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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

18 Marzo 2017, 09:59am

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Cirillo di Geruralemme, vescovo e Dottore della Chiesa,  B. Celestina della Madre di Dio, fondatrice (1848-1925)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-3.11-32.
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».
Allora egli disse loro questa parabola:
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.
Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.
Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.
Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.
Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!
Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;
non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.
Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.
Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi.
Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;
chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.
Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.
Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.
Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.
Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;
ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Eboli, scende dall'auto tamponata: quarantenne travolto e ucciso

18 Marzo 2017, 09:56am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Eboli, scende dall'auto tamponata: quarantenne travolto e ucciso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA EBOLI - Incidente mortale in autostrada. L’impatto è avvenuto tra Campagna ed Eboli. Tre le auto coinvolte. Una Fiat Punto rossa è stata tamponata da un automobilista pirata. Il conducente è fuggito. Il proprietario della Punto è sceso dall’abitacolo ed è stato travolto da un’altra macchina sopraggiunta pochi secondi dopo. Il corpo della vittima è stato scaraventato dalla carreggiata nord alla carreggiata sud. L’investimento è stato mortale. Il corpo della vittima, un quarantenne di origini bergamasche, è stato protetto dalle auto sulla carreggiata sud. L’allarme è partito alle 20.30. Inutili i soccorsi approntati dal 118. Quando i medici sono giunti sul posto, il conducente della Fiat Punto era già deceduto. In zona sono giunte le pattuglie della polizia stradale di a Eboli, coordinate dal comandante Antonio Quaranta. L’ispettore superiore ha disposto dei rallentamenti su entrambe le carreggiate di marcia. Sulla corsia nord c’era la Fiat Punto distrutta. Uno sportello volato via. Pezzi di carrozzeria e macchie d’olio. Sulla corsia sud è stato rinvenuto il corpo senza vita del conducente. Alcuni automobilisti si sono fermati con le auto per fare da scudo alla salma, evitando che venisse travolta e trascinata via. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Eboli dove ieri notte il medico legale Giovanni Zotti ha effettuato l’esame esterno.L’automobilista è deceduto per le lesioni agli organi interni e alla testa. Non ha avuto scampo. Gli uomini del comandante Quaranta hanno avviato la caccia all’uomo. Secondo un primo riscontro, l’investitore pirata sarebbe un uomo lucano, residente nella zona di Melfi. I poliziotti hanno avuto difficoltà a riconoscere la vittima. L’uomo non aveva documenti. Per ore il traffico in autostrada è stato rallentato dai tecnici dell’Anas. Il traffico più intenso si è verificato sulla corsia nord, in prossimità dei quartieri Casarsa ed Epitaffio di Eboli. Le indagini sono proseguite per tutta la notte. Gli agenti hanno ascoltato l’automobilista che ha investito il conducente della Fiat Punto e si è fermato subito dopo a prestare i soccorsi. Il buio in autostrada non ha consentito all’automobilista sopraggiunto di evitare l’impatto con l’uomo sceso dall’auto rossa. Il rumore dell’impatto è stato assordante. L’investitore è sotto shock. Nonostante l’evidente casualità dell’incidente, ora l’uomo rischia un processo penale. 

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Napoli, l'Anm non paga: sette milioni di debiti. Eav vuole riprendersi i suoi bus

18 Marzo 2017, 09:49am

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CAMPANIA NEWS Napoli, l'Anm non paga: sette milioni di debiti. Eav vuole riprendersi i suoi bus

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Anm ha un debito con l’Eav di 7 milioni di euro per l’affitto e il riscatto di 134 bus per i quali non paga il canone da due anni. Pullman nuovissimi, euro 3 e 4, da 8 fino a 12 metri, consegnati dalla Regione tra il 2007 e il 2010, e utilizzati attualmente per l’esercizio quotidiano a Napoli. A gennaio di quest’anno l’Anm avrebbe dovuto riscattarli, ma senza soldi in cassa, la trattativa si è arenata. E ora l’Eav è pronta a richiederli indietro. Praticamente la metà dei bus che circola ogni giorno in città potrebbe scomparire da un momento all’altro. E non finisce qui. Perché l’azienda del trasporto cittadino ha un altro debito di 2,4 milioni di euro per gli autisti presi in prestito dall’Eav fin dal 2013. Per tutti questi anni, la società regionale ha pagato lo stipendio ai conducenti distaccati in Anm, inviando le fatture all’azienda napoletana per un rimborso che non è mai arrivato, se non in minima parte. Inizialmente gli autisti in prestito erano 63, scesi a 27 a fine 2016. Oggi sono 17. Ma anche questi ultimi presto rientreranno in Eav, andando ad assottigliare ulteriormente l’organico al front line di Anm. Il tutto, nell’attesa del concorso per l’assunzione di 160 nuovi conducenti, che, però, per la legge Madia, dovrà aspettare giugno 2018.La vicenda dei bus in prestito dall’Eav vede coinvolta anche la Ctp. Si tratta di 141 mezzi e per riscattarli l’azienda provinciale dei trasporti, che sconta grossi ritardi sul versamento del canone, dovrebbe pagare 8,6 milioni di euro, altrimenti dovrà restituirli. Insomma, in tutti questi anni l’Eav avrebbe potuto far scattare i decreti ingiuntivi per le due società dei trasporti napoletane, ma non l’ha fatto. Sullo sfondo, la possibilità che possa fare istanza di fallimento per Anm e Ctp per i 15,7 milioni di crediti che avanza.

IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO INFILA LA BIMBA DI 15 MESI DENTRO UNA LAVATRICE A GETTONI PER «INSEGNARLE A VIVERE»

18 Marzo 2017, 09:44am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO INFILA LA BIMBA DI 15 MESI DENTRO UNA LAVATRICE A GETTONI PER «INSEGNARLE A VIVERE»
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una giostra. Ma di una crudeltà indicibile. L'ha provata sulla sua tenera pelle una bimba di appena 15 mesi che è stata infilata, nuda, dentro una lavatrice e fatta girare nel cestello. Come fosse in una culla-giostrina. Di giocoso, però, questo assurdo gesto non aveva proprio niente: la piccola ha rischiato di morire per un atto agghiacciante. Come riportano i media d'Oltralpe i fatti risalgono a sabato scorso. A Perpignan, cittadina francese dei Pirenei Orientali, una coppia va a fare il bucato in una lavanderia a gettoni. Con i due c'è la figlioletta di poco più di un anno della donna, 19enne. In un momento di follia l'uomo, 22enne, decide di "iniziare" la piccola in una specie di giro della morte mettendola all'interno di una delle lavatrici. Gira la manopola e aziona la macchina. Alla Polizia dirà che doveva essere uno scherzo, una maniera per farla stare buona, darle una "scrollata" e anche "insegnarle a vivere". E' la compagna, 19enne madre della piccolina, a interrompere l'atroce gioco dopo qualche minuto: apre l'oblò di quella prigione e riprende la bambina, rimasta gravemente ferita durante l'atroce esperienza. Per fortuna è ancora viva. Quindi la corsa  all'ospedale pediatrico della città. La coppia parla di un incidente: una caduta dalle scale. Ma la spiegazione non convince i medici: troppe le ferite e le contusioni multiple sulla testa, sulle braccia e sulle gambette della creatura.
 
di Luisa Mosello LEGGO.IT

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Primo piano e Anteprima Piacenza calciatore muore di meningite

18 Marzo 2017, 00:17am

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Meningite, calciatore muore a 33 anni: "Infezione grave"
 

Inserito da MIchele Pappacoda

Choc a Piacenza. Un uomo di 33 anni è morto per una sepsi da meningococco, confermata nel pomeriggio dal laboratorio. A darne notizia l'azienda Asl. La vittima è Anselmo Cassi, attaccante di calcio dilettantistico.  «Era stato trasportato ieri al Pronto Soccorso di Castel San Giovanni - scrive l'Asl - per il peggioramento delle condizioni cliniche e la comparsa di segni di grave infezione. Le condizioni sono apparse gravi tanto da richiedere l'adozione di terapia antibiotica per sepsi grave e quella di supporto concordata con la Terapia intensiva. Nonostante cure e ricovero in Rianimazione è morto alle 23,30».  «Come da procedura - informa Guido Pedrazzini, Ds dell'AUsl - sono state immediatamente avviate le indagini epidemiologiche e gli interventi di controllo e profilassi delle persone venute a contatto stretto col paziente negli ultimi giorni. Sono stati attivati anche i medici generali per intercettare e trattare nel più breve tempo possibile le persone esposte a un elevato  ed effettivo rischio di contagio».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BENEVENTO Picchiava bimbi, insegnante sospesa Nel Beneventano, abusi ripresi da telecamere

17 Marzo 2017, 15:26pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BENEVENTO Picchiava bimbi, insegnante sospesa Nel Beneventano, abusi ripresi da telecamere

INSERITO DA MORENA MOTTA Maltrattava e picchiava i bambini, apostrofandoli quotidianamente come "ciucci, cretini, stupidi, ritardati mentali", e per questo un'insegnante della scuola primaria di Amorosi (Benevento) è stata scoperta e sospesa dal lavoro per un anno. Il provvedimento della misura interdittiva per la maestra, M.L. di 51 anni, è stato emesso dal gip del Tribunale di Benevento, su richiesta dei magistrati della locale Procura della Repubblica, guidata da Aldo Policastro, e le è stato notificato dagli agenti della Squadra Mobile di Benevento. Le indagini, che hanno preso il via in seguito alla segnalazione dei genitori, hanno portato gli investigatori ad installare telecamere nelle aule didattiche documentando numerosi episodi di maltrattamento nei confronti dei piccoli alunni delle prime due classi della scuola primaria.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esplosione da uno dei crateri dell'Etna, dieci feriti colpiti da materiale lavico, nessuno è in gravi condizioni

17 Marzo 2017, 15:25pm

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DI MICHELE PAPPACODA  Dieci persone sono rimaste ferite dall'esplosione di uno dei crateri dell'Etna che è in attività. Sono stati colpiti da materiale lavico a quota 2.700 metri. L'eruzione dell'Etna, costantemente monitorata dall'Osservatorio etneo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è cominciata due giorni fa con delle esplosioni dal nuovo cratere di sud-est. Oltre all'attività stromboliana sulla zona sommitale del vulcano sono presenti due colate laviche. L'eruzione, ben visibile anche da Catania e dai paesi della zona pedemontana, non sta creando disagi nel traffico aereo dello scalo di Fontanarossa di Catania che è pianamente operativo né agli appassionati di sci che anche oggi hanno scelto di trascorrere una giornata sulle piste dell'Etna. L'attività ha subito un'incremento stamattina, generando una colata lavica sommitale. Il braccio emerge dal versante meridionale dalla bocca eruttiva del nuovo cratere di Sud-Est, dove sono presenti fontane di lava e boati. I prodotti emessi ricadono in prossimità dell'orlo del cratere e lungo i fianchi del cono. Questa attività, accompagnata da un incremento dell'attività infrasonica e da un aumento dell'ampiezza del tremore nei condotti magmatici interni del vulcano, è associata a sporadiche emissioni di cenere.

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SEZ RICETTE Costa d’Amalfi: la Ricotta e Pere di De Riso compie 20 anni. E’ la torta più imitata

17 Marzo 2017, 09:43am

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SEZ RICETTE Costa d’Amalfi: la Ricotta e Pere di De Riso compie 20 anni. E’ la torta più imitata

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Racchiude l’essenza della Costa d’Amalfi: pere pennate di Agerola, ricotta di Tramonti e qualche inconfessabile segreto. Come ad esempio rendere quel pan di spagna alle nocciole di Giffoni così straordinariamente delicato al palato.Sono questi gli ingredienti della torta più imitata d’Italia. La Ricotta e Pere di Sal De Riso, una golosa invenzione del maestro pasticcere di Minori che il prossimo agosto compirà vent’anni.Una delle torte più diffuse nel mondo al punto da comparire nelle carte dei dolci dei ristoranti di quasi tutti i contenti. Un prodotto, perfettamente riuscito e forse per questo maggiormente “copiato”.«Vent’anni fa pensai a una torta che sintetizzasse l’anima della gente della Costiera Amalfitana – racconta Sal De Riso – e pensai a quest’unione tra due prodotti semplici: la ricotta e le dolci e pastose pere pennate. Il primo molto utilizzato in pasticceria, l’altro decisamente meno».La ricotta e pere di Sal De Riso nacque in un’estate del 1997 nel primo laboratorio ai piedi della maestosa basilica della Trofimena. Il regno di Sal, prima della scalata all’olimpo della pasticceria che conta e il trasferimento nella sede di Tramonti dove sforna tra l’altro i suoi inimitabili lievitati a Natale e Pasqua.«Ho registrato il marchio, così come quello delle Delizie al limone amalfitano e di altri miei prodotti ma, ormai, la ricotta e pere è imitata da pasticcerie e da catene alimentari – confessò Sal De Riso in un’intervista di qualche anno fa – L’importante è che provochi emozioni, anche se è preferibile che a darle sia l’originale».La notizia del ventennale arriva ora dal Messaggero, che a distanza di qualche giorno dalla querelle sull’utilizzo improprio della foto di una torta di Sal De Riso associata a un fatto cronaca, esalta una grande produzione dolciaria italiana.«Un inno al gusto a tutta salute, boccone dopo boccone» scrive la giornalista che ha dedicato alla più copiata delle torte un intero servizio sul quotidiano nazionale. E tra i tanti estimatori di uno dei dolci più buoni in assoluto c’è anche Michelle Obama, la moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti.Il luogo dell’assaggio e del peccato di gola è l’esclusivo ristorante italiano di Washington, «Café Milano» dove Franco Nuschese, altro minorese doc, esalta la migliore tradizione italiana negli States.

AMALFI NOTIZIE 

 

 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori: non ce l'ha fatta Claudio Di Landro, dalla Costiera tante donazioni di sangue per sperare

17 Marzo 2017, 09:39am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori: non ce l'ha fatta Claudio Di Landro, dalla Costiera tante donazioni di sangue per sperare

INSERITO DA MORENA MOTTA Maiori e la Costiera hanno sperato fino alla fine nel miracolo ma non ce l'ha fatta Claudio Di Landro, sottoposto, lo scorso 28 febbraio, a un delicato intervento al cuore. È spirato nella serata di ieri preso il Ruggi di Salerno a causa del peggioramento delle sue condizioni. Aveva soltanto 63 anni. Lascia la moglie Chiara con i figli Martina e Andrea. Per Claudio il grande cuore della Costa d'Amalfi: nei giorni antecedenti l'operazione furono numerose le persone che donarono sangue utile a rimpinguare le scorte del nosocomio salernitano, con la ferma volontà di tenere in vita la speranza.Claudio non ce l'ha fatta ma ha combattuto fino alla fine contro quel desino crudele che lo aveva più volte messo alla prova durante la sua vita. Le persone che lo hanno conosciuto, apprezzandone le doti sono consapevoli che la società ha perso un uomo buono, retto e di sani principi, dedito al lavoro e alla famiglia.
Commovente il messaggio affidato a Facebook dalla figlia Martina: «Ciao vita mia. Ho cercato di esserti vicino il più a lungo possibile, Non ti ho mai lasciato perché tu meritavi solo del bene. La vita è cattiva, è sempre stata cattiva con noi. Avrei voluto salvarti ma non mi è stato concesso. Ora sei diventato la mia buona stella. Già mi manca la tua voce, i tuoi abbracci, le tue carezze, le nostre passeggiate insieme. Il nostro rapporto che era così speciale perché eri l'unico che mi capiva. Papà tu vivrai in me, sei stato il papà migliore che avessi mai potuto desiderare, Non ti dimenticherò mai vita mia».
La salma, proveniente dall'ospedale di Salerno, giungerà alle 18 di stasera (venerdì 17 marzo) nella Chiesa di San Giacomo per l'ultimo saluto a Claudio. Ne seguirà la cremazione.
IL VESCOVADO DI RAVELLO

 

 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS L'Ospedale Costa d'Amalfi continua a perdere pezzi: saltano anche turni di cardiologia notturna

17 Marzo 2017, 09:33am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS L'Ospedale Costa d'Amalfi continua a perdere pezzi: saltano anche turni di cardiologia notturna

INSERITO DA MORENA MOTTA È sempre più a rischio smembramento l'ospedale della Costa d'Amalfi. Dopo la cessazione (da oltre un anno) del servizio di radiologia nelle ore notturne, anche la presenza del cardiologo potrebbe non essere sempre garantita. Già nelle scorse settimane l'Azienda Ospedaliera e Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno", in più di un'occasione, non avrebbe "inviato" un suo specialista a coprire il turno. Stando a quanto appreso i motivi sarebbero additabili a una carenza del personale. E c'è anche il problema rianimatore: una sola unità per Castiglione che, se impegnata in altra urgenza, lascia scoperta la struttura. A rivelarlo il vicesindaco del Comune di Ravello, nonché assessore alla Sanità, Ulisse Di Palma, nel corso del question time del Consiglio comunale di lunedì scorso. Il cardiologo, col sindaco Salvatore Di Martino, si sono è impegnati a chiedere la convocazione di una specifica seduta di Conferenza dei Sindaci per discutere l'argomento.Una situazione paradossale, questa, se si considera che proprio di recente il manager dell'Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, Nicola Cantone, aveva adottato l'atto che riorganizza e potenzia l'ospedale Costa d'Amalfi Il plesso con sede a Ravello, riconosciuto come struttura ospedaliera in zona disagiata, dovrà disporre di 20 posti letto di Medicina generale ma nell'immediato ne saranno concessi soltanto quattro. Il vecchio ambulatorio di pronta emergenza, che non aveva posti letto, è stato promosso di fatto a Pronto soccorso: quindi ci sarà l'urgenza e l'Osservazione breve intensiva. Ma tutto questo solo sulla carta: i fatti dicono tutt'altro.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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