Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERTO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO – Giugliano piange un altro suo figlio, ed anche in questo caso non c’entra il Covid. Dopo aver perso la vita due giovani in pochi giorni a causa di un male incurabile, oggi si è consumata un’ennesima tragedia in città. Rossella Liccardo, di soli 29 anni, è scomparsa prematuramente. La giovanissima è morta a causa di un male che la affligeva da tempo. Ha combattuto, per anni, con tutte le sue forze ma purtroppo non ce l’ha fatta. Famiglia, parenti, amici sono attoniti e sgomenti. “Buon Viaggio mia amata”, scrive commosso il fidanzato. Rossella era una ragazza solare e amorevole, laureata lo scorso anno. L’ultimo saluto si terrà domani, presso il Santuario dell’Annunziata a Giugliano, alle ore 11.
INSERITO DA ANGELA CECERE Pellezzano, il Sindaco avvisa i cittadini della guarigione di due persone e di nessuna positività al Covid-19 durante gli ultimi controlli Il Sindaco di Pellezzano, Francesco Morra, ha informato i cittadini delle nuove guarigioni e dei nuovi contagi da Covid-19. Ecco le parole del Primo Cittadino: ”Con grande gioia si avvisa la Cittadinanza della guarigione di altri due nostri Concittadini. Si invita la Cittadinanza ad adottare in maniera rigorosa tutte le precauzioni necessarie a contenere il contagio: Utilizzo della mascherina; Igienizzazione periodica delle mani; – Mantenimento della distanza di sicurezza; Scaricare l’app #Immuni . Si precisa che la presente comunicazione viene data all’atto delle notifiche formali all’Ente da parte dell’ASL, e che le stesse, dato l’aggravarsi della situazione epidemiologica, non sempre giungono immediatamente dopo l’esito del tampone.’
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il responsabile al Welfare di Regione Lombardia oggi ha partecipato alla riunione dell'Unità di crisi. Sopralluogo dell’assessore Gallera a Monza e Brianza. Il responsabile al Welfare di Regione Lombardia oggi ha partecipato alla riunione dell’Unità di crisi. Sopralluogo dell’assessore Gallera in Provincia di Monza La nostra Provincia è la più colpita da questa seconda ondata di Covid-19, tanto che nel pomeriggio di oggi, mercoledì 11 novembre, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha voluto fare visita ad alcune strutture sanitarie del territorio, in primis all’ospedale San Gerardo di Monza. Poi, in una breve nota, ha fatto un veloce resoconto della visita sulla sua pagina Facebbok (dalla quale sono stratte anche le foto che pubblichiamo). “La provincia di Monza – ha rimarcato Gallera – si trova al centro della nuova ondata di Coronavirus. Ho effettuato oggi un sopralluogo all’ospedale San Gerardo e nei centri territoriali che abbiamo messo in campo per curare i pazienti: a Carate Brianza è stata allestita una struttura per effettuare i tamponi rapidi; a Varedo è aperto uno dei primi Centri Territoriali Covid regionali, dove vengono eseguite visite specialistiche e diagnostiche ai cittadini sintomatici segnalati dai Medici di base. “All’interno dell’Autodromo di Monza, invece, Areu ha allestito un check point con triage dedicato ai codici verdi, per i pazienti trasportati in ambulanza dalla rete dell’’Emergenza Urgenza, che vengono visitati da medici anestesisti e rianimatori e poi indirizzati alle cure territoriali, al domicilio oppure in ospedale senza transitare dal Pronto Soccorso. “Sono stato infine al San Gerardo di Monza, uno degli ospedali maggiormente sotto pressione in questa fase, accompagnato dal direttore generale Mario Alparone. Ho partecipato a una riunione dell’Unità di crisi e ho garantito il massimo appoggio di Regione Lombardia che in queste giornate ha trasferito 100 pazienti in altri ospedali. Ho infine visitato il pronto soccorso e la sorveglianza sub intensiva ringraziando personalmente i componenti dell’Unità di crisi e il personale impegnato nei reparti in queste settimane particolarmente difficili”. Intanto si rincorrono le voci di rimpasto Mentre Gallera visitava la nostra Provincia, tornavano a galla le voci di rimpasto della Giunta regionale, che già si erano levate la scorsa primavera-estate. Voci colte al volo dall’opposizione, tanto che il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gregorio Mammì all’ora di cena ha diffuso una nota molto caustica. “Da settimane la commissione sanità chiede un confronto e un aggiornamento sulla seconda ondata Covid in Lombardia. Quando, finalmente, l’assessore al Welfare Giulio Gallera si decide a degnarci della sua presenza è già troppo tardi, poiché da Palazzo Lombardia hanno già fissato un rimpasto” ha scritto il pentastellato. E ancora: “Non prendiamoci in giro. Venerdì in commissione non vogliamo celebrare il commiato dell’uscente assessore, ma ottenere un serio confronto con le scelte politiche della Giunta sull’emergenza sanitaria. Se la maggioranza ha deciso degli avvicendamenti, sarebbe giusto spostare la commissione a lunedì così da poter discutere la strategia di contrasto al Covid con chi avrà in mano il destino dell’assessorato al Welfare”. Stando ad altre voci però Gallera non verrebbe esautorato, ma affiancato da un tecnico. Tempo qualche giorno e sapremo se c’è qualcosa di fondato o se, come successo a primavera, tutto si risolverà in un nulla di fatto PRIMA MONZA
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Centro Operativo Comunale di Vico Equense ha pubblicato il nuovo report dei dati sull’emergenza Covid-19, aggiornato a ieri sera. Da venerdì scorso, 6 novembre, a ieri sera, il numero dei positivi è cresciuto di 39 persone, con il totale al momento che arriva a 147. In città, infatti, si registrano anche 13 guarigioni. Continua a salire, quindi, il numero dei contagi nell’area della costiera. Al momento siamo a quota 444. Nel dettaglio, attualmente, nell’area della penisola sorrentina abbiamo 147 positivi a Vico Equense, 78 a Piano di Sorrento, 78 anche a Sorrento, 56 a Massa Lubrense, 54 a Meta compresi i 25 pazienti di Villa Simpliciano risultati contagiati nei giorni scorsi ed infine 31 a Sant’Agnello.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' accaduto la scorsa notte nel piccolo camposanto di Velasca. Ladri messi in fuga dai residenti della zona. Tornano i ladri di rame, colpo al cimitero. Un furto, riuscito solo in parte, è stato messo a segno la scorsa notte all’interno del piccolo cimitero di Velasca, frazione di Vimercate. I ladri hanno staccato canaline e pluviali I ladri, come già accaduto altre volte in passato, si sono portati sul posto probabilmente attraverso i campi. Hanno quindi scavalcato la recinzione e si sono messi in caccia del rame staccando canaline, pluviali, grondaie e coperture delle strutture che ospitano i loculi e alcune cappelle. Messi in fuga dai residenti della zona Alcuni residenti della zona hanno però avvertito i rumori e hanno dato l’allarme. A quel punto i malviventi, nel timore di poter essere catturati, sono fuggiti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, abbandonando parte della refurtiva sia lungo i vialetti del cimitero sia nei campi circostanti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il TAR Campania accoglie il ricorso della legittima proprietaria del chiosco del Carcere e bacchetta: “il comune di Ischia ha agito violando elementari esigenze di buon andamento e imparzialità” e ancora “non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica” e ancora “Il comune (di Ischia) nelle sue difese pare sostenere che non si tratterebbe della medesima area ma”... I giudici della Sezione Sesta del TAR Campania, Santino Scudeller, Presidente, Davide Soricelli, Consigliere, Estensore e Carlo Buonauro, Consigliere hanno pubblicato un’altra sentenza che smaschera le malefatte delle amministrazioni della nostra isola. Questa volta, dopo il caso Ciannelli a Lacco Ameno e la denuncia del comune alla Corte dei Conti, il tribunale amministrativo della Campania cala il velo ad un’altra, vergognosa, vicenda di clientelismo e di politica non corretta. Questa volta è il comune di Ischia che viene messo alla berlina dai giudici amministrativi. Certo, da un punto di vista prettamente giudiziario è influente evidenziare che Leonardo Mennella sia il difensore del comune di Ischia (che mente anche sulla posizione del chiosco, ndr). Diverso è dal punto di vista politico amministrativo, invece, se mai ce ne fosse ancora bisogno, emergono tutti i tratti caratteristici di un modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica piegato agli interessi privati rispetto a quelli della comunità. Prima di affrontare la vicenda che nello specifico del caso vede annullati gli atti prodotti dal Comune di Ischia (prodotti ad hoc per consentire, poi, l’installazione del gazebo di Marco Iacono sotto la protezione politica di Massimo Trofa) ecco il passaggio, più duro, delle 20 pagine di sentenza che, senza ombra di dubbio, rappresenta uno schiaffone in faccia all’ente guidato da Enzo Ferrandino. «In un sistema che riconosce la parità di trattamento degli operatori economici – scrivono i giudici della sesta sezione del TAR – nell’accesso a opportunità di guadagno (quale può essere il conseguimento di una concessione di suolo pubblico per l’esercizio di attività di somministrazione in una internazionalmente nota e frequentata stazione balneare) non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica per la selezione del concessionario (tra l’altro ciò sarebbe imposto oltre che dai principi comunitari di tutela della concorrenza anche dall’articolo 3 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, tuttora in vigore); ciò oltretutto corrisponde non solo all’interesse degli operatori economici ma anche allo stesso interesse pubblico dato che il ricorso a una selezione può garantire una maggiore entrata all’ente concedente. In questa prospettiva il sospetto avanzato dalla ricorrente che il comune abbia voluto favorire il controinteressato non appare privo di consistenza (tenuto oltretutto conto che l’istanza di concessione da lui presentata è stata accolta nel giro di poco più di due settimane).» Quello che per il TAR non è “nemmeno concepibile” ad Ischia è normale amministrazione. E’ roba di tutti i giorni. E, ancora, “In questa prospettiva il sospetto avanzato dalla ricorrente che il comune abbia voluto favorire il controinteressato non appare privo di consistenza” è la parola fine al modo di fare del politica del comune di Ischia. Nessuna trasparenza, nessuna pubblicità. Nessuna intenzione di far valere l’interesse pubblico, bensì piegarlo agli interessi del sindaco. Per il TAR, infatti, la circostanza di favorire Iacono “corrisponde non solo all’interesse degli operatori economici ma anche allo stesso interesse pubblico dato che il ricorso a una selezione può garantire una maggiore entrata all’ente” LA VICENDA IN BREVE Dopo tantissimi anni e dopo la cessione dello storico fittuario del chiosco, il noto Brunone Di Meglio, il 3 maggio 2018 l’azienda viene condotta in affitto da Marco Iacono. Il 13 dicembre 2018 – come si legge nella sentenza – un terzo presentava al comune una denuncia in cui sosteneva l’esistenza presso il chiosco di opere abusive; il comune eseguiva allora un accertamento da cui risultava: che il chiosco, che in forza della concessione poteva essere tenuto in situ solo dal 15 giugno al 15 settembre di ogni anno, non era stato smontato al termine della stagione estiva; che esso occupava una superficie maggiore di quella concessa, pari a 50 mq., essendo stata realizzata una “tettoina in plastica” aderente a una tenda sostenuta da supporti metallici; che il calpestio del chiosco era costituito da piastrelle e sottostante massetto mentre il piazzale era pavimentato in basolato. Da dicembre 2018 però il chiosco del Carcere, lì dal 1983, diventa oggetto delle attenzioni del comune di Ischia. E, da allora, come leggeremo dopo nell’estratto della sentenza, viene prima gravato da un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, poi dalla sua esecuzione e nel contempo l’ufficio commercio del comune di Ischia provvede all’annullamento delle concessioni rilasciate alla legittima proprietaria e, in “poco più di due settimane”, con tutte le autorizzazioni viene concesso a Marco Iacono un “nuovo” chiosco e una nuova occupazione del suolo pubblico. Il metodo Ischia è servito. E’ bastata una denuncia anonima dopo la prima “stagione”. LA SENTENZA Questa “battaglia” ha vissuto diversi round tra primo ricorso, secondo ricorso, motivi aggiunti e difesa dell’Ente (che viene bacchettato più volte) e per la loro infondatezza non riportiamo. Ecco la parte che, invece, mostra quanto il comune di Ischia abbia operato male e contro la legittima proprietaria del chiosco. « Posto – si legge nella sentenza – dunque che – benché la ricorrente non avesse impugnato la revoca della licenza di esercizio e dell’autorizzazione sanitaria di cui era titolare (disposte con la nota prot. n. 10094 del 2019) – ella era (ed è) ancora titolare della concessione di suolo non avendo il comune impedito il suo rinnovo né avendola altrimenti ritirata (revocata o dichiarata decaduta per inadempimento del concessionario), l’eccezione di inammissibilità del ricorso per carenza di legittimazione attiva va respinta. Quanto precede comporta però anche l’accoglimento del ricorso principale; se infatti il comune di Ischia non ha mai ritirato la concessione del 13 aprile 1990 esso non poteva concedere in uso la medesima area a un soggetto diverso; in questa prospettiva è fondato e assorbente di ogni ulteriore censura il primo motivo con cui appunto la ricorrente denuncia che illegittimamente il comune ha concesso in uso l’area al controinteressato essendo ella ancora titolare della concessione della medesima area. Tra l’altro il nuovo assentimento è persino anteriore al perfezionamento della comunicazione alla ricorrente sia dell’avviso del procedimento di revoca di licenza e autorizzazione sanitaria che dello stesso provvedimento del 5 aprile che tale procedimento ha definito (per effetto del compimento della “giacenza” delle raccomandate informative). Al riguardo vanno fatte solo due ulteriori considerazioni. La prima è che il comune nelle sue difese pare sostenere che non si tratterebbe della medesima area ma, a parte che questo assunto non è stato dimostrato, esso è smentito dalle foto depositate dalla signora-OMISSIS-che mostrano chiaramente che il “vecchio” chiosco demolito e il “nuovo” chiosco realizzato dal controinteressato insistono – a parte i diversi ingombri – sostanzialmente sulla medesima area.
La seconda considerazione – che può risultare utile per il seguito della vicenda – è che il comune di Ischia ha agito violando elementari esigenze di buon andamento e imparzialità. In un sistema che riconosce la parità di trattamento degli operatori economici nell’accesso a opportunità di guadagno (quale può essere il conseguimento di una concessione di suolo pubblico per l’esercizio di attività di somministrazione in una internazionalmente nota e frequentata stazione balneare) non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica per la selezione del concessionario (tra l’altro ciò sarebbe imposto oltre che dai principi comunitari di tutela della concorrenza anche dall’articolo 3 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, tuttora in vigore); ciò oltretutto corrisponde non solo all’interesse degli operatori economici ma anche allo stesso interesse pubblico dato che il ricorso a una selezione può garantire una maggiore entrata all’ente concedente. In questa prospettiva il sospetto avanzato dalla ricorrente che il comune abbia voluto favorire il controinteressato non appare privo di consistenza (tenuto oltretutto conto che l’istanza di concessione da lui presentata è stata accolta nel giro di poco più di due settimane). Conclusivamente il ricorso principale va accolto con conseguente annullamento del provvedimento impugnato. Può quindi passarsi all’esame dei motivi aggiunti proposti sui ricorsi riuniti con atto notificato e depositato in data 25 febbraio 2020 con cui la ricorrente chiede la condanna del comune di Ischia al risarcimento dei danni. La domanda va respinta dato che i danni richiesti – che la ricorrente quantifica in euro 250.000 e che ella identifica con l’impossibilità di ritrarre redditi dal chiosco-bar che ormai è stato demolito – sono causalmente ricollegati all’ordinanza di demolizione; poiché le censure proposte avverso tale provvedimento sono risultate infondate difetta il fondamentale presupposto dell’illecito, cioè l’ingiustizia del danno. Conclusivamente il ricorso n. 2522 del 2019 va respinto, mentre va accolto – con conseguente annullamento del provvedimento impugnato – il ricorso n. 3634 del 2019; vanno infine respinti i motivi aggiunti, cioè la domanda di risarcimento dei danni derivanti dall’ordinanza di demolizione impugnata con il primo ricorso. Le spese di giudizio, in considerazione della reciproca soccombenza, possono essere interamente compensate.»
INSERITO DA ANGELA CECERE L'hanno trovato steso a terra in bagno. Morto. Un paziente ricoverato nell'ala riservata ai malati sospetti del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, con probabile infezione da Covid e già in terapia, è stato trovato privo di vita nel bagno. E dopo pochi minuti un video sulla tragedia è diventato virale. A ritrovare il corpo è stato il personale dell'ospedale che ha notato l'eccessiva permanenza dell'uomo nella toilette. A pochi minuti dalla morte del paziente ha iniziato a circolare in rete un video che mostra il corpo dell'uomo, girato approfittando dell'allontanamento dei soccorritori andati a prendere una lettiga sulla quale adagiarlo. Le immagini mostrano il corpo a terra, si vede sul braccio un ago fisso, usato per le terapie endovena, gli occhi aperti. Poi il video fa vedere gli altri pazienti, le barelle ammassate, cibo sui letti. Scene da incubo. "È deprecabile - dice il direttore generale dell'ospedale napoletano, Giuseppe Longo - che eventi simili siano oggetto di strumentalizzazioni tese a costruire terribili e pericolose suggestioni nell'opinione pubblica". Proprio per questo, e per "il rispetto dovuto alla sofferenza della famiglia", la direzione strategica del Cardarelli ha avviato un'indagine interna tesa ad accertare chi e in che modo abbia girato e diffuso il video.
INSERITO DA ANGELA CECERE Era su una barella in pronto soccorso. Muore a 44 anni con il Covid nell'ospedale di Castellammare a poche ore dal suo arrivo. La famiglia Ametrano e' avvisata con una telefonata questa mattina: "Suo fratello non c'è più". Una seconda perdita dopo il papà morto come il figlio con il virus, mentre il fratello è ricoverato in condizioni critiche al Covid Hospital di Bosco. Al San Leonardo di Castellammare sono sei i morti per covid nelle ultime 24 ore. Tra questi c’è anche un uomo di 44 anni di Torre Annunziata. Raffaele Ametrano non ce l’ha fatta. E’ morto su una barella di un’ambulanza all’interno dell'ospedale stabiese, dove ormai non ci sono più posti letto. Portato d’urgenza al pronto soccorso con problemi respiratori. Cardiopatico, respirava aiutato dai macchinari. Solo qualche giorno prima a morire era stato il padre. Al San Leonardo, si rinnova l’allarme lanciato da personale, medici di base e farmacisti sulla carenza di ossigeno e dei posti letto. Gli ospedali si riforniscono, ma il fabbisogno è tale che finisce rapidamente. Una continua corsa contro il tempo. “Raffaele è morto da solo, senza nemmeno un familiare che potesse assisterlo. Vogliamo la verità. Denunceremo tutto ai carabinieri”, ha spiegato ancora sotto choc il cognato della vittima, che vive e lavora in Lombardia assieme alla moglie. Cresce ora l’ansia per il fratello di Raffaele, Antonio Ametrano, ricoverato perché contagiato dallo stesso virus che in famiglia ha fatto due vittime. Ha patologie pregresse ed è ricoverato in terapia subintensiva del Covid Hospital di Boscotrecase, in condizioni serie ma non in pericolo di vita. “Siamo molto in ansia per le sue condizioni – ma non riusciamo ad avere notizie su di lui. Non vogliamo piangere un’altra vittima”.
INSERITO DA ANGELA CECERE A Cava de’ Tirreni questo pomeriggio si è svolto il primo Consiglio comunale, durante il quale si è proceduto alla elezione del Presidente e vice Presidente A Cava de’ Tirreni, questo pomeriggio, si è svolto il primo Consiglio comunale, durante il quale si è proceduto alla elezione del Presidente e vice Presidente dell’Assise cittadina ed al giuramento del Sindaco Vincenzo Servalli. Il Consigliere anziano Luca Narbone, ha aperto i lavori del parlamentino, con la convalida degli eletti e successivamente si sono svolte le votazioni del Presidente e del vice Presidente dell’Assise. Con 16 voti favorevoli è stato eletto Presidente, Adolfo Salsano, mentre per la carica di vice presidente, la minoranza ha votato Raffaele Giordano. Il Sindaco Vincenzo Servalli dopo aver pronunciato la formula del giuramento, ha presentato i sei Assessori che compongono la Giunta Comunale: vice Sindaco Nunzio Senatore, (Lavori Pubblici, Manutenzione, Verde Pubblico ed Ambiente), Annetta Altobello, (Politiche Sociali e Beni Comuni); Giovanni Del Vecchio, (Attività Produttive); Antonella Garofalo, (Polizia Locale, Trasporti e Viabilità); Lorena Iuliano, (Istruzione e Patrimonio); Armando Lamberti (Cultura, Turismo, Progetti e Fondi Europei, Rapporti con l’Università, Politiche per la tutela della Salute, Contenzioso). Nel suo intervento il Sindaco Servalli ha augurato buon lavoro a tutto il Consiglio Comunale, sottolineando il particolare momento che non solo Cava de’ tirreni, ma tutto il Paese, sta vivendo, pieno di preoccupazioni e di incertezze, che impongono a tutti coloro che sono chiamati alla responsabilità di amministrare il massimo impegno nell’interesse esclusivo della città. Nominati anche i nuovi componenti della Commissione elettorale, Pasquale Santoriello, Paola Landi e Bruno D’Elia, supplenti Federico De Filippis, Salvatore Balestrino, Clelia Ferrara. Componenti della Commissione per la formazione degli elenchi comunali dei giudici popolari, sono stati indicati, Italo Cirielli e Gaetano Gambardella. La seduta si è svolta nel rispetto delle norme anti covid, in assenza di pubblico.
DI MIKI PAPPAACODA Anche oggi, non si registrano nuovi casi di positività al Covid-19 nel nostro comune. Siamo in attesa di ricevere gli esiti dei tamponi effettuati nel pomeriggio di lunedì presso l'USCA Costa d' Amalfi al Porto di Maiori. ❗Rinnoviamo la raccomandazione a chi rientra in un tracciamento, che è obbligatorio rispettare la quarantena fiduciaria fino all'esito del tampone e che è buona norma rispettare la quarantena anche da parte di chi si sottopone a tampone presso i laboratori privati. ❌ Invitiamo altresì, tutti i cittadini ad uscire solo se strettamente necessario, utilizzando i dispositivi di protezione individuale e nel rispetto delle regole del distanziamento interpersonale. 👥 Fortemente raccomandato, evitare contatti familiari, soprattutto ove ci siano persone fragili ed anziane. RESPONSABILITÀ E SENSO CIVICO!