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TOSCANA NEWS LIVORNO Morì per difendere il suo cane, inchiesta archiviata

29 Marzo 2013, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

208094 125693037505915 1547046 nINSERITO DA MICHELA MARTINI Respinta l’opposizione dei familiari della vittima: nessuna responsabilità dell’unica indagata nell’indagine. Decisiva la perizia medicolegale

LIVORNO. Nessun colpevole per la morte di Laura Casella, l’anziana di 78 anni deceduta il 25 giugno scorso dopo una lite scoppiata per difendere il suo cane all’interno di un negozio di frutta in via delle Navi, nel quartiere di Borgo Cappuccini.

Il giudice per le indagini preliminari Antonio Pirato nei giorni scorsi ha infatti respinto la richiesta di opposizione presentata dai familiari della vittima rappresentati dall’avvocato Massimo Gambacciani e ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di Kriszstina Lazar, 45, indagata con l’accusa di omicidio preterintenzionale perché poco prima del malore letale aveva litigato e spinto - secondo un testimone - la settantottenne.

Nelle motivazioni al decreto di archiviazione il giudice definisce «infondata» l’opposizione poiché «le ulteriori investigazioni non possono essere concretamente utili all’accertamento dell’attribuibilità dell’evento infausto alla colpa dell’indagata e, prima ancora di un nesso di casualità di comprovata solidità tra la condotta aggressiva tenuta dall’indagata e l’evento, il cui determinismo appare più versosimilmente trovare la propria spiegazione in una relazione causale del tutto naturale e non per fatto violento che può, al più, avere assunto il ruolo di mera occasione». Dunque Luana Casella sarebbe deceduta lo stesso quella mattina nonostante la lite che forse ha solo accelerato quel processo.

Decisiva la perizia medico legale chiesta dal pubblico ministero Fiorenza Marrara che ha condotto le indagini.

«Per quando non sia possibile arrivare a certezze assolute circa la causa ultima dell'arresto cardiocircolatorio - scrive nella relazione - si ritiene che l'intenso stress emozionale patito dalla vittima nel corso dell'alterco abbia costituito un momento idoneo ad innescare la cascata di eventi che hanno repentinamente condotto alla cessazione dell'attività cardiaca».

FONTE IL TIRRENO

29 marzo 2013

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