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CORSICA NEWS A Calvi omaggio della Confraternita di Sant’Erasmo alle vittime della nave Balkan

8 Giugno 2016, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CORSICA NEWS A Calvi omaggio della Confraternita di Sant’Erasmo alle vittime della nave Balkan

INSERITO DA STAFF Durante le cerimenie di Sant’Erasmo, patrono dei pescatori e della gente di mare, la Confraternita di Sant’Erasmo di Calvi ha reso omaggio alle 417 vittime della nave passeggeri a vapore Balkan affondata il 15 agosto 1918.Le navi era stata costruita a Dumbarton in Scozia nel 1882, era lunga 79,24 m e larga11,31 m ed era di proprietà della compagnia Fraissinet che collegava Marsiglia con Calviquel giorno era carica di 519 passeggeri di cui 300 soldati in congedo che raggiungevano le loro famiglie, durante la notte venne silurato a largo di Calvi da un sottomarino tedesco. Nel naufragio riuscirono a sopravvivere solo 102 passeggeri. Questa domenica a Calvi si svolgerà la festa patronale dedicata a Sant’Erasmo, alle 17 ci sarà la messa presso la chiesa parrocchiale e in seguito ci sarà la processione tra le vie del paese che raggiungerà il porticciolo.

Fonte: Corse Net Infos

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VICO EQUENSE NEWS Vico Equense - Si lancia dal ponte di Seiano, grave 26enne

8 Giugno 2016, 09:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

VICO EQUENSE NEWS Vico Equense - Si lancia dal ponte di Seiano, grave 26enne

INSERITO DA STAFF Tragedia questo primo pomeriggio a Vico Equense. Una ragazza di 26 anni si è lanciata dal ponte di Seiano, ed ora è in gravissime condizioni. Sul posto i medici del 118 allertati da alcuni passanti che avrebbero notato la giovane lanciarsi nel vuoto.In zona sono anche giunti i carabinieri della stazione di Vico Equense che stanno ora cercando di ricostruire gli ultimi istanti prima del folle gesto, ma anche per cercare di capire i motivi che hanno spinto la giovane a lanciarsi dal ponte. La ragazza sarebbe residente a Sant'Agnello. Ad evitarle la morte certa, vista l'altezza da cui si è lanciata, sarebbe stata la fitta vegetazione sottostante il ponte.

STABBIA CHANNEL

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CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Pompei - Spariti i gazebi delle bancarelle di souvenir

8 Giugno 2016, 09:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Pompei - Spariti i gazebi delle bancarelle di souvenir

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Risveglio amaro per gli ambulanti della città mariana. Trafugati, la notte scorsa, i gazebi assegnati alle bancarelle di souvenir. Un’unica mano ha portato via sia le sei strutture che erano state installate dal Comune di Pompei nel tratto cieco di via Roma, di fianco al campanile della basilica pontificia, che le tre montate invece in piazza Anfiteatro, all’esterno dell’ingresso degli scavi archeologici. Dei gazebi restano soltanto le staffe (in foto). «Abbiamo trovato una sorpresa per nulla piacevole stamattina. Sono spariti nove gazebi installati dal Comune di Pompei dei quali noi ambulanti – spiega Domenico Volpe – eravamo soltanto assegnatari. Dell’episodio sono stati informati sia i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che i loro colleghi della stazione di Pompei. Noi ambulanti abbiamo fatto la nostra parte denunciando l’accaduto, fiduciosi che anche l’amministrazione comunale faccia lo stesso. Stupisce non poco il fatto che nessuno si sia accorto di nulla, perché portare via i gazebi non dev’essere stata una passeggiata. Occorrono infatti diversi minuti per smontare soltanto una struttura, figuriamoci quindi nove. Le indagini sono in corso e gli inquirenti faranno certamente chiarezza sull’accaduto». Aggiornamento: Gli ambulanti parlano di furto di gazebi, basandosi su un dato oggettivo, ovvero quello di non aver più trovato, stamattina, le strutture, ragion per cui hanno informato le forze dell’ordine. Ma c’è chi parla, invece, di uno smontaggio promosso dalla ditta Allestimenti Di Paolo, proprietaria dei nove gazebi installati per conto del Comune di Pompei. Se così fosse (il titolare della ditta è stato contattato ma, al momento, ha preferito non esprimersi), le motivazioni sarebbero da ricercare, evidentemente, nel rapporto tra l’azienda e il Comune di Pompei, magari nei pagamenti. In assenza di una congrua comunicazione, quello che magari è stato uno smontaggio è passato, agli occhi degli operatori del settore, come un furto. Una vicenda assolutamente ingarbugliata.

DI MARIANNA DI PAOLO STABIA CHANNEL

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CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Castellammare - Incendio a Moscarella, fumo nero avvolge la zona

8 Giugno 2016, 09:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Castellammare - Incendio a Moscarella, fumo nero avvolge la zona

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un vasto incendio si è sviluppato da circa un'ora in via Traversa Savorito, in un'area nei pressi di uno dei pilastri della sopraelevata della strada statale sorrentina. Un denso fumo nero si è diffuso tutto intorno all'area dove le fiamme si sono rapidamente estese. Sul posto sono già intervenuti due automezzi dei vigili del fuoco. Ancora incerte le cause che hanno portato all'incendio. L'area interessata si trova a poche centinaia di metri dalle palazzine del rione Moscarella. Il vento che spira in direzione est ha impedito che il fumo avvolgesse le tante abitazioni delle case popolari. In ogni caso, forte è l'odore acre di plastica bruciata che si percepisce a molte centinaia di metri di distanza. Ancora difficile verificare il punto esatto da cui sono partite le fiamme, forse una serra.

di Simone Rocco STABIA CHANNEL

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SARDEGNA NEWS Incendi: roghi a Terralba, un arresto Bloccato da agenti Forestale mentre fuggiva da zone bruciate

8 Giugno 2016, 09:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SARDEGNA NEWS Incendi: roghi a Terralba, un arresto Bloccato da agenti Forestale mentre fuggiva da zone bruciate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TERRALBA, 8 GIU - Un disoccupato di 28 anni di Terralba è agli arresti domiciliari dalla tarda serata di ieri con l'accusa di incendio doloso. Secondo gli investigatori del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale di Oristano è il responsabile di almeno due dei tre incendi, tutti dolosi, che ieri pomeriggio hanno percorso le campagne di Terralba e della borgata di Tanca Marchesa, ma c'è il sospetto che possa avere a che fare anche con i cinque incendi, tutti dolosi, appiccati lunedì alla periferia del paese.

Ad incastrare il giovane sarebbero stati gli agenti della Polizia locale di Terralba che lo hanno colto praticamente in flagranza di reato mentre si spostava in bicicletta sui luoghi dei roghi. ANSA

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TOSCANA NEWS Funzionario morto Caracas, è senese Originario Sinalunga. Autorità: ucciso con violenza

8 Giugno 2016, 09:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

TOSCANA NEWS Funzionario morto Caracas, è senese Originario Sinalunga. Autorità: ucciso con violenza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SIENA, - Era nato a Sinalunga, in provincia di Siena, Mauro Monciatti, 65 anni, il funzionario del consolato italiano di Caracas trovato morto nella sua casa nella capitale venezuelana. Secondo quanto riferito dalle autorità è stato ucciso con violenza. A trovare il cadavere un collega, preoccupato perchè l'uomo non si era presentato al lavoro. Da quanto appreso nel paese della Val di Chiana, Monciatti sarebbe dovuto partire proprio oggi per far rientro in Italia, a Sinalunga, dove lo attendevano da qualche giorno la moglie e le figlie, già rientrate dal Venezuela. Due lauree, una in lettere moderne e l'altra in scienze politiche, Monciatti aveva avviato la sua carriera di funzionario diplomatico nel 1987 quando ottenne il primo incarico all'estero in Camerun. Una persona "mite e scherzosa e affezionata al suo paese di origine", lo ricorda Riccardo Agnoletti, sindaco di Sinalunga dove l'uomo era molto conosciuto: tornava due, tre volte l'anno, aveva una casa e in paese vivono alcuni familiari.

ANSA

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SEZ. SICILIA NEWS Arrestato boss della tratta di esseri umani E' uno dei più importanti capi delle organizzazioni criminali operanti tra il Centro Africa e la Libia

8 Giugno 2016, 09:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. SICILIA NEWS Arrestato boss della tratta di esseri umani E' uno dei più importanti capi delle organizzazioni criminali operanti tra il Centro Africa e la Libia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' tra i più grossi trafficanti di esseri umani del mondo. Il suo nome era nella lista dei più pericolosi. E' Mered Yehdego Medhane, eritreo, 35 anni, arrestato in Sudan ed estradato in Italia. L'aereo che l'ha portato a Roma è atterrato ieri sera. Le indagini della Procura di Palermo, che gli dava la caccia da anni, attestano il suo spessore criminale, la sua incessante attività nell'organizzazione di viaggi via mare verso le coste siciliane, il coordinamento da lui eseguito personalmente con i trafficanti responsabili della "rotta terrestre" africana ed i contatti diretti con i complici in Europa (in particolare nei Paesi Bassi ed in Scandinavia), gli enormi profitti derivanti dalla sua attività criminale e le assolute condizioni di disprezzo della vita umana delle vittime del traffico. Durante l'attività d'intercettazione i telefoni monitorati dai pm di Palermo si sono spostati continuamente tra la Libia, il Sudan, l'Etiopia, l'Eritrea e gli Emirati Arabi ed in numerosi paesi europei, a riprova della dimensione transnazionale del fenomeno criminoso. Le indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dal pm Geri Ferrara, hanno portato ad aprile del 2015 alla emissione di 24 mandati di arresto. Mered, rimasto latitante, è stato poi raggiunto da un mandato di arresto internazionale. ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA TARANTO Uccide moglie e figlio, poi si suicida Il bambino aveva appena quattro anni.I corpi in varie abitazioni

8 Giugno 2016, 08:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA TARANTO Uccide moglie e figlio, poi si suicida Il bambino aveva appena quattro anni.I corpi in varie abitazioni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TARANTO, Un uomo di 50 anni, Luigi Alfarano, ha ucciso prima sua moglie Federica De Luca, 30 anni, e poi il figlio di 4 per poi suicidarsi, a Taranto. La tragedia in serata. Il corpo della donna è stato trovato in appartamento di via Montefusco. Poi gli agenti della Polizia hanno trovato in un'altra abitazione, sulla statale 106, in località Chiatona, i corpi del marito e del bimbo. I corpi presenterebbero ferite compatibili con colpi di arma da fuoco.In corso accertamenti che dai primi elementi raccolti sembra un duplice omicidio-suicidio. ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA 'Ndrangheta: sequestrò e uccise il cognato nel 2009, arrestato

8 Giugno 2016, 08:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA 'Ndrangheta: sequestrò e uccise il cognato nel 2009, arrestato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È accusato di sequestro di persona e omicidio Davide Sestito, di 38 anni, attualmente detenuto, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere notificatagli dai carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro. Sestito è accusato di aver prelevato dalla propria abitazione Giuseppe Todaro e di averlo sequestrato e poi ucciso. Secondo la Dda di Catanzaro, Sestito avrebbe partecipato all'eliminazione di suo cognato Giuseppe Todaro scomparso a Soverato nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2009. Al delitto avrebbero preso parte Maurizio Tripodi, già condannato in appello a venti anni di reclusione, Michele Lentini, per il quale il pm ha di recente chiesto l'ergastolo nel processo davanti alla Corte d'Assise, e i defunti Vittorio Sia e Agostino Procopio. L'omicidio Todaro si colloca in un ampio contesto 'ndranghetistico che ha visto contrapporsi il sodalizio formatosi nella zona di Soverato, facente capo al gruppo Sia-Tripodi-Procopio, e quello storicamente operativo nel territorio di Guardavalle ma con influenza anche sul territorio del soveratese guidato da Vincenzo Gallace, al quale anche la vittima con il padre Domenico Todaro facevano riferimento. Per gli inquirenti Giuseppe Todaro sarebbe stato eliminato poiché ritenuto «elemento di disturbo nelle attività della cosca nonché fonte di pericolo per i componenti della compagine mafiosa». Le indagini hanno appurato che il movente della scomparsa sarebbe da ricondurre al tentato omicidio avvenuto nella serata del 21 dicembre 2009 del boss soveratese Vittorio Sia, il quale ordiva l'immediata reazione contro Todaro, ritenuto con Pietro Chiefari, che verrà assassinato il 16 gennaio 2010, l'autore dell'agguato fallito. Sestito avrebbe attirato il cognato Giuseppe Todaro in una trappola mortale, invitandolo a salire a bordo del furgone Doblò bianco di Agostino Procopio, mentre si accingeva a rincasare con la compagna. Cosa accadde dopo lo ha svelato il collaboratore di giustizia Bruno Procopio. Il pentito ha raccontato che il corpo di Todaro «è stato occultato da Michele Lentini in un primo momento presso il parco eolico di San Sostene, successivamente è stato spostato in quanto si riteneva che il luogo potesse essere individuato a causa dei telefonini posseduti da qualcuno dei partecipanti all'azione». Il mattino seguente, quindi, lo stesso Bruno Procopio avrebbe partecipato alle operazioni di trasferimento del cadavere. «La salma aveva la gamba spezzata e si presentava con molto sangue in viso, ci preoccupammo anche di disperdere tracce di sangue sul terreno versando liquidi quale olio e benzina per confondere le tracce». Sestito era riuscito a sfuggire agli arresti scattati nel maggio 2012 nell'ambito dell'operazione Showdown. Era stato poi arrestato 9 mesi più tardi in Germania mentre tentava di ricongiungersi alla moglie e alla figlia.

IL MATTINO.IT

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LOMBARDIA NEWS Milano: tentata estorsione, arrestato l'ex braccio destro Vallanzasca

8 Giugno 2016, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

LOMBARDIA NEWS Milano: tentata estorsione, arrestato l'ex braccio destro Vallanzasca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cochis è stato arrestato alle 23 di ieri nel suo appartamento di Bernareggio su ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Milano. Era in casa a quell'ora in virtù di un regime di libertà vigilata risalente al 2012 per un cumulo pene. Ha negato di aver partecipato alla tentata estorsione ai danni di un 26enne siciliano che lavora nel mondo della moda. Nel novembre scorso il giovane ha versato a un'agenzia immobiliare un assegno di 100mila euro come anticipo per un appartamento in via della a Spiga a Milano del valore di due milioni e mezzo di euro. Poco dopo, avendo tutti i diritti secondo contratto, ha chiesto la rescissione e la restituzione della cifra. A quel punto il proprietario di casa ha chiesto all'agenzia di procedere alla consegna ma il contitolare dell'agenzia (padre di uno degli arrestati) ha voluto incontrare il cliente in un bar di Porta Venezia per cercare di convincerlo. Il secondo appuntamento è stato fissato il 18 gennaio in un bar di viale Monza e in questa occasione sono comparsi tre presunti avvocati che hanno iniziato a minacciare il 26enne. I finti legali erano Cochis, di 69 anni, Gaetano Spera, 62enne con precedenti per rapina ed estorsione, e Simone Biancardi, il 23enne figlio dell'agente. I tre gli hanno detto che avrebbe dovuto pagare 300mila euro in virtù di un fantomatico credito contratto nei suoi confronti dopo il mancato acquisto. Soldi che avrebbe potuto versare con rate da 75mila euro. «Per convincerlo hanno minacciato più volte il ragazzo di ritorsioni sulla sorella e sui famigliari - ha raccontato il dirigente Giorgia Iafrate - Gli hanno detto di conoscere le sue abitudini e che l'avrebbe pagata cara se non avesse accettato». Dopo l'incontro la vittima ha denunciato tutto agli agenti di Greco-Turro. Il primo febbraio il 26enne si è accordato per consegnare la prima tranche, in una busta rossa, in un bar di via Dei Mercanti, in pieno centro. Spera e Biancardi sono stati fermati al momento della consegna, Cochis (col ruolo di palo) è riuscito a scappare. «Ha detto che era lì per incontrare una donna per un lavoro - ha spiegato Iafrate - ma il video delle telecamere in zona mostra il suo atteggiamento guardingo». I tre sono accusati di tentata estorsione in concorso (Cochis con l'aggravante di aver già partecipato in passato ad associazioni a delinquere), l'agente immobiliare è stato denunciato. Cochis è in carcere, Spera ha ottenuto i domiciliari e Biancardi l'obbligo di firma.

IL MATTINO

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