Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Sono state ufficialmente consegnate le firme a Sua Eccellenza Mons. Orazio Soricelli per sostenere la richiesta alla Congregazione di lasciare ad Agerola le Suore di Maria Bambina.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono state ufficialmente consegnate le firme a Sua Eccellenza Mons. Orazio Soricelli per sostenere la richiesta alla Congregazione di lasciare ad Agerola le Suore di Maria Bambina. Domenica alle 12.30 una delegazione di laici insieme a Don Giuseppe Milo e Don Luigi Avitabile hanno incontrato Sua Eccellenza per consegnare le mille firme raccolte da Voce di Agerola e dai tanti cittadini che hanno espresso con la loro firma il grande affetto per Suor Annapaola, Suor Maria Teresa, Suor Giovanna. L’incontro sereno e cordiale ha visto la grande disponibilità di sua Eccellenza che ha raccolto le istanze delle comunità di Campora e San Lazzaro. In sintesi, pur rispettando la decisione della Congregazione, si chiede al Nostro Arcivescovo di sostenere la richiesta delle comunità di offrire alla Suore una nuova sede per non lasciare le due comunità prive del loro insostituibile supporto. Siamo tutti grati a Sua Eccellenza per aver compreso che al di là delle polemiche sterili la petizione è una testimonianza del grande valore dell’opera delle nostre suore accompagnata da una ipotesi concreta di soluzione del problema. Non ci resta che attendere da buoni cristiani che anche la Provvidenza intervenga per noi.
SALERNO - Ad una svolta il “giallo di Torrione”. C’è attesa per i risultati delle analisi del Ris di Roma sulla lettera lasciata da Maria Ronca, la 53enne trovata cadavere in casa a fine luglio. Sul foglio dove la vittima annuncerebbe il suo suicidio, sono state rilevate delle tracce biologiche. A chi appartenevano? È questa la risposta che dovranno dare gli esperti del reparto investigativo e scientifico della Capitale. Si attende anche il deposito della relazione del medico legale, che eseguì l’autopsia su delega della Procura, dopo che il solo esame della Tac sulla ferita al capo non fu ritenuto sufficiente a sciogliere i dubbi sulla morte della donna. Soprattutto, la relazione del coroner dovrà dire se sono presenti segni di soffocamento nei polmoni. E lo si capirà dall’esame istologico su campioni prelevati dal cadavere. Massimiliano Lanzotto LA CITTA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NOCERA SUPERIORE - Trova mille euro e li restituisce al proprietario che li aveva persi. È accaduto a Nocera Superiore grazie all’onestà di una persona che ha evitato ad un’altra di continuare a disperarsi. «Si tratta di un gesto onorevole da raccontare ai propri figli, un insegnamento di onestà che Teresa ci ha trasmesso». Queste le parole, non solo di riconoscenza, da parte di Francesco Bove, sottufficiale della capitaneria di porto a Cetara, 44 anni, di Nocera Inferiore, nel commentare l’esemplare modo di agire di Teresa Spiniello, la donna che gli ha restituito i mille euro che la moglie aveva perso. Rosanna Mazzuolo LA CITTA
Quasi 300 millimetri di pioggia caduti negli ultimi 16 giorni. L’acqua ha fatto riemergere criticità da nord a sud. Senza sosta il lavoro di vigili del fuoco e volontari
inserito da Michele Pappacoda Ombrelli aperti dal 1 novembre. Non c'è stato giorno da inizio mese in cui non si sia registrata una precipitazione in provincia di Frosinone.Quasi 300 millimetri caduti negli ultimi 16 giorni secondo i dati della stazione meteo del Comune di Frosinone. La media storica del mese si aggira sui 200 millimetri. Superata, quindi, di gran lunga la caduta di pioggia di ottobre (86,4 millimetri).
E le previsioni non promettono nulla di buono, ombrelli aperti anche oggi e nei prossimi giorni.E nelle ultime ore il maltempo ha "affogato" molte zone della Ciociaria portando a galla le criticità in cui versano alcune strade e diverse zone. Criticità che durano da tempo e che la pioggia insistente fa riemergere in maniera prorompente, come nel quartiere Madonna della Neve aFrosinone.
Più che percorrereVia per Fiuggisembra di trovarsi in una piscina. Una piscina estesa, che arriva anche nelle strade circostanti, come Colle Cottorino dove sono tanti i disagi per i residenti che devono fare i conti con l'acqua che arriva fin dentro alle abitazioni. Disagi anche in via Armando Fabi, vicino allo spartitraffico dove si registrano allagamenti durante le precipitazioni abbondanti.
L'acqua arriva anche nella vicina pizzeria-ristorante "La Favolosa" creando non pochi disagi. E gli appelli agli enti competenti sia per le criticità aMadonna della Neve, sia in via Fabi sono stati tanti durante il tempo. Ma la situazione non è cambiata. Anche ieri e fino alle prime ore di questa mattina sono stati chiusi i sottopassi in via precauzionale a Frosinone.I vigili del fuoco, la protezione civile e volontari hanno lavorato senza sosta in molte zone della Ciociaria per le criticità dovute al maltempo.
Non è andata meglio aFerentino, dove l'acqua ha riportato a galla i problemi di allagamento a Pontegrande, già oggetto di interventi. "Affogata" anche via Colle Castello alle Tofe e voragine, invece, in via Sigillo. A Supino si è registrato un guasto sulla linea elettrica, installati pertanto generatori elettrici dal gestore Enel per limitare i disagi. La strada per Santa Serena è stata chiusa a causa della caduta di detriti rocciosi sull'arteria stradale, in prossimità dell'ultima abitazione.
ASan Giovanni Incaricola protezione civile e diversi cittadini hanno lavorato per ore per rimuovere gli alberi caduti sulle strade. Sfiorata la tragedia, invece, su via Casilina aCeprano: un pino è finito sulla strada fortunatamente mentre non transitavano mezzi. Mentre tra Sora ed Isola del Liri il fiume Liri è sorvegliato speciale. Le squadre di protezione civile nel sorano hanno costantemente monitorato la condizione del fiume. Ovviamente i livelli del fiume sono sopra la soglia, ma i volontari stanno osservando e seguendo l'evolversi della situazione.
Stessa attenzione per ilfiume Sacco. Un albero è invece finito sui cavi della Telecom adAtina, in via Case di Melfa. AIsola del Lirila cascata e il fiume si sono ingrossati molto, generando timore per la tenuta delle sponde, ma anche fascino per le impressionanti immagini che hanno fatto il giro del web. Il maltempo ha messo in ginocchio anche gli agricoltori delCassinate, le abbondanti piogge hanno devastato i campi e le coltivazioni. Rami spezzati e tronchi si sono abbattuti sulle strade di periferia. ACastelnuovo Paranoc'è stata una frana nel centro storico.
Una vera bufera di vento fortissimo, pioggia sferzante, lampi e tuoni di enorme potenza si sta abbattendo in questi momenti sulla Ciociaria. Da sud a nord del territorio il vortice depressionario annunciato nelle scorse ore si è presentato puntuale con tutta la sua forza.
Numerose le chiamate al centralino dei vigili del fuoco per interventi da parte di cittadini alle prese con allagamenti, alberi e rami sradicati e caduti sulla strade, cartelloni pubblicitari e segnaletici finiti sulla sede stradale ed altro ancora. Sotto stretta osservazione i corsi d'acqua, il Fiume Liri in specie che si è ingrossato fino a far temere in alcuni punti un'esondazione, ma anche canali e fossi in questi momenti fanno davvero paura. Disagi alla circolazione stradale, con la maggior parte delle vie trasformate in torrenti, specie quelle poste a quote basse. I sottopassi, che ieri a Frosinone sono stati chiusi al traffico, sono allagati e la Protezione civile è in campo per evitare problemi di ogni tipo.
Il vento continua a soffiare fortissimo, scuotendo fin nelle viscere il territorio e tante sono le persone che, allarmate, si sono alzate svegliate dal rumore e dal timore di danni alle proprie abitazioni. La pertubazione è molto violenta e nelle prossime ore dovrebbe far sentire ancora la propria forza. L'allerta meteo - con avviso di codice arancione - resta ancora per tutta la mattinata e il pomeriggio.
Un inizio di domenica all'insegna del maltempo più accentuato, dunque, che sta creando disagi e apprensione ovunque.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo fino alla concorrenza di 102mila euro, emesso dal Gip del Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di M.S., di Laureana Cilento. I militari della compagnia della guardia di finanza di Agropoli, hanno denunciato un 56enne per indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, dopo aver scoperto che ha continuato per anni ad intascare, in qualità di tutore, la pensione del fratello disabile. In realtà i due fratelli erano emigrati all’estero già dal 2008, dapprima in Venezuela poi negli Usa, a Miami, perdendo il diritto all’emolumento, ma nessuna comunicazione era pervenuta all’Inps. In questi casi la normativa prevede che le prestazioni sociali, avendo natura assistenziali, siano erogati se il beneficiario risiede in Italia. Per verificare la sussistenza dei requisiti le fiamme gialle hanno effettuato riscontri presso l’Ufficio Passaporti della Polizia di Stato, esaminato materiale fotografico ed ascoltati diversi testimoni tra cui parenti e vicini di casa. Così è emerso che il titolare della pensione era da tempo ricoverato in una casa di cura di Caracas ed era venuto in Italia l’ultima volta nel 2014 per vendere una casa. Per questo è stata data esecuzione al provvedimento del Gip di Vallo. Sequestrati due terreni ed una casa. Informato anche l’ufficio Inps che ha provveduto alla revoca del beneficio assistenziale.
Inaugurata ieri sera la Ruota Panoramica di Salerno che prende il nome di “City Eye”. Emozione e gioia tra la folla. Il Sindaco taglia il nastro
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ieri sera il Sindaco del Comune di Salerno Vincenzo Napoli ha tagliato il nastro inaugurando la Ruota Panoramica “City Eye”. Grande emozione per la folla di cittadini e turisti che da ieri hanno invaso le strade della città in concomitanza con l’accensione delle Luci D’Artista. A prendere parte all’inaugurazione della “City Eye” anche l‘Assessore al Commercio Dario Loffredo e la violinista Sonia Lettieri. La Ruota Panoramica della famiglia Tulimieri è collocata, anche quest’anno, nel sottopiazza della Concordia. La Ruota “City Eye”, come ogni anno, è fonte di ispirazione per fotografi e per gli appassionati della città di Salerno. Visitare la città in questo periodo, ammirare le Luci d’Artista e non salire sulla Ruota, corrisponde ad aver adempito a metà del dovere, considerata sopratutto la meravigliosa vista panoramica. La ruota ha un altezza di 55mt, conta ben 36 cabine di cui una VIP e una cabina con apposito accesso per i diversamente abili. Le dimensioni della base sono di 25mt x 21mt per una superficie occupata di 525mq. Ha una capacità di carico totale di 198 persone, le cabine sono totalmente confortevoli, con sedute in pelle, l’interno di ogni cabina dispone di un sistema di diffusione audio dove vengono trasmesse informazioni per i turisti.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In un laboratorio per la lavorazione del pellame e il confezionamento di scarpe a borse per Gucci, Fendi, Yves Saint Laurent, ubicato a Melito, arrivano i carabinieri del Nas e l’ispettorato del lavoro di Napoli per un banale controllo. E allora per sfuggire alla verifica il titolare della «Moreno Srl» non trova di meglio che nascondere, segregandoli per sei ore in una sorta di bunker, ben 43 operai che lavoravano al nero, tra i quali una donna in avanzato stato di gravidanza e due apprendisti minorenni, uno di sedici e l’altro di 17 anni. Per sei ore, queste 43 anime disperate, attaccate all’obiettivo di venti euro di paga per nove ore di lavoro, non hanno emesso un fiato, ne fatto il minimo rumore. Chiusi nel caveau del laboratorio, senza finestre, senza servizi igienici, al buio, nel luogo dove vengono custoditi i costosi pellami e le stoffe delle griffes, davanti a loro una pesante porta blindata, in qualche modo hanno sperato che a nessuno dei carabinieri e agli ispettori del lavoro venisse in mente di dare un’occhiata dentro. Perché, una volta scoperti, avrebbero perso anche quella misera paga. E invece, poco prima delle tre del pomeriggio, gli inquirenti che avevano effettuato l’accesso nel laboratorio alle nove del mattino hanno scoperto l’esistenza della porta blindata, e se la sono fatta aprire. Dentro, stremati e terrorizzati, i poveri lavoratori. Alcuni dei quali hanno chiesto di poter andare in bagno prima di essere identificati. «Ho sbagliato», è stato l’unica cosa che è riuscito a mormorare l’imprenditore di Melito, arrestato sul posto dai carabinieri del Nas di Napoli, diretti dal colonnello Vincenzo Maresca, che con il personale dell’Ispettorato del Lavoro napoletano diretto da Giuseppe Cantisano, avevano proceduto a un controllo di routine per ispezionare la mensa del laboratorio, presente sulla carta ma inesistente nei locali della «Moreno Srl». Per l’arresto la procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, ha immediatamente chiesto la convalida al gip del Tribunale di Napoli Nord, che ha disposto per l’imprenditore i domiciliari, confermando i capi di accusa che vanno dallo sfruttamento del lavoro (caporalato) al sequestro di persona e all’intermediazione illecita. Contestualmente è stato confermato il sequestro dell’intero laboratorio, compresi i sofisticati macchinari dal valore di due milioni e mezzo di euro, e sono state comminate multe e sanzioni per circa 600mila euro. Al vaglio degli inquirenti anche la documentazione contabile, e soprattutto quella relativa alla commissione degli ordini da parte delle griffes internazionali al laboratorio di Melito. E anche se da una prima verifica non sembrano rivelarsi profili penali per le imprese committenti, desta scalpore che borse e scarpe prodotte a Melito da operai senza copertura assicurativa né contributiva e con una paga davvero misera (2,5 euro all’ora) finiscano poi in vetrina con prezzi intorno alle migliaia di euro. Sotto la lente degli inquirenti anche il registro della gestione dei rifiuti, per lo più scarti di pellame e contenitori di colle con solventi.
La «Moreno Srl» ufficialmente occupa 21 operai inquadrati. A questi vanno aggiunti altri 14, al nero, sorpresi a lavorare al momento dell’accesso dei carabinieri e degli ispettori del lavoro, e i 43 tenuti segregati, per un totale di ben 78 operai. Il ragionamento degli inquirenti è questo: la produzione possibile con 21 operai è ben diversa da quella realizzabile con 78. E maggiore produzione significa anche maggiore quantità di scarti, che devono essere smaltiti illegalmente per evitare riscontri incrociati. Peraltro proprio a Melito in questi giorni sono state decine le denunce di cittadini e comitati, che segnalavano la presenza di decine di discariche illegali disseminate ovunque. Gli accertamenti perciò continuano, e non è detto che le cattive sorprese siano finite.
Questa assurda vicenda dai mille risvolti è venuta fuori nella maniera più banale possibile. Nas e Ispettorato del Lavoro dovevano solo verificare se la mensa della «Morena Srl» funzionava secondo gli standard di legge. E invece la mensa non esisteva proprio e il controllo di routine sui 35 operai che erano al lavoro ha evidenziato che 14 di essi – che l’imprenditore evidentemente non aveva fatto in tempo a sequestrare insieme agli altri 43 - erano impiegati al nero, e che le misure di sicurezze erano inesistenti, ed era vicino allo zero lo stato igienico-sanitario dell’intero laboratorio. Poi uno dei carabinieri ha scoperto quella porta e lo scandalo che vi era nascosto.
Nuovo flop di ascolti per Adriano Celentano nove mesi dopo il suo ritorno su Canale 5: lo show è stato visto da appena 3.869.000 telespettatori con il 15,41%, situazione che peggiora ulteriormente con la messa in onda del cartone animato visto da appena 1.859.000 e il 10,44%. Un risveglio amaro per i vertici Mediaset, numeri preoccupanti a fronte degli investimenti importanti sostentuti per questo progetto. Il Molleggiato soccombe anche contro la fiction di Rai1 con Daniele Liotti, Un passo dal cielo porta a casa infatti 4.407.000 telespettatori e il 19,95% di share.
Questa volta Adriano c’è, ci sono le sue pause, l’acqua, il solito tavolo, la finta uscita, le canzoni, i suoi cavalli di battaglia, gli ospiti. La location è differente, non più il Teatro di Verona ma gli studi di Cologno Monzese. Questa volta bisogna fare sul serio ma c’è soprattutto il già visto con Celentano che, purtroppo, è diventato prevedibile. Si apre con il dibattito sulla tv con il trio Mediaset Bonolis, Chiambretti, Scotti, in quota Rai Conti e da La7 Massimo Giletti. Mancano Fazio, Amadeus e Costanzo per creare il G8 della tv italiana, il dibattito della tavola rotonda abbonda di analisi banali e si trasforma dopo pochi minuti in un TvTalk Celebrities. “Con questi quattro abbiamo l’intrattenimento, mentre con Massimo Giletti abbiamo la guerra, i furti e le catastrofi. Qui c’è la televisione. Loro sono la nostra finestra sul mondo, attraverso di loro ci arriva il bello e il brutto dell’umanità. Io credo che dobbiamo cambiare la tv: cambiare è sempre positivo, anche quando si sbaglia. Bisogna essere più diretti, più schietti, meno caramellosi”, esordisce il Mollegiato nei panni del conduttore. La giuria di Tale e Quale Show è buonista “metterei una giuria che giudica la giuria”, a Scotti consiglia di non regalare soldi nei quiz, a Giletti critica l’assenza di un freno quando gli ospiti litigano nel suo talk, a Bonolis di evitare troppe ragazze seminude.
“Adrià cantace Azzurro“, avrebbero voglia di urlare in studio mentre si va avanti quaranta minuti con una critica alla tv di oggi. Uno spazio metatelevisivo ma soprattutto un processo al piccolo schermo dopo il flop di Adrian. Tra le righe sembra scaricare la responsabilità sul pubblico, un punto su cui potrebbe aprirsi un lungo dibattito ma se il telespettatore non ti guarda non è mai colpa del telespettatore: “Si potrebbe dire che Adrian è un urlo, un grido d’amore ma soprattutto un grido di aiuto. Voi che dalle vostre case adesso mi state guardando voglio dirvi che non ho dimenticato che nelle prime quattro puntate voi mi avete condannato, accusandomi di essere poco presente, senza minimamente pensare ad Adrian, alle cose che voleva dirvi, che succedono e succederanno. Ma voi che mi state guardando eravate arrabbiati perché quando io ero in scena non parlavo e non cantavo e adesso siete ritornati, sperando che ora mi comporti diversamente dalla volta scorsa. Non avete capito niente allora. Io non solo non farò come la volta scorsa, ma faccio una cosa in più, stavolta ve lo do io il motivo per cambiare canale. Io me ne vado, spegnete tutto”, continua il suo sfogo Celentano.
Se ne va ma poi ritorna e canta. Il punto è che quando canta non ha rivali, mangia la scena e incanta il pubblico. Chiambretti lo definisce l’antenato di Greta Thunberg: “È stato il primo, ben trent’anni fa, a parlare di smog, ambiente e cemento armato. Ha preso una volta sola l’aereo nella sua vita per andare a Mosca. Fatti pagare i diritti d’autore, meriti anche un Nobel per la pace”. Con Ligabue duetta e parla di acqua con tanto di ricorso alle teche, ormai sindrome diffusa della tv italiana, poi Alessio Boni fa il riassunto delle puntate precedenti di Adrian. Dopo appena sessanta minuti circa lo show finisce per lasciare spazio al discusso cartone.
Troppo poco forse per soddisfare i telespettatori. Impresa comunque non semplice, l’evento questa volta c’è stato, seppur senza exploit e con un ritmo forse troppo lento. Il cartone era indigesto e continuerà ad esserlo. Il problema di Adrian, senza girarci intorno, è Adrian. Celentano resterà Celentano anche con un flop nel suo curriculum.
La sua ultima battaglia risale a gennaio, quando abbandonò sbattendo la porta l'area di Forza Italia“
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una delle sue ultime prese di posizione poltiche era arrivata a gennaio. Ed era stata nel suo stile: dura, ironica, senza repliche. Nello sbattere la porta di Forza Italia e nello scontro diretto con il suo coordinatore Regionale, non aveva rinunciato ad una battuta fulminante: "Ho la colpa di avere lanciato Alfano, Dio non me lo perdonerà". Si è spento oggi, all'età di 72 anni, Piero Macedonio a causa di un male che lo ha consumato in pochissimo tempo. Uomo tenace, dal grande fiuto politico ma, anche, ottimo medico dal riconosciuto valore a livello nazionale, ha ricoperto diverse cariche politiche e ha rappresentato negli ultimi 10 anni, la fronda di chi diceva "no" dentro il centrodestra. Da ultimo era arrivato il suo abbandono all'area Forzista e l'annuncio della possibile creazione di un nuovo movimento, segno dell'inesauribile passione politica. Immediati i messaggi di cordoglio della politica. “La morte dell’amico fraterno Piero Macedonio sconvolge e addolora tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di esserne al fianco per tanti anni, beneficiando della sua esperienza, dei valori umani che ha sempre testimoniato e trasmesso, della sua disponibilità, giovandoci del suo carattere forte e risoluto, del suo coraggio, della sua immensa capacità di ascoltare e di aiutare, da uomo e da medico". Così il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, "a nome di tutto il partito, il commissario provinciale di Agrigento, Vincenzo Giambrone, il gruppo consiliare al Comune di Agrigento, i Club di Forza Italia agrigentini e Lilly Di Nolfo a nome del giovanile di Forza Italia", intervengono a seguito della morte di Macedonio. "La notizia della morte di Piero Macedonio - dice il candidatro a sindaco di Agrigento Franco Miccichè - mi ha colpito profondamente. Stimato medico, ma anche animatore della vita politica e amministrativa della città è stato sempre sulla breccia e dopo essere stato vicesindaco, assessore ed esponente politico, recentemente aveva lasciato Forza Italia preannunciando la volontà di creare una sua forza politica nuova".
di Michele Pappacoda AnnaMaria Gargano di Sant'Egidio del Monte Albino di 5O anni e stata travolta da una scarica elettrica mentre stava facendo la doccia nel bagno di casa la tragedia e avvenuta ieri pomeriggio Con tutta probabilità fatale è stato il contatto tra l'acqua e lo scaldino o un malfunzionamento dell'apparecchio che ha ucciso la donna, attraversata dalla forte scarica elettrica. Ad accorgersene i figli che non vedendola uscire dal bagno hanno sfondato la porta e si sono ritrovati dinanzi la raccapricciante scena. Sul posto i Carabinieri per i rilievi del caso e i sanitari che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.