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PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA TARANTO Uccide moglie e figlio, poi si suicida Il bambino aveva appena quattro anni.I corpi in varie abitazioni

8 Giugno 2016, 08:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA TARANTO Uccide moglie e figlio, poi si suicida Il bambino aveva appena quattro anni.I corpi in varie abitazioni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TARANTO, Un uomo di 50 anni, Luigi Alfarano, ha ucciso prima sua moglie Federica De Luca, 30 anni, e poi il figlio di 4 per poi suicidarsi, a Taranto. La tragedia in serata. Il corpo della donna è stato trovato in appartamento di via Montefusco. Poi gli agenti della Polizia hanno trovato in un'altra abitazione, sulla statale 106, in località Chiatona, i corpi del marito e del bimbo. I corpi presenterebbero ferite compatibili con colpi di arma da fuoco.In corso accertamenti che dai primi elementi raccolti sembra un duplice omicidio-suicidio. ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA 'Ndrangheta: sequestrò e uccise il cognato nel 2009, arrestato

8 Giugno 2016, 08:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA 'Ndrangheta: sequestrò e uccise il cognato nel 2009, arrestato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È accusato di sequestro di persona e omicidio Davide Sestito, di 38 anni, attualmente detenuto, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere notificatagli dai carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro. Sestito è accusato di aver prelevato dalla propria abitazione Giuseppe Todaro e di averlo sequestrato e poi ucciso. Secondo la Dda di Catanzaro, Sestito avrebbe partecipato all'eliminazione di suo cognato Giuseppe Todaro scomparso a Soverato nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2009. Al delitto avrebbero preso parte Maurizio Tripodi, già condannato in appello a venti anni di reclusione, Michele Lentini, per il quale il pm ha di recente chiesto l'ergastolo nel processo davanti alla Corte d'Assise, e i defunti Vittorio Sia e Agostino Procopio. L'omicidio Todaro si colloca in un ampio contesto 'ndranghetistico che ha visto contrapporsi il sodalizio formatosi nella zona di Soverato, facente capo al gruppo Sia-Tripodi-Procopio, e quello storicamente operativo nel territorio di Guardavalle ma con influenza anche sul territorio del soveratese guidato da Vincenzo Gallace, al quale anche la vittima con il padre Domenico Todaro facevano riferimento. Per gli inquirenti Giuseppe Todaro sarebbe stato eliminato poiché ritenuto «elemento di disturbo nelle attività della cosca nonché fonte di pericolo per i componenti della compagine mafiosa». Le indagini hanno appurato che il movente della scomparsa sarebbe da ricondurre al tentato omicidio avvenuto nella serata del 21 dicembre 2009 del boss soveratese Vittorio Sia, il quale ordiva l'immediata reazione contro Todaro, ritenuto con Pietro Chiefari, che verrà assassinato il 16 gennaio 2010, l'autore dell'agguato fallito. Sestito avrebbe attirato il cognato Giuseppe Todaro in una trappola mortale, invitandolo a salire a bordo del furgone Doblò bianco di Agostino Procopio, mentre si accingeva a rincasare con la compagna. Cosa accadde dopo lo ha svelato il collaboratore di giustizia Bruno Procopio. Il pentito ha raccontato che il corpo di Todaro «è stato occultato da Michele Lentini in un primo momento presso il parco eolico di San Sostene, successivamente è stato spostato in quanto si riteneva che il luogo potesse essere individuato a causa dei telefonini posseduti da qualcuno dei partecipanti all'azione». Il mattino seguente, quindi, lo stesso Bruno Procopio avrebbe partecipato alle operazioni di trasferimento del cadavere. «La salma aveva la gamba spezzata e si presentava con molto sangue in viso, ci preoccupammo anche di disperdere tracce di sangue sul terreno versando liquidi quale olio e benzina per confondere le tracce». Sestito era riuscito a sfuggire agli arresti scattati nel maggio 2012 nell'ambito dell'operazione Showdown. Era stato poi arrestato 9 mesi più tardi in Germania mentre tentava di ricongiungersi alla moglie e alla figlia.

IL MATTINO.IT

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LOMBARDIA NEWS Milano: tentata estorsione, arrestato l'ex braccio destro Vallanzasca

8 Giugno 2016, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

LOMBARDIA NEWS Milano: tentata estorsione, arrestato l'ex braccio destro Vallanzasca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cochis è stato arrestato alle 23 di ieri nel suo appartamento di Bernareggio su ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Milano. Era in casa a quell'ora in virtù di un regime di libertà vigilata risalente al 2012 per un cumulo pene. Ha negato di aver partecipato alla tentata estorsione ai danni di un 26enne siciliano che lavora nel mondo della moda. Nel novembre scorso il giovane ha versato a un'agenzia immobiliare un assegno di 100mila euro come anticipo per un appartamento in via della a Spiga a Milano del valore di due milioni e mezzo di euro. Poco dopo, avendo tutti i diritti secondo contratto, ha chiesto la rescissione e la restituzione della cifra. A quel punto il proprietario di casa ha chiesto all'agenzia di procedere alla consegna ma il contitolare dell'agenzia (padre di uno degli arrestati) ha voluto incontrare il cliente in un bar di Porta Venezia per cercare di convincerlo. Il secondo appuntamento è stato fissato il 18 gennaio in un bar di viale Monza e in questa occasione sono comparsi tre presunti avvocati che hanno iniziato a minacciare il 26enne. I finti legali erano Cochis, di 69 anni, Gaetano Spera, 62enne con precedenti per rapina ed estorsione, e Simone Biancardi, il 23enne figlio dell'agente. I tre gli hanno detto che avrebbe dovuto pagare 300mila euro in virtù di un fantomatico credito contratto nei suoi confronti dopo il mancato acquisto. Soldi che avrebbe potuto versare con rate da 75mila euro. «Per convincerlo hanno minacciato più volte il ragazzo di ritorsioni sulla sorella e sui famigliari - ha raccontato il dirigente Giorgia Iafrate - Gli hanno detto di conoscere le sue abitudini e che l'avrebbe pagata cara se non avesse accettato». Dopo l'incontro la vittima ha denunciato tutto agli agenti di Greco-Turro. Il primo febbraio il 26enne si è accordato per consegnare la prima tranche, in una busta rossa, in un bar di via Dei Mercanti, in pieno centro. Spera e Biancardi sono stati fermati al momento della consegna, Cochis (col ruolo di palo) è riuscito a scappare. «Ha detto che era lì per incontrare una donna per un lavoro - ha spiegato Iafrate - ma il video delle telecamere in zona mostra il suo atteggiamento guardingo». I tre sono accusati di tentata estorsione in concorso (Cochis con l'aggravante di aver già partecipato in passato ad associazioni a delinquere), l'agente immobiliare è stato denunciato. Cochis è in carcere, Spera ha ottenuto i domiciliari e Biancardi l'obbligo di firma.

IL MATTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lei lo lascia, lui non resiste più: la uccide con 4 colpi e poi si spara

8 Giugno 2016, 08:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lei lo lascia, lui non resiste più: la uccide con 4 colpi e poi si spara
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lei lo lascia, lui non resiste più: la uccide con 4 colpi e poi si spara

INSERITO DA CARMELA MANICA SPILIMBERGO UDINE - Omicidio suicidio a Spilimbergo (Pn) nella notte, verso le 23 di ieri, in una casa al civico 24 di via della Repubblica. La tragedia, pare, per una storia d’amore finita male.
Lei, Michela Baldo, del posto, diplomata alla scuola Stringher di Udine, che aveva compiuto 29 anni lo scorso gennaio, lo aveva lasciato da qualche giorno dopo 3 anni di relazione. Lui, ex guardia giurata che viveva a Codroipo (Ud) in via Casali Ferrovia, Manuel Venier, 36 anni, non ha accettato la fine. L’ha raggiunta nella sua casa, di cui aveva ancora le chiavi, e l’ha uccisa sparandole due colpi di pistola, una Heckler&Koch, che deteneva regolarmente. Quando è entrato in casa lei non c’era: era ancora al lavoro. Appena Michela è arrivata ha messo il silenziatore e ha sparato due colpi, per poi rivolgere l’arma contro sé stesso, sparandosi un colpo alla tempia destra, morendo all’istante.
I due corpi sono stati trovati dai carabinieri. Nel telefonino di lui messaggi drammatici di sconforto in un gruppo creatp su Whatsapp dal nome "Addio". La casa è stata posta sotto sequestro.

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli, la camorra torna a sparare: 2 morti a Ponticelli, uno è incensurato. Ucciso boss dei Barbudos

8 Giugno 2016, 08:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli, la camorra torna a sparare: 2 morti a Ponticelli, uno è incensurato. Ucciso boss dei Barbudos

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE La camorra torna a sparare a Napoli. Un conflitto a fuoco è infatti avvenuto in strada a Ponticelli, tra via Bartolo Longo e via Cleopatra. Si contano due morti: il primo, Raffaele Cepparulo, 25 anni (nella foto), è deceduto sul posto; l'altro, Ciro Colonna, 19 anni, è finito a villa Betania, dov'è arrivato in condizioni disperate con mezzi privati. Sono stati esplosi numerosi colpi di pistola. Da quanto si apprende, la vittime sono state colpite anche al volto.

Chi ha sparato - presumibilmente due persone - si è avvicinato a piedi alle vittime. Si pensa che a distanza fosse presente un'auto o una moto pronta a prendere a bordo i sicari. Anche le vittime erano a piedi. In un primo momento sono intervenute Volanti dell Upg Questura e Commissariato di polizia di Ponticelli. Poi le indagini sono passate nelle mani dei carabinieri. Colonna risulta incensurato. Mentre Cepparulo è un elemento di spicco dei cosiddetti Barbudos, accusati di far parte di un gruppo criminale che mira al controllo del malaffare tra i vicoli del centro storico di Napoli, in guerra da almeno un anno con i Giuliano-Sibillo e che si distingue per il look islamico con barbe folte e i nomi dei propri morti ammazzati tatuati sul corpo.

IL MATTINO

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CASERTA NEWS Carabinieri, festa per l'anniversario e tempo di bilanci: a Caserta 6mila arresti in quattro anni

8 Giugno 2016, 08:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS  Carabinieri, festa per l'anniversario e tempo di bilanci: a Caserta 6mila arresti in quattro anni

INSERITO DA CARMELA MANICA Il carabiniere e la sua famiglia al centro delle celebrazioni per i 202 anni dell’Arma. Lo ha sottolineato il colonnello Giancarlo Scafuri, comandante del Provinciale di Caserta, nell’aprire la Festa dell’Arma presso il comando di via Laviano. Il colonnello Scafuri è stato affiancato dalle autorità civili e religiose, e dal prefetto di Caserta, Arturo De Felice, che ha posto l’accento sul futuro dell’Arma e ricordato che si sono «riaperti i concorsi dell’Arma anche per i civili». Verso il futuro, dunque, con saldi i principi di due secoli di storia. Al centro, la sicurezza del cittadino, obiettivo perseguito con lo spirito di gruppo che ha sempre contraddistinto i militari. Lo ha sottolineato il colonnello Scafuri, ricordando che gli oltre 1400 carabinieri in servizio presso le nove compagnie, il reparto territoriale di Aversa e l’Operativo che compongono il comando provinciale di Caserta «hanno sempre lavorato in un gioco di squadra privo di protagonismi». «Quando arrivai qui a Caserta, nel 2012, mi colpirono la motivazione di base, la serietà, la concretezza e l’energia positiva dei miei carabinieri: a distanza di quattro anni, sono contento di poter affermare di non essermi sbagliato. Sono tutti bravissimi». «Cinquantatré militari sono stati premiati, ma l’elenco sarebbe molto più lungo: ciascuno di loro meriterebbe l’encomio per l’impegno e l’abnegazione. I risultati conseguiti, per esempio, da stazioni come quella di Grazzanise, con il maresciallo Luigi de Santis, sono la prova che è la qualità e non la quantità dei carabinieri in azione a fare la differenza». Dopo le premiazioni, il comandante ha ricordato lo «sforzo profuso nell’Agroaversano, sul litorale domitio, a Maddaloni dove la maggior parte dei clan è stata disarticolata, ma c’è ancora tanto da fare». Al centro delle celebrazioni il colonnello Scafuri ha posto «i carabinieri e le loro famiglie». Nel corso della cerimonia non sono mancati momenti di commozione per il ricordo delle vittime del dovere. Presenti i familiari di Tiziano Della Ratta, il carabiniere rimasto ucciso mentre sventava una rapina a Maddaloni, e il figlioletto del militare, Alfonso, che ha tre anni e mezzo ed ha preso parte alla sua prima Festa dei Carabinieri, l’ultima che il colonnello Scafuri celebra a Caserta: in autunno verrà trasferito ad altra sede e si chiuderà un ciclo che si è contraddistinto per gli straordinari successi conseguiti dal comando provinciale di via Laviano. Dall’ottobre del 2012 le rapine risultano dimezzate ed è soltanto uno l’omicidio di camorra registrato. Obbiettivi centrati grazie all’impegno profuso in termini di prevenzione e di repressione. D’altronde, se si sommano le inchieste condotte sia sotto il coordinamento della Dda che delle procure di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord, sotto la guida di Scafuri i carabinieri in Terra di Lavoro hanno fatto registrare numeri da record. Sono circa seimila gli arresti eseguiti nel complesso, di cui un terzo per reati di mafia. Sicurezza del territorio e del cittadino, ma anche tutela della cosa pubblica: per reati contro la pubblica amministrazione sono state eseguite decine di misure per assenteismo e corruzione. Un bilancio che sarà difficile eguagliare.

di Mary Liguori IL MATTINO DI CASERTA

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CASERTA NEWS Asilo a Tuoro, il Consiglio di Stato: «La Tp non aveva i requisiti per la gara»

8 Giugno 2016, 08:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Asilo a Tuoro, il Consiglio di Stato: «La Tp non aveva i requisiti per la gara»

INSERITO DA CARMELA MANICA CASERTA - Nelle pieghe amministrative dell’inchiesta penale sulla Fondazione San Giuseppe di Tuoro di Caserta che vede sette indagati - tra cui il consigliere regionale Luigi Bosco e don Biagio Saiano - in attesa della richiesta di fissazione dell’udienza preliminare, i giudici del Consiglio di Stato, con una sentenza depositata l’altro giorno, mettono definitivamente la parola fine al contenzioso sulla partecipazione irregolare della società TP Company ad un bando di restauro e ristrutturazione edilizia da un milione e mezzo di euro. A vincere in secondo battuta l’appalto per la realizzazione di un asilo fu la Arco.Edil sulla TP Company, facente capo al marito della direttrice generale della Fondazione, Clementina Ferraiolo, la quale prima della gara era stata anche amministratrice della stessa società, indagati nell’inchiesta penale, dopo una prima clamorosa sconfitta davanti al Tar della Campania.

DI BIAGIO SALVATI IL MATTINO DI CASERTA

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CASERTA NEWS Pioggia torrenziale, allagamenti e traffico in tilt: decine di interventi dei vigili del fuoco

8 Giugno 2016, 08:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Pioggia torrenziale, allagamenti e traffico in tilt: decine di interventi dei vigili del fuoco

INSERITO DA CARMELA MANICA Decine di chiamate ai vigili del fuoco per i disagi dovuti al violento temporale si è abbattuto sul Casertano. Diverse zone della città sono completamente allagate, i sottopassi, come sempre in questi casi, sono «sorvegliati speciali». Per effetto della pioggia, disagi sia a Caserta che in provincia, con il traffico in tilt sulle arterie principali. Ingorghi anche lungo via Roma e sulle strade di congiugimento con l'A1. A Caserta chiuse alla circolazione, perché allagate, le arterie che passano nei pressi del Ponte di Sala, e in zona via Tescione-Ponte di Ercole.

IL MATTINO DI CASERTA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ecco un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili

8 Giugno 2016, 08:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Ecco un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Ecco un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili

INSERITO DA ELSA COPPA LIVORNO. Un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili, un’iniziativa che coinvolge tantissime anime della città. Lunedì prossimo partirà infatti la quinta edizione del progetto “Tutti insieme per un goal: perché volontariato è fare rete con il cuore”, ideato nel 2012 dal liceo Cecioni in collaborazione con l’associazione Disabilandia. E sostenuto dalla Fondazione Livorno - «in prima fila», come sottolineato dal vice-presidente Riccardo Vitti - e dal Cesvot. Quest’anno i disabili iscritti sono 66, 50 dei quali con il doppio turno (due mesi anziché uno), e saranno seguiti fino al 5 agosto da ben 170 studenti-tutor, provenienti non solo dal Cecioni, ma anche dall’Isis Niccolini Palli, dall’Itis Galileo Galilei e dall’Iis Vespucci-Colombo. Senza dimenticare l’impegno del Comune: 150 ore di assistenza domiciliare al mare e 1920 ore di servizio civile. «Il titolo dell’iniziativa spiega l’impegno di tantissime associazioni – le parole dell’assessore al sociale, Ina Dhimgjini – unire le forze è la strada giusta».

I più piccoli verranno portati al mare, al Parco del Mulino e all’acquario, per i più grandi sono previste pure uscite in barca e mini-gite. «Sarà anche un’occasione di formazione per gli studenti-tutor», la chiusura di Cecilia Semplici, professoressa del Cecioni e coordinatrice del progetto.

GIANNI TACCHI IL TIRRENO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Spotorno un nuovo sollevatore per disabili presso la Lega Navale

8 Giugno 2016, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Spotorno un nuovo sollevatore per disabili presso la Lega Navale
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Spotorno un nuovo sollevatore per disabili presso la Lega Navale

INSERITO DA ELSA COPPA Nemmeno la pioggia ha fermato, lo scorso sabato 4 giugno a Spotorno, l'inaugurazione dell'impianto di sollevamento per disabili che la locale Lega Navale ha voluto e realizzato, con il sostegno, non solo economico, della Rete della solidarietà, della Lega Navale Italiana e della Eternet srl.

Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti della Lega Navale Italiana, ing. Piero Ferrozzi e l’ Ammiraglio Federico Biroli. La benedizione è stata impartita da mons. Vittorio Lupi, vescovo della diocesi Savona-Noli. Il Presidente della LNI Spotorno Mario Gaggero ha fatto gli onori di casa, ricordando l'impegno della sezione per estendere l'opportunità di praticare sport d'acqua (vela, pesca sportiva, attività di diving) anche a chi si confronta ogni giorno con la disabilità, cogliendo l'occasione della presenza dei candidati alle locali amministrative.
Taglio del nastro per mano di Natalina De Maestri, socia disabile della LNI di Spotorno, e Silvano Malagugini, istruttore vela disabile della Lega Navale Genova Centro.

Il progetto del sollevatore nasce dall'accordo - intesa tra Lega navale Italiana e Regione Liguria- "Mare per Tutti", attivo dal 2011, volto a favorire iniziative di promozione sociale ed educazione Ambientale.

La sezione spotornese della Lega, lo scorso anno, ha realizzato numerosi appuntamenti, grazie a questa intesa: un calendario numerose uscite a vela, per persone con disabilità psichica, in collaborazione con Anffas, Spes e Auser, e numerose giornate di educazione ambientale, rivolte sia agli allievi della scuola primaria S. Pertini di Spotorno che a quelli dei corsi di vela e di pesca della Lega.
Questo l’intervento di monsignor Lupi, Vescovo di Savona – Noli al taglio del Nastro: “Ciò che oggi si è realizzato qui è una lodevole opera di aiuto per le persone che normalmente non riescono a vivere ciò che la natura dispensa. Confronto, collaborazione e condivisione: questo è quello che traspare oggi attraverso un’opera che ha visto numerose associazioni spotornesi e una azienda privata concorrere al bene comune, sia negli intenti che nei fatti. Che questo sia di sprone a far si che anche altre realtà, non solo qui alla Lega Navale di Spotorno, possano abbattere quei muri che impediscono ai meno fortunati di godere della natura che Dio ci ha concesso”.

La Lega Navale di Spotorno, che ha attraverso un iter durato ben due anni posto il sollevatore, si è così espressa attraverso il suo Segretario Alessandro Poggi:
"Siamo soddisfatti per questa inaugurazione, da oggi abbiamo uno strumento in più per proseguire nel nostro percorso di condivisione, per fare in modo che un numero di persone sempre maggiore, indipendentemente dalla propria condizione, possa conoscere e vivere il mare. Speriamo che il messaggio che vogliamo dare, ossia abbattere a Spotorno le numerose barriere architettoniche, possa essere accolto anche dalla nuova amministrazione che è stata eletta.

http://www.savonanews.it/2016/06/07/leggi-notizia/argomenti/finalese/articolo/a-spotorno-un-nuovo-sollevatore-per-disabili-presso-la-lega-navale.html

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