Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ. POLITICA M5S, iscritti ri-approvano statuto: il sì vince con il 91%

12 Marzo 2022, 12:00pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

alternate text

INSERITO DA MORENA MOTTA Borrè: "Grillo può chiedere ripetizione voto" Gli iscritti hanno ri-approvato lo statuto del Movimento 5 stelle. Dopo che in una prima votazione ieri avevano votato solo 34.040 iscritti, oggi la consultazione ha visto la partecipazione di 38.735 persone con una nettissima maggioranza di Si' (35.176, pari al 90.81 %) mentre i no sono stati 3.559 (9,19 %). Grazie a questo voto - si legge sul sito del Movimento - "è approvato lo Statuto del Movimento 5 Stelle, nella versione approvata il 2/3 agosto 2021, aggiornato con le modifiche richieste dalla Commissione di Garanzia degli Statuti"."Visto che Conte ha parlato di bagni di democrazia, Grillo potrebbe decidere di prendere sul serio la necessità di un tale "bagno" per un passaggio così cruciale ed esercitare, per la prima volta, le prerogative previste dall'art. 6 dello Statuto: "Entro 5 giorni, decorrenti dal giorno della pubblicazione dei risultati sul sito dell’Associazione, il Garante può chiedere la ripetizione della votazione che, in tal caso, s’intenderà confermata qualora abbiano partecipato alla votazione almeno la metà più uno degli iscritti", chiedendo che a poter votare siano tutti gli iscritti". Lo dichiara all'Adnkronos Lorenzo Borrè, il legale dei ricorrenti M5s, commentando l'esito della nuova votazione sullo statuto. "Rimarrebbero però - aggiunge - insuperabili le questioni di merito, che solo una visione autocratica può derubricare a cavilli, relative alle clausole che prevedono la cooptazione delle cariche apicali e la candidabilità di cerchie ristrette, talmente ristrette che nel caso della candidatura alla carica di presidente è previsto un solo concorrente". https://www.adnkronos.com/m5s-iscritti-ri-approvano-statuto-il-si-vince-con-il-91_21xJV42wkG4pxwn5wx7ewy

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI I Rolling Stones tornano in Italia, previsto un concerto quest'estate (e potrebbe essere a Milano)

12 Marzo 2022, 11:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Rolling Stones

INSERITO DA MORENA MOTTA La notizia confermata attraverso un video diffuso sui canali social della band I Rolling Stones torneranno a suonare in Italia. La notizia è stata confermata dalla band stessa, che in un breve video pubblicato sui propri canali social, mostra un globo che gira e l'iconica bocca rossa con linguaccia posizionata su diverse città d'Europa, ad indicare le diverse tappe del prossimo tour nel Vecchio Continente, il primo senza lo storico batterista Charlie Watts, scomparso la scorsa estate. E tra queste sembrerebbe esserci anche Milano, dove il gruppo si dovrebbe esibire, stando alle indiscrezioni, il 21 giugno. Se gli indizi sono esatti a cinque anni dal loro ultimo concerto nel nostro Paese i Rolling Stones sono quindi pronti a tornare. La band non suonava in Europa dal 2018, mentre in Italia si era esibita a Lucca col loro “No Filter Tour” nel 2017. Quest’anno il leggendario gruppo rock festeggia anche i sessant’anni di carriera, avendo suonato il primo concerto il 12 luglio 1962 sul palco del Marquee di Londra (suonando con il nome di “Rollin’ Stones”) con la band composta da Mick Jagger (voce), Keith Richards ed Elmo Lewis (Brian Jones) (chitarre), Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano). Anche se non è stato ufficializzato il calendario, i promoter Live Nation e D’Alessandro & Galli hanno confermato indirettamente postando il logo degli Stones. Inoltre, secondo quanto riporta il Daily Mail, il tour prevederebbe un concerto il 25 giugno a Hyde Park, Londra. TGCOM24

Leggi i commenti

PUGLIA E CALBRIA NEWS PUGLIA Buoni spesa e beni di prima necessità per 400 famiglie: a Terlizzi il sostegno per il caro bollette

12 Marzo 2022, 11:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA L'iniziativa del Comune prevedeva il rimborso delle utenze nelle ricevitorie, ma siccome non sono arrivate richieste dagli esercenti, sono stati convertiti in buoni per oltre 77mila euro "Un aiuto economico destinato alle famiglie che in questo momento particolare diventa prezioso per far fronte al caro bollette" ricorda il sindaco Ninni Gemmato. I bonus ammontano a 150 euro per i nuclei familiari sino a tre componenti; 250 euro per i nuclei con più di tre componenti. A tutto ciò si aggiunge ancora un ulteriore aiuto per il pagamento della tassa rifiuti (TARI): altri 150 euro per i nuclei familiari fino a tre componenti; 250 euro per i nuclei familiari con più di tre componenti. Il meccanismo in un primo momento prevedeva il saldo diretto di luce e gas presentando le fatture presso le ricevitorie. Tuttavia, dal momento che non è giunta nessuna manifestazione di interesse da parte degli esercenti abilitati al pagamento delle utenze domestiche, il Comune ha deciso di convertire il contributo per le bollette in buoni spesa alimentari di pari valore. "Le oltre 400 famiglie che hanno già presentato istanza per il contributo relativo alle utenze domestiche, a partire da lunedì prossimo riceveranno il bonus di 150 euro o 250 euro (a seconda del nucleo familiare) sotto forma di buoni spesa da spendere nei negozi di generi alimentari. Il bonus utenze si aggiungerà ai buoni spesa per beni alimentari e di prima necessità già previsti dal bando Buono Amico", spiega Francesco Barione, consigliere delegato alle Politiche Sociali. L’accredito del bonus utenze avverrà sempre in forma digitale. L’importo del contributo sarà associato al codice fiscale del beneficiario che non dovrà dunque recarsi presso gli uffici comunali: a partire da lunedì 14 marzo e nei giorni seguenti, tutti i beneficiari riceveranno direttamente sul proprio telefonino un codice pin di cinque cifre e con quello potranno subito fare la spesa nei negozi convenzionati che espongono il logo Buono Amico. BARITODAY

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Grano e mais toccano il record con 400 euro a tonnellata

12 Marzo 2022, 11:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ucraina Cai record storico grano mais

INSERITO DA MORENA MOTTA Secondo Consorzi Agrari d'Italia, le quotazioni di grano tenero e mais, che segnano rispettivamente +17% e +23% Le quotazioni di grano tenero e mais, che segnano rispettivamente +17% e +23% rispetto alla scorsa settimana, sfondano per la prima volta nella storia in Italia quota 400 euro a tonnellata. Lo comunica CAI - Consorzi Agrari d'Italia, in base alla rilevazione settimanale della Borsa Merci di Bologna, punto di riferimento in Italia per le contrattazioni fisiche dei prodotti agricoli. Il grano tenero sale in una settimana di 60 euro a tonnellata fermandosi tra 402 e 411 euro a tonnellata, con punte di 435 euro per il frumento più proteico. Il mais, invece, tocca quota 405 euro a tonnellata con un rialzo di 75 euro rispetto all'ultima quotazione della scorsa settimana.Il grano duro, non toccato dalla guerra in corso, resta invece fermo tra 510 e 515 euro a tonnellata, stabile ormai da qualche settimana, l'orzo registra +25% toccando 384 euro a tonnellata di quotazione, mentre il sorgo (+23%) passa da 308 a 378 euro a tonnellata. Leggero rialzo per la soia (+4,5%) a quota 688 euro a tonnellata. Rispetto alle rilevazioni del 17 febbraio, ultima settimana prima dell'inizio della guerra, il grano tenero ha subito una impennata del 31,4%, il mais del 41%, sorgo e orzo del 38%, la soia del 9,5%. L'Italia importa il 64% del grano tenero per il pane e i biscotti, il 44% di grano duro necessario per la pasta, il 47% di mais e il 73% della soia, questi ultimi due prodotti sono fondamentali soprattutto per l'alimentazione animale. CAI - Consorzi Agrari d'Italia sottolinea che il costo dei prodotti agricoli incide sul 10% del prezzo del prodotto finale al consumatore, eventuali aumenti nel breve periodo di prodotti derivanti dal grano tenero, quali pane, farine e biscotti, sarebbero dovuti principalmente al caro energia e ai rincari di trasporti, imballaggi, carburante. A livello di scorte, conclude il CAI citando le proiezioni del Dipartimento per l'Agricoltura degli Stati Uniti, se l'Unione Europea si dimostrera' unita, senza dannosi slanci protezionistici dei singoli Paesi, non ci saranno problemi di approvvigionamento di prodotti agricoli per l'Italia fino all'inizio della prossima campagna. AGI

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Platì, 8 anni per la rimozione di una frana: i cittadini stanchi fanno da soli e liberano la strada

12 Marzo 2022, 11:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La frana nei pressi di Platì

INSERITO DA MORENA MOTTA La denuncia dell'agronomo dell'università di Reggio Calabria sulle condizioni della Bovalino-Bagnara: «Uno schiaffo morale allo Stato incapaci di risolvere un problema di viabilità» «Uno schiaffo morale allo Stato e alle sue articolazioni interessate, incapaci di risolvere un problema di viabilità». È il duro sfogo di Alfonso Picone Chiodo, agronomo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, testimone diretto di un esempio di cittadinanza attiva che ha visto protagonisti alcuni cittadini volontari di Platì, impegnati a ripulire un tratto della Bovalino-Bagnara investito otto anni fa da una frana. «La Bovalino-Bagnara – spiega – è una delle arterie più importanti e antiche della nostra provincia. Venne istituita nel 1928, col decreto legislativo n. 112 del 1998 la gestione passò dall’Anas alla Regione Calabria, che ha provveduto al trasferimento dell’infrastruttura (denominata SP 2) al demanio della provincia di Reggio Calabria. Consente di valicare l’Aspromonte mettendo in comunicazione la ionica e la tirrenica». «Nel recente passato si era anche cercato di velocizzare questo collegamento con un traforo che avrebbe dovuto attraversare la montagna ma rimase uno dei tanti progetti sulla carta. Tuttavia, soprattutto per gli abitanti di Platì, consente, in circa 15 km e 600 m di dislivello, un vitale collegamento con i piani di Zillastro, con la dorsale tabulare e con le aree dove si pratica, con fatica, allevamento e agricoltura. La strada, con numerosi e arditi tornanti e alcune gallerie paramassi, è un’arteria di montagna, soggetta a veloce “usura”, vulnerabile per le frequenti cadute di massi e quindi bisognosa di interventi di manutenzione costanti e importanti. Ma ciò avveniva sempre più raramente tanto che alcuni tratti erano divenuti una pista. I platioti, comunque, dopo le iniziali rimostranze, si erano rassegnati rischiando anche la vita su quel tracciato divenuto così pericoloso ma necessario». Tutto ciò sino a quando 8 anni fa una frana di notevoli proporzioni, staccatasi da Puntone di Pendola, l’ha resa definitivamente intransitabile. Alle accese proteste seguirono da parte degli Enti competenti promesse di provvedimenti risolutori ma, in un continuo rinvio, non si ebbe alcun intervento. Ma la pazienza dei platioti ha un limite e, pochi mesi fa, hanno deciso di fare da sé. Autofinanziandosi, mettendo a disposizione uomini, mezzi e strumenti hanno ripristinato il tratto di strada franato. «Prima dell’intervento – spiega Picone Chiodo – ero passato a piedi sul bordo della frana che si spalancava su di una enorme voragine e c’era da aver paura, come si può vedere dalle immagini. Va quindi riconosciuto ai platioti il coraggio nell’affrontare un obiettivo che chiunque avrebbe ritenuto impossibile da raggiungere e per il quale sono state necessarie competenze tecniche elevate». «I platioti hanno infatti accolto l’invito di Umberto Zanotti Bianco, di circa un secolo fa. In una delle sue visite ad Africo, alle lamentele degli africoti per la mancanza di un ponte sull’Aposcipo, esclamò: “… ma che tra tutti i milleottocento quanti siete non si siano trovati dieci, venti uomini di buona volontà disposti a tagliare nei vostri boschi qualche albero d’alto fusto per … fare una passerella, questo è per me incomprensibile”. Trattandosi di un intervento non autorizzato la strada risulta ufficialmente chiusa. Ma si sa, in Italia, di cose strane ve ne sono tante» ha concluso l’agronomo reggino. https://www.lacnews24.it/cronaca/plati-8-anni-per-la-rimozione-di-una-frana-i-cittadini-stanchi-fanno-da-soli-e-liberano-la-strada-_151574/

Leggi i commenti

SICILIA NEWS A Marsala una classe con 22 figli di pregiudicati

12 Marzo 2022, 11:36am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA La vicenda è emersa nel corso delle audizioni sulla condizione dei minori in Sicilia dell'antimafia regionale Una intera classe di prima elementare a Marsala composta da alunni che sono tutti figli di pregiudicati. A segnalarlo alla commissione regionale Antimafia, che ha chiuso dopo otto mesi di audizioni un’inchiesta sulla condizione dei minori in Sicilia, è stato Salvatore Inguì, direttore dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Palermo. Inguì era stato sentito in audizione dall’Antimafia il 14 settembre dell’anno scorso. «Mi ha chiamato la settimana scorsa un insegnante e mi ha fatto un elenco di bambini. Mi chiedeva se io li conoscessi. Li conoscevo tutti, me ne ha elencati ventidue. Qual è la caratteristica di questi bambini? Che sono tutti figli di soggetti con gravi pregiudizi penali. Io ho detto: "Ma perché mi fai questo elenco?". Guarda caso tutti questi bambini sono in una sola classe elementare, iniziano la prima elementare ed hanno messo in questa classe solo bambini di questo tipo». Secca la replica del presidente della Commissione Claudio Fava, come emerge dalla relazione finale approvata all’unanimità: «Forse questa è una cosa che merita di essere rapidamente segnalata perché mi sembra l’opposto di ciò che dovrebbe rappresentare il messaggio educativo e di comunità di una scuola. Soprattutto in una realtà, come quella siciliana, in cui il disagio sociale dei minori diventa la più formidabile occasione di reclutamento malavitoso. È importante capire se questo precedente sia un caso isolato o se piuttosto nelle periferie delle città siciliane la scelta di costruire classi ghetto dove ammassare i figli di genitori pregiudicati o reclusi sia una traccia non episodica. Sarebbe il segno di una sorta di rassegnazione istituzionale al destino già segnato di quei ragazzi e al contesto sociale in cui crescono». E Stefano Suraniti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, sentito dall’Antimafia il 12 ottobre dell’anno scorso, ha argomentato così: «Nella formazione delle classi tutte le scuole adottano dei criteri che sono poi quelli di creare classi al loro interno eterogenee. In alcune scuole però questo obiettivo è difficilmente raggiungibile perché probabilmente siamo nella condizione in cui c'è una più alta percentuale con svantaggio socio-economico, quindi nelle periferie ci può essere una maggiore incidenza di famiglie in difficoltà o di fatto assenti. E dove c'è una più alta incidenza di disagio e questo ovviamente incide anche sulla formazione, nel senso che sono classi più complesse da gestire. Ciò non toglie naturalmente che i nostri docenti abbiano gli strumenti relazionali, comunicativi ed anche didattici per cercare di gestire una classe complessa: ciò non toglie che il successo formativo di quella classe o di una parte della classe non è detto che sia raggiunto, proprio perché ci sono delle dinamiche esterne che influenzano il rendimento». Ma Anna Maria Alagna, dirigente scolastica dell'istituto Sturzo Asta di Marsala, finita nell'occhio del ciclone, non ci sta e annuncia querele: "In merito alle notizie diffuse sulla stampa “sulla classe ghetto a Marsala”, nella quale sarebbero iscritti ben ventidue bambini, figli di pregiudicati, intendo - ha scritto in una nota - annunciare che ho già adito le vie legali, a difesa del buon nome dell’Istituzione scolastica di cui sono Dirigente, del gruppo di lavoro che si occupa di formare le classi nel rispetto di obiettivi e deliberati criteri, oltre che mio personale, per querelare tale signor Inguì per le dichiarazioni false, tendenziose e prive di fondamento rese alla Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. Non si comprende da quali fonti l’Inguì abbia tratto le false informazioni che tanto discredito gettano su una scuola che, pur insistendo in un quartiere popolare, non è annoverata tra le 9 scuole dell’ambito 28 della provincia di Trapani destinatarie di interventi contro la dispersione scolastica, al contrario vanta una storia di successi educativi testimoniati dai numeri crescenti di iscrizioni. E’ appena il caso di ricordare che la scuola, ogni scuola, svolge una essenziale e instancabile azione educativa e di aperto contrasto ad ogni forma di illegalità. Per questo chiederò al presidente Fava di essere audita in Commissione dove sarà facile dimostrare, carte alla mano, l’infondatezza delle affermazioni di Inguì che per questa azione diffamatoria e calunniosa dovrà rispondere nelle sedi opportune. Altresì è mio dovere intraprendere ogni altra azione in autotutela nei confronti del docente che ha incautamente scatenato questa bufera mediatica, che se da un lato si abbatte sulla scuola, dall’altro servirà a fare chiarezza anche in merito alle procedure trasparenti e corrette con le quali si formano le classi. Di tutta la vicenda saranno informati gli organi scolastici territoriali e regionali”. FONTE LA SICILIA

Leggi i commenti

SEZ. RICETTE Gnocchetti di carota con salsa ai porcini

12 Marzo 2022, 11:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI EMANUEL ZUPPARDO

Gnocchetti di carota con salsa ai porcini, mazzancolle e maggiorana: ecco la nuova ricetta dello chef Luciano Vigliotti del ristorante 'Samnium' di Paolisi, in provincia di Benevento

 

Ingredienti
Preparazione
  1. Pelare le carote e tagliarle a pezzi. Sbucciare la cipolla e tagliare a julienne, appassire in casseruola con olio Extravergine, aggiungere i pezzi di carota e far cuocere a fuoco lentissimo con il coperchio, girare spesso e se c’è bisogno aggiungere un mezzo bicchiere di acqua, cuocere in modo da ottenere una sorta di crema dopo frullare alla massima velocità. Versare la crema in un passino o uno straccio e lasciare tutta la notte in frigorifero.

  2. Il giorno dopo versare la purea nel bimby con i tuorli, l’olio Extravergine ed il parmigiano, mescolare 20 secondi a velocità 5 e poi aggiungere alla fine il sale, la fecola e la farina, far girare pochi secondi il tempo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati, a questo punto mettere in una sacca a poche e fare gli gnocchetti uno alla volta direttamente nell’acqua calda. Appena salgono a galla si possono mantecare direttamente con la salsa oppure raffreddarli in acqua e ghiaccio e asciugarli bene su uno strofinaccio in modo da utilizzarli quando ci serviranno.

  3. Pulire le mazzancolle lasciando solo la polpa e mettere da parte, preparare a questo punto la bisque facendo rosolare le teste con del sedano carota e cipolla, aggiungere un pomodoro a pezzettoni, bagnare con il vino bianco ed aggiungere acqua. Far cuocere 20 minuti e filtrare. 

  4. Per la salsa far scaldare l’olio e mettere i porcini a tocchetti, far rosolare e bagnare con un pò di brodo di pesce fatto precedentemente con le teste di gamberi, aggiungere gli gnocchi calati in acqua bollente e salata e mantecare aggiungendo i pezzetti di mazzancolla e la maggiorana tritata, legare con un filo d’olio e parmigiano. Impiattare a piacere facendo attenzione a non rompere gli gnocchi morbidi.

Chef Luciano Vigliotti OTTOPAGINE

Leggi i commenti

SPORT NEWS E SPORT LOCALE È la vigilia di Avellino-Palermo, rosanero senza l'ex Fella Baldini recupera Crivello, ma non ci saranno l'attaccante, Accardi e lo squalificato Perrotta

12 Marzo 2022, 11:28am

Pubblicato da Miki Pappacoda

e la vigilia di avellino palermo rosanero senza l ex fella

 INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Domani, con calcio d'inizio alle 14.30, l'Avellino ospiterà il Palermo e i rosanero raggiungeranno l'Irpinia senza l'ex, Giuseppe Fella. L'attaccante non è nella lista dei convocati diramata da Silvio Baldini per la gara del "Partenio-Lombardi" a causa di un problema al ginocchio destro e di un trauma contusivo distorsivo precedente. Niente Avellino anche per Andrea Accardi: il difensore centrale non sarà a disposizione del tecnico a causa di una gastroenterite virale. Baldini recupera Roberto Crivello, di nuovo in gruppo già nella giornata di ieri e che ha superato la lesione del gemello mediale del polpaccio destro. Nel reparto difensivo della squadra siciliana mancherà Marco Perrotta. L'altro ex biancoverde sconterà il turno di squalifica, determinato dal giallo rimediato nella gara vinta contro la Vibonese. Avellino-Palermo, i convocati del club rosanero Portieri: Massolo, Pelagotti. Difensori: Buttaro, Doda, Crivello, Giron, Lancini, Marconi, Somma. Centrocampisti: Dall'Oglio, Damiani, De Rose, Luperini, Odjer, Valente. Attaccanti: Brunori, Felici, Floriano, Silipo, Soleri. di Carmine Quaglia OTTTTTOPAGINE

Leggi i commenti

NAPOLI NEWS Guerra a Forcella, il figlio di Giuliano picchiato in strada:«Tu si o figl ro nfam»

12 Marzo 2022, 11:23am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Guerra a Forcella, il figlio di Giuliano picchiato in strada:«Si o figl ro  nfam»

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una guerra infinita. Quella combattuta nei vicoli del ‘ventre molle’ di Napoli, quella casbah che fu regno incontrastato dei Giuliano, cognome legato a doppio filo a Forcella e alle tensioni criminali che in tutti questi anni hanno dominato il quartiere. Ieri un nuovo capitolo di questa ‘saga’ intrisa di sangue e paura con la custodia cautelare in carcere disposta dalla Procura di Napoli per Domenico De Martino ‘a caciotta’ e Alessio Vicorito. Il gip ha invece disposto i domiciliari per Mario Giarnieri e Raffaele Cella mentre per Raffaele Giuliano l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nelle oltre 170 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Leda Rossetti c’è tutta la ricostruzione dello scontro tra gruppi rivali e dell’odio montante tra il gruppo riconducibile a De Martino e quello capeggiato invece da Giuliano junior.L’aggressione nel centro scommesse a Forcella contro lo zio del ras De Martino Una guerra caratterizzata da stese e pestaggi come quello che vide soccombere lo zio di De Martino, aggredito nell’Eurobet di via Pietro Colletta da Raffaele Giuliano e da Francesco Errichelli (che risulta indagato). L’uomo finì in ospedale dove fu poi sottoposto ad un delicato intervento chirurgico visto che dall’occhio destro non vedeva più. Ascoltato dagli inquirenti dichiarò di non aver riconosciuto i suoi aggressori spiegando di esser stato assalito alle spalle:«Sono legato da vincoli di parentela con De Martino Pasquale detto “‘a’ caciotta” poiché ha contratto matrimonio con mia sorella. So che mio cognato ha avuti problemi con la giustizia ma di questo non me ne sono mai interessato. Conosco Raffaele Giuliano figlio di “‘o montone” poiché è del quartiere ma con lui non ho alcun rapporto. Come voi mi chiedete non so dirvi se sia stato lui ad aggredirmi poiché, come ho detto prima, sono stato colpito alle spalle e poi ho solo pensato a ripararmi». La vendetta di De Martino contro Giuliano junior La vendetta di De Martino non si è però fatta attendere e nel febbraio del 2018 Raffaele Giuliano (cugino omonimo di Raffaele) fu bloccato in strada e picchiato violentemente dal ras, indicato dalla Procura come vicino al gruppo Contini. Lo stesso Giuliano junior (figlio del collaboratore di giustizia Guglielmo) ascoltato dopo l’aggressione dichiarò:«Ho incontrato in strada delle persone che conosco, erano fermi vicino al chioschetto all’angolo con la via Pietro Colletta, questi si avvicinavano a me e mi riconoscevano subito, indicandomi come ,figlio di un pentito, difatti in dialetto napoletano mi dicevano “Tu si o figl ro nfam”, e mi colpivano violentemente con dei colpi al volto e al corpo, facendomi rovinare al suolo. Mi riprendevo e cercavo di scappare in direzione del Vico dei Travi, ove venivo raggiunto da tre degli autori dell’aggressione, sopraggiunti a bordo di due motocicli, che continuavano ad aggredirmi e nella circostanza rovinavamo al suolo, procurandomi altre ferite, in particolare al naso, procurandomi la fuoriuscita di sostanza ematica. Subito dopo gli aggressori si allontanavano in direzione di Forcella lasciandomi al suolo. Ho riconosciuto delle quattro persone solo due, Armando Tubelli e Mimmo De Martino».

STEFANO BITONDO INTERNAPOLI 

Leggi i commenti

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Enzo ucciso nella discoteca a S. Antimo per uno schizzo di champagne: chiesta la conferma l’ergastolo per Annunziata e Mango

12 Marzo 2022, 11:19am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Al tribunale l'udienza è online: giudici e avvocati collegati da remoto -  ilGiornale.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Stamattina, dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli, presidente Barbarano, si è celebrato il processo a carico di Gianluca Annunziata e Mango Luigi, accusati e condannati in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Vincenzo Priore ed il tentato omicidio Barretta. Il Procuratore generale ha chiesto di confermare la condanna all’ergastolo mentre il collegio difensivo (composto dagli avvocati Dario Carmine Procentese, Domenico dello Iacono e Claudio Davino) hanno provato a smontare il quadro probatorio composto prevalentemente dalle dichiarazioni di ben otto collaboratori di giustizia, nell’ordine lo rosso Carlo lo Russo antonio, Ambra Giuseppe, Riccio Pasquale, Covelli Luca, Esposito Claudio, De Simini Antonio e Torre Mariano i quali hanno concordemente attribuito la responsabilità dell’efferato crimine ad Annunziata e Mango. Ad irrobustire il quadro accusatorio le intercettazioni a carico di Marino Pasquale noto come ‘o limone, fratello di Brandi Vincenzo. un ras del clan Abete-Abbinante-Notturno. Secondo la ricostruzione operata dalla pubblica accusa, a seguito di una banale lite avvenuta in discoteca tra esponenti del Clan Licciardi e del clan Lo Russo a suon di bottigliate, i rampolli del clan Lo Russo avrebbero deciso di proseguire l’opera recandosi nella Masseria Cardone, noto feudo del Clan Licciardi e di colpire mortalmente, Vincenzo Priore e di ferire con un proiettile alla testa Barretta Giuseppe. La sentenza è prevista per il prossimo sei aprile. L’omicidio è avvenuto il 15 novembre 2012, all’epoca dei fatti erano tutti giovanissimi: Quella sera nella discoteca Remake di Sant’Antimo ragazzi appartenenti alla famiglia Licciardi stavano festeggiando a dei tavoli posti al piano inferiore della discoteca. Al piano superiore c’erano altri ragazzi, legati ai Lo Russo e ad un certo punto i mianesi avrebbero iniziato a lanciare champagne di sotto provocando la reazione dei primi. Ne nacque una colluttazione poi sfociata in rissa all’esterno del locale. Non finì là perchè quelli di Miano vollero vendicarsi andando a sparare addirittura nella Masseria Cardone, ‘roccaforte’ dei Licciardi. Quell’episodio, su cui all’epoca calò una cappa di omertà, ricostruito negli anni grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia come Antonio Accurso che ha rivelato:«Ho saputo che un ragazzo è stato ucciso da ‘uno di Miano’ ma non per una questione di camorra ma per una lite scoppiata in discoteca. Ho saputo anche che c’è stata una mediazione tra i clan nel senso che non c’è stata la risposta a questo omicidio da parte della Masseria Cardone benchè in quella discoteca ci fosse anche…..Ci fu solo un po’ di tensione visto che un ragazzo di Miano era andato a sparare nella Masseria Cardone». FONTE ANTONIO MANGIONE INTERNAPOLI

Leggi i commenti