INSERITO DA MORENA MOTTA Accelerare la definizione dei Piani attuativi del Masterplan per il Sud, per favorire la ripresa di investimenti ed occupazione; condividere un assetto stabile ed efficace della governance delle politiche di sviluppo, con il contributo decisivo delle rappresentanze di impresa e lavoro; definire un disegno complessivo di rilancio per le regioni del Mezzogiorno e trasformare il Masterplan, anche a livello locale, in uno strumento per l’individuazione condivisa degli interventi e per la selezione delle priorità. Si intensifica il pressing di Confindustria e dei sindacati sul Sud che oggi hanno condiviso un documento unitario da girare al governo per sollecitare l'avvio, in tempi rapidi, di quel Masterplan sul Mezzogiorno presentato dall'esecutivo nel novembre scorso ma ancora da concretizzare attraverso la sottoscrizione di 15 Patti locali per il Sud.
Un ritardo e un'incertezza, questa, a cui viale dell'Astronomia e Cgil, Cisl, Uil guardano con "preoccupazione" insistendo sulla necessità di "definire un quadro chiaro di priorità, attraverso un efficace dialogo con le realtà locali, fin qui prevalentemente disatteso, anche al fine di sfruttare l’opportunità della flessibilità europea per gli investimenti non solo sul piano finanziario (ben 7 degli 11,3 miliardi di euro di investimenti interessati dallo “sforamento” dovrebbero riguardare il Mezzogiorno), ma anche su quello dei risultati effettivi, in termini di miglioramento, della qualità della vita e della competitività dei territori".
La fattibilità degli interventi da selezionare infatti, sottolineano ancora le parti sociali, "assume importanza decisiva: è necessario intervenire bene e subito".Per questo Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno proposto al Governo e alle amministrazioni regionali e locali, "la definizione comune di una road map per portare sul territorio il confronto sulle priorità, attraverso un'agenda di incontri per condividere sedi, tempi e modalità di confronto, che porti a definire in tempi brevi i Piani attuativi del Masterplan con ciascuna Regione e Città interessata".
"I tempi per consentire al Mezzogiorno di agganciare la ripartenza dell’economia sono stretti, così come la strada per promuovere una riattivazione selettiva degli investimenti: cosa si sceglie e quando si realizza sono due variabili decisive per determinare il fallimento o la piena riuscita della strategia", scrivono insieme il vicepresidente di Confindustria, Alessandro Laterza e i segretari confederali Cgil, Cisl e Uil, Gianna Fracassi, Giuseppe Farina e Guglielmo Loy.
Il Mezzogiorno, d'altra parte, è, oggi, una realtà in cui sono evidenti i segni della crisi degli ultimi anni, ma altrettanto evidenti, è l'analisi comune delle parti sociali, "sono i segnali di vitalità che rendono quanto mai urgente la definizione di interventi tempestivi e dall’elevata efficacia economica e sociale per rafforzare tali segnali che rischiano di tornare ad affievolirsi per cause esterne come le difficoltà creditizie e la debolezza della domanda internazionale".
Quattro i punti centrali che secondo il documenti dovrebbero emergere con chiarezza dalla fase di definizione dei singoli accordi:il sostegno agli investimenti e alle assunzioni nel settore privato, coerente con l’effettiva specializzazione intelligente dei territori; l’infrastrutturazione materiale e immateriale funzionale a tali specializzazioni soprattutto in ambito urbano; il rafforzamento della capacità amministrativa e la definizione di sedi di governo stabili della politica".
Un disegno, concludono, che deve poter disporre di risorse certe, a partire da quelle del Fondo Sviluppo e Coesione (ancora in gran parte da programmare) e dei Fondi strutturali, dovrebbe essere, insomma, ben più del solo elenco di progetti più o meno definiti, e tratteggiare i contorni di un’idea condivisa e moderna di Mezzogiorno, capace di generare nuove opportunità di investimento.
FONTE ADNKRONOS