Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZIONE SICILIA NEWS Lampedusa, migranti sepolti senza funerali Il sindaco: "Letta promise esequie di Stato"

17 Ottobre 2013, 08:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Palermo,  "Se avessimo saputo che non si sarebbero mai celebrati gli annunciati funerali di Stato per le vittime del naufragio di Lampedusa, prima di fare partire le salme dall'isola avremmo celebrato noi un funerale. Una cerimonia funebre per dare l'ultimo saluto alle povere vittime. Un funerale di paese, come quelli che facciamo a Lampedusa. E' ingiusto seppellire i profughi senza un funerale...". E' l'amarezza del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che si dice "dispiaciuta" per la tumulazione delle quasi 400 bare contenenti le spoglie delle vittime del naufragio in paesi dell'agrigentino e del nissneo. "E' mancata una cabina di regia - spiega ancora il primo cittadino - nonostante i funerali fossero stati annunciati dal premier Letta proprio qui a Lampedusa, quando è venuto con Barroso e Alfano, non siamo più riusciti a sapere nulla". Molte delle bare dei migranti morti in mare nel tragico naufragio del 3 ottobre, hanno infatti lasciato l'isola per essere tumulate in tombe messe a disposizione nei vari comuni siciliani "per ragioni sanitarie", come ha spiegato il Segretario generale della Farnesina, Michele Valensise. Ricevendo l'ambasciatore di Eritrea, Zemede Tekle, Valensise ha illustrato lo stato delle procedure in corso da giorni per il riconoscimento delle salme, rese particolarmente complesse dalle circostanze degli eventi e ha confermato la volontà italiana di proseguire l'opera di riconoscimento dei corpi e di rispettare in primo luogo i desideri dei familiari delle vittime circa la destinazione definitiva delle spoglie. A Gela, nel nisseno, sei salme saranno ospitati nel cimitero di Farello dove alle 11 di giovedì l'Amministrazione comunale ha organizzato una cerimonia di tumulazione alla quale sarà presente anche l'imam della moschea di Catania, Mufid Abu Touq. Il Comune di Delia (Caltanissetta) ha messo a disposizione due loculi per ospitare nel proprio cimitero le salme dei migranti. "Dare una degna sepoltura è il minimo che possiamo fare per i morti della tragedia di Lampedusa", ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri. (Adnkronos)

Leggi i commenti

SEZIONE SICILIA NEWS Luca Zingaretti si schiera con il Wwf contro le trivelle nel canale di Sicilia

17 Ottobre 2013, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Luca Zingaretti

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI  Luca Zingaretti si schiera con il Wwf contro le trivelle nel Canale di Sicilia e appoggia la campagna “Sicilia: il petrolio mi sta stretto” attraverso un video girato sulle scogliere di Pantelleria, in cui invita tutti a firmare la petizione del Wwf per scongiurare il rischio trivellazioni e per creare una nuova area protetta a Pantelleria. Si firma fino al 24 ottobre su www.wwf.it/ilpetroliomistastretto, già 35mila italiani lo hanno fatto. “Il Mediterraneo è un mare prezioso, che nutre e abbraccia paesi e popoli diversi tra loro – dice l’attore Luca Zingaretti nel video-appello - Il Mediterraneo è un mare importante e il suo cuore pulsante è il canale di Sicilia, un patrimonio di biodiversità unico, dove molte specie rare vengono a riprodursi. L’isola di Pantelleria è circondata di richieste di trivellazioni petrolifere, ma il Mediterraneo è anche un mare chiuso, e uno sversamento comporterebbe danni irreparabili, non solo qui ma in tutte le sue coste. Entro il 24 ottobre firma la petizione del Wwf, contro le trivelle, per il parco marino di Pantelleria. Il mare è un bene comune, spetta a noi proteggerlo.” Attorno all’isola, quest’estate, sono state avvistate centinaia di tartarughe marine, due balenottere, le mobule (ovvero le mante del Mediterraneo), tonni e pesci di ogni tipo. E poi fenicotteri, cicogne, falchi, aquile addirittura di provenienza asiatica dirette in Africa. Ma Pantelleria è l’unica isola del Canale di Sicilia a non essere protetta. A ridosso delle sue scogliere - fa sapere il Wwf - una concessione per l’estrazione petrolifera data prima del 2010 non “scompare” con l’applicazione del Decreto Passera e l’isola, denincia l'associazione, rischia di essere rovinata dalle piattaforme e sporcata dagli sversamenti routinari o da possibili incidenti.

(Adnkronos) 

Leggi i commenti

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VICENZA «Ha sgozzato l'agnello davanti a suo figlio di 23 mesi e l'ho ucciso»

17 Ottobre 2013, 08:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA PAOLA TRECCINE Il suocero confessa l'omicidio. Ma emerge che il genero 
lo manteneva con lo spaccio di droga: a casa c'era hashish.

Il genero ucciso davanti casa

 

VICENZA - Ha reso una confessione piena ed incondizionata - ha riferito il suo legale - Salvatore Cipoletta, l'uomo di 53 anni che ieri a Vicenza ha ucciso con un colpo di pistola il genero di origini yemenite,Haidar Rohay Ahmaed Al-Tawil, per aver fatto assistere ai due figli piccoli al rito islamico del sacrificio di un agnello. 

Secondo quanto si è appreso, la chiave del delitto sarebbe tutta in un sms che il 53enne di origini napoletane aveva inviato nel pomeriggio al marito della figlia: «Fai quello che ti pare, ma non davanti ai bambini». Tra i due c'era però anche un legame di denaro, frutto del traffico di droga gestito dallo yemenita che con il ricavato aiutava economicamente il suocero. Cipolletta, sposato, pensionato, padre di un figlio ancora minorenne, è in carcere a Vicenza, con l'accusa di omicidio volontario premeditato. 
In passato l'uomo aveva già avuto qualche guaio con la giustizia per questioni di droga e armi. La notte scorsa, davanti ai carabinieri, ai poliziotti della mobile e al pm Monica Mazza ha reso quella che il suo avvocato, Elena Peron, ha definito una piena confessione. L'uomo era arrivato ieri verso l'una a casa della figlia Cristina, 24 anni e del genero Ahmed al Tawil. Con lui anche il figlio. Erano stati invitati a pranzo nella giornata del sacrificio che gli islamici celebrano sgozzando un agnello. E quell'agnello era lì, nel garage, ancora grondante sangue. 

Una scena che non era stata risparmiata al nipotino di 23 mesi, e che - dopo le telefonate e gli sms sempre più duri tra genero e suocero - ha scatenato la reazione di Cipoletta, conclusasi con l'uccisione del marito 29enne della figlia. Nella casa e nell'auto dello yemenita i carabinieri hanno trovato 678 grammi di hashish, oltre a mille euro in contanti nascosti in un armadio. Cipolletta, che non aveva di che vivere, ha ammesso davanti agli inquirenti di aver tirato avanti proprio grazie al denaro che il genero gli passava, e di aver saputo che i soldi erano frutto di un giro di droga.

Con Ahmed il 53enne aveva già avuto sei anni fa un violento scontro fisico, e quest'ultimo aveva avuto la peggio. Così ieri, quando il genero lo ha minacciato nuovamente, Cipolletta è tornato a casa, ha preso una pistola tipo "Derringer", artigianale e modificata per diventare letale, si è appostato fuori dalla casa del genero. Lo ha attirato fuori dall'abitazione con un altro sms, ed è partito con la sua Fiat "Palio", arrivando a frenare a poca distanza dal giovane yemenita. Ne è nata una nuova discussione, durante la quale Cipoletta ha minacciato Ahmed di sparagli, questi ha reagito piazzandogli un pugno in faccia, attraverso il finestrino. Dopodiché il suocero ha punta la pistola, facendo fuoco. «Volevo solo minacciarlo, non ucciderlo» avrebbe ripetuto più volte l'uomo nell'interrogatorio. Poi la breve fuga, l'arrivo in un bar e la richiesta di farsi offrire l'ultima birra, prima di chiedere alla barista di chiamare i carabinieri.

«Il mio cliente è disperato, non si capacita ancora di aver ucciso il genero. Non capisce come possa essere partito il colpo di pistola. Tra l'altro non aveva neppure mirato. E poi è affranto, il suo più grande dolore è di aver distrutto due famiglie, la sua e quella della figlia e di non poter più vedere i nipotini a cui è attaccatissimo». Così all'Adnkronos l'avv. Elena Peron, difensore di Salvatore Cipoletta, spiega lo stato d'animo dell'uomo che ieri sera ha ucciso con un colpo di pistola il genero di origini yemenita.

IL GAZZETTINO

Leggi i commenti

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VEGGIANO Alluvione 2010, tre famiglie scappano con in tasca i soldi dei risarcimenti

17 Ottobre 2013, 08:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Un'immagine dell'alluvione del 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI  Alcuni cittadini hanno lasciato le case e si sono resi irreperibili«Ora se ne occuperà il recupero crediti della Regione»

 VEGGIANO - Si è ridotta la lista dei cittadini alluvionati di Veggiano (Padova) che devono restituire parte dell'acconto che hanno ricevuto a dicembre del 2010 dalla Regione Veneto. Sono infatti circa 80 alluvionati su 350 quelli che devono dare indietro dei soldi. Lista che si è ridotta dopo che sono state presentate le osservazioni in Comune, e riformulati i conteggi delle spese.


Ma c'è anche chi ha preso i soldi dell'acconto, tre i casi accertati con tanto di documentazione, e non solo non ha eseguito alcun lavoro di ristrutturazione nella casa, ma ha addirittura cambiato residenza e abitazione rendendosi irreperibile. «Noi li chiamiamo casi delicati - ha spiegato il sindaco Anna Lazzarin - le raccomandate che inviamo al nuovo indirizzo tornano indietro e al telefono non risponde mai nessuno. Sono casi che dal 1 gennaio del 2014 verranno presi in carica dal recupero crediti della Regione. Infatti da quella data si chiude l'emergenza alluvione in capo ai Comuni e passa tutto in gestione alla Regione».

di Barbara Turetta IL GAZZETTINO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO TREVISO Azienda non trova personale: «I ragazzi si sentono già arrivati» /Video

17 Ottobre 2013, 08:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI TREVISO - Otto posti di lavoro. Otto contratti di prova nel settore della moda destinati a trasformarsi a tempo indeterminato; un miraggio nel momento di crisi economica che sta attraversando la Marca. Eppure, nonostante la fame di lavoro, le due imprese che cercano manodopera (ognuna offre circa quattro posizioni) non riescono a trovarla da ben quattro anni. 

Si tratta della Tiemme Sas di Badoere di Morgano e del Maglificio Ferdinanda di Visnà di Vazzola; realtà artigiane d'eccellenza che da anni collaborano con i marchi leader della moda nazionale ed internazionale.

Partiamo dalla Tiemme di Badoere di Giuliano Secco. L'azienda è nata 30 anni fa e, nel mezzo della burrasca della crisi, per sopravvivere ha adottato l'unica strategia possibile: trasformarsi. Secco ha iniziato producendo bottoni e occhielli: ne sfornava 15mila di ogni tipo al giorno. Ma ad un certo punto questo non è bastato. E Secco ha capito che, per sopravvivere, avrebbe dovuto ampliare l'offerta: ha acquistato i macchinari, ha formato i suoi operai e ha iniziato a diversificare il lavoro

La Tiemme ha aggiunto al suo curriculum nuove competenze, come il ripristino dei capi e il rimaglio, ha cercato di offrire ai propri clienti un prodotto più completo e di qualità: «E in questo modo racconta Secco che ora ha 15 dipendenti - ce l'abbiamo fatta». Da Armani a Louis Vuitton: le grandi griffe sono state conquistate. Ma ci sono due noti dolenti. Una è la concorrenza sleale dei cinesi e l’altra è quella del personale. Da 4 anni Secco non riesce a trovare dipendenti adatti alle sue lavorazioni: «Il dramma è che molto spesso le persone sono specializzate nel realizzare un solo tipo di prodotto oppure sanno lavorare esclusivamente un materiale. Invece noi ora cerchiamo persone che abbiano la capacità di adattarsi alle diverse mansioni». Una missione quasi impossibile.



Ne è la dimostrazione un'altra azienda "vittima" dello stesso problema: il Maglificio Ferdinanda di Vazzola. Un centinaio di dipendenti e una lunga storia alle spalle, fondata da Silvia Fiorin più di 40 anni fa, e marchi eccezionali a fare da cappello, come Ermès, Louis Vuitton e Loropiana, il maglificio si trova a dover fare i conti con la mancanza di personale. Ed è a caccia di quattro o cinque persone capaci ma soprattutto di «giovani umili e di buona volontà». 

Sì: perché una critica ricorrente, nel settore, va a tutti quei ragazzi che si presentano convinti di essere stilisti affermati senza capire che la pratica è l'unica via per riuscire a crearsi delle competenze. Tomasin non lesina critiche: alle scuole che non formano più giovani adatti alle esigenze del mercato, ai politici, «che non hanno fatto niente per salvare il nostro nobile lavoro e la nostra tradizione» E anche all’impero Benetton: «Ben vengano gli investimenti di imprenditori come loro – chiarisce – ma quell’impero è stato creato dividendo le competenze e questo poi non ha aiutato gli artigiani a fronteggiare la tempesta economica degli ultimi anni».

DI BEATRICE MANI IL GAZZETTINO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO SALZANO Imprenditrice suicida, la sorella: «Patrizia non si è uccisa per la crisi»

17 Ottobre 2013, 08:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Patrizia Lazzarini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Nelle lettere lasciate dalla 53enne di Salzano ci sono i saluti,
le volontà per i funerali ma nessun accenno al perché del gesto

SALZANO - «Non sappiamo perché ha fatto quello che ha fatto, nella lettera che ho letto non spiega nulla». A parlare è Lina Lazzarini, la sorella di Patrizia, l'imprenditrice 53enne che martedì scorso si è tolta la vita impiccandosi nel bagno del suo appartamento di via Cesare Battisti a Salzano. Ieri era il giorno del dolore. Dello stupore per un gesto estremo per cui ancora è difficile trovare una chiave di lettura. 

Perché se gli inquirenti sospettano anche di presunti problemi economici cui la titolare dell'agenzia di pratiche automobilistiche "Dauli" di via Roma a Spinea sarebbe stata costretta a far fronte, la sorella non ci sta: «Aveva un fido con la banca - spiega - e nel conto corrente i soldi c'erano». Allora perché questo fulmine a ciel sereno? Perché la decisione di lasciare la figlia e i familiari? 

In due delle quattro lettere lasciate, indirizzate proprio alla figlia 28enne e alla sorella (un'altra si rivolgerebbe a un amico e l'ultima sarebbe stata scritta in vista dei funerali), le risposte a queste domande non ci sarebbero. Trasparirebbe invece tutto il cuore di una donna che mai aveva negato un sorriso. «Nelle lettere ringrazia tutti - spiega la sorella - perfino gli amici del bar. Perché Patrizia era così, generosa». 

Patrizia Lazzarini aveva organizzato tutto nei particolari. In questi messaggi aveva indicato per filo e per segno le proprie volontà. Dove affiggere le fotografie, chi avvertire. Pure che parole leggere durante i propri funerali, che si terranno domani alle 15 nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea.

DI GABRIELE VATTOLO IL GAZZETTINO.IT

Leggi i commenti

SEZ.POLITICA E INTERVISTE Sono di più gli aspetti positivi

17 Ottobre 2013, 08:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Il Presidente Letta si era raccomandato di non credere alle illazioni di stampa sui contenuti della legge di stabilità: quella approvata dal consiglio dei ministri si discosta molto dalle attese non solo per l'assenza di tagli immediati alla sanità, ma perché offre, nella prospettiva di un triennio, un quadro positivo e raggiungibile. Non si tratta solo di fermare il deficit pubblico a quel famoso 3% che a molti sembra un'inutile sottomissione alle richieste europee, ma si punta a ridurlo al 2,5% facendo anche diminuire il debito pubblico. Si tratta di un elemento fondamentale per ridare maggior fiducia ai mercati e, di conseguenza, ridurre i tassi d'interesse non solo per lo Stato, ma per tutti. Una premessa indispensabile per qualsiasi ripresa della crescita. Che per ottenere tale risultato si siano dovute reintrodurre alcune imposte era ovvio. Solo alcuni berlusconiani hanno ritenuto che si potesse ingannare la gente abolendo temporaneamente quelle sulle case e cambiandone poi il nome. Nel complesso, per altro, la pressione fiscale dovrebbe scendere consentendo ad Alfano ed ai suoi sostenitori di non venir meno alle linee programmatiche del proprio partito. Forse i falchi avranno maggiori difficoltà a far cadere il governo. Quanto ai tagli di spesa ed in particolare quelli sulla sanità, molto è affidato all'approfondimento dell'analisi degli sprechi, affidati ad un commissario che, come ha sottolineato Saccomanni, ha un'incarico triennale. Per quanto riguarda uno degli aspetti fondamentali quello relativo alla riduzione del costo del lavoro è molto probabile Confindustria resti, come aveva fatto intendere, in dissenso sull'ammontare delle risorse da destinare allo scopo, anche se, con abile mossa perché le costringe a cooperare, si è lasciato alle parti sociali di negoziare le modalità. Che il ben noto cuneo fiscale sia più alto in Italia che in tutti i Paesi industrializzati non è una novità. La vera questione è se il costo del lavoro sia veramente il punto determinante della nostra competitività. L'esistenza di moltissime imprese che esportano e crescono sembra indicare che il problema non è questo, ma quello di innovare e di raggiungere maggiori dimensioni per essere presenti sui mercati globali. Anche qui, con vantaggi fiscali per la ricapitalizzazione delle imprese e rafforzamento dei fondi di garanzia, qualche passo avanti è stato compiuto. In sostanza la legge di stabilità come uscita dal Consiglio dei ministri ha molti aspetti positivi. I problemi che restano aperti sono essenzialmente di natura politica. In Italia Berlusconi riuscirà a far cadere il governo annullando quella fiducia che i mercati finanziari ci stanno ridando? E, in Usa, si riuscirà a evitare l'insolvenza del governo federale e la conseguente crisi economica mondiale? Letta e Saccomanni ce l'hanno messa tutta: speriamo riescano a realizzare il loro programma.

FONTE di Franco Grassini LA PROVINCIA PAVESE

Leggi i commenti

UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS PAVIA La rapina finisce nel sangue, il gioielliere Prina è in rianimazione

17 Ottobre 2013, 08:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA Rapina finita nel sangue in viale XI Febbraio a Pavia. Nello scontro a fuoco è rimasto gravemente ferito il gioielliere Roberto Prina, 59 anni. Sotto la minaccia di una pistola, Prina è stato prima rapinato e poi legato. Mentre i due rapinatori erano ancora all'interno del negozio, il titolare è riuscito a liberarsi e a prendere la pistola che teneva in un cassetto e ha premuto il grilletto. Uno dei due rapinatori ha risposto sparando e colpendo Prina (sotto gli occhi della moglie Anna, anch'essa presente in negozio). Portato al San Matteo, il gioielliere - che è stato colpito da due proiettili - è stato sottoposto a intervento chirurgico e ora è in Rianimazione. Secondo le testimonianze, i due banditi sono fuggiti a piedi in due direzioni diverse, uno verso Strada Nuova e l'altro verso Porta Milano. Sul posto hanno abbandonato l'auto utilizzata per il colpo, una Punto rubata nel Milanese.

FONTE ARTICOLO E VIDEO LA PROVINCIA PAVESE

Leggi i commenti

UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS MENCONICO Medico 50enne cade dal ponte e muore

17 Ottobre 2013, 08:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI MENCONICO. E’ precipitato dal ponte sul torrente Aronchio, un volo nel vuoto di una quindicina di metri fatale per Pier Francesco Martinazzi, 50enne medico chirurgo originario di Torino ma che abitava a Casanova Staffora, frazione di Santa Margherita. La tragedia è avvenuta in località Canova di Menconico, all’incirca negli stessi luoghi che furono teatro durante la lotta di Liberazione dal nazifascismo di una famosa battaglia vinta dai partigiani dell’Oltrepo Pavese. Martinazzi, secondo le testimonianze e la ricostruzione dei carabinieri di Varzi, è uscito di casa verso le cinque del pomeriggio di martedì e da allora nessuno lo ha più visto. A trovare il corpo ormai senza vita sul greto del torrente, dopo le undici di sera, è stato l’amico Giovanni Prestini, ex assessore del Comune di Voghera che, allertato da un vicino, preoccupato per l’assenza del medico, si era messo sulle sue tracce. Prestini ha notato l’auto parcheggiata attorno al ponte, triste presagio della scena successiva. Per Martinazzi non c’era più nulla da fare. L’ipotesi più probabile è che si sia suicidato, mentre sembra da escludere quella di una caduta accidentale.

La salma del professionista è stata recuperata e trasferita alla camera mortuaria dell’ospedale di Varzi. Il magistrato di turno ha ritenuto di non dover disporre l’autopsia, per l’evidenza della dinamica dei fatti, con la responsabilità di terzi da escludere, e autorizzato i funerali, che si terranno domani alle 15 nella chiesa di San Michele a Casanova Staffora. Il rito sarà celebrato da monsignor Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino; questa sera alle 20 la recita del rosario. Martinazzi lascia la sorella Simonetta e il cognato Luca. Era figlio di Italo, noto giornalista e scrittore piemontese, partigiano nelle formazioni delle Langhe, amico di Cesare Pavese.

Dopo la laurea in Medicina a Torino e la specializzazione in chirurgia, aveva esercitato la professione al Cottolengo di Torino e poi, fino a una decina di anni fa, a Castelnuovo Scrivia. Da allora si era ritirato a vita privata. Abitava da solo a Casanova, dove tutti lo conoscevano.

«Era una persona buona e gentile, di una grande umanità», lo ricorda, affranto, Giovanni Prestini. Un medico stimato e apprezzato, anche, fino a quando qualcosa dentro di lui si è spezzato e gli ha impedito di continuare quel mestiere nel quale credeva e aveva impegnato tutto se stesso. Un male oscuro che ben conosceva Pavese, amico del padre, accomunato a Pier Francesco dalla stessa tragica fine. Un male che lo ha divorato a poco a poco, fino a spingerlo al gesto estremo, senza che familiari e amici potessero fare nulla per salvarlo.(r.lo. - m.t.)

FONTE LA PROVINCIA PAVESE

Leggi i commenti

TOSCANA NEWS CONTROLLI STRAORDINARI DELLA POLIZIA IN CITTÀ

17 Ottobre 2013, 07:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

thumbtrue1381582171016_710_472.JPG

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI SIENA. Sono stati effettuati dalla Polizia ieri pomeriggio i servizi straordinari di controllo del territorio nella nostra città. Cinque equipaggi coordinati dal dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, Vice Questore Aggiunto Alessia Baiocchi, delle Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine Toscana, giunti appositamente da Firenze, hanno battuto a tappeto il centro storico e la periferia di Siena fino al centro abitato di San Rocco a Pilli.

FONTE IL CITTADINO

Leggi i commenti