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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS PIANO DI SORRENTO Piano di Sorrento. Giorni decisivi per il rimpasto, Ruggiero è pronto a rompere gli indugi per la nuova giunta

27 Marzo 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://4.bp.blogspot.com/-0wyaELJjlUk/TbgE-Ms1bII/AAAAAAAAipM/JA5N17vZ43s/s1600/new19263139-Ruggiero.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Piano di Sorrento. L’aveva detto chiaro e tondo quando annunciò a sorpresa di aver azzerato le deleghe ai propri assessori. «Ci vorrà del tempo». Un modo come un altro per inviare un messaggio ai «fedelissimi». Un telegramma politico che conferma la necessità di riflettere, a lungo e al meglio, anche con i propri alleati in una fase politica abbastanza delicata, in cui s’avverte l’assolutà necessità di rilanciare al meglio l’azione dell’esecutivo che deve scontrarsi notte e giorno con un’opposizione consiliare determinata, al di là delle fratture - insanabili - al proprio interno che sono sfociate nella costituzione di un gruppo autonomo del Partito democratico. Giovanni Ruggiero prosegue a lavorare e qualcuno sussurra sia pronto a rompere gli indugi per ridisegnare gli equilibri della sua giunta municipale. Messo in un cassetto il «sogno» di candidarsi al Parlamento con l’Udc, il sindaco ha subito provato a cambiare passo. «Siamo tutti in discussione e nulla è scontato». Appunto. Ora però il tempo delle attese è finito e dopo P a s q u a , s e - condo i rumors politici, potrebbe essere ridisegnata la squadra di governo. Con nuovi compiti e nuove missioni. Ruggiero non dovrebbe fare fuori nessuno, anche se ci sono da rispettare dei patti siglati prima delle elezioni che lo videro trionfare con percentuali bulgare contro l’attuale consigliere di minoranza, Gianni Iaccarino, e l’ex esponente di maggioranza, Lorenzo Zurino. Il nodo da sciogliere, innanzitutto, è quello della staffetta fra Maurizio Gargiulo e Daniele Acampora. Il primo - assessore che aveva gestito finora la delega al bilancio - potrebbe uscire di scena per fare posto al consigliere comunale che si occupa in prima linea di servizi sociali. Non è detto però che Ruggiero possa decidere di tenersi stretto Gargiulo ancora qualche mese, rimandando il cambio all’inizio del 2014. Voci, solo voci, per ora. Molti scommettono su una promozione per Salvatore Cappiello, record-man di voti ottenuti alle elezioni amministrative e che finora si è dovuto «accontentare » della carica di capogruppo consiliare di maggioranza. Blindato, invece, il vicesindaco, Vincenzo Iaccarino. Colui che si sta occupando per tutti i Comuni della penisola sorrentina del progetto dell’ospedale unico resterà uno degli assessori di riferimento di Ruggiero. Che lo stima parecchio e non intende rimuoverlo per fare posto a qualche altro alleato. Anche se è evidente che all’interno della coalizione la tensione ci sia. Non si è arrivati alla guerra interna, ma i consiglieri scalpitano e tutti rivendicano più «potere». Anche riflettendo sulla prossima competizione elettorale, quella del post-Ruggiero. Nonostante manchi ancora parecchio tempo, si pensa già al successore. E ciò potrebbe influenzare l’azione della giunta, tutta da ridisegnare.

Salvatore Dare METROPOLIS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Commissione pari opportunità, l’opposizione: «Istituirla subito»

27 Marzo 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense. «In tempi di crisi è sempre più il momento di pensare alle donne e dare voce a loro, attente osservatrici della quotidianità, ma non c’è luogo più idoneo per far emergere il parere delle donne e le loro problematiche quotidiane che la Commissione per le Pari Opportunità, aperta agli apporti di tutte». Comincia così il lungo comunicato stampa pubblicato dai consiglieri comunali di minoranza del gruppo «In Movimento per Vico» sulla futura costituzione della Commissione pari opportunità. Gli esponenti di minoranza incalzano il sindaco Gennaro Cinque ad assumere provvedimenti in merito tant’è che è stata protocollata una richiesta ufficiale formalizzata all’indirizzo del presidente del consiglio comunale, Matteo De Simone, affinché scriva all’ordine del giorno l’argomento. «Si tratta di un organo democratico - si legge nella nota pubblicata sul sito internet del gruppo consiliare di opposizione, organo democratico nato per facilitare l’ascolto del territorio nelle carenze e nei diritti negati, e mettere in campo la democrazia partecipata, fuori dal solitario dirigismo della vecchia politica o dalla nota pratica di un’amministrazione miope e timorosa del nuovo o del confronto. Non possono sfuggire le stringenti necessità economiche, sanitarie,di lavoro e vivibilità, che si apprendono da più voci di donne, dall’apporto delle cittadine che hanno qualcosa da dire. A costoro va data voce istituzionale». In tal senso il gruppo consiliare di opposizione «In Movimento per Vico» ha ufficialmente «una volta chiesto che, nel prossimo Consiglio comunale, sia nominata la Commissione per le Pari Opportunità, istituita nel marzo 2012 con Delibera di Consiglio Comunale. Forse il ritardo non è da imputare alla difficile interpretazione di un punto nel regolamento pur condiviso (sul quale “In Movimento per Vico ha ultimamente protocollato una nota interpretativa) quanto a motivi, più che altro confacenti a una politica molto vecchia o a un attendismo che nasce solo da volontà di rimando delle decisioni e/o delle scelte. Così è stato anche nell’ultimo Consiglio comunale, in cui “In Movimento per Vico” aveva chiesto che la nomina delle componenti venisse messa all’ordine del giorno. Arrivati in Consiglio la decisione è stata ancora rimandata. Era anche assente l’assessora. Tuttavia a quasi un anno dalla delibera, viene da chiedersi: “Se non ora, quando” faremo queste nomine? Resterà ancora disatteso un deliberato del Consiglio Comunale? Potranno le donne di questa Città avere questo “regalo” (diritto), seppure in molto ritardo visto che l’8 marzo è passato e che, in molti altri Comuni, la Commissione per le Pari opportunità funziona da molto tempo?». Parola all’amministrazione.

METROPOLIS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Vico Equense. Sospensione e stipendio congelato al funzionario Cannavale: parola al Tribunale del lavoro

27 Marzo 2013, 11:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.sorrentocoastnews.it/images/VicoEquenseMunicipio.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Guerra all’ingegnere: fermato senza salario Incarichi esterni all’ente, Comune in tackle sul dipendente: decisivi gli accertamenti della finanzaUna «guerra» fredda, portata avanti senza timori da quasi un anno a colpi di carte bollate, documenti, note della guardia di finanza e ricorsi d’urgenza al Tribunale del lavoro di Torre Annunziata. A finire nel mirino dell’amministrazione è Consiglio Cannavale, ingegnere in forza al Comune di Vico Equense e a novembre condannato - in primo grado - per peculato a due anni (pena sospesa) e all’interdizione dai pubblici uffici per somme pari a 6mila euro che, secondo i giudici, in qualità di caposettore, il funzionario si era indebitamente «auto-liquidato» per la progettazione esecutiva dei lavori di realizzazione della nuova casa comunale di piazza Mercato. Stavolta la storia è un po’ diversa. Perché il Comune ha deciso di sospenderlo per 15 giorni senza retribuzione e Cannavale ha così presentato ricorso al Tribunale del lavoro. Provvedimento di stop, quello «firmato» dal segretario comunale Luigi Salvato, legato a dei compensi incassati dall’ingegnere per incarichi «esterni» ricoperti fra il 2002 e il 2006 e svolti - a detta dell’amministrazione - senza l’ok dell’ente municipale. Si tratta di 4mila euro circa che Cannavale si è visto «riconoscere » per aver fatto parte di una commissione di concorso al Comune di Sant’Antonio Abate e per aver ricevuto la nomina di revisore dei conti del primo circolo didattico del Comune di Vico Equense. Incarichi contestati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gennaro Cinque. La tensione, è chiaro, è alle stelle. E tutti sono in attesa del verdetto del giudice del lavoro. La prima puntata della querelle amministrativa c’è a giugno quando l’ispettorato per la funzione pubblica, comunicò al Comune di Vico Equense che a seguito di accertamenti della guardia di finanza di Castellammare di Stabia, su delega del nucleo speciale pubblica amministrazione, spuntarono gli incarichi di Cannavale. Indagini, in pratica, sul periodo compreso fra il 2002 e il 2006. Nella relazione messa a punto dalla fiamme gialle emerse che l’ingegnere svolse attività di membro di commissione di concorso al Comune di Sant’Antonio Abate (2002) percependo un compenso pari a 768 euro. Sul caso, il «verdetto» dell’ente municipale di Vico Equense è inequivocabile: «E’ stato svolto dal pubblico dipendente senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza ». Non solo: «Non è stata rilevata la comunicazione dei compensi corrisposti per l’incarico». Parole di fuoco quelle contenute dalla determina dirigenziale dello scorso 5 luglio con cui l’amministrazione si scaglia contro il funzionario. C’è dell’altro. E qui spunta l’attività svolta da Cannavale in qualità di revisore dei conti presso il primo circolo didattico di Vico Equense. Dal 2004 al 2006, stando alla relazione della guardia di finanza, l’ingegnere incassò oltre 3mila euro (2mila 68 per il 2004, mille per il 2005 e 193 euro per il 2006). Anche qui, per l’amministrazione comunale, per co non ci fu il permesso del Comune di Vico Equense né ci fu una comunicazione ufficiale dei compensi corrisposti a Cannavale. L’amministrazione, in tal senso, entra in gamba tesa sul funzionario e scende in campo. Come? Andando a richiamare l’articolo 53 del decreto legislativo 165/2001, quello che contiene le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Sul tavolo, in particolare, «incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi». Così, nella determina dirigenziale con la quale l’amministrazione inizia a spingere sull’acceleratore per recuperare le somme, il segretario, Salvato, scrive «che il recupero delle somme relative al compenso dovuto per le prestazioni rese in violazione del decreto legislativo 165/2001 ha carattere di doverosità e costituisce esercizio di un vero e proprio diritto soggettivo a contenuto patrimoniale, non rinunciabile, in quanto correlato al conseguimento di quelle finalità di pubblico interesse, cui sono istituzionalmente destinate le somme indebitamente percepite ». L’ente vuole quei 4mila euro e ha già fermato Cannavale, destinatario di un provvedimento di sospensione di 15 giorni dall’incarico con il congelamento dello stipendio. Da qui la decisione del funzionario di trascinare in tribunale il Comune, con un ricorso al giudice del lavoro al quale spetterà stabilire chi ha ragione.

SALVATORE DARE METROPOLIS

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS NOLA Spari contro la vetrina del caseificio: pista passionale

27 Marzo 2013, 11:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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384249 338842666212055 299473749 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nola. Sette colpi ti pistola sparati nella notte contro la vetrina di un negozio di Nola. Sette, ma soltanto uno è andato a segno bucando la serranda, poi i vetri e finendo tra la merce in vendita. Oggetto delle attenzioni di alcuni malviventi un esercizio commerciale che vende latticini ed alimentari e che si trova su via Saviano. A denunciare l’accaduto ai carabinieri della stazione di Nola, cui ora sono affidate le indagini, è stato proprio il proprietario del negozio. Alle sei del mattino, quando stava aprendo la sua attività, si è accorto di quello che era successo la notte prima. Ha visto il foro del proiettile ed ha così allertato le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una pattuglia di militari che si è occupata dei sopralluoghi. Sopralluogo che ha permesso di confermare il numero dei colpi esplosi, sei sono finiti nel muro del negozio. I carabinieri hanno poi ritrovato nell’area adiacente la struttura 4 bossoli calibro 9. E’ stato anche ascoltato il proprietario dell’attività commerciale, un 46enne di Nola, che ha raccontato agli inquirenti di non avete mai ricevuto minacce, intimidazioni o richieste di tangenti. Ma l’ipotesi fatta da chi indaga sull’episodio sembrerebbe escludere la pista del racket e quindi l’indagine non andrebbe nella direzione della criminalità organizzata. Per capire chi ha sparato si punta ad altro e si scava nella vita personale del 46enne. Anche se l’uomo ha spiegato di non avere avuto litigi con nessuno di recente, né di avere controversie o problemi con chicchessia sia di natura personale che economica. Per fortuna nella sparatoria non è stato coinvolto nessuno ed i danni economici riportati sono in via di quantificazione. I colpi di pistola con molta probabilità sono stati esplosi nella notte precedente la scoperta. Per ricostruire quanto è accaduto in quella strada che collega Nola alla vicina Saviano, sono state ascoltate alcune persone che vivono nel circondario che hanno raccontato di aver sentito alcune esplosioni distanti pochi attimi l’una dall’altra poco dopo la mezzanotte, questo dettaglio fa pensare che i rumori assordati sentiti in lontananza da alcuni residenti della zona siano proprio i sette colpi di pistola. Ora ai carabinieri il compito di capire chi, e soprattutto, per quale motivo abbia preso di mira il commerciante con tanta rabbia da portarlo a sparare più di una volta.

METROPOLIS (gabel)

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Crocetta si scusa per Battiato: «Sue parole gravi e inaccettabili»

27 Marzo 2013, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/27/croce--180x140.JPG?v=20130327101338

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L'artista, assessore siciliano nella sua giunta, aveva detto che «in Parlamento ci sono troie disposte a tutto» PALERMO - Caso Battiato, entra in campo anche Crocetta. E non per difendere il suo assessore al Turismo. Piuttosto, il governatore siciliano sente il bisogno di scusarsi per le parole pronunciate dall'artista al Parlamento europeo, da lui giudicate «gravi e inaccettabili». Ieri Battiato aveva puntato il dito contro la qualità dei politici italiani e aveva detto che «in Parlamento ci sono troie disposte a tutto», suscitando l'indignazione bipartisan di molti esponenti di partito e delle istituzioni, la neo presidente della Camera Laura Boldrini prima di tutti. Poi, dopo qualche ora, con una nota, l'artista siciliano precisava che si riferiva «a passate stagioni parlamentari», affermava di avere «stima per questo Parlamento» e, in definitiva, aggiustava il tiro. Ma stamane il presidente della Regione siciliana Crocetta - ieri invitato addirittura a diffidare il suo assessore dalla neo deputata Gea Schirò - ha deciso di intervenire sul caso, inviando le scuse del governo siciliano per le affermazioni, «certamente non istituzionali ed offensive», di Battiato. LA NOTA - «Quando si sta nelle istituzioni», ha detto Crocetta, «si rispettano e si rispetta la dignità delle istituzioni medesime e, nel caso di Battiato sicuramente si è andati ben oltre e si è violato il principio della sacralità delle stesse. Siamo orgogliosi di appartenere al popolo italiano e di avere un Parlamento, l'espressione della sovranità del popolo e della partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Quando si offende il Parlamento, si offende tutto il popolo italiano e ciò non è consentito a nessun componente delle istituzioni. Mi dispiace veramente molto, sono addolorato. Il Parlamento in questo momento», continua il presidente, «è rappresentato da figure come Laura Boldrini e Piero Grasso, impegnati nel profondo per rinnovare il Paese e all’interno del Parlamento ci sono uomini e donne», conclude Crocetta, «che cercano di trovare una soluzione in una fase drammatica della vita economica, politica e sociale».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27 MARZO 2013

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS SOMMA VESUVIANA Rapinano un’auto, ritrovata grazie a un I-pad

27 Marzo 2013, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20121001 carabinieri1

384249 338842666212055 299473749 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Somma Vesuviana. Un Ipad ha permesso di ritrovare in poche ora un’auto rapinata ad un 28enne di Somma Vesuviana. Tecnologia e indagini si sono incrociate la notte scorsa a Somma appunto, ma la rapina era avvenuta poco prima a Marigliano. Qui intorno alle 22,15 proprio lungo via Somma, nei pressi del convento di San Vito, quattro malviventi si sono avvicinati all’auto su cui viaggiava il ragazzo: una Fiat 500 L nuovo modello. I l giovane era in sosta in strada, facile preda dei suoi assalitori. Lo hanno bloccato, erano armati di pistola e con il volto travisato. Puntandogli l’arma contro gli hanno intimato di scendere dalla vettura, l’hanno lasciato lì e si sono allontanati con l’auto. Il giovane seppur spaventato non si è perso d’animo ed ha chiamato subito le forze dell’ordine e i carabinieri della Stazione di Somma si sono messi alla ricerca dei malviventi. Ad aiutare i militari nelle indagini un piccolo particolare tecnologico. Il 28enne aveva con se un Ipad e nei momenti concitati della rapina l’aveva lasciato in auto. Questo è servito a rintracciare la vettura, grazie ad un segnale che l’Ipad, così come anche i cellullari, fornisce alle celle telefoniche2 se resta acceso. Ma non soltanto, nel tablet della Apple c’è anche una particolare funzione antifurto che ha permesso agli inquirenti di visualizzare su una cartina satellitare le coordinate precise di dove si trova l’oggetto rubato. Nella mattinata la vettura che era stata portata via con la forza al giovane sommese poche ore prima è stata ritrovata nella vicina Sant’Anastasia. In una zona periferica della città, via Gaetano Scirea, perfettamente parcheggiata. Si trovava poco distante da un condominio. Ritrovata l’auto questa è stata restituita al legittimo proprietario. Mentre le indagini dei militari continuano per risalire ai responsabili della rapina, questa volta privati del bottino grazie ad una tecnologia avanzata studiata per fornire altre utili funzioni agli utilizzatori, ma che stavolta si è verificata provvidenziale come antifurto.

METROPOLIS(gabel)

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PUGLIA CALABRIA NEWS LECCE Sequestrati beni per 15 milioni ad un pregiudicato salentino

27 Marzo 2013, 11:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/27/fore--180x140.jpg?v=20130327100613

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Si tratta di case, impianti sportivi, conti correnti e una villa con piscina, palestra e campi da tennis LECCE - Un ingente patrimonio valutato circa 15 milioni di euro, riconducibile al noto pregiudicato salentino Agostino Marzo, è stato sequestrato stamani dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce. L'uomo, 53 anni, originario di San Donato di Lecce, ha precedenti per detenzione illegale di armi e munizioni, furto, ricettazione e violazione delle norme in materia di tutela ambientale. I sigilli, scattati sulla base di un provvedimento di sequestro anticipato emesso dal presidente della Prima sezione del Tribunale di Lecce a seguito della proposta di misura patrimoniale avanzata dal procuratore della repubblica del capoluogo salentino al termine di indagini patrimoniali e bancarie, hanno riguardato attività commerciali, beni immobili e disponibilità bancarie. LE INDAGINI - Dal lavoro investigativo sarebbe emersa una sproporzione di 6 milioni di euro tra i redditi dichiarati da Agostino Marzo e dai suoi familiari e l’ingente patrimonio riconducibile al pregiudicato. Dei beni posti sotto sequestro, tra San Donato di Lecce e Lequile (Le), fanno parte tre società ed una ditta individuale, tutte attive nel settore dell’autodemolizione, un opificio esteso cinque ettari e comprendente tre capannoni industriali, officine ed appartamenti, una lussuosa villa di 340 metri quadrati con piscina, una casa colonica edificata su un lotto di 9 mila metri quadrati, un impianto sportivo comprendente un campo di calcio con tribune e gradinate, pista per atletica leggera, campo da tennis, palestra, spogliatoi e bar, una grossa masseria edificata su un fondo rustico di otto ettari, due appartamenti, un capannone industriale, aree edificabili e numerosi fondi agricoli per complessivi quattro ettari, disponibilità bancarie e postali, investimenti finanziari in Btp per 4.5000.000 di euro.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27 MARZO 2013

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PUGLIA CALABRIA BARI NEWS BARI Processo Scazzi, «I giudici restano» Il presidente:«Solo scambio di opinioni» VIDEO

27 Marzo 2013, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/03/27/giudice--401x175.jpg?v=201303271035

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Dopo la diffusione del video la corte si era astenuta ma la richiesta dei magistrati è stata respinta BARI - Il presidente del Tribunale di Taranto, Antonio Morelli, ha respinto richiesta di astensione dal proseguimento della trattazione del processo fatta ieri dal presidente della Corte di Assise Rina Trunfio e dal giudice a latere Fulvia Misserini, i due giudici togati del processo per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Morelli ha detto che si è trattato di «un semplice scambio di opinioni». A chiedere alla Corte di valutare l'opportunità di astenersi erano stati gli avvocati Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri, e Franco De Jaco, difensore di Cosima Serrano, in seguito alla trasmissione in tv di alcune frasi di un colloquio tra la presidente della Corte di Assise e il giudice a latere nelle quali, secondo i legali, venivano espresse delle considerazioni che, in qualche modo, sembravano anticipare un giudizio o una opinione sulla materia del processo. LA RICHIESTA DI ASTENSIONE - «Le sottoscritte Cesarina Trunfio e Fulvia Misserini, rispettivamente presidente e giudice a latere della Corte di Assise di Taranto, preso atto dell'invito ad astenersi avanzato nell'udienza del 25 marzo 2013 dagli avvocati Coppi e De Jaco, difensori delle imputate Sabrina Misseri e Cosima Serrano, ritenuto che le frasi captate prima dell'inizio dell'udienza in data 19 marzo 2013 non siano espressive di un parere e di un convincimento sull'oggetto delle imputazioni, trattandosi di mere considerazioni in termini interrogativi circa le possibili strategie difensive in sede di discussione finale (coordinamento o alternatività tra loro delle impostazioni difensive inerenti posizioni processuali collegate? Radicale confutazione o meno delle ipotesi ricostruttive illustrate dalle altre parti processuali?);ritenuto tuttavia, ferma la consapevolezza della propria serenità di giudizio, l'opportunità di sottoporre al vaglio dell'autorità competente la valutazione dei fatti, ove ravvisi gravi ragioni di opportunità. Visto l' art. 36 c.p.p. dichiarano di astenersi dalla trattazione del processo a carico di Misseri Michele Antonio + 8, disponendo la trasmissione degli atti al signor Presidente del Tribunale». LO SCAMBIO DI OPINIONI TRA I GIUDICI - «Bisogna un po' vedere, no, come imposteranno...potrebbe essere mors tua vita mea». È lo scambio di opinioni tra il presidente della Corte d'assise di Taranto, Rina Trunfio, e il giudice a latere Fulvia Misserini. La conversazione risale al 19 marzo ed è stata registrata dai microfoni delle telecamere «autorizzate a filmare l'udienza». Il presidente della corte, tra l'altro, afferma: «Certo vorrei sapere se le due posizioni sono collegate. Quindi bisogna vedere se si sono coordinati tra loro e se si daranno l'uno addosso all'altro»; il giudice a latere risponde: «Ah, sicuramente». Infine il presidente conclude: «(Non è che) negheranno in radice».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27 MARZO 2013

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CAMPANIA NEWS Iniziativa a Napoli, i ragazzi a rischio diventano pizzaioli

27 Marzo 2013, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.metropolisweb.it/Public/Cache/pizza-margherita[5]_Public_Notizie_270_470_3.jpg

372468 100002589730892 1334919553 nINSERITO DA CARMELA MALAFRONTE Gli ingredienti ci sono tutti, il fuoco nel forno è bello alto, pronto ad accogliere i primi impasti. Nella sala c'é anche un pizzico di comprensibile agitazione. Ad aprire i battenti infatti non è il solito locale, ma la 'Pizzeria impossibile' di Napoli in cui a cucinare e a mangiare ci sono persone un po' particolari: da un lato impastano e servono ai tavoli 15 ragazzi 'difficili', 10 dei quali segnalati dal Tribunale dei minori per piccoli reati, e dall'altro gli ultimi della città, quelli che hanno perso tutto e che trovano conforto in dormitori pubblici e mense dei poveri. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'associazione Scugnizzi e il gruppo di ristorazione Fratelli La Bufala. Da oggi, per 3 giorni alla settimana, saranno offerte 40 pizze per altrettante persone disagiate. A dirigere i 'colleghi' c'é il giovane Antonio, 16 anni e un curriculum già fitto di lavoretti a nero. Per lui c'é il compito più delicato, quello di direttore di sala. "Questo lavoro è una bella opportunità - dice - possiamo imparare un mestiere, crearci un futuro. In passato ho già lavorato in una pizzeria, ma solo ora sto imparando. E poi è bello stare assieme, siamo diventati come una famiglia". Gomito a gomito con lui ci sono altri giovani, tutti con percorsi simili: i banchi di scuola abbandonati presto, lavoretti saltuari, per alcuni anche piccoli reati. C'é anche un ragazzo di origini ucraine che fino a qualche anno fa non sapeva nemmeno cosa fosse la pizza. Si chiama Oleh, o alla napoletana, come lo chiamano i compagni, 'ole''. "E' una bella esperienza - dice - al mio Paese chiamano pizza un'altra cosa, qui invece sto imparando la tradizione e spero che possa diventare il mio futuro". Per tutti c'é il sogno di avere la stessa fortuna di alcuni ex detenuti del carcere di Nisida che hanno partecipato al progetto 'Finche' c'é pizza c'é speranzà. "Uno di questi - racconta orgoglioso il presidente della holding Emme Sei, Giuseppe Marotta - lavora ancora con noi, lo abbiamo assunto nel nostro locale a Malta e ha anche trovato l'amore. E' una bella storia di riscatto, come vorremmo ce ne fossero tante altre". "Cerchiamo di offrire dei percorsi educativi - dice il presidente dell'associazione Scugnizzi, Antonio Franco - cerchiamo di dare loro un futuro". E intanto tra una pizza e una bibita anche per i senza fissa dimora trascorre una giornata un po' diversa. Qualcuno chiede a gran voce un applauso ai giovani pizzaioli. "Grazie ragazzi - dice - vi auguriamo di cuore un futuro diverso".

METROPOLIS

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Bianchi direttore generale dell'Università

27 Marzo 2013, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/27/attilio%20bianchi--180x140.jpg?v=20130327102108

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La scelta del rettore Pasquino ricade sull'ex manager del Ruggi che avrà il compito di seguire da vicino la facoltà di Medicina SALERNO - Il Senato Accademico dell'Università di Salerno ha accolto la proposta del rettore Raimondo Pasquino: il nuovo direttore generale dell'Ateneo sarà Attilio Bianchi. L'indicazione, adesso, dovrà passare attraverso il consiglio di amministrazione dell'Università. Ma a meno di sorprese, praticamente impossibili, l'incarico è già di fatto assegnato a Bianchi. Scelto tra una rosa di quasi settanta candidati che avevano avanzato la disponibilità e preferito tra una lista ristretta di nomi: tre nello specifico, oltre a Bianchi il direttore amministrativo uscente Giuseppe Padovano e il direttore dell'Università del Sannio Gaetano Telesio. Pasquino, invece, ha preferito la scelta esterna. E non è casuale. Soprattutto il nome di Attilio Bianchi non lo è. L'ex manager dell'ospedale Ruggi di Salerno era il nome gradito del Rettore per la successione di Elvira Lenzi al nosocomio di Salerno. Sarebbe stato un rientro, certo. Ma molto gradito visto che il Ruggi adesso è Azienda ospedaliera universitaria e Bianchi ha lavorato con Pasquino proprio per realizzare questo progetto. Visto che le scelte di Caldoro sembrano essere indirizzate su altri nomi - resta in pole position Albino D'Ascoli, non ancora chiaro se come direttore o commissario - il rettore ha allora preferito portare Bianchi all'Ateneo. Con il ruolo di direttore generale e con il compito di seguire da vicino la facoltà di Medicina.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27 MARZO 2013

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