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ANIMALI Le farfalle

6 Aprile 2021, 09:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Le farfalle

INSERITO DA MORENA MOTTA Le farfalle sono probabilmente gli insetti più belli grazie all’infinita varietà di disegni e colori che caratterizzano le ali, la parte più appariscente del loro corpo. Il volo è il loro modo “abituale” di spostarsi: alcune hanno un volo veloce e scattante, altre sono lente e pesanti. Le zampe vengono poco usate per la locomozione e servono essenzialmente per aggrapparsi al substrato quando si posano per riposare o per nutrirsi.

L’apparato boccale è costituito da una sorta di proboscide (spirotromba) con cui succhiano le sostanze liquide che costituiscono il loro cibo. Quando non viene usata, la proboscide è arrotolata a spirale sotto il capo; in molte specie raggiunge un notevole sviluppo, tale da consentire l’esplorazione delle corolle più profonde.

Posandosi sui fiori, le farfalle svolgono un ruolo molto importante nell’impollinazione; preferiscono posarsi sui fiori o tra i vegetali di cui si nutrono i bruchi, ma possono essere osservate anche sui tronchi e sui rami degli alberi, tra le pietre, nelle aie e nei cortili delle case.

Si parla comunemente di farfalle diurne e di farfalle notturne in quanto numerose specie sono attive nelle ore centrali della giornata, altre hanno abitudini crepuscolari, alcune si muovono solo al mattino, altre preferiscono l’oscurità totale. Dal punto di vista scientifico, però, questa divisione è poco precisa; infatti ci sono specie “notturne” che volano anche di giorno (come le Zigene) e specie “diurne” che si muovono anche di notte. Una differenza tra specie “diurne” e specie “notturne” è data dal modo in cui tengono le ali quando riposano: le farfalle “diurne” le ripiegano l’una contro l’altra perpendicolarmente al corpo, le “notturne” le dispongono a tetto lungo l’addome.

Depongono uova da cui nascono le larve, comunemente dette bruchi. Questi sono dotati di potenti mandibole con le quali si nutrono dei vegetali su cui vivono. Alcuni rosicchiano tutta la foglia, altri vi fanno dei buchi. Alcuni bruchi vivono nel legno, dove scavano lunghe gallerie. Dopo un certo periodo di tempo (variabile da specie a specie), i bruchi si trasformano in crisalide e poi (sempre dopo un tempo che varia da specie a specie) in farfalla vera e propria. Nel mondo sono conosciute circa 140.000 specie di farfalle: le più variopinte e anche le più grandi (l’apertura alare maggiore raggiunge i 32 cm) vivono nei paesi tropicali e subtropicali. In Europa si conoscono 6000 specie di farfalle, di cui solo 380 sono classificate come “diurne”.

La farfalla più grande del nostro continente è la Saturnia pyri (Saturnia del pero o Pavonia maggiore), una farfalla notturna che può raggiungere i 14 cm di apertura alare.

FONTE www.parcodolomitifriulane.it

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FAVOLE E RACCONTI L'acciarino

6 Aprile 2021, 08:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI L'acciarino

INSERITO DA MORENA MOTTA Ùn-due, ùn-due! Un soldato veniva avanti marciando per la strada principale. Con lo zaino sulle spalle e la sciabola al fianco, perché era stato alla guerra, e adesso tornava a casa. Sulla strada s'imbatté in una vecchia strega: era davvero orribile, col labbro che le scendeva fino al petto! "Buonasera, bel soldatino!" disse, "che bella sciabola che hai, che grande zaino! Sei davvero un bel soldatino! Ora sì che potrai avere tutti i soldi che vuoi."
"Grazie tante, vecchia strega!" rispose il soldato.
"Vedi lì quel grosso albero?" la vecchia gliene indicò uno che si ergeva di fianco a loro. "Dentro è tutto cavo. Se ti arrampichi fin sulla cima troverai un buco; nel quale puoi farti scivolare fino in fondo; io ti legherò una corda intorno alla vita per poterti tirare su, quando mi richiamerai."
"Ma cosa devo fare dentro quell'albero?" chiese il soldato.

"Prendere il denaro!" rispose lei. "Quando arriverai in fondo all'albero cavo, sappi che ti troverai in un gran corridoio illuminato da più di cento lampade. Vedrai tre porte, e le potrai aprire, perché le chiavi sono nella toppa. Se entri nella prima stanza vedrai in mezzo al pavimento una grande cassa. Sopra c'è seduto un cane: i suoi occhi sono grandi come tazze da tè, ma non farci caso. Ti darò il mio grembiule a quadretti bianchi e celesti da stendere sopra il pavimento. Tu va verso il cane, acchiappalo, mettilo sul grembiule steso, apri la cassa e prendi tutti i soldi che vuoi. Sono tutti di rame, ma se li vuoi d'argento non hai che d'andare nella seconda stanza. Lì c'è un cane dagli occhi grandi come macine da mulino, ma non farci caso, mettilo sul mio grembiule steso, e prendi tutto quello che vuoi! Se invece preferisci dell'oro, nella terza stanza puoi prendere tutto quello che riesci a portare. Il cane che sta accovacciato sulla cassa delle monete d'oro ha due occhi grandi come la Grande Torre di Copenaghen: quello sì che è un cane, credi a me! Ma non farci troppo caso: mettilo sul mio grembiule e non ti farà niente, e prendi pure dalla cassa tutto l'oro che vuoi."
"Mica male," disse il soldato, "ma io che dovrei darti, vecchia strega? Perché pure qualcosa per te, non è vero?"
"Non voglio niente," rispose la strega, "neanche un soldo! La sola cosa che devi prendere per me è un vecchio acciarino che mia nonna ha lasciato la sotto l'ultima volta che è scesa."
"Va bene," disse il soldato, "allora legami con la corda."
"Eccola qui," disse la vecchia. "Ed ecco il mio grembiule a quadretti bianchi e turchini."
 

Il soldato allora si arrampicò sull'albero e si lasciò cadere nel tronco cavo: proprio come la strega aveva detto, li sotto c'era un grande corridoio, illuminato da centinaia e centinaia di lampade.
Quando aprì la prima porta, mamma mia! C'era proprio un cane con gli occhi grandi come tazze di tè, che lo fissava severo.
"Sei proprio un bel tipo!" gli disse il soldato. Lo mise nel grembiule della strega e afferrò tutti i soldi di rame che poteva mettere in tasca; poi chiuse la cassa, ci rimise su il cane, ed entrò nella seconda stanza. Accidenti! Là c'era un cane con gli occhi grandi come macine di un mulino.
"Non guardarmi tanto, che ti si rovina la vista," gli disse il soldato. Mise il cane sul grembiule della strega, e quando vide tutti quei soldi d'argento, buttò via tutti quelli di rame che aveva e si riempì le tasche e lo zaino solo di argento. Poi arrivò alla terza stanza. Che orrore! Il terzo cane aveva davvero due occhi grandi come la Grande Torre di Copenaghen, e li faceva girare come due ruote!
"Buona sera," disse il soldato, e si levò il berretto, dato che in tutta la sua vita non aveva mai visto un cane del genere; ma dopo un po' pensò che poteva bastare, lo mise sul pavimento, aprì la cassa e... Dio mio, quanto oro! Poteva comprarci tutta Copenaghen, tutti i maialini di zucchero delle venditrici di dolciumi ambulanti, tutti i soldatini di piombo, tutti i cavalli a dondolo del mondo! Lì sì che ce n'erano di quattrini! Gettò tutto l'argento che aveva nelle tasche e nello zaino, e al suo posto prese l'oro, e se ne riempì le tasche, lo zaino, il berretto e gli stivali, tanto che riusciva appena a camminare. Ora sì che era ricco! Rimesso il cane sul cassone, rinchiuse la porta e gridò, attraverso il tronco cavo: "Tirami su, vecchia strega!"
"E l'acciarino, ce l'hai?" chiese quella.
"Già, è vero, me l'ero totalmente dimenticato!" e andò a prenderlo. Allora la strega lo tirò su, e lui si trovò di nuovo sulla strada principale, con tasche, stivali, zaino e berretto pieni di denari.
"Cosa te ne fai dell'acciarino?" chiese il soldato.
"Sono fatti miei," rispose la strega, "tu hai avuto l'oro! Io voglio soltanto l'acciarino!"
"Poche storie," disse il soldato, dimmi subito cosa ci vuoi fare, o con la mia sciabola ti taglio la testa!"
"No!" gridò la strega.
E allora il soldato le tagliò la testa: zac! Poi raccolse tutti i soldi nel suo grembiule, se lo mise alle spalle come fagotto, si mise in tasca l'acciarino, e se ne andò direttamente in città.

Era una città molto bella, ed egli si recò nella locanda più lussuosa; chiese la camera migliore e ordinò i suoi piatti preferiti, perché era ricco e poteva permettersi tutto quello che voleva.
Il servitore, mentre li puliva, trovò che i suoi stivali sembravano vecchi e veramente ridicoli per un signore così ricco, ma era solamente perché ancora non ne aveva comperati di nuovi. Il giorno dopo acquistò degli stivali adeguati, e altri bei vestiti. Ora era diventato un distinto signore, e si fece raccontare tutte le meraviglie della città, tra cui il re, e la sua figlia, che era una principessa molto graziosa.
"Dove si può vederla?"
"Non si può vederla," dicevano tutti. "Vive in un grande castello di rame, con tanti muri e tante torri tutto intorno! Nessuno può andare a trovarla, eccetto il re, perché una profezia dice che sposerà un soldato semplice, e questo al re non va!"
"Vorrei proprio vederla," pensava il soldato, ma non gli fu possibile.

Ora se la spassava davvero: andava a teatro, attraversava il parco reale in carrozza, e faceva la carità ai poveri: un bel gesto da parte sua, ma lui sapeva cosa vuol dire trovarsi senza il becco di un quattrino! Adesso che era ricco e ben vestito, aveva anche tanti amici, e tutti lo trovavano un cavaliere simpatico e nobile, e di questo lui era molto contento. Ma a furia di spendere ogni giorno del denaro senza intascarne mai, alla fine gli rimasero soltanto due soldi, e dovette lasciare la bella camera dove aveva abitato per andare a stare in una minuscola mansarda, dovette lucidarsi da solo gli stivali e rattopparseli con un grosso ago: nessuno dei suoi amici veniva più a trovarlo, perché c'erano troppi scalini da salire.

Una sera molto scura il soldato, che non poteva più nemmeno comprarsi una candela, si ricordò si un moccoletto appiccicato all'acciarino che aveva preso sotto l'albero cavo, quando la strega gli aveva chiesto di scendere. Allora tirò fuori il moccoletto e l'acciarino, lo batté per accendere il fuoco, e proprio mentre le scintille sprizzavano dalla pietra focaia, si spalancò la porta e gli si parò davanti il cane con gli occhi grandi come tazze di te che aveva già incontrato sotto l'albero. "In cosa posso servire il mio padrone?" domandò il cane.
"Ma tu guarda," esclamò il soldato, "gran cosa quest'acciarino! Quindi posso avere tutto quello che desidero!," e, rivolto al cane, gli domandò di procurargli del denaro. Il tempo di contare fino a tre, e quello non c'era più; il tempo di contare di nuovo fino a tre, ed eccolo di nuovo, con in bocca un sacco pieno di soldi.

Adesso sì che il soldato aveva capito cosa c'era di tanto interessante in quell'acciarino! Se lo batteva una volta arrivava il cane che stava sulla cassa del rame, se lo batteva due volte arrivava il cane sulla cassa dell'argento; se lo batteva tre volte veniva quello dell'oro. Così il soldato ritornò nella sua bella camera al primo piano, indossò di nuovo dei bei vestiti, e tutti i suoi vecchi amici lo riconobbero subito, e tutti gli volevano bene.

Un giorno pensò: "Peccato che non si possa vedere la principessa! Tutti dicono che dev'essere molto bella! Ma a che le serve, se deve per forza rimanere rinchiusa nel grande castello di rame, circondato da tante torri? Davvero non riuscirò mai a vederla? Ma dov'è il mio acciarino?" Lo batté, ed eccogli davanti il cane con gli occhi grandi come tazze da tè.
"È tarda notte, lo so," disse il soldato, "ma brucio dal desiderio di vedere la principessa, anche per un solo istante!"
Il cane si lanciò fuori dalla porta, e prima che il soldato se ne accorgesse, di ritorno con la principessa addormentata in groppa. Era così graziosa che chiunque poteva accorgersi subito che si trattava di una vera principessa. Il soldato non poté resistere al suo desiderio, e la baciò: era pur sempre un soldato!
Il cane poi tornò indietro con la principessa, ma la mattina dopo, mentre il re e la regina prendevano il tè, la fanciulla raccontò che durante la notte aveva fatto un sogno molto strano, con un cane e un soldato; aveva cavalcato in groppa al cane, e il soldato le aveva dato un bacio.
"Proprio un bell'affare!" disse la regina.

La notte dopo una delle vecchie dame di compagnia dovette vegliare presso il letto della principessa per vedere se si trattava davvero di un sogno.
Il soldato si tormentava dal desiderio di rivedere la splendida principessa, e così la notte il cane la venne a riprendere, e ripartì il più veloce possibile; ma la vecchia dama si mise i suoi stivaloni e lo inseguì altrettanto velocemente. Quando li vide sparire in una grande casa pensò: "Ecco dov'è andata," e fece una gran croce col gesso sulla porta. Poi tornò a casa e si mise a letto. Quando il cane uscì per riportare a casa la principessa, vide che era stata tracciata una croce sulla porta del soldato: allora con un pezza di gesso tracciò delle croci su tutte le porte della città. Fu un'ottima idea: adesso la dama di corte non poteva trovare la casa giusta, perché c'erano croci dappertutto.

La mattina dopo, molto presto, il re, la regina e la vecchia dama di corte andarono a vedere dov'era stata la principessa.
"Eccola qui!" gridò il re appena scorse la prima porta segnata con una croce.
"Ma no, caro marito, è quella là," disse la regina, vedendo una croce su un'altra porta.
"Qui ce n'è un'altra! E anche qui," gridarono tutti, man mano che vedevano le croci sulle porte. Finché non capirono che così era inutile continuare a cercare.
Ma la regina era una donna molto furba, che non era capace soltanto di andare in carrozza, ma anche di tante altre cose. Con le sue grandi forbici d'oro, tagliò un grosso pezzo di seta e lo ricucì assieme, in modo sa formare un grazioso fagotto; lo riempì poi di granturco tritato, lo legò alla schiena della figlia, e quando ebbe finito fece un buchetto in fondo al fagotto, in modo che il granturco cadendo si spargesse sulla strada percorsa dalla principessa.

Quella notte il cane tornò a prendersi la fanciulla sulla groppa, per portarla dal soldato, che le voleva tanto bene, e che avrebbe desiderato essere un principe, per poterla sposare.
Il cane non si accorse del granturco sparso dal palazzo fin sotto la finestra del soldato, e si arrampicò su per il muro insieme alla principessa. La mattina dopo il re e la regina videro così dov'era stata la loro figlia: allora presero il soldato e lo misero in prigione.
Com'era buio e noioso, nella prigione! Poi gli dissero: "Domani t'impiccheremo!" e queste non sono cose che si sentano dire volentieri." In più, aveva dimenticato l'acciarino alla locanda. La mattina dopo, attraverso le sbarre di ferro della piccola finestra, poté vedere la gente che correva fuori dalla città per andare a vedere la sua impiccagione. Sentiva i tamburi suonare, e vedeva i soldati marciare. Correvano fuori della città proprio tutti; c'era tra gli altri anche un apprendista calzolaio, in grembiule di cuoio e pantofole, e correva così forte che una ciabatta gli sfuggì, e andò a sbattere proprio contro il muro dove il soldato stava affacciato contro le sbarre di ferro.
"Ehilà, ragazzo, che bisogno c'è di tanta furia?" gli gridò il soldato. "Tanto prima che arrivi io non succederà niente: se piuttosto vuoi fare una corsa dove abitavo prima e portarmi il mio vecchio acciarino, ti darò quattro soldi. Ma devi sbrigarti!" I quattro soldi non dispiacevano al ragazzo, che corse a prendere l'acciarino, lo allungò al soldato e... state un po' a sentire quello che accadde ora.

Fuori dalla porta della città avevano drizzato una grande forca; intorno c'erano soldati, e centinaia di migliaia di persone. Il re e la regina sedevano su un magnifico trono, proprio di fronte al giudice e a tutto il Consiglio.
Il soldato era già in cima alla scaletta, e stavano per mettergli la corda al collo, quando egli disse che era tradizione esaudire l'ultimo desiderio del condannato, prima dell'esecuzione. A lui sarebbe piaciuto tanto tirare un'ultima boccata dalla sua pipa: l'ultima prima di andare all'altro mondo.
Questo il re non poteva proprio negarglielo: e allora il soldato prese il suo acciarino, lo sbatté per accendere il fuoco, una, due, tre volte! Ed ecco che tutti e tre i grossi cani saltarono fuori: quello con gli occhi grandi come due tazze di tè, quello con occhi grandi come macine da mulino, e quello con gli occhi grandi come la Grande Torre di Copenhagen!
"Aiutatemi adesso, fate in modo che non mi impicchino!" chiese il soldato, e allora i cani si gettarono sui giudici e su tutto il Consiglio, presero l'uno per le gambe, l'altro per il naso, e li gettarono in aria così in alto che ricadendo si ruppero in tantissimi pezzi.

"Io no!" gridò il re, ma il cane più grosso di tutti afferrò anche lui e la regina, e li gettò dietro a tutti gli altri. Allora i soldati si spaventarono, e tutta la gente si mise a urlare: "Caro soldatino, sii tu il nostro re, e ti daremo in sposa la nostra bella principessa!"
 

Misero il soldato nella carrozza reale, e tutti e tre i cani lo precedettero danzando e gridando evviva; i ragazzi fischiavano con le dita nella bocca, e i soldati facevano il presentat'arm. La principessa uscì dal castello di rame e divenne regina, cosa che le fece molto piacere. Le nozze durarono otto giorni, e i cani sedettero a tavola con gli altri, spalancando tanto d'occhi.

di Hans Christian Andersen

FONTE www.andersenstories.com

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LA STORIA DELL’EGITTO La mummificazione

6 Aprile 2021, 08:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO La mummificazione

DI MORENA MOTTA Gli antichi Egizi erano convinti che occorresse conservare il corpo intatto per ottenere la sopravvivenza nell' Aldilà; ecco perché avveniva la mummificazione.

All'inizio della loro storia, gli egizi seppellivano i loro morti direttamente nella sabbia, dove, per azione dell'arsura, i liquidi responsabili del deterioramento del corpo si essiccavano, conservando naturalmente i tessuti molli, i capelli e le unghie.

Quando la tradizione funeraria egiziana diventò più elaborata, la semplice fossa scavata nella sabbia fu sostituita da una camera funeraria coperta di mattoni crudi in una sovrastruttura in muratura a forma di panchina: il mastaba. Poiché il corpo vi era collocato in un sarcofago di legno, alla mummificazione naturale dovettero subentrare nuove tecniche di conservazione artificiali.

C'erano tre classi o specie di mummie e venivano preparate secondo il prezzo che gli eredi erano disposti a pagare.

La prima classe, che era la più costosa, comprendeva le mummie che dopo essere state svuotate del cervello, mediante estrazione della materia cerebrale attraverso le narici, e di cuore, polmoni, fegato ed intestini, mediante un'incisione addominale, venivano immerse per settanta giorni in un bagno di sale alcalino. Dopo di ciò, venivano lavate accuratamente, profumate con essenze di cedro e di canfora ed avvolte in finissime bende di tela di lino, previa coloritura della pelle con terra d'ocra e delle labbra con “betel” rosso.

Per la seconda classe il procedimento era più semplice: si riempiva il corpo del defunto, attraverso l'orifizio anale, di olio di cedro asiatico, quindi lo si immergeva per quaranta giorni in un bagno salato. Trascorso tale periodo, mediante compressione dell'addome, si estraevano i visceri, liquefatti per reazione chimica, attraverso il foro anale quindi, dopo un lavaggio, lo si avvolgeva nelle bende e si riconsegnava ai parenti.

La terza classe, che era la più economica e popolare dell'Antico Egitto, limitava la mummificazione alla immersione del corpo in un bagno bollente di acqua e “natron” (soda naturale) quindi, dopo essiccazione con aria calda ventilata, avveniva l'avvolgimento in stuoie di juta.

FONTE www.egittopercaso.net

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Indicatore Mirandolese - speciale Concordia

6 Aprile 2021, 08:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Indicatore Mirandolese - speciale Concordia

INSERITO DA MORENA MOTTA È uscito L'Indicatore Mirandolese di Marzo 2021 contenente uno speciale dedicato a Concordia.

In questo numero:

  • Intervista al sindaco Luca Prandini su Covid e ricostruzione
  • Misure a sostegno di attività commerciali, artigiani e famiglie
  • Progetto "Mettiamo radici per il futuro"
  • "Res publica": progetto di cittadinanza attiva per la scuola secondaria
  • Fototrappole per contrastare l'abbandono di rifiuto 
  • Piedibus per il percorso casa-scuola dei bambini frequentanti la scuola primaria
  • Volontari di Protezione Civile presso il punto vaccinale

FONTE COMUNE DI CONCORDIA SULLA SECCHIA

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CARPI NEWS Animali investiti, soccorrerli è un obbligo

6 Aprile 2021, 08:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Animali investiti, soccorrerli è un obbligo

INSERITO DA MORENA MOTTA Transitando con la propria auto sulla strada può purtroppo capitare di investire inavvertitamente un animale domestico o selvatico che a quel punto avrà bisogno del nostro intervento, dal momento che presumibilmente si sarà ferito. In questo caso, o nel caso ci si accorga della presenza di un animale ferito, anche se non siamo stati noi a investirlo, non è possibile far finta di niente e voltarsi dall’altra parte. E non solo per una questione di umanità e buon senso, ma anche perché lo dice la legge, come ci spiega la dottoressa Ilaria Innocenti, responsabile area animali familiari della LAV.

Purtroppo può succedere di investire un animale mentre si transita in auto o in moto sulla strada. Che cosa si deve fare? Al di là del senso civico, cosa ci impone la legge?

“Chiunque investa un animale ha l’obbligo di fermarsi e prestargli soccorso. Il Codice della Strada, grazie a una modifica introdotta con Legge n. 120/2010 fortemente voluta da LAV, prevede, infatti, che l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a un animale, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. La norma non si applica solo a cani e gatti e agli animali domestici ma anche agli animali da reddito (mucche, pecore, capre ecc..) o protetti. Chiunque non si fermi e non presti soccorso è punito con una sanzione amministrativa pari al pagamento di una somma da 422 a 1.694 euro.  Occorre sottolineare come l’obbligo di prestare soccorso non riguardi solo il conducente del mezzo a quattro o due ruote, comprese le biciclette, ma anche chi assista all’incidente, in quanto coinvolto nell’evento come i passeggeri a bordo del mezzo. In questo caso la sanzione prevista per chi non ottempera all’obbligo di assicurare un tempestivo intervento di soccorso è il pagamento la sanzione è più lieve, si tratta di somma compresa tra euro 83,00 ed euro 331,00.

Se si investe un animale o si è coinvolti comunque nell’evento è dunque necessario accertarsi delle condizioni dell’animale e attivare immediatamente l’intervento di soccorso. In assenza di un numero dedicato al soccorso animali è possibile contattare laPolizia Locale o il servizio veterinario ASL competente per territorio che ha l’obbligo di reperibilità anche notturna e festiva. Si possono comunque contattare anche i Carabinieri e la Polizia di Stato.

Il Codice della Strada non è, tuttavia, l’unica disposizione a punire l’omissione di soccorso nei confronti di animali. Nell’ipotesi in cui a seguito dell’omissione di soccorso sopravvenga il decesso dell’animale, potrebbe configurarsi il reato di cui all’articolo 544 bis del Codice Penale: “Uccisione di animali” che prevede la pena della reclusione da quattro mesi a due anni”.

Il comportamento che dobbiamo tenere è diverso se si tratta di animale domestico o animale selvatico?

“No, la norma sul soccorso agli animali si applica anche a quelli appartenenti a specie selvatiche. In questo caso però i numeri da chiamare sono quelli della Polizia Provinciale o dei Centri di recupero fauna selvatica o comunque del Servizio Veterinario ASL o i Carabinieri che potranno dare indicazioni circa l’attivazione del soccorso”.

Può inoltre verificarsi anche il caso di accorgersi di un animale ferito perché precedentemente investito. Ci si deve comportare allo stesso modo?

“Sì, è un dovere civico e di rispetto per gli animali”.

Cosa fare in caso si assista a un’omissione di soccorso?

“Occorre raccogliere quante più informazioni possibili (data, orario, targa del veicolo o dei veicoli coinvolti, dinamica dell’incidente, ecc.) e comunicarle tempestivamente alle Forze dell’Ordine e ovviamente attivare i soccorsi per l’animale ferito”.

 Come valuta complessivamente la norma sul soccorso agli animali vittima di incidenti stradali?

 “È una norma molto importante e di interesse pubblico per gli aspetti sanitari, morali e di sicurezza: occorre però uniformare le procedure di accesso al servizio e favorire i cittadini nel chiedere un intervento tempestivo. Per questo motivo LAV da anni si batte per la creazione di un ‘118 veterinario’ efficace in tutta Italia”.

E se questa eventualità dovesse accadere nel Comune di Carpi?

“E’ a disposizione un servizio attivo 24 ore su 24 per emergenze di questo tipo: esiste infatti una convenzione – precisa l’Assessore all’Ambiente, Riccardo Righi – che l’Amministrazione Comunale ha stipulato con il canile (che comprende anche il Comune di Novi) e il gattile (che comprende anche gli altri tre Comuni delle Terre d’Argine, cioè Soliera, Campogalliano e Novi) per il recupero degli animali incidentati. Come espressamente previsto dalla convenzione, gli addetti che recuperano l’animale devono poi contattare immediatamente il Direttore Sanitario della struttura o il medico veterinario convenzionato, che presterà le cure urgenti necessarie. Gli Agenti della Polizia Locale andranno poi sul posto e ricostruiranno la dinamica dell’accaduto. Sarà loro cura anche individuare e avvisare l’eventuale proprietario dell’animale. Tutti i numeri – conclude l’Assessore – si possono trovare sul sito del Comune di Carpi (comune.carpi.mo.it – aree tematiche – ambiente – animali)”.

FONTE temponews.it di Federica Boccaletti

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MONZA E PROVINCIA NEWS Allerta arancione causa delle raffiche di vento

6 Aprile 2021, 08:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONZA E PROVINCIA NEWS Allerta arancione causa delle raffiche di vento

DI MORENA MOTTA Allarme arancione per oggi, martedì 6 aprile, della Protezione Civile per raffiche previste fino a 70 km all'ora. A Monza chiusi Parco e cimiteri per ragioni di sicurezza. Verranno riaperti appena le condizioni meteo lo permetteranno.

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VELASCA VIMERCATE NEWS “Un albero per ogni classe” lungo il sentiero delle Moiacche

6 Aprile 2021, 08:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

VELASCA VIMERCATE NEWS “Un albero per ogni classe” lungo il sentiero delle Moiacche

INSERITO DA MORENA MOTTA “Un albero per ogni classe” lungo il sentiero delle Moiacche. Il progetto di Amministrazione comunale e scuola primaria di Bellusco.

Sei nuovi alberi, piantumati nell’area verde a Est di Bellusco, lungo il sentiero delle Moiacche. Bella iniziativa dell’Amministrazione comunale, realizzata nei giorni scorsi in collaborazione con la scuola primaria e dedicata agli studenti di prima e seconda elementare.

“Ogni anno tutti gli alunni piantano simbolicamente un loro albero – spiega l’Amministrazione comunale – Nel 2020 l’iniziativa era stata annullata per via del lockdown e anche quest’anno non avremmo potuto realizzarla a causa della Didattica a distanza”.

Per evitare nuove cancellazioni, l’Amministrazione di Bellusco ha optato per qualcosa di differente, coinvolgendo l’istituto guidato dalla preside Laura Sisca con mdalità diverse rispetto al passato.

Quest’ultime sono quindi pronte a crescere e fiorire nelle prossime settimane, con la speranza che tutti possano ammirarle da vicino, quando verranno allentate le normative imposte dal Governo per limitare la diffusione del contagio da coronavirus.

FONTE primamonza.it

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 05.04.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

5 Aprile 2021, 10:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 5 aprile Si ricorda S. Vincenzo Ferrer Il nome Vincenzo tratto dall'aggettivo latino vinces significa letteralmente vincente o colui che vince. E' un nome di chiaro valore augurale, che in ambiente cristiano può essere interpretato come vincente sul male. Dice il proverbio… Ogni ombelico ha la sua pancia, ogni paese la sua usanza. Sono nati oggi Gregory Peck – 1916, Simona Cavallari – 1971, Simone Inzaghi – 1976 Il 5 aprile 1722 Era la domenica di Pasqua quando il navigatore olandese Jakob Roggeveen, durante un viaggio d'esplorazione dell'Oceano Pacifico sbarcò sull'isola di Rapa Nui da lui ribattezzata appunto l'Isola di Pasqua. Il 5 aprile 1817 Al salone di Parigi il barone Karl von Drais de Sauerbrun presenta pubblicamente la "draisina", un veicolo a due ruote, antenato della bicicletta, che diviene un divertimento utilizzato sia dei giovani borghesi che dagli aristocratici. Il 5 aprile 1913 Lo scienziato Niels Bohr pubblica nel Philosophical Magazine la sua teoria sulla struttura dell’atomo. È l’inizio di numerosi studi sui fenomeni della fisica atomica. Bohr otterrà il Nobel nel 1922. Charlie Chaplin ha detto La giovinezza sarebbe un periodo più bello se solo arrivasse un po' più tardi nella vita.

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 05.04.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

5 Aprile 2021, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA 

Temporanea rimonta dell'alta pressione. Giornata caratterizzata da un soleggiamento su gran parte delle regioni, a parte in Sicilia dove ci saranno alcune piogge o dei temporali fino al pomeriggio. Temperature in temporaneo aumento grazie al maggior soleggiamento. In tarda serata comincerà a peggiorare sull'arco alpino con nevicate a bassa quota.

 

NORD

In questa giornata ili sole sarà prevalente e il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso salvo temporanei addensamenti sul Piemonte occidentale. E' atteso un peggioramento soltanto in nottata a partire dalle Alpi.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 13 di Trieste e i 20 di Bolzano

CENTRO e SARDEGNA

Generali condizioni di bel tempo con il cielo che si presenterà sereno o al massimo poco nuvoloso su tutte le regioni.

Temperature

Valori massimi compresi tra i 12 di Campobasso e i 18 di Firenze

SUD e SICILIA

Una maggior nuvolosità interesserà la Sicilia e la Calabria meridionale, anche con occasionali deboli piogge o isolati temporali sull'isola. Sul resto delle regioni il bel tempo e il sole saranno prevalenti.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 12 di Potenza e i 17 di Napoli

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 05.04.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

5 Aprile 2021, 09:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Vicente Ferrer sacerdote O.P. (1350-1419) S. Giuliana di Cornillon (B) agostiniana († 1258)

S. Giuliana di Cornillon (B)Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 28,8-15. In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno». Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: «Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo. E se mai la cosa verrà all'orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia». Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi.

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