Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERTO DA ANGELA CECERE Il dramma della solitudine in tempi di pandemia Afragola. Non solo il coronavirus ad affliggere le persone anziane. Ad Afragola una donna di 75 anni, ipovedente e con difficoltà motorie, ha composto il numero della locale stazione carabinieri e ha confessato al militare di servizio alla caserma di sentirsi sola, di avere necessità di compagnia. Con enorme sensibilità e ovviamente rispettando le prescrizioni imposte dalla normativa anti contagio, alcuni militari della stazione hanno raggiunto la casa dell’anziana. In lacrime per la gioia, la 75enne ha chiacchierato per circa un’ora con i carabinieri, cogliendo l’occasione per parlare della sua vita e del marito scomparso. All’arrivo dei familiari, ha salutato calorosamente i militari che le hanno promesso di tornare ancora per scambiare due chiacchiere.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'estate 2021 sarà molto diversa da quelle passate a cui siamo stati abituati. Secondo il parere degli esperti quella che verrà potrebbe essere un'estate differente dalle precedenti ma perfettamente nella norma. Negli ultimi anni le stagioni più calde sono state caratterizzate da lunghi periodi torridi e da grande siccità, cosa che non si dovrebbe verificare in quest'anno. Sempre più spesso negli scorsi anni, l'anticiclone africano è arrivato sul nostro paese, stazionando per periodi anche piuttosto lunghi, al punto da arroventare l'Italia, rendendone il clima quasi insostenibile. Ecco già come mostra il mese di giugno quest'anno la tendenza è diversa: il clima sarà caldo e gradevole ma i picchi di caldo non saranno eccessivi e non renderanno le giornate insopportabili. Se pure dovessero esserci settimane più roventi saranno comunque ben bilanciate con l'alternanrsi di aria fresca e rovesci, questo non solo per il mese di giugno ma anche a luglio e ad agosto.
INSERITO DA MORENA MOTTA Ha donato gratuitamente lo Spirito ricevuto come se si sentisse in debito, non mosso dal senso di colpa, ma dal senso di gratitudine, e lo ha esteso a tutti coloro che ha incontrato. Chi si sente creditore, pretende e reclama, lamentandosi se non ottiene la restituzione del dovuto; chi si sente debitore, offre e regala, rallegrandosi se condivide. Il creditore è preoccupato di raccogliere, il debitore di seminare.
Così il Vescovo Erio Castellucci ha ricordato don Nino Levratti durante la S. Messa in Cattedrale lunedì 7 giugno, nell’anniversario dell’ordinazione sacerdotale dell’amato prete di origini mirandolesi, a Carpi dal 1955, fondatore del Gruppo Scout Carpi 1.
Le celebrazioni del centenario della nascita di don Nino nel corso del 2021, anno in cui si festeggia anche il 65esimo anniversario della fondazione del Gruppo Carpi 1, culmineranno martedì 14 settembre.
Al lavoro da mesi per curare il programma è il Comitato spontaneo costituito da Paolo Battini, Enrico Bellentani, Maria Cristina Bonato, Paolo Carnevali, Nicola Catellani, Federica Cerretti, don Massimo Dotti, Fulvio Ferrarini, Laura Lamma, Luigi Lamma, Giuseppe Lugli, Carlo Alberto Medici, Fabrizio Michelini, Costanza Neri, Edoardo Patriarca, Gabriele Po, Marco Succi, Mauro Vignoli in rappresentanza di Parrocchia Cattedrale, Fondazione ACEG, Gruppo Agesci Carpi 1,Masci Cattedrale, Unitalsi, Ufficio diocesano comunicazioni sociali.
Per ricordare il sacerdote, scomparso nel 2019, per oltre cinquant’anni guida e animatore di attività educative e culturali negli spazi della fondazione Aceg e dell’Oratorio Cittadino, sono state proposte diverse iniziative (https://www.facebook.com/100anniDonNinoLevratti/): dialoghi educativi in modalità online, un punto informativo in Corso Fanti 11, l’allestimento di pannelli sotto il portico di Palazzo Corso con il logo del centenario e alcune frasi tratte dall’ultima lettera agli scout.
In occasione della celebrazione del 7 giugno è stato scoperto il quadro realizzato dall’artista Andrea Saltini in cui don Nino è ritratto insieme a ragazzi e ragazze. L’intenzione è quella di riprodurlo su una superficie metallica che verrà posizionata all’esterno sotto il portico del cortile dell’Oratorio. A causa del maltempo non si è potuto procedere alla posa della prima pietra dell’altare, opera permanente intitolata a don Nino, progettata dal gruppo di lavoro coordinato dall’architetto Franco Rebecchi da collocare all’aperto nell’area verde dietro al Campo Eden.
“È un altare molto semplice in cui gli elementi naturali si fondono per creare un luogo di preghiera dove fermarsi a dedicargli un pensiero. È pensato in granito bianco e nero della cava di Val di Genova in val Rendena e sarà composto da un semplice piano che si incastra in una roccia naturale, come nella parabola della “Casa sulla roccia”, e dall’altro lato poggia su di un piede verticale. A fianco dell’altare verrà posizionata un’edicola dedicata alla Madonna e sullo sfondo dell’altare troverà posto un roseto in ricordo della gioventù fiorita di cui parlava sempre Don Nino”.
L’intenzione del Comitato è quella di terminare la realizzazione dell’altare per il 14 settembre ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti e per questo è stata aperta una raccolta fondi con varie modalità.
Per le donazioni si può utilizzare il conto corrente intestato a
EFFATA’ ONLUS - IBAN: IT 20 W 05387 23300 000001656405
Causale: EROGAZIONE LIBERALE 100 DON NINO
(Solo con questa dicitura le donazioni sono detraibili ai fini fiscali)
Oppure si può offrire direttamente online tramite il sito GoFundMe:
INSERITO DA ANGELA CECERE Discoteche, la riapertura quando? L'idea è di ripartire da luglio con green pass, anche avendo a disposizione altri 20 giorni di vaccinazioni ai giovani per arrivare a una soglia di sicurezza tale da poter aprire le attività. Ipotesi del mantenimento della mascherina almeno in una prima fase, escludendo il momento del ballo. Sono le ipotesi emerse dall'incontro al ministero della Salute con il Silb, il sindacato dei gestori delle sale da ballo. Discoteche, il nuovo protocollo Ripartire a luglio in zona bianca con il green pass, ma con eventuali differenziazioni tra esterno o interno. In quest'ultimo caso con con capienza ridotta. È quanto emerso dall'incontro di oggi al ministero della Salute tra i gestori delle discoteche e il sottosegretario Andrea Costa. L'obiettivo ora è di ripresentare al Cts un protocollo che contenga queste disposizioni, entro un paio di giorni affinché sia valutato a breve dal Comitato Tecnico Scientifico Il primo incontro Dopo un primo incontro al ministero della Salute tra il sottosegretario Andrea Costa e i gestori delle sale da ballo, emerge una convergenza sulla ripartenza a luglio e l'utilizzo del green pass. «Ho raccolto le richieste, da condividere ora con governatori e Cts, sottolineando la mia posizione a favore di una riapertura senza distanziamento, che comunque non avverrà a giugno», chiarisce Costa. Resta ancora da stabilire se resterà obbligatoria la mascherina una volta entrati. Su questi provvedimenti il centrodestra è compatto e sale il pressing sul ministro della Salute, Roberto Speranza, che al momento resta cauto. Anche il leader del Carroccio ha incontrato il sindacato dei gestori dei locali: «la Conferenza delle Regioni aveva già ipotizzato di togliere i divieti nelle zone bianche grazie al green pass», dice Matteo Salvini, spiegando di aver «personalmente affrontato l'argomento con il Presidente del Consiglio» e di essere «in queste ore al lavoro in stretta collaborazione con il ministro Giancarlo Giorgetti. Vogliamo garantire il divertimento controllato, sicuro e ragionevole».
DI MORENA MOTTA Giovanni Coppolaro, per gli amici "Coppo", è finalmente ritornato nella sua casa a Velasca dopo 10 mesi trascorsi tra ospedale e centro di riabilitazione, in seguito di un tuffo in piscina finito male nell'agosto 2020 che l'ha paralizzato. Una dura lotta quella del 28enne, a cui non è mai mancato il sostegno dei familiari e dei numerosi amici.
Amici che, al suo arrivo in paese, l'hanno accolto con striscioni, cartelli, applausi, e momenti di commozione.
"Non mi aspettavo questa accoglienza - ha dichiarato Giovanni - E' stata una gioia immensa. Con il sostegno di tutti sono pronto ad affrontare una nuova fase della mia vita".
INSERITO DA MORENA MOTTA Nuovi controlli antidroga della polizia locale di Monza in città. Nell’ambito del progetto “scuole sicure”, per il contrasto all’uso delle sostanze stupefacenti da parte degli studenti monzesi, martedì 8 giugno gli agenti del Nost (Nucleo operativo sicurezza tattica), con l’unità cinofila Narco, hanno svolto un servizio, anche con personale in abiti civili, nelle zone adiacenti agli istituti scolastici.
Lungo via Sempione e la passerella pedonale che collega via San Gottardo al centro città sono stati contattati (è stato indicato loro lo scopo del controllo) e identificati 62 studenti degli istituti superiori cittadini, prevalentemente minorenni. Durante un controllo, alle 7.40, due studenti di 16 e 17 anni sono stati trovati in possesso di 92 grammi di hashish e gli è stata contestata la violazione penale per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. I due ragazzi sono stati affidati ai genitori, chiamati sul posto. Sempre a carico di un minorenne è scattata la segnalazione alla prefettura per uso di sostanza stupefacente. Durante i controlli è stata sottoposta a sequestro amministrativo una moto priva di assicurazione.
Sempre il Nost ha effettuato altri controlli nel pomeriggio in piazza Cambiaghi e alla Boscherona, sempre a Monza, dove era stata segnalata l’accensione di fuochi. Gli agenti si sono poi spostati al Giardino incantato di via Visconti ove sono stati identificati 12 persone, tutte straniere. Uno era intento a consumare uno spinello e per questo è stato segnalato alla Prefettura. Narco, nascosto tra il prato del giardino pubblico, ha trovato 11 grammi di hashish in listarelle già pronte per la cessione, con sequestro e denuncia a carico di ignoti.
INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato soccorso per quello che sembrava un malore, dopo aver sorpreso dei ladri nel suo appartamento. Nonostante un tentativo di rianimazione, l'uomo è deceduto. Nel corso degli accertamenti però i carabinieri hanno trovato un bossolo: la vittima potrebbe essere stata colpita allo stomaco.
E' accaduto questa mattina a Piossasco (Torino). I carabinieri, insieme ai sanitari 118, sono intervenuti per soccorrere il proprietario di una abitazione, che inizialmente sembrava colto da malore, dopo aver sorpreso dei ladri nell'appartamento. Solo in un secondo momento i militari hanno trovato un bossolo che sarebbe stato sparato da un malvivente a seguito di una colluttazione con la vittima, che potrebbe essere stata colpita allo stomaco. L'esame del cadavere è ancora in corso. Sul posto i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino e della Compagnia di Moncalieri.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il complesso templare di Karnak (di cui il Grande tempio di Amon e il Tempio di Luxor costituiscono solo una parte) si trova sulla riva destra, rispetto alla sorgente del Nilo e la sua costruzione procede di pari passo con la storia egiziana antica; esso è, infatti, un sovrapporsi di strutture successive tanto che è oggi quasi impossibile individuare il nucleo originale (vedi fig. b.), risalente al Re Sesostris I della XII Dinastia, che era costituito da tre piccoli locali orientati Est-Ovest, oggi inesistenti, e di cui si conservano solo le soglie ubicate nell'area posteriore al santuario della "barca sacra" di Filippo Arrideo, e nei pressi del "Chiosco di Sesostri I" ricostruito con componenti rinvenuti quale materiale di riempimento del III Pilone (Seti I, XIX Dinastia).
Dalla XII alla XXX Dinastia, in un arco di oltre 1600 anni, ogni Re o Faraone ha lasciato la propria traccia apportando modifiche, talvolta sfruttando le preesistenti costruzioni come cave di materiale o "usurpandole" a proprio nome.
Secondo la convenzione egiziana, la perfezione divina era costituita da una triade, o trinità; anche nel caso del complesso templare di Karnak, si assiste alla medesima immagine talché la triade è costituita dal citato Amon, dalla sua sposa Mut e dal figlio Khonsu che, pur non godendo di un complesso proprio, viene celebrato, come nella Festa di Opet, in entrambi i recinti dei genitori con un tempio a lui dedicato in ciascuno. Il recinto templare della Dea Mut (di circa m 250 x 400) è collegato a quello del marito Amon da un "dromos", un viale di sfingi criocefale (ovvero con corpo di leone e testa di ariete), mentre in ognuno dei recinti maggiori si trova un lago per i lavacri sacri dei sacerdoti.
Il complesso templare
Per avere idea delle enormi dimensioni del complesso templare di Amon oggi, si consideri che esso misura m. 400 x 600 circa, per un'area complessiva di circa 300.000 m2.
fig. a
Legenda:
1 – Primo pilone (ingresso monumentale; XXX Dinastia);
2 – Tempio di Sethy II (XIX Dinastia);
3 – Grande cortile porticato;
4 – Tempio di Ramses III (XX Dinastia);
5 – Sala ipostila (iniziata da Sethy I, terminata da Ramses II -XIX-);
6 – Tempio di Amon (propriamente detto)(vedi fig. b);
7 – “Akh-Menu”, o “Sala delle feste” di Thutmosi III (XVIII Dinastia);
8 – Lago sacro di Amon;
9 – Propilei del sud;
10 – Tempio giubilare di Amenhotep II (XVIII Dinastia)
11 – Tempio di Khonsu;
12 – Tempio di Opet;
13 – Viale delle sfingi “criocefale”;
14 – Tempio di Mut;
15 – Lago sacro di Mut;
16 – Tempio di Amenhotep III (XVIII Dinastia);
17 – Tempio di Ramses III (XX Dinastia);
18 – Tempio di Monthu.
L'orientamento geografico del complesso è duplice ed è oggi individuabile dal posizionamento dei Piloni la cui numerazione corrente, però, non segue lo sviluppo storico costruttivo del complesso, bensì una progressione "di comodo" stabilita dagli archeologi: da est ad ovest, dall'esterno verso l'interno, per la parte più antica (piloni da I a VI) e da sud a nord, ma dall'interno verso l'esterno, per la parte più recente (piloni da VII a X). A riprova della difficoltà di lettura del complesso (tenendo presente la numerazione attuale dei Piloni), si consideri che:
I Pilone, sull'asse est-ovest (il cosiddetto "Ingresso Monumentale"): è in realtà uno degli ultimi costruiti; si apre, infatti, nella cinta muraria della XXX Dinastia;
X Pilone (lettera "A" in fig. a), sull'asse nord-sud, si apre anch'esso sul recinto della XXX Dinastia, ma mentre il I è contestuale alla costruzione del recinto stesso, questo risale al Faraone Horemhab della XVIII Dinastia ed è stato, perciò, inglobato nella successiva costruzione.
Pure alla XVIII Dinastia risalgono le tracce di un muraglione "a rientranze e sporgenze" (lettera "B" in fig. a), che riprende motivi architettonici tipici delle fortezze mesopotamiche, che delimitava l'area del complesso intorno al 1500-1400 a.C. Nell'area nord (contrassegnata dalla lettera "C" in fig. a) si trovano varie cappelle e santuari dedicati, in Epoca Tarda, al culto di Osiride.
Nell'area invece compresa tra il I ed il II Pilone (n.ro 3 in fig. a), si apre il "Grande Cortile Porticato" che ospita (n.ro 4) il tempio-deposito di Ramses III (XX Dinastia) adibito a ricovero delle barche sacre al Dio Amon.
Tra il tempio di Ramses III ed il II pilone si trova un ingresso monumentale denominato "Vestibolo di Bubasti"[1] noto anche come "Portico" e realizzato dal sovrano della XXII dinastia, Sheshonq I.
Analogo impiego avevano tre sale del tempio di Sethy II (n.ro 2) che ospitavano le barche della triade tebana: Amon, Mut e Khonsu.
Oltre il II Pilone (n.ro 5) si apriva un grande portico scoperto voluto da Amenhotep III (XVIII Dinastia) e trasformato, da Sethy I e successivamente dal di lui figlio Ramses II, nella "Grande Sala Ipostila" con le sue 134 colonne. La facciata del tempio di Thutmosi I (XVIII Dinastia, area n.ro 6 in fig. a) dà accesso al "Luogo Prescelto", il tempio di Amon propriamente detto (fig. b) e costituisce, oggi, il V Pilone. Ai lati del suo accesso, Thutmosi III erigerà due pilastri rappresentanti le piante araldiche dell'Alto e Basso Egitto, rispettivamente il fior di loto e il papiro. Accanto ai due pilastri, all'epoca di Tutankamon, saranno edificate le statue di Amon ed Amonet.
Nell'area contrassegnata in fig. "a" dal n.ro 7, si apre l'Akh-Menu, la "Sala delle Feste" voluta da Thutmosi III, che ospitava il cosiddetto "orto botanico" ovvero la rappresentazione parietale della flora e della fauna incontrata dal grande Re guerriero nel corso delle sue 17 campagne di guerra e le cui conquiste,in tal modo, venivano offerte simbolicamente al Dio Amon. Oltre il santuario del Medio Regno (fig. b e lettera "H" di fig. a) si trovava l'obelisco di Thutmosi IV che oggi svetta in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma. Qui erano ubicate, inoltre, le abitazioni del sacerdoti.
Nei pressi del lago sacro ad Amon (n.ro 8) si trova ancora oggi la statua gigante di Khepri, lo scarabeo sacro rappresentazione del Sole al suo sorgere.
L'area contrassegnata dalla lettera "I" (in fig. a) è comunemente nota come "Cortile del Nascondiglio"; è qui, infatti, che in epoca tolemaica vennero sepolti ex voto ed offerte che si erano accumulate nel corso dei secoli e che, evidentemente, "ingombravano". Il VII e l'VIII pilone delimitano le aree contrassegnate dalle lettera "L" ed "M". Entrambi i Piloni vengono "assegnati" a Thutmosi III, ma mentre l'VIII è sicuramente di tale sovrano della XVIII Dinastia, quasi certamente il VII venne eretto sotto Hatshepsut e successivamente "usurpato" dal figliastro.
L'area contrassegnata dalla lettera "N" è, infine, delimitata dal IX e X Pilone di Horemhab; qui si manifesta l'usanza (in questo caso positiva) di riutilizzare antichi monumenti come "cave di materiale" edile. All'interno di tali piloni, infatti, sono state rinvenute migliaia e migliaia di "talatat" provenienti dal distrutto tempio dedicato ad Aton da Amnhotep IV/Akhenaton e che si trovava, molto verosimilmente, proprio in questa zona. Altre migliaia di tali mattoni (provenienti anche dalla demolita Akhetaton) sono stati inoltre rinvenuti quale riempimento del II Pilone (pure di Horemhab) e nelle fondamenta della "Grande Sala Ipostila" di Sethy I e Ramses II.
Per quanto attiene al complesso di Amon vero e proprio, di difficile "lettura" alla luce dei molteplici interventi succedutisi in oltre 1600 anni, quattro sono i momenti fondamentali individuabili:
costruzione del tempio originale del Medio Regno (XII Dinastia, sotto Sesostri I);
costruzione del tempio di Amon propriamente detto (XVIII Dinastia, sotto Thutmose I) con un recinto in pietra calcarea di circa 125 m di lunghezza; elevazione dei I e II Pilone (oggi corrispondenti, rispettivamente, al IV ed al V) e realizzazione di una Sala Ipostila (oggi scomparsa);
la costruzione del III pilone come base di partenza per la realizzazione della Grande sala ipostila, sotto Amenofi III (XVIII Dinastia)
aggiunta, durante la XVIII Dinastia, a cura di Thutmose III in occasione della sua festa giubilare, del cosiddetto "Akh-Menu", o "Sala delle Feste", ad ovest, di una corte che, sotto Sethy I e, poi, sotto Ramses II, si trasformerà nella Grande Sala Ipostila.
INSERITO DA MORENA MOTTA La gazza è uno degli uccelli più intelligenti al mondo. Vive tra Europa, Asia, Nord America e Africa e si adatta senza grandi difficoltà a qualsiasi ecosistema. Vediamo insieme la gazza: caratteristiche e comportamento.
Questi uccelli vivono sia in campagna che in città. Formano nidi su siepi, alberi, boschi, parchi o giardini e nelle aree dalla vegetazione sia scarsa che abbondante.
Il nome scientifico della gazza è Pica pica. Viene chiamata anche gazza ladra o gazza eurasiatica e appartiene alla famiglia dei corvidi. Per molto tempo la sopravvivenza della gazza è stata messa in pericolo, poiché era considerata dannosa per le colture.
Il numero di questi uccelli è cresciuto negli ultimi anni, soprattutto grazie alla loro enorme capacità di sopravvivere alla crescita travolgente delle concentrazioni umane. Leggete questo articolo per scoprire di più su questo uccello così particolare.
Caratteristiche generali della gazza
Una delle caratteristiche di questa specie è il suo piumaggio bianco e nero, accompagnato da sfumature blu, viola o verdi sulle ali.
Le sue dimensioni variano tra 40 e 51 centimetri, di cui circa la metà appartiene alla coda. La sua apertura alare oscilla tra i 50 e i 62 centimetri, con un peso di circa 200 grammi.
Con gli occhi piccoli e un becco lungo, dritto e abbastanza forte, la gazza è nervosa ed emette segnali di avvertimento rapidi in caso di pericolo. Il suo canto non è di certo il più aggraziato all’interno del regno animale: infatti, viene spesso descritto come una specie di allarme. La sua speranza di vita si aggira intorno ai 15 anni.
Questo curioso uccello è diffuso in tutta Europa: ad esempio è un uccello molto comune nel territorio spagnolo. Osservarli in libertà è relativamente facile, poiché di solito non volano sopra i 1500 metri.
Di natura onnivora, la sua dieta è molto variegata. Mangia anche piccoli uccelli, uova, frutta, lumache, roditori, piccoli rettili e insetti come i ragni. Durante l’inverno la gazza può diventare un animale spazzino e cercare cibo nella spazzatura.
Periodo riproduttivo
La gazza è il tipo di uccello che forma le coppie per la vita. Costruisce il nido sui rami più spessi degli alberi, soprattutto sulle cime, ma lo fa anche nei boschetti di altezza non superiore a un metro. Pensate che la gazza costruisce il nido anche negli edifici urbani.
La stagione degli amori della gazza è la primavera, quindi a marzo inizia a costruire il nido. Si tratta di costruzioni che si caratterizzano per la loro forma sferica: la parete più profonda è fatta di fango, con uno spessore di circa quattro centimetri. La gazza protegge la parte superiore del nido con una cupola di rami.
Le gazze nidificano solo una volta all’anno, con 4-7 uova di colore verdastro deposte e covate esclusivamente dalla femmina.
L’incubazione della gazza va dai 17 a 20 giorni, periodo in cui la coppia mantiene un comportamento discreto e silenzioso. Una volta fuori dal guscio, i pulcini vengono nutriti dai genitori per un mese, fino a quando non imparano a volare.
Il comportamento della gazza
Astuta: questo è uno degli aggettivi più utilizzati per definire questa specie. I gruppi di gazze mantengono una comunicazione efficace, che consente loro di agire in modo sincronizzato per difendersi dall’attacco degli uccelli più grandi. Sono anche in grado di agire in modo coordinato per espellere i predatori dal territorio.
Se si imbattono nel corpo di un grosso animale, emettono versi molto rumorosi per attirare l’attenzione di avvoltoi e corvi. Infatti, per nutrirsi del “bottino” trovato, hanno bisogno che questi altri uccelli rompano la pelle della carcassa prima di poter mangiare.
Il modo in cui le gazze fanno previsioni e conservano il cibo in eccesso è davvero sorprendente. Per fare ciò, usano dei luoghi insospettabili e sconosciuti per le altre specie, quindi le loro riserve raramente vengono minacciate.
Altre curiosità sulla gazza
Di solito le gazze hanno una predilezione particolare per gli oggetti luminosi: infatti, spesso nei loro nidi sono stati trovati gioielli di grande valore e oggetti che riflettono la luce, come lattine o specchi. E poi, la gazza, allo stesso modo dei primati, degli elefanti e dei delfini, è in grado di riconoscere il proprio riflesso.
Un’altra abilità di questo uccello è che identifica e distingue le persone tra “conoscenti” e “sconosciuti”. A volte, possono persino riconoscere alcuni umani come membri del loro gruppo, arrivando a difenderli a costo della propria vita.
Se vengono ammaestrati da piccoli, le gazze sono in grado di imitare la voce umana con la stessa abilità dei pappagalli. Dopo i gatti neri e i corvi, la gazza è uno degli animali oggetto del maggior numero di superstizioni nella cultura popolare.
INSERITO DA MORENA MOTTA In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per trasportare chicchi di grano.
Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”
Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro..
“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”
“L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste prima che arrivi l’inverno!
Io preferisco cantare! Con questo sole e questo caldo è impossibile lavorare!”
Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a lavorare.
Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e la cicala scese dall’albero ormai spoglio. Anche l’erba diventava sempre più gialla e rada. Una mattina la cicala si svegliò tutta infreddolita, mentre i campi erano coperti dalla prima brina.
Il gelo bruciò il verde delle ultime foglie: era arrivato l’inverno.
La cicala cominciò a vagare cibandosi di qualche gambo rinsecchito che spuntava ancora dal terreno duro e gelato.
Venne la neve e la cicala non trovò più niente da mangiare: affamata e tremante di freddo, pensava con rimpianto al caldo e ai canti dell’estate.
Una sera vide una lucina lontana e si avvicinò affondando nella neve: “Aprite! Aprite, per favore! Sto morendo di fame! Datemi qualcosa da mangiare!”
La finestra si aprì e la formica si affacciò: “Chi è? Chi è che bussa?”
“Sono io, la cicala! Ho fame, freddo e sono senza casa!”
“La cicala?! Ah! Mi ricordo di te! Cosa hai fatto durante l’estate, mentre noi faticavamo per prepararci all’inverno?”
“Io? Cantavo e riempivo del mio canto cielo e terra!”
“Hai cantato?” replicò la formica, “Adesso balla!”