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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Travolta da un’impalcatura: sei indagati

29 Aprile 2013, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un anno fa moriva, schiacciata da una impalcatura in fase di smontaggio dopo i lavori di ristrutturazione alla facciata di un palazzo, l’82enne Clara Ronga. Per quel drammatico incidente, verificatosi in via Carmine Antonio Petrone, a Pastena, la Procura ha notificato sei avvisi di conclusione indagini. Inizialmente nel registro degli indagati furono iscritti solo Stefano De Crescenzo, ingegnere coordinatore della sicurezza e MassimilianoStanzione, legale rappresentante della impresa edile salernitana Stama. Il pm Elena Cosentino, che ha coordinato le indagini, ha poi ritenuto di estendere l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo, anche a Stefania Mancusi, altra legale rappresentante della ditta e a tre operai che quella mattina erano stati incaricati di rimuovere assi di acciaio e tavole da ponte: Alfonso Di Marino, Massimo Di Marino e Felice Adinolfi. Le posizioni degli indagati sono differenti ed all’impresa edile viene contestata anche la mancata ottemperanza al decreto legislativo 231 del 2001 che impone linee guida e modelli organizzativi, stabilendo le responsabilità amministrative di società ed associazioni. I familiari dell’anziana, per far sì che vengano individuati i responsabili di una morte assurda, si sono affidati all’avvocato penalista Marilena Polichetti e sono pronti a costituirsi parte civile in sede processuale, con l’ausilio del legale AntonellaGisonna. In questi mesi, il dossier dei carabinieri della compagnia di largo Pioppi, che per primi intervennero in via Petrone, è stato arricchito dagli approfondimenti del servizio di prevenzione infortuni sugli ambienti di lavoro dell’Asl e dalle analisi del perito assicurativo Giuseppe Guerriero, collaboratore della onlus “Strade sicure”, che si prepara a portare il caso alla sezione che la trasmissione tv “Chi l’ha visto” dedica all’infortunistica stradale. Intanto per ricordare la signora Clara, questa sera alle 19.30 si terrà una Messa presso la chiesa di Santa Margherita, a Pastena. I figli dell’anziana (Rosa, Gaetano, Giuseppe e FrancescaRoscia) insieme ai fratelli Maria e Salvatore, alla nuora Giovanna Sorrentino ed ai nipoti Clara, Annamaria, Roberta, Pasquale, Alfredo e Francesco, si riuniranno in preghiera nel giorno del primo anniversario dalla sua scomparsa. La morte della signora Ronga, oltre a spezzare il cuore dei suoi congiunti, lasciò sotto choc l’intera città. Non erano ancora le otto del mattino quando l’anziana, che viveva con la nuora e due nipoti in via Gabriele Napodano, fu travolta dall’impalcatura mentre stava rincasando dopo aver fatto la spesa in un supermercato della zona. Il primo a rendersi conto dell’accaduto fu il meccanico Giovanni Di Domenico che fece scattare l’allarme. L’uomo aiutò i volontari dell’Humanitas a liberare con un cric la donna dal groviglio di legno e lamiere. Ma purtroppo la signora Clara era già morta.

FONTE DI BARBARA CANGIANO LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Maxi-operazione anti-prostitute La polizia allontana 13 ragazze

29 Aprile 2013, 09:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Operazione anti-prostituzione della polizia sul litorale cittadino, ed in particolare tra via Gen Clark, via Wenner e la S.P. 175 fino alla intersezione con il Comune di Pontecagnano. Nel corso dei controlli, predisposti dal questore Antonio De Iesu, sono state individuate 13 donne di origine straniere che con abiti succinti e con atteggiamento provocatorio si proponevano agli automobilisti in transito.

Tutte sono state accompagnate presso gli uffici di Polizia per essere identificate e poi rilasciate dopo essere state segnalate al competente Ufficio per l'applicazione nei loro confronti del provvedimento di foglio di via obbligatorio dal Comune di Salerno. Nella circostanza venivano denunciate quattro giovane donne.

Nell'ambito dell’operazione sono state controllate 113 persone delle quali 30 stranieri e n. 37 veicoli tra i quali due motociclo sono risultato essere oggetto di furto in attesa di restituirli agli aventi diritto al momento non reperibili. Nel corso del servizio veniva effettuato un accurato filtraggio tra i passeggeri in arrivo alla stazione ferroviaria punti di approdo di nomadi segnalati quali autori di furti in abitazioni.

FONTE LA CITTA 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO :Bangladesh: incendio divampa tra le macerie, morta l'ultima sopravvissuta

29 Aprile 2013, 07:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA :SOTGIA MARCELLA  - Bangladesh, 29 apr. - Un incendio divampato tra i cumuli di macerie del palazzo di Savar vicino Dacca, crollato mercoledi', causando 379 morti e oltre 1.000 feriti, ha "ucciso l'ultima sopravvissuta". Lo ha reso noto il capo dei vigili del fuoco del Bangladesh, Ahmed Ali: "Le fiamme sono divampate mentre stavamo tagliando una trave per estrarre quella che riteniamo sia l'ultimo sorpavvissuta. L'abbiamo bagnata con l'acqua", mentre l'incendio si era avvicinato, "ma quando siamo tornati all'opera l'abbiamo trovata morta. Era una donna coraggiosa che ha lottato fino alla fine".

FONTE :AGI

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News Italia e dal Mondo:Separato e senza lavoro era tornato dai genitori

29 Aprile 2013, 06:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA :SOTGIA MARCELLA ROSARNO - Ieri mattina ha detto al padre che doveva partire. Capitava che ogni tanto andasse fuori per cercare lavoro. I suoi genitori non se ne preoccupavano più di tanto. Luigi Preiti era tornato a Rosarno. La separazione dalla seconda moglie che vive in Piemonte con il figlio di 11 anni, lo aveva riportato in Calabria dopo quasi 20 anni di emigrazione al nord. Nel paese della PIana si dava da fare. Piccoli lavori di muratura, riparazioni saltuarie, alla giornata. Come fanno molti nei paesini del sud. Uno come tanti, praticamente sconosciuto alle forze dell'ordine in una terra in cui gli schedari sono pieni di personaggi da tenere d'occhio. Luigi Preiti non aveva grilli per la testa. Certo la separazione dalla moglie era stata una brutta botta, così come una sofferenza era anche la distanza dal figlio. L'ultima volta, l'aveva visto per la prima comunione. Dal Piemonte dicono: aveva dilapidato tutto al videopoker. Il fratello vive a Novi Ligure, non lo vedeva da agosto e fa capire di non avere rapporti stretti: "Non era un terrorista, non era un malato di mente. L'ho visto in televisione, sono caduto dalla sedia. Lo stesso è successo ai miei. Chiedo scusa all'Arma dei Carabinieri, massima solidarietà ai militari feriti. Ora andrò dai miei genitori". L'ex moglie si dice sconvolta e disperata. Ai carabinieri l'uomo ha detto: "Puntavo ai politici", nel suo passato non c'è traccia di impegni di partito.

LE IMMAGINI: IL FERMO DELL'UOMO DAVANTI A PALAZZO CHIGI L'interrogatorio. "Ho voluto fare un gesto eclatante in un giorno importante: non odio nessuno in particolare ma sono disperato". Luigi Preiti ha tentato di giustificare così il suo gesto nel corso dell'interrogatorio col procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Antonella Nespola. Secondo gli inquirenti, aveva progettato il suo gesto da almeno venti giorni. "Ho acquistato la pistola al mercato nero di Alessandria, quattro anni fa". Una famiglia perbene. A Rosarno, i Preiti sono considerati persone perbene, almeno per quanto riguarda il nucleo familiare di Luigi. Certo sulla scheda di qualcuno dei suoi parenti si dice "segnalato in compagnia dei Pesce" o "dei Bellocco". Ipotesi lontane magari appuntate per qualche frequentazione sospetta, per un caffè preso al bar. Ma loro, Luigi e i suoi, "con i mafiosi, almeno in apparenza, non avevano alcun rapporto". Non sono legati ai clan e non facevano parlare di loro in paese. C'è da capire se l'attentatore abbia veramente preso l'arma al mercato nero di Alessandria. Per questo la visita dei carabinieri in casa Preiti è stata una sorpresa. Per i genitori dell'uomo tutto appare come un incubo. Un brutto sogno. Luigi era partito ieri mattina dalla stazione di Gioia Tauro, dove è stata trovata la sua Peugeot e in casa non aveva detto nulla di più. E' stato fermato dalla Polfer sul treno per un normale controllo. Secondo quanto hanno raccontato i genitori e qualche vicino agli investigatori, non aveva neppure particolari problemi economici. Una famiglia con la vita normale, di uno che certo non naviga nell'oro, ma che ha sempre vissuto in maniera dignitosa. Per questo il gesto di questo mattina appare come un vero e proprio giallo. Luigi non era un matto, non soffriva di depressione, non era un disperato. Il suo gesto appare inspiegabile. L'assessore di Rosarno, Francesco Bonelli, si dice anch'esso stupito: "Mi dicono che non frequentasse molto il paese". Preiti dai registri comunali non risulterebbe neanche avere trasferito la residenza a Rosarno. "Siamo in una situazione molto difficile - dice il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi - credo che questo sia il segnale di un fortissimo disagio che attraversano molte persone, per la fine di un matrimonio, la perdita del lavoro, sono segnali che non vanno sottovalutati. Personalmente non ricordo Luigi Preiti, ma mi dicono che in gioventù non abbia mai dato segni di squilibrio mentale". Stesso giudizio dall'ex sindaco di Predosa, il paese dove Preiti aveva diffuso. "L'ho conosciuto e frequentato: una persona disponibile con tutti. non ha mai dato segni di squilibrio. Perfettamente ingrato nel paese" (guarda il video). "Da 5-6 anni non lo vedevo più, forse dopo la separazione". Le indagini. I carabinieri hanno perquisito l'abitazione dei genitori dove Luigi Preiti viveva. Cercano qualsiasi indizio utile a capire le ragioni di un gesto del genere. La sua auto è stata individuata davanti alla stazione di Gioia Tauro, da cui è partito ieri in treno. I carabinieri l'hanno transennata e ora attendono gli artificieri per i controlli del caso. Nelle prossime ore saranno sentiti il padre (emigrato in Germania per 30 anni), la madre e le due sorelle di Luigi che vivono in paese, ma non nella famiglia d'origine. Luigi davanti a Palazzo Chigi ha più volte urlato "ammazzatemi", e la sensazione è che per una qualche ragione volesse farla finita.

FONTE :LA REPUBBLICA

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News Italia e dal Mondo :Piogge e temporali al nord Bel tempo e caldo al centro-sud

29 Aprile 2013, 06:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :SOTGIA MARCELLA Sarà quindi un'Italia sostanzialmente divisa in due. Al nord la primavera non ha per il momento intenzione di allungare il passo, spiegano i meteorologi che annunciano corpi nuvolosi più o meno organizzati nel settentrione dando luogo, seppur ad intermittenza, a precipitazioni diffuse, anche abbondanti su Alpi e Prealpi. Le nubi si alterneranno alle schiarite al Centro-sud con bassa probabilità di precipitazioni. Qualche fenomeno atteso sulla Toscana. In compenso il clima sarà decisamente mite. Tra nord e sud si prevede un divario anche di 15 gradi nelle temperature. Al Centro Sud, complici i venti di Scirocco, le temperature supereranno di 3-5 gradi la media del periodo. Si prevedono valori diffusamente superiori ai 24/25 gradi su molte località con punte di 28/30 gradi su Tirreniche e Sicilia. Al nord il clima sarà relativamente più fresco e le temperature oscilleranno tra 15 e 20 gradi. Per il Primo Maggio, concludono i meteorologi, il tempo sarà discreto con qualche incertezza su Alpi, Nord Ovest e dorsale. Clima mite ovunque, un pò di caldo al sud e sulla Sicilia. Ma c'è preoccupazione in Val D'Aosta: "La probabile pioggia in arrivo potrebbe provocare accelerazioni" della frana da 645 mila metri cubi di roccia e detriti che da otto giorni, con la prima fase di allarme già scattata sabato 20 aprile, incombe dal Monte di La Saxe su un paio di villaggi poco sopra Courmayeur (Aosta). Lo spiega Davide Bertolo, dirigente della struttura Attività geologiche della Regione Valle d'Aosta. Al momento la frana prosegue il suo movimento costante (8 cm al giorno) senza decelerazioni o accelerazioni evidenti. In caso di ulteriore allarme è pronto il piano di evacuazione per un centinaio di persone. Il 'livello due' di allarme "è chiaramente sempre più vicino", spiega il sindaco di Courmayeur Fabrizia Derriard, che segue costantemente l'evolversi della situazione. Il collasso della frana potenzialmente coinvolgerebbe una decina di abitazioni, ma visto il rischio di isolamento di alcune località Protezione civile e Croce rossa sono pronte ad accogliere un numero maggiore di evacuati. Sistema topografico, Gps, radar e colonne inclinometriche monitorano 24 ore su 24 il versante, dove i tecnici regionali svolgono periodicamente sopralluoghi in elicottero. Al momento sono stati registrati solo piccoli crolli e colate di lieve entità. E preoccupazione anche per un'altra frana, in provincia di Parma: di nuovo, come a Capriglio, una famiglia sta per vedere crollare la propria casa. Questa volta la frana è quella di Sauna, nel Cornigliese, Appennino parmense. I tecnici la monitorano da giorni con un sistema di picchetti, ma da ieri il movimento, anche a causa delle recenti piogge, si è fatto più incisivo coinvolgendo anche una casa della famiglia e una stalla, evacuate per precauzione nei giorni scorsi. La stessa sorte tocca in queste ore a un'altra casa, che si sta sgombrando, e ad una stalla con una sessantina di capi, per spostare i quali è stato allertato il servizio di medicina veterinaria dell'Ausl. Oggi sul posto hanno lavorato una cinquantina di persone: tecnici Enel, Iren e Socogas, sulle reti di competenza, del Servizio tecnico di bacino, del Servizio Ambiente della Provincia e i Volontari di Protezione Civile con il presidente del coordinamento Stefano Camin. La frana lambisce case limitrofe alla piccola frazione il cui nucleo storico al momento non è coinvolto dallo smottamento. Un gruppo elettrogeno sarà utilizzato per il controllo notturno sulla zona. Guai anche sulla provinciale 15 di Calestano, ad Armorano. Un masso che incombeva sulla strada, ed in conseguenza del quale la stessa era stata chiusa al traffico, è crollato la scorsa notte ed è stato rimosso nelle prime ore del mattino dal Servizio Viabilità della Provincia. Il tratto di provinciale da Armorano fino a Berceto resta transitabile solo per i residenti. FONTE:LA REPUBBLICA

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News Italia e dal Mondo :Nepal, sherpa aggrediscono Simone Moro

29 Aprile 2013, 06:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA :SOTGIA MARCELLA KATHMANDU - Brutta avventura per Simone Moro, l'alpinista bergamasco da anni frequentatore delle vette dell'Himalaya in Nepal: ieri pomeriggio è stato aggredito insieme a due compagni - lo svizzero Ueli Steck e il britannico Jonathan Griffith - da un gruppo di sherpa nel campo base n.2 dell'Everest. Nel dare la notizia, The Himalayan Times ha riferito che a quanto pare all'origine vi sarebbero presunte interferenze nel loro lavoro. Le tensioni sono sorte, secondo le informazioni riportate dal giornale, durante il fissaggio delle corde su una parete sul lato ovest del Lhotse, fra il campo n. 2 e il n.3 basso (a circa 7.200 metri), dove era stata collocata una tenda. Una vota tornati al campo di partenza, i tre alpinisti hanno trovato ad attenderli una folla di un centinaio di sherpa che hanno tentato di "punirli fisicamente" e sono riusciti a ferirli. Lo scontro non si è trasformato in tragedia solo per l'intervento degli altri alpinisti stranieri, che si sono interposti e sono riusciti a calmare gli animi. Moro ha riportato ferite non gravi, mentre Steck, che ha problemi più seri, deve essere trasferito a Kathmandu. Sull'accaduto la polizia nepalese ha già aperto una inchiesta, mentre Nimanuru Sherpa, direttore esecutivo di Cho-Oyu Treks, l'agenzia che ha organizzato la spedizione di cui fanno parte i tre, si è detto "rattristato per l'accaduto", osservando che l'episodio "rischia di offuscare l'immagine del Nepal nel mondo".

(29 aprile 2013)FONTE :LA REPUBBLICA

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SARDEGNA NEWS :Nuoro, botte da orbi con il rapinatore armato

29 Aprile 2013, 06:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA :SOTGIA MARCELLA NUORO. Tentata rapina con botte da orbi. A darsela di santa ragione sono stati un rapinatore solitario armato di pistola scacciacani modificata e la sua vittima, il commerciante Antonello Spena, 50 anni di Nuoro, uno dei fratelli Spena che lavora nel grande magazzino di via Catte, aggredito dal bandito mentre stava versando l’incasso del negozio nello sportello automatico della banca di Sassari, in via Gramsci. L’impresa del rapinatore è andata a vuoto: il commerciante ha reagito, e dopo una violenta lite che ha coinvolto anche il magazziniere del negozio, Domenico Buttu, che era insieme a Spena, il malvivente è fuggito a mani vuote e ferito, riuscendo a portarsi via solo il portafogli di Buttu. Il commerciante, colpito con forza sulla fronte e sul naso col calcio della pistola, è stato portato con un’ambulanza all’ospedale di Nuoro. Il fatto è accaduto ieri, intorno alle 12.30. Antonello Spena prende l’incasso da versare e insieme al magazziniere sale sulla motocarrozzella e va in banca. Arrivati in via Gramsci (poco distante dal negozio), il commerciante raggiunge lo sportello automatico, mentre il collega lo attende sul mezzo. Un’operazione fatta tante altre volte. Solo che ieri, un rapinatore solitario, piuttosto giovane, a volto scoperto e con una pistola in mano, lo attendeva nascosto dietro una sporgenza del muro della banca, sul lato che dà su via Tasso. Appena vede l’uomo armeggiare davanti alla banca, il malvivente si avventa contro di lui, aggredendolo. Il commerciante – che ha fatto appena in tempo a versare l’incasso – reagisce e colpisce con forza il rapinatore. Subito arriva in suo aiuto anche il magazziniere che, non appena si accorge di quanto sta succedendo, schizza fuori dalla motocarrozzella e si precipita a dare man forte al collega, cercando di liberarlo dalla presa del malvivente. I tre si prendono a botte e nella furiosa lite Spena viene colpito violentemente con il calcio della pistola sul naso e sulla fronte. Anche il suo aggressore rimane ferito. Per terra, nel piazzale della banca, sono evidenti le macchie di sangue. Domenico Buttu riesce a disarmare il rapinatore. Che alla fine fugge via a piedi con un magro bottino: il portafogli dello stesso magazziniere. I due, con Spena sanguinante, si rimettono in auto e ritornano in negozio, da dove danno l’allarme. In via Gramsci arrivano gli agenti delle volanti della questura diretti da Mauro Bernacchia, quelli della mobile guidati dal vice questore Fabrizio Mustaro e la Scientifica. Spena viene accompagnato in ospedale con un’ambulanza. Non è la prima volta che la famiglia viene presa di mira. Anni fa, il fratello Franco era stato derubato dell’incasso e ferito da un malvivente, proprio mentre andava a versare i soldi nella stessa banca. 28 aprile 2013 FONTE:LA NUOVA SARDEGNA

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SARDEGNA NEWS :Manifestazioni in tutta l’isola per Sa die de sa Sardigna

29 Aprile 2013, 06:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA :SOTGIA MARCELLA CAGLIARI. Manifestazioni culturali e musicali in diversi centri dell’isola per celebrare oggi Sa Die de sa Sardigna. Non una semplice festa ma un momento di riflessione per recuperare la storia e l’identità sarda nel ricordo dei fatti del 28 aprile 1794 con la cacciata dei piemontesi da Cagliari. Complessivamente circa 170 eventi tra convegni, musica, poesia, proiezioni e spettacoli, dal nord al sud dell’isola in collaborazione con associazioni culturali, scuole e gli emigrati sardi. Giornata di festa popolare da Isili a Sant’Anna Arresi, ma anche a Sestu a Ossi. Tra i momenti clou c’è il concerto a Cagliari in piazza del Carmine, con la proposta di vari generi musicali. Ma Sa Die è stata ricordata anche a Sassari e Alghero. «La storia si ripete e mai come in questi tempi è forte l’esasperazione del nostro Popolo per le sistematiche ingiustizie e vessazioni di uno Stato che ancora oggi è insensibile, sordo e lontano, come lo era quello piemontese di allora», ha detto il segretario nazionale del Psd’az, Giovanni Angelo Colli, in merito alle cerimonie di commemorazione istituzionali per ricordare la sommossa dei Vespri sardi.

FONTE:LA NUOVA SARDEGNA

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News Italia e dal Mondo:Abbraccia il padre che per 40 anni ha creduto morto

29 Aprile 2013, 06:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA:SOTGIA MARCELLA PERFUGAS. È una di quelle storie che commuoverebbero anche i cuori più duri e resistenti. Una storia di padri e figli che, dopo tanti anni, finalmente si ritrovano. Una storia che un’intera comunità ha vissuto con trasporto e commozione, partecipando alla gioia dei protagonisti. Questa è la storia di Stefano Panu, un settantunenne perfughese che, tanti anni fa, emigrò in Svizzera, a Lucerna, per cercare fortuna. Trovò lavoro e anche una compagna, che gli diede un figlio. Lei morì, due mesi dopo aver messo al mondo il bambino, in un terribile incidente stradale. Quel figlio si chiama Edgar e per tanti anni ha portato, e continua a portare, un cognome che sardo prorio non è: Muller. Non avendo sposato la sua compagna, Stefano Panu non aveva infatti potuto dare il suo cognome al bambino: le leggi elvetiche al tempo non lo consentivano. Muller era il cognome della compagna di Panu e dei nonni materni che, prendendosi immediatamente cura del piccolo Edgar, impedirono a Stefano Panu di rivendicare con diritto la paternità. Lui le aveva tentate tutte per tenere con sé quel figlio messo al mondo dalla donna che aveva amato, tanto da dover sopportare denunce di ogni tipo e finire addirittura in carcere. Due mesi di prigione in Svizzera. Il suo Eldorado si era improvvisamente trasformato nella più ingrata delle terre. Alla detenzione, fece seguito l’espulsione dal paese straniero e così Stefano Panu dovette fare rientro a Perfugas con la morte nel cuore. Era il 1973 e il piccolo Edgar aveva appena compiuto due anni. Ne passeranno altri 40 prima che possa conoscere e abbracciare il padre. Un fatto che ha del miracoloso, perché a Edgar i nonni materni hanno sempre fatto credere che in quel tragico incidente stradale a perdere la vita fossero stati entrambi i genitori e che lui, solo al mondo, doveva farsi forza e, soprattutto, farsene una ragione. Ma la tenacia non è mai venuta meno nell’emigrato perfughese e negli anni non ha mai rinunciato alle ricerche. Sempre più disperate e vane. Perché non disponeva dei mezzi necessari e, forse, anche delle giuste conoscenze. Ma alla fine ce l’ha fatta. Ormai anziano e con più di un acciacco che ne condiziona la salute, è riuscito a realizzare il suo più grande desiderio: rivedere quel figlio per così tanto tempo cercato. Stefano Panu è riuscito nell’impresa grazie a un gruppo di amici che si è preso a cuore la vicenda, attivando tutti i canali possibili, raccogliendo informazioni e circoscrivendo sempre più il campo delle ricerche. Fino a a riuscire a far riabbracciare padre e figlio. Si sono incontrati all’aeroporto di Alghero, dove Edgar è atterrato insieme alla moglie e al figlio di 10 anni. La famiglia Muller ha soggiornato a Perfugas per una settimana, durante la quale, grazie agli amici di Stefano, è stata festa per tutti. Ora Edgar è tornato in Svizzera, ma dovrebbe fare ritorno a Perfugas a metà maggio. Ornerà a trovare l’anziano babbo e realizzare un altro sogno che aveva custodito a lungo in un angolo del suo cuore: aggiungere al suo cognome quello del padre.

FONTE:LA NUOVA SARDEGNA

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CAMPANIA NEWS :Napoli, bimbo di tre anni cade dal settimo piano e muore

29 Aprile 2013, 06:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA:SOTGIA MARCELLA NAPOLI - Un bimbo di tre anni è morto dopo essere caduto dal settimo piano del palazzo dove viveva con la mamma, separata dal padre, e la nonna, al rione Parco Verde di Caivano, a Napoli. Il bambino, Antonio Giglio, è stato soccorso e trasportato all' ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove è morto poco dopo il ricovero. Agghiaccianti le circostanze per come sono in grado di riferirle la monna e la madre. In cucina una tapparella era semi-abbassta. Il piccolo si sarebbe infilato nel pertugio e poi è precipitato.  -Fonte :IL MESSAGGERO

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