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Notizia shock dall'Argentina: Diego Maradona è morto dopo un arresto cardiorespiratorio

25 Novembre 2020, 18:37pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Lo riferisce il 'Clarin'. L'ex Pibe de oro si trovava nella sua casa alla periferia di Buenos Aires, dove viveva dopo l'operazione al cervello. Sei ambulanze si sono precipitate per soccorrerlo

Diego Maradona è morto. Lo ha annunciato il 'Clarin'. Il quotidiano argentino riferisce che l'ex Pibe de oro è deceduto in seguito a un attacco cardiorespiratorio mentre si trovava nella sua casa nel quartiere San Andres nella periferia di Buenos Aires, dove viveva dopo essere stato dimesso dalla clinica dov'era stato operato al cervello. Sul posto sono sopraggiunte sei ambulanze nel tentativo di rianimarlo. "E' successo l'inevitabile", scrive il giornale. Con Maradona c'era la figlia Giannina. Diego aveva compiuto 60 anni il 30 ottobre scorso.  Anche 'La Nacion', quotidiano vicino all'entourage di Maradona, riporta la notizia della morte del 'calciatore del secolo', precisando che sul posto, dopo che l'ex fuoriclasse si è sentito male, sono accorse alla fine ben nove ambulanze. Secondo quanto riporta Tyc Sports Maradona è morto alle 13.02 (ora argentina).

 

L'11 novembre Maradona aveva lasciato la clinica Olivos di Buenos Aires dove era stato operato alla testa il 4 novembre per un ematoma subdurale. Leopoldo Luque, medico dell'argentino, aveva diffuso la prima foto dopo l'intervento chirurgico: il Pibe de Oro appariva sorridente, sul letto e con una benda in testa. "Diego è incredibile". "Vivo per miracolo", aveva detto il suo avvocato, Matías Morla. Oggi la notizia più brutta.

TRE GIORNI DI LUTTO NAZIONALE IN ARGENTINA Il Governo argentino ha ufficializzato poco fa l'istituzione di tre giorni di lutto Nazionale per commemorare Diego Armando Maradona. Una vera e propria leggenda del calcio mondiale e soprattutto l'argentino più famoso del mondo. UN MINUTO DI SILENZIO SUI CAMPI DI CHAMPIONS ED EUROPA LEAGUE Un minuto di silenzio prima delle partite di Champions League ed Europa League per rendere omaggio a Diego Armando Maradona, morto oggi. Lo ha comunicato la Uefa. FERLAINO: "C'E' SOLO MOLTO DOLORE" "C'è solo molto dolore, mio e di tutti i napoletani. Maradona non era solo un giocatore ma ha rappresentato lo spirito di Napoli per anni". Così Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli negli anni '80. FRANCO BARESI: "MI PIANGE IL CUORE" "E' una notizia che mi ha sconvolto, mi piange il cuore. E' una leggenda, un mito, uno dei più grandi della storia del calcio o, possiamo dirlo, il più grande di tutti". Un commosso Franco Baresi fatica a trovare le parole dopo la morte di Diego Armando Maradona, suo avversario di epiche sfide fra Milan e Napoli negli anni '80. "Ci ha fatto soffrire, ci ha fatto un sacco di gol - ricorda all'ANSA l'ex capitano rossonero -. A volte gli si faceva fallo, lui prendeva le botte ma senza mai lamentarsi. In campo era leale. Era amato dai suoi compagni, perché non faceva pesare la sua grandezza, e dalla gente, che andava allo stadio per le emozioni che regalava". OTTAVIO BIANCHI: "SONO SCONVOLTO" "Sono veramente sconvolto, non riesco a parlare". Lo ha detto a LaPresse Ottavio Bianchi, allenatore del primo scudetto del Napoli, commentando la morte di Diego Armando Maradona. SPADAFORA: "NAPOLI PIANGE, ERA PIU' DI UN CAMPIONE" "La morte di Maradona è una notizia terribile. Era più di un campione, era un genio del calcio, un fuoriclasse assoluto". E' il commento del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, alla notizia della morte di Diego Armando Maradona. "Ha rappresentato in una stagione irripetibile i sogni e le speranze del popolo della mia città. Napoli piange, stasera" scrive il ministro. CANNAVARO: "NON MI SEMBRA VERO" "Sono senza parole, non mi sembra vero". Così l'ex Napoli Fabio Cannavaro commenta la morte di Maradona.

TGCOM24

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LOMBARDIA NEWS Clochard multato a Como perché non ha una casa ringrazia il suo benefattore: “Gli bacerei i piedi”

25 Novembre 2020, 18:28pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Pasquale ha 63 anni, vive da anni per strada Como, dove in tanti lo conoscono e lo aiutano. Qualche giorno fa si è trovato, suo malgrado, sulle prime pagine dei giornali per una multa da 280 euro ricevuta per violazione del coprifuoco previsto dal Dpcm del 3 novembre, ma che poteva salire a 400 euro se non pagata entro 5 giorni. Ma Pasquale non ha una casa, dorme sotto i portici del liceo Volta di Como, nel centro della città. Così un anonimo benefattore ha deciso di pagare la sanzione al posto suo. "Ringrazio chi mi aiutato, gli bacerei i piedi per il gesto che ha fatto. Non c'erano motivi di farmi il verbale. Dove ho violato la quarantena? Io vivo qua", dice Pasquale a Fanpage.it, raccontando la sua storia.

"Giovedì alle 21.15 circa avevo fatto il letto, mi ero seduto a fumare una sigaretta, e vedo arrivare questa macchina della polizia ad alta velocità", ricorda. I poliziotti gli hanno chiesto cosa facesse ancora in strada. "Quello che faccio sempre", la risposta, "mi dispiace ma non so dove andare". Gli agenti si sono fermati e hanno chiesto i documenti a Pasquale, quindi sono saliti in auto, hanno compilato un documento e glielo hanno fatto firmare. "Non avevo visto subito che era una multa, la mattina ho fatto vedere il foglio a una signora che mi aiuta da tanto tempo. Ha letto e mi ha detto: ma hai visto cosa ti hanno fatto?"

 

Pasquale vive in strada da oltre un decennio e le sue condizioni di salute non sono buone: "Sono stato senzatetto per otto anni. Poi per due anni ho affittato un monolocale e ora da due anni e mezzo sono di nuovo per strada. Sono stato operato per un tumore alla vescica e ho una protesi a una gamba perché mi hanno investito sette anni fa".

"Ho iniziato a lavorare a 15 anni in fabbrica, poi ho fatto il muratore, ho lavorato al cimitero", ricorda Pasquale. Tutti lavori discontinui e precari. Così ora non ha la possibilità di pagare un affitto: "devo aspettare ancora un paio d'anni per chiedere la pensione. Intanto prendo il reddito di cittadinanza. Con quei 500 euro ci compro da mangiare, i vestiti, le scarpe". Per sopravvivere conta sui servizi comunali e soprattutto sull'aiuto della Caritas. "Questa multa era insostenibile".

 

continua su: https://www.fanpage.it/milano/clochard-multato-a-como-perche-non-ha-una-casa-ringrazia-il-suo-benefattore-gli-bacerei-i-piedi/
https://www.fanpage.it/

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NUOVO DPCM, CONTE: “RIAPERTURA SCUOLE PRIMA DI NATALE”

25 Novembre 2020, 16:28pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nuovo DPCM 2 novembre, diretta Conte al Senato: quando conferenza stampa? |  ScuolaInforma

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Nuovo Dpcm, Conte: "Riapertura scuole prima di Natale" “Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte ieri sera durante la trasmissione “Otto e mezzo” su La7. Le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico e della stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sembrano aver trovato consensi a Palazzo Chigi. A dieci giorni dalla scadenza dell’ultimo Dpcm e in vista di un nuovo provvedimento anti-covid di palazzo Chigi, sembra che si vada verso una riapertura delle scuole. Riapertura scuole con prudenza Lucia Azzolina a “Sette Storie” su Rai Uno aveva anticipato che “serve prudenza ma se i contagi andranno giù, e ci sarà la possibilità di allentare alcune restrizioni, mi auguro che anche le scuole superiori vedano un ritorno graduale degli studenti in classe”. La ministra Azzolina avverte comunque che “dovremo essere cauti anche negli ultimi giorni dell’anno, quando le scuole saranno chiuse”. Graduale riapertura Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha dichiarato: “La scuola deve essere aperta o per i ragazzi sarà un massacro. Adesso dobbiamo lavorare, con tutte le necessarie misure di sicurezza, per una graduale riapertura di tutte le scuole”. Miozzo ammonisce che se “avremo momenti analoghi all’estate l’evoluzione dell’epidemia porterà a dati simili o addirittura peggiori di quelli attuali. Significa che le scuole rischiano di restare chiuse altre settimane.” Il rischio da scongiurare secondo il coordinatore è quello di una generazione di liceali che andrà all’esame di Stato avendo perso il contatto fisico con l’universo scolastico per quasi un anno. Si tratterebbe di “un danno incommensurabile”.

https://librinovitaeultimeuscite.altervista.org/nuovo-dpcm-conte-riapertura-scuole-prima-di-natale/?fbclid=IwAR326jxdULnAu4Z2X0strpMsVtHWHlqdOAsdUGXp4IY9eWQs8Y6yIZUqDbM

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Covid Costiera Amalfitana: crescono i guariti, 419 gli attualmente positivi. I dati comune per comune del 25 novembre

25 Novembre 2020, 16:16pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.

Nella giornata di ieri sono stati accertati 20 nuovi positivi: 8 a Vietri sul Mare, 6 ad Agerola, 5 ad Amalfi e 1 a Tramonti.

 
 

 

Fortunatamente si contano anche 46 guariti: 16 ad Amalfi, 10 ad Agerola, 9 a Scala, 3 a Vietri sul Mare e Conca dei Marini, 2 a Tramonti e 1 ad Atrani, Maiori e Positano.

Il punto della situazione Covid in Costiera Amalfitana al 25 novembre:

In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 836 casi di cui 419 attualmente positivi, 411 guariti e 6 decessi Di seguito il riepilogo comune per comune.

  CASI TOTALI GUARITI ATTUALMENTE POSITIVI
AGEROLA 166 82 (1 decesso) 83
AMALFI 68 32 (1 decesso) 35
ATRANI 5 1 4
CETARA 100 43 (1 decesso) 56
CONCA 9 6 3
FURORE 9 1 8
MAIORI 108 48 (1 decesso) 59
MINORI 30 16 14
POSITANO 65 24 41
PRAIANO 18 14 14
RAVELLO 36 13 (2 decessi) 21
SCALA 31 12 19
TRAMONTI 61 13 48
VIETRI SUL MARE 130 55 76
  TOT TOT TOT
  836 411 419

 

AMALFINOTIZIE

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COSTIERA AMALFITANA NEWS SPIRITUALITA' A RAVELLO E CONCA DEI MARINI

24 Novembre 2020, 14:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

COSTIERA AMALFITANA NEWS SPIRITUALITA' A RAVELLO E CONCA DEI MARINICOSTIERA AMALFITANA NEWS SPIRITUALITA' A RAVELLO E CONCA DEI MARINI

DI MORENA MOTTA Ravello non è solo una delle perle della Costiera Amalfitana per il paesaggio, ma è anche ricordata per i suoi Santi e beati, nati, vissuti o sepolti qui. Il patrono di Ravello è San Pantaleone, festeggiato il 27 luglio giorno in cui venne martirizzato e con San Gennaro ha in comune la liquefazione del sangue., Solitamente il miracolo avviene vicino al 27 luglio, ma quest'anno è accaduto il 17 marzo, in piena pandemia del coronavirus. L'evento è accaduto al termine della preghiera celebrata da don Angelo Mansi in Duomo.

San Pantaleone è protettore dei medici insieme ai SS. Cosma e Damiano, a cui è dedicato un santuario incastonato nella roccia. In viaggio per venerare le reliquie di Sant'Andrea, custodite nel Duomo di Amalfi, a Ravello San Francesco fondò un convento, dove oggi sono venerati i resti mortali del Beato Bonaventura da Potenza. Nello stesso convento troviamo anche le spoglie del venerabile fra Antonio Mansi, che insieme a San Massimiliano Kolbe fondò la Milizia dell'Immacolata, e di suo fratello padre Bonaventura, che durante la Seconda Guerra Mondiale nascose numerosi ebrei nei conventi e monasteri di Assisi. Lo scrittore francese André Gide, descrisse così Ravello: "Ravello è più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva del mare."

Un'altra meraviglia dei dintorni si trova a Conca dei Marini, nella Grotta dello Smeraldo: il primo presepe subacqueo nato in Italia nel 1964. Ogni anno, il 24 dicembre e il 6 gennaio, un gruppo di sommozzatori si immerge nella Grotta per deporre la statuina di Gesù Bambino.

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SEZ. VARIE NEWS ESCE E COMPRA 900 LIBRI IN UN GIORNO. UNA NORMALE GIORNATA DEL PROF COLLEZIONISTA

24 Novembre 2020, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Esce e compra 900 libri in un giorno. Una normale giornata del prof collezionista

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Esce e compra 900 libri in un giorno. Una normale giornata del prof collezionista 909 libri. Comprati un mercoledì pomeriggio qualunque. E portati a casa con la macchina. «Ma non è niente di speciale, lo fanno in tantissimi». Il collezionista di libri che ha condiviso sul web la foto dell’auto da cui i testi sembrano uscire anche dai finestrini è il professore universitario della Sapienza Carlo Serafini. Insegna letteratura italiana contemporanea, ma la sua passione continua anche fuori dall’ateneo. «Le case di oggi sono molto più piccole di quelle di un tempo – racconta Serafini, che a casa ha circa 9mila libri – e diventa più difficile trovare lo spazio per tenerli. Ma ci si può organizzare. Basta mettere librerie fino al soffitto, sotto ai tavoli da pranzo e più file di libri per ogni scaffale». Quello che, per il prof., è più complicato è tenere sotto controllo il proprio archivio personale. «Il problema è saperli ordinare – continua -. Diventa complicato ricordare dov’è ogni libro. Ho recentemente ricomprato “La noia” di Moravia perché ce l’avevo a casa, ma proprio non mi ricordavo dove. Bisognerebbe archiviarli, ma è un lavoro infinito. Bisognerebbe, ogni sera, classificare elettronicamente per titolo e autore cosa c’è in uno scaffale, così ritrovarlo diventa più semplice». Nell’epoca del digitale i collezionisti di libri hanno luoghi di nicchia dove ritrovarsi. «Io frequento spesso i bookCrossing – spiega –. Sono ovunque e si trovano libri meravigliosi. Accade spesso che la gente non riconosce o non dà peso a un testo con valore. Ho trovato la prima edizione di Pinocchio, con dedica dell’autore a pochissimi euro. E poi ormai ho un giro di conoscenze. Nella generazione precedente alla mia il libro era il mezzo più diffuso di ispirazione e di cultura. Con il passare del tempo i libri che erano importantissimi nell’epoca precedente non lo sono più per le nuove generazioni, che ad esempio Pinocchio lo leggono illustrato non nella prima edizione. È pieno, quindi, di persone che buttano i libri. E lì arrivo io, che seleziono quello che, per me, vale». E poi, diciamocelo. Prima di arrivare a buttare un libro ci sono molte altre soluzioni da vagliare. «Ho spedito molti libri di critica letteraria in Albania, dove c’è una comunità italiana che apprezza. Ne ho dati molti alle biblioteche di paese, agli istituti e li ho regalati perché no, anche a studenti. Qualche volta, poi, ho fatto degli affari. Avevo un’edizione rara di una raccolta di Morante e Pasolini il cui valore era 500 euro. Purtroppo su internet c’è anche chi non comprende, pensa che se il prezzo dietro la copertina in lire è 35 euro, basta fare la metà in euro e lo vende a quella cifra. Ma il valore è un altro. Ho aspettato che venissero venduti quelli a prezzo fuori standard e ho messo il mio». Ma poi, il mondo dei libri «è un mondo divertente, ma anche faticoso. Acquistare 909 libri in un pomeriggio coinvolge anche il fisico. Occorre pensare a come trasportarli fino a casa e studiare due o tre trucchetti per non arrivare stesi». È facile immaginare qual è la domanda che si è sentito ripetere più volte il prof: ma tutti questi libri, li ha letti tutti? «L’ho sempre trovata una domanda scema. Come posso aver letto 9mila libri. Ho una famiglia, un lavoro, dei figli. Molti non capiscono e credono che avere tutti questi libri ma non averli letti tutti sia una cosa inutile. Ma è un fatto di collezionismo, hanno un significato, servono a vedere il mondo in maniera diversa e poi trasmettono calore. C’è un rapporto fisico con i libri, che gli ebook possono sognarsi. Alla fine, quelli che hanno significato molto per me sono pochi, e li ho trattati malissimo. Sono rovinati e sgualciti». Ma, si può trasmettere questa passione? «Un padre o un professore deve sedurre e non imporre. Non si può trasmettere una passione a tutti. Si possono gettare dei semi che possono andare su un terreno fertile, o su un sasso. Se poi qualcuno torna indietro e ti racconta di quanto è stato importante il tuo contributo vuol dire che ha funzionato».

https://librinovitaeultimeuscite.altervista.org/esce-e-compra-900-libri-in-un-giorno-una-normale-giornata-del-prof-collezionista/?fbclid=IwAR1FN7mbeMCOlLyonwrqws5PLxUkWKHWgbFS_InepSDIRe0tc5WdXaiHOiw

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA DICEMBRE, avvio con TANTA PIOGGIA e NEVE, CICLONE entro l'IMMACOLATA, poi CALDO Fuori stagione. La Tendenza

24 Novembre 2020, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Dicembre avvio turbolento con ciclone entro l'Immacolata. Poi temperature più calde
 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'inverno è quasi ai nastri di partenza (dal punto di vista meteorologico la stagione fredda inizierà infatti martedì 1° dicembre) e grazie alle previsioni sul lungo periodo del Centro Europeo possiamo già farci un'idea su cosa aspettarci nelle prossime settimane.
Secondo gli ultimi aggiornamenti pare confermato un avvio di dicembre abbastanza turbolento, condito pure dal possibile arrivo di un ciclone entro la festività dell'Immacolata. Poi potrebbe essere invece il caldo fuori stagione a farla da padrone.
Ma cerchiamo di fare il punto della situazione tracciando una tendenza su precipitazioni e temperature attese nella prima parte del prossimo mese.

Già nei primissimi giorni di dicembre (verosimilmente intorno a giovedì 3) un primo impulso instabile, in discesa, dal Nord Europa dovrebbe puntare dapprima le Isole Britanniche e la Francia, per poi irrompere anche sul Mediterraneo (e sull'Italia), accedendovi tramite la valle del Rodano. Se tutto ciò dovesse essere confermato è lecito attendersi una fase decisamente burrascosa con piogge e con la neve che tornerebbe a scendere sulle nostre montagne, specie al Centro Sud. Ma non è finita qui, anzi.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, un secondo e più robusto vortice ciclonico, sospinto da correnti polari, sarebbe pronto a colpire l'Italia proprio a ridosso della festività dell'Immacolata e questa volta a farne le spese potrebbero essere soprattutto le regioni settentrionali, con la possibilità di abbondanti precipitazioni come non si vedono ormai da tanto tempo. Attenzione perché visto il calo delle temperature, dovuto ai freddi venti settentrionali, non escludiamo il pure ritorno della neve fino a quote molto basse, con Piemonte e Lombardia regioni favorite per gli accumuli più abbondanti.

Volgendo lo sguardo ancora più in avanti, diciamo quindi verso la metà del mese, le proiezioni del Centro Europeo ci indicano un periodo più stabile, favorito verosimilmente da un ritorno in auge dell'alta pressione, che molto probabilmente determinerà temperature decisamente più miti per la stagione, anche ben sopra le medie di riferimento. Insomma, potremmo tornare ad avere a che fare con quel caldo anomalo che ci ha accompagnato durante questo mese di novembre, ancora più strano visto l'avanzamento stagionale, ma non del tutto sorprendente se solo pensiamo al trend degli ultimi anni.

In conclusione, si prefigura insomma un inizio di inverno dinamico, con temperature altalenanti e con il ritorno delle precipitazioni, anche se più di stampo tardo autunnale che caratteristico della stagione fredda. Staremo a vedere se questa tendenza verrà confermata o se ci sarà spazio per delle sorprese.

 

 

 


Inizio dicembre: vasta area depressionaria verso l'Italia con piogge intense, neve a bassa quotaInizio dicembre: vasta area depressionaria verso l'Italia con piogge intense, neve a bassa quota

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CORONAVIRUS: SINTOMI LIEVI o RIANIMAZIONE, due STUDI spiegano perché gli EFFETTI variano da persona a persona

24 Novembre 2020, 09:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La sintomatologia tipica del COVID, in una delle sue numerose varianti.La sintomatologia tipica del COVID, in una delle sue numerose varianti.

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Gli effetti del coronavirus sull'organismo sono molteplici, noti fin dalla sua scoperta, a inizio 2020. La maggior parte (circa il 56%) risultano asintomatici, ovvero non presentano alcun sintomo e pertanto non sanno di essere infetti, né tantomeno contagiosi. Per quanto riguarda quelli sintomatici, invece, una buona percentuale presenta sintomi lievi, come tosse, mal di gola, qualche linea di febbre, dolori reumatici sparsi e una generale stanchezza, una condizione non diversa dalla classica influenza. Solitamente, in queste situazioni, il fastidio passa in pochi giorni e, dopo un paio di settimane, si può tornare alla vita normale. Infine, ci sono i malati più sfortunati, dove la malattia ha un decorso più severo e il quadro clinico necessita di un ricovero ospedaliero, fino ad arrivare nei casi estremi, laddove c'è necessità di terapia dell'ossigeno, tracheotomia e purtroppo può sussistere la morte.

La domanda più comune è: come mai il COVID-19 presenta un ventaglio di sintomatologia così ampio?

Prima di rispondere, è opportuno analizzare il report dell’Istituto Superiore di Sanità nell'"Aggiornamento nazionale 28 ottobre 2020″, in cui si evince che il vero danno di questo virus sia nella sua elevatissima capacità di diffusione, soprattutto dettata da soggetti asintomatici, che sono inconsapevoli di poter infettare gli altri.

Inoltre, una prima risposta potrebbe venire dal DNA, in particolar modo sul cromosoma 9: il professor Andre Franke, in un Paper pubblicato sul New England Journal of Medicine, evidenzia che il gruppo sanguigno A tenderebbe ad associarsi ad una malattia più severa, mentre quelli del gruppo 0 rischierebbero meno (sebbene nessuno sia veramente immune dal coronavirus).

Una seconda ipotesi è localizzata sul cromosoma 3: i professori Hugo Zeberg e Svante Paabo, rispettivamente del Max Planck tedesco e del Karolinska Institute svedese, hanno scoperto che questo tipo di variante sarebbe diffuso nella zona centrale dell'Asia (e meno in Indocina), solo in parte in Europa, assente in Africa.
È possibile che il cromosoma-3 (ereditato dall’Uomo di Neanderthal) possa aiutare a prevenire il decorso più grave e in genere a proteggere il sistema immunitario dalle infezioni, sebbene lo studio (non ancora ufficialmente pubblicato) abbia bisogno di ulteriori conferme. Se ciò fosse dimostrato, si spiegherebbe bene il motivo per cui nel continente africano e quello asiatico centro-orientale, il malanno si sia diffuso molto meno, a parità di densità di popolazione, rispetto ad esempio ai continenti europeo ed americano.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Friburgo «I residenti sono sempre più depressi e si lasciano morire»

24 Novembre 2020, 09:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Friburgo «I residenti sono sempre più depressi e si lasciano morire»

inserito da Primula Galantucci Il grido d'allarme è stato lanciato dalle EMS del canton Friburgo. Gli anziani isolati dalle misure anti-Covid-19 soffrono di abbandono: «Nelle ultime settimane almeno quattro i decessi provocati dalla depressione». FRIBURGO - «I residenti sono sempre più depressi e si lasciano morire». È l’allarme lanciato dal personale delle strutture medico-sociali (EMS) del canton Friburgo. «Una donna si è chiusa nel silenzio, non mangia più - racconta chi si occupa di lei a 20 minutes -. A causa della pandemia non vede più i suoi figli. E ha già minacciato di volersi gettare dalla finestra della sua camera». Nel corso dell’ultima settimana, sarebbero almeno quattro i decessi ricollegabili alla depressione. «Non ho mai visto una cosa simile», commenta un’operatrice socio-sanitaria con venti anni di esperienza. Si tratta del “syndrome de glissement”, “sindrome di slittamento”, degli anziani, una sorta d'indifferenza progressiva che subentra negli anziani dei reparti geriatrici nel momento in cui si ha la sensazione che non vi sia più nulla da salvaguardare: rifiuto di nutrirsi, di lasciarsi avvicinare, di lavarsi, di alzarsi dal letto. E la pandemia di coronavirus, con tutte le sue conseguenze, sembra aver peggiorato la situazione. «I residenti piangono, altri hanno perso l’appetito, dicono spesso che vogliono “solo” morire - racconta un’infermiera che opera in casa anziani -. Cerchiamo di stimolarli, invano. Alcuni sono anche stati contagiati e sono guariti, ma non gli interessa. Sono stufi dell’isolamento». Una situazione in cui si sono trovati anche molti anziani ticinesi. Durante la prima ondata il Governo aveva deciso di sospendere le visite ai parenti nelle strutture, per salvaguardare la categoria più a rischio. «Chiudere è stata la decisione più sofferta», aveva detto il medico cantonale, Giorgio Merlani. Poi, a metà settembre, l’allentamento, con la riapertura alle visite nelle camere, le uscite degli anziani per determinate attività. «Gli ospiti degli istituti si spengono a causa della solitudine. Non sbaglia chi dice che questo senso d'isolamento è dannoso quanto il Covid», aveva a suo tempo commentato il direttore del DSS Raffaele De Rosa. Con l’arrivo della seconda ondata nuove direttive per il settore sono state previste, «proporzionate alla situazione» e con lo scopo di «conciliare il diritto all’autodeterminazione dei singoli con la necessità di proteggere la salute collettiva dei residenti». Ma nel canton Friburgo la situazione sembra più grave, tanto che il presidente di Avivo, l’associazione svizzera per la difesa degli anziani, denuncia: «I diritti fondamentale dei residenti dell’EMS vengono violati. È inaccettabile». JENNY COVELLI Fonte Abdoulaye Penda Ndiaye

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Vietato sciare in Valtellina, piste chiuse durante le vacanze „Vietato sciare in Valtellina, piste chiuse durante le vacanze“ Potrebbe interessarti: https://www.quicomo.it/attualita/coronavirus/vietato-sciare-valtellina-vacanze-natale.html?fbclid=IwAR3XVus_t47DGUIl-JY8kDW9463aEpqsLLLFM2zJAmX4R8jcAE0kFUrhbBQ

24 Novembre 2020, 09:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI „Con il nuovo Dpcm in arrivo gli impianti saranno chiusi in tutta Italia, rimane da capire come si comporterà la Svizzera“ „ Ancora le vacanze natalizie al centro della discussione del prossimo Dpcm del governo. A prescindere dal fatto che la Lombardia possa anche passare al livello di guardia arancione, a dicembre e gennaio le piste da sci rimarranno chiuse. Addio quindi alle settimane bianche anche all'interno della propria regione. Il governo sembra infatti decisamente orientato ad escludere la possibilità che durante le festività di Natale e Capodanno si possa andare in montagna o avere una libertà di spostarsi verso le località di vacanza. Il governo ha anticipato informalmente di stare lavorando a una iniziativa allargata a tutta Europa (Svizzera compresa?) per prevenire le consuete “vacanze sulla neve”. Un fenomeno che nel periodo invernale attira appassionati degli sport sciistici e dei soggiorni in montagna, una conseutudine che nei ragionamenti di Palazzo Chigi porterebbe con sè la stessa spensieratezza delle serate in discoteca della scorsa estate, seppure le discoteche non verrano certo riaperte in nessuna parte d'Italia. In altre parole diventa così impossibile pensare che possa essere accolta, anche nelle regioni che nel periodo delle vacanze natalizie dovessoro trovarsi nella zona meno a rischio, ovvero quella gialla, la richiesta dei governatori - oggi tornati insieme all'attacco - che avevano sollecitato la riapertura degli impianti sciistici sia pure con il 50 per cento della capienza, la mascherina obbligatoria e gli ingressi scaglionati. Ancora una volta le responsabilità vengono di fatto spostate sui comportamenti dei cittadini, anche per le attività all'aperto. Nessuna possibilità che i sciatori comaschi possano quindi recarsi anche solo in giornata in Valtellina per una sciata. Resta invece da capire se ci si potrà invece recare nelle propie seconde case in montagna una volta rimossi i divieti di spostamento all'interno della propria regione. Rimane poi da capire come si comporterà in quel periodo la Svizzera con i propri impianti sciistici, attualmente aperti, e se i lombardi potranno varcare il confine, una volta abbassato da rosso ad arancione il livello di guardia, per andare a sciare. MAURIZIO PRATELLI www.quicomo.it

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