BARI - La Puglia dello sport e delle grandi imprese è sotto choc. È morto Pieto Mennea, la «Freccia del Sud», all'età di 61 anni. Barlettano doc (nato il 28 giugno 1952), ex velocista azzurro, olimpionico, per anni è stato il primatista mondiale dei 200 metri. Da tempo lottava con un male incurabile e si è spento questa mattina in una clinica a Roma.
IL CURRICULUM - Mennea è stato detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996, con il tempo di 19" 72 (attuale record europeo). Ha cominciato la sua lunga carriera internazionale nel 1971, agli Europei, piazzandosi al sesto posto nei 200 e conquistando il bronzo assieme alla staffetta 4X100. Dopo qualche anno sottotono ma coronato da successi a Giochi del Mediterraneo e Universiadi (all'Olimpiade di Montreal chiuse senza medaglie), Mennea si rilancia a Praga, nel '78, centrando l'accoppiata europea 100-200. Ma per scrivere la storia bisogna aspettare Città del Messico: Mennea vince i 200 in 19"72, nuovo record del mondo che resistera' per ben 17 anni, battuto solo da Michael Johnson ai Trials per Atlanta '96. A Mosca, ai Giochi Olimpici, Mennea vince l'oro, beffando per due centesimi Allan Wells, poi torna dalla Russia anche col bronzo della 4X400 e nel 1981 annuncia il ritiro. Ma poi ci ripensa e arrivano altre due medaglie mondiali (bronzo nei 200 e argento nella 4X100 a Helsinki '82) e un oro ai Giochi del Mediterraneo nei 200. Il 28 luglio dell'anno scorso, in concomitanza con la prima giornata ufficiale di gare alle Olimpiadi di Londra, si sono celebrati anche i 32 anni dalla storica e memorabile medaglia d'oro di Mennea ai Giochi di Mosca 1980. Era infatti il 28 luglio quando il recordman del mondo sulla distanza, con una rimonta che ancora oggi fa emozionare, conquistò per se stesso, per l'Italia e per tutti i tifosi, una vittoria che è entrata nella memoria collettiva di tutti gli sportivi. Con il tempo di 20"19, l'atleta di Barletta salì sul gradino più alto del podio davanti al britannico Wells e al jamaicano Quarrie.
LA CAMERA ARDENTE - Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato precipitosamente da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro e ha disposto l'allestimento della camera ardente per pomeriggio, nella sede del Coni, a Roma. In una recente intervista al Corriere del Mezzogiorno aveva tracciato un bilancio sull'atletica italiana e sulla sua Puglia, foriera di talenti.
Vito Fatiguso CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
21 marzo 2013