Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ. RICETTE Frittata di Scammaro: la Ricetta Originale del Piatto Napoletano

14 Aprile 2021, 16:57pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

 A CURA DI MIKI PAPPACODA Le antiche ricette della tradizione napoletana sono diverse, tutte molto semplici, ma buonissime; una di questa è la cosiddetta frittata di scammaro.

Questo vecchio piatto popolare, in dialetto significa letteralmente “frittata di magro”.

Gli ingredienti infatti, sono poveri, e, in effetti non è nemmeno una frittata vera e propria perchè è fatta senza le uova.

Si tratta di un piatto che si faceva durante la Quaresima, il Venerdì Santo, giorno di magra prima della Domenica di Pasqua.

 

 

Infatti “cammarare” in lingua napoletana vuol dire “mangiare grasso” e “scammarare” è il suo contrario.

Vediamo come si fa la frittata di scammaro originale napoletana.

Seguite passo per passo questa ricetta e potrete rifarla a casa vostra.

Frittata di Scammaro: La Ricetta del Piatto Povero Napoletano

Ingredienti per 6 persone

Spaghetti di grano duro g 420, olio d’oliva cl 12, aglio 1 spicchio grande, olive nere di Gaeta g 120, capperi salati g 50, alici salate 2, uva passa e pinoli g 40

Tempo di cottura: 30 minuti

Preparazione

Per prima cosa, pulire, sciacquare e fare a pezzetti le alici salate.

Prendete l’olio e mettetelo in un padella e fatevi rosolare l’aglio tagliato a metà.

Appena l’aglio sarà dorato, toglietelo dall’olio caldo e inserite le olive snocciolate e spezzettate.

Inserite subito anche i capperi lavati e tritati ben bene.

Fate rosolare il tutto a fuoco molto moderato per non più di una quarantina di secondi.

Non dovete far seccare le olive e i capperi.

Dopo, togliendo il pentolino o la padella dal fornello, aggiungete l’ua passa, i pinoli e le alici salate.

Ora, cuocete la pasta.

Prendete gli spaghetti e lessateli in abbondando acqua salata.

Una volta cotti, scolateli, e conditeli con il sugo che avete preparato prima.

Inserite il tutto in una padello del diametro di 24 centimetri e con l’olio rimanente finite la cottura sul fornello, come fareste per una frittata normale.

Ovviamente qui le uova non ci sono, per cui fate attenzione a non far cuocere più del tempo indicato su, e mantenete la fiamma bassa affinchè gli spaghetti non si induriscano.

Buon appetito con questa ottima frittata di scammaro!

Fonte: L’Arte della Cucina Secondo la Tradizione Napoletana, M. Penta de Peppo.

Leggi i commenti

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava de’ Tirreni: istituito l’Ufficio Sviluppo e nasce la “Newsletter, Fonti di Finanziamento”

14 Aprile 2021, 16:51pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nell’ambito del riassetto dei settori e dei servizi del Comune, l’Amministrazione Servalli istituisce l’Ufficio Sviluppo e nasce la “Newsletter, Fonti di Finanziamento”.

Attraverso l’Ufficio Sviluppo sarà un valido supporto a tutti i settori della pubblica amministrazione ai quali sarà fornita una puntuale panoramica delle opportunità di finanziamento. In tale ambito nasce anche la pubblicazione della “newsletter” come servizio per la città e utile strumento di consultazione, a disposizione anche di imprese, associazioni, categorie economiche, organizzazioni sociali, enti pubblici e privati, con informazioni relative a contributi e finanziamenti regionali, bandi della Regione Campania, news e bandi europei e di cooperazione internazionale, eventi e premi, opportunità e stage, formazione e il focus del mese, ad aprile dedicato ai circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta turistica

 

 

“Efficientamento dei servizi e ottimizzazione delle risorse sono obiettivi primari dell’Amministrazione Servalli – afferma la Presidente della Commissione Risorse Umane, Statuto, Regolamenti, Anna Padovano Sorrentino – Con questo strumento, oltre al supporto ai vari settori per cogliere tutte le opportunità di finanziamento utili alla nostra città, si potrà garantire un valido supporto per lo sviluppo delle diverse realtà associative del territorio e delle potenzialità dello stesso grazie alle svariate fonti di finanziamento messe in essere dalle Istituzioni, si va finalmente a riempire e superare un gap che grazie ad una gestione ottimale dell’informazione, raggiungerà le varie realtà territoriali pubbliche e private”.

La newsletter è scaricabile dal sito istituzionale www.cittadicava.it ; per richiedere di essere inseriti nella mail list: 089 68 26 87 – ufficio.sviluppo@comune.cavadetirreni.sa.it

AMALFINOTIZIE

Leggi i commenti

RAVELLO E SCALA NEWS Pericolo lungo la Provinciale per Ravello, crolla parapetto: massi sui limoneti / Foto

14 Aprile 2021, 16:44pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  L’impatto di un automobile o di un autocarro è stata, presumibilmente, la causa della rottura di un parapetto lungo la strada provinciale che conduce a Ravello, in prossimità della Valle del Dragone.

La segnalazione è arrivata questa mattina via social da Salvatore Aceto, noto imprenditore della Costa d’Amalfi, dal momento che il parapetto è caduto sui limoneti della sua proprietà.

 

 

“Attenzione massima sulla strada Provinciale che porta a Ravello, località Valle del Dragone …. qualche auto o autocarro ha urtato il muretto facendolo franare nella mia proprietà.
È particolarmente pericoloso per le auto o moto che scendono…. L’Anas e Provincia sono state avvertite numerose volte e non hanno mai preso in considerazione gli avvisi. Tutti i muretti – parapetto versano in condizioni pietose! Si vergognassero!!!!” – questo il post pubblicato su Facebook da Salvatore Aceto”.

Fortunatamente, al momento del crollo, nessuna persona è rimasta coinvolta. A raggiungere il luogo del crollo i Carabinieri della Compagnia di Amalfi che hanno proceduto ai rilievi del caso.

Come riportato sempre sui social, non sarebbe la prima volta che le condizioni dei parapetti della Strada Provinciale per Ravello siano stati segnalati agli enti competenti. Al momento la zona del crollo è stata segnalata con del nastro segnaletico.

RAMONA BUONOCORE AMALFINOTIZIE

Leggi i commenti

COSTIERA AMALFITANA NEWS Covid Costiera Amalfitana: sono 273 i cittadini attualmente positivi. I dati del 14 aprile

14 Aprile 2021, 16:36pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.

Nella giornata di ieri si conta 1 nuovo positivo ad Agerola.

 

 

Si contano fortunatamente 3 guariti: 2 a Cetara e 1 a Praiano.

Covid Costiera Amalfitana: 273 gli attualmente positivi. I dati del 14 aprile

In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.417 casi di cui 273 attualmente positivi, 2.119 guariti e 25 decessi. Di seguito il riepilogo comune per comune.

  CASI TOTALI GUARITI ATTUALMENTE POSITIVI
AGEROLA 550 454 (4 decessi) 92
AMALFI 175 157 (4 decesso) 14
ATRANI 17 14 3
CETARA 164 157 (2 decesso) 5
CONCA 21 16 5
FURORE 47 42 5
MAIORI 264 249 (4 decessi) 11
MINORI 121 116 5
POSITANO 130 109 21
PRAIANO 126 87 39
RAVELLO 181 168 (3 decessi) 10
SCALA 88 83 (1 decesso) 4
TRAMONTI 174 162 (4 decessi) 8
VIETRI SUL MARE 358 302 (3 decesso) 53
  TOT TOT TOT
  2.417 2.119 e 25 decessi 273
 

AMALFINOTIZIE

Leggi i commenti

FAVOLE E RACCONTI Il tenace soldatino di stagno

14 Aprile 2021, 13:52pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI Il tenace soldatino di stagno

INSERITO DA MORENA MOTTA C'erano una volta venticinque soldati di stagno, tutti fratelli tra loro perché erano nati da un vecchio cucchiaio di stagno. Tenevano il fucile in mano, e lo sguardo fisso in avanti, nella bella uniforme rossa e blu. La prima cosa che sentirono in questo mondo, quando il coperchio della scatola in cui erano venne sollevata, fu l'esclamazione: «Soldatini di stagno!» gridata da un bambino che batteva le mani; li aveva ricevuti perché era il suo compleanno, e li allineò sul tavolo.
I soldatini si assomigliavano in ogni particolare, solo l'ultimo era un po' diverso: aveva una gamba sola perché era stato fuso per ultimo e non c'era stato stagno a sufficienza! Comunque stava ben dritto sulla sua unica gamba come gli altri sulle loro due gambe e proprio lui ebbe una strana sorte.
Sul tavolo dove erano stati appoggiati c'erano molti altri giocattoli, ma quello che più attirava l'attenzione era un grazioso castello di carta. Attraverso le finestrelle si poteva vedere nelle sale. All'esterno si trovavano molti alberelli intorno a uno specchietto che doveva essere un lago; vi nuotavano sopra e vi si rispecchiavano cigni di cera. Tutto era molto grazioso, ma la cosa più carina era una fanciulla, in piedi sulla porta aperta del castello; anche lei era fatta di carta, ma aveva la gonna di lino finissimo e un piccolo nastro azzurro drappeggiato sulle spalle con al centro un lustrino splendente, grande come il suo viso. La fanciulla aveva entrambe le mani tese in alto, perché era una ballerina, e aveva una gamba sollevata così in alto che il soldatino di stagno, non vedendola, credette che anch'ella avesse una gamba sola, proprio come lui. "Quella sarebbe la sposa per me!" pensò "ma è molto elegante e abita in un castello; io invece ho solo una scatola e ci abitiamo in venticinque, non è certo un posto per lei! comunque devo cercare di fare conoscenza!" Si stese lungo com'era dietro una tabacchiera che si trovava sul tavolo; da lì poteva vedere bene la graziosa fanciulla che continuava a stare su una gamba sola, senza perdere l'equilibrio.
A sera inoltrata gli altri soldatini di stagno entrarono nella scatola e gli abitanti della casa andarono a letto. Allora i giocattoli cominciarono a divertirsi: si scambiavano visite ballavano, giocavano alla guerra. I soldatini di stagno rumoreggiavano nella scatola, perché desideravano partecipare ai divertimenti, ma non riuscirono a togliere il coperchio. Lo schiaccianoci faceva le capriole e il gesso si divertiva sulla lavagna, facevano un tale rumore che il canarino si svegliò e cominciò a parlare in versi.
Gli unici che non si mossero affatto furono il soldatino di stagno e la piccola ballerina; lei si teneva ritta sulla punta del piede con le due braccia alzate, lui con pari tenacia restava dritto sulla sua unica gamba e gli occhi non si spostavano un solo momento da lei.

Suonò mezzanotte e tac... si sollevò il coperchio della tabacchiera, ma dentro non c'era tabacco, bensì un piccolissimo troll nero, perché era una scatola a sorpresa.
«Soldato!» disse il troll «smettila di guardare gli altri!»
Ma il soldatino fìnse di non sentire.
«Aspetta domani e vedrai!» gli disse il troll.
Quando l'indomani i bambini si alzarono, il soldatino fu messo vicino alla finestra e, non so se fu il troll o una folata di vento, la finestra si aprì e il soldatino cadde a testa in giù dal terzo piano. Fu un volo terribile, a gambe all'aria, poi cadde sul berretto infilando la baionetta tra le pietre.
La domestica e il ragazzino scesero subito a cercarlo, ma sebbene stessero per calpestarlo, non riuscirono a vederlo. Se il soldatino avesse gridato: "Sono qui!" lo avrebbero certamente trovato, ma lui pensò che non fosse bene gridare a voce alta perché era in uniforme. Cominciò a piovere, le gocce cadevano sempre più fitte e venne un bell'acquazzone: quando finalmente smise di piovere arrivarono due monelli.
«Guarda!» disse uno «c'è un soldatino di stagno! adesso lo facciamo andare in barca.»
Fecero una barchetta con un giornale, vi misero dentro ii soldatino e lo fecero navigare lungo un rigagnolo; gli correvano dietro battendo le mani. Dio ci salvi! che ondate c'erano nel rigagnolo, e che corrente! Tutto a causa dell'acquazzone. La barchetta andava su e giù e ogni tanto girava su se stessa così velocemente che il soldatino tremava tutto, ma ciò nonostante, tenace com'era, non batté ciglio, guardò sempre davanti a sé e tenne il fucile sotto il braccio.
Improvvisamente la barchetta si infilò in un passaggio sotterraneo della fogna; era così buio che al soldatino sembrava d'essere nella sua scatola.
"Dove sto andando?" pensò. "Sì, tutta colpa del troll! Ah, se solo la fanciulla fosse qui sulla barca con me, allora non mi importerebbe che fosse anche più buio."
In quel mentre sbucò fuori un grosso ratto, che abitava nella fogna.
«Hai il passaporto?» chiese. «Tira fuori il passaporto!» Ma il soldatino restò zitto e tenne il fucile ancora più stretto. La barchetta passò oltre e il ratto si mise a seguirla. Hu! come digrignava i denti e gridava alle pagliuzze e ai trucioli: «Fermatelo! Fermatelo! non ha pagato la dogana! non ha mostrato il passaporto!».
Ma la corrente si fece sempre più forte e il soldatino scorgeva già la luce del giorno alla fine della fogna, quando sentì un rumore terribile, che faceva paura anche a un uomo coraggioso; pensate, il rigagnolo finiva in un grande canale, e per il soldatino era pericoloso come per noi capitare su una grande cascata.
Ormai era così vicino che gli era impossibile fermarsi. Si irrigidì più che potè, perché nessuno potesse dire che aveva avuto paura. La barchetta girò su se stessa tre, quattro volte e ormai era piena di acqua fino all'orlo e stava per affondare. Il soldatino sentiva l'acqua arrivargli alla gola, e la barchetta affondava sempre più; la carta intanto si disfaceva. L'acqua gli coprì anche la testa -allora pensò alla graziosa ballerina che non avrebbe rivisto mai più, e si sentì risuonare nelle orecchie:
Addio, bel soldatino morir dovrai anche tu

La carta si disfece del tutto e il soldatino di stagno andò a fondo, ma subito venne inghiottito da un grosso pesce.
Oh, com'era buio là dentro! ancora più buio che nella fogna, e poi era così stretto; ma il soldatino era tenace e restò lì disteso col fucile in spalla.
Il pesce si agitava in modo terribile, poi si calmò e fu come se un lampo lo attraversasse. La luce ormai splendeva e qualcuno gridò: «Il soldatino di stagno!». Il pesce era stato pescato, portato al mercato, venduto e portato in cucina dove una ragazza lo aveva tagliato con un grosso coltello. Prese con due dita il soldatino e lo portò in salotto dove tutti volevano vedere quell'uomo straordinario che aveva viaggiato nella pancia di un pesce; ma lui non si insuperbì. Lo misero sul tavolo e... oh, che stranezze succedono nel mondo! il soldatino si trovò nella stessa sala in cui era stato prima, vide gli stessi bambini e i giocattoli che erano sul tavolo, il bel castello di carta con la graziosa ballerina, che ancora stava ritta su un piede solo e teneva l'altro sollevato; anche lei era tenace e questo commosse il soldatino che stava per piangere lacrime di stagno, ma questo non gli si addiceva. La guardò, e lei guardò lui, ma non dissero una sola parola.
In quel mentre uno dei bambini più piccoli prese il soldatino e lo gettò nella stufa, e proprio senza alcun motivo, sicuramente era colpa del troll della tabacchiera.

Il soldatino vide una gran luce e sentì un gran calore, era insopportabile, ma lui non sapeva se era proprio la fiamma del fuoco o quella dell'amore. I suoi colori erano ormai sbiaditi, ma chi poteva dire se fosse per il viaggio o per la pena d'amore? Il soldatino guardò la fanciulla e lei guardò lui, e lui si sentì sciogliere, ma ancora teneva ben stretto il fucile sulla spalla. Intanto una porta si spalancò e il vento afferrò la ballerina che volò come una silfide proprio nella stufa vicino al soldatino. Sparì con una sola fiammata, e anche il soldatino si sciolse completamente. Quando il giorno dopo la domestica tolse la cenere, del soldatino trovò solo il cuoricino di stagno, della ballerina il lustrino tutto bruciacchiato e annerito.

di Hans Christian Andersen

FONTE www.andersenstories.com

Leggi i commenti

ANIMALI Talpa europea

14 Aprile 2021, 13:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Talpa europea

INSERITO DA MORENA MOTTA Questi mammiferi escono raramente in superficie, ma le conseguenze dell'attività di un solo individuo possono risultare visibili su un'area da 100 a 1000 metri quadrati. Le talpe creano un'ampia rete di gallerie permanenti e per l'alimentazione, ed è probabilmente a questo punto che noterai gli effetti delle talpe nel tuo terreno.

Aspetto

  • Lunghezza: 15 cm. Peso: 75 -130 g.
  • Pelliccia "vellutata" di colore grigio-ardesia.
  • Le zampe anteriori terminano a palmo, con robuste unghie ideali per l'attività di scavo. Nota anche con il nome di talpa comune.

Abitudini

  • Si nutre di lombrichi, larve di insetti e lumache.
  • Presente nella maggior parte degli ambienti al di sotto dei 1.000 metri. Danni di natura estetica ai prati, per gli accumuli di terreno, nonché a macchinari agricoli, come le mietitrebbiatrici, a causa delle pietre e degli altri materiali portati in superficie.
  • Gli animali al pascolo possono ferirsi infilando le zampe nelle gallerie scavate dalle talpe.
  • Animale solitario tranne che nel periodo degli accoppiamenti, da febbraio a giugno.

Ciclo vitale

  • Una nidiata all'anno, con 3 - 4 piccoli.

FONTE www.rentokil.com

Leggi i commenti

LA STORIA DELL’EGITTO Il ka e il ba

14 Aprile 2021, 13:32pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Il ka e il ba

INSERITO DA MORENA MOTTA Il ba, per spiegarlo in modo semplice, era la parte dell’animo che esisteva nel tempo chiamato neheh. Rimanendo così nel costante movimento e rinnovamento del neheh, era uno degli aspetti nei quali una persona poteva manifestarsi nel corso della sua vita sociale e naturale. Ad esempio, le manifestazioni degli dèi sulla terra (sia negli elementi naturali che nelle statue che li raffiguravano) erano i ba degli dèi. Ba era anche il modo in cui si veniva percepiti dagli altri  – che al giorno d’oggi potremmo descrivere con parole come “immagine” o “reputazione”. Da ciò segue che ogni effetto risultato dall’azione di una persona veniva considerato parte del suo ba.

Dopo la morte, il ba del defunto avrebbe seguito il dio solare nel suo viaggio attraverso i cieli, ma solo se costui aveva vissuto in modo virtuoso. Era insomma la personalità di qualcuno, ciò che lo rendeva unico, e veniva raffigurato come un uccello dotato di testa umana.

Il ka era invece la parte del sé esistente nel tempo chiamato djet.
Avendo a che fare con la stasi e la permanenza del djet, associata all’oltretomba e alla fissità del suolo sotto i piedi, il ka era considerato la parte del sé che sarebbe rimasta per sempre, immune al cambiamento. Dopo la morte, permaneva nella memoria dei cari, nelle tombe o nei monumenti commemorativi, così come anche nei corpi mummificati.

Diversamente dalla nostra percezione moderna, dove il sé è di solito un concetto univoco e talvolta isolato, per gli egizi esso esisteva solamente nel rapporto con gli altri, e non aveva una reale esistenza individuale al di fuori di questo. Come il ba, anche il ka quindi era un fenomeno che poteva essere descritto a livello sociale.

Il ka si ereditava di padre in figlio, e lo vediamo nel mito della creazione di Memphis, dove il dio Atum tramandò il proprio ka ai figli Shu e Tefnut mentre li abbracciava. Questa visione era mantenuta anche nel geroglifico del ka, che appare come un paio di braccia tese per stringere in un abbraccio. Allo stesso modo, per gli egizi l’espressione “raggiungere il ka di qualcuno” significava ricongiungersi a un antenato nell’aldilà.

Nel mondo egizio, il ka sopravviveva quindi anche dopo la morte, e per farlo doveva essere alimentato con cibo e bevande. Per questo nelle tombe venivano preparate anche numerose offerte alimentari. Inoltre, il ka poteva essere raffigurato anche come una figura doppia del faraone o del defunto, una sorta di gemello che avrebbe vissuto nel reame imperituro.

Il rapporto tra ba e ka. Quando Ra giungeva nel reame dei morti, durante la notte, si unificava con Osiride prima di tornare a sorgere il mattino seguente. Anche se Ra e Osiride sono solitamente considerati due divinità separate e distinte, nessun dio egizio ha un’identità personale assoluta e fissa, in quanto la visione del sé nel mondo egiziano aveva sempre a che vedere con il rapporto con gli altri.  Quando Ra e Osiride erano uniti nel regno dei defunti, diventavano lo stesso dio, anche se provvisoriamente. Per questo gli egizi parlano spesso di Ra chiamandolo il ba di Osiride (la forma di Osiride vivente), e di Osiride come del ka di Ra (la forma imperitura di Ra).

Quando una persona buona moriva, il suo ba si unificava a Ra nel suo viaggio solare, mentre il ka si univa a Osiride nel reame dei morti, nel riposo eterno. Di notte, i due principi si sarebbero quindi riuniti assieme, per poi separarsi di nuovo all’alba. I defunti avrebbero trovato così l’immortalità sia nel neheh che nel djet.

FONTE https://arda2300.wordpress.com

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Scuola, disabilità e inclusione scolastica: le parole sono importanti

14 Aprile 2021, 13:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Scuola, disabilità e inclusione scolastica: le parole sono importanti

INSERITO DA MORENA MOTTA Capita purtroppo ancora spesso che nelle scuole si usino termini fuorvianti che, spesso anche inconsapevolmente, traducano un approccio alla disabilità meramente assistenziale o comunque inadeguato.
Espressioni come “alunni h”, “diversabile” o “diversamente abile” sono ad esempio ancora molto usati, anche se manifestano palesemente limiti concettuali che, almeno i professionisti dell’inclusione dovrebbero ormai aver ampiamente superato.
A parte l’uso del termine “handicap”, mascherato tuttavia spesso ancora con l’uso della sola h, che è ormai in disuso, pur non avendo in sé stesso, nella sua origine, alcuna connotazione negativa, tant’è vero che il suo significato è meramente “svantaggio”, per il resto permane sovente l’uso di un lessico poco attento e lusinghiero.

Proviamo ad esempio ad esaminare in breve il termine “diversamente abile”. Cosa dovrebbe significare? C’è il concetto di abilità cui si dovrebbe tendere, che sposa una logica normalizzante cui attenersi e fin qui non siamo che agli albori dei principi di integrazione. Primo stigma: dovrebbe essere abile, ma non lo è. Non solo, c’è di peggio. Poiché dovrebbe essere abile, ma non lo è, ci diciamo che ha abilità “diverse”, altre da quelle che hanno gli altri. Secondo stigma: la compensazione nelle abilità con fantomatiche abilità diverse. Come Tiresia, che poteva essere veggente proprio perché era cieco.

Anche nell’uso di superficie di termini percepiti come positivi, ma in realtà estremamente fuorvianti, possiamo leggere, a scuola come altrove, la leggerezza di chi formalmente accoglie pure la logica dell’inclusione, ma nei fatti poco si interroga su di essa.

Cos’è l’inclusione, se di parole importanti vogliamo parlare, in cosa si differenzia dall’integrazione? E’ solo un termine nuovo, più accettabile, una tendenza, un vezzo?

Inclusione è una rivoluzione copernicana; se vogliamo provare davvero ad agire nella sua direzione dobbiamo agire prima di tutto in noi stessi, a cominciare dalla stessa percezione che abbiamo delle cose. Includere è pensare a una possibilità di esserci per tutti, è progettazione universale, che prevede cittadinanza per tutti, senza più alcuna necessità normalizzante. E’ quell’ufficio postale senza scale, quella scuola senza rampe, dove ciascuno può entrare a suo modo. Un orizzonte di senso verso cui muoversi, ancora immersi nella necessità di adattamenti, ancora per molto tempo.

E quale parola dovremmo usare per nominare, perché sia una parola buona?
Potremmo dire che basta chiamare ciascuno usando il proprio nome, il nome proprio, che rappresenta la sua unicità nei contesti. J. Dewey sosteneva che tutti abbiamo bisogno di sentirci “importanti”: chiamare ogni persona per nome è il modo più immediato per dare importanza e rilievo a ciascun interlocutore, ad ogni persona.

E se proprio talvolta abbiamo bisogno di categorizzare evitiamo termini dalla ridondanza imbarazzante: basta dire che una persona ha una disabilità, in modo immediato e non accompagnato da etiche discutibili e fuorvianti.

FONTE www.disabili.com

Leggi i commenti

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare, lavori in villa comunale: ampliato il parco giochi

14 Aprile 2021, 13:23pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare, lavori in villa comunale: ampliato il parco giochi

INSERITO DA MORENA MOTTA Un parco giochi in villa comunale. Al via i lavori, voluti dall'Amministrazione Cimmino, per ampliare la zona dedicata ai bimbi. In corso l'intervento in attesa che il lungomare possa riaprire per gli stabiesi e chi arriva da fuori Castellammare. Al momento l'ordinanza del sindaco Cimmino vieta il lungomare se non nelle prime ore della mattina per chi fa sport. Anche se sono sempre di più i furbetti che provano a violare lo stop e aggirare i controlli. Da lunedì prossimo in Campania potrebbe scattare la zona arancione, ma la villa comunale potrebbe restare chiusa ancora per evitare che i contagi tornino a salire. Sul progetto in fase di realizzazione scrive Cimmino: "Lavori in corso per l’ampliamento del parco giochi. Uno spazio pubblico tutto dedicato ai nostri bambini". #Parcogiochi #Giostre #Villacomunale #CastellammarediStabia #Castellammare #Stabia #14aprile #14aprile2021 #GaetanoCimmino #GaetanoCimminoSindaco

FONTE www.ilcorrierino.com

Leggi i commenti

SALERNO E PROVINCIA NEWS Asl Salerno: iniziata la distribuzione dei vaccini ai medici di base

14 Aprile 2021, 13:19pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Asl Salerno: iniziata la distribuzione dei vaccini ai medici di base

INSERITO DA MORENA MOTTA L’Asl Salerno comunica che è iniziata la distribuzione delle dosi di vaccino ai medici di Medicina generale per la somministrazione a domicilio dei pazienti. Ogni singolo distretto sanitario ha ricevuto una prima dotazione di 1.000 dosi di Astrazeneca e 200 dosi di Moderna, con la quale approvvigionare i medici per l’avvio della somministrazione domiciliare.

Intanto continuano regolarmente le attività di dei centri vaccinali del territorio, che somministrano ogni giorno circa 5.000 dosi di vaccino, di cui 1.500/2000 dosi di Astrazeneca. Nella giornata di oggi, inoltre, saranno consegnate all’Asl Salerno 20.000 dosi di Pfizer e 30.000 dosi di Astrazeneca.

Si preannuncia che sono di imminente apertura tre centri vaccinali: due a Salerno (Cento Sociale di Pastena e Matierno) e uno a Giffoni Valle Piana. Le attività vaccinali, pertanto – conclude la nota – continuano normalmente su tutto il territorio, con un ritmo che rimane strettamente collegato alla fornitura dei vaccini.

FONTE www.salernonotizie.it

Leggi i commenti

<< < 10 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 40 > >>