenza e iniziò a palpeggiarla.
Nella Stazione Centrale la diciottenne chiese aiuto alla capotreno che allertò i poliziotti della Polfer i quali rintracciarono l'uomo e lo trassero in arresto, mettendolo a disposizione dell' Autorità Giudiziaria.
In quella occasione, per la prima volta è stato applicato da parte del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania il cosiddetto "Codice Rosso" che prevede l'avvio, in breve tempo, del procedimento penale e dispone misure di tutela per le vittime di violenza sessuale. Il Gip di Napoli Nord, nella giornata del 21 ottobre, considerando i precedenti specifici del rumeno, ne ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con la prescrizione di non comunicare, con qualsiasi mezzo, con persone diverse da quelle conviventi. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno rintracciato il ventiseienne e hanno dato esecuzione all'ordinanza.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA In Costiera Amalfitanae più in generale in diverse località della Campania, nonostante siamo ormai in autunno inoltrato, sono molte le persone che affollano le spiagge.
Presto, però, quest’ondata di caldo anomalo sarà solo un ricordo che lascerà spazio a temporali e temperature decisamente più basse tipiche di questo periodo dell’anno.
Come riportato dal sito meteo.it, infatti, a prossima settimana si aprirà all’insegna del tempo stabile e ancora caldo, con temperature diffusamente oltre le medie del periodo.
A partire da giovedì 31 ottobre, però, ci sarà una possente irruzione di aria polare marittima, la cosiddetta sciabolata dal Circolo Polare Artico che investirà l’Italia.
Prima le regioni del nord-ovest e pian piano a scendere fino a coinvolgere anche la Campaniae la Costiera Amalfitana.
Questa instabilità porterà con sé cattivo tempo, caratterizzato da temporali anche di forte intensità e temperature in calo.
Insomma questa lunghissima coda d’estate sta per concludersi e sta per arrivare il momento di riporre nell’armadio costumi e infradito per riprendere giubbini e cappotti.
Dieci giorni di pedaggio gratis, ma altri 67 giorni di caos (fino al 31 dicembre) sulla Tangenziale a corsie ridotte. Il Cda si è riunito in via straordinaria per deliberare quanto richiesto dal Mit in merito alla sospensione del pedaggio. Misura di carattere straordinario ratificata ma a tempo determinato. «Fino a tutto il 5 novembre - spiega il presidente Cirino Pomicino - non un giorno di più». Una misura - aggiunge - che sarà irripetibile.
Quanto dureranno i lavori al viadotto?Due le ordinanze della società. I tempi, come detto, non saranno brevi. «La riduzione a due corsie disposta da Tangenziale di Napoli S.P.A. sul viadotto Capodichino - a seguito della indicazione del Mit di operare verifiche di sicurezza ai sensi delle vigenti norme tecniche per le costruzioni - tra le progressive km. 17+700 e km. 19+100 in entrambe le direzioni est-ovest (Capodichino - Pozzuoli), con la conseguente riduzione delle banchine laterali nelle rampe, immediatamente in uscita est ed immissione in ovest dello svincolo di Corso Malta terminerà alle 24 del 31 dicembre 2019.«Per il completamento delle verifiche di sicurezza si stimano necessari circa 90 giorni». La seconda ordinanza, la 4/2019, prevede «il divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate nei tratti autostradali Fuorigrotta/Corso Malta in direzione est-Autostrade e Corso Malta/Capodimonte in direzione ovest-Pozzuoli». In questo caso, però, il termine del divieto è previsto più avanti, il 20 gennaio 2020, scadenza più congrua alla stima dei 90 giorni necessari per le verifiche». di Elena Romanazzi IL MATTINO
«Ho quasi cent'anni», confida a voce bassa Tonino Caruso. In mano regge la scopa con cui quasi ogni mattina spazza via l'immondizia e la zella al Petraio, nel borgo gioiello del Vomero. «Qua di operatori ecologici non se ne vedono mai - aggiunge - Quindi ci penso io». «È vero - conferma Lidia Fiocco, una residente di passaggio - Se non fosse per Tonino e per gli extracomunitari che potano e puliscono pagati da noi a gettone, qui sarebbe tutto sporco. Il Petraio lo curiamo solo noi che ci viviamo». Un altro pezzo del Vomero trasandato, come trasandate sono le scale del quartiere collinare: da quella di via Luigia Sanfelice ai gradini-foresta del Petraio percorsi ogni giorno da centinaia di turisti diretti a San Martino. Stessa sorte vale per le scale di via Scarlatti che tagliano via Morghen: pareti ammuffite, decrepite e verdastre. Sono più i pezzi di intonaco caduti che quelli rimasti attaccati alle mura. E poi, per completare un altro viaggio nel Vomero trascurato, buche stradali e il giallo delle panchine sparite dell'isola pedonale: danneggiate da manovre distratte o vandalizzate da baby gang nelle ore di movida, ma sostituite in pochi casi. Dai box auto ai giardini, ecco il Vomero incompiuto Sono innegabili i tagli ai Comuni, quota 100 e i pensionamenti, l'evasione fiscale, la crisi - ne abbiamo scritto più volte su queste pagine - ma i cittadini, anche al Vomero, si sentono privati dei servizi essenziali di decoro urbano. Così, in più zone del quartiere collinare, è scattata la pulizia fai da te: ne è un esempio anche il Petraio, con Tonino l'operatore centenario, e con gli spazzini migranti sovvenzionati dai residenti: «Abbiamo dato venti euro a un giovane straniero la settimana scorsa - prosegue Lidia Fiocco - che ha potato le erbacce sulle scale. Ha fatto un buon lavoro. In alternativa, il Comune verrebbe una volta ogni 3 anni. Inoltre qui al Petraio c'è un contenzioso sulla competenza per la pulizia tra Vomero e Chiaia. Ma in definitiva non viene mai nessuno, se non sollecitato più volte». All'assenza di potatori e spazzini si aggiungono gli incivili che, anche sulle scale del Petraio o nella vicina via Luigia Sanfelice, lasciano sacchi di immondizia e macerie edili. Sono tanti i visitatori stranieri che percorrono le scale che portano dritte a via Caccavello e San Martino. Eppure i gradini a un certo punto diventano una selva di malerba non potata. Le scale di via Sanfelice sono messe leggermente meglio, ma i ciuffetti di erbacce cominciano a diventare tanti. Anche qui. Restando in tema di gradini, quelli di via Scarlatti e via Morghen sono messi malissimo, e non solo perché le scale mobili Anm funzionano a singhiozzo. Tra le pareti delle rampe che portano verso San Martino e verso la sede della V Municipalità Vomero-Arenella, tra una scritta spray e l'altra, si aprono intensi buchi di cemento. Dove il cemento non manca, per contrappasso manca l'intonaco. In alcuni punti il giallo ocra originario è stato sostituito da un verde muffa. Scese le scale, senza lasciare via Scarlatti, ci si imbatte poi nel mistero delle panchine scomparse. Sul pavimento si vedono decine di fossette lasciate vuote dai piedi di metallo che una volta sostenevano assi di legno. «La tecnica è quasi sempre la stessa - denuncia Gennaro Capodanno, presidente del Comitato valori collinari - Prima la panchina viene azzoppata o si ritrova con i sostegni dello schienale rotti. Seguono transennamento provvisorio e rimozione. Il tutto senza che, in genere, la panchina venga sostituita. A oggi ne restano appena 18 per l'isola pedonale». L'ultima rimozione di panchina risale all'altro ieri e probabilmente, in questo caso, verrà sostituita. Ma come si spiega il fenomeno? A volte - vociferano in coro i commercianti - sono i camion a falciarle durante una manovra distratta. Altre volte vengono vandalizzate dalle gang incivili di ragazzini nelle ore di movida. «Tempo fa - rivela una esercente di via Scarlatti - una mattina aprimmo il negozio e la panchina non c'era più. Qualcuno l'aveva caricata in spalla e portata in via Cilea. La ritrovammo lì qualche giorno dopo». In ultimo, le buche e le discariche. Le prime si aprono nell'asfalto del Vomero come in quello di tutta la città. Eppure, in certi casi, come in vico Acitillo e via Caccavello, si tratta di quasi voragini. Altre volte, invece, di dissesti stradali su arterie primarie. Via Cilea su tutte: l'asfalto qui è divorato in vari punti della carreggiata. E, dal pavimento del marciapiede sono saltati via diversi mattoni: chissà come e perché, ma di certo da molto tempo. Anche le discariche spuntano, purtroppo, in tutti i quartieri di Napoli. Legni abbandonati e sacchetti appoggiati ai cancelli, sui muri dei palazzi o smarriti sul ciglio della strada anche in via Belvedere, oltre che al Petraio, in via Sanfelice e ovunque arrivino gli incivili.
Maxi operazione della polizia a Napoli: su delega della Procura distrettuale Antimafia, sono state arrestate nella notte 22 affiliati al nuovo clan attivo nella zona di Sant'Erasmo che fa capo a Carmine Montescuro. Secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Dda di Napoli e condotte dalla Squadra mobile, Montescuro faceva da mediatore tra le varie famiglie: divideva i proventi delle estorsioni, messe a segno anche nei cantieri di via Marina, tra le organizzazioni a seconda della loro importanza sul territorio. L'area di azione del nuovo clan non a caso viene considerata dagli inquirenti una piccola Svizzera. A finire in manette esponenti del clan D'Amico, Rinaldi, Aprea e anche lo stesso capoclan Montescuro.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sant’Antonio Abate. Picchia la moglie colpendola con una sedia alle gambe, poi stordisce il bambino di 9 anni a colpi di pentolino in testa. I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate hanno arrestato un 53enne per maltrattamenti in famiglia. Intervenuti nell’abitazione di famiglia dopo la chiamata da parte della donna che chiedeva aiuto, i carabinieri si sono trovati davanti la signora che era stata da poco colpita alla gamba dal marito con una sedia al culmine dell’ennesima discussione e il loro figlio di 9 anni con la testa dolorante perché il padre lo aveva ferito con un pentolino. Il 53enne è stato bloccato immediatamente e portato in caserma, dove i carabinieri hanno raccolto la denuncia della donna la quale ha raccontato di violenze che andavano avanti da 17 anni, cioè da quando sono sposati.Dopo la convalida dell'arresto, il giudice del tribunale di Torre Annunziata ha sottoposto il 53enne violento al divieto di dimora nel Comune di Sant’Antonio Abate e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Adesso ci sono le prove e quello che era un sospetto diventa tragica realtà. Dietro l'accatastamento di rifiuti lungo gli assi viari e in particolare e ridosso dei campi rom c'è un vero e proprio business. Robivecchi e addetti alle pulizie delle cantine sono parte integrante di questo affare che vede coinvolte le loro attività abusive e i residenti dei campi nomadi. A scoprire tutto sono stati i carabinieri della stazione di Qualiano coordinati dalla compagnia di Giugliano diretta dal capitano Andrea Coratza. I militari hanno scoperto che dietro lo sversamento di rifiuti di ogni genere c'è infatti un commercio illegale. Ovvero ogni scarico viene pagato dai 20 ai 30 euro. Questo il prezzo per inquinare una grossa fetta di territorio a danno di una intera collettività che subisce purtroppo inerme le decisioni di criminali senza scrupoli.