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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA LONDRA INFERMIERA SUICIDA, IL BIGLIETTO CHOC: "COLPA DEI DJ, PAGHINO LORO IL MIO MUTUO"

29 Aprile 2013, 11:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130429_jacintha+saldanha-morte.jpg

 

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LONDRA - «I responsabili di questo atto sono i due dj australiani. Fate pagare a loro il mutuo della mia casa». Sono queste le ultime parole scritte da Jacintha Saldanha, l'infermiera suicidatasi lo scorso 10 dicembre impiccata per la vergogna di aver violato la privacy della duchessa di Cambridge dopo la finta telefonata della regina Elisabetta. Il biglietto è stato trovato accanto al corpo della vittima ed era indirizzato ai dirigenti dell'ospedale. Con questo biglietto scagiona l'ospedale, in un primo momento si era creduto infatti che la donna si fosse uccisa per problemi lavorativi, ma la realtà è un'altra. La donna si è uccisa per la vergogna a causa dei dj, quindi l'ospedale è scagionato. Altri due biglietti sono stati trovato vicino al corpo della donna in cui spiegava il suo gesto e chiedeva scusa ai familiari. Jacintha soffriva comunque da tempo di depressione e aveva già tentato il suicidio due volte nei mesi precedenti.

LEGGO.IT

29.04.2013.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA ROMA PREITI, NIENTE PERIZIA PSICHIATRICA. IL FIGLIO 11ENNE: "HA SBAGLIATO, MA GLI VOGLIO BENE

29 Aprile 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130429_preiti-figlio.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - La Procura di Roma non chiederà la perizia psichiatrica per Luigi Preiti, l'uomo che ieri ha sparato davanti Palazzo Chigi. Il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani e il sostituto Antonella Nespola sono convinti che Preiti abbia agito nel pieno delle sue capacità ma che la sua azione rientri nel comportamento di «un esibizionista». I magistrati depositeranno oggi la richiesta di convalida del fermo per Preiti in cui si contestano i reati di tentato omicidio, porto e detenzione illegale e uso d'arma e munizioni ma non è escluso che possano essere contestate anche alcune aggravanti tra cui quella di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di pubblico servizio. L'interrogatorio di garanzia potrebbe essere svolto già nella giornata di domani. IL FIGLIO: "HA SBAGLIATO MA GLI VOGLIO BENE" «Ha sbagliato, ma gli vogliamo tutti bene». A dirlo è il figlio undicenne di Luigi Preiti, in un breve colloquio con i giornalisti fuori dalla sua abitazione di Predosa, in provincia di Alessandria. «Papà non chiamava più da un pò di tempo», aggiunge il bimbo, ricordando l'ultima volta in cui lo aveva visto, lo scorso anno per la sua Prima Comunione, e le vacanze che trascorrevano insieme in Calabria. «Andavamo al mare e stavamo a casa con gli amici», dice il bimbo, che frequenta la prima media a Predosa, dove vive con la madre e con il nuovo compagno di lei. «Mi dispiace per i carabinieri», ha detto il ragazzino. «Mi dispiace per loro - ha ribadito - mio papà ha sbagliato, ma gli vogliamo tutti bene. Tra noi c'era un buon rapporto». LA EX MOGLIE: MAI STATO VIOLENTO Luigi Preiti, l'uomo della sparatoria a Palazzo Chigi, «non è mai stato violento con nessuno». Lo ribadisce l'ex moglie dell'attentatore, Ivana Dan, uscendo questa mattina dalla sua abitazione di Predosa, in provincia di Alessandria. «Chiedo scusa a tutti, soprattutto ai due carabinieri feriti e alle loro famiglie», ha detto la donna, scusandosi con le vittime di quello che anche per lei è stato un gesto di follia. «Non so perchè lo ha fatto - aggiunge la donna - tra noi i rapporti erano civili, telefonava spesso a nostro figlio, ma nulla di più, per cui non so se avesse problemi. Sono certa, però, che anche lui ha capito di avere sbagliato».

LEGGO.IT

29.04.2013.

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PRIMO PIANO ROMA SPARI A PALAZZO CHIGI, ESTESA 'ZONA ROSSA'. BERLUSCONI: "SINISTRA GIOCA COL FUOCO"

29 Aprile 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130429_zona-rossa-chigi.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Estesa di circa dieci metri la zona rossa a Piazza Montecitorio. La disposizione, presa dalla Questura di Roma in seguito al'episodio di ieri, entrerà in vigore oggi un'ora prima dell'insediamento del nuovo governo, poco prima delle 15. Si valuterà in seguità se adottare la misura di sicurezza anche in altre occasioni importanti. Ad essere esteso è il transennamento della piazza, ovvero lo spazio antistante l'ingresso di Montecitorio che sarà interdetto anche ai pedoni. In quest'area potranno passare solo ministri, cariche istituzionali, parlamentari i loro collaboratori e dipendenti di Montecitorio. Rafforzata anche la presenza nella piazza degli uomini delle forze dell'ordine. BERLUSCONI: COLPA DELLA SINISTRA La sparatoria di ieri è stata un fatto grave, ma «l'ordine pubblico, nonostante la crisi economica, non è mai stato in pericolo nè ora nè in passato, nè lo deve essere». Lo afferma Silvio Berlusconi, ospite del programma La Telefonata parlando della sparatoria di ieri davanti palazzo Chigi. «Va stigmatizzato chi nell'estrema sinistra ha preso il pretesto del gesto di un uomo disperato per lanciare accuse deliranti alla politica e ai politici. Quando si gioca con il fuoco parlando di assalto alle istituzioni e inveendo contro tutto e tutti succedono cose come questa». «Invito gli italiani a non cedere alle campagne di odio, io ne sono stato bersaglio per 20 anni e ne ho subito le conseguenze. Ora la nostra solidarietà va ai carabinieri rimasti feriti e alle loro famiglie». "DA LETTA IMPEGNO SUGLI 8 PUNTI DEL PDL" «Il governo Letta deve approvare subito le misure di rilancio e sviluppo del nostro programma e che abbiamo illustrato in campagna elettorale, come l'abolizione dell'Imu, la revisione dei poteri di Equitalia e l'abbassamento della pressione fiscale. Sono punti irrinunciabili e Letta si è impegnato a realizzarli e a citarli nel suo discorso di oggi», ha detto Berlusconi. «Immagino di sì, ho avuto modo per nove anni di verificare come davvero il Paese non sia governabile. Va modificata l'architettura dello Stato e vanno dati più poteri al premier, che non può cambiare ministro nè usare lo strumento del decreto legge come fanno gli altri colleghi europei», ha risposto il Cavaliere alla possibilità che possa essere lui a presiedere la Convenzione per le riforme.

LEGGO.IT

29.04.2013.

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PRIMO PIANO VENEZIA HA IL CANCRO, COSTRETTO ALLE FERIE PER FARE LA CHEMIO. "SE NO MI LICENZIANO"

29 Aprile 2013, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

VENEZIA - In ferie per andare a fare chemioterapia e poter mantenereil lavoro. È la storia di un 51enne veneziano che lavora nell'azienda metalmeccanica del Miranese. Dichiarato invalido al 100% a causa del linfoma di Hodgkin ha intrapreso una serie di cicli di chemioterapia, inizialmente ogni 20 giori, oggi, che la malattia sta regredendo, ogni 2 mesi. L'uomo prese diversi giorni di malattia e dopo 10 mesi a casa per curarsi e 3 mesi di ferie pregresse il primo settembre dello scorso anno Franco deve ritornare al lavoro. Ora per fare le sue sedute, visto che l'invalidità gli è stata ridotta all'80%, deve prendere ferie per assentarsi. «Ho chiesto di poterla fare al giovedi - afferma Franco - così posso sfruttare il sabato e la domenica per poi essere in forza al lunedi per tornare al lavoro dove, ci tengo a sottolinearlo, comprendono la mia situazione». Ad oggi l'uomo dispone di 22 giorni di malattia per tre anni, che deve farsi bastare considerando che altri giorni vanno persi per una Tac al mese, per le analisi del sangue, mentre per altri accertamenti particolari, come la colonscopia e la gastroscopia, se ne vanno altri 3 giorni. «A tutti questi giorni - continua Franco - devo aggiungere anche i 20 giorni di ferie ad agosto, quando l'azienda chiude e io devo farle obbligatoriamente mentre potrei utilizzarle per curarmi».

LEGGO.IT

29.04.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA, Scontro tra due moto sulla statale, tre morti

29 Aprile 2013, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Le vittime dell'impatto lungo la SS 121 tra i 25 e i 37 anni In corso indagini per stabilire dinamica dell'incidente CATANIA - Indagini sono tuttora in corso da parte della Polizia Municipale di Adrano, in provincia di Catania, per stabilire la dinamica dello scontro avvenuto domenica pomeriggio tra due motociclette di grossa cilindrata nel quale hanno perso la vita tre persone, Antonino Saitta, elettricista, di 29 anni, Giovanni Santangelo, gestore di un auto lavaggio, di 37, e Francesco Santangelo, impiegato, di 25. L'incidente è avvenuto intorno alle 15.15 lungo la SS 121 che conduce a Paternò, in contrada Cavaddazzo. CARBONIZZATI - Giovanni e Francesco Santangelo erano a bordo di una Suzuki 1000; Antonino Saitta era in sella ad una Suzuki 600. Saitta e Giovanni Santangelo sono morti carbonizzati sul colpo nello scontro tra i due veicoli, che hanno preso fuoco. Francesco Santangelo, che aveva riportato ustioni in tutto il corpo, è morto ieri sera nell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove era stato trasportato con l'Elisoccorso. Sul posto sono intervenuti anche Vigili del fuoco, carabinieri e polizia e Polizia Stradale. Accertamenti sono in corso per stabilire se si sia tratto di uno scontro frontale tra i due mezzi ma non viene esclusa l'ipotesi che le due moto viaggiassero nella stessa direzione e che si venute in contatto facendo perdere il loro controllo ai conducenti.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.04.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Spari a Palazzo Chigi, Monreale sotto choc per la sorte del brigadiere Giangrande

29 Aprile 2013, 11:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il militare, 50 anni, raggiunto alla testa da due dei sei colpi esplosi da Luigi Preiti, rischia la paralisi degli arti PALERMO - E' originario della provincia di Palermo, Giuseppe Giangrande, 50 anni, uno dei due carabinieri feriti ieri insieme ad un collega e ad una donna incinta nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi. E precisamente di Monreale. La cittadina normanna appresa la notizia è precipitata nello sconforto. Il fratello Ciro gestisce un bar molto noto nel paese. Ed un altro fratello, Pietro è un agente di polizia, in servizio alla questura di Milano. PROGNOSI RISERVATA - Il brigadiere Giangrande, in servizio al Sesto battaglione Carabinieri Toscana, che ha sede nella caserma Baldissera di lungarno Pecori Giraldi a Firenze, ha perso la moglie nel gennaio scorso per un infarto, ed ha una figlia di 23 anni, che ieri si è subito recata al Policlinico Umberto I, dove si trova ricoverato in prognosi riservata. Il militare, raggiunto alla testa da due dei sei colpi esplosi da Luigi Preiti, è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Secondo quanto reso noto dai medici, ha un "danno midollare importante" alla colonna cervicale. E rischia la paralisi degli arti. IL SINDACO - La notizia del suo ferimento, ieri, a Monreale, ha subito fatto il giro del Paese. "Sono vicinissimo alla famiglia, ma sono più tranquillo - dice il sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo - da quando ho saputo che Giuseppe non è in pericolo di vita. Da sindaco devo dire che purtroppo questo Stato sociale partorisce gente come il pazzo di oggi, la gente è disperata e ogni giorno io stesso mi trovo a dover intervenire spesso anche di tasca mia per aiutare famiglie in difficoltà economica. Spero che il nuovo governo si attivi subito per creare nuovi posti di lavoro, altrimenti tutti noi che lavoriamo nelle istituzioni saremo più esposti a rischi".

Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.04.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS Questa pesca svuota il mare”, Greenpeace difende le acciughe nel Canale di Sicilia

29 Aprile 2013, 11:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Negli ultimi tre anni in media si sono pescate circa 5.160 tonnellate di acciughe, quasi il doppio del massimo sostenibile PALERMO - Blitz nel Canale di Sicilia degli attivisti di Greenpeace per una pesca artigianale e sostenibile. Stamattina l'equipaggio della nave di Greenpeace «Arctic Sunrise» ha intercettato nel Canale di Sicilia una coppia di «volanti», imbarcazioni che usano reti a strascico semipelagiche per la pesca delle acciughe e delle sardine. Due attivisti si sono tuffati in mare con grandi boeper fermare simbolicamente questi pescherecci che stanno distruggendo le risorse ittiche grazie a una «licenza sperimentale» che viene rinnovata ogni sei mesi dal Ministero delle Politiche Agricole. Altri attivisti, su un gommone, si sono affiancati alle volanti, mostrando due striscioni «Questa pesca svuota il mare» e «Esperimento pericoloso». SARDINE E ACCIUGHE - La popolazione delle acciughe nel Canale di Sicilia è ormai al limite del collasso e secondo i dati della Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo (CGPM) della FAO, negli ultimi tre anni in media si sono pescate circa 5.160 tonnellate di acciughe, quasi il doppio del massimo sostenibile (solo 2.359tonnellate). La stessa fonte rivela che anche le popolazioni di sardine sono ai minimi e che non è possibile trasferire su questa specie la pressione di pesca. Quella di stamattina è la prima azione in Italia durante il tour europeo di Greenpeace in sostegno della pesca artigianale. L’Arctic Sunrise navigherà nel Mediterraneo con l'obiettivo di portare le richieste di chi pesca in modo sostenibile fino a Bruxelles, dove si sta decidendo la nuova Politica Comune della pesca.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.04.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Mafia, per il 50 per cento degli studenti è più forte dello Stato

29 Aprile 2013, 11:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Risultati relativi al progetto educativo antimafia promosso nelle scuole italiane dal Centro Pio La Torre di Palermo PALERMO – «La mafia è più forte dello Stato ed è colpa della politica se non è ancora stata debellata». Questo in sintesi il pensiero di quasi duemila studenti delle scuole medie superiori italiane partecipanti al progetto educativo antimafia promosso dal Centro Pio La Torre di Palermo. Secondo i risultati della settima rilevazione sulla percezione mafiosa, infatti, per il 45,06% dei rispondenti la mafia non potrà essere definitivamente sconfitta, per il 94,52% ha un rapporto molto o abbastanza forte con la politica e per il 49,35% è più forte dello Stato. ASPETTO NEGATIVO - «Questo è l'aspetto più negativo registrato dall'indagine - commenta Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre - sul quale dovrebbe riflettere tutta la classe dirigente del Paese, soprattutto alla luce dei risultati delle elezioni di febbraio. Esse, infatti, hanno dimostrato una grande mobilità degli elettori, disponibili a premiare i nuovi fenomeni di populismo esasperato, e pronto a raccogliere i frutti del disorientamento provocato dalla crisi economica, dalle politiche del Centrodestra, dal governo dei tecnici e dalla persistente contraddittorietà delle proposte del Centrosinistra, diviso e perciò poco credibili». EDUCAZIONE ANTIMAFIA - Su come riuscire a combattere la mafia e riscattarsi, il 38,45% degli studenti suggerisce di non sostenere l'economia mafiosa (per esempio, non acquistando droghe o merce contraffatta) e il 21,67% di non essere omertosi. Mentre lo Stato dovrebbe «colpire la mafia nei suoi interessi economici» (22,50%) e «combattere la corruzione e/o il clientelismo» (24,40%). Molto importante per i ragazzi anche l'educazione alla legalità (17,26%). «Il 66% dei ragazzi - rileva Antonio La Spina, ordinario di sociologia dell'Università di Palermo - discute dell'argomento soprattutto con i docenti, il che evidenzia per un verso che in altre sedi ciò avviene assai meno, ma anche che i docenti che aderiscono al progetto si dedicano intensamente all'educazione antimafia. Emerge anche che, soprattutto alle superiori, il 70% circa degli studenti in questione ha partecipato ad almeno un'altra attività di educazione antimafia in anni precedenti a quello in corso».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.04.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS LECCE Clandestini su barca a vela, soccorsi in trentadue

29 Aprile 2013, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Operazione della capitaneria di Gallipoli L'imbarcazione era a 4 miglia dalla costa LECCE - Marinai della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno tratto in salvo 32 immigrati a bordo di un'imbarcazione a vela a circa quattro miglia dalla costa, al largo di Santa Caterina di Nardò, trasbordandoli su una motovedetta. Si tratta per lo più di nuclei familiari composti da dieci uomini, sette donne e quindici bambini, tra cui anche un neonato di due mesi, di nazionalità siriana e afgana. La barca, lunga 11 metri, è stata avvistata da terra in prossimità di un tratto di scogliera impervio dove non era possibile sbarcare. Il natante è stato rimorchiato fino a Gallipoli dove ad attenderli c'erano i sanitari del 118. Dopo essere stati visitati dai medici del servizio di pronto intervento, e trovati in buone condizioni, gli immigrati sono stati condotti al Centro di prima accoglienza don Tonino Bello di Otranto. I due scafisti, secondo il racconto degli immigrati, si sono gettati in mare prima dell'arrivo della motovedetta raggiungendo a nuoto la costa.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.04.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Cosima,perche'piangi Sabrina?Lo sapevamo

29 Aprile 2013, 10:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sarebbe coinvolto nell'indagine sul siderurgico tarantino Ha dichiarato di non aver mai ricevuto avvisi di garanzia TARANTO - Il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, a capo di una coalizione di centrosinistra, ha disertato la seduta del consiglio comunale, iniziata poco dopo le 10, rinviando dunque la decisione sulle sue possibili dimissioni dall'incarico dopo il coinvolgimento nell'inchiesta sull'Ilva denominata Ambiente svenduto su presunte pressioni per rinviare o pilotare i controlli ambientali. Il primo cittadino, che aveva dichiarato durante la campagna elettorale di non volere indagati in giunta, ha sottolineato nei giorni scorsi di non aver ricevuto alcuna informazione di garanzia e ha aggiunto di essere pronto a dimettersi se e quando riceverà la comunicazione giudiziaria. I reati ipotizzati a carico di Stefano sono l'abuso e l'omissione di atti di ufficio. Il gip Patrizia Todisco nei giorni scorsi ha disposto la proroga di sei mesi dell'indagine, che mira ad accertare eventuali coperture politiche nei confronti dell'Ilva. Stefano è stato iscritto nel registro degli indagati in seguito a una denuncia di Filippo Condemi, ex candidato sindaco del Pdl. Il consigliere comunale Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, è intervenuto in aula chiedendo al presidente del consiglio comunale Piero Bitetti di contattare il primo cittadino e chiedergli di intervenire in aula perchè, ha osservato, «si pone un problema serio per il governo della città. Lo stesso sindaco ha detto: «se sono indagato mi dimetto». «La città ha il diritto di sapere se il sindaco nelle prossime ore rassegnerà le dimissioni per motivi che noi non possiamo conoscere - ha detto Bonelli - La sua assenza è uno sgarbo alle istituzioni. È noto che di fronte alle sue dimissioni, il consiglio si scioglierebbe e quindi la questione va risolta ad horas, immediatamente».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.04.2013.

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