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NEWS ITALIA E DAL MONDO Sindaco Tarquinia a M5S,non filmare aula Consiglio, primo cittadino ci ha dato dei fascisti

29 Marzo 2013, 12:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Sindaco Tarquinia a M5S,non filmare aula397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - VITERBO, 29 MAR - Niente riprese del consiglio comunale di Tarquinia. A vietarlo e' il sindaco Mauro Mazzola, che ha impedito al Movimento 5 Stelle di utilizzare le telecamere in aula. ''Ci ha negato la possibilita' di filmare il consiglio, bocciando la nostra richiesta di autorizzazione, e ci ha dato dei fascisti'', dice il consigliere del M5S di Tarquinia, Cesare Maria Celletti. ''Pretendono di filmare i lavori e poi si rifiutano di parlare con i giornalisti, considerandoli appestati'', ribatte il sindaco.
ANSA 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ingerisce 85 ovuli eroina, arrestata Residente a Roma, aveva preso un volo dalla Nigeria

29 Marzo 2013, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ingerisce 85 ovuli eroina, arrestata546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI  - FIUMICINO, 29 MAR - Un chilo e mezzo di eroina suddivisa in 85 ovuli ingeriti. E' quanto hanno sequestrato gli agenti del Commissariato di Fiumicino e il personale della Polizia di Frontiera a una nigeriana di 27 anni all'aeroporto di Fiumicino. La giovane, residente a Roma da tempo, dopo aver ingerito gli ovuli stava per imbarcarsi su un volo proveniente dalla Nigeria diretto a Roma. La pusher, che e' stata arrestata, aveva ingerito gli ovuli prima dell'imbarco. La droga e' stata sequestrata.
ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Pasqua: affollate aerostazioni Roma 600mila passeggeri previsti in scali romani, 70% internazionale

29 Marzo 2013, 12:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Pasqua: affollate aerostazioni Roma546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI  - FIUMICINO, 29 MAR - Il traffico pasquale entra nel vivo, con passeggeri oltre la media, negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, nonostante il meteo non favorevole al turismo e la crisi economica. A cavallo delle festivita', prima e dopo Pasqua, la societa' Aeroporti di Roma prevede, tra partenze e arrivi, 600 mila passeggeri con punte giornaliere di 120 mila viaggiatori. Il 30% e' rappresentato da traffico domestico mentre il rimanente 70% e' internazionale, di cui il 30% circa extra Ue.
ANSA

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TOSCANA NEWS Fermo a letto dopo l’incidente l’appello: «Chi ha visto parli»

29 Marzo 2013, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA "Sei stato a letto con mia moglie" : aggredisce e rapina un anziano

29 Marzo 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE LIVORNO Auto da rally, test alla Valle Benedetta: sabato transito a singhiozzo

29 Marzo 2013, 11:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELA MARTINI LIVORNO. Sabato 30 sulle strade della Valle Benedetta transito a singhiozzo: c’è da effettuare test su strada per auto da rally. L’ha deciso la Provincia accogliendo la richiesta dell’associazione sportiva Proracing: riguarda le strade provinciali 5/A della Valla Benedetta («dal km 8,800 al km 11,900») e 5/B della Fociarella («per l’intero tratto»). Lo stop sarà dalle ore 9 alle ore 18,30, secondo quanto disposto dall’ordinanza del dipartimento infrastrutture di Palazzo Granbducale: ma per limitare quanto possibile i disagi per gli automobilisti («e consentire il regolare deflusso dei mezzi ordinari»), sono previsti «intervalli di riapertura al transito all'incirca ogni 20/25 minuti». Prima di ogni riapertura – viene specificato dalla Provincia – gli organizzatori «dovranno verificare che il percorso risulti libero dai mezzi impiegati nei test e che non si siano verificate condizioni o eventi che possano determinare pericolo o limitazione per la normale circolazione».

Durante i momenti di sospensione della circolazione (in entrambi i sensi di marcia per qualunque veicolo che non partecipi ai test) sarà anche «vietata la sosta su entrambi i lati della carreggiata». Non solo: sulle strade secondarie e là dove si interescano i tratti stradali interessati ai test saranno predisposte «segnalazioni luminose, manuali e segnaletica, con presenza dei soggetti preposti alla vigilanza»: inutile dire che gli automobilisti «sono tenuti a rispettarle scrupolosamente». Vietato anche – non solo per i veicoli ma pure per i pedoni – attraversare la strada. Si raccomanda, comunque, ai conducenti e ai pedoni di fare la massima attenzione ed adottare tutte le cautele necessarie ad evitare pericoli per sé e per i piloti.

FONTE IL TIRRENO

28 marzo 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Morì per difendere il suo cane, inchiesta archiviata

29 Marzo 2013, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

208094 125693037505915 1547046 nINSERITO DA MICHELA MARTINI Respinta l’opposizione dei familiari della vittima: nessuna responsabilità dell’unica indagata nell’indagine. Decisiva la perizia medicolegale

LIVORNO. Nessun colpevole per la morte di Laura Casella, l’anziana di 78 anni deceduta il 25 giugno scorso dopo una lite scoppiata per difendere il suo cane all’interno di un negozio di frutta in via delle Navi, nel quartiere di Borgo Cappuccini.

Il giudice per le indagini preliminari Antonio Pirato nei giorni scorsi ha infatti respinto la richiesta di opposizione presentata dai familiari della vittima rappresentati dall’avvocato Massimo Gambacciani e ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di Kriszstina Lazar, 45, indagata con l’accusa di omicidio preterintenzionale perché poco prima del malore letale aveva litigato e spinto - secondo un testimone - la settantottenne.

Nelle motivazioni al decreto di archiviazione il giudice definisce «infondata» l’opposizione poiché «le ulteriori investigazioni non possono essere concretamente utili all’accertamento dell’attribuibilità dell’evento infausto alla colpa dell’indagata e, prima ancora di un nesso di casualità di comprovata solidità tra la condotta aggressiva tenuta dall’indagata e l’evento, il cui determinismo appare più versosimilmente trovare la propria spiegazione in una relazione causale del tutto naturale e non per fatto violento che può, al più, avere assunto il ruolo di mera occasione». Dunque Luana Casella sarebbe deceduta lo stesso quella mattina nonostante la lite che forse ha solo accelerato quel processo.

Decisiva la perizia medico legale chiesta dal pubblico ministero Fiorenza Marrara che ha condotto le indagini.

«Per quando non sia possibile arrivare a certezze assolute circa la causa ultima dell'arresto cardiocircolatorio - scrive nella relazione - si ritiene che l'intenso stress emozionale patito dalla vittima nel corso dell'alterco abbia costituito un momento idoneo ad innescare la cascata di eventi che hanno repentinamente condotto alla cessazione dell'attività cardiaca».

FONTE IL TIRRENO

29 marzo 2013

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Bari-Livorno 1-1, gli amaranto restano al terzo posto

29 Marzo 2013, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La squadra di Nicola passa in vantaggio al 15' del primo tempo con Belingheri, spreca alcune occasioni per il raddoppio e viene ripresa nel finale da Fedato (87'). Il pareggio lascia Luci e compagni alle spalle del Verona che conquista un punto al Braglia con il Sassuolo. Ma il successo dell'Empoli a Vercelli (0-1) riapre il discorso playoff

 

208094 125693037505915 1547046 nINSERITO DA MICHELA MARTINI Tutto invariato. Il Livorno pareggia 1-1 a Bari contro una delle squadre più in forma del campionato e resta alle spalle del Verona, che conquista un punto al Braglia contro la capolista Sassuolo (1-1). Ma il successo dell'Empoli a Vercelli (0-1) riapre il discorso playoff, perchè gli azzurri balzano a -8 dagli amaranto.

La cronaca della partita minuto per minuto di Gianni Tacchi

Cecche e Lambru. Nicola punta su Ceccherini in difesa e Lambrughi a centrocampo (panchina per Decarli, appena rientrato dagli impegni con l'Under 21 svizzera, e Gemiti), mentre in attacco conferma Belingheri alle spalle della coppia Dionisi-Paulinho. Dall'altra parte Torrente, privo degli squalificati Iunco e Caputo, si affida al tridente Ghezzal-Tallo-Galano.

Le immagini della partita

Ancora Beli. Buon avvio dei padroni di casa, che sfiorano due volte il vantaggio con Ghezzal: l'attaccante algerino prima impegna Fiorillo dal limite (12') e poi colpisce a lato di testa (14'). Al 15' arriva però l'1-0 amaranto di Belingheri, che supera Lamanna con un cucchiaio dopo una splendida giocata di Dionisi. La squadra di Nicola sfiora quindi il raddoppio con Ceccherini (29', incornata deviata in corner) e Belingheri (43', zampata alta sopra la traversa su assist di Paulinho), mentre quella di Torrente non si rende mai pericolosa dalle parti di Fiorillo.

La beffa di Fedato. Il Bari parte bene anche nella ripresa, ma la zampata di Sciaudone finisce fuori (54'). Poi il Livorno sfiora due volte il 2-0: al 72' il sinistro di Dionisi in contropiede viene bloccato in due tempi da Lamanna, due minuti dopo Paulinho supera lo stesso portiere biancorosso e conclude a porta vuota da posizione defilata, ma la palla finisce sul palo. All'87' i galletti trovano quindi il pari grazie a un colpo di testa di Fedato, che beffa Fiorillo sugli sviluppi di una punizione di Bellomo.

 

FONTE IL TIRRENO

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PRIMO PIANO CILENTO E COSTA D´AMALFI: SETTIMANA SANTA SPETTACOLO DI FEDE E FOLCLORE - LE CONFRATERNITE

29 Marzo 2013, 09:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

LA CONFRATERNITA DI VATOLLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

205468_1512356469113_8114714_n.jpgDI GIUSEPPE LIUCCIO La festa di Pasqua è da sempre carica di simbologia. Lo è, soprattutto, per la ritualità della Settimana Santa, che teatralizza passione, morte e resurrezione di Cristo  in una con la esplosione della primavera, che nel fasto di luce, colori e profumi celebra la rinascita della natura dopo il letargo dell'inverno. Ogni giorno di questa settimana riannoda i fili della memoria e ripete il miracolo d'amore a trasmigrazione di fantasia. E tutti ed ognuno ci riscopriamo feriti di dolcezza da ingenuità infantile. E la Domenica delle Palme ci siamo fusi e confusi con la folla festante dei paesi ad  agitare il nostro ramo d'ulivo, che ondeggiava tra cento mani a cogliere acqua lustrale dal celebrante benedicente. E siamo protagonisti di fede e di tradizioni a portare contriti al "Sepolcro"il grano pallido cresciuto tra letti di stoppa in piatti rozzi nell'ombra di ripostigli segreti, a seguire processioni di incappucciati  e non nel variopinto rituale delle congreghe, a sottolineare con il frastuono delle raganelle il calvario di Cristo dall'orto del Getsemani ai supplizi della crocifissione, a registrare il lutto degli altari spogli e delle nicchie coperte, a salutare i bagliori del fuoco nel falò  acceso sul sagrato nel crepuscolo del Sabato, a gioire della ritrovata abbondanza nella profumata pastiera della Pasqua.

 

E' il trionfo della mediterraneità, che ritrova nel rito delle Palme le sacre radici dell'olivicoltura, nel grano del "Sepolcro" e nel pane e nel vino dell'Eucarestia la fecondità della Magna Mater, che fu Cibele e Demetra, Iside ed Hera e, con nomi diversi, perpetuò il miracolo della vita, quella che rinasce e si rigenera ad ogni primavera e celebra il suo trionfo e si sublima nella ritualità della Pasqua di Resurrezione. Trionfa e si esalta in tutti i paesi della Costa di Amalfi, ma soprattutto a Minori, dove la ritualità  assume forme baroccheggianti anche nella suggestione della processione dei "Battenti", ritmata da struggenti e coinvolgenti canti dalla memoria antica. Carica di emozioni anche la "Processione del Cristo Morto" che il Venerdì Santo scende dalla scalinata aerea e monumentale del Duomo di Amalfi ed attraversa con lenta processione litaniante l'intera città illuminata soltanto dalle candele dei fedeli, lucciole d'amore e di preghiera a margine di mare.

 

Suggestiva e carica di commovente e coinvolgente emozione è la Ritualità delle Congreghe nel Cilento Antico.

 

Con questa accezione si indica un vasto territorio, che espone chiese bellissime nella gloria della luce, conventi raccolti nella umbratilità dei chiostri, palazzi gentilizi testimoni di belle pagine di storia del Mezzogiorno d'Italia e non solo. Sono i paesi che, a raggiera dal Monte Stella, scivolano nello sfarzo primaverile dei coltivi verso il mare dei miti e della storia di Licosa e Velia, da un lato, e verso il fondovalle dove il nastro azzurro dell'Alento, fiume sacro nel toponimo della mia terra, racconta storia e storie raccolte nei comuni dell'interno e che miscela lento alla foce del mare greco/velino, dall'altro. Un universo tutto da scoprire, là dove ogni nome è una pagina prestigiosa di storia e d'arte da scoprire ed esaltare. Perdifumo con Vatolla, Camella e Mercato, Montecorice con  Agnone, Ortodonico, Fornilli e la Soccia, San Mauro con l'ostentazione legittimamente orgogliosa dei due casali a dominio del mare di Mezzatorre, Pollica, che sulla costa di Acciaroli e Pioppi  profuma di iodio e sale, che miscela con il rosmarino, la mentuccia, le mortelle, le ginestre e le roselline selvatiche di Cannicchio e , su su di Celso e Galdo e, via, via, di  Serramezzana, Lustra, Stella e Omignano. Un mondo tutto da scoprire e da godere, cogliendone con paziente amore gli angoli più riposti che riservano sorprese inimmaginabili. Lo hanno fatto, in parte, donne ed uomini del CAI di Salerno, che nell'ultimo weekend di primavera hanno invaso, festosi, tutto il territorio di Perdifumo, dove è passata la grande storia del monachesimo, basilianofrancescano e benedettino, come testimoniano i bei conventi con la figura, tra le altredi Pietro Pappacarbone, della grande cultura europea con Gianbattista Vico, che qui scrisse La Scienza Nuova, all'ombra di un ulivo sacro, delle belle, festose e fastose tradizioni coinvolgenti nella ardita spettacolarizzazione, come  Il Volo dell'Angelo di Camella.

 

Il Venerdì Santo è tutta da vedere e da godere la processione delle Congreghe che si snodano per i paesi nel fasto dei colori dei costumi dei "confrati": camice bianco, cinto e mozzetta di colore diverso (rosso, azzurro a seconda della intestazione e della località) ricamata d'oro con tanto di stendardo in sintonia di policromia e gerarchia rispettosa delle cariche (dal priore e giù giù fino all'ultimo dei confrati). E c'è ritualità nelle regole, che si perdono nella notte dei tempi, nelle processioni/pellegrinaggi  lungo i percorsi che portano alle varie chiese per la deposizione/visita dei  "subburchi" (sepolcri). E vengono scrupolosamente e minuziosamente rispettate nel cerimoniale degli eventuali incontri tra congreghe diverse lungo il percorso, nella esecuzione dei canti del prima, del durante e del dopo la visita alle singole chiese, immancabilmente scandite dal canto del Miserere nella parte centrale. Belli e suggestivi, pur nella semplicità della versificazione,  in settenari o ottonari, che teatralizzano crocifissione e morte di Gesù e, conseguentemente, pianto della Madonna Addolorata. Sono quasi tutti anonimi i canti, frutto della creatività popolare e che, comunque, trovano nelle Laudi di Iacopone da Todi il loro modello di ispirazione. Una bella e straordinariamente coinvolgente pagina di religiosità popolare, che si fa spettacolo nelle chiese ricche di storia ed arte e per le strade di campagna profumate di primavera. Io l'ho vissuta con grande partecipazione emotiva. diverse volte nel corso degli anni. La consiglio a tutti, ai Cilentani, soprattutto giovani, che vogliano riscoprire ed esaltare l'orgoglio di identità e di appartenenza, e ai tanti turisti che, finalmente, cominciano a conoscere ed apprezzare storia, cultura, arte e bellezza della mia terra. E si ritengano fortunati se potranno disporre  di una guida bella, intelligente, preparata e contagiosa di simpatia come Emma Mutalipassi (ma non è la sola), che si spende con generosità per la promozione della sua terra, che, poi, è anche la mia in senso lato.

 

 

Giuseppe Liuccio

 

g.liuccio@alice.it FONTE POSITANONEWS

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 29 MARZO 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE

29 Marzo 2013, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

A cura di Carmela Malafronte Oggi la Chiesa celebra : Venerdì Santo "In Passione Domini"

Santo(i) del giorno : S. GUGLIELMO TEMPIER, Vescovo di Poitiers (F)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 18,1-40.19,1-42. 
Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. 
Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. 
Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. 
Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». 
Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. 
Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. 
Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». 
Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano». 
Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». 
Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. 
Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?». 
Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono 
e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno. 
Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: «E' meglio che un uomo solo muoia per il popolo». 
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; 
Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. 
E la giovane portinaia disse a Pietro: «Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». 
Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. 
Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. 
Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. 
Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». 
Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». 
Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». 
Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote. 
Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». 
Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». 
Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò. 
Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. 
Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». 
Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». 
Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». 
Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. 
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». 
Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». 
Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». 
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». 
Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. 
Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». 
Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. 
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. 
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: 
«Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. 
Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». 
Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». 
Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». 
Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». 
All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura 
ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. 
Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». 
Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande». 
Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». 
Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. 
Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». 
Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare». 
Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. 
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, 
dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. 
Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». 
Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. 
I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». 
Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto». 
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 
Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio così. 
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 
Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. 
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». 
Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 
E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. 
Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. 
Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, 
ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. 
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 
Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. 
E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. 
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. 
Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 
Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. 
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. 
Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. 

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