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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Vietri sul Mare: Gabriele Manzo sul podio ai Campionati Europei di Danza Sportiva

18 Giugno 2016, 10:33am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Vietri sul Mare: Gabriele Manzo sul podio ai Campionati Europei di Danza Sportiva

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Soltanto lo scorso gennaio era stato proclamato campione d'Italia di Hip Hop e ieri ha portato a casa un'altra soddisfazione. È Gabriele Manzo, ballerino originario di Vietri sul Mare, che ha rappresentato l'Italia per la Street Dance agli IDO European Championships, tenutisi a Ostrava, in Repubblica Ceca. Nella "Factory Jam" Gabriele, che si era distinto fin da giovanissimo per le sue doti freestyle ad Amici di Maria de Filippi, ha conquistato ben due medaglie: il secondo posto nella categoria Hip Hop Battle Solos e il quarto nella categoria Electric Boogie Solos.

Il nuovo vice campione agli Europei di Danza Sportiva, alle spalle dell'inglese Stannard Toby, era stato selezionato tra più di 100 ballerini, giungendo tra i 16 finalisti. Orgoglio del team italiano della FIDS, Gabriele ha portato oltralpe un po' dell'energia della Costiera Amalfitana e ad ottobre tornerà a dare il massimo ai mondiali di danza sportiva che si terranno a Vienna.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Sant'Antimo: trasbordavano rifiuti da un camion all'altro, denunciati operai C.i.t.e.

18 Giugno 2016, 10:30am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Sant'Antimo: trasbordavano rifiuti da un camion all'altro, denunciati operai C.i.t.e.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Alcuni operai della ditta C.I.T.E sono stai sorpresi mentre effettuavano operazioni di trasbordo dei rifiuti, da un camion all’altro, violando qualsiasi norma vigente in materia di sanità e ambiente. La Polizia Municipale, giunta sul posto mentre si svolgevano le operazioni, ha provveduto a denunciare gli operai per “abbandono di rifiuti” e “getto pericoloso di cose in strada”, oltre che per il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Nuovi guai per la ditta C.I.T.E, società che non molti mesi fa è finita nell’occhio del ciclone proprio per la gestione della raccolta dei rifiuti nel comune di Sant’Antimo, considerata da molti inefficiente ed eccessivamente onerosa. C’eravamo già occupati dell’incredibile gestione della discarica di via Mercalli (leggi qui), di cui la C.I.T.E. avrebbe dovuto curare le operazioni di bonifica. In quel caso un errore di calcolo della stessa ditta, nella quantificazione delle tonnellate di rifiuti da rimuovere, aveva portato ad una situazione di stallo, non senza conseguenze: l’impasse ha, nel corso degli anni, da un lato favorito il Gruppo Cesaro e, dall’altro, gravato notevolmente sulle casse di un comune già martoriato, con un altissimo tasso di disoccupazione ed una conseguente situazione di povertà diffusa. Avevamo anche portato alla luce un maxi esposto presentato alla Procura della Repubblica, oltre che alla Corte dei Conti (leggi qui), con il quale circa 400 residenti del comune di Sant’Animo denunciavano i contenuti del contratto tra la C.I.T.E. ed il comune, considerato eccessivamente vantaggioso per la ditta a scapito delle casse comunali e quindi della popolazione. Appena un anno fa muoveva i primi passi ­ e sarebbero stati anche gli ultimi ­ una mobilitazione popolare contro l’amministrazione per gli aumenti in bolletta della Tari. Le richieste, allora, erano molto chiare: rimodulare il contenuto contrattuale ed effettuare maggiori controlli sull’efficienza della ditta. Non è la prima volta, infatti, che si legge sui social di operazioni di trasbordo effettuate in zone periferiche senza il minimo rispetto di norme ambientali e di sicurezza, oltre che di lamentele circa gli orari di raccolta spesso non rispettati. Purtroppo, un’ amministrazione comunale troppo impegnata nella progettazione di grandi opere ­inutili o mal riuscite ­ ed un’opposizione, di fatto, ininfluente, hanno fatto si che oggi, dopo un anno, nulla sia cambiato. Sembra proprio che interessi politici ed imprenditoriali continuino ad essere gli unici in grado di dettar legge, in questo disgraziato paese sommerso da ignoranza, spazzatura, compravendita di voti, scambi di favori e connivenze politico­mafiose.

FONTE CAMPANIANOTIZIE

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CAPRI NEWS Porto di Capri tra confusione, disorganizzazione e turisti sballottati. IL VIDEO DELL'ENNESIMA GIORNATA CAOTICA

18 Giugno 2016, 10:22am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CAPRI NEWS Porto di Capri tra confusione, disorganizzazione e turisti sballottati. IL VIDEO DELL'ENNESIMA GIORNATA CAOTICA

 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Caos, calca e disorganizzazione, turisti sballottati da un molo all'altro e camion che a fatica si fanno largo tra la folla. La vergogna infinita del porto di Capri, tra orari delle corse marittime non rispettate, ritardi nelle partenze, moli di attracco che cambiano repentinamente e passeggeri intrappolati nell'imbuto del porto. Non è questa la Capri che vogliamo, non è questa la Capri che ci piace. Chi ha il dovere e il potere di intervenire lo faccia quanto prima per ripristinare ordine, sicurezza, decoro, civiltà e vivibilità nell'area portuale e in tutta Marina Grande. 

IL VIDEO GIRATO OGGI POMERIGGIO SUL PORTO DA UN NOSTRO LETTORE CHE DOCUMENTA L'ENNESIMA GIORNATA DI FOLLIA. 

FONTE INFORMATORE POPOLARE CAPRINEWS http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=7176

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CIOCIARIA NEWS ANAGNI Ripulita un'officina meccanica, rubato materiale da lavoro

18 Giugno 2016, 10:18am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CIOCIARIA NEWS ANAGNI Ripulita un'officina meccanica, rubato materiale da lavoro

di Nicoletta Fini Ladri in azione in un’officina di autoriparazioni in una zona periferica di Anagni. I banditi hanno rubato materiale da lavoro, una saldatrice, computer e una macchina. Il colpo è stato messo a segno nella notte tra giovedì e venerdì. Sull’accaduto indagano i carabinieri. I malviventi sono entrati furtivamente nell’attività dopo aver rotto la recinzione. Sono arrivati nel piazzale e da lì si sono intrufolati all’interno.

I ladri hanno portato via un computer, un set di chiavi da lavoro e una saldatrice. Prima di andare via hanno rubato anche un’auto, una Bmw. Non si esclude che ci fosse un complice all’esterno a fare da palo. Con il bottino sono poi fuggiti facendo perdere le loro tracce. La scoperta che qualcuno nella notte aveva fatto “visita” all’officina è stata fatta al mattino. Al titolare non è restato altro da fare che segnalare il fatto alle forze dell’ordine.

Gli uomini dell’Arma hanno avviato tutti gli accertamenti per cercare di identificare gli autori e dare loro un nome e un volto. Nell’ultimo periodo si stanno registrando diversi furti in Ciociaria ai danni delle attività industriali. I banditi prendono di mira stabilimenti da dove portano via attrezzature da lavoro, computer, auto e anche soldi. L’ultimo colpo si è registrato a Frosinone, nell’azienda Rossi Impianti. Il bottino in quel caso è stato di circa centomila euro tra denaro, apparecchiature e materiale da lavoro, computer e due furgoni. Uno dei due mezzi era stato “ripescato” dopo diverse ore nel fiume Sacco a Patrica.

CIOCIARIA OGGI NEWS

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CILENTO NEWS ASSASSINI QUESTO SIETE,ASSASSINI CHI LO CHIUSE E CHI NON LO RIAPRE

18 Giugno 2016, 10:13am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CILENTO NEWS ASSASSINI QUESTO SIETE,ASSASSINI CHI LO CHIUSE E CHI NON LO RIAPRE
CILENTO NEWS ASSASSINI QUESTO SIETE,ASSASSINI CHI LO CHIUSE E CHI NON LO RIAPRE

INSERITO DA ELSA COPPA Oltre 120 morti in tre anni 3 negli ultimi 3 giorni un bilancio pesantissimo dopo la chiusura dell’ospedale. Di questi 120 morti la maggior parte si sarebbero potuti salvare con la presenza dell’ospedale.Numeri da rabbrividire che gettano nello sconforto la gente. Negli ultimi 3 giorni sono morti un turista ucraino ad Agropoli nel psaut,un tursita di Avellino a Castellbate morto alla perfieria di Agropoli sull’ambulanza e il povero Gaetano Abbruzzese.Tutti e tre nei pressi dell’ex ospedale di Agropoli.Gaetano addirittura è morto dopo essere stato fermo quasi 2 ore nell’ambulanza se ci fosse stato l’ospedale sicuramente avrebbe avuto più opportunità di rimanere in vita.E tutti e 3 sulla cinquantina nel meglio dei loro anni. Quando Basile disse che tutti i morti dopo la chiusura dell’ospedale dovevano essere addossati a chi aveva chiuso l’ospedale diceva bene,quando Alfieri sosteneva che chiuderlo sarebbe stato un crimine aveva ragione.Quando la gente scese in piazza,occupò la ferrovia con conseguenze anche penali avevano ragione. Questi morti vanno addossati a quegli assassini che con un provvedimento capestro e repentino misero i catenacci al nosocomio.Le conseguenze sono drammatiche anche perchè prima dell’ospedale c’era la clinica Malzoni in grado di supportare in parte il lavoro del pronto soccorso,ora non vi è nemmeno quella.Assassini,non c’è nessun’altra definizione per quello che avete fatto e per i morti che avete causato.Assassini chi lo chiuse,assassini chi si c’è arricchito e ci riferiamo a quegli operatori sanitari,non tutti, che maltrattavano i malati,si prendevano soldi e incarichi per arricchimento,assassini chi ch non lo riapre.Non auguriamo loro di poter essere vittime dell’assenza dell’ospedale ma vorremmo che fossero lapidati pubblicamente,presi a pietre e a schiaffi.Caldoro e i suoi amichetti,e sappiamo chi sono,siano maledetti, per l’eternità.Si spera che non facciano uscite pubbliche altrimenti ad Agropoli rischiano il linciaggio.Un ultima “schifata” consentitemelo e per i grillini.Questi vergognosi soggetti che sguazzano sulle macerie della politica non hanno mai preso in considerazione una sola protesta per l’ospedale di Agropoli,solo qualche esternazione da inserire nei loro scarni curriculum,vabbè ma li conosciamo non servono a niente. Li schifiamo al pari di chi ha chiuso e di chi non riapre l’ospedale di Agropoli.

Sergio Vessicchio AGROPOLINEWS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Beatificazione Suor Crostarosa: sabato 18 anche Scala, Atrani e Amalfi saranno a Foggia

18 Giugno 2016, 10:08am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

COSTIERA AMALFITANA NEWS Beatificazione Suor Crostarosa: sabato 18 anche Scala, Atrani e Amalfi saranno a Foggia
COSTIERA AMALFITANA NEWS Beatificazione Suor Crostarosa: sabato 18 anche Scala, Atrani e Amalfi saranno a Foggia

INSERITO DA ELSA COPPA Si respira l'aria dell'attesa a Scala in vista della cerimonia di beatificazione di Suor Celeste Crostarosa, fondatrice nel 1731, nel comune più antico della Costa d'Amalfi, dell'ordine delle monache redentoriste, prevista per sabato prossimo a Foggia, città in cui sono custodite le spoglie della venerabile. L'evento si svolgerà nella Basilica Santuario della Beata Vergine Maria Madre di Dio Incoronata alle 10 e 30, con la Celebrazione che sarà presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. A concelebrare l'Arcivescovo di Foggia-Bovino, monsignor Vincenzo Pelvi. Da Scala il Comune ha organizzato due pullman per consentire ai fedeli di partecipare all'evento. Due torpedoni anche da Atrani e da Amalfi che partiranno alle prime ore di sabato alla volta del capoluogo pugliese. A guidare la spedizione scalese il sindaco Luigi Mansi e la superiora, Madre Imma Di Stefano con le altre consorelle. Sabato pomeriggio, alle 18.30, padre Michael Brehl, Superiore Generale della Congregazione del SS. Redentore, presiederà la solenne celebrazione dei Vespri nella chiesa del Monastero "SS. Salvatore" delle Monache Redentoriste, in via Napoli a Foggia. La Santa Messa di Ringraziamento sarà celebrata domenica 19 giugno, alle 10, presso il Centro di Pastorale Giovanile, in via Napoli (di fronte al Seminario Diocesano), e sarà presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Salvatore De Giorgi. Madre Maria Celeste Crostarosa fondò a Foggia 278 anni fa il Monastero del SS. Salvatore, dove sono tuttora custodite le sue spoglie, molto venerate dai foggiani, i quali, subito dopo la sua morte la chiamarono la "Santa Priora". Dopo la beatificazione le spoglie della Crostarosa saranno esposte alla venerazione dei fedeli. Giulia Crostarosa - questo il vero nome - fu accolta, giovanissima, nel Conservatorio delle Carmelitane di Marigliano. Sei mesi dopo vestì l'abito assumendo il nome di Maria Candida del Santo Deserto. Con lei vi fu ammessa la sorella Orsola. Alla chiusura di quel monastero, determinata da una faida tra signorotti locali, Giulia e Orsola, insieme con un'altra sorella, Giovanna, destinata anche lei a prendere i voti, si trasferirono a Scala, sulla Costa d'Amalfi, nella comunità delle Suore della Visitazione. Vi giunsero il 9 gennaio 1724, dopo un difficile e travagliato viaggio in calesse lungo i sentieri impervi della Costiera. Candida rifece il noviziato e si chiamò Suor Maria Celeste. "Il Signore - riferisce una breve nota informativa di Cristina Santacroce (La Domenica, n. 1, 4 gennaio 2004) - la colmò di grazie straordinarie: fu dotata del dono della profezia, della scrutazione dei cuori e dei miracoli". Il 25 aprile 1725 la Crostarosa ebbe la prima delle sue visioni: il Signore le dettò le regole di un nuovo ordine religioso: "... per brevissimo atto vidde nostro Signore Gesù Cristo che univa le sue santissime mani, piedi e costato con quelle della conzaputa religiosa: ma non come corpo umano, ma di una bellezza e sblendore divino che lingua umana mai potrebbe dichiarare. [...] E allora li fu dato ad indennere un nuovo istituto, che avrebbe il Signore posto al mondo per mezzo suo e che, nella sua vita erano contenute tutte le leggi del loro vivere e delle loro regole. [...] Gli dichiarò in un istante tutti j significati dei vestimenti e delle azioni di detta regola e lo spirito in che era contenuta. Gli disse che in questa regola non vi dovean essere né titoli di fondatori né fondatrici: ma egli dovea essere la pietra fondamentale del ordine e gli semi evangelici della sua divina parola erano la calcina ed il cuore della religiosa la terra di questa edificio ed il suo divin Padre l'operaio di quello" (dall'autobiografia). Il 13 maggio 1731, festa della Pentecoste, con l'autorizzazione del vescovo mons. Antonio Santoro, la Crostarosa fondò il monastero del SS. Salvatore: le suore Visitandine professarono la nuova Regola e indossarono l'abito rosso col mantello azzurro. Nei suoi confronti, tuttavia, serpeggiava una certa ostilità, tale da contagiare persino mons. Tommaso Falcoia - divenuto vescovo di Castellammare di Stabia -, colui che l'aveva indotta a venire a Scala ed era stato fino a quel momento la sua guida spirituale. La Provvidenza aveva, però, fatto incrociare il percorso della religiosa con quello di un giovanissimo sacerdote napoletano, don Alfonso Maria de' Liguori, futuro santo e dottore della Chiesa, giunto a Scala nel 1730 sia per riprendersi dallo stress causatogli dall'intenso lavoro apostolico, sia per predicare alla popolazione, in particolare ai pastori della montagna. Egli ebbe modo di conoscere la Crostarosa, di ascoltarla. Era prevenuto, come rileva mons. Cesario D'Amato ("Scala un centro amalfitano di civiltà", 1975), ma dovette ricredersi quando lei gli confidò di aver ricevuto, in uno dei rapimenti in estasi, un messaggio dal Signore, che proprio a lui affidava il compito di dar vita a una Congregazione di sacerdoti e laici per l'evangelizzazione e la salvezza dei più poveri. Superate le perplessità, convinto della buona fede e della sincerità della Crostarosa, don Alfonso si decise a lasciare Napoli e a ritirarsi, con quattro suoi compagni, a Scala, dove fondò la Congregazione del SS. Salvatore, alla quale la Santa Sede cambiò il nome in Congregazione dei Padri del SS. Redentore. Si concretizzava così la "profezia" di Suor Maria Celeste, avvalorata dai segni miracolosi apparsi per più giorni, nel 1732, nell'Ostia consacrata ed esposta nella chiesa del monastero. Di essi è notizia in varie relazioni. Ne furono testimoni i vescovi Santoro e Falcoia, don Alfonso Maria de' Liguori, le religiose, i canonici, il popolo. La strada che conduce alla santità è lunga, difficile, piena di ostacoli. Lo prova il fatto che Suor Maria Celeste, forse per pura cattiveria, forse per invidia, fu presa di mira con la diffusione di voci calunniose, che le costarono, il 25 maggio 1733, un provvedimento di espulsione dal monastero. Si ritirò a Pareti di Nocera Superiore dove, da Superiora, riuscì a ripristinare in quella Comunità la buona disciplina e la religiosa osservanza, che lasciavano alquanto a desiderare (cfr. Autobiografia capp. 53-55, pagg. 269 e segg., Editrice San Gerardo, Materdomini/AV,1998). Nel 1736 si trasferì a Roccapiemonte e due anni dopo a Foggia, dove fondò il monastero "del SS. Salvatore". Vi rimase fino alla morte, avvenuta il 14 settembre 1755. A Scala, intanto, la sua opera aveva messo buone radici. Il 18 giugno 1733, un mese dopo che lei era andata via, le suore rinnovarono i voti davanti al vescovo Santoro, secondo la Regola dettata dalla Crostarosa, anche se attribuita a mons. Falcoia. "Alfonso, da parte sua - nota don Andrea Colavolpe - aveva continuato il cammino, con maggiore libertà ed autonomia dopo la morte del Falcoia avvenuta il 20 aprile 1743, ed aveva portato l'Istituto maschile a piena fioritura, al punto da ottenere l'approvazione di papa Benedetto XIV il 9 febbraio 1749, col solo cambiamento del nome 'del SS. Salvatore' in quello 'del SS. Redentore'. Il Santo si adoperò perché anche il monastero di Scala ricevesse l'approvazione e l'ottenne dallo stesso Pontefice l'8 giugno 1750. Con il sigillo di Roma il monastero di Scala diveniva il tronco originale, da cui doveva ramificarsi l'Ordine Monastico delle Redentoriste", presente oggi nei vari continenti. Suor Maria Celeste Crostarosa fu dichiarata Venerabile da Leone XIII nel 1901. A Scala, nel "suo" monastero, le suore la invocano tuttora nelle preghiere. A Foggia il popolo la ricorda come la "Santa Priora".

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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PENISOLA SORRENTINA NEWS L’asilo nido di Sorrento aperto anche in estate

18 Giugno 2016, 09:59am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

PENISOLA SORRENTINA NEWS L’asilo nido di Sorrento aperto anche in estate

INSERITO DA ELSA COPPA SORRENTO. Prolungare l’attività di accoglienza dei piccoli anche oltre la data del 15 luglio. E’ l’obiettivo di una delibera della Giunta municipale di Sorrento che ha stanziato 30mila euro per l’iniziativa che prevede la realizzazione di una colonia estiva presso l’asilo nido Benzoni del Capo di Sorrento. Il provvedimento, infatti, si rende necessario per continuare a garantire il servizio alle stesse condizioni degli altri periodi dell’anno, quindi senza un aggravio della retta per i genitori dei piccoli.

Attualmente le tariffe applicate sono tre e variano a seconda del reddito Isee della famiglia: fino a 12mila euro si pagano 113,62 euro; tra 12mila e 20mila euro la retta ammonta a 140,00 euro; in caso si superi la soglia dei 20mila euro si versano 200,00 euro. Anche nel corso dei mesi estivi, dunque, si pagheranno gli stessi importi.

FRANCESCA VANACORE SORRENTOPRESS

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, Avallone lascia il carcere e va ai domiciliari

18 Giugno 2016, 09:52am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, Avallone lascia il carcere e va ai domiciliari
SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, Avallone lascia il carcere e va ai domiciliari

INSERITO DA ELSA COPPA SALERNO.Due ore è durato l'interrogatorio di garanzia di Luca Avallone (nella foto)che non si è sottratto alle domande del gip Pietro Indinnimeo. Il ristoratore del centro storico, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Deejay 2014”, condotta dalla guardia di finanza di Salerno, ha rigettato l’ipotesi di un’associazione per delinquere, lasciando intendere piuttosto ad acquisti “solidali”, di gruppo, per una comunità di amici. Non ha negato neppure la cessione di droga in qualche circostanza, solo roba di poco conto. Al termine dell’interrogatorio, avvenuto nel carcere di Salerno, alla presenza dei suoi difensori Vincenzo Faiella e Federico Cioffi, Avallone ha chiesto al gip l’attenuazione della misura cautelare, avanzando proposta di arresti domiciliari. Pur di uscire dal carcere, si è detto disponibile ad abbandonando il centro storico, sua dimora abituale, allontanandosi così dalle solite frequentazioni. Il gip, alla fine, ha accolto la richiesta, trasformando la misura cautelare in domiciliari. Nell’ambito della stessa indagine, condotta dai finanzieri del Goa (Gruppo operativo antidroga), sono stati colpiti da misura cautelare Nunzio Bottiglieri, 38 anni, Giovanni Greco 32, e Matteo Vitale, 36, ai quali è stato applicato il regime degli arresti domiciliari. Per loro tre l'interrogatorio è fissato per lunedì. A seguire, martedì, in tribunale dovranno comparire gli altri indagati, colpiti da obbligo di dimora: Dario Alfani, Mariano Capparella, Ubaldo Lima, Salvatore Orofino, Antonio Quaranta e Massimiliano Vinciguerra. Per l’accusa, Avallone e Vitale erano i promotori del gruppo di spaccio del centro storico. Sempre loro finanziavano l’acquisto dello stupefacente. Il rifornimento era settimanale e c’era anche un filone per l'acquisto delle droghe leggere.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Tumore non diagnosticato, due arresti Omicidio colposo bimba. Per consorte anche esercizio abusivo

18 Giugno 2016, 09:48am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CAMPANIA NAPOLI NEWS Tumore non diagnosticato, due arresti Omicidio colposo bimba. Per consorte anche esercizio abusivo

INSERITO DA ELSA COPPA Ebbero in cura per due anni una bambina senza accorgersi che era affetta dal tumore che la uccise. Un medico e la moglie sono ai domiciliari per omicidio colposo: la donna è accusata anche di esercizio abusivo della professione medica, poiché affiancava il coniuge, pediatra, in una struttura sanitaria privata di Casal di Principe (Caserta) che è stata sequestrata. A carico dei due, i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della procura di Napoli nord. ANSA

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CAMPANIA NEWS de Magistris-Lettieri allo scontro finale Domani ballottaggio a ruoli invertiti rispetto a cinque anni fa

18 Giugno 2016, 09:45am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CAMPANIA NEWS de Magistris-Lettieri allo scontro finale Domani ballottaggio a ruoli invertiti rispetto a cinque anni fa

INSERITO DA ELSA COPPA NAPOLI, - "Dopo le elezioni nascerà un movimento politico non leaderistico, un movimento popolare che vada oltre i confini di Napoli" annuncia Luigi de Magistris. "A me non interessano i progetti politici nazionali, a me interessa una sola cosa: dedicarmi per cinque anni solo ed esclusivamente a risolvere i problemi di Napoli", ribatte Gianni Lettieri.

L'ultimo botta e risposta a distanza tra i due contendenti alla poltrona di sindaco di Napoli suggella la fine di una campagna elettorale nervosa e non priva di colpi bassi. Ultimi fuochi alla vigilia della giornata dedicata al tradizionale silenzio elettorale. Al ballottaggio di domenica, de Magistris dovrà difendere i 18 punti di vantaggio riportati al primo turno nei confronti del suo sfidante sostenuto dal centrodestra (un remake della sfida già andata in scena cinque anni fa). L'ultimo terreno di scontro tra il sindaco uscente dalla bandana arancione e "l'imprenditore scugnizzo", come ama definirsi Lettieri, è rappresentato dallo scenario prefigurato dall'ex pm che prevede per Napoli un futuro politico da protagonista grazie a un movimento partecipativo dal basso "con una soggettività politica anomala" e che strizza l'occhio al Movimento Cinque Stelle. "Con i loro elettori esiste una sintonia - dice de Magistris - e la Roma di Virginia Raggi può essere un interlocutore interessante". Quanto basta a Gianni Lettieri per rivendicare il ruolo di candidato sindaco interessato solo a risolvere i problemi della città più che ai grandi scenari politici. "A me - sottolinea - interessa una sola cosa: dedicarmi per cinque anni solo ed esclusivamente a risolvere i problemi di Napoli. In questi giorni - ribatte Lettieri - è partita un'onda democratica che sta prendendo sempre più forza e le fantastiche immagini della festa di chiusura della nostra campagna di ieri sera a Piazza del Carmine stanno contagiando di entusiasmo tutti". Controreplica di de Magistris affidata a un video messaggio sui canal social: "Non penso ad altro farò esclusivamente il sindaco. È Napoli che diventerà soggetto politico autonomo, sarà il popolo napoletano con il suo protagonismo e la sua forza a superare i confini della città facendo diventare Napoli capitale internazionale, globale". Nella polemica del giorno - pur rivendicando il ruolo super partes che gli spetta come istituzione - entra anche il governatore campano Vincenzo De Luca. "Ho sentito espressioni che faccio fatica a capire - ironizza in tv - come quella sulla creazione di un movimento popolare di resistenza. Mi auguro che nessuno pensi di fare movimenti rivoluzionari popolari sulla pelle degli altri". Ma De Luca riserva anche un altro paio di stoccate al sindaco uscente, rimproverandogli i toni usati in campagna elettorale e "le espressioni volgari usate nei confronti del premier" e l'uso dei fondi destinati dal Comune al teatro San Carlo: "Ottocentomila euro, come per una sagra di paese". (ANSA).

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