Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SALERNO E PROVINCIA NEWS Si finge cieco, viene assunto come centralinista e prende pensione: frode da 300milaeuro

18 Febbraio 2016, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Si finge cieco, viene assunto come centralinista e prende pensione: frode da 300milaeuro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NOCERA INFERIORE - Un falso cieco di Nocera Inferiore è stato smascherato dalla Guardia di Finanza in seguito ad indagini coordinate dalla procura nocerina, in collaborazione con le fiamme gialle di Piacenza. Il 49enne è accusato di aver intascato pensione, indennità di accompagnamento e di essere stato assunto, grazie alla falsa condizione da lui rappresentata, come centralinista in Regione. Avrebbe quindi percepito indennità non dovute per circa 300mila euro. Secondo le indagini della Sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Nocera, il 49enne avrebbe indotto in errore più medici conseguendo certificazioni mediche non rispondenti a verità in relazione alle proprie effettive capacità visive. In un primo momento, avrebbe ottenuto il riconoscimento della condizione di cieco parziale e poi di cieco assoluto. L’Inps di Nocera Inferiore dal 2011 a febbraio 2012 gli ha erogato una indennità speciale e da marzo dello stesso anno e fino ad oggi un assegno di accompagnamento per un ammontare complessivo di oltre 72mila euro. Il 49enne ha poi ottenuto l’iscrizione all’albo professionale nazionale dei centralinisti telefonici non vedenti e dall’agosto 2014 è stato assunto come centralinista alla Regione Emilia Romagna, percependo complessivamente 235mila euro.

IL MATTINO

Leggi i commenti

SEZ CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Dal successo in tv al suicidio a 31 anni: la bella Alexia trovata morta in casa

18 Febbraio 2016, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Dal successo in tv al suicidio a 31 anni: la bella Alexia trovata morta in casa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dal successo in televisione, al suicidio. E’ il triste destino di Alexa McAllister, detta Lex, 31 anni, ex concorrente di The Bachelor, reality tv di grande successo all’estero (visto in Italia con scarsi risultati di ascolto qualche anno fa). Lex è morta martedì, dopo che era stata ricoverata in ospedale sabato scorso, dopo aver ingerito una manciata di sonniferi, ed è la seconda concorrente diThe Bachelor (edizione 2010) a suicidarsi, dopo Gia Allemand, che si è tolta la vita poco meno di 3 anni fa, trovata impiccata in casa. La 31enne viveva a New Orleans, dove si era trasferita per stare vicina al suo fidanzato, il cestista dei New Orleans Pelicans Ryan Anderson. IL MATTINO.IT

Leggi i commenti

SEZ CULTURA E SPETTACOLI CULTURA L'Isola dei Famosi e lo sbarco di Simona Ventura: "Ecco cosa le hanno promesso per partecipare"

18 Febbraio 2016, 11:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ CULTURA E SPETTACOLI CULTURA L'Isola dei Famosi e lo sbarco di Simona Ventura: "Ecco cosa le hanno promesso per partecipare"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO – l’Isola dei Famosi nuova edizione è alle porte e un nome di gran richiamo e certamente quello di Simona Ventura.
La Ventura infatti passerà da conduttrice (è stata lei a condurre le prime edizioni del programma in Rai) a naufraga e molti si è parlato dell’ammontare del suo cachet e dei vari benefits (compresa sembra una trasmissione) delcontratto. A dare qualche particolare in più arriva Alberto Dandolo per “Oggi”: “Ormai è certo! – fa sapere la rivista - Simona Ventura sbarcherà sull'Isola dei Famosi come concorrente di punta. In molti hanno “favoleggiato” sul suo contratto a tanti zeri, che avrebbe addirittura previsto la conduzione di un nuovo programma in prima serata. Pare invece che la cifra con cui la Ventura ha chiuso le trattative con Mediaset non sia così esorbitante e che la conduzione di un nuovo show non sia poi così scontata. Ciò che è certo è che Simona dovrà garantire la permanenza sull'Isola per almeno 4 settimane” IL MATTINO

Leggi i commenti

SEZ.POLITICA Pensioni, il ministro Padoan: «Nessun intervento sulla reversibilità»

18 Febbraio 2016, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Pensioni, il ministro Padoan: «Nessun intervento sulla reversibilità»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il governo non è intenzionato ad intervenire sulle pensioni di reversibilità: il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, lo conferma durante il question time alla Camera. Ma il dibattito non si placa e a questo punto la richiesta della controparte è che si stralci dalla delega la parola previdenziale. Una richiesta che arriva dai sindacati ma anche dalla sinistra Pd e dallo stesso presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, dove la delega per il contrasto alla povertà e per il riordino delle prestazioni sta per arrivare.

«La proposta di legge delega del governo lascia intatti tutti i trattamenti in essere», ribadisce Padoan, e «per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità. Tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e posizioni anomale». Non è però escluso che il testo venga modificato, precisando l'esclusione delle pensioni di reversibilità da ogni intervento di razionalizzazione delle prestazioni o addirittura eliminando il riferimento alle prestazioni previdenziali. Lasciando dunque il perimetro ristretto alle prestazioni assistenziali.

Tra cui ci sono le integrazioni al minimo. Il viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti, ripetendo che «sulle reversibilità non ci sono interventi in agenda», perchè non sono «necessari nè opportuni», spiega infatti che «sarebbe sacrosanto fare interventi di tipo equitativo sulle prestazioni assistenziali come ad esempio l'integrazione al minimo. Se la sua condizione non è di povertà - si domanda - perchè devo dare l'integrazione?». E quindi legare queste all'Isee. Dalle opposizioni, continuano a tuonare Movimento 5 stelle e Lega.

«Per il Bomba le pensioni d'oro sono un diritto acquisito intoccabile, le pensioni di reversibilità per le vedove invece un odioso privilegio da intaccare. Il mondo al contrario del Pd. No alla #TassaSulleVedove», scrive sul suo blog Beppe Grillo. Per la Lega «Boeri fa lo sceriffo di Nottingham e il Pd lo appoggia nello scippo a danno dei pensionati per colmare il buco dell'Inps». Interviene nel dibattito anche l'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, autrice dell'ultima riforma previdenziale, secondo cui «intervenire sulle pensioni di reversibilità vuol dire rinunciare ad intervenire sulle pensioni ancora troppo alte di alcuni soggetti».

Quanto al lavoro parlamentare, il parere della commissione Bilancio della Camera, chiamata ad esprimersi sulla coerenza della delega con la legge di Stabilità di cui è un collegato, arriverà domani. L'orientamento è per un parere positivo, senza però alcun accenno alla previdenza così da non pregiudicare, anzi favorire, il lavoro delle commissioni competenti, che potrebbe portare a correttivi. Un parere che di fatto, quindi, apre la strada alla possibilità di fare modifiche al testo ed eventualmente di togliere il riferimento alle prestazioni di natura previdenziale o precisare la loro esclusione dall'intervento. IL MATTINO

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Pirelli, ok del Cda al piano di rifinanziamento fino a 7 miliardi di euro

18 Febbraio 2016, 10:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Pirelli, ok del Cda al piano di rifinanziamento fino a 7 miliardi di euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Cda di Pirelli ha approvato le linee essenziali del piano di rifinanziamento per un controvalore fino a un massimo di 7 miliardi di euro, pari all'indebitamento lordo di Pirelli al 30 settembre 2015 (2,666 miliardi), inclusivo degli effetti previsti della fusione con Marco Polo Industrial Holding (debito pari a circa 4,2 miliardi). Lo fa sapere Pirelli con una nota, precisando che tale schema di finanziamento "è finalizzato a estendere le scadenze del debito e a ottimizzarne la struttura grazie al ricorso al mercato obbligazionario e bancario". I termini e condizioni del rifinanziamento, incluse le eventuali garanzie, saranno definiti "alla luce delle condizioni di mercato e prassi di riferimento, tenuto anche conto dei diritti incorporati nelle Terms and Conditions a favore dei portatori del prestito obbligazionario emesso da Pirelli International plc e garantito da Pirelli Tyre Spa per complessivi 600 milioni di euro in scadenza nel 2019 che, come già annunciato al mercato, rimarrà in essere fino a naturale scadenza". Il piano di rifinanziamento, si legge ancora nella nota, "lascia inalterata per Pirelli la facoltà di attivare in alternativa, qualora opportuno, il prestito Mergeco Facility, già messo a disposizione della società da parte di un pool di banche nell'ambito dell'offerta di acquisto di Marco Polo Industrial Holding su Pirelli". Il Cda di Pirelli - in seguito alle conferme dei consiglieri cooptati il 2 settembre e 20 ottobre 2015, avvenuta ieri da parte dell'assemblea degli azionisti - ha inoltre confermato Ren Jianxin presidente e la struttura di governance deliberata il 20 ottobre 2015 e comunicata al mercato. IL MATTINO

Leggi i commenti

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE QUANDO S. PIETRO DI PIANILLO PERSE LE SUE FORME MEDIEVALI. Le modificazioni degli ultimi 100 anni.

18 Febbraio 2016, 10:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE QUANDO S. PIETRO DI PIANILLO PERSE LE SUE FORME MEDIEVALI. Le modificazioni degli ultimi 100 anni.

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Ritorno a scrivere qualcosa sulla nostra parrocchiale di S. Pietro Apostolo in Pianillo dopo aver segnalato –mesi orsono- un documento che ne farebbe risalire il primo impianto al secolo XI, quando la si denominava S. Pietro ad Purzano (probabile corruzione di Porziano, toponimo patronimico dal personale Porzio).

Ovviamente, il punto è: cosa resta di quell’antichissimo edificio iniziale nella attuale architettura della chiesa pianillese? Essendo stata più volte rimaneggiata e probabilmente ampliata, vi sono ancora –e quali sono- delle parti dell’ossatura che aiutino a ricostruire la sagoma che l’edifico aveva nell’alto Medio Evo?

Delle valide risposte in merito possono darle solo dei veri esperti e –di norma- prevedono delle indagnini della struttura che superino la maschera delle intonacature e che guardino –altresì- sotto al moderno pavimento, dove abbiamo da esplorare i vani delle antiche fosse sepolcrali e-chissà- di una originaria cripta sotto il transetto.

L’edificio si allunga in direzione SO-NE ma per semplicità, nel prosieguo assumerò che l’asse dell’edificio sia esattamente Ovest-Est.

Rispettando la regola in uso nel Medio Evo, la zona absidale con l’altare fu posta verso oriente, mentre l’ingresso col sagrato e la torre di guardia-campanile furono posti a occidente.

L’edificio fu poggiato su un pendio inclinato non solo verso Sud (come scende il versante che viene dal retrostante Colle Sughero), ma anche verso Est, per via di quel solco in cui corre l’antica mulattiera per salire da Pianillo a Locoli. Ne discende il fatto che il pavimento della chiesa, mentre si raccorda bene al sagrato occidentale, risulta circa 3,5 m sollevato rispetto al piano campagna a tergo della chiesa stessa; dislivello che doveva essere circa 5 metri prima che –negli anni ottanta dell’800- la realizzazione della strada rotabile Traforo-Pianillo-Bomerano, che lambisce S.Pietro verso valle. 

Tutto ciò per dire che nella zona del transetto, vi è –e ancor di più vi era in passato- spazio verticale sufficiente per una cripta. A voler verificare con un cunicolo esplorativo che detta cripta vi fu davvero (per poi progettarne un recupero e una valorizzazione anche turistica), la soluzione più semplice mi pare essere quella di una breccia praticata dall’esterno (Est) alla base del corpo absidale, ovvero sotto il fornice in cui passa la mulattiera per Locoli.

Comunque sia, per individuare la forma iniziale del monumento possiamo anche partire da quella attuale e sottrarre le modifiche apportate nel corso dei secoli, cominciando con le più recenti.

In ciò ci viene in aiuto una fotocopia che ho ritrovato tra mie vecchissime carte e che riproduce una relazione sulla storia della chiesa di S. Pietro apprezzabile specialmente per un elenco degli interventi edilizi effettuati nel periodo 1917-1977. Credo che fu redatta poco dopo il terremoto del1980, come allegato a una pratica per la riparazione dei danni recati all’edificio sacro da quel sisma. A redigerla fu probabilmente il parroco dell’epoca; credo don Pio Bozza, ma le notizie sui lavori edilizi pregressi li ricavava da notizie scritte lasciate dal predecessore Mons. Gregorio De Stefano. I lavori elencati sono i seguenti:

LAVORI ALLA CHIESA

1917: Tutta la Chiesa fu affrescata dal pittore Salvatore Cretella di Atrani. Fu rifatto il tetto della cupola (e ?) della sacrestia. Il sagrato del piazzale antistante la Chiesa fu coperto con pietre vesuviane; furono fatte due rampe laterali di accesso alla Chiesa, con ringhiere in ferro (1).

Figura 1 –Stralci annotato della mappa catastale dei primissimi anni del ‘900. La freccia rossa indica l’interruzione del rialzo del sagrato presso il campanile; cosa di cui rimane traccia nel muraglione di sostegno (vedi foto) . Nel disegno in alto a sinistra i poligoni colorati danno le sagome attuali di edifici e strade, mentre le sagome di fine ‘800-inizio ‘900 sono mostrate dalle linee tratteggiate rosse.

Figura 1 –Stralci annotato della mappa catastale dei primissimi anni del ‘900.
La freccia rossa indica l’interruzione del rialzo del sagrato presso il campanile; cosa di cui rimane traccia nel muraglione di sostegno (vedi foto) .
Nel disegno in alto a sinistra i poligoni colorati danno le sagome attuali di edifici e strade, mentre le sagome di fine ‘800-inizio ‘900 sono mostrate dalle linee tratteggiate rosse.

Decennio successivo (anni non ben leggibili): Risistemazione generale dei tetti. Sistemazione della facciata come si presenta (attualmente) e sistemazione della canonica sovrastante la Chiesa. Sul frontespizio della facciata lo stuccatore Luca Giordano fece un bassorilievo riproducendo al centro la Madonna del Carmine e ai lati i S. Antonio Abate e Pietro Apostolo, circondati da Angeli.

1927: Costruzione del cornicione del frontespizio, in stucco e zinco, per proteggere il bassorilievo.

1931: Inaugurazione del nuovo Organo della ditta Venditti di Cava e costruzione della piattabanda e muratura di sostegno” (ci si riferisce al balcone a inizio navata centrale ove si pose l’organo).

1939: Costruzione di un nuovo vano d’ingresso al lato sinistro della chiesa.

1941: Ampliamento della casa canonica. Rifacimento del selciato del sagrato.

1944: Pavimento in marmo della Chiesa

1949: Costruzione di tre cappelle extradossali nella navata laterale sinistra, con tre altari in marmo, opera dell’artista Carotenuto di Torre”. Sopra dette tre cappelle laterali si costruiranno poco dopo dei nuovi vani della canonica, collegati a quelli ricavati in facciata negli anni Venti. Per stabilire una continuità fisica tre i cecchi e i nuovi volumi, il corpo con le citate tre cappelle e vani sovrastanti fu prolungato verso ovest fino alla linea della faccista; così come appare oggi. 

1970: Solaio in cemento armato della navata centrale; rimozione della tela del soffitto, ormai polverizzatasi, opera di Pietro Coppola del 1792, raffigurante la consegna delle chiavi a San Pietro. Ristrutturazione del presbiterio, secondo le nuove norme liturgiche del Concilio Vaticano II. Tinteggiatura in calce bianca di tutta la chiesa.” Il qui citato solaio in cemento armato venne a sostituire quello originario in travi e tavole. La ristrutturazione del presbiterio comportò lo smantellamento dell’altare maggiore a imbocco abside (già più volte rimaneggiato nei secoli e rifinito con marmi di primo Novecento) e la costruzione di quello attuale, al centro del quadrato di crociera.

LAVORI AL CAMPANILE,:

1913, trovandosi in pessime condizioni statiche, dovette essere rinforzato con catene di ferro con ferro a bullone. Contemporaneamente fu riparato il cavalletto che regge la campana grande.

1917 a seguito dei danni provocati dal gelo e dalle intemperie, fu intonacato totalmente.

1921 fu collocato l’orologio meccanico e due campanelle per il suono delle ore.

1930 il campanile subì vari danni per il terremoto. Il campanile, che allora terminava a terrazza, per lo scolo dell’acqua che si infiltrava tra le crepe, rovinava sempre di più.

1932  Per quanto appena detto, fu fatta la cupola e fu coperta con mattonelle a smalto.

1977 fu intonacato per l’ultima volta.”

Di mio aggiungo che nel 1968 vennero smantellati i due altari in fondo alle navate laterali (salvo i relativi quadri su tela incorniciati da stucchi) e ciò consentì di spostare in asse i due vani-porta che davano accesso, rispettivamente, alla Sacrestia, in fondo alla navata destra, e alla Cappella della Confraternita Madonna del Carmine, in fondo alla navata sinistra; vani-porta che prima erano angusti e ritagliati ai lati esterni dei due altari.

Sulla base delle notizie sopra riportate, possiamo concludere che fino ai primi del Novecento il campanile della parrocchiale di S. Pietro non aveva una cupola terminale (come dimostra anche una vecchia cartolina illustrata).

Inoltre, la facciata della chiesa era completamente diversa dall’odierna (vedi oltre) e la navata sinistra –non avendo ancora le tre cappelle aggiunte negli anni ’40- si presentava del tutto simile a come tuttora appare quella di destra: priva di cappelle e verosimilmente con parete esterna forata da tre finestre a luce ingrediente poste al centro di ciascuna arcata a crociera.

Non essendovi ancora i vani di canonica del fianco sinistro (della chiesa), la navata centrale prendeva luce non da tre, bensì da sei finestre di claristerion (ossia nei muri al di sopra delle arcate di collegamento tra navata centrale e laterali): tre in destra, ancora aperte, e tre in sinistra, ora chiuse.

Con i lavori eseguiti nel primo Novecento la facciata perde del tutto la bella fisionomia che aveva preso nel Medio Evo e per la quale possiamo immaginare forme del tipo ancora conservate alla chiesa della SS.Annunziata a Minuta di Scala e altre simili. Si trattava di in fronte “a capanna gradinata” (essendo la navata centrale più alta delle laterali) contro la quale poggiava il corpo avanzato del pronao, profondo circa 3,8 m e coperto da uno spiovente inclinato verso il sagrato. Similmente a quanto si vede in S. Maria la Manna, il terzo meridionale del pronao (quella davanti alla navata destra) era presa dal campanile, il cui piano terra era collegato al pronao da un arcata ogivale che –tamponata con spessore ridotto- ancora si vede.

Nel portare la facciata tutta avanti per la sua intera altezza (lavori degli anni venti del Novecento) l’area dell’ex pronao fu incorporata nelle navate e –al livello superiore- si ricavò quella sorta di ampio corridoio con tre finestre in facciata che ora porta dalle scale interne del campanile alle camere della canonica che sono sul lato nord del complesso.

A proposito del campanile e delle “rampe laterali di accesso alla Chiesa, con ringhiere in ferro” fatte nel 1917 per un più comodo accesso al sagrato dalla sottoposta rotabile, presento qui un ingrandimento della mappa catastale precedente a tali lavori. Vi si nota che il muraglione che delimita a valle il sagrato presentava verso Est una strana rientranza (2) presso il piede del campanile (freccia rossa sulla mappa). Strana perché sarebbe stato più logico prolungarlo pochi metri ancora per attaccarlo al muro perimetrale Sud della chiesa. Il mio sospetto è che ciò non fu fatto per non coprire col terrapieno del sagrato un varco che ipotizzo dovesse esistere nel basamento del campanile e che doveva rimanere accessibile dalla strada.

Figura 2 –Tre aspetti della zona dietro la chiesa di S. Pietro dove si incrociano la cosiddetta “via vecchia” (di impianto medievale) e la mulattiera per  salire a Locoli. Nella foto in basso si notano il restringimento e lo stacco tra le murature che segnano il contatto tra il corpo della Cappella del Carmine (forse di fine ‘500) e il corpo della sua sacrestia, aggiunta circa cent’anni fa.

Figura 2 –Tre aspetti della zona dietro la chiesa di S. Pietro dove si incrociano la cosiddetta “via vecchia” (di impianto medievale) e la mulattiera per salire a Locoli.
Nella foto in basso si notano il restringimento e lo stacco tra le murature che segnano il contatto tra il corpo della Cappella del Carmine (forse di fine ‘500) e il corpo della sua sacrestia, aggiunta circa cent’anni fa.

Dove portava quel varco? Una possibilità è che conducesse nel porticato-pronao della chiesa mediante una rampa di scale passante “a tunnel” sotto il campanile; un po’ come faceva l’antica strada presso S. Nicola al Ponte di Agerola e come vediamo in tanti altri casi a Ravello, Amalfi, Furore, ecc (3).

Un’altra possibilià è che qual varco a livello strada (circa 3,5 m sotto il pavimento della chiesa) entrasse nel basamento del campanile per poi subito girare a destra e penetrare in un ambiente allungato posto sotto la navata destra della basilica (che pare non abbia mai ospitato fosse sepolcrali). A cosa fosse adibito tale vano è tutto da scoprire; ma non escluderei a priori l’ipotesi cripta o corridoio verso una cripta sita in zona transetto.

Passando ad altro, il confronto della situazione attuale con quella che mostra la mappa catastale dei primissimi anni del ‘900 permette di notare anche un’altra modifica di sagoma subìta dal complesso di S. Pietro circa un secolo fa (o poco prima, se quella mappa non era aggiornata). Si tratta della aggiunta della piccola sacrestia (“sa” in figura) a servizio della Cappella dell’Arciconfraternita. Che inizialmente detta cappella fosse priva di sacrestia lo possiamo evincere anche imboccando la già citata mulattiera per Locoli e analizzando la muratura del fornice che sottopassa i due corpi edilizi in questione: essendo privo di intonaco, vi si nota facilmente lo stacco tra la parte relativa alla Cappella e la parte -anche più stretta- che sta sotto alla sacrestia.

Sulla mappa catastale antica si può inoltre notare che la “via vecchia” proveniente da Casa della Corte (oggi Museo in Piazza Unità d’Italia) aveva un decorso leggermente diverso dall’attuale. Essa incrociava la mulattiera di Locoli alcuni metri più a Sud di dove la incrocia oggi ed era orientata in modo tale da passare radente alla parete meridionale della sacrestia di S. Pietro (“S” in figura), costrita con sagoma trapezoidale proprio per i vincoli posti da quell’antico asse viario (4).

I motivi che indussero a spostare un poco quel tratto della antica strada comunale sono facilmente intuibili: a fine Ottocento, tra la rotabile appena costruita e la “via vecchia” era rimasta una striscia di terra sulla quale tutti i proprietari avevano preso ad edificare case con redditizie botteghe affacciate sulla nuova arteria. Ma ciò non era possibile nel tratto più vicino a S. Pietro, dove la distanza tra la nuova strada e la vecchia si riduceva a soli 5 metri. Il proprietario dovette quindi chiedere –e ottenere- che quel tratto della vecchia strada comunale fosse spostato qualche metro più a monte, facendola passare radente alla erigenda sacrestia dell’Arciconfraternita.

NOTE

1: (Trattasi delle gradinate in pietra lavica salenti dalla strada rotabile al Sagrato; una di esse, aderente alla fiancata sud della Chiesa, ancora esiste; l’altra, più ampia e discosta dalla chiesa, fu smantellata quando, negli anni ’70, si abbassò il settore ovest del sagrato per trasformarlo nell’attuale parcheggio)

2: La rientranza sotto al campanilee oggi è presa da un ampliarsi della rampa a gradini del 1917, ma -come mostra la foto allegata- una traccia del vecchio gomito di cui sopra è ancora leggibile come allineamento verticale di belle pietre angolari a marcare il limite tra la muratura che già c’era e quella che si aggiunse per fare la rampa gradinata nel 1917.

3: Per alcuni indizi architettonici, credo che identiche modalità di accesso si avevano a S. Maria la Manna, dove poi la scalinata venne spostata pochi metri più ad Ovest (oltre il fronte della chiesa) e infine eliminata in favore della presente rampa asfaltata parecchio discosta dalla facciata.

4: Era la principale via pubblica della metà occidentale di Agerla; quella che scendeva dal passo di S. Angelo a Jugo, attraversava Pianillo, valucava il Vernotico Li Galli e giungeva nella piazza di Bomeramo radente a S. Matteo Nuovo, da dove proseguiva dritta per il vallone Pennino, avviandosi a Furore, Paiano e Postano.

fig  3

FONTE https://agerola.wordpress.com/2014/02/11/quando-s-pietro-di-pianillo-perse-le-sue-forme-medievali-le-modificazioni-degli-ultimi-100-anni/

Leggi i commenti

CAPRI NEWS Capri. Sbarca sull’isola azzurra il nuovo taxi-motoscafo. Si chiama Tiberio ed è derivato dalla Fiat 500L a 7 posti

18 Febbraio 2016, 10:22am

Pubblicato da MARIA PAPPACODA www.mikivettica.net

CAPRI NEWS Capri. Sbarca sull’isola azzurra il nuovo taxi-motoscafo. Si chiama Tiberio ed è derivato dalla Fiat 500L a 7 posti
CAPRI NEWS Capri. Sbarca sull’isola azzurra il nuovo taxi-motoscafo. Si chiama Tiberio ed è derivato dalla Fiat 500L a 7 posti

INSERITO DA MARIA PAPPACODA Capri. Un taxi che sembra un motoscafo. Con tanto di tenda parasole sul tetto aperto, la coda a mo’ di poppa, rivestita in mogano, teak e vimini, finiture cromate, persino la doccetta che spunta dal vano bagagli. È il taxi Tiberio: derivato dalla Fiat 500L a 7 posti, l’ha realizzato per l’isola di Capri la Carrozzeria Castagna, una tradizione d’eccellenza che risale all’800 (si occupava di carrozze e poi di auto fuoriserie), oggi gestita da Gioacchino Acampora, designer napoletano trapiantato a Milano. Presentato ieri nello splendido scenario dell’isola azzurra, il nuovo taxi, molto caprese e molto glamour, si distingue dalla 500L di serie essenzialmente per l’apertura del tetto e per l’allungamento della coda, dove è stato ricavato, alle spalle dei due sedili supplementari, un congruo spazio per i bagagli. Molto originale è la soluzione stilistica adottata per le luci posteriori, che ricorda le pinne di certe auto americane degli anni 50/60. Anche gli interni sono fuoriserie e ricordano le barche. Tutto, su questo originalissimo taxi, richiama la voglia di sole, di aria, di mare. Da sempre, del resto, prendere un taxi a Capri vuol dire accomodarsi in un’auto speciale, rigorosamente scoperta, ancorché comoda e spaziosa, sulla quale fare un piccolo viaggio en plein air, un braccio fuori e lo sguardo incantato verso i panorami mozzafiato dell’isola. Sparite, una ventina di anni fa, le vetuste Fiat 1400 e 1100 Cabriolet con gli strapuntini, hanno resistito per qualche anno le 1500L (ce n’è ancora una in circolazione, rossa), progressivamente sostituite da una flotta più moderna, costituita dalle Fiat Marea scoperte e allungate che fece realizzare l’Avvocato in persona, ed alle Nissan Serena, trasformate in cabriolet e assai amate dai tassisti capresi per i 6 posti di serie e gli ingombri ridotti, ideali per le stradine strette dell’isola. Il primo esemplare della 500L Tiberio è stato consegnato ieri ad un tassista di Anacapri che dovrà fare da apripista per il rinnovamento del parco taxi dell’isola. Un rinnovamento dettato anche dalla necessità di utilizzare auto di nuova generazione, più moderne, più sicure, meno inquinanti. «Se vorranno – dice Acampora - tutti i tassisti di Capri potranno averne un esemplare, nel nostro atelier di Milano possiamo assemblare tre o quattro vetture al mese». (Sergio Troise – Il Mattino)

Leggi i commenti

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS STORIA DI RAITO A CURA DI MICHELE PAPPACODA

18 Febbraio 2016, 10:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS STORIA DI RAITO A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Il paese è collocato su un'altura della costiera amalfitana, a circa 3 km da Vietri sul Mare, 1 da Àlbori, 4 da Dragonea e 5 da Molina. Da Salerno dista 6 km, 7 da Cava de' Tirreni, 6,5 da Cetara e 21 da Amalfi.

Turismo

Diventato celebre per aver girato la fiction "Capri" nella villa Guariglia denominata "villa Isabella" nella fiction "Capri". Raito è famoso nel mondo per le caratteristiche "scale", che sono l'unico mezzo con il quale si può girare in paese. Infatti esso ha solo 2 strade, una in cima ed una in basso al paese, le quali sono ben collegate con le linee di autobus vietresi.

Insieme a tutta la costiera amalfitana è considerato patrimonio mondiale dell'Unesco.

Infine, il suo nome deriva dal latino "ragitus" baciata dal sole, grazie alla sua collocazione il sole la "bacia" dal sorgere al tramonto, gode di un panorama magnifico su tutto il golfo di Salerno e su Vietri, ed è considerato un paradiso naturale di salute tra montagna e mare.

Villa Guariglia

 
Villa Guariglia

È uno dei monumenti più importanti di Raito; prende il suo nome dall'antico nobile proprietario Raffaele Guariglia che lo donò all'Amministrazione Provinciale di Salerno per farne un Centro di Studi su se stesso.Durante la seconda guerra mondiale fu residenza di Vittorio Emanuele III di Savoia. Dal 1970, anno della morte dell'ambasciatore, il Centro Studi “Raffaele Guariglia” ha richiamato prestigiosi studiosi come Raffaele Cantarella e Giovanni Pugliese Carratelli, ed altri ancora. Oggi Villa Guariglia ospita ilMuseo provinciale della ceramica. Il percorso espositivo, che occupa la Torretta e il piano terra della stessa residenza, mostra i pezzi in ceramica più rappresentativi della produzione del territorio. Defenito da molti come: "Un vero e proprio viaggio tra le opere ceramiche più belle". Si ricordino tra i pezzi in esposizione i lavori di Richard DölkerElle Schwarz (moglie di Dölker), Irene KowaliskaMargareteThewalt Hannash (detta anche Bab), Giovannino CarranoVincenzo PintoGiosuè Procida e Salvatore ProcidaGuido Gambone e dei vietresi che riuscirono a portare avanti l'importante eredità dei loro predecessori. Dall'8 marzo del 1999, al pianoterra della Villa, sono state esposte le collezioni private acquisite dal Settore Beni Culturali della Provincia di Salerno, il 6 luglio del 2001 è stato inaugurato un terzo settore dedicato alle "riggiole", (mattonelle utilizzate per il rivestimento pavimentale e parietale). La villa è circondata da un parco con tipica vegetazione mediterranea. Caratteristica è la sua conformazione a terrazzamenti. A far da sfondo il mare, i paesini arroccati sulle pareti dei Monti Lattari. Dalle terrazze si gode un suggestivo panorama. Convegni, mostre, concerti e spettacoli sono solo alcuni dei contenitori che riaccendono i riflettori su questo splendido palazzo. Per la musica due sono gli eventi: il Concorso Pianistico Internazionale “Vietri sul Mare – Costa Amalfitana” con il relativo “Premio di Esecuzione Pianistica Antonio Napolitano” ed i “Concerti d'estate a Villa Guariglia” finalizzati al turismo.

Leggi i commenti

CILENTO NEWS CAPACCIO PAESTUM,IL DIRETTORE DEL PARCO ARCHEOLOGICO GUIDA PER UN GIORNO NEI TEMPLI

18 Febbraio 2016, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

DIRETTORE

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Capaccio Paestum. La strabiliante sensazione di vedere il Tempio di Nettuno dall’interno e una guida d’eccezione come il direttore del Parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel. E’ questo che hanno potuto sperimentare i visitatori che hanno preso parte alla visita guidata, completamente gratuita, prevista per il pomeriggio di martedì. Tra i presenti anche l’assessore capaccese Crescenzio Franco e la direttrice del museo “Paestum nei percorsi del Grand Tour”, Daniela Di Bartolomeo. I visitatori hanno potuto ammirare l’immensa opera nei dettagli, da una prospettiva d’eccezione. “Il nostro obiettivo – dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel – è quello di rendere visitabili tutti i templi, probabilmente alternandone l’apertura per questioni di tipo organizzativo. Vogliamo anche rendere possibile l’accesso ai diversamente abili. Entrando nel cuore del tempio si ha tutta un’altra percezione. Queste strutture hanno resistito a tutto. Forse ciò che è stato più dannoso per loro è stato proprio l’uomo. I pezzi che oggi mancano non sono crollati, ma sono stati utilizzati dall’uomo per costruire altro. Entrandovi – conclude – è possibile ammirare dettagli che fino ad ora sfuggivano e si percepisce lo spazio e il tempo che si aprono sul paesaggio circostante”.

AGROPOLINEWS

 

Leggi i commenti

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Nicolas, il fratello-manager di Higuain: «Il contratto? Gonzalo è concentrato sulle vittorie da conquistare in azzurro»

18 Febbraio 2016, 10:05am

Pubblicato da KSENIA KUILIKOVA www.mikivettica.net

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Nicolas, il fratello-manager di Higuain: «Il contratto? Gonzalo è concentrato sulle vittorie da conquistare in azzurro»

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Sul tavolo di Mister Abramovich nell’agenda delle cose da fare per il suo Chelsea, il nome di Higuain è sempre in bella vista. Come lo è pure sulla scrivania di Karl-Heinz Rummenigge, l’ad del Bayern di Monaco. Non è certo un mistero che l’idea di ingaggiare il Pipita piaccia sia al magnate del petrolio russo che al club più forte di Germania. Questo, ovvio, non significa che Gonzalo Higuain a fine anno se ne andrà dal Napoli. Di sicuro, appuntamenti per il rinnovo del contratto, che scade nel 2018, ancora non sono fissati tra ilclan del giocatore e Aurelio De Laurentiis. Ma si fa fatica a pensare che il futuro di Higuain sia legato a un contratto da prolungare e un ingaggio da ritoccare: nel senso che se il numero 9 del Napoli decidesse, un giorno, di lasciare il club azzurro, neppure un contratto di cinque anni lo tratterrebbe qui. Né, d’altronde, De Laurentiis lo terrebbe a Napoli con le catene. In ogni caso, non c’è una questione legata al contratto di Higuain. E il suo prolungamento non è considerato una priorità per il Napoli: si parlerà, certo, del rinnovo. Ma in primavera. E Nicolas, il fratello manager, nel caso ce ne fosse bisogno, smussa ancor di più i toni della faccenda. «Le voci sul futuro? Non le ascoltiamo. Gonzalo è concentratissimo sul Napoli, sullo scudetto e sull’Europa League. Non è il momento di parlare di mercato anche perché Gonzalo è tranquillo e concentrato». Per smaltire la rabbia, Higuain vuole giocare e segnare al Villarreal. Futuro? Pensa solo allo scudetto e all’Europa League». Higuain senior dribbla imbarazzi e fraintendimenti in maniera molto abile, praticamente come il fratello fa con i difensori avversari. Sa che il nome del Pipita, nei prossimi mesi, verrà accoppiato a questa e a quella squadra. Ma sa anche che in nessun altro posto al mondo Gonzalo si trova bene come a Napoli. Questione di feeling con Sarri, una sintonia che tecnico e giocatore sono riusciti a trovare molto velocemente. Ma anche con la città. Nicolas fa il punto anche sullo stato mentale del Pipita. «È ovvio che un po’ di tristezza c’è, perché tutti noi credevamo che sarebbe finita in parità. Lui certe battaglie preferisce vincerle, ma la prova contro la Juventus gli ha dato la certezza che il Napoli è all’altezza dei bianconeri». Higuain partirà per la Spagna con il gruppo azzurro. Ma domani lascerà spazio a Gabbiadini. «Non ho parlato con il Pipita circa la partita di Villarreal, ma sono sicuro che vorrà giocare per smaltire la rabbia. Poi non so se Sarri lo farà giocare ma conoscendolo lui vorrà subito rimettere le cose a posto vincendo e segnando». Il tecnico parlerà con il suo capocannoniere e gli spiegherà che, nel gioco delle rotazioni, meglio che si fermi domani in Spagna piuttosto che nella gara di ritorno. Il piano, infatti, prevede per lui il riposo domani e poi un tour del force con Milan, Villarreal (nella gara di giovedì 25 febbraio) e a Firenze. «Il Pipita trova sempre la giocata vincente: la cosa importante è riprendere il giusto passo in campionato mettendo in campo sempre grande qualità. Gonzalo può ancora crescere, si allena bene, è contento e tutto dipenderà da lui. Credo che il Napoli possa arrivare lontano, ha un’idea di calcio precisa e questo è importante, prima non c’era». Sull’idea di poter conquistare la Scarpa d’oro: «È difficile ma è una bella cosa: arrivare a questo traguardo è complicato vista la solidità difensiva delle squadre italiane. Ogni gol che fa in Italia vale il doppio di uno segnato all’estero». (Pino Taormina – Il Mattino)

Leggi i commenti