Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI ANGELA CECERE Pressione in aumento sull'Italia. Piogge su coste orientali e meridionali della Sicilia e ancora sulla Calabria ionica. Sole prevalente altrove, salvo nubi in aumento sulle coste adriatiche.
NORD
Cielo via via più coperto sulle coste adriatiche, altrove sarà sereno o poco nuvoloso. Venti deboli settentrionali.
Temperature
Valori massimi fino a 8 gradi a Torino e Milano, 12 gradi a Bolzano.
CENTRO e SARDEGNA
Bel tempo prevalente su tutti i settori; dalla tarda mattinata e pomeriggio nuvolosità in aumento sulle regioni adriatiche fino a cielo coperto, ma asciutto.
Temperature
Valori massimi fino a 11 gradi a Perugia, 16 a Roma
SUD e SICILIA
Tempo ancora molto instabile con piogge e temporali sulla Calabria ionica e sulla Sicilia orientale e meridionale; altrove, bel tempo prevalente, ma con cielo spesso molto nuvoloso.
Temperature
Punte massime fino a 20 gradi a Palermo, 18 a Napoli, 14 a Bari
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quanto è sostenibile il futuro per i disabili? Intanto facciamo un punto in Italia e chiediamoci quanti sono i disabili nel nostro Paese. Secondo l’Istat sono 3,1 milioni cioè il 5,2 per cento della popolazione. E di qui a quarant’anni, cioè nel 2060, la previsione è che saranno oltre 4 milioni con una crescita del 25%. A questo va aggiunto che l’Italia sarà un paese meno popolato e più anziano. Sempre nel 2060, saremo 55 milioni circa, rispetto ai 60 milioni di oggi – è accertata la decrescita della natalità – e gli over 74 cresceranno del 70%. Per le persone con disabilità uno dei problemi maggiori sarà – guarda caso – la mobilità. La Fondazione Unipolis ha preparato una ricerca che si chiama “Il paradosso della mobilità” nel quale tra le altre cose c’è scritto che due milioni di persone disabili utilizzeranno mezzi di trasporto ed uno su due guideranno un auto. Il “diritto negato” alla mobilità sostenibile per le persone con disabilità sarà un problema gravissimo tra 40 anni se il nostro Pese non avrà imboccato con scelte definitive ed importanti. La situazione oggi ed i rischi per il futuro Marisa Parmigiani, direttrice della Fondazione Unipolis nell’introduzione della ricerca – dove c’è la collaborazione dell’Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti (ANGLAT) . ha scritto che le condizioni di base per un futuro sostenibile per i disabili e cioè mobilità ed accessibilità :“Non solo non si alimentano ma rischiano di essere alternative, proprio in antitesi a quello che servirebbe. I dati che emergono dalla ricerca evidenziano che affrontare le problematiche della sostenibilità delle aree urbane è una componente fondamentale dell’intervento su un modello di sviluppo che si sta dimostrando non più percorribile“. Emerge fortissima “La necessità di realizzare a livello di Paese e con il concorso di tutti i player pubblici e privati, politiche che favoriscano gli investimenti per realizzare interventi strutturali che pongano al centro la mobilità e l’accessibilità per le persone con disabilità. Progetti che sarebbe auspicabile integrare tra quelli da presentare, a breve, all’Europa”. Lo dice Roberto Romeo, presidente delll’ANGLAT facendo riferimento al fatto che sebbene in Europa ed anche in Italia esistano molte proposte per una mobilità diversa, sostenibile, è difficile trovare queste proposte coniugate al mondo della disabilità. Come i i mezzi di trasporto pubblico saranno capaci di soddisfare le esigenze delle persone con disabilità, e quindi come potranno migliorare ed essere un’alternativa vantaggiosa rispetto ad altri, è una delle sfide del futuro. Su questo, Fausto Sacchelli della Fondazione Unipolis scrive: “Gli sviluppi della tecnologia e la loro applicazione ci possono permettere di cambiare strada, di far sì che la libertà di movimento, che non può non implicare anche una sempre più completa accessibilità, non sia necessariamente vincolata all’uso privato del mezzo di trasporto così come lo conosciamo oggi”. Il rapporto dei disabili con l’Agenda 2030 Un rapporto dell’ONU proprio sui 17 obbiettivi di sviluppo sostenibile evidenziava già che, “nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le persone con disabilità continuano ad affrontare numerose barriere alla loro piena inclusione e partecipazione alla vita delle loro comunità. Getta luce su i loro livelli sproporzionati di povertà, la loro mancanza di accesso all’istruzione, ai servizi sanitari, all’occupazione, alla sotto-rappresentazione nel processo decisionale e nella partecipazione politica. Ciò vale in particolare per le donne e le ragazze con disabilità. Le principali barriere all’inclusione implicano discriminazione e stigmatizzazione a causa di disabilità, mancanza di accessibilità agli ambienti fisici e virtuali, mancanza di accesso alle tecnologie di assistenza, servizi essenziali, riabilitazione e sostegno per una vita indipendente che sono fondamentali per il pieno e paritario partecipazione delle persone con disabilità come agenti di cambiamento e beneficiari dello sviluppo. Dati e statistiche compilate e analizzate nel rapporto indicano che le persone con disabilità non sono ancora sufficientemente incluse nell’attuazione, nel monitoraggio e nella valutazione degli SDG”. Sembra semplice da scrivere ma non lo è affatto visto che è così importante ribadirlo: la disabilità deve essere una parte integrante dell’azione dei 17 SDG (Suistainable Development Goals) dell’Agenda 2030 se si vuole che arrivare all’obiettivo finale. Le aree sulle quali bisogna lavorare con particolare attenzione sono quelle della realizzazione di uno sviluppo inclusivo della disabilità che include la protezione sociale (SDG 1.3); l’istruzione (SDG 4),; l’occupazione (SDG 8) ed i servizi di base, compresi i servizi sanitari (SDG 3), l’acqua e l’igiene (SDG 6), l’energia (SDG 7). Ma anche lo sviluppo infrastrutturale accessibile nelle aree urbane e rurali ambienti, spazi pubblici, strutture e servizi (SDG11) è di fondamentale importanza per partecipazione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della società e dello sviluppo. I progressi in questi settori possono funzionare come spinta decisiva per la realizzazione di tutti gli altri obiettivi. di Eduardo Lubrano Impakter Italia del 23/11/2020
INSERITO DA MIKI PAPPACODA VIGEVANO. Disabilità, si lavora per creare un coordinamento provinciale delle consulte. «Stiamo cercando di istituire un coordinamento con le consulte di Pavia e Voghera - dice Silvana Cavigliani Oselli, presidente della consulta comunale disabilità - al fine di elaborare progetti di ampio respiro, che possano portare ad una società più inclusiva, a misura di tutti. Solo così riusciremo a coinvolgere Enti e Fondazioni ed avere gli opportuni finanziamenti». Percorsi a ostacoliIl tema è, soprattutto, quello delle barriere architettoniche. «Avevamo individuato alcuni percorsi cittadini - prosegue Cavigliani Oselli - per esempio quello che dalla stazione ferroviaria prosegue in via Rocca Vecchia, passa per Piazza Sant'Ambrogio fermandosi al Museo del Tesoro del Duomo e in Duomo entrambi accessibili a chiunque. Poi si procede verso via del Popolo, arrivando al Cortile del Castello alla chiesa di San Pietro Martire arrivando quindi fino al Mulino di via dei Mulini. Poi c'è anche un altro percorso, che porterebbe anche le persone con ridotta mobilità a Ticino, precisamente presso la Lanca Ayala. Di idee, quindi, ne abbiamo e ci piacerebbe coinvolgere la facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, insieme alle consulte di Pavia e Voghera, che si occuperebbe di studiare soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche». Resta però sempre il grande nodo di Piazza Ducale. «Il grosso problema - prosegue Oselli Cavigliani - è che Piazza Ducale è un patrimonio artistico architettonico che, giustamente, non si può modificare. Anche per una semplice pedana, per esempio, occorre il parere ed il permesso della Sovrintendenza, procedura che richiede tempi lunghi. Su bar e ristoranti, così come sui negozi, anche lì i vincoli non sono pochi, cui si aggiungono anche problemi, per così dire, strutturali, come le scale, spesso troppo piccole per poter "accogliere" appunto un montascale». Tra le note ancora in agenda, però, ci sarebbe anche un corso gratuito rivolto ai commercianti. «È promosso da AscoBaires, Confcommercio Milano e dall'Associazione Italiana sclerosi multipla - conclude la presidente della consulta - e servirebbe proprio a far conoscere ai commercianti le esigenze dei clienti con disabilità ed esigenze speciali, aiutandoli magari a dare risposte efficaci. Ci piacerebbe che ci fosse una grande partecipazione da parte dei commercianti vigevanesi». (S.Bo.) LA PROVINCIA PAVESE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Furore (Costiera amalfitana). In collaborazione con l’Avis di Salerno, il Comune ha organizzato una giornata di raccolta del sangue in programma per sabato 28 novembre dalle ore 8:00 alle 10:30. La postazione prelievi sarà nella piazzetta antistante al Comune. Per poter effettuare la donazione bisogna esibire un documento di identità ed il c.f. – gli esami saranno inviati via mail. Per attenersi alle normative di prevenzione per la diffusione del Covid, i donatori dovranno attendere il proprio turno mantenendo una distanza non inferiore al metro. Si può donare da 18 a 65 anni (se prima volta non oltre 60 anni ), peso non inferiore ai 50 kg. Intervallo di donazione: uomo 90 giorni donne 180 giorni. I donatori potranno richiedere gratuitamente test sierologico per il Covid. Per prenotare si deve telefonare al 335674781. POSITANONEWS
A CURA DI ANGELA CECERE S. Clemente I Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,16-24. In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. E' venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio. E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.
E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!
Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!».
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI A Che Tempo Che Fa abbiamo Jannik Sinner, che a soli 19 anni ha vinto il suo primo torneo Atp nel tennis Jannik Jannik Sinner ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro dell’ATP di Sofia, succedendo al russo Daniil Medvedev che nel 2019 si impose al cospetto dell’ungherese Marton Fucsovics (in questa edizione eliminato al primo turno proprio dall’italiano). Un successo maturato a 19 anni, 2 mesi e 28 giorni: è il tennista più giovane ad aggiudicarsi un torneo nel circuito maggiore dal 2008, quando il giapponese Kei Nishikori impresse il suo marchio a Delray Beach. all’epoca appena 18enne. E’ interessante notare come il nativo di San Candido abbia festeggiato il proprio primo titolo ad un’età più giovane rispetto a sua maestà Roger Federer. Lo svizzero si aggiudicò la prima finale della carriera nel torneo di Milano del 2001, dove si giocava sul sintetico indoor. Il 4 febbraio superò per 6-4, 6-7, 6-4 il francese Julien Boutter: aveva 19 anni, 5 mesi e 26 giorni. Più precoci rispetto all’altoatesino sono stati sia Rafael Nadal sia Novak Djokovic, seppur non di molto. Il fuoriclasse iberico aveva appena 18 anni, 2 mesi e 12 giorni quando fece suo l’ATP di Varsavia, neanche a dirlo sull’amata terra rossa, sbarazzandosi per 6-3, 6-4 dell’argentino José Acasuso. Il serbo aveva invece grossomodo la stessa età di Sinner (19 anni, 2 mesi e 1 giorno) quando, sulla terra di Amersfoort, alzò il trofeo al cielo al termine dell’atto conclusivo al cospetto del cileno Nicolas Massu (7-5, 6-4). Ponendo l’attenzione invece sui campioni della nuova generazione, si può notare come l’austriaco Dominic Thiem abbia compiuto un processo di maturazione più lungo prima di arrivare ad imporsi in un torneo. Il recente vincitore degli US Open aveva 21 anni, 8 mesi e 20 giorni il 23 maggio del 2015, quando la spuntò al tie-break contro l’argentino Leonardo Mayer sulla terra rossa dell’Open di Nizza. Non ha ancora vinto nessuno Slam, tuttavia viene considerato un sicuro campione del futuro il tedesco Alexander Zverev, nella cui bacheca figurano già le ATP Finals del 2018. Il teutonico mise in bacheca il primo titolo nel 2015 a 19 anni, 5 mesi e 5 giorni: sul cemento di San Pietroburgo prevalse sullo svizzero Stan Wawrinka per 6-2, 3-6, 7-5. Altro tennista che vanta già una ATP Finals è Stefanos Tsitsipas. Il greco, a 20 anni, 2 mesi e 9 giorni, vinse per la prima volta sul cemento di Stoccolma: ad inchinarsi all’ellenico fu il lettone Ernests Gulbis con un doppio 6-4. Chiudiamo questa rassegna con due russi che, con ogni probabilità, si annunciano come due tra gli avversari più temibili di Sinner nei prossimi anni. Daniil Medvedev aveva 22 anni, 11 mesi e 2 giorni nel 2018: nell’atto conclusivo dell’ATP Sydney la spuntò per 7-5 al terzo sull’idolo di casa Alex De Minaur. Viene considerato un predestinato Andrey Rublev: il classe 1997 conquistò il primo trofeo a 19 anni, 9 mesi e 3 giorni. Sulla terra rossa di Umago superò per 6-4, 6-2 sull’azzurro Paolo Lorenzi. LA CLASSIFICA DEI VINCITORI PIU’ GIOVANI DI UN TORNEO ATP TRA I CAMPIONI IN ATTIVITA’ Rafael Nadal. 18 anni, 2 mesi, 12 giorni Novak Djokovic: 19 anni, 2 mesi, 1 giorno Jannik Sinner: 19 anni, 2 mesi, 28 giorni Alexander Zverev: 19 anni, 5 mesi, 5 giorni Roger Federer: 19 anni, 5 mesi, 26 giorni Andrey Rublev: 19 anni, 9 mesi, 3 giorni Stefanos Tsitsipas: 20 anni, 2 mesi, 9 giorni Dominic Thiem: 21 anni, 8 mesi, 20 giorni Daniil Medvedev: 22 anni, 11 mesi, 2 giorni federico.militello@oasport.it
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Dopo le novità introdotte dal Decreto Ristori è stata aggiornata, dall’Agenzia delle Entrate, la Guida sul “Bonus Vacanze”.
BENEFICIARI
Concessi 6 mesi in più alla nuova agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio, per l’anno 2020, in favore delle famiglie con ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro, da utilizzare per il pagamento di servizi offerti in Italia da imprese turistico ricettive, agriturismi e bed & breakfast.
Rimane confermata la data di richiesta del benefici, infatti, il bonus può essere scaricatodal 1° luglio al 31 dicembre 2020, ma la vera novità riguarda la sua fruizione: il bonus si può utilizzare, a determinate condizioni,dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2021 daun solo componenteper nucleo familiare.
Si ricorda che esso è riconosciuto fino ad un importo massimo di500 europer i nuclei familiari composti da più di due persone; l’importo è ridotto a300 europer i nuclei familiari composti da due persone e a150 europer quelli composti da una sola persona.
MODALITÀ PER USUFRUIRNE
Il bonus è fruibile nella misura dell’80% sotto forma di sconto per il pagamento dei servizi prestati dal fornitore e per il 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi.
Lo sconto praticato viene recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione senza limiti di importo, attraverso il modello F24. In alternativa può essere ceduto a terzi, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.
NOVITÀ
Inoltre, da segnalare come a seguito della modifica apportata dalla legge di conversione del Decreto Agosto, il pagamento della vacanza può essere effettuato anche con l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici, oltre che di agenzie di viaggio e tour operator.
Nella nuova versione della guida vengono illustrati modalità e adempimenti, precisati dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2020, adottato previo parere favorevole dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, sentito l’INPS e dalla circolare n. 18/E del 3 luglio 2020.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il pandoro è il dolce tipico delle feste di Natale. La preparazione richiede molta pazienza ed è lunga circa due giorni di lavorazione. Questa ricetta illustrata passo passo non è la ricetta delpandoro Baulio laricetta del pandoro di Iginio Massari, ma è unaricetta velocee semplificata che vi consentirà di preparare un ottimo pandoro artigianaleda offrire con soddisfazione a parenti e amici durante pranzi e cenoni delle feste.
Non è stato utilizzato il lievito madre, ma attraverso la preparazione del poolish, il lievito di birra utilizzato è veramente pochissimo. Questo garantirà di ottenere un pandoro molto soffice e digeribile.
Origine e storia del Pandoro
Il pandoro affonda le sue origini nel Veneto e precisamente a Verona, dove Domenico Melegatti depositò il brevetto di un dolce morbido a forma di stella a 8 punte.
Accorgimenti prima di mettersi all’opera per la preparazione del pandoro non sfogliato fatto in casa
Vi consigliamo di utilizzare ingredienti di prima qualità a partire dai principali: farina, uova, burro e vaniglia. Non usate aromi artificiali. Tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente: il burro morbido ma non fuso e i tuorli non freddi di frigorifero. E’ importantissimo.
Per fare il pandoro, così come per altri dolci a lunga lievitazione, si utilizza la farina manitoba che grazie alla presenza di molto glutine garantirà una alveolatura ottimale per questo dolce. Vi consigliamo di utilizzare un impastatore o una planetaria, che vi faciliterà notevolmente la preparazione. Tutte le operazioni di impasto sono state fatte alla minima velocità. Non abbiate fretta nella realizzazione: date il giusto tempo alla planetaria di lavorare il tutto e all’impasto di lievitare.
La ricetta del pandoro sfogliato è un’operazione assai laboriosa che prevede, come per la pasta sfoglia, la stesura dell’impasto, la farcitura con il burro e l’operazione basilare delle pieghe. Questa ricetta delpandoro a doppio impastoè la versione senza sfogliatura, meno complicata ma che permette di ottenere un ottimopandoro artigianale fatto in casa.
Per ulteriore vostra comodità accanto ad ogni fase di lavorazione sono specificati gli orari di lavorazione in modo che possiate organizzarvi al meglio e avere una perfetta riuscita del pandoro.
Ingredienti pandoro
PER IL POOLISH
80 ml d’acqua a temperatura ambiente
50 gr di farina manitoba
3 gr di lievito di birra secco o 6 gr di lievito di birra fresco
i semi di mezza stecca di vaniglia
PER IL PREIMPASTO
30 ml d’acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaino di miele
60 gr di farina manitoba
1 tuorlo
4 gr di lievito di birra secco o 8 g di lievito di birra fresco
PER IL PRIMO IMPASTO
poolish + preimpasto
100 gr di farina manitoba
2 tuorli
50 gr di zucchero a velo
60 gr di burro
EMULSIONE
40 gr di burro
1 cucchiaio di panna fresca
30 gr di cioccolato bianco
i semi di mezza stecca di vaniglia
PER IL SECONDO IMPASTO
l’emulsione
il primo impasto lievitato
200 gr di farina manitoba
2 tuorli
120 gr di zucchero a velo
60 gr di burro a temperatura ambiente
Tempo Preparazione:
18 Ore
Tempo Cottura:
50 Minuti
Tempo Riposo:
12 ore + 6
Dosi:
Ingredienti per un pandoro da 800 gr
Difficoltà:
Per esperti
Calorie:
390
Come fare il pandoro fatto in casa
Ore 20.00 della sera prima: preparazione poolish
Preparate il poolish, ovvero il lievitino che servirà a dare forza all’impasto. In una ciotola sciogliete il lievito nell’acqua. Aggiungete i semi di vaniglia e la farina. Lavorate il tutto con una forchetta fino a quando non avrete ottenuto un impasto colloso. Coprite con la pellicola e lasciate lievitare a 4 -5 gradi in frigorifero.
Ore 8.00: preparazione preimpasto
Estraete il poolish dal frigorifero e portatelo a temperatura ambiente. Preparate il preimpasto: sciogliete in una ciotola il lievito nell’acqua. Aggiungete il miele, il tuorlo e sbattete bene il tutto. Versate la farina, impastate con una forchetta fino ad ottenere un composto fluido. Coprite con la pellicola e fate lievitare per 1 ora. Estraete i 60 gr di burro che vi serviranno per il primo impasto dal frigorifero, riducetelo a dadini e lasciatelo a temperatura ambiente.
Ore 9.00: preparazione primo impasto
A questo punto il poolish avrà lievitato per 12 ore in frigorifero e per 1 ora a temperatura ambiente, il preimpasto invece avrà lievitato 1 ora a temperatura ambiente. Entrambi dovrebbero presentarsi gonfi e areati.
Siete pronti a procedere con il primo impasto: versate nella ciotola della planetaria poolish e preimpasto e azionatela alla minima velocità. Aggiungete poche cucchiaiate per volta di farina, permettendo all’impasto di assorbirla bene.
Aggiungete a questo punto il primo tuorlo e fatelo assorbire, quindi procedete unendo metà dose di zucchero a velo (25 gr).
Una volta che lo zucchero a velo sarà assorbito dall’impasto, aggiungete il secondo tuorlo. Fatelo amalgamare bene e infine unite il restante zucchero a velo (25 gr).
Proseguite quindi aggiungendo poco per volta il burro a fiocchetti. Fate incordare l’impasto al gancio. Se serve, fermate la planetaria e togliete l’impasto dal gancio. Poi azionatela di nuovo in modo che si impasti in modo uniforme.
Finito di impastare il primo impasto, lasciatelo nella ciotola, copritelo con della pellicola per alimenti e lasciatelo lievitare fino al raddoppio del volume. Ci vorranno circa 2 ore.
Nel frattempo preparate l’emulsioneche darà il classico sapore dipandoro: fate fondere a bagnomaria non troppo bollente la panna assieme al cioccolato bianco e al burro. Sbattete il tutto con una frusta a mano. Riponete poi a raffreddare in frigorifero.
Estraete dal frigo gli altri 60 gr di burro necessari per la preparazione delsecondo impasto.
Ore 12.00: preparazione secondo impasto
Procedete con ilsecondo impasto. Trascorso il tempo di lievitazione, agganciate la ciotola con il primo impasto all’impastatrice. Azionatela e versateci dentro 150 gr di farina, poca per volta. All’inizio il composto si presenterà un po’ duro da lavorare e dovrete “scordare” l’impasto dal gancio un paio di volte.
Terminata la farina, aggiungete 1 tuorlo. Quando verrà amalgamato bene dall’impasto, aggiungete 60 gr di zucchero a velo. Quando anche lo zucchero si sarà amalgamato, aggiungete 25 gr di farina. Fatela assorbire bene.
Procedete quindi con il secondo e ultimo tuorlo e poi, come per la fase precedente, unendo gli altri 60 gr di zucchero a velo e gli altri 25 gr di farina.
Dato che questa operazione richiederà un po’ di forza all’impastatrice, una volta amalgamati gli ultimi 25 gr di farina all’impasto, fermate la planetaria. Estraete il composto e mettetelo in un’altra ciotola. Raffreddate la ciotola dell’impastatrice sotto l’acqua fredda, quindi asciugatela bene e rimetteteci di nuovo l’impasto al suo interno. Rimontatela alla planetaria. In questo modo il burro da aggiungere nella fase seguente non verrà troppo scaldato.
Estraete l’emulsione dal frigo, dovrà avere le sembianze di una sorta di “pasta”. Aggiungete l’emulsione all’impasto a cucchiaini alternata agli ultimi 60 gr di burro fiocchetti del secondo impasto. Fate incordare bene l’impasto al gancio prima di aggiungere di nuovo emulsione e burro.
L’impasto dovrà staccarsi dalle pareti a fine lavorazione e si dovrà esser formata la maglia glutinica: per fare la prova, prelevate una piccola porzione di impasto e allargatela tra le dita. Se si formerà una tela d’impasto sottile simile a una calza allora la preparazione dell’impasto sarà andata a buon fine.
Coprite con un foglio di pellicola la ciotola e lasciate lievitare per almeno 1 ora.
Ore 13.30
Trascorso il tempo di lievitazione, infarinate un po’ il piano di lavoro e adagiateci sopra l’impasto. Procedete con le pieghe per dare forza all’ultima lievitazione arrotolando ben stretto verso di voi il composto. Poi giratelo e riavvolgetelo. Otterrete una sorta di salsicciotto.
Dategli quindi una forma sferica portando i 2 “lati” laterali del salsicciotto verso la parte inferiore. Capovolgete la palla d’impasto appena ottenuta e adagiatela in questo modo in uno stampo imburrato per pandoro. Coprite con un foglio di pellicola e lasciate lievitare fino a quando non avrà raggiunto il bordo dello stampo.
Ore 16.00
Scaldate il forno a 170 °C e infornate ilpandoroin forno caldo.
Controllate la cottura dei primi 5 – 10 minuti: se si dovesse scurire troppo in superficie copritelo con un foglio d’alluminio. Cuocete ilpandoroper un totale di 45 – 50 minuti. Fate la prova stecchino per controllare la cottura.
Una volta pronto, estraete lo stampo dal forno e lasciatelo intiepidire per 10 minuti a temperatura ambiente. Capovolgetelo poi su una gratella e fatelo raffreddare completamente.
Al momento di servire spolverate il vostropandoro fatto in casacon lo zucchero a velo.
A differenza del pandoro industriale, che è trattato con conservanti chimici, quello casalingo ha unperiodo di conservazioneminore.
Se non lo consumate tutto nello stesso momento, inseritelo all’interno di un sacchetto ermetico richiudibile. In questo modo eviterete la formazione dell’umidità.
Potete riporlo in un luogo fresco e asciutto (anche la classica credenza va benissimo), dove si conserverà per 4-5 giorni.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Lo schianto è avvenuto all’alba sulla statale 122. Il giovane è deceduto poco dopo il ricovero in ospedale. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, polizia, carabinieri e personale dell'Anas Tragico incidente stradale all’alba di oggi sulla Ss 122, nel tratto che collega Canicattì con Castrofilippo ed il vecchio tracciato della Ss 640 Porto Empedocle-Caltanissetta. Un ragazzo di 27 anni, Carmelo Pontillo, per cause ancora da chiarire, ha perso il controllo dell’auto su cui viaggiava, andando a schiantarsi contro un cancello. Il 27enne è morto poco dopo il ricovero all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì a causa delle ferite riportate nell’impatto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, polizia, carabinieri e personale dell'Anas. La strada è rimasta chiusa per alcune ore per consentire i rilievi. FONTE SKYTG24
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Nella II Domenica dell’Avvento ambrosiano, l’Arcivescovo è tornato a presiedere in Duomo la Celebrazione eucaristica. «In questo periodo risparmiare quello che si spende nel superfluo per fare un dono a chi è povero». Il drago – di biblica memoria e presente in ogni tempo – che è il Nulla e inghiotte l’umanità nel nulla, il drago del denaro e del potere, che umilia chi non è né ricco né potente, il drago che si chiama tristezza. Il drago, insomma, dalle tante facce che il Signore ha vinto, permettendo ai suoi figli di non essere più schiavi, ma liberi, di vivere nella gioia e non come se si fosse dei condannati a morte. Nella domenica, II dell’Avvento ambrosiano, in cui l’Arcivescovo – finalmente negativo al Covid – torna a presiedere la tradizionale Celebrazione in Duomo, il richiamo risuona forte e chiaro. In omelia non viene mai citata la pandemia, ma è evidente che l’intera riflessione sia un monito a leggere il mondo di oggi con i suoi dèmoni che il virus non ha cancellato, anzi, semmai, ha reso più potenti. «Tutto e tutti siamo nel ventre dell’enorme drago e non c’è via d’uscita, non c’è forza che possa resistere. Il veleno del drago, prima che il sangue e la carne dell’umanità, ha avvelenato la mente e il pensiero. Così la gente si è abituata a pensare che nessuno può vincere il drago e che è inevitabile finire nel nulla. Il drago ha, anzi, sedotto la terra e i suoi abitanti si sono persuasi che tutto sommato non è poi male questo finire nel nulla che pone fine a ogni soffrire, a ogni senso di colpa, a nostalgia d’amore». Eppure, il Signore ha trafitto il nulla e la morte, rendendoci liberi. Ma c’è anche «il drago – il cui nome è denaro e potere – che ha convinto i figli degli uomini che se non si consegnano come schiavi, non possono vivere, non possono vendere, non possono comprare, non possono avere tutto quello che rende bella la vita. E perciò questi figli degli uomini si sono consegnati come schiavi che dicono: “toglici la libertà, la poesia, la gratuità, ma permettici di godere e di divertirci, di mangiare e bere, di fare e disfare l’amore”». E, ancora, il Signore ha vinto: «ha proclamato beati i poveri; si è messo a servire e ha invitato a servire; ha così dimostrato che si può vivere senza adorare il denaro e il potere. Quelli che lo ascoltavano l’hanno deriso e ritenuto uno scriteriato, quelli che l’hanno seguito hanno sperimentato che il drago era stato trafitto, che si può vivere senza diventare servi del denaro del potere». Infine, la malattia di oggi, forse, ancora più subdola delle altre: la tristezza dell’irrimediabile. «Il drago che si chiama tristezza non è violento, non appare con immagini spaventevoli, ma toglie la voglia di fare e il gusto di vivere. Il Signore ha trafitto anche questo drago, battezzando e seminando nel cuore dei discepoli il fuoco che brucia il male, così che l’irrimediabile può essere rimediato, il peccato può essere perdonato, le divisioni possono essere riconciliate. Ha mandato nel cuore dei credenti lo Spirito Santo che alimenta la gioia che resiste anche quando intorno ci sono avversità e disastri, la gioia invincibile». È questa la speranza certa con cui occorre vivere l’Avvento. Da qui, l’appello. «Vorrei invitare tutti noi qui presenti, e chi ci segue in televisione, a risparmiare quello che si spende per il superfluo per fare un dono a chi è povero e a chi li assiste; vorrei che voi giovani e adolescenti scriveste canzoni per diffondere gioia e che tutti i bambini imparassero a disegnare la vittoria del Signore sul drago che crede di sconfiggere la vita». Al termine della Celebrazione sono, invece, altri tre gli impegni che l’Arcivescovo chiede. «Cerco alleati per contrastare quell’emergenza spirituale che rischia di inaridire gli animi e la società. Invito le famiglie a radunarsi per pregare, chi è in casa da solo a pregare. Che questo Avvento sia un tempo di preghiera particolarmente intenso», dice il vescovo Mario ricordando il momento con cui lui stesso entra virtualmente nelle case ogni sera alle 20.32. Poi, in riferimento alla festa di Santa Cecilia, patrona della musica liturgica, il richiamo è all’importanza, nella Liturgia, del canto. «Desidero benedire tutte le corali che ci aiutano a pregare. La musica è una via di accesso alla preghiera che può essere particolarmente incoraggiante. Cantiamo bene, facciamo della musica un modo per entrare nel Mistero». E, infine, nella Giornata di sensibilizzazione per il Sostentamento del Clero, l’incoraggiamento è «a contribuire e ad aiutare i sacerdoti attraverso le offerte deducibili dalla Dichiarazione dei Redditi. È molto importante che i fedeli e le comunità sentano la responsabilità di mantenere i loro preti così che le offerte dell’8×1000 siano più intensamente dedicate ai poveri». di Annamaria BRACCINI https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/resistere-e-vincere-il-drago-che-inghiotte-nel-nulla-che-si-chiama-denaro-potere-e-tristezza-343248.html?fbclid=IwAR1a5t-ox_ZzEJ1_TPpPzznfr1Bgw4IaYgjVqZ2KyhBcN1QoIwt59N1XS7Q