Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Nella mattinata odierna, militari del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza di Roma, al termine di complesse indagini di polizia giudiziaria, stanno eseguendo un'ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal GIP di Roma, nei confronti di 20 soggetti (pubblici dipendenti e privati imprenditori) resisi responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, turbativa d'asta e falso nell'aggiudicazione di appalti pubblici. L'attività, che vede impiegati oltre cento militari del Corpo in Roma, Napoli e Frosinone, prevede, altresì, l'esecuzione di decine di perquisizioni domiciliari e locali da effettuarsi presso uffici della Pubblica Amministrazione, società e abitazioni private. Seguirà incontro con la stampa alle ore 11.00 odierne presso la suddetta Procura della Repubblica.
I Carabinieri della Stazione di Torchiara hanno denunciato a piede libero un 50enne di Prignano Cilento per detenzione illecita di armi e omessa custodia delle stesse. L’uomo, trovato in forte stato di ebrezza presso un bar locale, veniva sanzionato amministrativamente per il fatto; si procedeva quindi al ritiro cautelare delle armi possedute e regolarmente denunciate, su iniziativa dei militari. All’atto della perquisizione domiciliare però, nell’abitazione venivano rinvenute oltre 1400 munizioni di vario calibro mai denunciate, incustodite e appoggiate sul camino e su un mobile della cucina. Stessa procedura per le armi, sette fucili in totale, di cui uno incustodito appoggiato in prossimità delle munizioni. L’arsenale è stato sequestrato, l’interessato è stato denunciato e a suo carico è stata inoltrata la proposta per il ritiro del porto d’armi.comunicato.COMUNICATO STAMPA CARABINIERI DI AGROPOLI
«Abbandonato», «dimenticato». Quando ormai l’intervento dei vigili del fuoco si è concluso e sono state rimosse anche le ultime pietre crollate dal “Ponte del Diavolo” i commercianti di via Velia utilizzano tutti le stesse parole. E condividono anche li stesso concetto: «È assurdo - rilevano - che un monumento simbolo della città sia completamente lasciato al degrado e alla sua lenta decomposizione». L’intervento dei “caschi rossi” sull’acquedotto medioevale è durato a lungo; e via Velia è stata interrotta al traffico con ripercussioni su tutta la circolazione in questa parte del centro della città. «Sono saliti con la scala e hanno spicconato anche le altre pietre che erano pericolanti, poi - racconta uno storico commerciante della zona - hanno rimosso tutto quello che era caduto. Quando i turisti fotografano gli Archi viene da vergognarsi. Hanno messo solo qualche luminaria e sono almeno 10 anni che i faretti che illuminavano il ponte sono fulminati. Eppure, basterebbe solo qualche lampadina», conclude scoraggiato in una città nota per le sua Luci. (e.t.)
Personale del Commissariato di Portici-Ercolano ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di Fabio Izzo, 43nne di Cercola, indagato per tentata rapina commessa a Portici l'11 ottobre 2018. Nell'occasione due uomini travestiti da Finanzieri tentarono di introdursi nell'abitazione di due coniugi colpendoli con un'arma, ma non vi riuscirono per la pronta reazione delle vittime. Le indagini del Commissariato, supportate dall'analisi delle immagini dei sistemi di video sorveglianza e da accertamenti di Polizia Scientifica, hanno permesso di raccogliere gli elementi sulla base dei quali la Procura della Repubblica ha richiesto il provvedimento restrittivo; questo è stato eseguito il carcere di Poggioreale, dove Izzo si trovava già detenuto per analogo reato.
L'intervento di Daniele è terminato. I dottori gli hanno asportato le due costole e ripulito la zona dove il cancro era posizionato. Adesso il nostro guerriero è in terapia intensiva. Continuate a pregare e a donare». Un'operazione che ha tenuto con il fiato sospeso tutti i sostenitori del 13enne di Arzano che lotta contro un cancro. Con un post la mamma Daniela abbraccia virtualmente tutti coloro che in queste ore si sono riuniti per pregare per la salute del ragazzino che domenica scorsa è partito per Bologna per affrontare il delicato intervento. Terra dei fuochi, la disperata richiesta di aiuto di Daniele: «Ho un brutto male, vado a curarmi a Bologna. Aiutatemi» «In due giorni sono stati donati 2350 euro. Grazie infinite», aggiunge mamma Daniela. E intanto continuano gli appelli di don Maurizio Patriciello che scrive dalla sua pagina Facebook: «Tutte le offerte che saranno raccolte durante le Messe delle ore 10.00 - 12.00 - 19.30, domenica 24 novembre, presso la nostra parrocchia San Paolo Apostolo al Parco Verde, in Caivano, saranno donate al piccolo Daniele di Arzano, perchè possa avere una casa dignitosa nella quale poter vivere con la sua famiglia e potersi curare. Chi vuole, può, se ha fiducia in me, portare la sua offerta. Grazie. Dio vi benedica e vi ricompensi». Le spese del viaggio sono state affrontate dalle associazioni per la Terra dei Fuochi, perché la madre e il papà di Daniele sono entrambi attualmente senza lavoro. Il ragazzo il questi giorni ha girato un video dove ha raccontato la sua storia e ha espresso un desiderio: una casa più grande per tenere riunita la famiglia. Per questo sogno, la comunità della Terra dei Fuochi e don Maurizio Patriciello, si stanno attivando rivolgendo un appello alle autorità.
Lo staff di un punto vendita Ikea di Uppsala, a nord di Stoccolma, si è recato al lavaro per trovare all'apertura del negozio un fuggitivo addormentato nel reparto letti I dipendenti dopo aver trovato il venticinquenne profondamente addormentato nel negozio, hanno immediatamente chiamato la polizia. Non erano tuttavia a conoscenza che fosse ricercato dalla polizia. E' stato solo quando sono arrivati gli agenti, poco le cinque del mattina, che hanno scoperto che per il ragazzo era stato emesso un mandato d'arresto per un altro crimine, i cui dettagli non sono stati divulgati dalle autorità. Il giovane è stato arrestato per infrazione e portato a Stoccolma dove dovrebbe essere stato cmmesso l'altro crimine. Nel dicembre 2016, Ikea ha comunicato ai suoi clienti che chiunque fosse stato sorpreso a trascorrere la notte in un dei loro negozi, sarebbe stato denunciato come violatore di domicilio. L'avviso era arrivato dopo che nel 2016 si erano succeduti una serie di circa dieci casi di "pernottamenti" in vari negozi nel mondo, come risultato di una sorta di "Ikea Challange", che sembra sia stata lanciata da due YouTubers belgi.
I più felici sono gli invitati e tutti coloro che si occupano del business dei matrimoni. Perché le cerimonie nuziali, in Italia, sono in aumento e coinvolgono sempre più persone. In salita anche la spesa in denaro legata al giorno più bello della vita, probabilmente legata ad un fattore: lui e lei sono sempre più anziani, perché compiono il passo decisivo solo quando la disponibilità economica lo consente. In altre parole, quando c'è almeno uno stipendio stabile nella coppia. RITO CIVILE AL NORD, CHIESA AL SUD. L'Istat fotografa il Belpaese che pronuncia il fatidico sì: nel 2018 sono stati 195.778 i matrimoni celebrati, il 2,3% in più dell'anno precedente, vale a dire circa 4.500. Di questi, oltre la metà - 98.182, il 50,1% - sono avvenuti con rito civile, una formula che è in costante aumento (nel 1970 erano il 2,3% del totale, nel 2008 il 36,7%) e che nel Nord Italia rappresenta ormai il 63,9% del totale delle nozze. Nel Sud del Paese, invece, due matrimoni su tre (il 69,6) si celebrano ancora in chiesa. UNDER 30 DAL SACERDOTE. Ma - a sorpresa - sono i più giovani a restare legati alla tradizione delle nozze sull'altare visto che la percentuale degli under 30 che scelgono il rito civile (24,8%) è inferiore a quella di chi si sposa in età più matura (37,8%). Degli oltre 195 mila matrimoni, 33.933 - il 17,3% del totale - hanno avuto almeno uno degli sposi straniero. Nel Nord e nel Centro, dove la presenza degli stranieri è più radicata, parliamo di un matrimonio su quattro. QUADRUPLICATE LE UNIONI CIVILI. In poco più di 10 anni le unioni civili sono più che quadruplicate, passando da circa 329 mila a un milione e 368 mila. «Una modalità di fare famiglia - dice l'Istat - che vede i bambini nati fuori dal matrimonio in continuo aumento: nel 2017 quasi un nato su tre ha genitori non coniugati». Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, nel 2018 sono state 2.808, con una prevalenza di uomini (il 64,2% del totale). Il 37,2% è stato costituito nel Nord-ovest e il 27,2% dal Centro, ma è soprattutto nelle grandi aree urbane che si concentra il maggior numero (Roma e Milano, su tutte le altre città). SEMPRE PIÙ TARDI. Gli uomini arrivano al primo matrimonio in media 33,7 anni (nel 2017 era 32,1), le donne a 31,5 anni (era 29,4). Come mai? La colpa è della «prolungata permanenza dei giovani in famiglia»: il 67,5% dei maschi e il 56,4% delle donne tra i 18 e i 34 anni. Ma in appena dieci anni (dal 2008 al 2018) la fascia di popolazione italiana tra i 16 e i 34 anni è anche calata di 12 milioni di unità: quindi meno giovani e più persone mature. Una situazione, sottolinea ancora l'Istat, dovuta «all'aumento della scolarizzazione e all'allungamento dei tempi formativi, alle difficoltà che incontrano i giovani nel mondo del lavoro, alla condizione di precarietà del lavoro stesso e alle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni».
Aggressione mortale ieri sera a Ferrara. Un giovane di 22 anni ha ucciso sua nonna, 71 anni, massacrandola a pugni mentre era alla guida dell'auto, dal sedile passeggero. L'omicidio sarebbe avvenuto, secondo le prime ipotesi, per questioni di soldi. Lo riporta la stampa locale. Bloccato da automobilisti e da un carabiniere fuori servizio, il giovane è stato interrogato a lungo durante la notte e si è avvalso della facoltà di non rispondere. È in stato di arresto per omicidio volontario.
Prima un boato poco dopo un altro scoppio questa volta ancora più potente e assordante: in pochi secondi, verso le 17, la tragedia si è abbattuta sulla fabbrica-deposito di fuochi d'artificio di Vito Costa e dei figli nella campagne di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) in contrada Cavalieri - Femmina Morta. Sono cinque i morti, trovati dopo ore di estenuanti ricerche tra i detriti. Al momento dell'esplosione quattro operai di una ditta d'infissi stavano montando delle porte in ferro: tre o quattro di loro - non sono stati resi noti i nomi - sono morti insieme alla moglie di Costa, Venera Mazzeo, 71 anni. Nell'ospedale di Milazzo sono stati ricoverati con ustioni e in gravi condizioni, Bartolomeo Costa, 37 anni, figlio del proprietario della fabbrica e della vittima e Antonio Bagnato, anche lui lavora nella ditta. I due sono stati poi portati nei centri grandi ustionati degli ospedali di Catania e di Palermo. L'esplosione si è sentita nei quattro comuni del circondario, Barcellona, Merì, Milazzo e Terme Vigliatore, mentre le fiamme distruggevano il vecchio casolare che ospitava l'industria di articoli pirotecnici di prima, seconda e terza categoria. Dopo l'allarme polizia, carabinieri, vigili del fuoco e operatori delle ambulanze sono andati al casolare isolato nella campagna soccorrendo i feriti, recuperando cadaveri e cercando informazioni per sapere con esattezza quante persone vi fossero. Il balletto delle cifre sulle vittime e sui dispersi è durato fino a sera. Poi un'omo è stato trovato vivo sotto le macerie. Una gioia durata poco tempo perchè l'uomo è poi morto in ospedale. La procura di Barcellona PdG ha aperto un'inchiesta per capire le cause di questo dramma che ha sconvolto la vita di diverse famiglie. Secondo le prime testimonianze sarebbero stati gli operai della ditta esterna a causare le esplosioni. Il capitano dei carabinieri Giancarmine Carusone che comanda la compagnia di Barcellona PdG, dice: «Dai primissimi accertamenti sembra ci siano state due esplosioni perchè all'interno della fabbrica c'erano degli operai con delle saldatrici: le scintille avrebbero raggiunto la polvere pirotecnica causando le esplosioni». Parla di «scene terribili, post belliche» invece il Procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) Emanuele Crescenti. «La fabbrica è strutturata in diversi edifici - ha detto all'Adnkronos - e sono esplosi due edifici».La ditta di Vito Costa è conosciuta in tutto il messinese. Ha aperto anche un punto vendita diretto in Salita 1 del Carmine a Barcellona PdG, e organizza eventi, giochi pirotecnici sia per feste di privati sia in eventi di enti pubblici o religiosi come le feste patronali. «La massima qualità a prezzi esplosivi» è il motto della ditta. «Siamo rammaricati, è una tragedia enorme per la nostra comunità, sono persone che conoscevo e grandi lavoratori», dice il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto Roberto Materia. «La famiglia Costa - prosegue - diverse volte ha partecipato alla vita cittadina organizzando feste con fuochi d'artificio per il Comune o per le parrocchie». Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha espresso il cordoglio personale alle famiglie delle vittime. «Un ringraziamento ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine - dice - che stanno operando sul luogo dell'incidente alla ricerca di eventuali feriti e per ricostruire la dinamica dello scoppio». Il Codacons ha fatto un elenco delle vittime a causa di esplosioni in fabbriche di giochi pirotecnici dal 2000. Il bilancio è di 68 vittime. «Una vera e propria strage che riporta la questione della sicurezza in primo piano. Servono più controlli presso tali strutture e occorre verificare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza», afferma il presidente Carlo Rienzi.
Crede che la fidanzata sia incinta così la uccide. Un ragazzo di 13 anni ha ammesso di aver ucciso la fidanzatina di soli 14 anni perché pensava che lei aspettasse un figlio da lui e non aveva voglia di prendersi le sue responsabilità. Sylvia McGee è morta dopo che il suo fidanzato le ha sparato alla testa vicino casa sua a Canton, nell'Ohio. La fidanzatina è incinta, 16enne la uccide a coltellate nella pancia: «Non volevo il bambino» Non si sa come il 13enne si sia procurato la pistola, che la polizia non è mai riuscita a trovare. La ragazza è morta lo scorso marzo, ma solo in questi giorni l'adolescente ha confessato quello che ha fatto spiegandone le motivazioni. Si era convinto, tra l'altro erroneamente, che la 14enne fosse incinta e temeva di dover prendersi la responsabilità di diventare padre e crescere un figlio. Sylvia, in realtà, non aspettava un bambino, come ha confermato anche l'autopsia. Gli amici, la famiglia e tutto il vicinato sono sconvolti per l'accaduto. La 14enne è stata descritta come una brava ragazza, una persona amanta da tutti. Il 13enne resta in un istituto di detenzione per minori in attesa del processo che si terrà il prossimo gennaio, come riporta.