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CAMPANIA NEWS Io con il burkini in spiaggia: mi sono sentita come a casa

28 Agosto 2016, 10:14am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Io con il burkini in spiaggia: mi sono sentita come a casa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cari napoletani, confesso: vi ho detto una bugia. Per completezza d’informazione devo dire che voi mi avete creduta. E in virtù di quello che vi dicevano il mio aspetto, i miei occhi e anche le mie parole, mi avete protetto anche se, adesso posso dirlo, non ne avevo bisogno.

È successo questo: ho comprato un burkini, l’ho indossato e sono uscita, confondendomi a voi sul lungomare Caracciolo. Per due chilometri, sotto trentatré gradi di temperatura, tra turisti e bagnanti, facendomi largo tra la folla che si accalcava sotto l’hotel Vesuvio alla ricerca del fantasma di Edinson Cavani e i camioncini dei tarallari, dalla Rotonda Diaz a Castel dell’Ovo a via Nazario Sauro, mi avete guardato, scrutato, parlato. E grazie a voi questo articolo racconta oggi una storia diversa da quella che abbiamo sentito finora a proposito di fede, tolleranza, paura del diverso e civiltà.

Da quando si è cominciato a parlare del burkini – al di là di facili ironie date dall’assonanza dialettale, si tratta del costume da bagno integrale per donne musulmane - ho preso a cercarlo nei negozietti a ridosso della stazione centrale, senza risultati. Quindi ho ripiegato sull’acquisto online aggiungendomi al 40% di persone non musulmane che, per un motivo o l’altro, compra questo indumento. Una settimana e circa 40 euro dopo, ecco qui il mio pacco: è arrivato in concomitanza con l’ulteriore polemica data dal divieto di indossarlo su alcune spiagge francesi poi ribaltato dal Consiglio di Stato transalpino. Ma la prima cosa che mi viene in mente indossando il burkini non sono le boutade, i discorsi sulla libertà delle donne o la paura, no. La prima cosa è un ricordo d’infanzia: ad una recita scolastica, la nonna di una compagna di classe si presentò indossando un abito devozionale ad un certo santo a cui aveva fatto voto. Estremamente accollata e colorata, la sua mise attirò l’attenzione di chiunque e ben presto lo spettacolo che tutti ci trovammo a guardare non era quello sul palco, con gli infanti pronti a canticchiare a comando, ma quello in sala: una donna con un cuore di Gesù d’argento in petto, una sorta di kimono rosso fuoco bordato d’oro su cui spuntava un collettone di pizzo e i suoi piedi, scalzi e sporchi.

Il mio burkini, invece, è nero e fucsia, dello stesso tessuto di un costume - di quelli buoni, per intenderci - ed è composto da un pantalone tipo leggins, una casacca a maniche lunghe e un cappuccio. Se non fosse per quest’ultimo, assomiglierebbe ad un completo optical anni Sessanta estremamente stiloso. Il copricapo, invece, lo fa assomigliare ad una muta da sub molto frivola. Non è scomodo – ci tengo a dirlo –, non ha né i ganci né le stringhe che immaginavo e ha le coppe rinforzate: per capirci, e parlo alle signore in particolare, dimenticate pure quella cosa di doversi riaggiustare il reggiseno uscendo dall’acqua se hai una taglia un po’ abbondante. Avendo la pelle molto chiara sono abbastanza abituata a restare vestita in spiaggia per scongiurare il rischio di eritemi e scottature e posso dire con contezza che il burkini non ostacola i movimenti più di un kaftano o di una qualunque camicia di lino con cui sono stata destinata a fare il bagno in certi momenti della mia vita. Ad essere sincera, indossandolo non ho incontrato neppure il problema della nonna della mia amichetta d’infanzia e cioè quello di attirare commenti stupidi. Il primo a rivolgermi la parola, ad esempio, è un uomo che si ferma a guardarmi mentre io guardo il mare davanti a Castel dell’Ovo: come tanti sta per scavalcare il muretto e prendere posto sugli scogli. È un attimo e capisce che voglio fare anch’io la stessa cosa quindi mi dà una mano e seppure mi rivolgo a lui in francese e lui mi risponde in un napoletano a cui sono state preventivamente tagliate o allungate tutte le finali, eccomi a far conversazione mentre prendo il sole. Non una parola sul mio abbigliamento, non una battuta, una risata protetta dalla mia presunta incapacità di capire, anzi: passano pochi minuti e l’uomo mi spiega che posso stare tranquilla. «No racìsm a Napoli. A Torino o Milano, a Napoli no. Tu tranquilla, ci sono io», mi fa, portandosi la mano al petto. Poi consiglia di andare in spiaggia per stare più comodi e si offre anche di accompagnarmi.

Rifiuto il suo invito e lui non insiste, ma tengo in conto il suggerimento: Mappatella Beach, l’unico e striminzito fazzoletto di spiaggia a cui può accedere il cittadino napoletano dal lungomare fatto di cemento e scogliere artificiali. Prima, però, faccio una puntata alla rotonda di via Nazario Sauro. Qui ci sono molte più persone e mi aspetto una qualche reazione, ma ancora una volta, curiosità a parte, non scorgo una sola occhiata o parola offensiva o sgarbata: prendo posto e alle mie spalle qualcuno si chiede come faccio ad abbronzarmi visto che sto tutta coperta, ma non di più. Quando una bambina esce gocciante dall’acqua - quello specchio d’acqua che non so neppure se è balneabile o meno - e mi passa davanti in tutta la sua felicità marittima, la mamma la rimprovera a gran voce: «Non schizzare la signora, la bagni, è peccat’!». È peccato, nel senso napoletano del termine: un dolo arrecato all’altro che non può difendersi e al cui suono mi volto: la donna mi sorride come a scusarsi.

Ritornando in strada, faccio di nuovo amicizia o, se preferite, conquista. Un uomo mi ha tenuta d’occhio dall’alto e adesso vuole fare conoscenza in virtù dell’unico particolare fisico che può intravedere di me, così coperta: gli occhi. Tra italiano e dialetto, il mio corteggiatore mi chiede se non sto morendo dal caldo, da dove vengo, perché non mi fermo. «Quant’è bella - lo sento dire al fotografo che mi sta seguendo dall’inizio del tour – chest’è tunisina». Anche in questo caso, però, nessuna molestia o commento acido al mio fingere di non sentirlo. Ho tutto il tempo di acquistare una bottiglietta d’acqua e posso procedere. Arrivo al Lido Mappatella che è mezzogiorno: nessuno posa gli occhi su di me più di tanto. Poi arrivo al cospetto di cinque belle donne di età varia che non esitano a darmi a parlare: io continuo ad esprimermi nel francese portato in dono da 8 anni di studio e loro riesumano qualche parola, la mischiano all’italiano e al napoletano e quando chiedo: «Est-ce que je peux m’asseoir ici?», posso sedermi qui, mi accolgono strafelici. Una di loro decide di fare amicizia: a quello che mi dice ha origini tunisine e io mi invento, sul momento, una genealogia, una fede e una scelta di cui si mostra estremamente curiosa e rispettosa. Poco lontano, una donna in due pezzi ridacchia: è la prima a farlo così apertamente e viene messa subito a tacere dalle mie nuove amiche. La conversazione è più o meno questa: «E si ce fa zumpa all’aria?», fa lei ridendo. «È ‘na guagliona, che ce fa zumpà. Tene diritto pure essa a sta ‘ncopp’a spiaggia!», replicano le altre. «Ma è islamica!», «E tu sì cristiana!». La signora, a quel punto, chiosa: «Ah, si sta bona essa!», se sta bene lei. E poi decide di chiedermelo direttamente: «Tu stai bene?», domanda e al mio sì torna a voltarsi verso il mare.

La pace però dura poco: sembrerà assurdo ma a romperla sono io o almeno, il mio intento di scrivere e raccontare. Il fotografo che mi sta accompagnando si avvicina per fare qualche scatto ed è allora che le signore che si sono erette a mia difesa già una volta si espongono nuovamente per me chiedendogli che diritto ha di fotografarmi senza prima chiedermelo. «Lasciala stare!», gli dicono o anche «Devi chiederglielo prima di scattare!» e ancora e ancora. La cosa va avanti per una decina di minuti, fino a quando non si forma un piccolo capannello di curiosi e sostenitori della mia libertà e io decido che è meglio andare. Quando tolgo il burkini devo ammettere che l’unico problema che ho incontrato indossandolo, se di problema si può parlare, è stato il caldo ma è qualcosa che ho sentito solo io, quindi possiamo inserirlo nella schiera delle sensazioni personali. Devo anche dire che è stato meraviglioso mettere a tacere i miei stessi timori, le paure con cui ci insozziamo gli occhi e la mente. E devo dire, infine, che sì, vi ho detto una bugia, cari napoletani. Ma voi mi avete risposto con la verità, la più bella e confortante possibile: mi avete detto che ero a casa qualsiasi fosse il mio credo, qualunque cosa avessi addosso. Grazie. di Raffaella R. Ferré IL MATTINO.IT

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CASERTA NEWS I lavori alla Scuola di Polizia nel mirino dell'Anticorruzione

28 Agosto 2016, 10:08am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CASERTA NEWS I lavori alla Scuola di Polizia nel mirino dell'Anticorruzione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È il progetto voluto con forza dall’allora capo della polizia Antonio Manganelli. A realizzarlo è stato il suo successore Alessandro Pansa. La scuola internazionale di alta formazione per la prevenzione e il contrasto del crimine organizzato con sede nella Scuola di Polizia Mignogna di via Ruggiero a Caserta è stata ufficialmente istituita nel marzo 2015. Già si sono tenuti diversi corsi, a cui hanno partecipato forze dell’ordine e uomini dell’intelligence da tutta Europa. Da settembre a giugno 2017 c’è già un fitto calendario di iniziative di altissimo profilo. Ma ora sui lavori per la sua realizzazione piomba la scure della censura da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone. Nell’esecuzione di quell’appalto «non è stato adeguatamente assicurato il rispetto dei principi di efficienza ed efficacia», scrive l’organismo nella delibera, piena di rilievi, numero 771, datata 13 luglio 2016. Tutto nasce da una segnalazione dell’Avvocatura dello Stato (ufficio distrettuale di Napoli) dell’anno scorso, in cui si rappresentava una presunta anomalia dell’appalto, soprattutto in relazione ai motivi dei ritardi nell’esecuzione dei lavori.

LORENZO IULIANO IL MATTINO

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BENEVENTO NEWS S. Marco Cavoti, a scuola prevenzione per le calamità

28 Agosto 2016, 10:07am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

BENEVENTO NEWS S. Marco Cavoti, a scuola prevenzione per le calamità

INSERITO DA STAFF S. MARCO DEI CAVOTI - Parte il progetto per la prevenzione nelle scuole dalle calamità naturali. Non scendere in cantina in caso di alluvione ma salire ai piani alti oppure cercare il riparo di un muro portante o sotto a un tavolo ed evitare di scendere per le scale e in strada, rischiando di morire per il crollo di una casa. Regole che dovrebbero diventare «automatismi comportamentali» spiega Amleto Frosi, componente della protezione civile di San Marco dei Cavoti che, riorganizzatasi proprio in questi mesi, aveva annunciato la volontà di insistere sulle attività di prevenzione.

IL MATTINO

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MONZA BRIANZA NEWS Carnate, spray al peperoncino contro un profugo

28 Agosto 2016, 10:03am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

MONZA BRIANZA NEWS Carnate, spray al peperoncino contro un profugo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Carnate. Un profugo originario del Ghana è finito in ospedale dopo essere stato raggiunto al volto dall'urticante spray al peperoncino contenuto in alcune apposite "penne" usate come strumento di difesa. A ferirlo uno dei titolari di un residence adibito all'accoglienza dei migranti che gli ha puntato il getto contro gli occhi. L'episodio è avvenuto al culmine di un litigio per futili motivi. A gestire la struttura sono un cittadino rumeno e un marocchino. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Il residence di Carnate ospita profughi e richiedenti asilo dal 2014. Ora saranno accertate le diverse versioni dei fatti e spiccate eventuali denunce.

SCRITTO DA PAOLO FOSSATI http://www.ilvimercate.org/dalla-brianza/1170-carnate-spray-al-peperoncino-contro-un-profugo.html

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VELASCA VIMERCATE NEWS Arriva il feretro, ma non c'è la tomba

28 Agosto 2016, 09:59am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Arriva il feretro, ma non c'è la tomba
VELASCA VIMERCATE NEWS Arriva il feretro, ma non c'è la tomba

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vimercate. Arriva il feretro, non c'è la tomba. E' assurdo quanto accaduto giovedì scorso a una famiglia vimercatese, riunitasi per l'estremo saluto al proprio congiunto, Aldo Perego, 85 anni. Dopo la cerimonia funebre celebrata a San Maurizio, il corteo si è diretto al cimitero cittadino per la benedizione e la sepoltura. Erano le 12 e sul camposato di largo Marinai d'Italia batteva il sole a picco. Con incredulità e dolore, i famigliari, tra cui la moglie ottantenne dell'uomo, hanno dovuto constatare che la tomba non era stata scavata. Nell'imbarazzo generale, l'impresa funebre ha contattato la ditta incaricata dei lavori: ma il disguido è stato risolto solo tre ore dopo, con la maggior parte dei parenti (moglie inclusa) costretti dal caldo a lasciare il cimitero senza assistere alla sepoltura. Ora spetterà al Comune chiarire la vicenda e prendere eventuali provvedimenti per i responsabili dell'inaudito contrattempo.

SCRITTO DA PAOLO FOSSATI http://www.ilvimercate.org/politica/1171-arriva-il-feretro-ma-non-c-e-la-tomba.html

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CAMPANIA NEWS Terra trema anche in Campania, scossa nel beneventano

28 Agosto 2016, 09:51am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Terra trema anche in Campania, scossa nel beneventano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 della Scala Richter si è verificata alle 14.49 nel beneventano. Il sisma è stato registrato dai sismografi dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ad una profondità di 4,3 chilometri con epicentro a Cusano Mutri, nel Parco Regionale del Matese. La scossa è stata avvertita dalla popolazione dei comuni limitrofi tra cui Campobasso, Benevento e Caserta ma non ha creato fortunatamente danni a persone o cose. Molta gente comunque, impaurita è scesa in strada e numerose sono state le telefonate ai Vigili del Fuoco.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salve mamma e bimba: intervento eccezionale al Ruggi d’Aragona

28 Agosto 2016, 09:45am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salve mamma e bimba: intervento eccezionale al Ruggi d’Aragona

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA All'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno è stato eseguito un intervento unico al mondo che ha consentito di salvare la vita ad una madre ed alla bimba che portava in grembo.
La paziente 43enne, Rosaria Colapetella, di nazionalità italo-venezuelana ma residente a Salerno, fu ricoverata d'urgena alla 16° settimana di gestazione presso il reparto di "Gravidanza a rischio" per dei forti dolori all'addome, con blocco intestinale ed urinario.
La signora era portatrice di voluminosi miomi nella precedente gravidanza per la quale fu operata di taglio cesareo e successivamente sottoposta ad asportazione dei miomi.

Questo secondo intervento aveva provocato delle tenaci aderenze che nella seconda gravidanza, per l'aumento di volume dell'utero legato alla gravidanza stessa, avevano incarcerato l'utero, bloccando sia la funzione intestinale che quella urinaria con imminente pericolo di vita per la gestante.

 

Fu eseguita una laparoscopia operativa dall'èquipe composta dal dr Raffaele Petta, Mario Polichetti e Joseph Allegro, con sbrigliamento delle aderenze e riposizionamento dell'utero incarcerato. La gravidanza, a seguito dell'intervento, è proceduta in modo del tutto fisiologico.

Il 3 agosto alle ore 12,34 viene alla luce una bellissima bimba, Renata, del peso di 3010 grammi, lunga 48 cm.
Il taglio cesareo è stato eseguito dal dr. Raffaele Petta con il dr. Mario Polichetti, coadiuvati dall'anestesista drssa Claudia Cipollaro, dall'ostetrica Maria Mucci e dagli infermieri di sala operatoria, sig.ra Titti Pelosi e sig. Alfredo Rossi, coordinati dal sig. Luigi Giorgio.

"Dalla revisione della Letteratura Medica sull'argomento, effettuata con la collaborazione dei Colleghi della Facoltà di Medicina di Salerno, in casi come questi, nessun altro aveva mai operato lo sbrigliamento a gravidanza inoltrata, con la risoluzione dell'incarceramento uterino per via laparoscopica; spesso la gravidanza si interrompeva o veniva interrotta. Per questo motivo, pensando di essere, da quanto ci risulta, gli unici al mondo ad aver effettuato questo tipo di intervento, presenteremo questo caso al prossimo Convegno Mondiale di Ostetricia e Ginecologia" afferma il dr. Raffaele Petta, direttore del reparto di "Gravidanza a rischio" del Ruggi d'Aragona.

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CIOCIARIA NEWS CASSINO RIMOSSA AUTO SU POSTO DIVERSAMENTE ABILI

28 Agosto 2016, 09:33am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CIOCIARIA NEWS CASSINO RIMOSSA AUTO SU POSTO DIVERSAMENTE ABILI

DA STAFF Ancora un intervento da parte della Polizia Locale di Cassino a sanzionare e rimuovere l’auto del “furbo o distratto” di turno, in via De Nicola, dal posto auto nominativo di un disabile. Bisogna anche ricordare che anche nel caso di utilizzo del contrassegno, che lo stesso non può essere utilizzato in caso di posto riservato “nominativo”, cioè ad uso esclusivo di un singolo disabile.

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CILENTO NEWS POLICASTRO, DON ANTONINO SAVINO DISPOSTO AD OSPITARE 20 SFOLLATI DEL TERREMOTO

28 Agosto 2016, 09:31am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CILENTO NEWS POLICASTRO, DON ANTONINO SAVINO DISPOSTO AD OSPITARE 20 SFOLLATI DEL TERREMOTO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È pronto ad ospitare venti persone che hanno perso la casa a causa del terremoto del centro Italia il parroco Antonino Savino della Chiesa di Santa Maria Assunta di Policastro Bussentino, frazione balneare del comune di Santa Marina che dà il nome all’omonimo golfo. Don Savino, subito dopo il sisma che ha provocato oltre 280 morti distruggendo interi paesini tra Lazio e Marche, ha presentato richiesta alla Caritas Nazionale per ospitare a proprie spese oltre venti persone provenienti dalle zone colpite dalla calamità nella casa parrocchiale vicina al seminario. “È giusto e doveroso – dice don Antonino – aprire la parrocchia a persone che stanno vivendo momenti così drammatici. Anche perché questo è l’anno della Misericordia. Come cattolici abbiamo il dovere di esser loro vicini. Spero vengano anche famiglie con bambini, che prima dell’inizio della scuola potranno passare dei giorni circondati dall’amore e dalla generosità di questa comunità. Sarà tutto gratuito, anche il trasporto verso Policastro”, conclude il sacerdote.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS COMANDO DEI CARABINIERI, IL SALUTO DI PIERMARINI

28 Agosto 2016, 09:17am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SALERNO E PROVINCIA NEWS COMANDO DEI CARABINIERI, IL SALUTO DI PIERMARINI

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sinergia tra procure e forze dell’ordine e priorità alla sicurezza di cittadini residenti, ma anche turisti. Sintetizza così il lavoro svolto in quasi tre anni alla guida del comando provinciale dei Carabinieri, il comandante Riccardo Piermarini che dalla prossima settimana sarà a Roma a capo dell’ufficio del Comandante generale. Soddisfatto del lavoro svolto a Salerno, il comandante non ha voluto dare peso nel bilancio finale ad un’operazione piuttosto che ad un’altra perché ha preferito invece evidenziare negli interventi messi a segno grazie alla risposta coesa e all’impegno corale delle forze presenti sul territorio. Il territorio salernitano – ha sottolineato Piermarini – è ben controllato le forze di polizia e il sistema di sicurezza sono efficienti ; si registra uno spirito costruttivo di collaborazione e di lavoro che consente di dare le risposte che sono necessarie sia dal punto di vista della prevenzione che della repressione, attraverso proprio una collaborazione che è il tratto saliente dei rapporti che ho trovato in questa provincia. Dopo aver ringraziato la stampa “per il lavoro e lo spirito collaborativo che si è avuto in questo periodo”, Piermarini ha voluto rivolgere un saluto e un ringraziamento ai suoi uomini che hanno risposto sempre con grande spirito di abnegazione. Alla guida del comando provinciale gli succederà Antonino Neosi, attualmente alla guida dell’ufficio assistenza e benessere del personale a partire dal prossimo 12 settembre . Ma  il cambio del vertice provinciale verrà accompagnato da una serie di avvicendamenti anche in altri uffici. L’attuale comandante del nucleo operativo Giulio Pini andrà alla direzione Investigativa antimafia, mentre al suo posto arriverà l’attuale comandate della Compagnia di Nocera Enrico Calandro. cambi in vista anche a Mercato San Severino, Eboli e alla Compagnia di Salerno città.

 
 
 
 

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