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A CURA DI MICHELE PAPPACODA
A CURA DI MICHELE PAPPACODA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PADULI- Paese ancora una volta sotto shock per un incidente mortale avvenuto ieri nel tardo pomeriggio sulla statale 90 bis che collega il paese al capoluogo. A perdere la vita, in un violento scontro frontale, la quarantunenne padulese Margherita Verlingieri. La giovane donna era alla guida di una Renault Twingo quando, subito dopo una curva, ha impattato contro una Opel Vectra che viaggiava in direzione opposta, verso Buonalbergo, nello scontro poi è stata coinvolta anche una Fiat Brava. La malcapitata è rimasta incastrata tra le lamiere della Twingo. Sul posto sono accorsi immediatamente i vigili del fuoco che hanno estratto la donna, i carabinieri di Paduli e le ambulanze della Misericordia e dell’Unità di rianimazione della Croce Rossa che hanno provato a rianimare la quarantunenne più di una volta prima di trasportarla al pronto soccorso del Rummo. Margherita si è spenta intorno alle 20, lasciando un paese intero attonito, incredulo e sotto shock per la terribile notizia. Un incidente che è avvenuto, come per fatalità in una zona per lei familiare, a poche centinaia di metri dal Bar Magic, attività commerciale che fino a tre anni fa gestiva insieme all’ex marito Giuseppe, in un tratto di strada che ha percorso migliaia di volte. Una donna solare, dalla battuta pronta, sempre sorridente, tutti la ricordano dietro a un bancone del bar con quella gioia di vivere che la contraddistingueva, tra un caffè e un aperitivo.IL MATTINO
di Marco La Carità Furto alla gioielleria «Mirò» di Cardito ad Ariano Irpino. I ladri svaligiano anche la cassaforte. Ingente il bottino, tra cui anche diamanti. Il valore sarebbe superiore ai centomila euro. È il terzo colpo nel giro di tre anni, l'ultimo nella notte del febbraio. Questa volta però i malviventi hanno agito con un diverso modus operandi perché sono entrati da una finestra laterale. Muniti di due scale di ferro, dopo aver divelto le sbarre di sicurezza di una delle due finestre che volgono all'interno, si sono introdotti nella gioielleria. I ladri hanno quindi disattivato il sistema di allarme ed hanno agito con piena libertà facendo razzia di tutto: oro, gioielli, e pietre preziose. Hanno aperto finanche una delle casseforti con destrezza prelevando i diamanti più costosi. La scoperta è stata fatta solo la mattina seguente dalla proprietaria quando oramai era già stato tutto compiuto. Notevole il bottino per cui si attende l'inventario del materiale rubato. Sul posto i Carabinieri della locale Compagnia, coordinati dal capitano Marchese, che hanno avviato le indagini di rito. I militari quindi prelevato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza sia all'interno della gioielleria che all'esterno, dove insistono diverse attività commerciali. I Militari dell'Arma hanno acquisito eventuali impronte digitali per il consueto riscontro sulla banca dati. Si pensa che il colpo sia stato preparato da una banda di ladri professionisti, composta almeno da tre persone, provenienti probabilmente dal foggiano che già conoscevano l'attività commerciale. Le attenzioni sono indirizzate anche verso la malavita dell'Est Europa. I Carabinieri hanno ascoltato i vicini per sapere se hanno sentito l'allarme o movimenti particolari, ma a quanto pare nessuno ha udito o visto nulla. Al vaglio anche le indicazioni dei proprietari per stabilire se abbia agito la stessa banda che ha colpito lo scorso 15 febbraio. In quella occasione l'allarme scattò nel cuore della notte quando i ladri forzarono l'ingresso della gioielleria con un piede di porco e poi armati di mazze mandarono in frantumi le vetrine del negozio all'interno delle quali erano stipati oro e preziosi. Il raid fu però disturbato dall'arrivo di un vigilantes che costrinse i malviventi alla fuga tanto da farne perdere la refurtiva. La gioielleria «Mirò» era finita nel mirino dei delinquenti anche nel maggio del 2013 quando una banda bloccò la Statale 90 delle Puglie con cassonetti dei rifiuti a centro strada e l'incendio di un'auto per distogliere l'attenzione delle forze dell'ordine dal luogo del furto. In quell'occasione sfondarono con spranghe di ferro le vetrate e asportarono diversi oggetti in oro. I carabinieri, comunque, hanno intensificato i controlli sulle arterie che conducono verso il foggiano anche se sarà di fondamentale importanza lo screening dei filmati per individuare eventuali avventori. Un modello di indagini che ha portato all'arresto di uno dei componenti della banda che fece esplodere il bancomat della Bcc ai Martiri. IL MATTINO