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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, pari tra i fischi col Genoa: 0-0 Squadra contestata già all’ingresso in campo

10 Novembre 2019, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Partita scialba e con poche emozioni, la squadra non reagisce dopo la settimana complicata e continua la crisi di risultati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Napoli-Genoa finisce com’era cominciata: tra i fischi. Tanti, all’ingresso della squadra per il riscaldamento. Tanti, nella ripresa, per Insigne nel momento della sostituzione. E moltissimi nel finale dopo il triplice fischio che sancisce uno scialbo pareggio per 0-0 con pochissime emozioni. La zona Champions si allontana e per la squadra di Ancelotti è crisi di gioco. Eppure la partita sembrava aver preso un indirizzo positivo quando, dopo due minuti, gli azzurri avevano già trovato la via del gol con Insigne. Ma l’azione era viziata da fuorigioco. Poi qualche occasione da rete per la squadra di casa, soprattutto con Zielisnski e Callejon, e il primo tempo va in archivio senza troppi sussulti. Nella ripresa parte bene il Genoa con Pandev che sfiora la rete. Bisogna attendere il 53’ per rivedere Mertens che sfiora il palo con una rasoiata. Ma l’azione più ghiotta è per gli ospiti al 62’ Agudelo sulla destra fa uno slalom e con una pallonetto serve a Pinamonti una palla da spingere in porta. Ma Koulibaly compie un miracolo e salva sulla linea. Il Napoli si risveglia e cerca la via del gol soprattutto con Mertens. Nel frattempo esce Insigne tra i fischi e arriva anche l’occasione, di testa, per Elmas con Radu che salva miracolosamente. Poi la fine per il pareggio a reti bianche tra Napoli e Genoa. E ancora fischi al San Paolo. IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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CAMPANIA NEWS Napoli, ladri nella villa di Allan dopo la rivolta dei calciatori azzurri. La moglie: «Insultata durante la spesa»

10 Novembre 2019, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il tentativo di furto sarebbe avvenuto venerdì pomeriggio: il giocatore si è accorto dell’intrusione una volta rientrato a casa in serata

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ladri a casa di Allan il centrocampista brasiliano che gioca nel Napoli. È stato il calciatore a denunciare di aver subito un’effrazione nella sua abitazione di Pozzuoli, venerdì , intorno alle 15. A quell’ora Allan, che è infortunato e non è stato convocato per la gara con il Genoa di stasera, non era in casa: al rientro il calciatore e la moglie si sarebbero accorti che qualcuno si era introdotto nella villetta, isolata, e avrebbero avvertito il 112. Allan vive nella villa che in passato era abitata da Walter Mazzarri. Il calciatore si è accorto dell’effrazione soltanto quando è sceso al piano inferiore dell’abitazione. Non c’è pace dunque per la squadra, scossa negli ultimi giorni da un pesante scontro con la presidenza della società, sfociato in una brusca interruzione del ritiro voluto da de Laurentiis e poi «ammutinato» dai giocatori. Allan è uno dei «rivoltosi» che si è opposto al ritiro ordinato della società. La moglie del calciatore, Thais Valentin Marques, si è sfogata sul suo profilo Instagram: «Adesso basta! Credo che adesso si stia davvero esagerando e io non ne posso più, prima mio marito viene attaccato non per quello che fa in campo, ma per presunte accuse create ad arte da chi vuole distorcere la verità...e poi io vengo ogni giorno insultata sui social con parole dispettose.. questa settimana anche mentre faccio la spesa». Poi ha aggiunto: «Ieri sera si aggiunge questa paura enorme! - ha aggiunto a proposito del furto subito in queste ore - Gente che entra di nascosto in casa nostra in pieno giorno, con me da sola a casa, poi mettono caos sporcando tutto nella stanza dei bambini, la nostra intimità violata... I miei figli che piangevano terrorizati! Da quando siamo arrivati a Napoli siamo stati accolti benissimo, ma ora la gente non può usare notizie false per fare così a una famiglia con bambini, questo non è calcio questo non è tifo....». (Fonte agenzie)

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Battipaglia, bimbo di tre anni beve metadone: grave in ospedale

10 Novembre 2019, 10:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

I genitori denunciati da carabinieri, il bambino è in Rianimazione ma non in pericolo di vita. Il padre in cura al Sert

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un bambino di tre anni è ricoverato all’ospedale di Battipaglia, in provincia di Salerno, per aver ingerito del metadone. L’episodio si è verificato la scorsa notte: il piccolo stava viaggiando in auto con la mamma ed il padre per far rientro in Calabria quando si è improvvisamente impossessato della boccetta, dalla quale ha bevuto la sostanza. I genitori, resisi conto dell’accaduto, hanno subito lanciato l’allarme. Il bimbo, infatti, poco dopo ha perso i sensi ed è stato trasportato d’urgenza prima all’ospedale di Eboli e, successivamente, al nosocomio di Battipaglia dove è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. La prognosi, al momento, resta riservata ma il piccolo - che sta reagendo bene alle cure dei medici - non sarebbe in pericolo di vita. Il padre del bimbo era autorizzato a tenere il metadone perché in cura al Sert. (fonte Ansa)

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CAMPANIA NEWS Omicidio Belardinelli, scarcerato ultrà del Napoli: va ai domiciliari

10 Novembre 2019, 10:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Fabio Manduca era stato arrestato il 18 ottobre con l’accusa di aver travolto con la sua auto il tifoso prima della partita con l’Inter

Esce dal carcere e va ai domiciliari Fabio Manduca, l’ultrà napoletano di 39 anni arrestato il 18 ottobre per omicidio volontario per aver travolto e ucciso col suo suv Daniele Belardinelli all’inizio degli scontri del 26 dicembre 2018 in via Novara, a Milano, prima di Inter-Napoli. Lo ha deciso d’ufficio il gip di Milano Guido Salvini, con l’ok dei pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro, anche perché gli stessi inquirenti, come precisa il giudice, hanno ascoltato in questi giorni di nuovo «tutte le persone, facenti parte della colonna napoletana, che si trovavano sulla autovettura di Manduca» e anche «altri testimoni cosicché tale segmento dell’indagine risulta sostanzialmente completato». Viene meno, dunque, una delle esigenze cautelari che si basava «essenzialmente sul rischio di condizionamento» da parte dell’arrestato dei testi, che aveva cercato di `avvicinare´ nel corso delle indagini. I domiciliari ha specificato il gip, vanno eseguiti «in modo rigido» col «divieto» per Manduca «di avere contatti con persone diverse dai suoi familiari». Lo stesso giudice nell’ordinanza fa presente che dopo l’arresto l’ultrà «ha reso spontanee dichiarazioni» nelle quali, pur negando l’investimento, «ha fra l’altro ammesso di essere stato al volante della Renault Kadjar al momento dei fatti e di essersi trovato, nel superare l’incrocio tra via fratelli Zoia e via Novara, subito dopo la Volante della Polizia e cioè in una posizione pienamente compatibile con la responsabilità dell’investimento di Belardinelli». Cosa che, tra l’altro, «risulta dai fotogrammi e dalla complessiva ricostruzione» nelle indagini. Rimangono quindi confermati, chiarisce, «i gravi indizi di colpevolezza e non vi è stata da parte dell’indagato alcuna ricostruzione alternativa a quella dell’accusa». E se ora non può più inquinare le prove, spiega ancora il gip, anche il pericolo di reiterazione del reato «appare allo stato improbabile sia perché il fatto contestato a Manduca è avvenuto in un contesto del tutto particolare che difficilmente può ripetersi», sia perché quegli scontri di Santo Stefano «hanno avuto una vasta eco mediatica che rende di per sé difficile la ripresa di contatti» per lui «con l’ambiente in cui sono accaduti». Per la prossima settimana è fissata, intanto, un’udienza al Riesame, a cui ha fatto ricorso la difesa del 39enne, coi legali Dario Cuomo e Luigi Alaia, e nella quale i difensori potrebbero puntare su un’eventuale riqualificazione del reato da omicidio volontario a stradale, anche se di fatto Manduca non ha ancora mai ammesso di aver investito Belardinelli (nell’ultimo interrogatorio davanti ai pm non ha risposto). (fonte Ansa)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Pordenone folli notti della gang di 5 minorenni: rubare auto per noia e ubriacarsi

10 Novembre 2019, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Folli notti della gang di 5 minorenni: rubare auto per noia e ubriacarsi

Il nuovo gioco dell’estate? Rubare auto e poi abbandonarle alla periferia di Pordenone. Tra maggio e settembre 5 adolescenti di Fiume Veneto, Zoppola e Concordia Sagittaria con le loro scorribande hanno sfidato i Carabinieri e creato allarme. Sui gruppi Facebook e WhatsApp non si parlava d’altro che dei furti notturni: una psicosi. Nessuno immaginava che all’origine di tanto scompiglio potessero esserci quei ragazzini che facevano i bulletti infastidendo e minacciando i passanti a Zoppola o a Fiume.

di Cristina Antonutti Il Gazzettino

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA San Biagio ex assessore cede alla depressione e si uccide con un colpo di pistola

10 Novembre 2019, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Ex assessore cede alla depressione e si uccide con un colpo di pistola

SAN BIAGIO È stata probabilmente la sofferenza per dover affrontare quello che aveva definito il calvario delle cure conosciuto anni fa quando affrontò una neoplasia al colon a convincere Claudio Scalambrin che non valeva più la pena di vivere. L'uomo, 64 anni, storica figura della politica a San Biagio, si è tolto la vita nella tarda mattinata di ieri. Ha parcheggiato l'auto poco lontano dalla sua abitazione poi ha premuto il grilletto della pistola con cui si esercitava al poligono di tiro di Treviso. La notizia della sua scomparsa improvvisa ha generato una vasto cordoglio in paese.
LO CHOC
«Una notizia tragica e sconvolgente - ha commentato il sindaco Alberto Cappelletto - Scalambrin ha rappresentato una delle pagine migliori della bella politica a San Biagio fatta da brave persone». «È un lutto che ci colpisce tutti - ha detto il vicesindaco Fiore Piaia - l'ho conosciuto quando Claudio faceva l'assessore e io ero un dipendente comunale. È stato un esempio di correttezza, onestà e vera passione per la cosa pubblica e il bene della gente comune». Figlio delle lotte studentesche e operaie Claudio Scalambrin ha militato con passione nel Pci. Con l'amico e compagno Isidoro Pavan è stato tra gli artefici dell'accordo che portò alla lunga stagione che forgiò l'esperienza delle giunte Dc-Pci del primo cittadino Giorgio Bin, di cui fu assessore all'edilizia e all'urbanistica. Poi, dopo la Bolognina, quel cambierò sulle note della canzone di Lucio Dalla che lo portò, chiusa l'esperienza del Partito Comunista, a tentare anche a San Biagio la strada della più vasta alleanza tra le forze progressiste, laiche e ambientaliste. Un mese fa Claudio Scalambrin aveva avuto un malore.
LA SCOPERTA
«Mi ricordo - spiega Isidoro Pavan - che mi chiese di accompagnarlo al pronto soccorso. Gli esami diagnostici gli fecero scoprire che il male era tornato». A Scalambrin, dopo un breve ricovero, i medici dissero che aveva un cancro all'esofago. La prossima settimana il 64enne, che lavorava come impiegato al Piave Servizi e che tra pochi mesi avrebbe raggiunto il traguardo della pensione, avrebbe dovuto iniziare la chemioterapia. «Io non voglio più rivivere quella sofferenza» disse però in preda allo sconforto all'amico Isidoro.
LA TELEFONATA
«Ieri mattina - racconta Pavan - mi ha telefonato. Era molto giù di morale, ha detto che si sentiva solo. Qualche ora dopo mi è arrivata la notizia della tragedia. E pensare che solo qualche giorno fa avevamo avviato le pratiche per l'acquisto di una casetta poco lontano da dove abito io. Pensava che se fossimo stati vicini questo gli sarebbe stato di supporto per affrontare la malattia». Scalabrin viveva da solo. Prima di compiere il gesto fatale e tremendo ha scritto un biglietto indirizzato al fratello, che non vedeva da tempo e con il quale avrebbe avuto un rapporto conflittuale. «Se ne è andato - ha aggiunto con commozione Pavan - un uomo forte e colto che ha dedicato la storia della sua vita politica alle battaglie dalla parte dei più deboli e dei più umili». 

IL GAZZETTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Treviso auto travolge e uccide una donna: caccia alla "pirata" VIDEO

10 Novembre 2019, 10:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

TREVISO - Incidente mortale poco prima delle 18.30  a Castelfranco vittima è una donna di 74 anni. Si cerca il pirata che è fuggito dopo l'investimento.

 Secondo le prime informazioni la donna è stata travolta mentre, a piedi, stava camminando a bordo strada.  
La chiamata di soccorso ha parlato di un’auto pirata. Immediato il tentativo di alcuni automobilisti in transito di salvare la donna, ma quando è arrivata l’ambulanza del Suem 118, era già deceduta.
 
Secondo le prime informazioni si cerca la Fiat Punto investitrice e poi in fuga che pare fosse  guidata da una donna.
 



La vittima - G. G. - è una pensionata  di Rossano Veneto (Vicenza). Stava andando a trovare un'amica ed era con la figlia. Secondo i rilievi il corpo è stato trovato a notevole distanza dal punto d'impatto. 

La figlia della vittima è stata ricoverata in ospedale per un malore.

IL GAZZETTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CENESELLI «Vado a fare un giro in bici». La moglie dopo ore lo trova morto in garage

10 Novembre 2019, 09:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Leonardo Furini aveva 54 anni

CENESELLI - «Non ce la faccio più, vado a farmi un giro». Sono state queste le ultime parole di Leonardo Furini, 54 anni, di Ceneselli, alla compagna Monica. Solo che lei aveva pensato a un momento di noia, al bisogno di prendere un po’ d’aria. Lui è uscito e lei è rimasta a ultimare le faccende, nella loro casa a Ceneselli. Un sabato normale. Poi, intorno alle quattro del pomeriggio, visto che non rientrava, lei ha deciso di cercarlo. È uscita ed è andata a prendere la sua bicicletta nel garage esterno alla casa. Ed è proprio lì che lo ha trovato, senza vita. Le urla disperate di Monica hanno richiamato l’attenzione di tutto il vicinato. Il medico che abita nelle case vicine è corso per tentare di soccorrerlo, ma purtroppo per lui non c’era più niente da fare. Molte persone dei dintorni sono accorse per cercare di aiutare, sostenere e dire una parola di conforto a Monica.

IL GAZZETTINO

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE Mercoledì 10 novembre 1965 (54 anni fa) nasceva Eddie Irvine

10 Novembre 2019, 09:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

di Michele Pappacoda Eddie Irvine: Nato a Newtownards (in Irlanda del Nord), è stato un pilota automobilistico. Dal 1993 al 2002 ha corso in Formula Uno con Jordan, Ferrari e Jaguar.
I suoi risultati migliori li ha ottenuti alla guida della Ferrari con quattro gare vinte ed un secondo posto finale nella classifica piloti del 1999.

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SEZ. VARIE NEWS Lunedì 10 novembre 1902 (117 anni fa) Inaugurata l’Università Bocconi

10 Novembre 2019, 09:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA Inaugurata l’Università Bocconi: Avvicinare l'istruzione universitaria alla vita reale e fare di cultura e scienza un binomio imprescindibile nella crescita di un ceto imprenditoriale capace di guardare all'Europa e oltre.

È la duplice mission che Ferdinando Bocconi conferì all'Università da lui fondata a Milano (in via Statuto, a pochi passi dalla storica sede del Corriere della Sera) e che intitolò alla memoria del figlio Luigi, caduto durante la battaglia di Adua (guerra di Abissinia 1895-96).

Concepita come una fondazione privata, l'Università Luigi Bocconi venne inaugurata il 10 novembre del 1902, con l'unico corso attivo in Economia e Commercio (il primo in Italia). Ottanta in tutto gli studenti che vi s'iscrissero sotto la guida del rettore Lepoldo Sabbatini, autore del programma formativo dell’ateneo e figura celebre di avvocato, che ebbe anche il merito di favorire la nascita della federazione di tutte le Camere di Commercio d’Italia.

Col passare degli anni l'istituto si caratterizzò sempre più nell'insegnamento delle scienze economiche e sociali, giuridiche e manageriali, acquisendo sempre più autorevolezza nel panorama politico ed economico internazionale.

Parallelamente, la struttura venne ampliata con la costruzione di una nuova sede nel 1941 e di strutture annesse, come la biblioteca e gli alloggi per gli studenti, e in epoca recente di un'altra sede con il palazzo ellissoidale di via Roentgen, disegnato dall'architetto Ignazio Gardella e inaugurato nel 2008.

Unica università italiana a non aver mai concesso lauree ad honorem e prezioso laboratorio di idee per imprese ed istituzioni, la Bocconi è oggi annoverata tra le più prestigiose Business school a livello internazionale, da cui sono usciti grandi personalità della politica, dell'imprenditoria e della cultura.

I più meritevoli tra gli ex studenti vengono insigniti del Bocconi Alumni Association (BAA), assegnato a chi si è distinto per adesione ai valori bocconiani di professionalità, intraprendenza, integrità, responsabilità e apertura al pluralismo. Tra questi spicca il nome dell'ex rettore Mario Monti, divenuto presidente del Consiglio dei Ministri il 16 novembre del 2011.

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