MONZA E BRIANZA NEWS A Monza il bar che mette al bando le pellicce: lì «Io non posso entrare»

INSERITO DA MORENA MOTTA A Monza il cartello è in bella vista all’ingresso del bar Arengo, al ponte dei leoni, solo da qualche giorno. Sono pochi i passanti che hanno notato quel divieto sulla porta a vetri, così simile al tradizionale “Io non posso entrare” riservato ai cani. Ad accorgersene e ad amplificare commenti e dibattiti, è stato il popolo dei social. E così quella che nelle intenzioni della titolare voleva essere solo una provocazione si è tramutata nel giro di poche ore soltanto un vero e proprio caso. Sì perché sul cartello la parti si sono invertite: i cani, di qualunque taglia, sono i benvenuti, a non poter entrare sono invece le pellicce.
«Non vogliamo discriminare nessuno – spiega Angela Sorgente, titolare da qualche anno del bar – a chi indossa una pelliccia chiediamo di lasciarla fuori, appesa a un attaccapanni che abbiamo messo all’esterno del locale. Ovviamente nessuno ha accolto il nostro invito e così da qualche giorno le ragazze e le signore in pelliccia preferiscono non entrare nel mio bar. Non mi importa perdere qualche cliente, desidero solo lanciare un messaggio ed educare al rispetto, anche degli animali».
Di parere opposto i passanti, fermati a commentare il cartello proprio davanti all’ingresso del bar. «Mi sembra un atteggiamento discriminante, io amo gli animali ma ho anche qualche pelliccia e mangio carne».Oppure: «Il bar è in qualche modo casa sua, credo possa fare quel che vuole, al massimo perderà i clienti». Sul cartello è disegnata una giacca di pelliccia sbarrata, «ma allora dovrebbero controllare anche cinture e borse, scarpe e portafogli e l’interno dei guanti e degli stivali» infine.
O anche: «Questa mi sembra una campagna aleatoria, vorrei invece che sparissero tutte le macchinette da gioco dai bar, quella sì sarebbe una giusta causa».
Commenti che non mutano le convinzioni della titolare dell’Arengo che intende lasciare il cartello ben in vista fino alla fine dell’inverno. «Troppe volte ho visto ragazze di venti o trent’anni entrare nel mio bar sfoggiando orgogliose le loro pellicce, e poi ho detto basta. La mia è una provocazione. In tanti mi hanno mandato messaggi di incoraggiamento e questo mi basta».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nei prossimi giorni, a partire da lunedì 6 febbraio, avranno inizio i lavori di sistemazione della pavimentazione in basolato di Via Longano. L’intervento partirà dal lato di Piazza Umberto I, per continuare verso la Piazza Cesare Battisti. La durata dei lavori è prevista in circa trenta giorni durante i quali sarà vietato il transito veicolare per l’intera giornata, mentre il transito pedonale sarà vietato solamente durante le ore di lavorazione. L’impresa affidataria dei lavori ha, comunque, già fatto conoscere la più ampia disponibilità per limitare i disagi al transito pedonale e quindi alle attività commerciali della zona. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il mezzo è uscito di strada in A1 cosia sud tra Modena sud e Bologna: non ci sono feriti ma una corsia di marcia non è percorribile.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Roma conquista la semifinale della Coppa Italia, piegando il Cesena (2-1) grazie a un gol di Dzeko e a un rigore di Totti nella ripresa, dopo il momentaneo pareggio del giovane Garritano. I giallorossi vincono da grande squadra, dimostrando di saper soffrire fino alla fine, ma facendo ricorso all'artiglieria pesante. Nella ripresa, infatti, Spalletti, che aveva perso per infortunio Perotti (quindi Juan Jesus) nel primo tempo, si ripresenta in campo con Nainggolan che, da trascinatore qual è, suona la carica, trasformando la Roma. A decidere il match è un rigore di Totti, in gol con una legnata che ricordava quella che regalò all'Italia i quarti di finale nel Mondiale tedesco 2006, piegando l'Australia in zona Cesarini. Stasera, molto più modestamente, ma sempre nel recupero, il capitano giallorosso ha regalato ai 'suoi' la semifinale di Coppa Italia, che in altre parole significa un doppio derby contro la Lazio. Un doppio confronto che in tanti, al Viminale e non solo, potendo scegliere, avrebbero evitato. Il Cesena, che naviga nei bassifondi della classifica del campionato di B, ha dato battaglia all'Olimpico, tenendo in scacco la Roma per lunghi tratti della prima frazione di gioco, con un gioco veloce e una serie di verticalizzazioni che hanno messo in serio imbarazzo la retroguardia dei giallorossi. La Roma aveva aperto le danze al 9', con El Shaarawy, pescato in area da Ruediger: il piccolo 'Faraone' tira su Agliardi in uscita. Dopo una conclusione di Manolas, fuori di pochissimo, il Cesena comincia a farsi pericoloso con Rodriguez, che sembra indemoniato quando parte, o colpisce di testa. Dzeko prende il posto di Perotti, ma la vera novità si registra dopo l'intervallo, allorché Spalletti - anche per necessità - getta nella mischia Nainggolan, passando alla difesa a quattro. Il belga cambia la Roma e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: dopo un paio di occasioni sprecate, Dzeko, su azione partita dai piedi di Nainggolan, e sviluppata in velocità dal centro a sinistra, insacca da pochi metri. L'Olimpico esulta, ma dura poco, perché il Cesena pareggia con Garritano, che raccoglie il pallone dopo uno scontro Alisson-Manolas e fa passare il pallone fra le gambe del difensore. Passano i minuti e i giallorossi non sembrano in grado di superare la barriera difensiva dei romagnoli. Al 33' Agliardi salva il risultato, deviando un angolo chissà come una punizione di Totti, che fa gridare al gol. Ma il veleno sta nella coda perché Maresca, con eccessiva generosità, concede un rigore alla Roma, per un'uscita avventata di Agliardi, che abbatte Strootman, ma a palla lontana. Inutile dirlo, ci pensa Totti a trascinare la Roma in semifinale e a regalarsi almeno altri derby contro la Lazio. Chissà, forse per chiudere in bellezza una carriera inimitabile.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo la 
A CURA DI MICHELE PAPPACODA
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