INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Novi (Modena), 18 febbraio 2016 - Due colpi sparati a bruciapelo da qualcuno contro la vetrata dell’autofficina Car Bike di via Provinciale per Modena, nella zona artigianale di Novi. Un’auto che si allontana sgommando nel buio e nell’officina il titolare, il reggiano Claudio Redeghieri e un cliente, terrorizzati e nascosti sotto un tavolo. Redeghieri, meccanico 52enne di Rolo, dice di non avere una spiegazione per quello che è accaduto martedì sera intorno alle 20.
Un gesto che ha il sapore dell’intimidazione,della minaccia, un modus operandi che evoca metodi mafiosi fino ad oggi sconosciuti da queste parti. L’indagine parte da due grossi fori nella vetrata dell’officina e due proiettili conficcati nel muro che potrebbero essere dello stesso calibro delle armi in dotazione alle forze dell’ordine. L’auto da cui sono partiti gli spari pare sia una monovolume, forse una Megane Scenic.
«Hanno sparato ad altezza uomo, è un miracolo se siamo ancora vivi – racconta Redeghieri – spesso si fermano clienti a vedere le moto vicino alla vetrata, qualcuno poteva essere ammazzato».
Redeghieri ha aperto l’autofficina Car Bike circa un anno fa, prima lavorava sempre in un’officina a Rolo assieme ad altri soci. «Poi la società si è sciolta, cercavo un capannone vuoto e l’ho trovato a Novi».
Prima del terremoto il capannone su via Provinciale era occupato da una rivendita di auto, dopo il sisma è rimasto vuoto fino all’arrivo di Redeghieri. «Ci siamo trovati benissimo – dice Teresa, la moglie del titolare – con i meccanici del paese c’è un ottimo rapporto e non abbiamo mai avuto un problema, mai ricevuto minacce o telefonate strane. Forse – conclude la donna – hanno sbagliato persona». Fino a quando, martedì sera,un’auto è entrata a fari spenti nel cortile dell’officina. Ha rallentato, si è avvicinata alla vetrata, il finestrino si è abbassato ed è spuntata una mano che impugnava una pistola. «Stavo lavorando quando ho sentito gli spari e mi sono nascosto sotto il tavolo» dice il meccanico.
Nnon sa darsi una spiegazione, «la domanda che mi pongo è perchè? - dice Redeghieri – faccio questo lavoro da quarant’anni, a Rolo non ho mai avuto alcun problema, non ho idea di quello che martedì sera hanno pensato di fare contro di me....». Dissidi con i vecchi soci? «Non so» dice senza tante parole. Certo è che continuare a lavorare dopo quello che è successo non c’è facile. «Prima di decidere se rimanere o no voglio prima darmi una spiegazione».
di SILVIA SARACINO IL RESTO DEL CARLINO