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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO “Dopo di Noi”, “Durante Noi” e molto altro

29 Giugno 2016, 10:42am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO “Dopo di Noi”, “Durante Noi” e molto altro

di Francesco Fusca Parte dalla “Legge sul Dopo di Noi”, la riflessione di Francesco Fusca, ma si sofferma a lungo anche sul “Durante Noi” delle persone con disabilità, con un posto privilegiato dedicato alla Scuola, «perché – scrive – per “fare le teste” occorre partire presto». Un ulteriore, prezioso contributo, che arricchisce il dibattito sulla recente norma approvata alla Camera, ospitato ormai da tempo dal nostro giornale

Tanto tuonò, che piovve! Ma, davvero, tuonò tanto, da molti, troppi anni… E non sono pochi, per una Legge che per la sua evidente chiara semplicepregnanza umana (culturale e civile), doveva essere discussa e approvata subito, sin dall’inizio della proposta. E senza addentrarci nella “Grande Bellezza” delle indicazioni dellaConvenzione ONU e di quanto sancito dall’articolo 14 della Legge 328/00 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) sul “Progetto di Vita” a cui ha diritto soggettivo pieno ogni Persona [l’Autore si riferisce alla recente approvazione in via definitiva alla Camera della cosiddetta Legge sul “Dopo di Noi”, ovvero “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, N.d.R.].
Così vanno le cose! E, pensate, c’è anche chi tra gli onorevoli (ovviamente… moltoonorevoli!) si astiene (26 persone, con la “p” piccola) e ben 64 dicono “no” (persone, questa volta, con la “p” piccolissima). E le loro parole giustificative – «un regalo ai ricchi e alle assicurazioni» – sono ridicole misere risibili… Come se non sapessimo che la migliore legge possibile passa sempre – concretamente – dalle “gambe” delle Persone e dalle intenzioni etiche (l’Ontologia) e dalle scelte politiche di Senso (la Politica, intesa alla don Lorenzo Milani) di queste…

Alcuni dati, ora, per inquadrare meglio di cosa stiamo parlando. Fonte ISTAT 2014: secondo l’Istituto Nazionale di Statistica oggi ci sono, in Italia, circa 3.200.000 Persone con disabilità, delle quali circa 2.100.000 “considerate” gravi in riferimento a quanto stabilisce, in proposito, la Legge Quadro 104/92. Ancora – e per chiudere con i dati ISTAT – di queste ultime «circa 630.000 vivono già da sole senza genitori, un numero a cui si aggiungeranno altre 13.000 persone entro il 2019». Fare sempre attenzione a questa fascia della popolazione è unanecessità civile, di cui le sfere politiche non dovrebbero mai dimenticarsi.

Ma la Scuola cosa c’entra? Moltissimo! Per “fare le teste” – la sensibilità la Cultura la Civiltà – occorre partire presto. Dalla Scuola dell’Infanzia (o Scuola Materna), con Insegnanti super titolati/e, in strutture degne di questo nome (secondo quanto previsto dalle leggi in vigore).
Lo “Strumento-testa” (Aristide Gabelli) e la “Testa ben fatta” (Edgar Morin): ecco di cosa parliamo. La forma mentis onesta e solidale fonda le sue radici nell’Infanzia: nella duttilità flessibilità plasticità della Mente Umana nei primi anni di vita (così ci dicono e ci spiegano gli Scienziati della Mente). La Psicologìa dell’Età Evolutiva – oltre agli studi più recenti delle Neuroscienze e della Genetica – insegna molto; anzi, la sua conoscenza è fondamentale, per capire bene di cosa stiamo parlando. Bisogna iniziare partire incominciare presto.
Il “Dopo di Noi” ha sempre, ovunque, un “Durante Noi” (…mentre noi, i genitori, siamo ancora in vita e possiamo accudire…), che non deve essere un “inferno” tra Diritti scritti parlati sbandierati per/a favore delle Persone con disabilità e il vuoto-nulla delle Istituzioni, sorde e cieche, sovente assenti e spessissimo arrovellate ad accapigliarsi per l’egoismo delparticulare di guicciardiniana memoria… Meno male che ci sono le Associazioni! Epperò, c’è anche lo Stato italiano e la sua Costituzione. Chi governa deve decidersi e ci deve dire se Stato ha la “s” piccola o se ha la “S” Grande (sempre “alla don Milani”).

Ileana Argentin è felice! Deputata, Persona con disabilità, è la prima firmataria di una Proposta di Legge confluita nel testo unificato approvato dalla Camera, che riguarda il “Dopo di Noi”. Dichiara: «Ora i genitori di un disabile grave potranno permettersi il “lusso” di morire sereni». «Con questa Legge – continua – lo Stato si assume un impegno per dare risposte alle persone più fragili e restituire un po’ di serenità a tanti genitori. Ora finalmente ci sono fatti concreti perché per la prima volta c’è un fondo sociale specifico, pubblico, per il “Dopo di Noi”, con 90 milioni già previsti dalla Legge di Stabilità per il 2016».
E a chi ha sollevato dubbi relativamente alla costituzione del trust [istituto giuridico mutuato dall’ordinamento anglosassone, con cui una o più persone, i “disponenti”, trasferiscono beni e diritti sotto la disponibilità del “trustee”, un tutore, che assume l’obbligo di amministrarli nell’interesse di un beneficiario, in questo caso la persona con disabilità, N.d.R.], cui affidare le risorse per il futuro del proprio figlio/a, che potrebbe configurarsi come una modalità per evadere il fisco, Argentin risponde rassicurando: «Non è così, c’è un tutore che sorveglia e la defiscalizzazione cessa quando il disabile non c’è più».
Senza entrare nel merito, alcune delle “questioni” più rilevanti sono: (a) Il Fondo per l’assistenza; (b) La detraibilità delle spese per le polizze assicurative; (c) L’istituzione di trust e fondi speciali vincolati; (d) le campagne informative.

Il dibattito sul “Dopo di Noi” è apertissimo. Tra le varie “voci”, sicuramente importanti sono quelle di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). Perché sono le “voci” di chi la Croce (e il suo peso esistenziale) la conosce personalmente e in profondità.
Operativamente, Falabella subito si rivolge alle Istituzioni sul territorio e nazionali, che devono rendere “reale” il “Dopo di Noi”: le Comunità Locali, le Regioni e i Ministeri competenti.
Dal canto suo, Speziale, in linea col pensiero del Presidente della FISH, dichiara: «In quanto tale, una legge non è mai né buona né cattiva; la sua valutazione, infatti, deve essere realizzata rispetto all’impatto materiale che la stessa riesce a produrre sul miglioramento della qualità della vita delle persone destinatarie. In tale ottica, sarà di fondamentale importanza il ruolo delle Regioni e degli Enti Locali cui sono demandati gli aspetti applicativi, e al tempo stesso diventa fondamentale pure il ruolo delle Associazioni di persone con disabilità e di famiglie, che devono non solo vigilare sulla corretta applicazione, ma anche promuovere e indicare buone prassi».

Tra la Scuola italiana e la legge sul “Dopo di Noi” si colloca poi, con forza socio/culturale dirompente, il “Durante Noi” e cioè quel tempo in cui la Persona con disabilità va a Scuola e la frequenta, anche “obbligata” dalla nostra bella Costituzione.
Ebbene, se i Genitori del bimbo/bimba seguono questi – amorevolmente – a casa e in Società, come vanno le cose, ovvero quali sono i rapporti a Scuola? La risposta èvariegata complessa diversa e credo che con questa Legge sia arrivato anche il momento in cui le politiche scolastiche governative debbano cambiare. La scommessa sulla Cultura dell’Inclusione/Integrazione/Valorizzazione delle Persone con disabilità deve essere vera reale palpabile. Di parole teorie palliativi ne abbiamo… piene le tasche!
A Scuola i Docenti e le Docenti specializzati/e per il sostegno devono essere continuamente monitorati/e nelle loro Pedagogie e Didattiche Speciali, e devono essere al corrente degli apporti provenienti dalla più recente ricerca scientifica. Le altre “figure” del territorio – le Unità Multidisciplinari previste dalla Legge, “gambizzate” o totalmente “in fuga” – devono esserepresenti a Scuola e operative con le varie Persone dell’azione formativa (Insegnanti curricolari, Personale ATA-Amministrativo, Tecnico e Ausiliario, Dirigente Scolastico…). E gliEnti Locali devono fare, davvero, la loro parte. Se poi non la fanno, devono essere censurati severamente… Si pensi alla Legge 104 e all’errore del Parlamento Italiano – madornale! – di usare in essa il verbo «potere» e non invece il verbo «dovere»…

Insomma, solo questo tipo di discorso – visibile palpabile controllabile – può rendere le vite di Mamma e Papà sopportabili e, perché no!, piacevoli. Questo è il “Durante Noi” dalla parte, anche, della Solidarietà e dell’Etica, e dalla parte della Cultura e della Civiltà. Per… un nuovo Umanesimo.

FONTE SUPERANDO http://www.superando.it/2016/06/28/dopo-di-noi-durante-noi-e-molto-altro/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per alcuni votare è ancora più difficile!

29 Giugno 2016, 10:38am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per alcuni votare è ancora più difficile!

INSERITO DA STAFF D’accordo la lettera delle norme, che nessuno vuole contestare, ma anche l’intelligenza, il buon senso e un po’ di buona educazione dovrebbero sempre fare la loro parte. E invece, a giudicare dalla testimonianza di due nostri Lettori e di quanto da loro vissuto in occasioni delle recenti elezioni amministrative, sembra proprio che non sia sempre così. E per le altre persone con disabilità, tutto è filato liscio, al momento di votare?

Realizzazione grafica con tnti omini colorati che vanno a votareQuando le norme riportano solo fredde parole sulla carta, dovrebbero essere il buon senso, l’intelligenza e anche un po’ di buona educazione a fare la loro parte. E invece non è proprio accaduto questo a due nostri Lettori, in occasione delle recenti elezioni amministrative, a giudicare dagli ostacoli in cui si sono imbattuti.

«Essendo persona disabile con difficoltà di deambulazione – ci scrive il primo – che si aiuta faticosamente con un bastone, il 5 giugno scorso, essendovi barriere architettoniche nel mio seggio di appartenenza, mi sono recato a votare in uno di quelli della mia Circoscrizione indicati dal Comune come dotati di una “Sezione H” e dunque accessibile. Giunto al seggio, effettivamente privo di barriere, ho dovuto però constatare difficoltà e complicazioni burocratiche (compilazione di moduli e registri) evidenziate dagli scrutatori, in evidente imbarazzo per il timore di compiere errori, non essendo stati mai preparati a queste situazioni. Trovo poi strano, e non certo conforme al tanto sbandierato diritto alla privacy, aver dovuto lasciare copia del mio certificato di invalidità contenente tutti i particolari della mia diagnosi e i nomi dei medici. Mi è stato anche detto che avrei dovuto lasciare una copia del verbale di invalidità ogni volta che mi fossi recato alle urne in un seggio con “Sezione H”».
Arriva quindi il voto di ballottaggio, due settimane dopo, e per evitare le complicazioni del primo turno, il nostro Lettore decide di provare a recarsi al suo seggio di appartenenza, quello cioè non accessibile. «Dopo aver salito con fatica la scala esterna – racconta – visto che il montascale fisso non funzionava, ho chiesto di poter votare in una Sezione al pianterreno, per evitare di percorrere quattro volte un lungo corridoio per prendere l’ascensore e raggiungere la mia Sezione al primo piano. Ebbene, dopo discussioni e consultazioni con il Presidente di Seggio, un’impiegata dell’Ufficio Elettorale, per altro gentile, ha effettuato una lunga telefonata a chi di dovere, spiegando la situazione e rimarcando il fatto che diverse persone avevano manifestato le medesime problematiche. Risposta:«Non si può fare nulla»!
«Una burocrazia un po’ più lungimirante e aperta – è la conclusione – non potrebbe prevedere un sistema per assegnare una volta per tutte un seggio privo di barriere architettoniche alle persone con disabilità, per risparmiare loro perdite di tempo e inutili peregrinazioni, nonché l’umiliazione di chiedere come un favore ciò che spetterebbe loro di diritto?».

Più articolato il racconto di un’altra nostra Lettrice, segnalataci da Pierpaolo Capozzi, promotore del blog ItaliAccessibile.
«Sono amica – scrive -, nonché accompagnatrice da diversi anni, di due persone cieche e con questa mia lettera non vorrei polemizzare sull’operato di chi è tenuto a fare rispettare una legge – seppur per certi versi insensata – quanto sensibilizzare più persone possibili. Il 5 giugno, dunque, ci rechiamo al seggio, munita di carta d’identità io, di carta d’identità e tessera elettorale i miei due amici, con il timbro che attesta la necessità di essere accompagnati fino in cabina. Una volta esibiti tutti i documenti, mi accomodo in cabina insieme a uno dei due, ma a quel punto una signora votante come noi, in fila dopo di noi e incurante del valore che a volte possono avere la discrezione e la sensibilità, dice a gran voce: “Perché vanno in due in cabina?”. “Abbiamo un timbro che ci permette di farlo”, rispondo, mentre il Presidente di Seggio, in modo discreto, cerca di far capire alla signora che il mio amico è cieco. Ma lei incalza: “Ma per essere accompagnati, non è necessario essere ciechi assoluti?”. “Beh, signora – le dico – mi dispiace aver dimenticato a casa il cartello che solitamente appendiamo al collo e  che attesta la malattia diagnosticata ai miei amici, ma mi dica, lei come fa a capire il grado di cecità delle persone che ha qui davanti?». A quel punto smette di ribattere e posso finalmente accompagnare i miei due amici, prima l’uno e poi l’altra, ad esercitare il loro sacrosanto diritto di voto».
Anche qui, però, arriva il 19 giugno una “seconda puntata” tutt’altro che piacevole. «Entro con la mia amica come sempre – racconta la Lettrice – con gli stessi documenti esibiti ogni volta e anche il 5 giugno precedente, ma vengo questa volta bloccata dalla richiesta dellamia tessera elettorale. “Sono anni che esibisco solo la carta di identità – ribatto – perché oggi vuole anche la tessera elettorale?”. “Perché la volta precedente lei ha alzato un polverone…”. Amareggiata decido quindi di tornare a casa a prendere la mia tessera elettorale, ma mi viene anche precisato che se avessi accompagnato una persona, non avrei potuto accompagnare l’altra. E così torniamo a casa, senza che i miei amici possano votare, perché l’accompagnatore era uno e le persone da accompagnare erano due. E allora, chi si arrogava il diritto di decidere chi dei due dovesse esercitare il proprio diritto di voto (la ripetizione della parola “diritto” è volontaria)?».

A questo punto appare doveroso fare riferimento alla normativa che regolamenta la materia, ovvero all’articolo 55 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 361/57(modificato in seguito dalla Legge 17/03), ove si legge che «i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità esercitano il diritto elettorale con l’aiuto di un elettore della propria famiglia o, in mancanza, di un altro elettore, che sia stato volontariamente scelto come accompagnatore, purché l’uno o l’altro sia iscritto in un qualsiasi Comune della Repubblica. Nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un invalido. Sul suo certificato elettorale è fatta apposita annotazione dal presidente del seggio, nel quale ha assolto tale compito».
La Legge, quindi, parla chiaro e non è dalla parte della nostra Lettrice. Ma quest’ultima, come lei stessa ribadisce, «non ha l’intenzione né di sindacare sul testo di una Legge Nazionale, né sull’operato di chi, a vario titolo, ha solo il dovere di farla rispettare. Vorrei soltanto precisare che la Legge in questione è un bel po’ datata e che quindi anche il 5 giugnoavrebbero dovuto farci le stesse obiezioni, perché se è giusto che una Legge venga rispettata, dev’esserlo sempre e non solo dopo che una signora inizia a polemizzare e a “diagnosticare” arbitrariamente gradi di cecità a destra e a manca».
«Infine – conclude – vorrei soltanto ricordare a tutti che un bel bagno di umiltà e disensibilità, prima di uscire di casa, non ha mai fatto male a nessuno e ricordare anche una frase, di paternità incerta, che forse può indurre a riflettere: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre!”». Come darle torto?

In questi due casi, dunque, è andata così. Ma per le altre persone con disabilità, chiediamo ai Lettori, è filato tutto liscio?
In ogni caso cogliamo l’occasione anche per segnalare la sezione del Servizio HandyLex.org interamente dedicata al diritto di voto delle persone con disabilità(Stefano Borgato)

SUPERANDO  http://www.superando.it/2016/06/28/per-alcuni-votare-e-ancora-piu-difficile/

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA HO UCCISO LA MIA BAMBINA DI TRE ANNI":

29 Giugno 2016, 10:37am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA HO UCCISO LA MIA BAMBINA DI TRE ANNI":
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA HO UCCISO LA MIA BAMBINA DI TRE ANNI":

DI ANGELA CECERE LONDRA - "Ho ucciso la mia bambina, sono salito sopra di lei": sono le parole piene di disperazione di un papà britannico, Richard Bell, che ha ucciso in un incidente la figlia di tre anni. L'uomo, che non sapeva di essere stato seguito dalla piccola e di averla accanto in mezzo alla strada, ha urtato il marciapiede con il suo furgone e l'ha investita. La morte della bambina risale al 21 febbraio scorso, ma solo ora e, dopo un'inchiesta, le autorità hanno dichiarato che si è trattato di morte accidentale. Quando l'uomo ha realizzato quanto era accaduto ha portato la figlia in ospedale; le lesioni erano troppo gravi e la bambina ha perso la vita un'ora dopo, nonostante i disperati tentativi di salvarla. Il papà ha ricordato gli ultimi istanti, ha raccontato che quando è uscito per comprare le sigarette non ha visto la bambina in casa, ma non se n'è preoccupato.

29.06.2016 11.37

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CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Pompei - Decoro urbano: criticità in via Sant'Abbondio e Viale Giuseppe Mazzini

29 Giugno 2016, 10:33am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Pompei - Decoro urbano: criticità in via Sant'Abbondio e Viale Giuseppe Mazzini
CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Pompei - Decoro urbano: criticità in via Sant'Abbondio e Viale Giuseppe Mazzini
di MDP Solo qualche giorno fa abbiamo parlato di alcuni dissuasori della sosta di via Antonio e Maria Cirillo seriamente danneggiati. Il caso, però, non è isolato. Sono infatti diverse le strade pompeiane che, per un motivo o per l’altro, avrebbero bisogno di interventi di manutenzione. Non si contano quasi più le segnalazioni dei cittadini che denunciano situazioni di incuria, inciviltà, abbandono e degrado in diversi punti della città. E’ pericolo anche all’angolo tra via Sant’Abbondio e via Antonio Morese, dove è ben visibile un marciapiede piuttosto compromesso (in foto) che rappresenta una vera e propria minaccia per l’incolumità dei pedoni. L’inciampo è quasi assicurato. Una distrazione o semplicemente un’andatura un po’ incerta (si pensi agli anziani) potrebbero avere come conseguenza cadute rovinose. Finisce sotto la lente d’ingrandimento anche la strada statale 18, meglio conosciuta come Viale Giuseppe Mazzini sulla quale, oltre alla questione dell’alta velocità (quasi nessuno rispetta infatti i limiti prescritti) grava anche un altro problema: quello dell’abbandono dei rifiuti (in foto). Immaginando di transitare lungo la strada, procedendo nella direzione di Torre Annunziata, poco prima della stazione di servizio Q8, si notano tra l’erba alcuni sacchetti dell’immondizia. Qualcuno si prende la briga di andare a depositarli lì illegalmente, probabilmente di sera, in barba ai giorni e agli orari stabiliti dal calendario che disciplina la raccolta dei rifiuti porta a porta. C’è chi giura di aver visto persino sacchetti lanciati da macchine in corsa. Si commettono azioni deplorevoli, poi però si chiede l’intervento delle istituzioni. Nella fattispecie, i residenti della zona chiedono quello dell’amministrazione comunale affinché si solleciti la rimozione dei rifiuti. E se tutti i cittadini, indistintamente, iniziassero a rispolverare un bel manuale di educazione civica? Potrebbe essere un suggerimento per la lettura da spiaggia sotto l’ombrellone.

FONTE STABIA CHANNEL

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AGEROLA E MONTI LATTARI NEWS Rifiuti e cartacce, domenica horror in villa comunale

29 Giugno 2016, 10:29am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

di Giancarlo Esposito Il bel tempo imperversa finalmente in città e il clima è ideale per dedicare il proprio tempo libero ad una passeggiata all'aria aperta, godendo di sera della frescura che, a due passi dal mare, fa dimenticare per qualche ora il caldo asfissiante delle ore precedenti. La villa comunale, o almeno quel che resta di essa, è tornata così a popolarsi di giovani e adulti nel corso della prima domenica d'estate, dando nuova linfa anche alle attività commerciali presenti sul lungomare, penalizzate dal cantiere insistente sul lungomare e a lungo in attesa dell'arrivo della bella stagione per accrescere la clientela. L'assenza di un numero congruo di pattuglie sul luogo, tuttavia, ha consentito ai più insolenti di trasformare una piacevole serata in un raduno di vandali. Lo scenario che infatti è apparso agli occhi di chi in tarda serata ha imboccato il tratto di villa comunale lungo via Bonito è stato a dir poco deprimente. La quantità di cartacce e rifiuti presenti sull'asfalto in prossimità delle panchine testimonia l'incuria ormai imperante in città, una caratteristica che distingue purtroppo gli incivili dagli altri stabiesi che invece hanno a cuore le sorti della propria terra, le cui azioni a sostegno del decoro e della dignità di Castellammare sono puntualmente mortificate dalla sfrontatezza di chi si crogiola in un assurdo e incomprensibile autolesionismo. Se da un lato le ultime amministrazioni comunali non hanno agevolato la crescita sociale e culturale della città, dall'altro sarebbe opportuno avviare un percorso finalizzato ad insegnare l'educazione civica a quegli stabiesi che perseverano nella più totale indifferenza nei confronti di una città che in questo modo farà davvero molta fatica a rialzare la testa.

FONTE STABIA CHANNEL

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VIOLENTATA A 16 ANNI,

29 Giugno 2016, 10:27am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VIOLENTATA A 16 ANNI,
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VIOLENTATA A 16 ANNI,

DI ANGELA CECERE È l'invasione degli imbecilli». L'imbecillità in questione, però, preoccupa più di altre perché contagia dei ragazzi. Chi ricorda il documentario «Processo per stupro» girato nel 1979 da Loredana Rotondo e trasmesso dalla Rai, confrontando le invettive corse oggi sul web contro la ragazza stuprata con le argomentazioni della difesa dei quattro violentatori di quel caso, potrà rilevare dove ci stia portando il «passo del gambero». Se però sbaglieremmo senz'altro a dare alla rete tutta la colpa dell'imbarbarimento emerso dai commenti dei ragazzi, di certo questa storia insegna come l'apparente intensificazione dei contatti propiziata dal web non giova né alla socialità né al senso di comunità. Servirebbe una sorta di educazione dei sentimenti, che includesse il rispetto delle donne e la conoscenza della sessualità come piena esperienza di amore e fosse asse portante di un robusto senso critico da incoraggiare nei giovani, anche attraverso la mediazione filosofica e letteraria. Quando Flaubert scriveva «L'educazione sentimentale», voleva mettere a fuoco la mediocrità della giovane borghesia francese della seconda metà dell'800, la «passione inattiva» che considerava tipica di quel tempo.

29.06.2016 11.27

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Evade dai domiciliari, alla sbarra pregiudicato residente a Cava de' Tirreni

29 Giugno 2016, 10:25am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Evade dai domiciliari, alla sbarra pregiudicato residente a Cava de' Tirreni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La scorsa notte i militari della Stazione di Nocera Superiore hanno tratto in arresto, per evasione, il pregiudicato singalese Karunanada Dayanand, residente a Cava de' Tirreni, da qualche tempo sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per reati di lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il pregiudicato, infatti, è stato sorpreso dai Carabinieri mentre passeggiava per le vie cittadine, in violazione delle prescrizioni imposte dalla misura restrittiva.

FONTE IL PORTICO

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MONZA BRIANZA NEWS Lissone, Stazione: parte il restyling. I pendolari: “Finalmente!”VIDEO

29 Giugno 2016, 10:19am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

MONZA BRIANZA NEWS Lissone, Stazione: parte il restyling. I pendolari: “Finalmente!”VIDEO

Di   La stazione di Lissone cambia faccia. Un progetto di riqualificazione significativo interesserà nel prossimo futuro la fermata Lissone-Muggiò. Sono anni che il Comune spinge in questa direzione, efinalmente anche da RFI hanno dato il via libera ai lavori di risanamento, che oltre al miglioramento dello scalo ferroviario, comprenderanno anche una messa a nuovo di tutta l’area circostante.

Se siete tra coloro che non perdono occasione per puntare il dito contro la manutenzione delle strutture ferroviarie, e dovesse capitarvi di dover prendere un treno, oppure di sostare alla fermata di Lissone, quello che trovereste oggi non contribuirebbe certo a migliorare la vostra opinione a riguardo. Ma non disperate, è solo questione di tempo. Infatti finalmente è stato dato il via libera, da parte di RFI, ai lavori di restyling dell’intera zona stazione. Una vera e propria rivoluzione per lo scalo lissonese: una nuova facciata, marciapiedi più sicuri, sottopasso riqualificato con l’aggiunta di nuovi ascensori e molto altro. Lavori, che rientrano nel progetto” 500 stazioni”, lanciato nel 2014 da RFI nell’ambito della centralità attribuita al trasporto pubblico locale (TPL) dal Piano d’Impresa societario 2014-2017 e nel quadro delle più ampie strategie del Gruppo FS Italiane.

Intervistati a riguardo, i pendolari accaldati in attesa del proprio treno, alla notizia della messa a nuovo della stazione, ci hanno risposto in coro: “Finalmente!”.

“Non è possibile che fino ad oggi questa zona sia stata lasciata all’incuria più totale” dichiara uno studente universitario che giornalmente usufruisce dello scalo lissonese. “Tornando la sera a volte c’è da avere paura nel fare il sottopassaggio. E nessuno fa nulla…” sono le parole di un’altra pendolare insoddisfatta riguardo alle attuali condizioni della zona.

In realtà,  il nuovo progetto del Comune, è pronto a partire.  Il sindaco Concetta Monguzzi, incontrata durante un sopralluogo in compagnia dell’assessore ai lavori pubblici Marino Nava, dichiara “E’ un progetto che ci impegna da parecchio insieme a RFI. Riguarda la riqualificazione generale della stazione: sia per quel che interessa gli stabili, che per la viabilità automobilistica dell’intera zona circostante. Le due costruzioni fatiscenti a lato dell’edificio sono state abbattute qualche MB-Stazione-Monguzzianno fa, adesso la banchina verrà messa a norma con le nuove leggi, e l’area antistante la stazione verrà sistemata rispettando i canoni di sostenibilità dell’ambiente e sicurezza del cittadino. Il porfido che si trova all’esterno della stazione, verrà sostituito con asfalto pregiato, che crea meno problemi rispetto alla pavimentazione attuale. Il Comune, dopo aver ottenuto in comodato d’uso da RFI l’area in questione, si occuperà quindi della manutenzione delle zone verdi vicino alla stazione e anche di tutta la parte prospiciente i binari”.

Quali saranno i termini ultimi previsti per i lavori? “Indicativamente speriamo di finire il tutto entro il prossimo autunno o comunque al più tardi entro la fine dell’anno – ci rivela l’assessore Marino Nava - Si tratta di lavori importantissimi, che comprenderanno tra le altre cose anche la costruzione di una Ciclo Officina: una struttura per la riparazione delle due ruote, affiancata da un altro edificio che funzionerà da ricovero per le bici dei viaggiatori della linea Milano-Como-Chiasso”. Proprio in questi giorni tra l’altro  in Giunta si sono prese importanti decisioni a riguardo: la realizzazione delle nuove strutture avverrà infatti qualche metro più in là rispetto a quanto era stato progettato inizialmente, con un risparmio per le casse del Comune di oltre 70 mila Euro.

Così, nonostante le difficoltà e la solita lentezza della macchina burocratica italiana, Lissone potrà finalmente godersi la sua nuova stazione. Un’area completamente rammodernata e piena di verde, che siamo certi accontenterà tutti gli insoddisfatti, regalando un po’ di buon umore in più ai pendolari prima di una faticosa giornata lavorativa.

http://www.mbnews.it/2016/06/stazione-lissone-progetto-500-stazioni-riqualificazione-concetta-monguzzi-rfi-lissone-muggio-2016/

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CILENTO NEWS AGROPOLI IN FESTA PER I SUOI SANTI PATRONI PIETRO E PAOLO

29 Giugno 2016, 10:16am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CILENTO NEWS AGROPOLI IN FESTA PER I SUOI SANTI PATRONI PIETRO E PAOLO
CILENTO NEWS AGROPOLI IN FESTA PER I SUOI SANTI PATRONI PIETRO E PAOLO

INSERITO DA MARIA PAPPACODA Alle ore 18.00 la santa Messa in diretta Cilento Channel subito dopo la solenne processione per le vie della città. AGROPOLINEWS

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CAPRI NEWS Bagarre tra camionisti e personale della nave Caremar: traghetto delle 5.40 parte con oltre mezz'ora di ritardo, disagi e proteste

29 Giugno 2016, 10:11am

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Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

CAPRI NEWS  Bagarre tra camionisti e personale della nave Caremar: traghetto delle 5.40 parte con oltre mezz'ora di ritardo, disagi e proteste
CAPRI NEWS  Bagarre tra camionisti e personale della nave Caremar: traghetto delle 5.40 parte con oltre mezz'ora di ritardo, disagi e proteste

INSERITO DA MARIA PAPPACODA 29/06/2016 - La giornata è iniziata con un'alba molto "calda" e movimentata a Capri. Una vera e propria bagarre sul porto di Marina Grande in concomitanza con la partenza della prima nave Caremar da Capri per Napoli delle 5.40. I posti per auto e camion a bordo del traghetto Fauno non erano sufficienti per tutti, per cui molti camionisti che avevano necessità di imbarcarsi hanno iniziato un braccio di ferro con il personale della Caremar posizionandosi sul portellone della nave e chiedendo la precedenza in virtù di vecchi accordi. Alla fine il traghetto è salpato con mezz'ora di ritardo, lasciando a terra alcune decine di veicoli. Vibrate proteste da parte dei passeggeri, che annunciano denunce e richieste di rimborsi per la disorganizzazione verificatasi e per il ritardo nell'orario di partenza del traghetto.

FONTE INFORMATORE POPOLARE CAPRI NEWS

http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=7229

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