PRIMO PIANO Stuprata a 6 anni da 70enne: «Non è vero, ho fatto solo "giochetti" erotici»
TREVISO - Stuprata a 6 anni dall’amico del patrigno che cerca di difendersi ma la scusa sembra, nei fatti, aggravare la sua posizione: «Mai sesso completo, soltanto giochetti erotici». Una tesi che non sposta di una virgola l’impianto accusatorio, ma che potrebbe far allargare l’indagine e portare al coinvolgimento di altri "orchi".
È questa l’angosciante verità che, da quanto è filtrato, sarebbe emersa ieri a margine dell’incidente probatorio in indagini nel quale un 70enne è chiamato a rispondere diviolenza sessuale aggravata su una bambina, all’epoca dei fatti di 6 anni e oggi 12enne. Abusi sessuali che sarebbero andati avanti per anni e che solo alcuni mesi fa sono venuti alla luce. Una scoperta agghiacciante innescata da una "malattia" della bambina che ha richiesto una visita pediatrica e ginecologica dalla quale, dopo un esame tecnico specifico, è emerso che la ragazzina, tra il 2007 e il 2010, aveva avuto rapporti sessuali completi, perdendo la propria verginità. La madre, con il cuore in tumulto, ha convinto la bimba a parlare. Immediata l’accusa all’amico di famiglia 70enne. Poi la fuga di madre e figlia e la denuncia agli investigatori della polizia e al pm Francesca Torri.
Il 70enne, che continua a vivere con il patrigno della bambina, ha provato a spiegare nel corso di un interrogatorio in Questura. «Nessun contatto con la bambina fino al 2010 - ha spiegato, assistito dall’avvocato Giuseppe Pio Romano -. Poi, è vero, ci sono stati dei giochetti sessuali, ma era lei a venire nella mia camera. Io non sono mai andato a trovarla nel cuore della notte». Una ricostruzione che ha lasciato più dubbi che certezze al pm Torri che ha chiesto e ottenuto dal giudice Umberto Donà un incidente probatorio in indagini nel quale la bambina e la madre sono state assistite dall’avvocato Pretty Gorza.
Restano molti i lati oscuri di una vicenda nella quali le violenze sessuali patite dalla bambina sembrano inserirsi in un ambiente squallido e degradato dove la promiscuità tra adulti e bambini sembrava all’ordine del giorno. Solo così si può spiegare come abusi tanti atroci possano essere rimasti nascosti per tanto tempo. Per questo la difesa ritiene che siano ancora tante le domande senza risposta. Chiarimenti che potranno arrivare solo dalle persone che avevano fondato una sorta di "comune ottocentesca" e, dal 2006, abitavano sotto lo stesso tetto, ora diventato la casa degli orrori.
di Roberto Ortolan IL GAZZETTINO.IT
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