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SPORT NEWS E SPORT LOCALE SALERNITANA-SAMPDORIA: 200 AGENTI IN PIÙ PER GARANTIRE LA SICUREZZA –VIDEO

22 Giugno 2025, 09:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Clima teso e misure straordinarie per l’attesissimo ritorno dei play-out tra Salernitana e Sampdoria, in programma domenica allo Stadio Arechi. Le autorità, consapevoli della crescente pressione attorno alla partita, hanno predisposto un massiccio dispiegamento di forze per garantire l’ordine pubblico. Il questore di Salerno, Giancarlo Conticchio, ha ottenuto dal Ministero dell’Interno un rafforzamento degli organici: saranno almeno 200 le divise aggiuntive delle forze dell’ordine provenienti da fuori provincia impiegati per vigilare dentro e fuori dallo stadio. Il piano sicurezza è stato illustrato nel corso di una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza di tutte le componenti istituzionali e operative: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Protezione Civile e rappresentanti della società sportiva. La Questura, che da giorni monitora l’evolversi della situazione, ha predisposto un dispositivo di sicurezza integrato, che prevede anche un potenziamento della vigilanza privata attorno alla squadra. Il questore Giancarlo Conticchio valutando che il numero di agenti attualmente disponibili non è sufficiente per garantire la sicurezza dell’evento ha richiesto ed ottenuto un aumento di personale per la gestione dell’ordine pubblico durante l’incontro di calcio dal Ministero dell’Interno. Saranno almeno 200 le forze dell’ordine dei reparti di ordine pubblico che giungeranno a Salerno A preoccupare sono soprattutto le proteste annunciate da parte di alcuni gruppi organizzati, contrari alla cancellazione dello spareggio contro il Frosinone e alle recenti decisioni sul calendario. Il clima potrebbe quindi farsi acceso, anche alla luce dell’elevata affluenza prevista: oltre 18.000 biglietti già venduti, di cui 1.500 per il settore ospiti. Sul fronte della viabilità, il Comune di Salerno ha confermato la chiusura di viale Bandiera e viale De Marco, con ulteriori restrizioni al traffico e alla sosta che scatteranno già dalle ore 8:00. In particolare, sarà vietata la sosta lungo via Clark e via Allende, strade solitamente frequentate anche dai bagnanti nel weekend estivo. Il match si preannuncia dunque caldo non solo in campo, ma anche fuori, e le autorità invitano i tifosi a collaborare per garantire una giornata all’insegna dello sport e della sicurezza.TVOGGISALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO: TROVATA IN POSSESSO DI COCAINA, PUSHER FINISCE IN MANETTE

22 Giugno 2025, 09:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 18 giugno, a Salerno, i Carabinieri della Stazione di Salerno Fratte hanno proceduto all’arresto di Anna CUOMO indagata per “detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio” in quanto, secondo la ricostruzione operata dalla Polizia Giudiziaria, a seguito di perquisizione trovata in possesso di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso di circa 11 grammi, un bilancino di precisione, nonché materiale per il confezionamento. TVOGGISALERNO

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS ALCOOL A MINORI: IL QUESTORE DISPONE CHIUSURA DI UN BAR A NOCERA INFERIORE

22 Giugno 2025, 09:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Polizia di Stato ha disposto la chiusura temporanea di 15 giorni per un noto bar del centro di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. La decisione, adottata dal Questore di Salerno ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S., è scaturita da una serie di accertamenti condotti dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dal Commissariato locale, che hanno evidenziato gravi violazioni in materia di sicurezza e legalità. In particolare, i controlli hanno rivelato che il locale somministrava bevande superalcoliche a minori di 16 anni, servendo cocktail e “shottini” ai tavoli esterni, in palese violazione delle norme vigenti. Inoltre, il gestore aveva occupato abusivamente il suolo pubblico, superando la metratura autorizzata con tavoli e attrezzature, creando potenziali situazioni di pericolo per i passanti. Non è la prima volta che il bar finisce nel mirino delle autorità: nei mesi scorsi era già stato sanzionato dopo che alcune ragazze minorenni, consumato alcol nel locale, avevano accusato malori e erano state ricoverate in ospedale. Preoccupanti anche gli episodi di violenza avvenuti davanti al bar tra agosto e settembre 2024, quando si erano verificate risse con lancio di bottiglie, che avevano richiesto l’intervento della Polizia. A seguito di tali eventi, erano stati emessi diversi provvedimenti DASPO urbano (Da.Cur.), con il divieto per i giovani coinvolti di accedere ai locali pubblici della zona. TVOGGISALERNO

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NAPOLI NEWS Blatte e lavoratori in nero nel locale virale su TikTok Al Vomero, la Polizia locale scopre diverse irregolarità, scatta lo stop

22 Giugno 2025, 09:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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  INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sui social, in particolare su TikTok, il locale era molto seguito e nella realtà era anche molto frequentato dai giovanissimi. Ma una operazione interforze coordinata dal Comando della Polizia Locale di Napoli ha portato allo scoperto una lunga serie di irregolarità: da abusi edilizi ad una invasione di blatte. Il locale si trova in via Piave, nel quartiere Vomero. L'Unità Operativa Tutela Edilizia ha accertato la fusione abusiva di più locali e la realizzazione di una struttura in metallo di circa 90 mq priva di qualsiasi autorizzazione urbanistica, per la quale è stato disposto il sequestro penale. Il gestore è stato deferito all'Autorità Giudiziaria. Contestualmente, l'Unità Operativa Investigativa ha elevato sanzioni per un totale di 6.250 euro, dovute tra l'altro alla somministrazione in area non autorizzata, alla vendita di alcolici senza licenza fiscale e alla gestione impropria dei rifiuti. L'Ispettorato del lavoro ha riscontrato la presenza di 18 addetti, di cui 7 impiegati completamente in nero e 4 stranieri in condizioni irregolari, violando le norme sull'immigrazione. Sono state comminate sanzioni per 30.838 euro. Ed ancora, la Asl Napoli 1 Centro - U.O.C. SIAN ha disposto l'immediata sospensione dell'attività per gravi carenze igieniche, tra cui infestazioni da insetti e assenza di acqua calda sanitaria. Sono stati sequestrati 250 kg di alimenti privi di tracciabilità, bloccata un'attrezzatura per la produzione di ghiaccio e impartite 13 prescrizioni sanitarie, per un totale di 4.500 euro di sanzioni. Riscontrata anche la mancanza di dispositivi di protezione, vie di fuga ostruite ed estintori non a norma, elevando sanzioni per 14.000 euro e segnalando il caso alla Procura.

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CAMPANIA NEWS Sequestrato un albergo di 5 piani nel cuore di Napoli, era abusivo Denunciato il committente dei lavori. Operazione della Polizia Locale

22 Giugno 2025, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Era pronta ad accogliere i turisti la struttura alberghiera realizzata in assenza di permessi sequestrata oggi dagli agenti dell'Unità Operativa Tutela Edilizia della Polizia Locale di Napoli, nell'ambito di un'attività di indagine delegata dalla procura della Repubblica in vico Gelso a Loreto. L'immobile, oggetto di un radicale intervento edilizio volto alla trasformazione urbanisticamente rilevante della destinazione d'uso, da deposito/industriale a struttura alberghiera, era privo del prescritto permesso di costruire e del titolo abilitativo in materia di sicurezza delle costruzioni. L'edificio, sviluppato su cinque livelli fuori terra e un piano interrato, era originariamente destinato in parte a deposito e in parte a laboratorio per la riparazione di elettrodomestici. Al momento dell'ispezione, i locali risultavano già in avanzata fase di riconversione in camere e spazi comuni di una futura struttura ricettiva, promossa su piattaforme online dedicate e pubblicizzata attraverso un sito web proprietario in fase di allestimento. Il nome dell'hotel era riportato su rendering interni e sulle porte delle stanze, oltre che all'ingresso dell'edificio, segnalazioni documentate dal personale di Polizia Giudiziaria intervenuto. Il committente degli interventi è stato deferito all'autorità giudiziaria per violazioni in materia urbanistica ed edilizia. ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sergio Castellitto, caso Kaufmann? Tragedia e commedia Per fortuna sono uscito dalla macchina del fango del Csc

22 Giugno 2025, 08:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

.Sergio Castellitto, caso Kaufmann? Tragedia e commedia © ANSA/Mangiarotti /

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un Sergio Castellitto caricato a pallettoni e allo stesso tempo rilassato quello che si presenta all'incontro stampa al Filming italy Sardegna Festival 2025 prima della master class agli studenti. Reduce di aver girato a Londra 'Gentlemen 2' serie cult firmata Gay Ritchie, parla dello scandalo dei finanziamenti pubblici a Kaufmann, della sua esperienza infernale al Centro sperimentale, di social, futuro del cinema, di politicamente corretto e del figlio Pietro. Intanto dice di Guy Ritchie e 'The Gentlemen 2' "Interpreto un mafioso piuttosto colto e con una sua etica. E tutto questo con un umorismo molto british che mi ha davvero colpito'. La vicenda Francis Kaufmann ? "Se non fosse una tragedia sarebbe una commedia, non mi sento di dire altro. È comunque veramente inquietante perché la sensazione che si ha è che se è successo una volta è forse già successo altre dieci volte. Credo che sia dipeso anche per una questione di burocrazia, ne so qualcosa dopo aver passato quell'anno infernale al Centro sperimentale. La burocrazia, le sue leggi hanno una loro logica, una loro diabolicitã. Ma va detto che nemmeno lo sceneggiatore più diabolico si potrebbe inventare la storia di uno che uccide una bambina e una povera ragazza dopo aver ricevuto dallo Stato italiano dei soldi per fare un film". E ancora l'attore - regista romano classe 1953: "Capisco quanto sia difficile districarsi in certe cose, ma il settore pubblico come vocazione naturale dovrebbe essere quello di promuovere innanzitutto opere prime e seconde, favorire i giovani. Insomma mentre si discuteva tanto il cinema si autodistruggeva da solo. Le migliori storie - sottolinea - si raccontano con due righe come quella di un assassino che si spaccia per regista e ottiene dallo Stato oltre 800.000 euro per una sua sceneggiatura magari d'amore". La proposta di Pupi Avati di un ministero del cinema? "Allora perché non farne anche uno del teatro o delle arti visive. Pupi, da quel gigante che è, ha capito meglio di tanti la situazione di crisi in cui noi ci troviamo". Il politicamente corretto quanto danneggia il cinema? "No peggio, danneggia la vita. Negli anni 60, 70 eravamo sicuramente più buoni di oggi in cui siamo arrivati a un tale indurimento dei rapporti umani. Vengo da una generazione che naturalmente rispettava le persone, sono stato educato da una madre e da due sorelle mi è potuto venire normale dire qualche volta 'stronza' , ma senza mai mettere le mani addosso. L'estremizzazione è veramente feroce ed è una forma di fascismo''. Si aspettava l'esplosione di suo figlio Pietro?. ''Ho sempre creduto in lui anche quando era adolescente. Avevo sempre avuto l'intuizione di un suo grande talento anche se caotico. Per fortuna lui è rimasto caotico, ma riesce oggi a gestirlo. Io i film come lui non li saprei fare, è davvero libero". E ancora tornando ai suoi progetti: "Sto facendo la stagione 2 di "Storia della mia famiglia" sempre con Netflix. Sono una specie di conte Max, un uomo di grande umanità. La prima serie era scritta molto bene, ma anche in questa c'era qualcosa di divertente e malinconico allo stesso tempo. Dopo un anno da presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia molto faticoso e complesso sono tornato finalmente a lavorare. Non avevo mai sperimentato quella macchina del fango, quel meccanismo che è stato veramente doloroso, ma a un certo punto ho capito che dovevo mollare". Di Francesco Gallo) ANSA

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SEZ. ECONOMIA Per la coesione oltre 150 miliardi ma spesa si ferma al 5%

22 Giugno 2025, 08:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ifondi di coesione europei e nazionali 2021-2027 valgono complessivamente per l'Italia 153 miliardi di euro, circa 3/4 degli oltre 190 miliardi a disposizione per il Pnrr. Ma lo stato di avanzamento degli impegni e della spesa è molto più basso rispetto a quello del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo quanto calcolato dettagliatamente dal Servizio studi della Camera, i fondi europei (Fesr, Fse e Jtf, in tutto circa 74 miliardi) evidenziano impegni finanziari per 13,5 miliardi, pari al 18%, e pagamenti per 3,8 miliardi, ovvero il 5%. Il rapporto precisa però che i tempi reali sono stati più brevi di quelli formalmente previsti: le attività di programmazione delle risorse sono state avviate nel 2019, ma l'accordo di partenariato 2021-2027 è stato approvato dalla Commissione Ue a luglio 2022 e i programmi nazionali e regionali nel corso del 2022-2023. I Fondi di coesione nazionali ammontano invece a più di 78 miliardi. Rispetto al totale delle risorse programmate con gli Accordi con le varie Regioni (ad eccezione di Sardegna e Campania, non monitorate perché troppo recenti) pari a 20,7 miliardi, risulta uno stato di avanzamento degli impegni del 12,4% (2,56 miliardi) e del 4,0% in termini di pagamenti (829,6 milioni). ANSA

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SEZ. POLITICA Conte sfila tra le 400 sigle: «La maggioranza degli italiani contro la spesa militare»

22 Giugno 2025, 08:36am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Intervista a Conte: 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA ROMA - La bionda corrispondente del canale Rossija 1 vorrebbe fargli dire forse qualcosa di pesante sulla Nato, Trump, Netanyahu e il Re-Arm Europe, ma Giuseppe Conte la prende in contropiede e comincia a parlare invece dell’aggressione della Russia all’Ucraina, le dice che «è inaccettabile» e che «non si può calpestare in questo modo il diritto internazionale». La reporter resta basita e ritrae il microfono. Lui invece sembra soddisfatto, si gira verso i suoi e commenta: «Quando mi dicono che sono filo Putin, io m’incazzo». Rispetto alla piazza per Gaza di due settimane fa a San Giovanni, va detto che sono cambiate un po’ di cose. La prima che salta all’occhio: Giuseppe Conte ha lasciato a casa la giacca blu e ora sfila in corteo dalla Piramide al Colosseo in camicia e sneakers, comunque elegante e mai sudato, malgrado il sole africano. Non si scompone mai, Conte, neppure quando uno da lontano lo riconosce e gli grida: «Presidente mi devi un anno di lavoro», riferendosi forse ai tempi drammatici del Covid e delle chiusure. Era il 2020. PUBBLICITÀ «Non ho sentito», dirà poi lui. E lo stesso fa il vago pure quando quelli dei Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, gli cantano a pochi metri il coretto: «Di Conte ho ricordi vaghi, facevi schifo nel governo Draghi». Imperturbabile, come una salamandra in mezzo al fuoco. In effetti, è un corteo molto composito, con oltre 400 associazioni che aderiscono alla campagna «Stop ReArm Europe» e in mezzo c’è un po’ di tutto, compresi quelli di «Contronarrazione», venuti da Genova, che si mettono insieme a ragazze iraniane e ragazzi con la kefiah palestinese dietro a uno striscione giallo, «Asse della Resistenza», nome non casuale, con dei mitra verdi disegnati sopra. E uno di loro lo dice apertamente: «Noi stiamo con Hamas». «Free free Palestine», «Siamo tutti antisionisti», cantano i militanti del Fronte della gioventù comunista con le bandiere rosse. E insomma è un corteo dove non è facile starci dentro, ma Conte se l’aspettava: «Era inevitabile con centinaia di realtà che vi hanno aderito — ragiona il presidente M5S —. Ma noi siamo qui in prima linea con le nostre idee che sono diverse da quelle di altri e non sono mai cambiate. E oggi è un altro passaggio, dopo i 100 mila del 5 aprile ai Fori Imperiali contro il riarmo e i 300 mila del 7 giugno per Gaza. E poi martedì, 24 giugno, saremo a L’Aia, per il vertice Nato. Ho lanciato un appello a tutte le forze politiche europee, sono già in 15 i leader che hanno aderito, per creare insieme una rete e contrastare questa folle corsa al riarmo e all’escalation militare. Noi non siamo antimilitaristi: mi chiamano “armaiolo” perché da premier m’impegnai per la spesa militare al 2 per cento del Pil. Ma oggi il governo è pronto al 5%...». Come due settimane fa, vicino a Conte ci sono Bonelli e Fratoianni di Avs, ma stavolta non c’è la segretaria del Pd Elly Schlein (giustificata in Olanda al congresso rossoverde) ma non c’è neppure il Pd, che ufficialmente non ha aderito. I dem venuti a titolo personale si contano sulle dita di una mano: Scotto, Ruotolo, Tarquinio, Cecilia Strada. Così l’ex senatore M5S Alberto Airola scherza e dice che, data la somiglianza, potrebbe spacciarsi lui per Gianni Cuperlo. Risate. «Non entro in campo altrui, non commento le delegazioni», schiva Conte. E a chi gli ricorda che dopotutto Elly Schlein ha firmato in mattinata insieme a lui, Bonelli e Fratoianni, la mozione unitaria per chiedere al governo Meloni la revoca del memorandum di collaborazione militare con Israele, Conte ci tiene a sottolineare: «Il Pd c’è stato». Però poi sull’assenza al corteo glissa: «Se è una contraddizione? È una domanda da fare a loro». C’è chi ritiene, a questo punto, che l’ex premier abbia in mente di guidare più una «Cosa rossa» che il «Campo largo», vista l’ormai perdurante assenza di Renzi e Calenda (nominato solo in un coro: «Se bisogna andare al fronte, ci vada Calenda»). E Conte in effetti, davanti alle telecamere, a «un popolo» si rivolge: «C’è la stragrande maggioranza in Italia che dice che questa corsa al riarmo è folle, mentre invece si tagliano fondi al welfare, alla sanità, all’istruzione, agli asili nido e a quello che serve ai cittadini». Si vedrà. Intanto il corteo è arrivato al Colosseo senza problemi. Lui, però, aveva un bodyguard niente male: quel Leonardo Donno, deputato M5S, oggi con la maglietta «No Meloni no von der Leyen», che un anno fa alla Camera avvolse col bandierone tricolore il ministro Calderoli e dal centrodestra gli saltarono addosso in 5 per fermarlo. Così, i Carc sono rimasti a distanza. di Fabrizio Caccia IL CORRIERE DELLA SERA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La verità del medico cardiopatico licenziato per essere andato al Pronto soccorso: «Rischiavo un infarto, non mi hanno mai chiesto "Come stai?". Ho ricevuto una Pec piena di falsità»

22 Giugno 2025, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Medico licenziato dolore petto intervista

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Venezia, l'amarezza di Marco Castellano: «E pensare che con il direttore della Croce Verde eravamo amici, mi aveva anche invitato al suo matrimonio». La replica: «Non ha avvisato nessuno, è venuto meno il rapporto di fiducia» Un dolore improvviso al petto. Il respiro che gli mancava proprio come l’anno prima. Il medico della Croce verde di Cavallino-Treporti (nella città metropolitana di Venezia) già operato al cuore con quattro stent coronarici (dispositivi medici utilizzati per mantenere aperte le arterie coronarie ostruite), il 12 febbraio si è allontanato dalla sede del punto di primo intervento nella frazione di Ca’ Savio dove stava prestando servizio. Voleva arrivare al pronto soccorso di Jesolo (20 chilometri di distanza). Il sabato successivo Marco Castellano, 65 anni, assunto con un contratto ordinario di collaborazione e prestazione professionale e che in passato ha lavorato al pronto soccorso di Oderzo (Treviso), a San Donà di Piave e Jesolo (Venezia), ha scoperto di essere stato «licenziato» per «grave inadempienza». «Non si tratta di un licenziamento ma di revoca di un incarico libero professionale e autonomo, senza peraltro obblighi di durata», spiega la Croce Verde, che aggiunge in una nota: «Il medico è uscito dal Punto di Primo Intervento senza informare preventivamente la Direzione della Croce Verde, l’equipaggio né la Centrale Operativa Suem118 di Venezia che ne gestisce il coordinamento, è venuto meno il vincolo fiduciario del rapporto di libera professione» Dottor Marco Castellano, che cosa è successo il 12 febbraio 2025? «Quel giorno ero di turno al punto di primo intervento, con me c'era un infermiere. Durante il turno o stiamo insieme in una stanza in attesa delle chiamate o ci spostiamo al piano superiore. Quando sono arrivati alcuni pazienti, sono andato a cercarlo sopra, facendo le scale un paio di volte di corsa. Sarà stato per quello, forse ho esagerato. Ma mi sono sentito male». In che modo? «I primi sintomi sono arrivati intorno alle 18.40, 18.45. Ho preso le medicine prescritte dopo l'intervento al cuore, le ho sempre con me. Ho anche accolto dei pazienti intanto. Nonostante i farmaci, i sintomi un’ora dopo non erano ancora passati. Era necessario fare un elettrocardiogramma ma non era possibile nel punto di primo intervento dov'ero». Come mai? «Perché ero rimasto da solo, era necessario avere il medico. Alle 19.30 è arrivato il sostituto dell'infermiere, che aveva staccato, ma è dovuto uscire subito perché era arrivata una chiamata al 118, è uscito con l'autista di un'ambulanza. Trovo grave che una persona che sospetta di avere un infarto in corso venga lasciata sola. Poi, oltre al danno, è arrivata la beffa con il licenziamento». Lei ha quindi lasciato il turno in anticipo? «Sì, esattamente otto minuti prima della conclusione. Mi è stato contestato un inadempimento che dal mio punto di vista non c’è. («Vige il principio della forza maggiore», ricorda l’avvocato Luca Pavanetto seduto accanto a lui. «Se fosse accaduto 3-4 ore prima, che cosa avrebbe dovuto fare? Non controllarsi?»). Non avevo scelta. Dieci minuti prima della fine del turno ho deciso di andare in ospedale e alle 20.12 ho mandato un messaggio alla direttrice della Croce Verde per avvisarla». Il risultato è stata la lettera? «È arrivata la settimana successiva. Con una Pec (posta elettronica certificata, la raccomandata digitale, ndr), senza nessun preavviso. Non mi hanno mai chiesto se stessi bene. È stata una circostanza mortificante». Com'erano i rapporti con il direttore della Croce Verde? «Direi sereni, mi aveva anche invitato al suo matrimonio. Questo comportamento è stato per me un fulmine a ciel sereno. Mi aspettavo che, dopo aver ricevuto la Pec del mio avvocato in cui si chiedeva il reintegro, avrebbero provveduto velocemente. Ma sono passati 4 mesi e non è accaduto». E ora che succede? «Siamo ovviamente a disposizione per ragionare con l'Unità sanitaria locale (da cui la Croce Verde dipende, ndr). Ma non mi pare ci sia la stessa disponibilità. Nella lettera mi hanno accusato di alcune cose non vere: hanno detto che ho lasciato il punto di primo intervento aperto ma non è così. E poi sostengono che sia passato un bambino con la febbre alta quando non c’ero. Su questo non abbiamo conferme concrete ma va detto in ogni caso che ogni volta che arriva un paziente pediatrico lo spediamo all’ospedale di San Donà di Piave, non trattiamo mai i bambini a meno che non siano solo piccole escoriazioni. Hanno inserito nella lettera diverse cose non corrette dal mio punto di vista. E in ogni caso non capisco come si possa giustificare un inadempimento grave nel caso di un allontanamento per potenziale crisi cardiaca». di Alice D'Este IL CORRIERE VENETO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Garlasco, il capello trovato nei rifiuti appartiene al killer? Il nuovo reperto, il test del Dna e il precedente (andato a vuoto)

22 Giugno 2025, 08:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La verità sul delitto di Garlasco può nascondersi in tre centimetri. Tanto è lungo il capello spuntato dal sacco azzurro della pattumiera, tra la confezione di Fruttolo e i cereali dell'ultima colazione di Chiara Poggi che gli inquirenti hanno conservato per 18 anni e mai analizzarlo. Ora potrebbe aiutare la Procura di Pavia a riscrivere la verità. 

Il capello è del killer di Chiara Poggi?

Il condizionale è d'obbligo, perché per provare ad estrarne un profilo di Dna deve ancora essere analizzato, ma il nuovo reperto rappresenta comunque una novità con cui periti e consulenti dovranno confrontarsi nell'inchiesta che vede indagato con l'accusa di omicidio in concorso Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Se è vero che i reperti trovati in casa Poggi sono «in buone condizioni» come sostenuto da Luciano Garofano, l'ex comandante del Ris oggi consulente di Sempio, questa nuova carta potrebbe aggiungere tantissimo, o nulla, agli esami genetici degli altri reperti che nell'agosto 2007 vennero trovati nella villetta.

Comparso giovedì, poco prima che un blackout oscurasse gli uffici della Questura di Milano nel secondo giorno dell'incidente probatorio, il capello verrà passato ai microscopi di Denise Albani e Domenico Marchigiani, i consulenti del gip di Pavia Garlaschelli, per provare ad estrarne un profilo di dna nucleare.

Il precedente dei sette capelli analizzati (senza esito)

Già nel 2008 il genetista Carlo Previderè — la cui consulenza, firmata con la collega Pierangela Grignani, ha convinto la Procura di Pavia a riaprire il caso — analizzò un mazzetto di sette capelli stretti nel pugno di Chiara Poggi e altri ventinove presenti in una delle pozze di sangue. Uno solo era provvisto di bulbo e il dna nucleare estratto fu attribuito proprio alla vittima.

 

Da altre diciassette formazioni pilifere fu invece possibile ricavare un aplotipo mitocondriale, anche questo corrispondente al codice genetico di Chiara. «In relazione a nessuno dei reperti analizzati - scrisse allora Previderè - sono state riscontrate caratteristiche genetiche riconducibili ad Alberto Stasi», all'epoca fidanzato di Chiara, che per l'omicidio sta finendo di scontare una condanna definitiva a 16 anni.

L'ex procuratore: Sempio innocente

Resta convinto dell'innocenza di Sempio l'ex procuratore di Pavia Mario Venditti che, durante la prima inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, chiese e ottenne per due volte l'archiviazione nei confronti dell'uomo. «Sempio non c'entra nulla con questo omicidio», ha ribadito l'ex magistrato nell'ultima puntata della trasmissione di Retequattro 'Quarto grado', che ha anche intervistato l'ex brigadiere Roberto Pennini, tra i primi carabinieri a entrare nella villetta di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. «Da Stasi - ha ricordato - ricevemmo due versioni. Dopo che gli mostrammo la foto del cadavere, diede una descrizione completamente diversa rispetto a quella fornita in precedenza». LEGGO.IT

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