Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, la Guardia di Finanza del Comando di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni fino alla concorrenza di 67mila euro nei confronti di R.E. di Agropoli. La donna è stata denunciata per indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato poiché, pur non avendone diritto, ha continuato ad intascare la pensione della madre deceduta nel 2013. La donna, 56 anni, ha approfittato del fatto che nessun funzionario dell’Anagrafe avesse mai effettuato la comunicazione di avvenuto decesso agli uffici Inps ed ha continuato a riscuotere la pensione per circa 1200 euro al mese, accreditate su un conto corrente cointestato con la defunta madre, per un ammontare di 67mila euro.La stessa, inoltre, percepiva anche il reddito di cittadinanza, per un importo di 260 euro mensili. Pertanto è stata denunciata dalla Procura di Vallo della Lucania. Per lei è scattato il sequestro di un’automobile e delle somme in denaro sui conti.
SALERNO - Di fatto il direttore generale dell’Asl di Salerno, Mario Iervolino, lo scorso primo ottobre ha chiuso di notte il Psaut di via Vernieri, ma la consuetudine dell’utenza di rivolgersi ai medici della struttura è rimasta. Quindi dopo le 20, quando cioè scatta l’orario di chiusura notturna fino alle 8 del mattino, c’è chi tra i cittadini continua a chiedere assistenza al personale dell’Azienda Sanitaria Locale per farsi curare e ai medici non resta che intervenire, anche se in teoria il servizio notturno è stato soppresso oramai da oltre un mese. Lo scorso 13 ottobre, ad esempio, alle 23.39 una persona si è rivolta al Psaut (Postazioni Fisse di Primo Soccorso Territoriale) perché vittima di una puntura di zecca ed è stato medicato, nonostante il servizio fosse chiuso. Nei giorni successivi è accaduta la stessa cosa. Alle 20.30 si è presentato dai medici del Psaut un ragazzo bisognoso di un altro tipo di prestazione sanitaria in quanto riferiva di avvertire un malessere e infatti era in corso una crisi ipertensiva con dolore interscapolare. Un’altra sera, sempre quando l’orario di chiusura era già decorso e cioè alle 23.08, è arrivata in via Vernieri una persona che aveva un’intossicazione alcolica. In un’altra occasione, alle 20.10 e quindi a distanza di dieci minuti dalla chiusura del servizio notturno, è arrivato al Psaut un uomo che accusava un dolore toracico: accertato dai sanitari che era in corso un probabile infarto. Anche in questo caso il paziente è stato trattato prima al Psaut di via Vernieri e in seguito è stato attivato il 118 per il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno.
Litiga con la fidanzata in auto e poi tenta di strozzarla con una corda. E' accaduto nella notte nel comune di Marano, tra via Casalanno e via Marano-Quarto. Due persone, un uomo e una donna, sono giunti nella zona a bordo di una Citroen di colore blu. Dall'auto è uscita una giovane donna, visibilmente provata e con una corda al collo. L'uomo che l'accompagnava l'ha rincorsa e, dopo averla raggiunta, l'ha riportata in auto colpendola con pugni e calci. Passanti e residenti hanno allertato i carabinieri e, nel contempo, hanno cercato di bloccare l'uomo. L'aggressore è riuscito a mettersi in auto e darsi alla fuga portando con sé la compagna. I carabinieri della locale compagnia sono giunti sul posto poco dopo. Ora sono sulle tracce della coppia.
Con il Natale che si avvicina sempre più, a Napoli arrivano le luci d’artista. Il quartiere di Chiaia è stato infatti già decorato con le sculture di luce nate dai disegni di Lello Esposito. Tra Pulcinella, San Gennaro, il vesuvio e la sirena Partenope i rimandi alla napoletanità non mancano. Ma cosa pensano residenti e passanti di queste particolari luminarie?
CICLONE MEDITERRANEO NELLA NUOVA SETTIMANA, ANCORA MALTEMPO “Ci attende una nuova settimana difficile sul fronte meteorologico per l’Italia, a causa di un ciclone mediterraneo che tra lunedì e martedì riporterà maltempo su gran parte della Penisola” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “Piogge e temporali risaliranno dalle regioni meridionali verso il Centronord, accompagnato da un deciso rinforzo dei venti e mari molto mossi o agitati. Il maltempo si riproporrà a più riprese su diverse aree d’Italia, concentrandosi soprattutto al Centronord nella seconda parte della settimana”. ATTENZIONE AL SUD, SEVERA ONDATA DI MALTEMPO IMMINENTE “Da attenzionare in particolare le regioni meridionali tra lunedì e martedì, quando è attesa una severa ondata di maltempo con piogge e temporali anche molto intensi, in particolare tra Sicilia, Calabria jonica, Basilicata e Puglia dove non escludiamo violenti nubifragi e picchi pluviometrici complessivi anche superiori ai 150-200mm” – avverte Ferrara di 3bmeteo.com – “il tutto accompagnato da venti anche tempestosi di Scirocco con raffiche di oltre 100lkm/h in particolare su versanti ionici e Salento. I mari saranno così molto mossi, agitati o anche grossi al largo, con onde di oltre 4-5 metri, specie sullo Ionio, e violente mareggiate sulle coste esposte. Possibili disagi, danni e criticità idrogeologiche.” ALTRA NEVE ANCHE COPIOSA SULLE ALPI “Ulteriori nevicate sono altresì attese sulle Alpi, che in questo novembre stanno sperimentando un periodo particolarmente felice per la neve, con accumuli già abbondanti in alta quota. Neve in particolare nella seconda parte della settimana, anche copiosa, fino alle quote medie ma a tratti ancora sotto i 900-1000m. Ulteriori nevicate torneranno ad interessare a tratti anche l’Appennino settentrionale alle quote medio-alte. Novembre ha tutta l’intenzione di mantenersi molto dinamico, con nuove perturbazioni in prospettiva anche nel lungo termine accompagnate da un ulteriore calo delle temperature” – concludono da 3bmeteo.com
Gravi tre militari italiani vittime di un attentato esplosivo in Iraq: cinque i feriti, tre gravi. Uno ha perso una gamba, un altro una parte del piede. Iraq, attentato ai militari italiani. Intravaia, figlio del brigadiere morto a Nassiriya nel 2003: «Un dolore che si rinnova ogni volta L' attentato, riferisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto in mattina quando un Ied, un ordigno esplosivo rudimentale, è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane in Iraq, vicino Kirkouk (foto sotto, la mappa). Il team stava svolgendo attività di addestramento («mentoring and training») in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all'Isis. I cinque militari coinvolti dall'esplosione sono stati subito soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale «Role 3» dove stanno ricevendo le cure del caso. Tre dei cinque militari sono in condizioni gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita: per uno di loro sarebbe stata necessaria l'amputazione di una gamba, per un altro l'amputazione invece di una parte del piede. Le famiglie dei militari sono state informate. I militari sarebbero feriti gravemente alle gambe, lo riferisce l'Adnkronos. I cinque soldati investiti dall'esplosione appartengono ad una pattuglia interforze impegnata nella missione di addestramento delle forze curde e irachene «Prima Parthica». La solidarietà di Mattarella. «Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appresa la notizia del gravissimo attentato contro il contingente militare italiano in Iraq, ha fatto pervenire al Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e al capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, un messaggio di solidarietà per i militari rimasti feriti», comunica la presidenza della Repubblica. ll ministro della Difesa Lorenzo Guerini sta seguendo «con attenzione e apprensione» gli sviluppi dell'attentato avvenuto in Iraq. Il ministro, subito messo al corrente della situazione dal capo di Stato maggiore della Difesa, ha immediatamente informato il Presidente della Repubblica Mattarella e il Presidente del Consiglio Conte. Il ministro, viene sottolineato alla Difesa, «in queste ore di preoccupazione, esprime la più profonda vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei militari coinvolti».Sono stati prontamente soccorsi, evacuati con elicotteri Usa della coalizione e trasportati in un ospedale Role 3 dove stanno ricevendo le cure del caso. i 5 militari italiani rimasti feriti nell'esplosione di un ordigno artigianale al passaggio di un team misto di Forze Speciali italiane in Iraq. Lo comunica lo Stato Maggiore della Difesa, che riferisce che il team stava svolgendo attività di mentoring and training a beneficio delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daesh. Tre dei cinque militari versano in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Le famiglie dei militari sono state informate. La Procura di Roma indaga sull'attentato avvenuto in Iraq dove cinque militari italiani sono rimasti feriti, dei quali tre in modo grave, nell'esplosione di un ordigno nei pressi di Kirkuk, nel nord del Paese. Nel fascicolo per attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime gli accertamenti sono coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. Potrebbe esserci l'Isis dietro l'attacco contro i militari italiani nell'area di Kirkuk, nel nord dell'Iraq, dove un ordigno artigianale Ied è esploso durante un'attività di ricerca condotta con i peshmerga curdi. È quanto apprende l'Adnkronos.
Un uomo di 40 anni è morto dopo essere finito fuori strada in via Celio Vibenna a Roma, vicino al Colosseo. L'uomo era a bordo di una moto Honda Sh 300 diretta verso via S. Gregorio che, per cause ancora da accertare, è finita fuori strada nella notte, intorno alle 3.30. Sul posto sono intervenuti gli agenti del XIII Gruppo Aurelio della Polizia Locale di Roma Capitale. Al momento non risultano altri veicoli coinvolti ma si stanno svolgendo accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Picchia brutalmente una studentessa con dei bisogni speciali. Tiffani Shadell Lankford, 32 anni, è stata ripresa mentre si avveniva su una sua studentessa di 16 anni. Dalle immagini si vede la donna immobilizzare l'adolescente e poi iniziare a picchiarla dandole ben tre pugni in faccia per poi gettarla a terra dove è continuato il pestaggio. Nel video, poi diffuso in rete, la ragazza grida aiuto e i compagni di classe intorno a lei sembrano molto preoccupati. La professoressa, che lavorava presso la Lehman High School, in Texas, è stata subito licenziata e arrestata. Pare che la donna avesse precedenti simili e che nel 2014 fosse stata accusata di violenza domestica. Ad aggravare la sua posizione, questa volta, ci sarebbe la condizione della studentessa, che pare avesse dei bisogni speciali per alcuni problemi di salute. La famiglia della 16enne, come riporta la stampa locale è scioccata dall'accaduto così come lo sono i compagni di classe della giovane vittima che hanno lanciato per primi l'allarme chiamando i soccorsi e registrando quello che è accaduto in aula. Ora la professoressa è in attesa di processo.
Colto da un raptus di gelosia afferra la testa della compagna e la mette nella pentola di olio bollente. Freddie McPherson, 21 anni, del Kent, ha sottoposto la sua fidanzata per mesi a numerosi abusi: la scherniva per il suo aspetto fisico, le controllava il telefono, le impediva di uscire per la gelosia e la picchiava ripetutamente. Per mesi ha detto alla ragazza che si sarebbe dovuta uccidere, che era una nullità, ma non le lasciava modo di allontanarsi o di avere contatti con l'esterno. Geloso in modo maniacale è arrivato anche a tentare di soffocarla durante una delle tante violente liti. In uno dei suoi raptus ha afferrato la sua testa e l'ha messa dentro una pentola di olio bollente. Dopo mesi però la giovane è riuscita a lanciare un allarme e il suo aguzzino è stato arrestato e condannato a due anni e tre mesi di carcere, in più sottoposto a un ordine restrittivo di dieci anni. La ragazza, che ora è in terapia, si sta però battendo per tutelare le donne vittime di violenza domestica.
Distratti dal telefonino ma anche incoscienti, perchè solo un genitore su 2 - quando è in auto - assicura i bambini allacciandoli alle cinture. Nel 2017, in Italia, 43 piccoli di età compresa fino ai 14 anni, hanno perso la vita a causa di incidenti stradali. In Europa sono stati 593, nel mondo oltre 110 mila secondo i dati diffusi dal Rapporto sulla sicurezza stradale di Dekra. Ancora più pesante il numero di incidenti non mortali in cui sono coinvolti bambini nella fascia 0-14. Per il Ministero dei Trasporti, nel 2017 sono stati 8.396 i piccoli feriti, anche gravi. Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia, punta il dito: «L’80% delle baby vittime di incidenti è all’interno delle auto, quindi la responsabilità è di chi guida». E tre sono le principali cause di mortalità. In testa «la distrazione da smartphone, che provoca circa il 90% di questi incidenti», soprattutto perché usato non per telefonare - e questo è il dato più allarmante - ma «per scrivere su social, chat e mail mentre si è al volante». Le altre due cause scatenanti riguardano il seggiolino, obbligatorio fino ai 12 anni di età e 1,50 metri di altezza, che «non è posizionato nel modo giusto o non è assicurato dalle cinture». Infatti, stando alle statistiche del Ministero dei Trasporti, solo il 47% degli italiani li usa ed in modo corretto. Ancora. Secondo il Rapporto Dekra, sono tre i momenti in cui i bambini sono più esposti al pericolo di incidenti: nel tragitto verso la scuola al mattino, al ritorno nel pomeriggio e di venerdì (quando aumenta il traffico del week-end). Con un protagonista su tutti: il taxi-genitore. «Per portare i bambini a scuola, si ferma l’auto in modo disordinato, creando ingorghi e con la fretta di andare al lavoro, il rischio di incidenti aumenta», sottolinea Purcaro. Allora cosa fare per portare a zero il numero di vittime? «Migliorare la manutenzione delle strade, realizzare attraversamenti pedonali a misura di bambino, disegnando palloncini vicino alle scuole, normare la mobilità leggera (monopattini) prima che ci siano vittime». Fondamentale resta l’adeguamento dei veicoli, dotati di tecnologia obsoleta. Più le auto sono vecchie, più sono pericolose. Solo un terzo è dotato di sistemi di assistenza alla guida avanzati.