NEWS ITALIA DAL E MONDO CANONE RAI, ECCO COME LO PAGHERÀ ANCHE CHI NON HA LA TV: NELLA BOLLETTA DELLA LUCE
INSERITO DA ANGELA CECERE
Canone Rai, ecco come lo pagherà anche chi non ha la tv: nella bolletta della luce. La riforma del canone Rai è pronta per andare in onda. Con l’approvazione di Matteo Renzi. Si pagherà con la bolletta della luce con l’obiettivo dichiarato di garantire all’azienda di viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l’anno. Più o meno quanti la Rai ne incassa ora ma chiedendo agli italiani un importo inferiore agli attuali 113,50 euro, cifra uguale quasi per tutti. La revisione di Imu e Tasi porterà ad una tassa unica con aliquote e dtrazioni riviste: si pagherà da 2.5 al 5 per mille sulla prima abitazione (e 100 euro di detrazione), fino al 12 per mille sulle altre. L'addizionale Irpef passerà dai Comuni allo Stato. Il governo accelera anche sull'abbonamento Rai, con l'intento di abbassare l'alta percentuale di evasione: pagamento nella bolletta elettrica anche per i possessori di pc o tablet.CANONE RAI: TETTO MASSIMO 80 EURO Il canone si pagherà con la bolletta della luce con l'obiettivo dichiarato di di garantire all'azienda di viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l'anno. Più o meno quanti la Rai ne incassa ora ma chiedendo agli italiani un importo inferiore agli attuali 113.50 euro, cifra uguale quasi per tutti. Continueranno ad esserci le fasce di esenzione e i bonus per i meno abbienti, anche se a farne richiesta finora è stato solo il 30% delle famiglie disagiate. Tutti gli altri pagheranno da 35 a 75/80 euro - in media, come aveva già anticipato il Messaggero, circa 60 euro - visto che la cifra varierà in base agli indicatori Isee. TUTTI ABBONATI La platea degli utenti si allargherà. Per non pagare la tassa bisognerà - sul modello della Bbc - dimostrare di non possedere una tv o anche qualsiasi dispositivo (device) con cui sintonizzarsi sui programmi del servizio pubblico: tablet, ipad, smartphone, pc.
LEGGO.IT
14.11.2014.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Impedito l'accesso a una ragazza disabile ad un evento di Bookcity, la kermesse sulla lettura e i libri in corso a Milano. Lo segnala una lettrice di MilanoToday. Sarebbe accaduto venerdì mattina intorno alle dieci e mezza, al Museo della Scienza e della Tecnica, per l'incontro "Mestieri del libro: l'editing" in sala Biancamano. La ragazza - in carrozzina - era arrivata con un accompagnatore alle dieci, ma la persona all'ingresso li avrebbe dirottati a un altro ingresso della sala, in altra via. Anche là, però, sarebbero stati "respinti" e rimandati nel luogo originario, dove - alle dieci e mezza - sarebbero stati definitivamente stoppati con la motivazione che la sala era ormai piena. In quel momento erano presenti la nostra lettrice e una sua amica. L'accompagnatore a quel punto ha chiesto di parlare con un responsabile che però, raggiunto via telefono, si sarebbe detto impegnato. A quel punto, l'uomo e la ragazza disabile se ne sono andati. "La mia amica ed io siamo arrivati più o meno nello stesso momento - riferisce la lettrice - ma a noi è stato detto di aspettare un attimo e poi ci hanno fatto entrare: infatti c'erano alcuni posti liberi". E continua: "La ragazza all'accoglienza, quasi per giustificarsi, ci ha spiegato che, 'se poi succedeva qualcosa', sarebbe stata loro responsabilità legale. Assurdo". E ha davvero dell'assurdo il fatto, se avvenuto come l'ha raccontato la lettrice. Certo, in astratto è possibile che alcuni luoghi abbiano (anche piccole) barriere architettoniche o non siano attrezzati a dovere per accogliere disabili. Ma sarebbe molto più onesto e trasparente affermarlo a chiare lettere, magari anche sul sito web della kermesse, anziché "rimbalzare" una persona in carrozzina da una parte all'altra di una struttura per dirle di no tre volte. 









DI ELSA COPPA Doretta Norris è una donna americana che sta per entrare in sala operatoria per affrontare un intervento delicatissimo: una doppia mastectomia per rimuovere un tumore al seno. Così gli infermieri del reparto decidono di incoraggiarla ballando insieme a lei fra le corsie di ospedale. Un grande gesto di solidarietà, che la donna accetta con coraggio ed ironia.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca