SEZ.VARIE NEWS Come difendersi dal cyberspionaggio, i consigli dell'esperto Conoscere la minaccia, tenere separati gli ambiti digitali
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Come mitigare il rischio di cyberspionaggio tramite attività di phishing via email, social network e instant messenger. Ecco le quattro raccomandazioni di Andrea Zapparoli Manzoni, esperto di sicurezza informatica:
1) Conoscere e comprendere la minaccia per non cadere nel tranello.
Gli attacchi basati su tecniche di ingegneria sociale (ovvero realizzati imbrogliando la vittima, alterando in qualche modo la sua percezione della realtà) devono essere combattuti principalmente sul piano educativo e culturale, dal momento che puntano a sfruttare debolezze del carattere e della mente umana. Questi attacchi di ingegneria sociale oggi vengono realizzati sia tramite email (sistema più tradizionale e consolidato) che tramite Social Media ed Instant Messengers (vettori di attacco ancora più efficaci dell'email, sempre più usati dai malintenzionati perchè questi canali sono ritenuti ancora oggi affidabili dalle vittime).
2) Fare sempre attenzione al contesto di una comunicazione e nel dubbio verificare.
E' molto importante imparare a distinguere un attacco di phishing da un'email o da un messaggio social legittimi, perchè l'email di phishing rappresenta la prima fase dell'attività criminale. Evitare il tranello del social engineering sottrae all'attaccante uno strumento fondamentale per penetrare il sistema informativo della vittima, e spesso consente di evitare l'attacco del tutto. Per evitare le conseguenze di un attacco di phishing ben congegnato occorre prestare sempre attenzione al contesto (chi mi sta scrivendo? perchè? il tono del messaggio è normale e/o atteso?) e nei casi dubbi è necessario fare verifiche dell'identità del mittente (p.es. con una telefonata, o tramite un altro canale digitale) prima di aprire qualsiasi allegato o di cliccare su qualsiasi link, anche se apparentemente legittimo.
3) Ridurre la propria superficie di attacco: usare pochi servizi, con account diversi tra loro, tramite strumenti sicuri "by design"
Avere una grande quantità di account su molte piattaforme differenti aumenta sensibilmente la "superficie di attacco", ovvero le opportunità che si offrono ad un attaccante di colpirci. Quindi è opportuno eliminare la nostra presenza su tutte quelle piattaforme che non ci servono davvero, o che non usiamo da tempo, e fare "pulizia" di tutte quelle app scaricate una volta e mai usate, di tutti quei servizi attivati per curiosità, di tutti quei giochi gratuiti installati e poi dimenticati, etc.
Una superficie di attacco più ristretta è certamente più gestibile e controllabile anche da una persona non particolarmente esperta. Oltre a ciò, è assolutamente essenziale utilizzare credenziali di accesso differenti per ciascun account (e non, come spesso accade, sempre le stesse), e cambiarle con una certa frequenza, altrimenti carpite le credenziali di account, magari in disuso, i criminali potranno accedere a tutti gli altri account della vittima. Infine vanno privilegiate le piattaforme che offrono funzionalità di sicurezza avanzata, anche nell'ipotesi di dover rinunciare a qualche "comodità", o di dover pagare per utilizzarle.
4) Tenere separati gli ambiti e gli ambienti "digitali" in base al loro livello di rischio
E' estremamente importante distinguere i livelli di sicurezza di ciò che si fa online: non è pensabile infatti poter fare home-banking o trattare informazioni riservate su un dispositivo con il quale si sono scaricati film o musica illecitamente, è stato visualizzato materiale pornografico reperito nei bassifondi della rete, o dove sono stati installati software piratati di dubbia origine. Quel device non potrà più essere considerato affidabile, considerato che è stato certamente esposto a malware di ogni genere e che con altra probabilità è già infetto.
ANSA
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)







DI MICHELE PAPPACODA - Sciopero in vista in Alitalia. I sindacati di categoria dei trasporti hanno avviato formalmente le procedure che, in assenza di un accordo, porteranno alla proclamazione di una prima giornata di astensione nel mese di febbraio. Le segreterie nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, si legge in una nota, "preoccupati per le sorti di Alitalia e delle lavoratrici e lavoratori che in essa operano" e "in assenza di un confronto sostenibile e credibile sul piano industriale di rilancio della compagnia, atteso da oltre 6 mesi, e in presenza di atti unilaterali nei confronti del lavoro, in violazione del contratto e degli accordi" hanno aperto "formale vertenza nei confronti di Alitalia, che in assenza di risposte, porterà a una prima giornata di astensione da collocarsi nel mese di febbraio". “Il perdurare di una situazione fragile sotto il profilo finanziario e industriale non può vedere eluso il confronto con le organizzazioni sindacali che si dichiarano disponibili sin da ora a un percorso serio che riguardi sia il piano industriale e sia l’apertura del tavolo per il rinnovo del ccnl scaduto il 31 dicembre scorso", dicono i sindacati. "Condividendo le perplessità dichiarate dai rappresentanti del governo sull’incontro avuto con i vertici Alitalia, riguardanti il fatto che non devono essere i lavoratori a pagare per primi alcune inefficienze anche del management o delle scelte manageriali, è per noi ineludibile - evidenziano le quattro sigle - che il confronto con il governo prosegua coinvolgendo anche le scriventi organizzazioni, alla luce altresì dello sciopero proclamato per tutto il settore del trasporto aereo il prossimo 20 gennaio”.
DI MICHELE PAPPACODA 
DI MICHELE PAPPACODA - L'impresa di Ogghy. Dimagrito e malconcio, ma la sua padrona è convinta che il gatto che ha insistentemente miagolato per farsi aprire la porta di casa sia proprio Ogghy, il micio dato per disperso durante una vacanza in Maremma nell'estate del 2015 e che ora è tornato a casa con un viaggio di 140 chilometri durato un anno e mezzo. La vicenda è riportata dal Corriere Fiorentino, il dorso locale del Corriere della Sera, ed è corredata dal parere di una esperto, il docente di etologia Francesco Dessì Fulgheri, secondo il quale è tipico dei gatti maschi un legame particolare con la casa nella quale vivono da tempo, tale da costituire un richiamo così forte. Quanto sarebbe accaduto a Ogghy, secondo l'esperto, dunque «non è impossibile, anche se si tratta di un record». La sua padrona, Bella Pezzoli, che vive a Scandicci, alle porte del capoluogo toscano, aveva messo cartelli ovunque e lanciato appelli sul web dopo la scomparsa del micio, ma di Ogghy nessuna traccia fino a pochi giorni fa, quando ha fatto ritorno puntando direttamente alla sua lettiera e alla sua ciotola per la pappa per poi stendersi, racconta la signora, sul suo sofà preferito. Secondo l'etologo il gatto potrebbe essere stato sfamato da famiglie presso le quali è stato ospite temporaneo nel suo lungo viaggio verso casa.