Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI ANGELA CECERE S. Edmondo Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,35-38. In quel tempo. Il Signore Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità. Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA MESTRE. Comune e ACTV accelerano sul miglioramento delle condizioni di accesso ai mezzi di trasporto pubblico per le persone con disabilità. Sono state modificate le condizioni generali di trasporto approvate dal Consiglio di amministrazione di AVM spa, che consentono l'accesso anche alle sedie motorizzate per persone con disabilità motorie o di sedie manuali con ruotino rimovibile, purché le stesse siano omologate al trasporto su altri mezzi e le cui dimensioni in termini di massimo ingombro non superino quelle dello spazio appositamente attrezzato all'interno di unità navali, autobus e tram, annunciano da Ca' Farsetti e dalla holding della mobilità. TEMA SCOTTANTE. Si ricorderà che un paio di anni fa il tema fu molto caldo, anche perché gli autisti denunciavano le difficoltà operative di fermare l'autobus, scendere e azionare la pedana manuale che negli ultimi modelli ha sostituito quella elettrica (che spesso non funzionava). Lo stesso Gazzettino aveva testato sul campo le condizioni di trasporto per chi si muove in carrozzina. Da allora il piano ha ripreso impulso, seguito dagli assessori alla Mobilità Renato Boraso e alla Coesione sociale Simone Venturini, mentre Pietro Martire, presidente dell'Associazione Oltre il Muro, si è messo a disposizione per effettuare delle prove per valutare l'applicabilità delle migliorie richieste al servizio. AVM punta anche a riprendere la collaborazione con la UILDM (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) sfociata in un percorso di formazione per la divulgazione di buone prassi da parte degli autisti. «Ringrazio Martire - commenta l'assessore Venturini - per averci aiutato nelle prove sul campo e tutta la struttura AVM/ACTV per aver accolto le sollecitazioni del Comune affinché fossero riviste alcune regole che limitavano la possibilità di fruizione dei mezzi pubblici alle persone con disabilità. Il metodo è stato assolutamente quello giusto: ascolto delle necessità dei cittadini, esame della legislazione nazionale e comunitaria, studio della soluzione, prove sul campo e decisione». Un primo passo importante anche se resta il grosso problema dell'accessibilità di molte fermate: nella scorsa consiliatura è stato approvato il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche dopo la quale, ora, si attendono gli interventi. di Alvise Sperandio IL GAZZETTINO
In una prima terrina montate il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso e gonfio. Utilizzate un mixer con le fruste elettriche.
A questo punto aggiungete una alla volta le uova facendo attenzione a far assorbire bene al composto ognuna, prima di aggiungere la successiva.
In una seconda terrina unite la farina di castagne con la farina 00, quindi il lievito e il bicarbonato. Mischiatele insieme, quindi aggiungetele poco alla volta al burro montato con le uova. Per aiutarvi nell’impasto, intervallate aggiungendo il latte. Non aggiungete tutto il latte, ma tenetene due cucchiai da parte, vi serviranno successivamente.
Dividete l’impasto ottenuto in due parti uguali. Mettete da parte la prima metà con l’impasto bianco mentre nella seconda aggiungete il cacao e 2 cucchiai di latte e amalgamate per bene.
Imburrate una teglia per ciambellone da 24 cm. Versateci all’interno il composto bianco e successivamente quello scuro al cacao. Mettetelo con un cucchiaio sopra il composto chiaro in modo che durante la cottura affondi in quello sottostante creando l’effetto marmorizzato.
Portate a temperatura il forno in modalità statico a 180° e infornateci la torta. Cuocete per 45 minuti o per il tempo necessario in base al vostro forno. Fate sempre la prova stecchino prima di sfornarla.
Lasciate raffreddare, togliete dallo stampo e, prima di servire, spolverate con dello zucchero a velo o del cacao.
INSERITO DA MORENA MOTTA A breve la Città di Agropoli sarà dotata di un’area sgambamento per cani. Questa mattina c’è stato un sopralluogo da parte del sindaco Adamo Coppola e dell’assessore alle Politiche sociali, Vanna D’Arienzo, tra viale Lazio e via Campania, luogo scelto per ospitare l’area. Il terreno comunale, adiacente il fiume Testene, misura circa 800 metri quadrati. Doppia la finalità che si è posta con questa operazione l’Amministrazione Coppola: creare una zona idonea a portare gli amici a quattro zampe e recuperarla dal degrado in quanto divenuta, impropriamente, deposito e parcheggio camion. L’area sarà recintata ed attrezzata con sedute, legate tra di esse con percorsi pavimentati. Previste inoltre attrezzature necessarie per l’igiene e il comfort dei fruitori. L’area sgambamento, completamente recintata, sarà suddivisa in due zone: una per cani di grossa taglia e un’altra per quelli di taglia piccola. Ci saranno fontane per abbeverare gli animali, panchine per la sosta dei fruitori, segnaletica di rito, bacheca per gli avvisi. L’area sarà operativa dalle ore 7.00 alle 20.00 ogni giorno e l’accesso contemporaneo alla stessa sarà consentito a un massimo di sei cani, muniti di museruola. Tutte le regole da rispettare sono state inserite nell’apposito regolamento approvato con delibera di Consiglio comunale n. 52 del 21.10.2019.
«Si sta procedendo – afferma il sindaco Adamo Coppola – per la predisposizione di un’area sgambamento nella nostra Città. I possessori di cani sono tanti e ad oggi non esiste un punto idoneo presso cui condurli. L’emergenza sanitaria in atto ci ha rallentati nell’attuazione del progetto, ma ora stiamo lavorando in maniera spedita per recuperare il tempo perduto e fare in modo che nel giro di qualche settimana l’area sia pronta ed attrezzata».
«Quella in viale Lazio non sarà solo un’area sgambamento – dichiara l’assessore alle Politiche sociali, Vanna D’Arienzo - in quanto al suo interno si svolgeranno tutta una serie di altre attività. In collaborazione con l’Asl, saranno organizzate giornate dedicate alla microchippatura con conseguente iscrizione all’Anagrafe canina; giornate di sensibilizzazione al problema del randagismo per favorire le adozioni, pet therapy e tanto altro. Crediamo sia un atto di civiltà, per una Città che aspira a diventare sempre più pet friendly».
INSERITO DA MORENA MOTTA Scoperto il supermarket della droga a Nocera Inferiore. Gli agenti del commissariato del centro dell'Agro Nocerino Sarnese, dopo articolate indagini, appostamenti e pedinamenti, hanno fatto irruzione nell'abitazione di un 40enne del posto, A.V. vecchia conoscenza delle forze dell'ordine. L'uomo, assieme ad altri due complici aveva allestito all'interno dell'appartamento un vero e proprio market dello sballo con una cospicua clientela. I tre nel corso dell'irruzione hanno cercato di disfarsi della sostanza stupefacente lanciandolo dal balcone, ma i poliziotti preparati a tale evenienze avevano circondato l'edificio e con l'ausilio di cani antidroga, sono a riusciti a recuperare la sostanza.
Il risultato ottenuto è particolarmente significativo vista la varietà dello stupefacente sequestrato e della somma di denaro rinvenuta:
1.145,33 grammi di marijuana,
417,44 grammi di hashish,
342,37 grammi di cocaina,
5290 euro in contanti.
A.V., unitamente ai due complici P.A.e S.M. entrambi 32enni sono stati tradotti alla Casa Circondariale di Fuorni. Dovranno rispondere di detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio.
INSERITO DA MORENA MOTTA In alcune regioni le attività didattiche in presenza sono sospese, in altre procedono solo fino alla prima classe delle secondarie. Alcune scuole riapriranno forse la settimana prossima, altre a fine mese, altre ancora a inizio dicembre. Le ordinanze si susseguono senza sosta e l’incertezza cresce.
Sono numerose in queste settimane le domande importanti, gli interrogativi significativi, i dibattiti intorno al tema dell’inclusione.
Numerose ordinanze, facendo seguito al dettato del DPCM del 3 novembre scorso hanno previsto la didattica in presenza solo per alunni con disabilità, in genere solo con il docente di sostegno. Uno schiaffo all’inclusione, per molti, la dimenticanza di oltre 40 anni di integrazione, per altri. Non pochi richiamano la ricostituzione delle classi differenziali, forse delle scuole speciali. Solo alunni con disabilità in una scuola vuota, solo docenti di sostegno in una scuola silenziosa. Niente socializzazione, nessuna relazione. Il collegamento con i compagni e con gli altri docenti, da remoto, quando va bene. Il resto è una diade, una specie di appartenenza, l’istituzionalizzazione della delega totale e nulla più.
E dall’altra parte gli alunni più grandi, dalle scelte eterogenee e quelli più piccoli, dai genitori eterogenei. C’è chi vuole la didattica in presenza, a prescindere dalle condizioni, chi invoca l’inclusione preferendo la distanza. Le famiglie scelgono, proliferano i moduli e le autocertificazioni di tali scelte. I dirigenti devono applicare le norme, del resto, i docenti pure, a denti stretti.
Accade così che si verificano le situazioni più variegate, tutto e il contrario di tutto e si rincorrono le possibilità, le eventuali alternative possibili, in un tourbillon di carte e documenti, sempre più vuoti, sempre più eterei. Talvolta le scelte derivano dalle esigenze: il lavoro, la mancanza di tempo, la necessità di quest’ultimo baluardo. La scuola, sempre bella come il sole eppure oggi palazzo incantato e lontano, freddo. A volte si affaccia qualche collaboratore, fa i turni, presiede a una sanificazione. Le scuole brillano, pulite e immacolate, odorano di alcol e disinfettante, piene dei banchi nuovi, senza arredi, ospedalizzate e sole. Qualche volta una maestra le sogna, sogna di entrarci, di rivederle piene di colori, poi si sveglia e accende il computer, fissa gli occhi assonnati che risplendono su un freddo monitor.
E inizia la giornata, così, ormai in buona parte del Paese. Luca non c’è, forse sta ancora dormendo, qualche docente più impavido azzarda una telefonata. Anna ha problemi di connessione, proprio oggi che bisognava interrogare. Maestra mi mandi il link?, quando proprio non si trova soluzione. Tanti puntualissimi, ordinati, pettinati, vestiti e pieni di voglia di fare. Sono la bellezza di questi tempi bui. A volte Giorgio compare nel suo riquadro, forse con la mamma, forse no. A volte qualcuno gli dà una mano con le applicazioni di G-Suite. A volte è a scuola, da solo e guarda i compagni insieme all’insegnante di sostegno.
Qualcuno, forse meno sprovveduto, è riuscito a portare in presenza piccoli gruppi di lavoro, non solo disabili, ma gruppi eterogenei, cangianti e flessibili. Nella migliore delle ipotesi anche i docenti si alternano in presenza, a volte addirittura il docente di sostegno potrebbe essere a distanza, a lavorare con la classe, mentre in presenza è il collega di disciplina. Qualcuno forse prova ancora a realizzare qualcosa che assomiglia in qualche modo ad un progetto inclusivo. Il resto è contingenza, scelta forzata, confusione nelle idee, nello stesso volere. E così capita che alcuni genitori chiedano la chiusura delle scuole, altri la riapertura. E’ così forse quando il tempo inciampa, quando il reale cade e si rompe, quando l’ordinario si infrange e si rifrange e crea barocchi vortici di incertezza. Le certezze cedono, il dubbio assale e ogni giorno scorre nella schizofrenia dell’assurdo, cercando di arrivare alla fine di sé stesso per sperare in un altro giorno, forse uguale, forse migliore o peggiore, ma comunque vivo.
E allora non possiamo che cercare ancora un giorno, un altro giorno surreale e crudele, con la bellezza struggente della luce a dire esistenza, con l’orrore della conta dei morti, ancora, a dirci la tragedia del reale. Comunque vivi.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Qualche giorno fa aveva fatto notizia e molti giornali avevano pubblicato la notizia che una bambina di 4 anni non poteva più frequentare la scuola insieme ai suoi compagni perchè per delle regole Comunali non aveva diritto al trasporto scolastico. La piccola se desiderava andare a scuola doveva fare tre chilometri a piedi accompagnata dal papà. Per fortuna, grazie alla generosità di tantissime persone la situazioni si è sbloccata.
Una bambina rom di 4 anni era rimasta senza lo scuolabus perchè il suo campo rom di Strada della Berlia, a Collegno, nell’hinterland di Torino, non si trova nel comune dove la piccola frequenta la scuola dell’infanzia.
La bambina per raggiungere la sua scuola doveva fare 50 minuti a piedi e poi altri 50 per tornare al campo dove vive. Il padre è nato e cresciuto tra Torino e Collegno, ha la nazionalità comunitaria, ma non quella italiana e non riesce ad ottenere la residenza, nonostante sia autorizzato a dimorare presso il campo nomadi assieme alla moglie e ai suoi due figli minori, come riportato da Repubblica.
L’uomo si è rivolto al Tribunale supportato da un legale, l’avvocato Federico Depetris: “Il padre è ansioso di volersi inserire nel contesto sociale italiano e di voler garantire ai suoi figli un futuro migliore lontano dal campo rom. Il modo migliore per consentire l’integrazione è garantire l’accesso ai servizi pubblici essenziali come istruzione, salute, lavoro, mentre il mio cliente non può avere un medico di famiglia e sua figlia non può usare lo scuolabus“.
Per fortuna, grazie alla generosità di alcuni cittadini che sono voluti rimanere anonimi, la bambina potrà raggiungere il suo asilo in taxi. I benefattori pagheranno le corse fino a quando l’udienza per il ricorso del padre non avrà un riscontro.
L’avvocato Depretis ha commentato: “Da lunedì e fino al giorno dell’udienza (che è fissata per il 15 dicembre) la piccola potrà andare alla scuola materna. Un gruppo di persone, con la mia intermediazione, si è messo in contatto con la cooperativa taxi Torino e da lunedì potrà andare a scuola senza doversi fare cinquanta minuti a piedi”.
Per poi proseguire: “La battaglia legale naturalmente prosegue. Il mio cliente rivendica il diritto ad ottenere l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente di Collegno per sè per la propria famiglia e confidiamo in un esito positivo del processo“.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Ha modi pacati ma sicuri: qualità indispensabile per riuscire a governare una nave finita al centro della burrasca. Una metafora che, traslata in chiave sanitaria, attualmente significa cercare di mantenere per quanto possibile il delicato equilibrio tra ricoveri e dimissioni, arrivando anche a “inventare” posti letto laddove servano e ricalibrare l’attività a seconda delle difficoltà che si incontrano.
A dirigere l’Hub Covid dell’Asst dei Sette Laghi all’Ospedale di Circolo di Varese è il professor Francesco Dentali, medico di medicina generale classe 1975. Ogni giorno, dentro i suoi reparti, vede la sofferenza dei pazienti e la fatica di medici e infermieri, mentre fuori ancora tanti continuano a negare o a minimizzare la portata di questa pandemia: «Sono rimasto sgomento – spiega –, ma penso che si debbano separare i due piani. È un momento difficile per tutti. So che ci sono le misure restrittive per fermare la pandemia, che però rendono la vita delle persone molto più difficile. C’è chi ha perso il lavoro e chi non può vedere i propri cari, ma questa cosa vale anche per noi, per medici e per infermieri che fanno turni di dodici ore e saltano riposi. Siamo tutti infelici di quello che è successo, ma l’unico modo che abbiamo per tornare a essere felici e uscire da questa situazione è crederci».
Anche perché tra chi ora è assistito nell’Hub Covid c’è anche chi fino a pochi giorni rifiutava l’esistenza del coronavirus: «Abbiamo diverse persone ricoverate in questo momento che sono negazionisti o, per meglio dire, ormai ex negazionisti, perché si rendono conto di quello che sta succedendo – aggiunge il primario -. Stamattina (ieri, ndr) una donna ha raggiunto il marito ricoverato alcuni giorni fa, sono entrambi negazionisti e lui non sta per niente bene».
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Non c'è pace nella famiglia di Bobby Brown. L'ex marito di Whitney Houston è stato travolto da un'altra tragedia, dopo la morte della figlia Bobbi Kristina, 22 anni, avvenuta in circostanze simili a quelle della madre cinque anni fa. Il rapper ha perso infatti anche il figlio Bobby Brown Jr., di 28 anni, trovato senza vita nella sua casa nella zona di Los Angeles.
Una fonte avrebbe detto a TMZ che gli agenti stanno ancora indagando sulle ragioni della morte del ragazzo, che non sarebbe tuttavia avvenuta in circostanze violente.
Bobby Jr. è il secondo figlio quindi, che il cantante R&B Brown ha perso dopo Bobbi Kristina, avuta con Whitney Houston, che è stata trovata priva di sensi in una vasca da bagno nel 2015 all'età di 22 anni ed è poi morta sei mesi dopo in ospedale a causa dei danni cerebrali subiti.
Solo pochi giorni fa il ragazzo aveva condiviso sui social un foto con la fidanzata Anja.
Tre anni prima che la loro figlia morisse anche la Houston era morta allo stesso modo: in una vasca da bagno per un'overdose accidentale di cocaina e barbiturici. Il matrimonio tra Brown e la Houston, durato dal dal 1997 al 2007, era stato molto tumultuoso afflitto da numerose tragedie, abuso di droghe, violenza domestica e infedeltà.
Bobby Brown Jr. era il fratellastro di Bobbi Kristina, nato prima che Bobby Brown si sposasse con la Houston. Era uno dei dei sette figli di Brown, tra cui la compianta Bobbi Kristina, Landon, 34 anni, LaPrincia, 30, Cassius, 11, Bodhi, 5 e Hendrix, 4.
Suo fratello Landon ha condiviso una sua foto su Instagram, scrivendo: "Ti amo per sempre Re".
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Frosinone Calcio e Guido Angelozzi. Sembrava che il matrimonio non dovesse più farsi, "né domani, né mai" ed invece è stato celebrato. Da pochi giorni, dopo un rinvio forzato di 17 anni, nel corso dei quali il Frosinone di strada ne ha fatta sotto la regia gestionale del presidente Maurizio Stirpe fino a raggiungere la massima serie calcistica nazionale, mentre Guido Angelozzi ha avuto la possibilità di dimostrare tutte le sue capacità come dirigente dello sport più bello e seguito del mondo, in tante società e soprattutto nel Sassuolo, vetta più alta e importante che altri, prima di lui, non erano riusciti a scalare. Separati da circostanze e progetti diversi ma uniti nel segno dell'amicizia vera che è stata alla base dell'incontro che, prima o poi, doveva esserci. E così ieri Guido Angelozzi è stato presentato, nella veste di Amministratore con delega all'Area tecnica del Frosinone Calcio, alla stampa nel corso della sua prima conferenza a distanza. Il modello Sassuolo Il dirigente canarino ha iniziato a rispondere alle domande dei cronisti parlando subito dell'obiettivo che si propone di raggiungere nel sodalizio ciociaro sulla scorta dei successi ottenuti con il Sassuolo, «piccola realtà - dice degli emiliani - ma anche una grande società che ha raggiunto ottimi traguardi». Un modello che Angelozzi vuole riconquistare e proporre nel sodalizio di Viale Olimpia. Ovviamente non può non parlare anche dell'impresa raggiunta con lo Spezia, preso per mano e condotto in Serie A. Ambienti positivi come quello trovato in Ciociaria dove «il Frosinone - ha precisato Angelozzi - è riuscito a tagliare traguardi importanti che spero di ripetere anche dal punto di vista personale». Il direttore dell'Area tecnica ha anche spiegato che «la sua idea del calcio è fortemente aziendalista come filosofia di lavoro all'interno della società. In questi ultimi anni ho anche capito che il calcio dovrà cambiare per evitare di finire male». La politica dei giovani Anche in considerazione della crisi gravissima dovuta al Covid Guido Angelozzi ha poi precisato che «l'unica via di salvezza per una società è quella di puntare sui giovani e iniziare un percorso che tenga nella massima considerazione il bilanciamento delle entrate e delle uscite e l'organizzazione societaria che nel Frosinone è già radicata». Comunque, in tutte le società in cui ha prestato la sua opera, il discorso dei giovani è stato al centro della sua attenzione. Ed è tornato di attualità in considerazione anche della pandemia ancora in atto. «La mia filosofia, insieme alla politica rivolta ai giovani, l'ho perseguita in tutti i club in cui sono stato. Le società sono in crisi, molte rischiano di scomparire, l'unica strada è quella di restare dentro precisi parametri e, soprattutto, lavorare e puntare sulla linea verde. Anche a La Spezia ci siamo riusciti con la società che è risultata all'undicesimo posto in fatto del monte ingaggi e con la squadra più giovane delle altre. Spero di ripercorrere quella strada anche se non è facile». I ruoli di Salvini e Frara Guido Angelozzi, rispondendo alla domanda riguardante Ernesto Salvini e Alessandro Frara ha precisato che «il direttore è in organico ed attualmente in ferie. Quando tornerà vedremo se ci sono le giuste condizioni per continuare. Frara ha iniziato un percorso di crescita con me e spero di riuscire a farlo diventare un dirigente importante. Farà molto scout che è importante per una società di calcio. Siamo tutti sotto esame e se ci sono persone brave sono aperto a tutte le considerazioni. Non sono venuto a Frosinone per mandare via le persone ma per cercare di dare una mano per crescere».¨Frosinone team importante Un giudizio anche sul Frosinone dello scorso campionato? «Prima del lockdown ero convinto che la squadra di Nesta si sarebbe classificata seconda. Poi non so cosa sia successo. Comunque il Frosinone è squadra importante, guidata da un tecnico emergente e credo che possa disputare una stagione d'alta classifica. Ma è difficile pronosticare dove arriverà. Comunque le potenzialità ci sono». Acquisti importanti e altri svaniti per poco. Angelozzi ne parla volentieri anche se alla fine conclude il discorso dicendo che «ora, però, è necessario pensare a trovare giocatori emergenti per il Frosinone». Comunque ci sono stati acquisti che hanno fruttato ed altri meno (come Babacar). «Lo presi a Sassuolo e rimane un rimpianto. Tra le soddisfazioni, invece, posso annoverare Amoruso. O Fabio Grosso che, presi dalla C2 ed è diventato campione del mondo. Potrei continuare con Scamacca, Frattesi, Pellegrini e Politano». Calcio italiano molto più povero a causa del Covid con l'intero sistema che corre il rischio del default? Secondo Angelozzi il pericolo c'è se una società non è organizzata. Se invece ci si muove entro un perimento ben preciso, si può andare avanti. «Comunque a Frosinone c'è una grande proprietà, la famiglia Stirpe, che ringrazio per avermi dato la possibilità di venire qui. Ripeto che l'obiettivo principale è quello di lavorare sui giovani per riuscire a creare un patrimonio per il sodalizio».â¨Boloca e mercato di gennaio â¨Non potevano mancare in chiusura le domande sull'ultimo dei calciatori giunti alla corte di Nesta e sulla prossima finestra di mercato. Le risposte del neo Amministratore con delega all'Area tecnica del Frosinone: «Boloca lo abbiamo preso con lo scout dello Spezia che sarà il prossimo scout del Frosinone. Giocava nei Dilettanti e se fossi rimasto in Liguria sarebbe entrato molto probabilmente nel giro della Serie A. È giovane e sa fare entrambe le fasi di gioco e può interpretare il ruolo di mediano e quello di mezzala. Insomma le potenzialità non gli mancano ma dovrà fare esperienza». E sulla finestra di mercato? «Con il presidente ne abbiamo parlato. Ma c'è ancora un mese e mezzo di campionato. La squadra attuale è forte ma vedremo se sarà il caso di fare qualche intervento».