Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, "A Napoli su 110 medici del 118 circa 75 potrebbero lasciare. Significherebbe fare solo trasporto in ospedale e non curare più le persone all'arrivo sul posto". Lo afferma Giuseppe Galano, direttore del 118 a Napoli e coordinatore della Campania, riferendosi all'intenzione di molti medici di lasciare l'emergenza dopo la sentenza che impone loro di restituire i compensi integrativi degli ultimi anni. "Non togliendo dignità all'infermiere - spiega Galano - devo però ricordare che non può fare per legge la diagnosi e la terapia, quindi a quel punto tutti coloro che chiamano il 118 verranno trasportati in ospedale. Lo dico anche come esortazione ad avere attenzione a questo problema che non può limitarsi a integrare indennità per il futuro ma deve risolvere assolutamente il recupero del pregresso che si aggira a circa 100.000 euro a medico. Non si può ripagare una classe professionale come i medici del 118 in questa maniera, credo che tutti abbiamo giudicato questi uomini come eroi e ora li trattiamo come evasori". Galano sottolinea che "fermo restando che sono convinto che ci sia un problema burocratico amministrativo che si può risolvere, la mancanza del medico del 118 potrebbe aggravare i problemi del pronto soccorso, cosa che un sistema messo alla prova dal covid non potrebbe sopportare. Cito un dato: solo l'anno scorso abbiamo curato circa 20.000 interventi, tra cui molti covid, curato sul posto senza portarli in ospedale. Questo filtro fondamentale che ha fatto il 118 se dovesse venire meno ci metterebbe davvero in difficoltà. Forse una soluzione potrebbe essere cambiare lo status dei medici del 118, non più convenzionati ma assunti dalle Asl, in modo di dare diritti e piena stabilità ai loro compensi". (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Grande preoccupazione" per l'evoluzione della pandemia, che richiede l' "innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale" e la "riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità". E' quanto ha messo a verbale il Comitato tecnico scientifico nella riunione di venerdì al termine della quale, sottolineano fonti del Cts, "non è stato suggerito al governo alcun lockdown".
Sono 23.641 i test positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, che portano il totale dall'inizio dell'emergenza a 3.046.762. Venerdì i contagi sono stati 24.036. Sono invece 307 le vittime in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, per un totale di 99.578.
Sono 355.024 i tamponi molecolari e antigenici. Venerdì erano stati 378.463.Il tasso di positività è del 6,6%, in aumento di 0,3 rispetto al 6,3% di venerdì.
Sono 2.571 i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia, 46 in più rispetto a venerdì nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione, secondo i dati del ministero della Salute, sono 214 (venerdì erano 222). Nei reparti ordinari ci sono invece 20.701 persone, in aumento di 327 unità rispetto a venerdì.
Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha annunciato una ordinanza che porrà in didattica a distanzatutti i ragazzi delle scuole superiori della regione dalla prossima settimana alla luce della crescita dei contagi in particolare nella fascia di età tra i 13 e il 19 anni. "Abbiamo deciso di estendere la didattica a distanza nelle scuole superiori ai ragazzi dai 14 anni in su, che già oggi sono in dad al 50%, la prossima settimana al 100%", ha spiegato Toti in un punto stampa. Si tratta di un provvedimento "di prudenza" e che "non comporta grossi disagi" visto che "si tratta di ragazzi più grandi e autosufficienti", ha detto.
Liguria, 272 nuovi casi,rapporto casi-tamponi al 4,2%- Sono 272 i nuovi casi di Covid19 in Liguria, a fronte di 3.963 tamponi molecolari e di 2.514 test antigenici processati. Il totale dei casi positivi registrati in Liguria da inizio pandemia ha 'sfondato' il tetto delle 80 mila unità: sono infatti, compresi i dati di oggi, 80.016. Calano di 8 unità gli ospedalizzati: sono 565, di cui 59 in terapia intensiva. Il maggior numero di casi si registra ancora in Asl 3 genovese (111) seguito dall'Asl1 Imperiese (63). I casi di Covid19 nel savonese sono 47, 30 nello Spezzino e 19 nel Tigullio. la percentuale tamponi- postivi si attesta al 4,2%, in calo rispetto a ieri (4,9%) . I soggetti in sorveglianza attiva sono 6.525. I deceduti notificati da Alisa al Ministero sono 7, di età compresa tra i 71 e i 92 anni. Da inizio pandemia i morti sono 3.681. Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, a fronte di 202.780 dosi consegnate ne sono state somministrate 140.473 pari al 69%. In 43.137 hanno completato la vaccinazione con la somministrazione della seconda dose di vaccino a mRna mentre i vaccini AstraZeneca somministrati sono a oggi 6.428.
in Campania contagi stabili ma più ricoveri- Sono 2.843 (di cui 405 casi identificati da test antigenici rapidi) i casi positivi nelle ultime 24 in Campania su 25.527 tamponi esaminati. Resta, dunque stabile la curva dei contagi con un tasso di incidenza che è pari all'11,13%, ieri era del 11.22%. 24 i decessi e 596 le persone guarite. In merito all'occupazione dei posti letto in terapia intensiva, stando ai dati dell'Unità di crisi si registra un balzo in avanti: se ieri i posti occupati erano 140, oggi sono 148. Aumentano anche i posti letto occupati in degenza: ieri erano 1358 ed oggi sono 1385.
Nel Lazio 1.563 casi, Roma a quota 600 - Oggi su quasi 14 mila tamponi nel Lazio (-2.154) e oltre 25 mila antigenici per un totale di 39 mila test, si registrano 1.563 casi positivi (+38), 13 i decessi (-6) e +943 i guariti. Lo rende noto l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. "Diminuiscono i decessi e le terapie intensive, mentre aumentano i casi e i ricoveri - aggiunge - . Il rapporto tra positivi e tamponi è a 11%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende sotto al 4%. I casi a Roma città sono a quota 600".
Calabria, crescono contagi (+293), quattro vittime - In crescita il numero dei nuovi positivi in Calabria (+293) con un numero sostanzialmente stabile di tamponi fatti, 2.832 ed un rapporto tamponi-positivi del 10,34% contro l'8,79 di ieri. Torna ad aggiornarsi anche la triste conta dei morti con 4 vittime nelle ultime 24 ore ed il totale da inizio pandemia che arriva a 704. In aumento di 7 i ricoverati in area medica (218), di 1 in terapia intensiva (24) e di 190 in isolamento domiciliare (6.343). I guariti sono 91 (31.853) mentre i casi attivi 6.585 (+198). I casi confermati oggi sono suddivisi a Cosenza 118, Catanzaro 39, Crotone 38, Vibo Valentia 10, Reggio Calabria 88. In Calabria, da inizio pandemia, stati sottoposti a test 564.972 soggetti 598.842 tamponi eseguiti con 39.142 positivi. I dati sono comunicati dal dipartimento Tutela della Salute della Regione. Territorialmente, da inizio pandemia, i casi positivi sono distribuiti a: Cosenza: casi attivi 2.637 (46 in reparto AO di Cosenza; 15 in reparto al presidio di Rossano; 6 al presidio ospedaliero di Acri; 4 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all'Ospedale da Campo; 8 in terapia intensiva, 2.558 in isolamento domiciliare); casi chiusi 8.746 (8.452 guariti, 294 deceduti). Catanzaro: casi attivi 1.685 (24 in reparto all'AO di Catanzaro; 4 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 1 in reparto all'AOU Mater Domini; 8 in terapia intensiva; 1648 in isolamento domiciliare); casi chiusi 3.841 (3.742 guariti, 99 deceduti). Crotone: casi attivi 238 (16 in reparto; 222 in isolamento domiciliare); casi chiusi 2.709 (2.666 guariti, 43 deceduti). Vibo Valentia: casi attivi 428 (14 ricoverati, 414 in isolamento domiciliare); casi chiusi 3.232 (3.174 guariti, 58 deceduti). Reggio Calabria: casi attivi 1.547 (78 in reparto all'AO di Reggio Calabria; 10 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 1.451 in isolamento domiciliare); casi chiusi 13.720 (13.510 guariti, 210 deceduti). Altra Regione o Stato estero: casi attivi 50 (50 in isolamento domiciliare); casi chiusi 309 (309 guariti).
Sono 1.793 i nuovi positivi in Piemonte, aumentano ancora ricoveri- Lieve calo di nuovi positivi in Piemonte. L'Unità di Crisi regionale ne segnala oggi 1.793, il 6,7% dei 26.879 tamponi eseguiti. Gli asintomatici sono 567 (31,6%). Continuano ad aumentare i ricoveri: sono 192 quelli in terapia intensiva (+7), 2.263 negli altri reparti (+40), mentre le persone in isolamento sono quasi 19 mila (18.987). L'Unità di crisi segnala anche 25 decessi, di cui uno nella giornata di oggi, e 814 guariti. Dall'inizio della pandemia, dunque, il Piemonte ha registrato 261.706 positivi, 9.486 decessi e 230.778 guariti.
In Trentino altri 4 decessi attribuiti al Covid-19. Lo dice l'ultimo bollettino dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari che segnala 324 nuovi contagi (178 nuovi casi positivi al molecolare, accanto ad altri 146 positivi all'antigenico). I molecolari hanno confermato 81 positività intercettate nei giorni scorsi dai test rapidi. I tamponi molecolari analizzati sono stati 2.155 tamponi, 2.039 i tamponi rapidi antigenici . Ancora numerosi (73) i nuovi contagi fra bambini e ragazzi in età scolare (8 hanno tra 0-2 anni, 7 tra 3-5 anni, 24 tra 6-10 anni, 17 tra 11-13 anni, 17 tra 14-19 anni) mentre le classi in quarantena sono 76. Negli ospedali rimane alto ma stabile il numero dei ricoverati in rianimazione (48) mentre il totale dei pazienti Covid è attualmente di 233: ieri i nuovi ricoveri sono stati più numerosi delle dimissioni (16). I decessi sono avvenuti in ospedale: si tratta di 3 donne e di un uomo, di età compresa fra i 76 ed i 97 anni. Oggi i guariti sono 170. Le vaccinazioni sono 52.454; in questo numero sono compresi 18.148 richiami e 7.288 dosi riservate ad ospiti di residenze per anziani.
INSERITO DA MORENA MOTTA VICEDIRETRICE Al secondo posto Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome, al terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti
I Maneskin con il brano Zitti e buoni vincono il 71/o Festival di Sanremo. Al secondo posto Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome, al terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti.
Questa la classifica finale dei Big dal quarto al ventiseiesimo posto: Colapesce Dimartino, Irama, Willie Peyote, Annalisa, Madame, Orietta Berti, Arisa, La Rappresentante di Lista, Extraliscio feat. Davide Toffolo, Lo Stato Sociale, Noemi, Malika Ayane, Fulminacci, Max Gazzè, Fasma, Gaia, Coma_Cose, Ghemon, Francesco Renga, Gio Evan, Bugo, Aiello, Random.
LA SERATA FINALE
La serata finaledelFestival di Sanremo si apre con la Banda della Marina militare che esegue l'Inno di Mameli.
Gli Urban Theory si esibiscono in una suggestiva coreografia caratterizzata dalla tecnica di ballo del tutting: danza interpretativa contemporanea che si focalizza sull'abilità del ballerino di creare posizioni geometriche e movimenti delle dita delle mani. Un percorso straordinario quello degli Urban Theory: partiti come una piccola scuola di danza del Ponente Ligure, a Vallecrosia (IM). In pochissimi anni hanno bruciato tutte le tappe possibili conquistando prima Federica Pellegrini, durante la loro partecipazione a Italia's Got talent, che li ha premiati con un Golden Buzzer, e successivamente Fiorello che li ha scelti come corpo di ballo per il programma "Viva Rai Play!". Fino alla chiamata di Jimmy Fallon che li ha voluti in collegamento nel The Tonight Show.
Sul palco dell'AristonFiorello ironizza sul futuro di Sanremo e scherza con Amadeus che ha escluso l'ipotesi di un festival ter:"E' finita l'avventura. Oggi sono rimasto basito: in conferenza stampa hai detto che non farai il festival l'anno prossimo. Ti capisco, perché è impegnativo, hai un'età, ma se non lo fai tu finalmente sto in pace. In bocca al lupo a quelli che verranno l'anno prossimo a fare il festival: vi auguro questa platea piena, la galleria piena, il pubblico in mezzo all'orchestra, milioni persone fuori dell'Ariston, ospiti internazionali, ma vi deve andare malissimo, ve lo auguro con tutto il cuore". Finge di annunciare già il vincitore: "Non posso venire qui alle 2 ad annunciarlo", sottolinea biascicando. "Ultima cosa. Mi ha chiamato Franceschini, sai che noi della cultura abbiamo la chat, e mi ha chiesto di ricordare che sono i 700 anni di Dante. Mi ha chiesto di leggere qualcosa: ma io le cose le so a memoria, declamo". Recita l'incipit dell'Inferno, l'ultimo verso del Paradiso e chiosa: "Quello che c'è in mezzo ve lo leggete voi perché noi abbiamo 26 cantanti".
"In attacco Zlatan e Ibra. Al centrocampo Fiorello, sarebbe un bravissimo fantasista e il calcio senza fantasia non è bello. In difesa l'orchestra, che ha difeso con i denti la forza della musica".E' la formazione che Ibrahimovic ha portato per la partita del festival di Sanremo. "E io?", chiede Amadeus. "Tu portiere, se non ti va bene vai in panchina, se no vai in tribuna, se no vai a casa". Nel ruolo dello stopper Ibra mette Achille Lauro: "così mette paura agli avversari e stanno lontano. Volevo fare lo scambio di maglia, ma non si può: è sempre nudo". Poi, guardando la giacca nerazzura di Ama, ammette di avere fatto un errore: "non ho deciso io il colore della tua giacca".
Per la prima volta scende le scale dell'AristonSerena Rossi, reduce dal successo della fiction Mina Settembre, e lanciaLa canzone segreta, il nuovo show che condurrà da venerdì 12 marzo su Rai1. "E' una nuova sfida e a me le sfide piacciono. Ogni sera avremo sette ospiti, personaggi amatissimi, che entrano in studio senza sapere nulla di quello che abbiamo preparato per loro, prendendo spunto dalla loro canzone segreta". "Ho indagato sulla tua canzone segreta", dice l'attrice ad Amadeus e gli dedica 'A te' di Jovanotti.
Dopo le 'proteste' dei giorni scorsi,ha ricevuto il suo mazzo di fiori anche Fedez, in gara in coppia con Francesca Michielin. I due, che nelle sere passate avevano rimarcato il distanziamento da covid con un nastro di raso legato alle aste dei microfoni, hanno cantato occhi negli occhi e alla fine del brano si sono abbracciati stretti.
Ornella Vanoni si prende la scena: "Il pubblico non c'è, ma l'emozione è uguale". E punzecchia Fiorello: "Ma la tua passione è cantare? È un festival di musica, se canti anche tu non va bene, noi chi siamo?". Una battuta sul look del maestro Leonardo De Amicis. Poi si rivolge agli orchestrali: "Sono più importanti loro del pubblico, magari ne capiscono di più. Ma sono stanchi, sfatti". Dopo il medley su Una ragione di più, La musica è finita, Mi sono innamorato di te, Domani è un altro giorno, entra in scenaFrancesco Gabbani per il duetto su Un sorriso dentro al pianto."Seguiteci in questo momento così importante che dovrebbe rallegrare questo momento così difficile che non sembra avere fine. E' molto importante aver fatto questa serata comunque", dice la Vanoni prima di lasciare il palco.
Applauso per le maestranze in un momento difficile come questo. E' quello che invita a fare Fiorello durante un cambio di scena ai tecnici entrati sul palco dell'Ariston. Con l'orchestra che accoglie volentieri l'invito. "Loro sono in rappresentanza di tutti i nostri tecnici", ha aggiunto Fiore.
"Alla fine di questa settimana, voglio dirvi una cosa: tutti conoscevano già Zlatan prima di questo festival. Allora perché Zlatan è venuto qui? Perché gli piacciono le sfide, l'adrenalina, gli piace crescere e se non affronti le sfide con te stesso non puoi crescere".Ibra rende omaggio all'Italia e al festival nel suo monologo. "Quando fai una sfida è come scendere in campo, e quando scendi in campo puoi vincere o puoi perdere - dice rivolgendosi al pubblico -. Io ho giocato 9545 partite, ne ho vinte tante, ma non tutte. Ho vinto 11 scudetti, ma ne ho anche perso qualcuno. Ho vinto tantissime coppe, ma ne ho anche persa qualcuna. Sono Zlatan anche senza aver vinto tutte le partire. Sono Zlatan quando vinco e quando perdo". E poi illustra la sua filosofia: "Il fallimento non è il contrario del successo, ma è una parte del successo. Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare. Se sbaglia Zlatan puoi sbagliare anche tu, la cosa importante è fare ogni giorno la differenza. Impegno, dedizione, costanza, concentrazione". Prima di scendere tra gli orchestrali per fare una foto con il primo violino, aggiunge: "Ho organizzato questo festival per dirvi che ognuno di voi nel suo piccolo può essere Zlatan. Voi tutti siete Zlatan e io sono tutti voi. E questo non è mio festival, non è il festival di Amadeus, ma è il vostro festival, dell'Italia intera. Grazie Italia la mia seconda casa".
Ospite all'AristonTecla Insolia.
Fiorello riceve il Premo Città di Sanremo, assegnato dal direttore artistico, ovvero dal suo amico Amadeus. "E' il premio più bello della mia carriera, e chi se lo dimentica questo - dice commosso Fiore -. Non riesco a dire qualcosa di simpatico. Lo dedico a tutti quello che hanno lavorato perché questo festival arrivasse alla quinta puntata: è il nostro premio", aggiunge sollevando in alto il riconoscimento.
Giovanna Botteri racconta all'Ariston l'inizio della pandemia, quando un anno fa la Cina capì di essere in guerra, poi invita Amadeus a chiudere gli occhi e a immaginare "quello che c'è oltre la telecamera: vedi la gente, che è lì a guardarci con affetto, senti i cuori che battono e quel battito significa calore, affetto. Senti che chi ci segue da lontano ci vuole bene per come siamo, anche se siamo imperfetti, e questo ti dà la forza di non sentirti più solo, di capire che puoi farcela, devi farcela. E noi ce la faremo, sono sicura".
I Maneskin, alla fine dello loro esibizione, chiamano sul palco il direttore d'orchestra Enrico Melozzi per consegnargli i mazzi di fiori ricevuti. "Chiamiamo sul palco il maestro: è un modo simbolico per darli a tutti i musicisti che hanno partecipato a questo Sanremo", spiega il frontman Damiano.
Achille Lauro per il quadro finale ha scelto la sua C'est la vie, con un omaggio all'orchestra, e stavolta invoca la benedizione di Dio "su tutti noi, esseri umani".
Prende il via dal palco di Sanremo la grande avventura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.Federica Pellegrini e Alberto Tomba, insieme ad Amadeus, hanno svelato in esclusiva mondiale i due possibili loghi dei Giochi italiani che saranno sottoposti a voto popolare sul sito e sulla App di Milano Cortina 2026. Per la prima volta nella storia, il simbolo di un'Olimpiade sarà scelto dalla gente. Pellegrini ha invitato gli spettatori a votare per 'Futura', Tomba per 'Dado'. "Sono felice di essere tornata al Festival per lanciare il voto popolare di Milano Cortina 2026", ha spiegato la campionessa di nuoto a margine dell'intervento a Sanremo. "L'ultima volta che ci ero stata era 9 anni fa con Gianni Morandi. L'ansia di scendere quelle scale è la stessa, ma l'emozione è ancora più forte. Questi Giochi saranno una vetrina straordinaria e una grande occasione per il Paese. Saranno i Giochi di tutti -ha concluso - e tutti devono partecipare a partire da questo voto sull'App e sul sito di Milano Cortina 2026". Per Alberto Tomba, "questo Festival ha unito musica e sport e non poteva che chiudersi con la celebrazione del prossimo grande evento che ospiterà il nostro aese. Vorrei veramente che fossero i Giochi di tutti gli italiani. Saremo tutti parte di una bellissima avventura a cominciare da oggi: per la prima volta gli italiani sono invitati a scegliere quale sarà il logo dei Giochi Olimpici, quindi votate e che vinca il migliore". La votazione sull'emblema olimpico resterà aperta per due settimane sul sito www.milanocortina2026.org e sull'app Milano Cortina 2026. Il risultato verrà quindi annunciato in una puntata speciale dei Soliti Ignoti su Rai1 dedicata ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.
Veronica Lucchesi, la cantante de La Rappresentante di Lista,ha stupito con un abito da sposa formato extrache ha occupato buona parte del palco, costringendola per altro a rimanere ferma al suo posto durante tutta l'esibizione.
Tuffo negli anni '70 e '80 all'Ariston con Umberto Tozzi: il cantautore propone "Dimentica dimentica" e poi un medley delle sue hit più famose "Ti amo", "Stella stai", "Tu", "Gloria". La standing ovation è, naturalmente, virtuale. Il 10 aprile il cantautore sarà protagonista di un concerto in streaming allo Sporting di Montecarlo "per raccogliere fondi per i miei musicisti e tecnici - annuncia - che fanno parte di un settore in gravissima crisi in questo doloroso periodo di pandemia".
Piccolo imprevisto per Max Gazzè durante la sua esibizione, vestito da Clark Kent che si trasforma in Superman. Ma il supereroe che si è tuffato in platea è inciampato tra le poltrone perdendo per un attimo il filo della canzone. "Eh, so' caduto", ha poi commentato in tono scanzonato lo stesso Gazzè.
Medley di successi con Riccardo Fogli, Michele Zarrillo, Paolo Vallesi.
Si chiude, prima di proclamare il vincitore, con Dardust.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Puntuale come ogni giorno da mesi, l’Unità di Crisi della Regione Campania ha diramato il bollettino relativo ai nuovi contagi da Covid-19. Oggi si contano 2.843 nuovi positivi di cui 2.232 asintomatici e 206 sintomatici e sono stati processati 25.527 tamponi. Il totale delle persone positive al virus da inizio epidemia è di 282.661 e sono stati processati in totale 3.066.706 tamponi. Nel bollettino odierno di contano 24 decessi mentre il totale delle vittime da inizio epidemia è di 4.451 persone. Infine oggi si contano 596 guariti e il totale dei guariti è di 190.777 persone. Il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 11,22% (ieri 11,58%) Questo il bollettino di oggi Positivi del giorno: 2.843 (di cui 405 casi identificati da test antigenici rapidi) di cui Asintomatici: 2.232 Sintomatici: 206 * Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai soli positivi al tampone molecolare Tamponi del giorno: 25.527 (di cui 5.038 antigenici) Totale positivi: 282.661 (di cui 8.054 antigenici) Totale tamponi: 3.066.706 (di cui 132.169 antigenici) Deceduti: 24 (*) Totale deceduti: 4.451 Guariti: 596 Totale guariti: 190.777 * 17 deceduti nelle ultime 48 ore, 7 deceduti in precedenza ma registrati ieri Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656 Posti letto di terapia intensiva occupati: 148 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**) Posti letto di degenza occupati: 1.385 ** Posti letto Covid e Offerta privata. AMALFI NOTIZIE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La carcassa del bus devastato dalle fiamme era ancora fumante quando giungemmo con altri colleghi in auto sul piazzale del casello autostradale di Nocera Inferiore. I raggi del sole attraversavano un finestrino sfondato e facevano luce su una bambolina semibruciata fra le ultime file di cui rimanevano in piedi solo le anime di ferro delle poltroncine deformate dal calore.
C’era un tiepido sole primaverile sopra Nocera quella mattina del 6 marzo 1994.
Un tiepido sole primaverile, che avrebbe dovuto accompagnare fino a Roma i cinquantaquattro pellegrini di Maiori che in comitiva avrebbero dovuto assistere all’Angelus di Giovanni Paolo II in piazza San Pietro.
E invece quel bus fermò la sua corsa sull’asfalto dello svincolo di Nocera Inferiore dell’autostrada Salerno-Napoli. Qui, poco dopo l’alba, si trasformò in una trappola mortale per sette persone: un’intera famiglia composta da padre, madre e il loro unico bambino di tre anni; un ragazzo di quindici, una donna con la figlia di dieci anni, un giovane 22 di Tramonti al suo primo viaggio con la fidanzata.
La vita per loro finì lì, in un modo orribile. Il destino delle sette vittime della sciagura di 26 anni fa si giocò in una manciata di secondi, poco prima delle sei del mattino. I cinquantaquattro pellegrini erano partiti da circa un’ora da Maiori e il programma della gita era intenso: arrivo a Roma, visita allo zoo, poi l’Angelus in piazza San Pietro con il Papa che avrebbe benedetto i fedeli, quindi il pranzo in trattoria e una puntata al luna park dell’Eur, per la gioia dei quindici fra bambini e ragazzi che facevano parte del gruppo.
Ma poco prima dello svincolo di Nocera successe l’imprevedibile. I sopravvissuti diranno di aver sentito un odore nauseante di plastica bruciata e visto un filo di fumo nero alzarsi dal cruscotto. Quando il bus imboccò la rampa d’accesso a Nocera l’abitacolo, racconteranno, era in parte invaso dal fumo. E l’allegria di pochi minuti prima si trasformò in pianti e urla di terrore.
I passeggeri che si trovano nella parte anteriore riuscirono a guadagnare l’uscita, insieme con quelli che si trovano alle loro spalle. I più fortunati, che si misero in salvo per primi, gridarono i nomi dei loro amici rimasti intrappolati all’interno, tempestando di pugni i vetri dei finestrini. Un giovane di 22 anni di Tramonti, Raffaele Fierro, chiamò a squarciagola la sua fidanzata: era la prima volta che facevano una gita insieme, l’aspettavano da tanto tempo.
Lui, convinto che la ragazza fosse rimasta dentro, si lanciò nel bus per tirarla fuori dalle fiamme non accorgendosi che in realtà era già in salvo.
E i vigili del fuoco, che arrivano in pochi minuti dalla caserma vicina allo svincolo autostradale, trovarono fra i corpi carbonizzati anche il suo. A loro toccò l’ingrato compito di stilare l’elenco delle altre sei vittime: Antonio D’Urso con la moglie Luisa Mansi, il figlio Mario, di tre anni e il nipote Giacomo di 15; Maria Rosaria De Martino e la figlia Annarita Ferrara, di dieci anni.
Anche il Pontefice espresse il suo dolore e il «profondo cordoglio» per le sette vittime dell’incendio divampato su quel pullman carico di turisti che proveniva da Maiori. Quelle persone, infatti, nel programma del loro viaggio nella capitale avevano incluso anche piazza San Pietro. Giovanni Paolo II, subito dopo aver concluso la cerimonia dell’Angelus, invitò quanti affollavano la piazza a «unirsi in preghiera con lui» per le persone che avevano perso la vita nell’incidente. «Sono addolorato per questa notizia», disse Giovanni Paolo II.
A Maiori, l’allora commissario prefettizio, Marisa Di Vito, che all’epoca reggeva il Comune, proclamò il lutto cittadino mentre, in segno di solidarietà con le famiglie delle vittime, vennero sospesi due comizi elettorali e uno spettacolo teatrale.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Un 63enne di Acerno è stato arrestato in flagranza di reati di stalking dai Carabinieri. L’uomo, aveva avuto una relazione con una donna del posto terminata qualche tempo fa ma non aveva accettato la decisione della ex di troncare con lui e aveva cominciato a pedinarla e a minacciarla. La donna ha deciso di denunciarlo ma ieri sera, quando era già buio, si è resa conto che l’uomo la stava seguendo mentre, in auto, rientrava da un comune limitrofo dove lavora. La vittima, temendo per la sua vita, ha chiesto l’intervento dei carabinieri che, giunti immediatamente, hanno bloccato e arrestato l’uomo. ERSILIA GILLIO RADIO ALFA
INSERITO DA REDAZIONE Bella iniziativa a Conca dei Marinidove è stata installata una panchina rossa per celebrare la Festa della Donna.
Un’iniziativa che però deve essere letta in maniera complessiva e non esclusivamente soffermandosi sulla ricorrenza dell’8 marzo.
“L’Amministrazione Comunale, accogliendo la richiesta della maestra Elisa Coppola, ha inteso dedicare, in occasione della festa della donna, una panchina tinteggiata di rosso, presso la Piazza dei Naviganti. La donna, patrimonio dell’umanità, va sempre protetta e rispettata”.
INSERITO DA REDAZIONE L'emergenza ha travolto anche gli avvocati che in massa si sono rivolti allo Stato per sussidi e aiuti economici. La maggior parte di loro si trova in una situazione professionale "critica". Già in difficoltà da almeno un decennio, i loro redditi medi erano in risalita prima della pandemia. Adesso, per continuare la professione molti devono affidarsi a sostegni economici di vario tipo. In migliaia hanno chiesto la sospensione di mutui e finanziamenti. Decisivo anche il ruolo della Cassa forense, l'equivalente dell'Inps per gli avvocati.
Aiuti per quasi tutti, ma insufficienti
Per più di due avvocati su tre la situazione è criticao molto critica: a far luce sul momento è l'ultimo rapporto dell'istituto di ricerca Censis.Il reddito di emergenza, l'ultima spiaggia per tutti i professionisti, è andato a tre avvocati su cinque. Il 70% di loro ha beneficiato di una qualche forma di aiuto.Le somme sono però state considerate inadeguatedalla metà degli intervistati nell'indagine (circa 14mila avvocati). Sempre il50% di loro ha sofferto un calo del fatturato,e un quinto ha visto ridursi la propria attività in termini di clientela, strutture o dipendenti. Tantissimi quelli che hanno dovutochiedere la sospensione eccezionale delle rate di mutui e finanziamenti: sarebbero8mila gli avvocati da considerarsi al verde (o in rosso). C'è anche una fetta di loro che non si lamenta: l'8% considera la sua situazione professionale positiva e migliorata nel 2020 (molto positiva per un avvocato su venti).
Oltre il 61% degli intervistati ha avuto accesso agli aiuti statali per il Covid-19, attivi più di 231 mila legali, quattro ogni mille abitanti. Il 50% non raggiunge 20mila euro di reddito
Il quadro è peggiorato di molto rispetto all'anno scorso: i 'soddisfatti' erano il doppio tra intervistati e la quota di chi si dichiarava in condizioni critiche è aumentata dal 55% al 72% dell'ultima indagine.L'impatto sugli affariè stato notevole:circa un terzo di clienti in meno.Il Censis ha quantificato il numero di "rinunce" ai servizi legali e si tratterebbe di 2 milioni e 800mila persone. "A motivare la rinuncia - scrive l'istituto di ricerca - ci sono innanzitutto le difficoltà incontrate a causa delle restrizioni". Altro fattore preponderante sono state le spese da sostenere per pareri e contenziosi. In totale quest'anno sono stati 7,2 milioni di persone a rivolgersi a un avvocato, riporta il Censis.
Reddito medio: differenze di genere ed età
Dopo diversi anni di calo, il reddito medio degli avvocati è tornatosopra i quarantamila euro. Sono però da considerarele notevoli differenzetra uomo e donna, e tra giovani e veterani. Secondo i dati aggiornati 2019un avvocato su due non supera i 20mila euroall'anno eper quasi uno su tre il reddito si attesta sui 10mila euro.
Le donne avvocato guadagnano meno della metà degli uomini:25mila contro 55mila euro. I "giovani" se la passano ancora peggio: dai 30 ai 35 anni portano a casa 16mila euro all'anno. Dai 65 ai 69 anniil reddito medio lievita e supera i 65mila euro. Enormi anchele differenze tra Nord e Sud: il punto massimo si tocca nelconfronto Calabria-Lombardia. Sono cinquantamila euro di differenza. Secondo i rilievi della Cassa e i dati raccolti nel 2019,per raggiungere i quarantamila euro un avvocato deve arrivare sulla soglia dei cinquant'anni.
L'anno del 'sorpasso rosa'
Nonostante le discriminazioni di reddito, il 2020 è stato l'anno del sorpasso femminile riguardo al numero: per la prima volta nella storia dell'Ordine,le donne hanno superato gli uomini.Lo stacco,su oltre 231mila attivi iscritti alla Cassa, è di appena un centinaio di unità, ma conferma la recente tendenza all'aumento della presenza femminile nell'avvocatura e nelle scienze giuridiche (le donne magistrato hanno superato gli uomini già da alcuni anni e al Nord Italiacostituiscono il 62%dei giudici in servizio).
Il ruolo della Cassa forense
Come è accaduto per tutti gli altri enti privati che curano la previdenza dei professionisti, decisivo è stato il ruolo della Cassa forense.L'ente ha anticipato le sommedegli aiuti d'emergenza dalle proprie casse, ricorrendo anche a quelle accantonate per trattamenti pensionistici. Attende ancora una piccola percentuale dallo Stato e nel frattempoballa un altro milione con il Mef. La Ragioneria si rifiuterebbe di riconoscere agli enti previdenziali - Cassa compresa - le somme dovute per effettodell'incostituzionalità della spending review ordinata dal governo Monti.Per ilpresidente della Cassa forense Nunzio Lucianosi tratta di "un errore" che verrà risolto attraverso il dialogo. Nel caso della Cassa, il milione di euro era già stato iscritto a bilancio come credito e le associazioni degli enti privati dichiarano di essere fiduciose di ottenere quanto richiesto.
INSERITO DA MORENA MOTTA VICEDIRETTRICE Ha preso nuovamente forma, seppur solo in progetto, la stradina pedonale per Vagliendola distrutta dalla frana dello scorso 2 febbraio ad Amalfi. Michele Brigante ha reso noto il rendering della piccola e caratteristica viuzza utilizzata fino a qualche settimana fa dai residente del piccolo quartiere per poter raggiungere il centro.
Per rendere esecutivo il progetto manca il via libera della Soprintendenza che dovrebbe arrivare la prossima settimana. Ieri, infatti, si è tenuto un tavolo tecnico a Salerno al quale ha partecipato il sindaco di Amalfi Daniele Milano: “Lunedì sarà convocata la commissione paesaggio e successivamente il progetto sarà trasmesso alla Soprintendenza. Contiamo di ottenere entro la settimana prossima tutti i pareri del caso”. Brigante, docente di Scienze delle costruzioni all’Università Federico II di Napoli nonchè presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Salerno, è il progettista incaricato dal comune di Amalfi che, insieme a Leonardo Cascini che curerà la relazione specialistica geotecnica, avrà il compito di ridare vita alla strada pedonale letteralmente inghiottita dall’evento franoso del mese scorso. Sono rimaste impresse nella memoria di tutti i cittadini di Amalfi le immagini dell’elicottero dei vigili del fuoco che ha recuperato attraverso una piccola finestrella alcuni abitanti del rione Vagliendola.
Una famiglia intrappolata in casa che al di fuori dalla porta, dove fino a pochi minuti prima c’era la via pedonale Annunziatella, si sono ritrovati il vuoto. Un episodio terribile che solo per un caso fortuito non si è trasformato in una tragedia ma che ha segnato per sempre la vita dei residenti del rione Vagliendola. L’affascinante progetto dell’ingegner Brigante prevede una sorta di ponte sospeso su archi ancorati sulla roccia. Dal rendering si evidenzia che il ponte rispecchia le forme e le geometrie del luogo e ben si inserisce all’interno del contesto ambientale del costone roccioso sul quale verrà realizzato.
Gli interventi non riguarderanno solo la ricostruzione della stradina pedonale franata ma anche tutta la restante parte che ha resistito alla forza del crollo. Per quanto concerne la realizzazione dei caratteristici archi il programma prevede un intervento che parte dall’alto e quindi non ci sarà bisogno di attendere la conclusione dell’intervento di Anas per quanto concerne il ripristino della strada statale 163. Un progetto a tratti avveniristico ma che sarà funzionale e fondamentale per la ripresa della vita ad Amalfi. “Anas già settimana prossima inizierà a lavorare quando saranno conclusi i lavori di messa in sicurezza – sottolinea Milano – Con ogni probabilità, quindi, non ci sarà contemporaneità tra i due interventi”
inserito da Morena Motta vicedirettrice ERBA. Due classi e quasi 40 studenti coinvolti in un progetto formativo volto a disegnare la città del futuro all’insegna dell’inclusione. Ha preso il via quest’oggi, venerdì 5 marzo, con la prima lezione teorica, la collaborazione tra l’associazione Peba Onlus, il Comune di Erba e l’Istituto Romagnosi che vedrà gli studenti lavorare ad una serie di progetti per l’eliminazione delle barriere architettoniche in città. “Siamo molto felici di questa collaborazione che per i ragazzi costituisce un’occasione di formazione e crescita molto importante, anche su piano dell’esperienza professionale – ha commentato, portando il suo saluto ad inizio lezione, la Dirigente Scolastica dell’Istituto Romagnosi Antonia Licini -. Ricordo che il progetto promosso da PEBA è di utilità sociale e rientra nel quadro del percorso per le competenze trasversali e l’orientamento”. “L’iniziativa – ha aggiunto il professor Marco Mastrodonato – ci ha subito coinvolti in maniera forte e spontanea. Da anni a scuola lavoriamo su piani per l’inclusione, questo progetto insegna concretamente come fare cittadinanza attiva: dietro agli interventi tecnici c’è una vocazione sociale e di inclusione”. Anche il vicesindaco del Comune di Erba e Senatrice Erica Rivolta ha voluto portare il suo saluto agli studenti e ai docenti interessati dal progetto: “Voi siete i progettisti del ‘dopodomani’ – ha commentato – ritengo che la formazione a cui andrete incontro grazie alla professionalità dell’architetto Andrea Ferretti, presidente dell’Associazione Peba Onlus, sarà fondamentale anche dal punto di vista umano perché vi permetterà di progettare con ‘un altro paio di occhiali’. Per meglio dirlo, avrete un’attenzione che fino a prima non c’era, durante i rilievi guarderete con occhi diversi la città e tutti gli ostacoli, anche piccoli, presenti: per noi che non abbiamo problemi di sorta sono poca cosa, ma anche pochi centimetri possono fare la differenza per tante altre persone”. Nel merito del progetto e dell’attività è entrato l’architetto Ferretti: “Siamo contenti di cominciare la collaborazione anche con il Romagnosi di Erba, Peba Onlus è nata nel 2017 e da oramai quattro anni lavora per affiancare i comuni a realizzare i piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Abbiamo cominciato con l’Istituto Bovara di Lecco e man mano si sono aggiunti tanti comuni lombardi e oggi abbiamo richieste anche da fuori regione”. “Concretamente, come associazione stiamo cercando di realizzare, a titolo totalmente gratuito, un protocollo che prevede la risoluzione di un grande problema legato all’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso il coinvolgimento delle scuole e degli studenti. Noi mettiamo a disposizione dei comuni la nostra competenza per mappare il territorio e poi progettare gli interventi necessari alla rimozione delle barriere e portarli nelle delibere a bilancio del Comune per finanziare i lavori. Per fare ciò impieghiamo l’alleanza tra il mondo della scuola e quello del lavoro, aiutando le nostre città a diventare davvero inclusive e a misura d’uomo, dove a tutti sono concessi pari diritti”. Come specificato dall’architetto Ferretti, la legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche risale al 1986: “Ad oggi però solo il 5% dei comuni a livello nazionale ha iniziato ad adottare una pianificazione”. Il lavoro degli studenti in concreto si dividerà in una fase teorica (di didattica a distanza) e, appena le condizioni epidemiologiche legate all’emergenza sanitaria lo consentiranno, in una fase pratica durante la quale verranno effettuati i rilievi e sarà avviata la progettazione: “Una volta che i progetti saranno approvati ed avviati dal Comune i ragazzi potranno avere la possibilità di seguire il cantiere”. Ogni anno il Comune avrà a disposizione dei progetti, elaborati dalle classi coinvolte (nel caso del Romagnosi si tratta di due classi e 37 studenti di 4^ e 5^ dell’indirizzo Costruzione Ambiente e Territorio), che saranno a tutti gli effetti dei piani urbanistici: “Questo consentirà continuità e concretezza nel lavoro e nella progettazione che riguarderà i principali edifici pubblici – ha detto Ferretti – naturalmente, terminata la parte didattica, verrà fatto un incontro con il Comune per capire qual è la situazione ed orientare il lavoro da svolgere”. Un “percorso di progresso” non solo per gli studenti ma anche per i tecnici comunali, come specificato dall’assessore Rivolta: “Tutti insieme stiamo contribuendo a far progredire la nostra comunità. Il cambio culturale sulle barriere architettoniche deve toccare anche l’amministrazione comunale e i nostri uffici, grazie al vostro lavoro metteremo anche noi un nuovo paio di occhiali”. (di C. Franci) Erba Notizie