SALERNO E PROVINCIA NEWS Lunga notte di scrutinio, Napoli sindaco di Salerno con un plebiscito
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Un’affluenza calata di dieci punti percentuali (68,52% rispetto al 78,49 del 2011) che la dice lunga su una campagna elettorale che non ha offerto nessun sussulto, almeno a Salerno città. Il sindaco uscente Vincenzo Napoli non ha forzato la mano – perché avrebbe dovuto farlo – in questi giorni e anche il governatore Vincenzo De Luca non ha sentito il bisogno di spingere ulteriormente il suo candidato per convincere l’elettorato cittadino.
Una campagna elettorale, quella del sindaco uscente, che essenzialmente si è giocata in due mosse: l’iniziativa al Grand Hotel Salerno, con De Luca che lo definisce «sindaco di transizione» e che ha bacchettato i consiglieri uscenti spiegando che non ci sarà «alcun mercato degli assessorati». E poi c’è lo spot di un milione di euro destinati dalla Regione Campania alla città di Salerno, tanto per rassicurare che da Palazzo Santa Lucia, Salerno è ancora una priorità dell’ex “sceriffo”. L’unica prova di forza in questi giorni, è stata quella di Antonio Cammarota. Anche lui riempie il Grand Hotel mandando in crisi il suo principale competitor Roberto Celano. La partita è tutta qui, con Dante Santoro che entra nel cerchio magico dei papabili consiglieri comunali (ma parliamo di exit poll).
Il risultato arrivato nel cuore della notte ha confermato le proiezioni, almeno quelle su Napoli, che per tutta la sera, a seggi chiusi, si sono rincorse rimbalzando nei vari comitati elettorali. Lo spoglio è andato a rilento e in ogni sezione, per via anche delle varie combinazioni di voto e per la doppia preferenza (uomo – donna), ci sono state molte contestazioni. Questo ha costretto presidenti e scrutatori a numerosi stop. Un fatto questo, che ha ritardato ulteriormente lo scrutinio. Intono all’una e mezza di notte, spunta la prima proiezione. Questa la fotografia che fa riferimento al 10% dei voti scrutinati. Il sindaco uscente Vincenzo Napoli è dato al primo turno, ma la sfida con il suo predecessore è aperta. De Luca nel 2011 si attestò al 74,42 per cento. Intorno all’una di notte, Napoli viaggiava intorno al 73 per cento. Ma il risultato, quello vero, arriverà solo alle prime luci del giorno.
Sarà interessante capire in coda e poi ancora, cosa accadrà nelle liste. In ogni seggio si scrutinava tutto: sindaco, lista e preferenze. Una lavoro lungo di verbalizzazione, fin troppo lento.
Nel comitato di “Salerno di tutti” con candidato sindaco Gianpaolo Lambiase e nelle sedi dei partiti della sinistra, sul totale delle prime schede scrutinate, il dato era del cinque per cento, la proiezione (al 10% dei voti scrutinati) invece lo portava al 3,82 per cento addirittura un gradino sopra Antonio Cammarota (3,41%). Ma sono dati buttati alla rinfusa, la verità? «brancoliamo nel buio più totale» è la voce che circola nei vari comitati, compreso quello del sindaco uscente.
Le sentinelle nei seggi, annotano numeri e percentuali, il ponte sono i whatsapp che sfrecciano da un telefono all’altro e raggiungono la sede centrale dei vari comitati. Qui vengono inseriti nei fogli di calcolo Excel e spuntano le prime percentuali. Ma il dato è ancora risibile “ha da passà ’a nuttata” è la parola d’ordine che corre. Celano sarebbe 7,65 per cento, subito dietro ci sarebbe Santoro al 6,35 per cento. L’ex presidente della Provincia candidato con la lista Fratelli d’Italia, Antonio Iannone è 1,46 sopra di lui ci sarebbe il consigliere uscente Raffaele Adinolfi all’1,56 per cento.
Ma che la squadra di Napoli abbia lavorato ad avere una percentuale alta del candidato sindaco, non è da escludere. Solo un dato bulgaro di Vincenzo Napoli terrebbe a bada le opposizioni. Alla vigilia del voto la percentuale del facente funzione era data sotto a quelle delle sei liste che lo appoggiano. Se dovesse essere confermato sarebbe la debacle delle opposizioni; e spazzerebbe via, con un sol colpo di spugna, il centrodestra dalla città.
Una delle critiche infatti è stata quella della frammentazione che ha alimentato, nell’elettorato, l’idea che ognuno correva per conservare un posto in Consiglio comunale. Anche le idee portate in dote dai nove competitor, alla fine, sono sembrate un remake da cinepanettone deluchiano.
di Carlo Pecoraro LA CITTA DI SALERNO
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)












