Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE “Un pezzo unico - spiega Romano - che fa parte del tronco di un platano di quasi cento anni. Un albero dalla doppia vita poiché, estirpato per far posto al bunker della Radioterapia dell’Ospedale di Carpi ha consentito a decine e decine di malati di avere una nuova speranza di vita e, allo stesso tempo, oggi, trasformato in presepe, è il simbolo della rinascita per antonomasia”.
Da oltre quindici anni si “mette in gioco” creando dei veri e propri capolavori. Tra le sapienti mani del carpigianoRomano Cornia, infatti, nascono presepi di rara bellezza. E’ suo quello che da alcuni giorni è spuntato sul sagrato della Cattedrale. “Un pezzo unico – spiega Romano – che fa parte del tronco di un platano di quasi cento anni. Un albero dalla doppia vita poiché, estirpato per far posto al bunker della Radioterapia dell’Ospedale di Carpi ha consentito a decine e decine di malati di avere una nuova speranza di vita e, allo stesso tempo, oggi, trasformato in presepe, è il simbolo della rinascita per antonomasia”.
Il bellissimo presepe potrà essere ammirato da grandi e piccini fino all’Epifania e poi, conclude Romano “dovrà trovare una nuova casa che lo ospiti, seppur momentaneamente, poiché dopo la tromba d’aria che ha colpito Fossoli, ha perso la sua”. Membro degliAmici del presepedi Carpi, Romano non vede l’ora di poter organizzare nuovamente una grande mostra, “non appena la pandemia ce lo consentirà” per regalare così un sorriso alle famiglie desiderose di condividere i valori più autentici del Natale.
INSERITO DA REDAZIONE La compagnia “Atellana”, diretta da Costantino Amatruda, è pronta a tornare in scena dopo lo stop forzato dovuto al Covid -19 e lo farà a partire dal giorno di Santo Stefano con la commedia “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo.
La commedia, ispirata da una storia vera, si svolge in un appartamento di un palazzo secentesco vanno ad abitare Pasquale Lojacono e la giovane moglie Maria. All’insaputa di Maria, Pasquale ha un accordo con il proprietario, per cui, in cambio dell’alloggio, dovrà sfatare le dicerie sull’esistenza di fantasmi nella casa.
Suggestionato dai racconti del portiere, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e lo scambia per un fantasma. I regali di Alfredo consentono alla coppia un certo benessere e Pasquale, sentendosi beneficiato dal fantasma, non si pone troppe domande. Non sopportando più l’equivoca connivenza dimostrata dal marito, Maria decide di fuggire con Alfredo.
I familiari si recano da Pasquale per denunciare l’adulterio e vengono a loro volta scambiati per fantasmi…
Date e Orari della Commedia
Maiori Salone degli affreschi di Palazzo Mezzacapo.
26-27-28 dicembre 2021 ore 20.00
1-2 gennaio 2022 ore 20.00
IL 26 È SOLD OUT!!!
Affrettatevi a prenotare online su: www.maiorifestival.it
INGRESSO GRATUITO.
COMUNICATO UFFICIALE
In considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica in atto, si comunica che, in via precauzionale, le repliche dello spettacolo “Questi fantasmi!”, previste per le serate del 26, 27 e 28 dicembre, sono rinviate a data da destinarsi.
Al momento restano confermate le repliche programmate per il 1º e 2 gennaio 2022. Saranno comunicati ulteriori aggiornamenti rispetto al calendario e alla riorganizzazione delle prenotazioni.
Ci scusiamo per l’inconveniente e cogliamo l’occasione per augurare a tutti buone feste e buon Natale.
I posti sono limitati e per partecipare è necessario prenotarsi sul sito www.maiorifestival.it. L’evento, organizzato dall’Associazione artistico-culturale “Atellana”, è patrocinato dal Comune di Maiori ed è promosso dal Maiori Festival. Si rende necessaria la presentazione del Green Pass per poter partecipare all’evento.
Cast:
Pasquale Lojacono/Giovanni Lembo
Maria sua moglie/Angela di Lieto
Alfredo Marigliano/Alfonso Mammato
Armida sua moglie/Assunta Savastano
Raffaele il portiere/Giuseppe Guadagno
Carmela sua sorella/M.Claudia di Lauro
Gastone Califano/Gaetano di Lieto
Saverio Califano/Dino Pappacoda
Maddalena sua moglie/ M.Claudia di Lauro
Silvia/ Manuela Mammato
Arturo/ Raffaele Vincenzo Giorgio
Due facchini/ Dino Pappacoda, Raffaele Vincenzo Giorgio, Ettore Civale
Regia: Costantino Amatruda
Allestimento scenografico: Luigi Mennella e Rino Pisani
Allestimento audio-luci: Giuseppe Capone Mostra meno
Nel cuor dell’inverno
tra neve e tra geli
discende il bambino
dall’alto dei cieli
riporta alla terra
la luce e il calore
e accende nei cuori
speranza ed amore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Numeri confortanti per il prossimo anno per Stellantis di Pratola Serra (AV). Dopo l’ufficialità della notizia dei motori per i veicoli commerciali per tutto il gruppo Stellantis, la Direzione Aziendale di Pratola Serra ha comunicato all'esecutivo di fabbrica che per il 2022 tra motori e basamenti si produrranno circa 400.000 pezzi. "Il rilancio di Stellantis - dichiara il Segretario della Fismic Giuseppe Zaolino - rimette in moto l'intera provincia di Avellino". Tra dipendenti e indotto oltre 2000 persone potranno lavorare con continuità. L'ulteriore elemento di positività e la nascita dell’euro 7 entro il 2024. Questo motore di ultima generazione nasce con licenza di percorrenza oltre il 2030. Gli investimenti per Pratola Serra, dimostrano che l'attenzione del gruppo Stellantis per il Sud è la migliore testimonianza di rilancio industriale, smentendo politici e qualche sindacato che hanno fallito clamorosamente nelle previsioni. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Nella seduta di ieri del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS) sono stati approvati finanziamenti per diversi interventi sulla viabilità, in modo particolare, in Regione Campania, tra gli altri, è stato finanziato il completamento del secondo ed ultimo lotto dell’intervento “Strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda”, per oltre 76 milioni di euro.Si tratta di un importante e atteso risultato della Giunta Regionale, che dopo oltre 10 anni di attesa, intercetta le risorse economiche per completare un progetto altamente strategico, del valore, ad oggi, di 445 milioni di euro. Nella stessa giornata di oggi, negli uffici della Regione Campania sono stati sottoscritti gli atti integrativi che consentono la definitiva ed organica ripresa dei primi tre stralci dell’opera e la partenza del quarto stralcio per un valore di 63 milioni che consentirà il completamento del primo lotto. I due atti, congiuntamente, porteranno ad una ripresa concreta dei lavori e garantiranno il completamento dell’opera. di Rossella Strianese OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Inaugurata presso la Cripta del Duomo di Avellino alla presenza del vescovo Arturo Aiello e del sindaco Festa, la mostra "Dentro il presepe. Immagini e suggestioni". Per Angelo Giusto, presidente emerito della Commissione Sanità della Regione Campania, il presepe merita di entrare nel patrimonio Unesco. "Non esiste simbolo della cristianità più importante e più esportato del presepe. L'arte presepiale consente alla Campania e all'interno di essa di presentare l'arte dei poveri che piace a tanti e che ricorda non solo ai bambini, ma al mondo che crede in questa tradizione, di saper guardare con gli occhi del cuore, e non con quelli della testa”. Curatrice della mostra assieme a Gennaro Miccio, la dott.ssa Maria Cristina Lenzi della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Avellino e Salerno: "Il presepe rappresenta sicuramente un momento magico in occasione del Natale, ma la cosa importante che ha rivalutato quest'arte nel corso degli anni è un documento storico di ricostruzione dei costumi e degli usi e ha non solo un'importantissima valenza religiosa, ma anche in termini di letteratura". di Angelo Giuliani OTTOPAGINE
Nuova ricetta del nostroDoctorChef Francesco Finizio: paccheri, baccalà, datterino giallo in acqua di mare, timo, limone e maggiorana, mantecati con mousse di patata, baccalà e ricotta. Di seguito il procedimento suggerito dallo chef e gli ingredienti necessari per quattro persone. Per l'abbinamento con il vino lo chef propone un Pecorino Cataldi Madonna, Terre Aquilane Igt Super Giulia
Ingredienti
Preparazione
In una padella ampia mettiamo dello scalogno, uno spicchio d'aglio in camicia, un po' di peperoncino, maggiorana, timo e limone. Facciamo rosolare aggiungendo i datterini gialli.
A questo punto poniamo il baccalà a cubotti e facciamo rosolare, aggiungiamo il vino bianco e sfumiamo il tutto. Ora prepariamo il composto o mousse con patata lessa, baccalà (saltato in padella) e ricotta in un frullatore da immersione.
Appena cotta la pasta molto al dente, la poniamo in padella, saltando e aggiungendo la mousse più mezzo mestolo d'acqua di cottura della pasta, continuando a cuocere. Impattiamo.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Incidenti sulle strade nei giorni delle feste Venticano. Un volo pazzesco, l'auto che scavalca un muro di recinzione e finisce come una scheggia impazzita nel piazzale di un'abitazione. E' quanto accaduto a Venticano in Irpinia, lungo la strada statale 7. Poteva essere una strage di Natale, ma fortunatamente non è stato così. Lo schianto ha visto coinvolta una sola vettura con a bordo tre giovani di Mirabella Eclano, fratello, sorella e cugino, rispettivamente di 23 il primo e 22 gli altri due. Stavano facendo ritorno a casa dopo uno scambio di auguri natalizi. Alla fine della salita, dopo aver perso il controllo sono piombati con la fiat 500X contro un muretto di recinzione, sul lato destro della strada, volando sulla parte superiore fino a scavalcare una siepe. Quando sul posto sono giunti tempestivamente i vigili del fuoco di Griottaminarda, due erano già fuori, entrambi coscienti, mentre un terzo letteralmente incastrato all'interno dell'auto, ridotta a un ammasso di lamiere. Il bilancio è di tre feriti. Sul posto oltre a due pattuglie dei carabinieri sono giunte quattro ambulanze del 118 che hanno provveduto a trasportare d'urgenza i tre ragazzi all'ospedale Moscati di Avellino, dove al momento sono sotto osservazione ma fortunatamente non gravi. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non ce l'hanno fatta una 71enne di San Salvatore, una 73enne di Campagna e un 62enne di Ercolano Benevento. Continua a mietere vittime il Covid 19 all'interno dei reparti del San Pio di Benevento. L'iniziale bollettino diramato aveva inizialmente fatto tirare un sospiro di sollievo. In serata l'aggiornamento con un nuovo drammatico bollettino: tre persone che hanno perso la vita nel giorno di Natale. Si tratta di una 71enne di San Salvatore Telesino, una 73enne di Campagna, in provincia di Salerno e di un 62enne di Ercolano. Tutti erano stati ricoverati nel Reparto di Terapia intensiva dove ora restano due pazienti. Un bilancio davvero sconfortante quello degli ultimi giorni quando si sono tornati a registrare numeri importanti per quanto riguarda i decessi. I positivi ricoverati, dunque, sono ora 39: 21 sanniti (5 in Medicina Interna, 6 sono in Malattie Infettive, 8 in Pneumologia/Sub Intensiva e due in Terapia Intensiva. Diciotto invece pazienti provenienti da fuori provincia (1 in Medicina Interna, q14 in Malattie Infettive, 3 in Pneumologia/Sub Intensiva. Da febbraio 2020 ad oggi sono stati 1.266 i pazienti accertati positivi trattati nell’Area Covid del San Pio. Di questi, purtroppo, 356 non ce l'hanno fatta. OTTOPAGINE
Natale che cos’è? Mi piace pormi la domanda e mi aiuta non dare per scontata la risposta, per evitarmi il rischio di abituarmi a una festa che, oggi più che mai, forse a molti dice poco o niente, tanto l’abbiamo neutralizzata e resa mondana. Al punto che, nelle scorse settimane, qualcuno ha suggerito di evitare, nel nostro modo di parlare, l’espressione “Buon Natale” sostituendola con una più generica “Buone feste”, ritenendo la prima troppo confessionale e, perciò, discriminatoria nei confronti di coloro che, nel nostro continente, non sono o non sentono più di dirsi cristiani. L'improvvida e anacronistica indicazione, nell’intento di realizzare un'Europa più inclusiva, - ma l’inclusione, mi pare di poter dire, si costruisce con ben altre scelte, di accoglienza innanzitutto, e certamente non mortificando le identità spirituali e culturali dei popoli - è stata fortunatamente ritirata e riposta, speriamo definitivamente, nel cassetto. Ma intanto, forse ancora di più vale la pena di domandarsi: Natale che cos’è? Natale - mi vien da dire - è una festa scandalosa: la festa di Dio che si abbassa fino a farsi uomo, dell’Onnipotente che diventa un debole bambino, dell’Infinito che entra nei limiti della carne umana. A Natale, infatti, celebriamo il mistero di Dio che - diceva lo scorso anno Papa Francesco - “non ci ha guardato dall’alto, da lontano, non ci è passato accanto, non ha avuto ribrezzo della nostra miseria, non si è rivestito di un corpo apparente, ma ha assunto pienamente la nostra natura e la nostra condizione umana. Non ha lasciato fuori nulla, eccetto il peccato: l’unica cosa che Lui non ha. Tutta l’umanità è in Lui. Egli ha preso tutto ciò che siamo, così come siamo”. Sì, Natale è questo: una festa scandalosa! Più e meglio di molti anni di catechismo e di tanti studi di teologia, mi aiutò a capirlo, all’incirca trenta anni fa, un giovane marocchino che, come tanti altri in quegli anni, abitava in un basso senza servizi igienici a pochi metri dalla chiesa di cui ero parroco. Ricordo come se fosse adesso che era il 7 gennaio, il giorno dopo la festa dell’Epifania: mi aveva incontrato per strada al mattino e mi aveva chiesto se la sera sarebbe stato possibile, per lui e per un suo compagno, fare una doccia nei locali della sacrestia. Vennero puntuali all’appuntamento; la Messa era finita da un bel po' e tutta la gente era andata via. Poco prima, con alcuni collaboratori, avevamo tolto dal presbiterio le statue della Natività e sul mobile della sacrestia c’era poggiata ancora quella di Gesù Bambino. Mentre il suo amico faceva la doccia, il giovane, nell’attesa, conversava con me e, con lo sguardo più che con le parole, mi chiese ragione di quella statua di gesso che era là. Alla sua domanda, provai ad annunciargli il mistero dell’Incarnazione e gli dissi che quella immagine rappresentava Gesù Bambino, il Verbo fattosi Carne, il Figlio di Dio divenuto uomo come noi. Conservo ancora fissa nella mente la sua meraviglia; ricordo che, senza volerlo, portò le mani al volto, come a dire tutto il suo sconcerto e tutto il suo stupore e con gli occhi pareva che mi chiedesse: cosa stai dicendo, come puoi affermare questo? Capivo di aver detto una cosa troppo grossa, scandalosa, impossibile da accettare. Ripresi a parlargli nel tentativo di spiegarmi meglio, ma avvertivo in modo evidente che non era facile per lui aprirsi a quel Mistero. Poi, da buoni amici, passammo a parlare d’altro, rivedendoci ancora qualche volta fino a che non lasciò il paese. Ogni volta che viene Natale mi ricordo di lui; mi viene alla mente quell’episodio e il suo sconcerto davanti alla statua di Gesù Bambino; e sento, nel mio cuore, il bisogno di dirgli grazie per avermi aiutato a non abituarmi alla mia fede, a sorprendermi dell’evento cristiano e, in particolare, a guardare, con meraviglia, al mistero del Verbo fattosi carne. Sì, il Natale è un fatto scandaloso: Dio che si fa uomo, che accetta di assumere la mia umanità. Quando nei Vangeli leggo che il Figlio di Dio nacque in una mangiatoia perché Maria e Giuseppe non trovarono per lui nient’altro che quell’alloggio di fortuna e poi - proprio come i migranti e i profughi di oggi - che furono costretti a fuggire in Egitto, perché Erode cercava di uccidere il Bambino, mi viene da pensare che Natale è la festa di un Dio che ha lasciato la sua Casa e ha preso la sua dimora in mezzo a noi! E penso: lo so perché lo fece, lo fece per amore. Perciò ci venne a cercare e decise di stare con noi. E mi ridico: lasciò il Cielo costretto dall’Amore: L’Amor che move il sole e l’altre stelle lo mosse a venire tra noi e lo rese per noi un Dio senza Casa. Sì, Natale è questo. E questo è ciò che abbiamo bisogno di ascoltare e di sapere: sapere che siamo tutti pensati e amati da Dio, che Dio è innamorato dell’uomo, chiunque egli sia e qualunque sia la sua storia e il suo peccato, innamorato della sua umanità piccola e fragile. Di questo amore hanno bisogno di fare esperienza innanzitutto quelli che si sentono non amati: i poveri, i soli e gli ammalati. Per loro e per tutti sento, quale vescovo di Caserta, che questa è la mia missione: essere segno e strumento di quell’amore; segno e strumento della presenza del Signore che si fa vicino ad ogni uomo, che cammina per le nostre strade, e lì, per strada, incontra poveri e peccatori e a tutti annuncia, con i fatti, che Dio a tutti viene incontro, perché coloro che lo cercano lo possano trovare. Sento che questa è anche la grande missione della Chiesa: aiutare gli uomini e le donne di tutti i tempi e di ogni luogo a fare esperienza dell’amore di Dio che sempre continua a cercarci. L’esperienza sinodale che stiamo vivendo a questo vuole condurci: ad essere una Chiesa che somiglia di più al Suo Signore, che è un Dio che esce, che si mette a cercare l’uomo, si pone sulle sue tracce, che non si rassegna a vederlo perso lontano da Lui e non si dà pace finché non lo trova e non lo abbraccia. Cos’è Natale? Natale è questo: Dio si fa carne per questo! Per questo viene in mezzo a noi. Per questo si fa uomo nel grembo di Maria. OTTOPAGINE