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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ponti chiusi, disagi per il traffico

19 Marzo 2013, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Disagi e code questa mattina sulle strade modenesi per via dei ponti chiusi in seguito alle piene dei fiumi. Alle 23,30 di ieri è stata interrotta la circolazione sui ponti di Modena, Alto e passo dell'Uccellino. Gli accessi sono stati transennati quando il livello delle acque ha superato gli 8 metri sullo zero idrometrico. Chiusi anche ponte Motta a Cavezzo e il ponte di Strettara a Montecreto. Si tratta di misure precauzionali adottate nell'attesa che passi l'ondata di piena. Sempre nella notte è stato chiuso il ponte di via Curatona, in zona Fossalta, a causa dell'ingrossamento del torrente Tiepido. E' stato invece riaperto questa mattina il ponte di Navicello vecchio sulla provinciale per Nonantola. Due chilometri di auto in attesa sull'A22, in direzione sud, all'altezza dello svincolo per l'A1. In Appennino è alta l'attenzione per le frane vecchie e nuove che, a seguito delle piogge e dello scioglimento della neve, potrebbero rimettersi in movimento.

TRC TELEMODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Meteo, pioggia e fiumi alti

19 Marzo 2013, 12:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA In tutta l'Emilia Romagna è allerta meteo della protezione civile per pioggia e vento. Tra Piacenza e Reggio Emilia questa mattina era addirittura neve, e sono scattati i controlli ai mezzi che imboccavano l'autostrada. Un posto di blocco anche a Modena nord, al raccordo con l'A22. Nel resto del territorio è stata sempre pioggia battente, Appennino compreso. In realtà nelle prime ore della giornata i fiocchi bianchi erano scesi anche in maniera abbastanza copiosa, poi la neve si è trasformata in pioggia e, a fine mattina, a Fanano, erano già caduti 100 millimetri di acqua. Già questa mattina era chiuso il ponte di Strettara a Montecreto, per il livello di acqua raggiunto alla diga di Riolunato, interessata da lavori. Era stato riaperto meno di una settimana fa, dopo essere rimasto off limits a causa dello scorso maltempo; ha subito dovuto fare i conti con una nuova emergenza idrogeologica. Non va meglio in pianura: nel bolognese è sotto stretta osservazione l'intero bacino del Reno, affluenti compresi, ed anche per i territori attraversati dalle due aste fluviali modenesi è già stato raggiunto il livello di attenzione e la protezione civile sta valutando se aprire lo stato di allerta. Il colmo della piena potrebbe arrivare nel corso della notte e per volontari e tecnici si prospettano ore di intenso lavoro. Le temperature si sono alzate, la neve si è presto sciolta ed i fiumi ingrossati. Ma il problema non sono solo le piene di Secchia e Panaro. In montagna sono tanti i dissesti, molte frane storiche avevano già ricominciato a muoversi: smottamenti erano stati registrati nei giorni scorsi a Prignano, Palagano, Guiglia e Pievepelago, e non tutte le criticità erano state risolte. La nuova pioggia non potrà che peggiorare la situazione. Come è accaduto sull'A1, ad esempio, dove oggi pomeriggio è stato chiuso il tratto di autostrada fra Pian del Voglio e Barberino, a causa di uno smottamento. In breve si sono creati diversi km di coda, prima dell'intervento con uno scambio di carreggiata. Nel reggiano, invece, sono state evacuate due famiglie: a Roteglia, le loro abitazioni erano minacciate dallo smottamento di una collina prevalentemente d'argilla. Nel pomeriggio la pioggia ha ceduto il posto a qualche raggio di sole, ma le previsioni sul fronte meteo non sono per nulla confortanti: le schiarite continueranno anche nella giornata di domani, ma tra mercoledì e giovedì è previsto l'arrivo di una nuova perturbazione.

TRC TELEMODENA

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CIOCIARIA NEWS CASSINO Appartamento in fiamme, famiglia cassinate evacuata dai pompieri con l’autoscala

19 Marzo 2013, 12:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Appartamento in fiamme, oggi pomeriggio, in pieno centro a Cassino. L’allarme incendio è arrivato alla centrale dei vigili del fuoco di Frosinone poco dopo le 15.30. Il rogo si è sviluppato per cause ancora al vaglio degli investigatori al secondo piano di una palazzina in via Riccardo da San Germano. Sul posto sono arrivate due squadre di vigili del fuoco più un’auto scala indispensabile, questa, per evacuare la famiglia del terzo piano rimasta prigioniera, non tanto delle fiamme, quanto del denso fumo che ha invaso le scale e anche il loro appartamento. Le operazioni di spegnimento hanno costretto i carabinieri sul posto a chiudere la strada con inevitabili conseguenze per il traffico.

IL PUNTO A MEZZOGIORNO

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2013/03/18/appartamento-in-fiamme-famiglia-cassinate-evacuata-dai-pompieri-con-lautoscala/

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CIOCIARIA NEWS Utilizza fatture false, la Guardia di Finanza gli sequestra casa e quote di società

19 Marzo 2013, 11:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Guardia di Finanza di Sora, nel corso di una verifica fiscale nei confronti di una società operante nel settore della costruzione di edifici residenziali, aveva accertato che la stessa, aveva fatto ricorso a numerose fatture per operazioni inesistenti per ammontare complessivo di 2.000.000 di euro. Al termine dell’attività ispettiva erano scattati i recuperi a tassazione e la denuncia del legale rappresentante della società alla Procura della Repubblica di Cassino per i reati di dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti. Le Fiamme Gialle avevano altresì proposto all’Autorità Giudiziaria procedente di sottoporre a sequestro i beni dell’imprenditore in valore equivalente al profitto del reato, cioè all’imposta evasa. Tale richiesta è stata accolta per cui i militari della tenenza della Guardia di Finanza di Sora sono tornati dall’imprenditore verificato, un cinquantenne di Castelliri, per procedere all’esecuzione del sequestro preventivo di somme di denaro, dell’abitazione di proprietà e di quote societarie. Come noto, la legge finanziaria del 2008, ha introdotto una norma che consente di aggredire, in presenza di reati fiscali, beni di proprietà dell’evasore fino al recupero dell’importo non versato o dovuto mediante l’estensione dell’applicazione del sequestro preventivo della fase delle indagini preliminari. L’attività posta in essere si inquadra nel contesto di una lotta molto determinata contro l’evasione fiscale che viene condotta dalla Guardia di Finanza, con particolare riferimento alle forme fraudolente, tra le quali quella caratterizzata dal ricorso alle fatture per operazioni inesistenti.

IL PUNTO A MEZZOGIORNO

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2013/03/19/utilizza-fatture-false-la-guardia-di-finanza-gli-sequestra-casa-e-quote-di-societa/

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TOSCANA NEWS LIVORNO Sprechi e incuria: tour da intrusi nella sede Asl di Monterondo

19 Marzo 2013, 11:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un cronista entra indisturbato negli uffici e può rovistare ovunque, tra fascicoli, computer e documenti protocollati LIVORNO - Sul retro dell'entrata principale è attaccato un bigliettino: chi esce dopo le ore 19 è pregato di chiudere il portone. Il messaggio è rivolto alla sessantina di impiegati dell'Asl 6 rimasti a presidiare la sede di Monterotondo. Anche loro tra pochi giorni lasceranno il colle. Entro metà aprile, infatti, è prevista l'ultima tranche del trasferimento in viale Alfieri. Intanto però Monterotondo resta aperto. E mai l'aggettivo "aperto" fu più adatto. Perché nell'ex villa Rodocanacchi oggi possono entrare tutti. Basta arrivare nell'orario di lavoro degli uffici e salire le scale. FOTO Gli uffici abbandonati Noi l'abbiamo testato, due volte in una mattina. Abbiamo anche incontrato alcuni impiegati. "Buongiorno", "buongiorno". Nessuno vedendoci salire ci ha chiesto dove stavamo andando. Terminata la terza rampa ci siamo fatti indisturbati un giro nelle stanze che furono del direttore generale e dei suoi uomini più fidati. Non c'è quasi più nulla, ma che il trasloco sia rimasto incompleto è evidente In tre stanze sono ammassati dei fascicoli, buttati a terra. Tutto protocollato, firmato e controfirmato dai direttori. Di interessante non ci troviamo granché. Ma resta il fatto che oltre a determine e provvedimenti ufficiali ci sono anche comunicazioni personali. Che potremmo metterei in borsa e portare a casa. La stessa cosa con un computer - un po' datato - che troviamo nell'altra ala del terzo piano. Lì l'elegante ristrutturazione del direttore Calamai non ci è arrivata. Ora il terzo atto della telenovela. Con quel terzo piano abbandonato a se stesso e condizionatori, mobili nuovi e apparecchiature tecnologiche pagate con i soldi dei contribuenti, lasciati alla mercé di chiunque in una sorta di self service. Certo, non sarebbe semplice portar via una scrivania o un condizionatore a mezzogiorno (ma il videoproiettore e i fascicoli sicuramente sì), ma non si può non notare la facilità con cui entrando nella villa in orario di ufficio si potrebbe attendere la chiusura del portone a sera e poi portarsi via un infisso al giorno oppure uno split o magari passare al setaccio il pian terreno, il primo e secondo piano dove gli uffici sono ancora funzionanti e dove ci sono documenti importanti ma anche computer e telefoni pagati coi soldi nostri e oggi decisamente poco tutelati

FONTE IL TIRRENO

19 MARZO 2013

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CIOCIARIA NEWS Escono di strada sulla provinciale Fondi-Sperlonga, tre giovani in prognosi riservata

19 Marzo 2013, 11:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Escono di strada con l’auto e rimangono gravemente feriti. E’ accaduto questa notte sulla provinciale Fondi-Sperlonga quando, poco dopo l’1, una Minicouper con tre ragazzi a bordo è uscita di strada capottando più volte e aprendosi letteralmente in due. Sul posto sono arrivati immediatamente i mezzi del 118 e dei vigili del fuoco. Per i tre, tutti feriti in modo grave, è stato necessario il trasporto in ospedale dove restano in prognosi riservata. Uno dei due, le cui condizioni sembrano più gravi, è stato disposto nel corso della notte il trasferimento al Santa Maria Goretti di Latina. Intanto ci si interroga sulla causa del sinistro che pare sia il frutto di alcune concause tra cui la velocità e l’asfalto reso viscido dalla pioggia.

IL PUNTO A MEZZOGIORNO

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2013/03/18/escono-di-strada-sulla-provinciale-fondi-sperlonga-tre-giovani-in-prognosi-riservata/

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO «Porto monopolizzato dalla mafia» La Dia sequestra società di servizio

19 Marzo 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/19/porto_palermo--180x140.jpg?v=20130319103435

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sigilli a beni per 30 milioni di euro: Cosa Nostra avrebbe controllato trasporto, logistica e distribuzione delle merci PALERMO - La Dia sta ultimando il sequestro (valore 30 milioni) delle società di servizio dei porti di Palermo e Termini Imerese, disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Il provvedimento riguarda Portitalia, New Port, Tcp-Terminal Containers Palermo, Csp-Compagnia Servizi Portuali e la coop Clpg Tutrone, nella disponibilità degli appartenenti e/o contigui a Cosa nostra: i due Antonino Spadaro, di 56 e 64 anni, Maurizio Gioè, di 54, Girolamo Buccafusca, 55 anni, tutti di Palermo. Avrebbero monopolizzato trasporto, logistica e distribuzione delle merci nei due porti. La New port Spa che nasce dalla trasformazione delle Compagnie Portuali in società ha monopolizzato, secondo l'accusa, di fatto, il trasporto, la logistica e la distribuzione delle merci nei due principali scali portuali dell'area palermitana fino alla prima metà del 2011 quando, nel mese di giugno, in seguito all'intervento della Prefettura di Palermo, ha ceduto i propri rami d'azienda a due nuove società, la Portitalia Srl. e la Tcp Soc Coop arl. La società aveva costituito un network nei punti strategici del Mediterraneo, quali i porti di Savona, Genova, Palermo, Termini Imerse (PA) e Valencia, in Spagna. «Un'attenta analisi dei vari passaggi che avevano caratterizzato la trasformazione della vecchia cooperativa lavoratori portuali, fino alla creazione della «New port S.p.A», evidenzia che il cambiamento della ragione sociale, di fatto, non ha mutato - affermano i magistrati - la reale composizione dei titolari delle quote azionarie, con riferimento a quelle persone coinvolte a vario titolo, in vicende di mafia». La New Port aveva fra i soci, anche lavoratori, numerosi pregiudicati per vari reati tra cui Antonino Spadaro, 57 anni, presunto affiliato della famiglia mafiosa della Kalsa, Antonino Spadaro, 65 anni, denunciato per associazione per delinquere nel 1982, Girolamo Buccafusca, 57 anni, affiliato alla famiglia mafiosa della Kalsa con precedenti per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione di tipo mafioso ed estorsione «Sebbene la New Port avesse provveduto attraverso mirate operazioni di restyling ad allontanare i pregiudicati nonchè a cedere il ramo d'azienda alle altre due società appena costituite: Portitalia e Tcp le relative modalità di pagamento della cessione, - affermano gli investigatori - che prevedendo in entrambi i casi il limite temporale di 18 anni per il saldo del prezzo di vendita, apparivano chiaramente calibrate per una operazione di riassetto formale ed al fine di eludere l'interdittiva prefettizia». Sono state sequestrate oggi le quote sociali ed i beni aziendali delle società, per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

19 MARZO 2013

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CILENTO NEWS CASALVELINO Beni demaniali civici, ricorso al Presidente della Repubblica

19 Marzo 2013, 11:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Casal Velino. Un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica affinché annulli le elezioni del Comitato dell’amministrazione separata dei demaniali civici della frazione di Acquavella del Comune di Casal Velino. Lo hanno proposto alcuni abitanti avverso la decisione del Comune di convalidare i risultati della tornata elettorale. “…è stata attribuita la facoltà di voto - si legge nel ricorso presentato dallo studio legale Gaetano Lipiani e Giuseppe De Vita - ai residenti della frazione Bivio, mentre se si fossero individuati in modo corretto i soggetti titolari dell’elettorato attivo, in ragione della loro effettiva residenza nella frazione Acquavella, si sarebbe avuto certamente un risultato diverso”. Il Comitato di Acquavella è un “unicum” in campo regionale e dal 1954 amministra il vasto patrimonio di terreni ex feudali su cui per secoli, prima dell’abolizione del feudo, i cittadini hanno esercitato i diritti civici. Solitamente le consultazioni per l’elezione del Comitato si sono tenute ogni cinque anni, ma le ultime consultazioni di novembre si sono svolte a otto anni di distanza dall’ultimo rinnovo e dopo tre anni e mezzo di commissariamento. Dopo l’avvicendarsi di tre commissari, a febbraio l’incarico è stato affidato alo stesso Giordano che il 17 luglio ha comunicato la scadenza del suo mandato. Le elezioni si sono svolte il 18 novembre con la lista “La Sveglia” che ha sopravanzato quella denominata “La Rinascita”. Ora la richiesta di revisione del Comitato che è composto da: Stefano Morinelli presidente; Mariano Scola, Beniamino Cammarota, Angelo Mondelli e Francesco Tierno componenti. Lo stesso Comitato che ha deciso di presentare una memoria per opporsi al ricorso straordinario che “…evidenzia agioni di infondatezza perché oltre a essere contraddittorio nel contenuto, uno dei ricorrenti pur essendo residente nel territorio di Casal Velino è nato in un altro paese del territorio, presenta profili vari di illegittimità e incongruenza”.

Nicola Salati METROPOLIS

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CILENTO NEWS Roccadaspide Per sette giorni veglia il padrone stroncato dall’infarto

19 Marzo 2013, 11:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Roccadaspide. Gesto d’amore di un cane per il settantasettenne Gabriele D’Angelo trovato senza vita nella sua abitazione a Tempalta

Roccadaspide. Il padrone erà deceduto lunedì scorso, per un infarto, e lui fino a sabato è rimasto a vegliarlo all’esterno dell’abitazione nella campagna in località Tempalta (foto a lato). Gesto di amore quello di Hurrà, un cane meticcio di taglia media e dal pelo bruno, nei riguardi del settantasettenne pensionato Gabriele D’Angelo che da oltre tre anni lo aveva accolto con lui. Ed è stato necessario l’intervento del veterinario dell’Asl Salerno, Antonio Greco, per farlo allontanare e permettere l’accesso in casa dei vigili urbani, il comandante Angelo De Rosa e l’agente Ermanno Cortese (nella foto in alto a destra), che null’altro hanno potuto constatare se non il decesso dell’uomo il quale da tempo viveva da solo dopo la separazione dalla moglie. Era stata la figlia, unica donna tra i tre figli dell’uomo scomparso, a dare l’allarme al comando dei vigili urbani di Roccadaspide dopo che sabato sera, per l’ennesima volta, non era riuscita a mettersi in contatto con il padre. Una storia, quella di “Hurrà”, che ha commosso l’intera cittadinanza di Roccadaspide e la stessa famiglia del pensionato i cui funerali si sono svolti nella giornata di ieri presso la Chiesa madre del centro della Valle del Calore. Infatti i vestiti dell’uomo in alcuni punti erano stati strappati, a significare che il cane aveva tentato di trascinare via l’uomo per salvarlo. Inutile. Ma “Hurrà” ora sarà accudito dalla figlia dell’uomo che in nessun modo voleva lasciare.

Ilaria Di Stasi METROPOLIS

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS CAVA DE TIRRENI I 18 alloggi di Pregiato sono senza corrente

19 Marzo 2013, 11:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Disagi e altre diffi coltà per gli ex-terremotati di Pregiato: è una continua odissea per gli assegnatari degli alloggi del complesso edilizio di via Luigi Ferrara a Cava de’ Tirreni, gli ultimi inquilini vivono a lume di candela perché manca la corrente elettrica mentre la ditta predisposta e gli uffi ci Enel si contendono la patata bollente. Sono 18 gli alloggi consegnati lo scorso 6 febbraio, ma ad oggi solo una delle famiglie ha effettivamente messo piede nell’appartamento assegnato a causa delle condizione davvero precarie del prefabbricato di residenza, gli altri attendono che l’impianto elettrico sia defi nitivamente funzionante. A quanto pare mancano i contatori dell’Enel: tra comune metelliano, uffi ci amministrativi dell’ente e ditta che si occupa dell’allaccio è un continuo rinvio di responsabilità. Stando a quanto dichiarato dai responsabili della sede Enel di Salerno, infatti, la spiegazione della mancata installazione dei contatori sembrerebbe essere dovuta al fatto che l’impresa che si occupa dell’impianto in loco non ha ancora provveduto all’allacciamento delle canalizzazioni per il cavo di collegamento principale. Per tutta risposta invece la ditta afferma che le canalizzazioni sono state regolarmente predisposte e che l’ultimo passo, quello del collegamento al cavo principale, sia compito di cui l’Enel in primis è responsabile e al quale non si è ancora inspiegabilmente provveduto. Venuto a conoscenza del qui pro quo tra sede e ditta, l’ingegnere capo del comune di Cava de’ Tirreni e dirigente responsabile, Antonio Attanasio, ha assicurato che in breve tempo si sarebbe provveduto alla risoluzione del problema. Elettricità o meno, quello che sconcerta maggiormente residenti effettivi e assegnatari in attesa è il fatto che l’ “operazione alloggi” faccia – letteralmente e metaforicamente parlando – acqua da ogni parte. Sembrerebbe che, prima di prendere possesso dell’appartamento, ogni famiglia sia tenuta a fi rmare un contratto d’affi tto in cui viene precisato che l’inquilino ha visionato tutte le certifi cazioni in merito al collaudo dell’impianto elettrico e del gas quando invece così non avviene. «Come si fa a prendere visione di una cosa che ancora non è stata fatta? – protestano a voce alta le vittime di una negligenza senza responsabili accertati e sempre più disarmante – Per l’ennesima volta ci prendono in giro mandandoci a “comprare il pepe”, ma ora basta, non si può andare avanti così».

Giuseppe Ferrara METROPOLIS

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