Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Brutta avventura per un gruppo di giovani rimasti bloccati con la loro auto per una notte intera al freddo di Monte Faito tra neve e gelo. Mercoledì scorso, poco dopo la mezzanotte, 4 ragazzi napoletani di età compresa tra i 20 ed i 25 anni hanno deciso di saliere sulla cima della montagna a bordo di una Fiat Panda per poter ammirare il panorama e scattare qualche foto nella zona ricoperta di neve.
L’utilitaria, però, a circa un chilometro dalla vetta è finita in una profonda buca dell’asfalto ed è rimasta bloccata nella neve. I giovani per salire sul Faito hanno percorso la strada sul versante di Castellammare di Stabia che è totalmente impraticabile per la mancanza di parapetti e la presenza lungo la sede stradale di numerose buche e voragini.
Quando la vettura si è bloccata i ragazzi napoletani hanno tentato di liberarla ma senza successo. Come se non bastasse non hanno potuto allertare i soccorsi perché i cellulari non avevano campo. Solo ieri mattina all’alba sono riusciti a contattare il 118, mentre uno dei giovani stava accusando i primi sintomi dell’ipotermia. Dalla centrale del 118 hanno lanciato l’allarme e attivato la polizia municipale di Castellammare di Stabia ed i vigili del fuoco.
I soccorsi in breve tempo hanno localizzato e raggiunto il gruppo di ragazzi. I pompieri hanno liberato l’auto mentre gli agenti hanno trasportato i ragazzi al pronto soccorso. Per fortuna se la sono cavata solo con tanta paura ma senza conseguenze.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora qualche giorno e anche il programma della prossima edizione del Carnevale di Maiori sarà finalmente svelato. Gli organizzatori, che stanno limando gli ultimi dettagli, sono ormai pronti a rendere noto il cartellone di eventi che animeranno l’intera kermesse. In attesa di conoscere i dettagli ecco però in anteprima i bozzetti dei carri allegorici pubblicati ieri sulla pagina facebook dell’organizzazione.
La realizzazione delle opere in cartapesta ruota intorno al tema dell’Europa rivisitata attraverso storia, cultura e tradizioni dai maestri costruttori e dai gruppi di ballo. Ogni gruppo ha scelto un Paese del continente sviluppandone una propria visione: dalla musica, alla politica, all’arte.
Quattro sono le opere in concorso e che sfileranno tra via Nuova Chiunzi e il lungomare di Maiori. Saranno realizzate dall’associazione Invisibili (i balli saranno curati da Alcastar) che sta lavorando al carro allegorico dedicato alla Francia; dall’associazione I Monelli che proporrà «l’Inghilterra…Brexit inclusa»; dall’associazione Amici di Sempre (Spagna); l’associazione Diapason, Gruppo Nuovi Pazzi che proporrà la propria visione allegorica dell’ Italia.
«Si tratta di un tema artistico-culturale ambizioso – scrivono gli organizzatori – siamo certi che i nostri ragazzi non ci deluderanno». «A Carnevale vestitevi di allegria e venite a Maiori» è poi l’invito rivolto attraverso i canali social dove è stato creato il clima d’attesa attraverso una pubblicazione cadenzata di particolari.
A cominciare dall’annuncio delle quattro date della 44esima edizione del Gran Carnevale di Maiori che si svolgerà il 19, il 26 e il 28 Febbraio con un’appendice, ultima, fissata il 5 di marzo. E proseguita poi con il calendario 2017 in cui sono contenute le più belle immagini di tutte le edizioni del Gran Carnevale di Maiori. Da quelle in bianco in nero ai primi scatti a colori. Un collage che ripropone un film lungo oltre 40 anni con volti, personaggi e protagonisti di una delle manifestazioni più attese non solo in Costiera Amalfitana.
Infine, il manifesto ufficiale della nuova edizione del Carnevale Maiorese, alla cui realizzazione (la grafica è firmata da Emilia Meoli e Lidia Santaniello, mentre le foto sono di Walter Campisi e Agostino Criscuolo) a breve farà seguito anche la stampa della brochure del programma di eventi che terranno banco nei cinque giorni a cavallo tra febbraio e marzo.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 21/01/2017 - Un bambino di quattro anni è stato colpito da meningite a Cava de' Tirreni (Salerno), e si trova ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale Cotugno di Napoli. La prognosi è riservata, ma secondo quanto si apprende il piccolo non sarebbe considerato in pericolo di vita. Il sindaco di Cava, Vincenzo Servalli, ha disposto l'immediato avvio della profilassi per tutti i soggetti interessati, in particolare per i bambini che frequentano la stessa scuola dell'infanzia. Il plesso scolastico domani sarà oggetto di una pulizia straordinaria.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 21/01/2017 - Si scava tra la macerie, i soccorritori hanno ritrovato altri superstiti. Vincenzo Forti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Stefano Faniello, Giampaolo Matrone. Questi i nomi delle persone che i soccorritori stanno recuperando in queste ore all'hotel Rigopiano. Sono stati annunciati dopo la comunicazione ai familiari da una funzionaria della protezione Civile su indicazione del Prefetto Francesco Provolo di Pescara all'esterno dell'ospedale. Faniello è il 28enne originario di Valva, in provincia di Salerno, che era rimasto sepolto dalla valanga insieme alla fidanzata Francesca, anche lei tra i sopravvissuti. Nel piccolo centro salernitano, poco dopo le 23 di ieri sera, quando la notizia del ritrovamento di Stefano, comunicata via sms dal padre Alessio - che vive a Silvi Marina, in provincia di Teramo - a familiari e amici, si diffonde, esplode un urlo di gioia: «Sono vivi, sono vivi!». E l'emozione per la notizia tanto attesa si trasferisce anche su Facebook, con la bacheca di Stefano subito invasa da decine di messaggi: «Siiii Stefano sapevo che ce l'avresti fatta!!! ora riprenditi tu e la tua amata Francesca!!», «Sei una roccia, non vedo l'ora di sentirti», «Allora i miracoli esistono, vogliamo rivedere i vostri bellissimi sorrisi».
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DI MICHELE PAPPACODA 21/01/2017 - E' salito a 16 il numero dei morti accertati nell'incidente che ieri sera verso le 23 ha coinvolto un pullman ungherese sul quale viaggiavano 55 persone, 39 delle quali sono rimaste ferite e sono state portate nei vari ospedali di Verona. L'incidente si è verificato all'altezza dello svincolo di Verona Est in direzione Venezia: il pullman è andato a sbattere lateralmente contro il pilone del ponte, incendiandosi. A bordo si trovava un gruppo di ragazzi ungheresi fra i 14 e i 18 anni che pare tornassero da una gita scolastica: da una località montana della Francia il bus stava facendo ritorno a Budapest. Dopo il violento urto contro il pilone parte degli occupanti sarebbe stata sbalzata all'esterno mentre altri sarebbero rimasti bloccati all'interno del mezzo che andava a fuoco. I corpi sono in gran parte carbonizzati e questo rende particolarmente difficile le operazioni di identificazione delle vittime. Alcuni familiari sarebbero già in viaggio verso l'Italia. I feriti più gravi, una decina, sono stati ricoverati negli ospedali di Borgo Trento e Borgo Roma. Una quindicina quelli meno gravi accompagnati nel nosocomio San Bonifacio e che forse potrebbero essere dimessi in giornata. Gli altri usciti indenni dall'incidente sono stati prima assistiti dal personale della polizia stradale e poi accompagnati dagli agenti in un albergo per la notte. Al momento restano aperte tutte le ipotesi sulle cause della tragedia, anche quelle legate a un cedimento del mezzo o un malore del conducente. I soccorritori parlano di una immensa tragedia. Sul posto per tutta la notte la polizia stradale di Verona, assieme alla polizia scientifica, e i vigili del fuoco. La stradale e la scientifica stanno raccogliendo tutti gli elementi che possano essere utili per ricostruire la dinamica esatta dell'incidente. L'attenzione è concentrata anche nella raccolta e visione dei video della rete autostradale.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 21/01/2017 - Altre quattro persone, due donne e due uomini, sono state estratte vive nella notte dalle macerie dell'hotel Rigopiano, sul Gran Sasso pescarese: si tratta di quattro delle cinque che erano state individuate ieri. L'ultimo ad essere estratto dalle macerie è stato un uomo, ferito. Ci sono però anche altre due vittime, due donne, che portano a quattro il numero accertato di morti. I soccorritori continuano a scavare alla ricerca della ventina di persone che ancora manca allʼappello.
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INSERITO DA MORENA MOTTA ULTIM'ORA Altre persone sono state individuate vive sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. Lo riferiscono i vigili del fuoco che ancora non hanno raggiunto i superstiti. Si tratterebbe di un gruppo di cinque persone, anche se il numero è ancora da confermare.
15:19 - In ospedale Pescara moglie e figlio Parete
15:15 - Sindaco Osimo, salvi tre dispersi marchigiani
15:13 - Vigili del fuoco, individuati altri in vita
14:25 - Donna è moglie di Parete, "cercate mia figlia - E' la moglie di Giampiero Parete, il superstite della slavina all'hotel Rigopiano, la donna salvata con un figlio dai soccorritori. E' quanto riferisce Leonardo Gagliardi della Guardia di finanza. "Andate da mia figlia è nella stanza accanto", ha detto la donna ai soccorritori, che ora stanno infatti cercando la bambina.
Ore 14:09 - Soccorritore, neve li ha protetti
Ore 13:58 - Procura, risposte pure senza processo
Ore 13:55 - Soccorritore, c'è speranza di altri vivi
Ore 13:53 - 'Sopravvissuti ci hanno abbracciato', raccontano i soccorritori. 'Momento ritrovamento è stato bellissimo'
Ore 13:47 Sono stati estratti tutti i sei superstiti trovati stamani sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. Sono tutti in buone condizioni, ha riferito Marco Bini della Guardia di Finanza.
Ore 13:36 Il dialogo con l'elicottero dei Vigili del Fuoco: 'Sono vivi'
Ore 13:34 Mamma e figlia avevano acceso un fuoco e probabilmente avevano qualcosa da mangiare
Ore 13:28 Soccorritore racconta: mamma e figlia felicissime, senza parole
Ore 13:10 Arrivate ambulanze a Pescara con i primi sopravvissuti
Ore 13:09 Madre e figlia sono state circa 43 ore sotto macerie e slavina
Ore 12:54 FLASH Otto le persone trovate vive finora, 2 bambini
Ore 12:51 Estratte vive una donna e la figlia
Ore 12:14 Le sei persone vive si troverebbero sotto un solaio e i Vigili del Fuoco "ci stanno parlando"
Ore 12:11 Tra i sei sopravvissuti nelle macerie c'è una bambina, ha detto il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico al Gr1
Ore 11:54 Elicotteri in arrivo con i medici
Ore 11:49 Sei persone - secondo quanto apprende l'ANSA - sono state individuate vive dai vigili del fuoco. Sono ancora tra le macerie dell'Hotel.
Ore 11:39 FLASH: Rigopiano, trovate vive 6 persone
LA CRONACA - Sono state circa 43 ore sotto l'enorme massa di neve della valanga, i detriti e le macerie dell'albergo la donna e la bambina estratte poco dopo le 12.30. Il primo allarme della valanga, infatti, era stato lanciato da Giampiero Parete alle 17.40 di mercoledì 18 gennaio. In pratica quasi due giorni. ''Appena ci hanno visto erano felicissime e non sono riuscite a parlare. Dagli occhi si capiva che erano sconvolte positivamente per averci visto''. Cosi il soccorritore alpino della Guardia di Finanza Marco Bini racconta gli attimi del salvataggio della mamma e della figlia. ''Le abbiamo trovate nel vano cucina, e poi abbiamo salvato le altre persone'', dice Bini. ''Probabilmente oltre ad accendere un fuoco avevano qualcosa da mangiare con loro'', ha raccontato il soccorritore. ''La speranza ora è quella di ritrovare altre persone in vita anche se non abbiamo avuto altri segnali o sentito rumori'', spiega.
I carabinieri della forestale hanno acquisito le carte sui piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia. Due le persone tratte in salvo ieri.
"Sono vivi, stiamo lavorando con i colleghi della Toscana e del Piemonte per tirarli fuori, ma sono vivi". E' la prima comunicazione con cui viene annunciato che sotto le macerie ci sono sopravvissuti, tra un vigile del fuoco che sta operando tra le macerie dell'Hotel Rigopiano e l'elicotterista. "Ritrovati sei vivi", ripete l'elicotterista, "grazie caporeparto, sto risalendo'. Subito dopo la richiesta da terra: "Servono coperte ed elicotteri per portarli via perché comunque non sono in perfette condizioni'. I soccorritori hanno lavorato per tutta la scorsa notte, in condizioni estreme, alla ricerca della trentina di dispersi.
Indagine, acquisizione documenti della Provincia - I carabinieri forestali di Pescara sono in Provincia per acquisire tutti i documenti che possono interessare le indagini. Si tratta di tutte le carte relative ai piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia. Richieste, movimenti, organizzazione di spalaneve, turbine, richieste di soccorso e quanto riguarda la viabilità di quella zona.
I soccorritori: i cani fiutano odori, noi scaviamo - "Da ieri sera stiamo lavorando in condizioni difficili nella ricerca di superstiti. I cani spesso fiutano odori ma dobbiamo scavare per oltre 4, 5 metri prima di arrivare al terreno". E' il racconto di Matteo Gasparini, responsabile del Soccorso alpino della Valdossola.
Soccorritore, mai visto niente del genere - "Una roba da non credere, è stato scioccante, mai visto niente del genere. Temo ci siano poche speranze di ritrovarli in vita". Così, visibilmente provato, Cristian Labanti, l'operatore del Soccorso Alpino emiliano che insieme ad Agostino Zini, Daniele Nasci e Alessandro Tedeschi era partito con gli sci dal versante aquilano del Gran Sasso. I quattro sono stati tra i primi ad arrivare. "Abbiamo compiuto piccoli sondaggi, ma ci siamo trovati di fronte un muro di neve e macerie".
Direttore hotel, ero fuori per coordinare i soccorsi - "Ero sceso per coordinare da Pescara le operazioni di soccorso per lo sgombero neve, poi la situazione alle 17 è precipitata. Per questo non ero lì". Lo ha raccontato a Barbara D'Urso in collegamento telefonico per 'Pomeriggio 5', Bruno Di Tommaso, direttore dell'Hotel Rigopiano, travolto dalla valanga. L'uomo è il nipote di Roberto Del Rosso, gestore del resort. "L'avevo sentito alle 16 - ha detto Di Tommaso - attraverso messaggini, stavo aggiornando i ragazzi sulla situazione. Roberto era preoccupato per la tanta neve". Al momento della valanga, ha raccontato Di Tommaso, all'interno c'erano 11 dipendenti dell'albergo e 24 ospiti. "Tutto lo staff era radunato al bar, mentre gli ospiti si trovavano nella hall perché stavano per andare via", ha detto il direttore dell'albergo. QUELLO SPAZZANEVE MAI ARRIVATO
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA Un camionista salernitano eroe salva 7 vite. Non è la trama di un film ma realtà: una storia mai raccontata, ma che merita di essere assolutamente conosciuta, adesso che il protagonista per la prima volta ha accettato di raccontarla ai nostri microfoni. A darne notizia il sito web Italia2.Tv.Anche per lanciare un appello a favore dei camionisti, una categoria sempre bistrattata e poco apprezzata. Nicola Bevilacqua ha 40 anni vive a Battipaglia, dove è sposato ed ha due figli. Lavora come camionista per la ditta Autuori Trasporti di Pontecagnano, e ricorda perfettamente ogni istante di quanto accaduto sull’autostrada A1, al km 688, quasi all’altezza di Caianello: uno scontro tremendo tra due autovetture, una carambola spaventosa, lamiere che si accartocciano. Una delle due autovetture che si capovolge addirittura, entrambe che terminano la loro corsa impazzita al centro della carreggiata autostradale.Poi un ulteriore schianto con una terza autovettura che sopraggiunge. Persone, all’interno, ferite. E soprattutto indifese ed esposte al rischio di essere travolte in pieno dalle altre autovetture in arrivo su quel tratto autostradale. Ma il fato benevolo viene loro incontro nella persona di Nicola, il primo a sopraggiungere sul luogo del tremendo impatto, alla guida del suo camion di Autuori Trasporti Pontecagnano. Nicola si accorge da lontano che qualcosa di molto grave è accaduto davanti a lui, e che qualcosa di ancora più grave potrebbe accadere.A volte pochi attimi possono fare la differenza tra la vita e la morte delle persone. È questione di pochissimi secondi, di istinto, di cuore. Di coraggio. Nicola non ci pensa due volte: rallenta, si ferma con il suo camion si pone di traverso sulla carreggiata. Si trasforma, lui stesso con il suo camion, in uno scudo protettivo per le persone ferite e in pericolo all’interno delle autovetture ridotte ad un ammasso di lamiere. Fino all’arrivo della Polizia Stradale.
Anche per lanciare un appello a favore dei camionisti, una categoria sempre bistrattata e poco apprezzata. Nicola Bevilacqua ha 40 anni vive a Battipaglia, dove è sposato ed ha due figli. Lavora come camionista per la ditta Autuori Trasporti di Pontecagnano, e ricorda perfettamente ogni istante di quanto accaduto sull’autostrada A1, al km 688, quasi all’altezza di Caianello: uno scontro tremendo tra due autovetture, una carambola spaventosa, lamiere che si accartocciano.
Una delle due autovetture che si capovolge addirittura, entrambe che terminano la loro corsa impazzita al centro della carreggiata autostradale. Poi un ulteriore schianto con una terza autovettura che sopraggiunge. Persone, all’interno, ferite. E soprattutto indifese ed esposte al rischio di essere travolte in pieno dalle altre autovetture in arrivo su quel tratto autostradale. Ma il fato benevolo viene loro incontro nella persona di Nicola, il primo a sopraggiungere sul luogo del tremendo impatto, alla guida del suo camion di Autuori Trasporti Pontecagnano. Nicola si accorge da lontano che qualcosa di molto grave è accaduto davanti a lui, e che qualcosa di ancora più grave potrebbe accadere. A volte pochi attimi possono fare la differenza tra la vita e la morte delle persone. È questione di pochissimi secondi, di istinto, di cuore. Di coraggio. Nicola non ci pensa due volte: rallenta, si ferma con il suo camion si pone di traverso sulla carreggiata. Si trasforma, lui stesso con il suo camion, in uno scudo protettivo per le persone ferite e in pericolo all’interno delle autovetture ridotte ad un ammasso di lamiere. Fino all’arrivo della Polizia Stradale.
“Ho visto le persone già in mezzo alla strada -racconta- e specie i bambini, con una flotta di camion e macchine che avevo dietro: il panico è svanito, ed ho agito”. Nicola, il camionista salernitano eroe, con il suo camion di traverso ha bloccato tutti gli altri mezzi, evitando una catastrofe. Nel frattempo con il suo “baracchino” avvisava gli altri camionisti in zona di rallentare, arginando altri possibili conseguenze. E salvando in questo modo 7 vite, compresi due bambini di 1 e 5 anni. Un camionista salernitano eroe per caso, e adesso ascoltando le sue parole nella nostra intervista forse qualcuno smetterà di parlare sempre male dei camionisti.
Perché i camionisti hanno cuore, hanno anima, nonostante facciano una vita brutta e sacrificata per mandare avanti la famiglia. Fanno un lavoro pericoloso, sempre fuori di casa e lontano dagli affetti: ma raramente si pensa che in quella cabina c’è un uomo o una donna con un grande cuore. Come Nicola, eroe silenzioso ed autista coraggioso, che ha ricevuto i complimenti anche dalla Polizia.
Ma quelli che certamente gli hanno fatto più piacere sono stati ringraziamenti delle persone che ha salvato, quelle coinvolte nell’incidente: “Nicola grazie di tutto a nome della mia famiglia ma soprattutto per aver salvato i miei figli. Grazie eroe!”.
Ma lui risponde con modestia: “Non devi ringraziarmi. Ringraziamo Dio che mi ha dato la possibilità di evitare una tragedia”. Ai nostri microfoni Nicola parla anche della vita difficile dei camionisti: sacrifici, pericoli e discriminazioni per una categoria che ogni giorno di più affronta enormi difficoltà di ogni tipo.
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DI MORENA MOTTA 20/01/2017 - Sei persone sono state individuate vive dai vigili del fuoco sotto la slavina che ha travolto l'Hotel Rigopiano. I soccorritori sono in contatto con i sei, con i quali, a partire dalle 11, hanno parlato più volte. Al momento, però, i superstiti sono ancora intrappolati nella struttura.
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DI MICHELE PAPPACODA 20/01/2017 - Si è scavato tutta la notte e si continua a scavare tra la neve e le macerie dell'hotel Rigopiano, alle pendici del Gran Sasso, nel comune di Farindola, in provincia di Pescara, travolto da una slavina mercoledì scorso provocando la morte certa di 2 persone. Sono circa 40 i soccorritori impegnati nella ricerca di una trentina di persone, 34 secondo il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile dell'Abruzzo, Mario Mazzocca, tra dipendenti della struttura e ospiti che mancano ancora all'appello.Intanto ci si interroga sulle cause che potrebbero aver determinato la slavina e sul ruolo che potrebbero aver esercitato le scosse sismiche degli ultimi giorni. Sulla vicenda il pm di Pescara Andrea Papalia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Già nella giornata di ieri gli investigatori hanno ascoltato come testimone Giampiero Parete, uno dei superstiti della valanga. Molto probabilmente, non appena le operazioni di ricerca delle persone sarà completata, la struttura sarà posto sotto sequestro. Si cerca di capire tante cose, a cominciare, forse, dalla scelta di localizzare la struttura in quel posto che in tanti in queste ore hanno definito "completamente esposta".Ed è previsto per questa mattina un volo in elicottero di ricognizione per controllare se ci può essere il pericolo di altri movimenti di neve. Attualmente mancano 500 metri circa per l'apertura totale della strada che porta all'hotel, le ruspe hanno lavorato tutta la notte per liberare la via. Sono arrivate squadre del soccorso alpino anche dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Veneto."Ho trovato grande impegno e grande competenza delle squadre di soccorso che stanno lavorando senza sosta alla ricerca dei dispersi dell'hotel". Lo ha detto all'Adnkronos il vice ministro dell'Interno, Filippo Bubbico, ribadendo che sono due le vittime accertate fino a questo momento. "Non è questo il tempo delle polemiche - ha sottolineato il vice ministro, che si trova a Penne, al quartier generale logistico dei soccorsi - Ora è solo il momento di agire, di portare aiuto e di soccorrere chi è ancora sotto la neve"."Ho incontrato e parlato con i familiari dei dispersi e sono preoccupato e angosciato quanto loro - ha aggiunto Bubbico - e spero insieme a loro di avere notizie positive dalle squadre di soccorso".