PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS PIANO DI SORRENTO Piano di Sorrento. Giorni decisivi per il rimpasto, Ruggiero è pronto a rompere gli indugi per la nuova giunta
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Piano di Sorrento. L’aveva detto chiaro e tondo quando annunciò a sorpresa di aver azzerato le deleghe ai propri assessori. «Ci vorrà del tempo». Un modo come un altro per inviare un messaggio ai «fedelissimi». Un telegramma politico che conferma la necessità di riflettere, a lungo e al meglio, anche con i propri alleati in una fase politica abbastanza delicata, in cui s’avverte l’assolutà necessità di rilanciare al meglio l’azione dell’esecutivo che deve scontrarsi notte e giorno con un’opposizione consiliare determinata, al di là delle fratture - insanabili - al proprio interno che sono sfociate nella costituzione di un gruppo autonomo del Partito democratico. Giovanni Ruggiero prosegue a lavorare e qualcuno sussurra sia pronto a rompere gli indugi per ridisegnare gli equilibri della sua giunta municipale. Messo in un cassetto il «sogno» di candidarsi al Parlamento con l’Udc, il sindaco ha subito provato a cambiare passo. «Siamo tutti in discussione e nulla è scontato». Appunto. Ora però il tempo delle attese è finito e dopo P a s q u a , s e - condo i rumors politici, potrebbe essere ridisegnata la squadra di governo. Con nuovi compiti e nuove missioni. Ruggiero non dovrebbe fare fuori nessuno, anche se ci sono da rispettare dei patti siglati prima delle elezioni che lo videro trionfare con percentuali bulgare contro l’attuale consigliere di minoranza, Gianni Iaccarino, e l’ex esponente di maggioranza, Lorenzo Zurino. Il nodo da sciogliere, innanzitutto, è quello della staffetta fra Maurizio Gargiulo e Daniele Acampora. Il primo - assessore che aveva gestito finora la delega al bilancio - potrebbe uscire di scena per fare posto al consigliere comunale che si occupa in prima linea di servizi sociali. Non è detto però che Ruggiero possa decidere di tenersi stretto Gargiulo ancora qualche mese, rimandando il cambio all’inizio del 2014. Voci, solo voci, per ora. Molti scommettono su una promozione per Salvatore Cappiello, record-man di voti ottenuti alle elezioni amministrative e che finora si è dovuto «accontentare » della carica di capogruppo consiliare di maggioranza. Blindato, invece, il vicesindaco, Vincenzo Iaccarino. Colui che si sta occupando per tutti i Comuni della penisola sorrentina del progetto dell’ospedale unico resterà uno degli assessori di riferimento di Ruggiero. Che lo stima parecchio e non intende rimuoverlo per fare posto a qualche altro alleato. Anche se è evidente che all’interno della coalizione la tensione ci sia. Non si è arrivati alla guerra interna, ma i consiglieri scalpitano e tutti rivendicano più «potere». Anche riflettendo sulla prossima competizione elettorale, quella del post-Ruggiero. Nonostante manchi ancora parecchio tempo, si pensa già al successore. E ciò potrebbe influenzare l’azione della giunta, tutta da ridisegnare.
Salvatore Dare METROPOLIS
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
INSERITO DA ANGELA CECERE 
INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO DA CARMELA MALAFRONTE Gli ingredienti ci sono tutti, il fuoco nel forno è bello alto, pronto ad accogliere i primi impasti. Nella sala c'é anche un pizzico di comprensibile agitazione. Ad aprire i battenti infatti non è il solito locale, ma la 'Pizzeria impossibile' di Napoli in cui a cucinare e a mangiare ci sono persone un po' particolari: da un lato impastano e servono ai tavoli 15 ragazzi 'difficili', 10 dei quali segnalati dal Tribunale dei minori per piccoli reati, e dall'altro gli ultimi della città, quelli che hanno perso tutto e che trovano conforto in dormitori pubblici e mense dei poveri. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'associazione Scugnizzi e il gruppo di ristorazione Fratelli La Bufala. Da oggi, per 3 giorni alla settimana, saranno offerte 40 pizze per altrettante persone disagiate. A dirigere i 'colleghi' c'é il giovane Antonio, 16 anni e un curriculum già fitto di lavoretti a nero. Per lui c'é il compito più delicato, quello di direttore di sala. "Questo lavoro è una bella opportunità - dice - possiamo imparare un mestiere, crearci un futuro. In passato ho già lavorato in una pizzeria, ma solo ora sto imparando. E poi è bello stare assieme, siamo diventati come una famiglia". Gomito a gomito con lui ci sono altri giovani, tutti con percorsi simili: i banchi di scuola abbandonati presto, lavoretti saltuari, per alcuni anche piccoli reati. C'é anche un ragazzo di origini ucraine che fino a qualche anno fa non sapeva nemmeno cosa fosse la pizza. Si chiama Oleh, o alla napoletana, come lo chiamano i compagni, 'ole''. "E' una bella esperienza - dice - al mio Paese chiamano pizza un'altra cosa, qui invece sto imparando la tradizione e spero che possa diventare il mio futuro". Per tutti c'é il sogno di avere la stessa fortuna di alcuni ex detenuti del carcere di Nisida che hanno partecipato al progetto 'Finche' c'é pizza c'é speranzà. "Uno di questi - racconta orgoglioso il presidente della holding Emme Sei, Giuseppe Marotta - lavora ancora con noi, lo abbiamo assunto nel nostro locale a Malta e ha anche trovato l'amore. E' una bella storia di riscatto, come vorremmo ce ne fossero tante altre". "Cerchiamo di offrire dei percorsi educativi - dice il presidente dell'associazione Scugnizzi, Antonio Franco - cerchiamo di dare loro un futuro". E intanto tra una pizza e una bibita anche per i senza fissa dimora trascorre una giornata un po' diversa. Qualcuno chiede a gran voce un applauso ai giovani pizzaioli. "Grazie ragazzi - dice - vi auguriamo di cuore un futuro diverso".