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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRMigranti: sbarcati 490 nel porto di Crotone In due diversi arrivi. Nel giro 24 ore giunte quasi 700 personeIA

26 Dicembre 2021, 16:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA CROTONE, 26 DIC - Quattrocentonovanta migranti sono sbarcati oggi nel porto di Crotone. Un primo sbarco é avvenuto all'alba, con 90 persone giunte a bordo di un veliero che era stato intercettato al largo da una motovedetta del Roan di Vibo Valentia della Guardia di finanza.Un secondo sbarco, che ha interessato altre 400 persone, é stato registrato nella tarda mattinata. I migranti sono arrivati a bordo di un mercantile battente bandiera russa, il "Mekhanik Herokin", che li aveva soccorsi al largo della costa crotonese. Le operazioni relative a quest'ultimo sbarco si sono rivelate complesse poiché le dimensioni del mercantile russo erano tali da impedire all'imbarcazione l'attracco in porto. La situazione si è risolta grazie all'intervento della Guardia costiera, alcune motovedette della quale hanno condotto i migranti, 90 per volta, sulla terraferma. Tra loro molti gli afghani, siriani e minori non accompagnati. Molti anche i bambini arrivati insieme alle loro mamme e le donne in stato di gravidanza, per una delle quali è stato necessario il ricovero nell'ospedale di Crotone. Con i due sbarchi di oggi salgono a cinque gli arrivi di migranti a Crotone nel giro di 24 ore. Il giorno di Natale, infatti, ci sono state tre operazioni di soccorso condotte dal Roan della Guardia di finanza di Vibo Valentia che hanno consentito di trarre in salvo, complessivamente, 289 persone, tra cui 90 minori non accompagnati. In due giorni il Cara di Isola Capo Rizzuto (Crotone), adibito a Centro di sorveglianza sanitaria per permettere lo svolgimento delle procedure contro la diffusione del Covid, ha dovuto affrontare una situazione difficile, sfiorando il limite della capienza massima. Ivana Mangione, che quale componente della Croce rossa dirige il Centro di sorveglianza sanitaria, ha detto che "i migranti sono arrivati particolarmente provati, disidratati e stremati. Il viaggio che li ha condotti fino alla costa crotonese è durato tra i sei ed i sette giorni e si è svolto in condizioni difficili. Per fortuna solo una persona, al momento, è risultata positiva al Covid". (ANSA).

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Tangenti: confessa ex dirigente Protezione civile Puglia In carcere udienza convalida arresto per corruzione

26 Dicembre 2021, 16:22pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA - BARI, 26 DIC - Ha ammesso di aver intascato una busta con denaro da un imprenditore, negando pregressi accordi corruttivi. L'ex dirigente della Protezione civile regionale Mario Lerario, in carcere dal 23 dicembre dopo essere stato arrestato in flagranza di reato, è stato sottoposto oggi a udienza di convalida. Accendi Coop Luce & Gas:Passa ad Accendi e ricevi subito 50€ di sconto in bolletta. Scopri di più! Accendi Coop Luce & Gas:Passa ad Accendi e ricevi subito 50€ di sconto in bolletta. Scopri di più! Accendi Luce e Gas Coop Assistito dall'avvocato Michele Laforgia, l'indagato, video collegato dal carcere di Bari, ha deciso di rispondere alle domande della gip, Anna Perrelli, ammettendo di aver accettato una busta con 10mila euro. Quando i finanzieri lo hanno fermato, dopo averlo intercettato perché nella sua auto aveva da mesi microspie, aveva ancora con sé la busta chiusa.A quanto si apprende, l'imprenditore che ha consegnato la presunta tangente a Lerario, già interrogato in qualità di indagato, avrebbe anche lui ammesso. L'imprenditore è titolare di una società che nello scorso mese di luglio ha vinto un appalto con la Protezione civile pugliese relativo al campo di Borgo Mezzanone, a Foggia. A coordinare le indagini che riguardano almeno altri cinque episodi corruttivi con altrettanti imprenditori, alcuni legati alla struttura per le maxi emergenze Covid nella Fiera del Levante, sono il procuratore Roberto Rossi e l'aggiunto Alessio Coccioli, che hanno insistito per la custodia in carcere. La difesa, invece, ha chiesto la scarcerazione. La gip si è riservata e si attende la decisione nelle prossime ore. (ANSA).

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SAREDEGNA E CORSICA NEWS CORSICA CORSICA: I MERCATINI DI NATALE

26 Dicembre 2021, 16:18pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

mercatini di natale Corsica

INSERITO DA MORENA MOTTA I mercatini di Natale sono il modo migliore per entrare appieno nella peculiare quanto affascinante atmosfera di questo particolare periodo dell’anno. E l’isola della bellezza vi garantisce ben due appuntamenti.

 

Natali in Bunifazziu

Si comincia con la città affacciata sulle bianche scogliere. Un’idea per tutti coloro che stanno già trascorrendo una vacanza invernale in Corsica o sono in procinto di partire. Mercatino di Natale allestito in una location d’eccezione, ovvero il porto di Bonifacio.

Nei tre giorni, potrete perdervi tra più di quaranta espositori, artigiani e produttori che vi daranno la possibilità di scoprire i prodotti tipici del posto, dalle specialità culinarie alle decorazioni, dai giocattoli ai presepi. Insomma: tutto quello che vi aspettereste da un mercatino di Natale.

 

Natale in Aiacciu

Per la seconda idea, se avete un po’ più di tempo a disposizione potrebbe essere l’occasione per visitare l’isola della bellezza. Nella città di Ajaccio sarà allestito un autentico villaggio natalizio, dove poter trovare dolciumi, giocattoli e regali.

E poi, coloratissime luminarie illumineranno e renderanno ancora più speciali le strade e le piazze di Ajaccio. Una città che, letteralmente, si vestirà di Natale.

 

Natale…

Dal momento che siete già qui o che state pensando di venirci, perché non approfittarne per trascorrere una vacanza? Il Natale in Corsica ha davvero tanto da offrire: mercatini di Natale (come quelli che abbiamo proposto), città da visitare, sciare, scoprire le tradizioni e assaggiare le specialità culinarie. Sicuramente non vi pentirete della scelta fatta.

 

…e Capodanno

A questo punto, perché non chiudere in bellezza e vivere il Capodanno in Corsica? Se volete trascorrere l’ultimo giorno dell’anno in tutto relax, potete assistere agli spettacoli di fuochi pirotecnici in riva al mare delle città più grandi. Se invece volete ballare fino alle prime luci dell’alba, non mancano nemmeno discoteche che, in quest’occasione, organizzeranno delle serate speciali. https://www.traghettiper-corsica.it/tp-magazine/mercatini-di-natale-in-corsica/

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SAREDEGNA E CORSICA NEWS Natale: la tavola dei sardi tra sfizi e tradizione Da Cagliari a Aggius è un trionfo di sapori e fantasia

26 Dicembre 2021, 16:14pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Natale a Tavola © Ansa

INSERITO DA MORENA MOTTA Lo dicono i pescivendoli: i cagliaritani a Natale si coccolano con sfiziosità e non necessariamente della tradizione, e il menù a base di mare è ben gradito. Diversamente da Pasqua, dove l'agnello è quasi d'obbligo. Dalle voci raccolte davanti ai banconi dei mercati cittadini vengono fuori portate per il pranzo o la cena natalizia a base di bavette all'astice o granseola, gamberoni del golfo con seppie o anguille arrosto. E prima ancora salmone, tartine di caviale, o storione, per risparmiare. Ancora insalata di polpo e radicchio, alici marinate e, naturalmente il più classico degli antipasti sardi riproposto da un capo all'altro dell'Isola: olive, salsiccia secca e pecorino. Stefania Serra, operatrice turistica, ha pronto il menù per il 24 notte: bocconi, carpaccio di spada rucola e pomodorini; scampetti olio, limone e una grattugiata di buccia di limone bio; due mini porzioni di primi: paccheri con granseola e sformatino di zucchine al gratin, funghi, patate e speck. "Non può mancare - confessa - un assaggio di maialetto servito con foglie di mirto, giusto per richiamare la tradizione". A Oristano Antonella Orrù, imprenditrice, punta sulle eccellenze enogastronomiche del territorio. "Bottarga di Cabras coi carciofi crudi e un filo di olio extravergine di nostra produzione - racconta - panadas di carne di vitella, maiale, carciofi, piselli, olive e pomodoro secco, secondo la ricetta di Cuglieri. Poi lorighittas, pasta tipica di Morgongiori, con astice, e capretto col carciofo spinoso sardo. Gli amaretti saranno accompagnati da una vernaccia invecchiata". A Nuoro Romilda Filigheddu, imprenditrice, svela alcune portate. "Dopo l'antipasto 'sardo' ervirò i malloreddus con ragù di cinghiale. Il pranzo termina con le sebadas al miele". Paolo Carboni, operatore turistico di Aggius, alla tradizionale zuppa gallurese aggiunge gnocchetti al sugo di carne di agnello e formaggio. "Per il secondo - annuncia - punto su agnello in umido col carciofo spinoso della bassa valle del Coghinas". Nel Sulcis, a Nuxis, in quasi tutte le tavole ci sarà il cinghiale arrosto o bollito. Col brodo si condisce la minestra di fregula o pastina. Parole chiave stagionalità e Km0: antipasti a base di carciofi e bottarga, cardi sott'olio. "Farà bella figura una frittura di funghi che abbondano nell' immenso bosco di lecci - spiega Manuele Fanutza, chef e titolare del ristoranta Letizia - e poi saranno in tavola tanti prodotti del sottobosco: mirto, corbezzolo per la marmellata che accompagna il pecorino, cisto e lentisco per affumicare le carni". È tradizione invece a Sassari portare a tavola Li Giggioni, gnocchetti di farina fatti in casa, con sugo di salsiccia. Non è rara Mineshtra 'e Fasgioru, con fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodori secchi. Vanno per la maggiore porcettino arrosto o cordula alla Sassarese. "Preparerò i moscardini, cucinati con sugo piccante, con salsa di pomodoro, aglio, prezzemolo, peperoncino - racconta Roberto Tola, musicista e una passione per i fornelli - poi tante verdure e un altro piatto tipico, le favette a Ribisari: aglio, olio, prezzemolo e peperoncino. Per chiudere in dolcezza papassini e tiriccas, casciaddini, formagelle al formaggio o ricotta e uva passa da bere con il Moscatello. Il pranzo, o la cena, si chiudono con frutta secca, mandarini locali, canti, e poi, incalza il musicista: "ajò femmu cionfra, ovvero, il piacere tutto sassarese di stare assieme e gustare in allegria tanto ben di Dio, sperando in tempi migliori". ANSA

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TOSCANA NEWS Green pass: 168.000 controlli bus Toscana, 96% passeggeri ok In due settimane, verifiche a fermate anche tramvia Firenze

26 Dicembre 2021, 16:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA REDAZIONE FIRENZE, 26 DIC - Sono oltre 168mila i controlli per il Green pass eseguiti alle fermate principali dei bus di tutta la Toscana e della tramvia di Firenze. A farli sono stati i 100 verificatori di Autolinee Toscane, società che gestisce il tpl in regione, nelle prime due settimane di obbligo introdotto dal governo il 6 dicembre scorso. Il risultato (i dati sono completi fino al 19 dicembre e parziali al 21 dicembre), spiega At, "è significativo: il 96% per cento dei passeggeri si è mostrato in regola con l'obbligo del certificato verde 'base' necessario per salire sui mezzi pubblici. La società parla di una "percentuale alta, e ancora più alta rispetto a quella registrata da Autolinee Toscane nel primo giorno del divieto, che era del 91%. In calo, quindi, sono le persone non in regola (dal 9 al 4%), probabile quindi che i controlli dei verificatori che affiancano le forze dell'ordine possano avere un effetto deterrente per chi non ha il Green pass". Soprattutto è "in continua discesa" la percentuale di rifiuti o no Green pass: al 19 dicembre era intorno al 4,7%, negli ultimi giorni è calata al 4% (il 21 dicembre), "con un decremento ulteriore sui primi dati dei controlli arrivati fino al 23 dicembre". In particolare su in Toscana su 134.547 passeggeri controllati al 19 dicembre, 3.211 si sono rifiutati di esibire il certificato verde ai nostri verificatori mentre altri 3.104 hanno dichiarato di non averlo proprio. Nei due giorni successivi, fino al 21 dicembre, i controlli sono saliti a 168.193, con complessivamente circa 6700 rifiuti o no Green pass. (ANSA).

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LOMBARDIA NEWS In provincia di Varese un minore su dieci è figlio di stranieri

26 Dicembre 2021, 15:57pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Generica 2020

INSERITO DA MORENA MOTTA Si fanno sempre meno figli. Ed è sempre più alta la quota di questi bambini figli di genitori stranieri, l'11,7% secondo i dati forniti da Istat, con punte del 23,92% a Gallarate In provincia di Varese si fanno sempre meno figli. Ed è sempre più alta la quota di questi bambini figli di genitori stranieri, l’11,7% secondo i dati forniti da Istat, con punte del 23,92% a Gallarate. Città nella quale, questo dicono i numeri, un minore su quattro non ha la cittadinanza italiana. Una circostanza che porta con sé numerose problematiche: ad esempio, la scuola è in grado di gestire questa diversità? Intanto i dati, aggiornati al 1 gennaio del 2021 e riassunti in questa infografica: 


Ogni riga rappresenta una fascia di età, la barra viola indica la percentuale di residenti stranieri. Il filtro sotto il grafico permette invece di isolare la situazione relativa ad un singolo comune del territorio provinciale. Cliccando su una riga appare un pop-up che mostra il numero di minori in termini assoluti. 

Uno sguardo generale permette però intanto di capire come la percentuale di minori stranieri sia in aumento: tra i 17enni sono poco meno dell’8%, tra i neonati sfiorano il 15%. Ma questi sono valori medi: a Duno, Curiglia con Monteviasco e Tronzano Lago Maggiore tutti i minorenni hanno passaporto italiano. Al contrario a Varese gli stranieri sono il 18,98%. Mentre è curioso il caso di Ranco: con il 19,17% si tratta del secondo comune del varesotto per percentuale di minori stranieri.

Il record, come detto, è tutto gallaratese. Città nella quale i nati nel 2019 rappresentano il 33% del totale. Il che significa che nel 2025 nelle prime elementari un bambino su tre sarà figlio di stranieri. Riuscirà la scuola ad integrarli o si creeranno delle classi ghetto?

Foto di copertina Cheryl Holth su Pixabay

Riccardo Saporiti
 
VARESENEWS

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LOMBARDIA NEWS Addio a Varese alla giornalista Annamaria Gandini

26 Dicembre 2021, 15:52pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Annamaria Gandini

INSERITO DA MORENA MOTTA Aveva 91 anni, è stata voce del Gazzettino Padano e anche corrispondente del Corriere, oltre che di Prealpina È scomparsa a Varese, all’età di 91 anni, Annamaria Gandini, giornalista nota per il suo lavoro al Gazzettino Padano e a La Prealpina. Gandini, figlia d’arte (il padre era giornalista della Prealpina) per decenni è stata voce amica dei varesini al Gazzettino Padano della RAI e anche corrispondente del Corriere della Sera. In tempi più recenti aveva collaborato anche con Radio Missione Francescana. Dieci anni fa era stata premiata con la Medaglia d’oro dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Annamaria Gandini è la madre di Umberto Gandini, dirigente sportivo e attuale presidente della Lega Basket.  VARESENEWS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VARESE Emanuele, il macchinista di Varese che ha portato il primo Frecciarossa a Parigi

26 Dicembre 2021, 15:22pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VARESE Emanuele, il macchinista di Varese che ha portato il primo Frecciarossa a Parigi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Istruttore di condotta, è stato in cabina per l'intero viaggio affiancando i colleghi italiani e di Trenitalia France, in un viaggio storico. "Sono cresciuto insieme a questo treno" Per la prima volta un Frecciarossa, un treno alta velocità italiano, arriva a Parigi. E in cabina c’è anche un macchinista varesino, Emanuele Carcano. Ferroviere ormai di lungo corso, ha accompagnato il primo viaggio del Frecciarossa: il treno 9292 Milano Centrale-Lyon-Paris Gare de Lyon è approdato per la prima volta nella capitale francese sabato scorso. Evento storico perché per la prima volta Trenitalia – e in generale una società straniera – si mette alla prova sul mercato francese, fino ad oggi dominato dal monopolista Sncf, le ferrovie statali transalpine. «L’emozione è stata tanta» riconosce Emanuele Carcano, che viene da Capolago, piccola frazione di Varese, poche centinaia di abitanti tra i prati vicino al lago di Varese. Carcano è “istruttore di condotta” presso la divisione Business AV di Trenitalia: «Sono stato assunto nel 2003 in Trenitalia come macchinista, con due anni di formazione e un esame. Ho fatto il macchinista per tredici anni, avendo la possibilità di condurre praticamente tutti i treni della nostra flotta, prima nella Regionale e poi fino alla Divisione Alta Velocità nel 2011. Quando l’azienda ha pubblicato una manifestazione d’interesse per istruttori destinati alla formazione dei macchinisti, nel 2018, mi sono candidato». Come è stato il primo viaggio fino a Parigi? «Ho seguito il treno scortandolo in questo primo viaggio per intervenire in caso di bisogno “lato Francia”, in una sorta di lavoro parallelo con i colleghi francesi». In Italia il treno è condotto, da Milano Centrale a Modane, da personale Trenitalia (il macchinista era della Valtellina, per curiosità). A Modane, storico valico e punto di congiunzione tra rete italiana e rete francese, il treno viene preso in carica dal personale della controllata Trenitalia France, «colleghi che hanno le abilitazioni e utilizzano il nostro ETR1000». «Sono stati formati a livello teorico e pratico per quel treno, il nostro stato è un lavoro di supporto e di affiancamento in caso di anomalie». Frecciarossa 1000, un treno da tredicimila cavalli Il Frecciarossa 1000 è l’ultimo e più aggiornato prodotto dell’industria ferroviaria italiana, sviluppato a partire dal 2013. Ufficialmente è classificato Etr 1000, dove Etr sta per elettrotreno, un concetto sviluppato proprio in Italia a partire dagli anni Trenta: il treno non ha una locomotiva, ma i motori sono distribuiti sulle diverse carrozze (quattro su otto, nel caso del Frecciarossa 1000). Evitando di concentrare la potenza solo in testa al treno si può arrivare a valori più elevati: il Frecciarossa sviluppa 9,8 Megawatt, vale a dire 9800 kW, qualcosa come 13mila cavalli. «L’emozione è stata tanta» dice Carcano. E spiega che è stata tanta perché lui stesso ha seguito nel tempo lo sviluppo di questo convoglio: «Ho fatto le prove fin dallo stato embrionale, dal 2013-2014, con le prove sul circuito europeo di Velim in Repubblica Ceca. Nel 2017 l’ho portato alla velocità massima di oltre 390 km/h. Tappa dopo tappa ho la fortuna di vedere crescere questo treno e in parallelo gli obiettivi aziendali». Generica 2020

Da Milano a Parigi: un viaggio sotto tre sistemi diversi Il Frecciarossa 1000 è «un treno interoperabile», in grado di funzionare sulla rete europea che è caratterizzata da sistemi di sicurezza e tensioni di elettrificazione diverse (nel tempo si è costruito un sistema condiviso di regole e tecnologie). Partendo da Milano Centrale il Frecciarossa usa la tensione di 3mila Volt corrente continua, poi dopo Rho passa sulla linea Alta Velocità a 25mila Volt corrente alternata, poi torna sulla rete tradizionale a 3mila Volt. A Modane passa ai 1500 Volt che si usano nel Sud della Francia, per poi tornare di nuovo ai 25mila Volt, da Lione a Parig. In totale tre tensioni diverse, con vari passaggi a seconda delle sezioni: a differenza dei TGV francesi, il Frecciarossa può usare anche la linea Alta Velocità italiana tra Torino e Milano, il che lo rende più competitivo nei tempi di percorrenza, scendendo sotto le 7 ore di viaggio.Generica 2020 

Frecciarossa, un treno veramente europeo

Il Frecciarossa può operare anche sotto la tensione di 15mila Volt, che si usa in tutta l’area tedesca-mitteleuropea. «È un treno veramente europeo, che troveremo dall’anno prossimo anche in Spagna» spiega ancora Carcano. Che all’arrivo a Parigi si è fatto fotografare davanti al treno alla Gare de Lyon, nella stazione che accoglieva gli emigranti italiani indicati come “macaronì”, sotto le tettoie dove Coppi e Bartali scaricavano dal treno le bici per partecipare al Tour de France in maglia bianco-rossa-verde.

E oggi il Frecciarossa tiene insieme due cose, l’orgoglio italiano e l’appartenenza europea: sul muso del convoglio – non a caso – c’è la bandiera blu stellata.

Roberto Morandi
 VARESENEWS

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ANIMALI I COLOMBI Columbidae

26 Dicembre 2021, 14:58pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI I COLOMBI Columbidae

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E MORENA MOTTA I Columbidi (Columbidae Illiger, 1811) sono una famiglia di uccelli che comprende oltre 300 specie. È l'unica famiglia dell'ordine Columbiformes.

Descrizione

Le specie della famiglia Columbidae sono caratterizzate da un tronco massiccio con una testa piccola, un becco corto e rigonfio e zampe corte con quattro dita. Le ali, grandi e robuste, li rendono eccellenti volatori.[2]

 
La tortorina comune (Columbina passerina) è una delle specie più piccole della famiglia

Le dimensioni delle varie specie variano considerevolmente: si va dai gura della Nuova Guinea, che raggiungono le dimensioni di un tacchino, alle tortorine, che sono poco più grandi di un passero; il primato della specie più corta spetta alla colomba frugivora nana (Ptilinopus nainus), che misura appena 13 cm di lunghezza.[2]

Il piumaggio, soffice e folto, è anch'esso molto variabile: alcune specie hanno una colorazione monocromatica e poco appariscente, mentre altre, in particolare le colombe frugivore del genere Ptilinopus e i piccioni dei genere Treron e Alectroenas, sfoggiano livree multicolori molto vistose. 

Tassonomia

Il nome Columbidae per la famiglia fu introdotto dallo zoologo inglese William Elford Leach in una guida ai contenuti del British Museum, pubblicata nel 1820.[3][4] Columbidae è l'unica famiglia vivente nell'ordine Columbiformes. Le grandule (Pteroclidae) erano precedentemente collocati all'interno di questa famiglia, ma vennero in seguito spostate in un ordine separato, Pterocliformes, sulla base di alcune differenze anatomiche (ad esempio, non sono in grado di bere "succhiando" o "pompando");[5] sono ora considerati più strettamente correlati agli uccelli costieri.[6] Recenti studi filogenomici supportano il raggruppamento di piccioni e grandule, insieme ai mesena, formando il sister taxon di Mirandornithes.[7][8][9][10]

I Columbidi sono generalmente divisi in cinque sottofamiglie, probabilmente in modo impreciso.[11] Ad esempio, la colomba quaglia americana e la colomba quaglia (Geotrygon), solitamente collocate all'interno di Columbinae, sembrano essere due sottofamiglie distinte.[12] L'ordine qui presentato segue gli studi di Baptista et al. (1997),[13] con alcuni aggiornamenti.[14][15][16]

La disposizione dei generi e la denominazione delle sottofamiglie è in alcuni casi provvisoria perché le analisi delle diverse sequenze di DNA producono risultati diversi, spesso radicalmente, nel posizionamento di determinati generi (principalmente quelli indo-australiani). Questa ambiguità, probabilmente causata dalla long branch attraction, sembra confermare che i primi piccioni evolutisi nella regione dell'Australasia e che i "Treronidae" e le forme affiliate (colombe coronate e piccioni fagiani, per esempio) rappresentino la prima radiazione del gruppo.

La famiglia Columbidae in precedenza conteneva anche la famiglia Raphidae, composta dagli estinti solitario di Rodrigues ed il dodo.[16][17][18] Queste specie sono con ogni probabilità parte della radiazione indo-australiana che ha prodotto le tre piccole sottofamiglie menzionate sopra,[19] con le colombe e i piccioni frugivori (incluso il piccione di Nicobar). Pertanto, sono qui inclusi come la sottofamiglia Raphinae, in attesa di migliori prove materiali delle loro esatte relazioni.[20]

Esacerbando questi problemi, i columbidi non sono ben rappresentati nel record fossile.[21] Ad oggi non sono state trovate forme veramente primitive. Il genere Gerandia è stato descritto dai depositi del Miocene inferiore in Francia, ma sebbene si credesse da tempo un piccione,[22] ora è considerato una grandula.[23] I resti frammentari di un possibile "ptilinopino", sono stati ritrovati nella Formazione Bannockburn in Nuova Zelanda, e descritti come il genere Rupephaps;[23] "Columbina" prattae, ritrovata in depositi approssimativamente contemporanei in Florida è oggi provvisoriamente separata in Arenicolumba, ma la sua distinzione da Columbina/Scardafella e generi correlati deve essere stabilita più saldamente (ad esempio mediante analisi cladistiche).[24] A parte questo, tutti gli altri fossili appartengono a generi esistenti.[25]

Tassonomia basata sugli studi di John H. Boyd, III,[26] professore di economia.[27]

 

Columbinae
Zenaidini

Starnoenas (Tortora quaglia testazzurra)

Geotrygon (Tortora quaglia)

Leptotila

Leptotrygon (Tortora quaglia dorsoliva)

Zenaida

Zentrygon

Columbini

Ectopistes (Colomba migratrice)

Patagioenas (Piccioni americani)

Reinwardtoena

Turacoena

Macropygia

Streptopelia

?†Dysmoropelia

Columba (Piccioni del Vecchio Mondo)

Nesoenas

Spilopelia

 
   
 
 
   
 
   
 
 
   
 
   
 
 
   
 
 
   
 
 
   
 
 
   
 
 
   
 
 

 

Claravinae

Claravis

Uropelia (Tortorina codalunga)

Metriopelia

Columbina [Scardafella]

Phabini

?Henicophaps

Gallicolumba

Alopecoenas

Ocyphaps (Piccione crestato)

Petrophassa (Piccione delle rocce)

Leucosarcia (Piccione wonga)

Geopelia

Phaps

Geophaps

Trugon (Piccione terragnolo)

Microgoura (Piccione di Choiseul)

Otidiphaps (Piccione fagiano)

Goura (Colombe coronate)

Natunaornis (Piccione gigante di Vitilevu)

Didunculus (Piccione dentato)

?†Bountyphaps (Piccione di Henderson Island)

Caloenas (Piccione di Nicobar)

Raphus (Dodo)

Pezophaps (Solitario di Rodrigues)

Treronini

Treron (Piccione verde)

Turturini

Phapitreron (Tortora bruna)

Chalcophaps (Tortora smeraldina)

Oena (Tortora di Namaqua)

Turtur (Tortora boschereccia)

Ptilinopini

Ducula (Colomba imperiale)

[Ptilinopus; Drepanoptila; Alectroenas] (Piccioni frugivori)

Hemiphaga (Piccione della Nuova Zelanda)

Lopholaimus (Piccione doppiacresta)

Cryptophaps (Piccione scuro)

Gymnophaps (Piccione montano)

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

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CAPRI NEWS Natale, il messaggio del sindaco di Capri

26 Dicembre 2021, 12:02pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco di Capri Marino Lembo, attraverso facebook, ha diffuso un lungo messaggio ai concittadini in occasione della ricorrenza di Natale.
Ecco il testo integrale.
Cari Capresi,
è ancora un Natale diverso da quelli cui siamo abituati. Ma non per questo dobbiamo rinunciare a un momento di riflessione e, per chi crede, alla preghiera e al raccoglimento.
Inizio col ringraziare tutta la popolazione che, con grande senso di responsabilità e sacrificio, sta affrontando questo lungo periodo di restrizioni e incertezza. Ci siamo riscoperti ancora una volta una comunità forte che, anche di fronte alle varie ondate di contagi, ha risposto con serietà e disciplina.
Ringrazio tutto il personale sanitario e le forze dell’ordine e di polizia, che stanno svolgendo un lavoro fondamentale e prezioso.
E poi le ragazze e i ragazzi della Protezione Civile, la Polizia Municipale e tutto il personale e la macchina amministrativa del Comune di Capri. Ma anche quanti, ognuno nel proprio ambito, stanno sostenendo la nostra comunità, come ad esempio la Cooperativa CoFaCa, associazioni di volontariato e privati cittadini.
Capisco lo scoraggiamento che alcuni manifestano. Capisco chi sbotta. Sono vicino a chi è stato toccato direttamente o indirettamente dal covid. E chi sta vivendo le conseguenze negative, lavorative economiche e sociali, di questa pandemia.
Il mio impegno come Sindaco, il nostro impegno come Amministrazione è uno: ESSERCI. Come ci sono sempre stato, come ci siamo sempre stati.
Continueremo a seguire tutto costantemente – in sinergia con l’Amministrazione di Anacapri, con l’Asl Na1 e tutte le Istituzioni preposte – monitorando, prevenendo e intervenendo. Senza sosta. Perché – e questi giorni e i seguenti lo dimostreranno una colta di più – quello che conta è essere pronti.
Sappiamo tutti che i vaccini hanno diminuito drasticamente le ospedalizzazioni e i decessi. I vaccini sono oggi l’arma più potente che abbiamo.
Sappiamo che usare la mascherina, mantenere le distanze ed evitare assembramenti, interni ed esterni, riduce il rischio di contagio.
Continueremo a intervenire a sostegno di qualsiasi necessità. Proteggere la nostra comunità è la nostra priorità.
È importante più che mai proseguire con lo stesso senso di responsabilità e la stessa coesione che ci ha guidato fino ad ora.
Dobbiamo superare questa nuova ondata e fare ripartire quanto prima e in sicurezza tutta la nostra economia.
È con questa consapevolezza e questi impegni, che auguro buon Natale alla nostra bella Capri.
Marino Lembo

CAPRINEWS https://caprinews.it/?p=31578

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