Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MORENA MOTTA Uno dei problemi principali della pittura antica era il reperimento dei colori che non si trovano in natura: per il blu, per esempio, raro in natura, si usava il lapislazzuIi, una pietra però costosa e non sempre disponibile. Gli Egiziani, informa uno studioso di chimica della Università di Torino, Roberto Giustetto, per primi ottennero un pigmento sintetico di colore blu che poteva essere caricato o diluito a seconda delle necessità.
«Il blu egiziano - dice Roberto Giustetto - è un composto artificiale policristallino il cui componente principale, da cui deriva il colore, è un tetrasilicato di calcio e rame, dalla complessa molecola. Il suo equivalente naturale è la cuprorivaite, un minerale molto raro che si trova nelle lave del Vesuvio, ma gli Egizi lo produssero artificialmente già dal III millennio a.C., e la sua scoperta è forse anche più antica.
Il pigmento è formato da un composto di rame, fior di nitro e sabbia macinati e inumiditi, fatto in palline e cotto in fornace: per effetto del calore Ie molecole si aggregano e formano la cuprorivaite, in cui lo ione rame dà il colore blu. Dall’Egitto I’uso si sparse in Grecia e nel mondo romano. Vitruvio lo vide a Pozzuoli e ne descrive il processo di formazione. Il rame dava il colore blu, il fior di nitro serviva da «fondente» poichè abbassa il punto di fusione della silice contenuta nella sabbia.
GIi Egiziani rendevano il colore più o meno carico con varie cotture e aggiungendo il rame che modificava la sintesi di cuprorivaite. Il pigmento fu usato fino al tardo impero, poi scomparve: forse perchè Vitruvio, da cui si traeva la formula, non sapeva che la sabbia del fiume Volturno conteneva, oltre alla silice, anche della calcite, eIemento chimico necessaria per la formazione di cuprorivaite.
Sant'Eugenio di Milano (Vescovo)
San Ruggero di Canne (Vescovo)
San Savino di Assisi (Vescovo)
San Felice I (Papa)
Sant'Anisio di Tessalonica (Vescovo)
Accadde Oggi
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A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Felice I Papa (26°) dal 269 al 274 B. Giovanni Maria Boccardo sacerdote, fondatore (1848-1913) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,36-40. In quel tempo, c'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui. Traduzione liturgica della Bibbia
Circolazione instabile. Precipitazioni sulle regioni tirreniche centro-meridionali, occasionali in Emilia, peggiora a tratti su Adriatiche, Puglia e Sicilia. Tempo più asciutto altrove, ma con cielo spesso coperto o molto nuvoloso e anche nebbioso sulla pianura veneta. Venti moderati dai quadranti occidentali e mari molto mossi.
NORD
Cielo che si presenterà spesso molto nuvoloso o a tratti anche coperto. Non sono attese precipitazioni se non qualcuna debole e occasionale in Emilia e sul Friuli Venezia Giulia. Possibili foschie o nebbie sulle valli alpine e prealpine e inoltre sul Veneto. Soleggiato in Liguria.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 5 gradi di Aosta e i 10 di Trieste
CENTRO e SARDEGNA
Tempo diffusamente instabile su Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna occidentale con rovesci e locali temporali. Peggiorerà in maniera discontinua anche sulle regioni adriatiche, specie sulle Marche. La neve cadrà sopra i 900-1000 metri. Venti di Libeccio e di Ponente, mari molto mossi.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 6 gradi di l'Aquila e i 13 di Cagliari
SUD e SICILIA
Tempo spiccatamente instabile su tutte le regioni con precipitazioni più consistenti e continue sulla Campania, altrove si alterneranno a pause asciutte e localmente soleggiate. Attesi temporali. Neve sui rilievi sopra i 1100 e 1400 metri. Mari molto mossi.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 6 di Potenza e i 15 di Palermo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Al “Ruggi d’Aragona” di Salerno è stata disposta la chiusura di mezza Torre Cardiologica. Porte sbarrate per i reparti di Cardiologia in di via San Leonardo, vietato anche l’accesso alla rete dell’infarto e delle urgenze cardiologiche e di fatto l’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) accoglierà solo i pazienti provenienti dal pronto soccorso del “Ruggi” ma non da altri ospedali. Saranno assistiti solo i pazienti provenienti dal pronto soccorso del presidio ospedaliero e saranno off limts le aree in cui si presta normalmente soccorso ai pazienti provenienti da altri ospedali e dal territorio in genere da assistere in urgenza e che pertanto dovranno essere trasportati in altri presidi. Dunque si potrà solo garantire l’urgenza-emergenza ospedaliera in seguito alla chiusura disposta ieri, in modo alternato, dei due reparti di Cardiologia, quello ospedaliero e quello universitario. Chiusure programmate per eseguire la sanificazione alternata dei locali di entrambi i reparti dopo l’arrivo di due pazienti provenienti da due diversi ospedali della zona Nord dell’Asl di Salerno risultati positivi al Covid. Sono arrivati nel presidio di via San Leonardo senza che l’ospedale di Salerno e, dunque, i reparti interessati all’accoglienza dei pazienti, ne fossero a conoscenza. Solo in seguito, dopo alcuni segnali di sospetto e con i risultati dei tamponi positivi alla mano, si è scoperto che era stato consentito l’ingresso presso i reparti di Cardiologia della “Torre” ad ammalati affetti dal virus. Blindata la rete dell’infarto e delle urgenze cardiologiche, per l’assistenza degli ammalati si dovrà fare riferimento ai presi dell’Asl di Salerno. Marcella Cavaliere LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, Questa sera una squadra dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Caserta e precisamente del distaccamento di Marcianise è intervenuta in viale dei Vecchi Pini, parco Cerasole, nel comune di Caserta per un albero che a causa del forte vento si è abbattuto sulla strada mentre transitava un'autovettura. Giunti immediatamente sul posto i Vigili del fuoco hanno soccorso gli occupanti dell'auto, una giovane mamma con i suoi due bambini, tagliando i rami che bloccavano le porte dell'auto. Una volta liberati, tutti gli occupanti sono stati visitati dal 118 presente li sul posto con un'autoambulanza. (ANSA).
DI MIKI PAPPACODA Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 625 di cui: Asintomatici: 552 Sintomatici: 73 Tamponi del giorno: 6.849 Totale positivi: 187.189 Totale tamponi: 2.004.376 Deceduti: 46 (*) Totale deceduti: 2.765 Guariti: 1.384 Totale guariti: 105.933 * 26 deceduti nelle ultime 48 ore e 20 deceduti in precedenza ma registrati ieri Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656 Posti letto di terapia intensiva occupati: 97 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**) Posti letto di degenza occupati: 1.402 ** Posti letto Covid e Offerta privata
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 30 DIC - E' atterrato all'aeroporto di Capodichino l'aereo con le prime dosi di vaccino contro il Covid19 dedicate alla Campania. Si tratta di circa 35.000 unità. Ora sono state avviate anche le consegne, con la scorta dei carabinieri, verso i 27 punti di vaccinazione che effettueranno la fase 2, quella dedicata agli operatori sanitari. Parte dei vaccini giunti a Napoli sarà inviata anche in Calabria e Basilicata. Intorno a mezzogiorno a Napoli è previsto l'arrivo dei vaccini all'Ospedale del Mare e all'ospedale San Paolo. La vaccinazione partirà domani. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Due nuove scosse di terremoto sono state registrate questa mattina all'alba dalla Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia con epicentro in Croazia, nella stessa zona dove da due giorni si sta verificando il sisma. La prima scossa è stata di magnitudo 5 ed è stata rilevata alle 6.15. La seconda, di magnitudo 4.7, alle 6.26. Il terremoto è stato avvertito anche in Friuli Venezia Giulia, dove molte persone sono state svegliate nel sonno. Sui social circa duecento persone hanno postato messaggi preoccupati. "Ieri un terremoto ha provocato vittime e danni ingenti in Croazia. Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e per i loro familiari. Auspico che le autorità del Paese, aiutate dalla comunità internazionale, possano presto alleviare le sofferenze alla cara popolazione croata", ha detto papa Francesco al termine dell'udienza generale. Ieri il terremoto di magnitudo 6.4 avvenuto in Croazia è stato avvertito in Italia, lungo la costa Adriatica, da Trieste all'Abruzzo. L'epicentro è stato localizzato intorno a Petrinja, una cinquantina di km a sud di Zagabria, una regione già colpita ieri da scosse sismiche. Stando ai media locali, a Petrinja tra gli edifici crollati vi sarebbero il locale ospedale e un asilo. Sette le vittime finora, tra cui una ragazzina di 12 anni e un giovane di 20 anni, decine i feriti. Il sindaco della cittadina, Darinko Dumbovic, ha parlato di totale distruzione. "La situazione è come a Hiroshima", ha detto. Ingenti danni materiali anche a Sisak, poco distante da Petrinja, dove vengono segnalati numerosi feriti. La popolazione impaurita si è riversata sulle strade e in luoghi all'aperto. I media regionali parlano di gravi danni a Petrinja, con edifici crollati, interruzione di elettricità e linee telefoniche. Il terremoto è stato avvertito in tutta la Croazia ma anche in Serbia e Bosnia-Erzegovina. Il centro di Petrinja sarebbe stato completamente distrutto dalla scossa.L'Esercito croato è stato mobilitato per fornire assistenza alle popolazioni della Croazia centrale. Stando ai media regionali almeno 300 militari sono partiti per Petrinja, dove si sono registrati i danni maggiori. Il premier croato Andrej Plenkovic ha parlato al telefono con la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha promesso aiuti urgenti da parte dell'Unione. "Siamo pronti ad fornire aiuto, ho pregato il commissario Janez Lenarcik di recarsi in Croazia non appena la situazione lo consentirà", ha detto von der Leyen, come riferito dai media locali. La forte scossa di terremoto è stata avvertita chiaramente in gran parte del Nord-Est dell'Italia, fino anche al Ravennate, a Bolzano e a nord di Napoli. Paura in alcuni quartieri del capoluogo campano, dove ai piani alti delle abitazioni delle zone collinari i lampadari hanno oscillato a lungo. In Veneto sono diverse le segnalazioni giunte ai Vigili del Fuoco che al momento però non registrano danni a cose o strutture. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Occorre "accelerare" la cosidetta verifica di maggioranza, così da affrontare "nei primi giorni di gennaio" il Recovery Plan, da consegnare poi alle "forze sociali e al Parlamento" per definirlo in via definitva "a febbraio", ha detto Conte alla conferenza di fine anno. Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell'occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan. Ma non possiamo permetterci di galleggiare. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando nel corso della conferenza stampa di fine anno, a villa Madama. "Il governo non vede disperdere il suo patrimonio di credibilità", ha aggiunto Conte. "Il premier non sfida nessuno, ha la responsabilità di una sintesi politica e di un programma di governo. Per rafforzare la fiducia e la credibilità del governo e della classe politica bisogna agire con trasparenza e confrontarsi in modo franco. Il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità", aggiunge dice il premier parlando di un eventuale voto di fiducia in Parlamento al termine delle verifica. Un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid e in solidarietà dei loro familiari è stato rispettato all'inizio della conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, su sollecitazione del presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, che ha aperto con un saluto l'evento. E' un problema di metodo, più che di merito. E il metodo dei diktat mette continuamente a repentaglio l'azione del governo. La replica di Giuseppe Conte a Matteo Renzi ci sarà molto probabilmente in diretta tv, con in platea la stampa parlamentare italiana. La conferenza di fine anno fornisce al presidente del Consiglio una sponda ideale per la sua contromossa nei riguardi dell'ex premier. Conte parlerà innanzitutto agli italiani. Parlerà di cose concrete, dal piano vaccini, alle possibili riaperture post-Epifania. Fino al Recovery Plan. Ma non disdegnerà, spiega chi lo conosce bene, uno o più "colpi di fioretto" in direzione di Italia Viva. C'è un punto, infatti, che anche a Palazzo Chigi ormai sembrano aver accettato. Il governo, con questo andazzo, non può andare avanti. E non può farlo innanzitutto sul Recovery Plan sul quale, è il mantra di Conte, il Paese si gioca la sua credibilità in Europa e nel Mondo. Per questo quella che si terrà in mattinata a Villa Madama potrebbe davvero essere l'ultima conferenza stampa di questo governo, così per come, finora, abbiamo conosciuto la formazione dell'esecutivo. Come cambierà e - soprattutto - se riuscirà a superare quest'ultimo, cruciale guado, lo si vedrà solo in gennaio. Sarà nel primo mese del 2021 che Conte proverà uscire dalla tenaglia fatta da pressing su cronoprogramma e agenda, voci sempre insistenti di rimpasto e necessità di rilanciare, da qui almeno al semestre bianco, l'azione dell'esecutivo. Una necessità che viene evidenziata da tutti: dal Pd al M5S a Leu fino, ovviamente a Iv. Nella conferenza stampa non è previsto un discorso introduttivo del presidente del Consiglio. Dopo un breve saluto Conte passerà direttamente alle domande dalla platea. Gli argomenti, come ogni anno, saranno i più disparati ma il cuore politico di queste ore resta il rapporto con Iv. Sul Recovery Plan Conte confermerà, dopo i passi falsi ( secondo l'opinione di molti, tra gli alleati) di dicembre, il rientro alla collegialità piena, nel rispetto anche dei rapporti di forza tra i partiti di maggioranza. Sulla delega ai Servizi difficilmente annuncerà passi indietro ("la legge del 2007 gli dà questa facoltà", si ricorda a Palazzo Chigi) ma è possibile che apra ad una rimodulazione della squadra dell'esecutivo. Qui, tuttavia, Conte corre sul filo, quello che divide la prospettiva di un "ter" dalla crisi di governo. Un filo del quale c'è piena consapevolezza anche al Quirinale, mai come in questi giorni vigile sulle tenuta dell'esecutivo. Colle dal quale, nei scorsi giorni, è filtrata più volte la moral suasion sui rischi di un rimpasto corposo sulla stabilità del governo. Il punto di arrivo di questa navigazione a vista potrebbe essere il voto dell'Aula sul Recovery Plan, che potrebbe tenersi entro gennaio. Voto che, nella strategia di Conte, potrebbe essere di fatto una nuova fiducia a un governo - magari solo con qualche profilo ministeriale cambiato. Ed è in questa occasione, secondo il tam tam che filtra nella maggioranza, che Conte potrebbe sfidare Renzi sui numeri. Incassando, oltre al sì di un manipolo di parlamentari di Iv che non seguirebbero il leader, il sì di un gruppo di centristi, responsabili, consapevoli che nel centrodestra a trazione sovranista e con il taglio dei seggi, alle prossime elezioni per loro non ci sarà più spazio. Un gruppo che, alle prossime urne, potrebbe essere parte di quella "lista Conte" mai come in queste giorni presente nei sussurri dei Palazzi romani. Opzione che si renderebbe addirittura necessaria nel caso Renzi optasse per l'appoggio esterno.