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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento 500 euro per 40 famiglie in difficoltà

16 Dicembre 2014, 10:31am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sorrento 500 euro per 40 famiglie in difficoltà Un bonus natalizio stanziato dall’amministrazione comunale per consentire anche ai nuclei familiari più poveri di trascorrere le festività con un minimo di serenità. Ammonta a 23mila euro la cifra stanziata e sarà ripartita su 40 famiglie bisognose secondo gli accertamenti fatti in seguito all’avviso pubblico che il Comune ha diffuso alcune settimane fa. Le richieste pervenute sono state esaminate una per una prima della conclusione del procedimento affidato al dirigente comunale Antonino Giammarino.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento ha un rimborso di 200 mila euro ma l'avvocato fa sparire i soldi

16 Dicembre 2014, 10:28am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sorrento ha un rimborso di 200 mila euro ma l'avvocato fa sparire i soldi Il tutto parte dalla vittoria intentata da un anziano che si affida al legale a cui si era già rivolto per altri contenziosi civili. Una battaglia legale che, alla fine, vede prevalere le ragioni dell’uomo che si vede riconoscere dal tribunale – tra rimborsi e danni – una somma che sfiora i 200mila euro. Soldi che, però, non arrivano mai nelle tasche dell’anziano. Il suo avvocato, infatti, stando alle accuse, studia un piano con cui tentare di mettere le mani su quei soldi, mentre la vittima era ignara del maxi risarcimento. Secondo le prime ricostruzioni effettuate il legale riesce ad aprire un conto cointestato con il proprio cliente dove far convogliare i soldi. Ma qualcosa non gira per il verso giusto. L’anziano si rende casualmente conto della situazione alcuni mesi dopo la sentenza con cui i giudici gli danno ragione riconoscendogli il risarcimento danni. Pensa a uno scambio di persona che può capitare. Cerca di fare luce sulla questione e a quel punto mette a fuoco la situazione: l’esistenza del rimborso di 200mila euro arrivato su quel conto di cui non sapeva niente. L’uomo a questo punto si affida a un altro avvocato e prepara una corposa denuncia. Segnalazione che mette in moto gli inquirenti adesso impegnati nell’accertare i fatti e rifornire di materiale la Procura della Repubblica di Torre Annunziata a cui spetterà il compito di tirare le somme e prendere eventuali provvedimenti. Gli investigatori stanno vagliando la versione della presunta vittima facendo una ricostruzione con accertamenti e verifiche incrociate così da eventualmente accertare le responsabilità del legale su cui potrebbe pendere anche l’accusa di appropriazione indebita.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS SANT'ANTIMO ULTIMO SALUTO A MASSIMO STARACE MORTO NEL TRAGICO INCIDENTE A CASORIA

16 Dicembre 2014, 10:19am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nDI MICHELE PAPPACODA Ieri pomerigio a Sant'Antimo di Napoli i funerali del parrucchiere Massimo Starace deceduto domenica nella gita fuori porta sull'autostrada a Casoria ieri l'ultimo saluto a cui hanno partecipato numerosissimi amici e paesani che conoscevano e stimavano Massimo.Gita in moto finisce in tragedia. Un parrucchiere di Sant'Antimo, Massimo Starace, 36 anni, ha perso la vita dopo un terribile incidente. L'uomo era a bordo di una moto di cilindrata 1000 e ha perso il controllo impattando contro il guardrail di uno dei rami d'innesto della zona degli svincoli autostradali di Casoria. Il centauro era in compagnia di due amici e per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della Polstrada sottosezione Napoli Nord ha perso il controllo finendo per schiantarsi contro la barriera di ferro Nonostante indossasse il casco, la morte è stata istantanea. Il pm ha riconsegnato la salma ai familiari. 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Famosa in una notte: a soli 14 anni Jade canta Whitney Houston e fa impazzire il web

16 Dicembre 2014, 10:15am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Svegliarsi una mattina trasformate in star del web: nell'era di Internet si può. Ed è successo (meritatamente) alla 14enne scozzese Jade Burke, cantante in erba con talento da vendere, che nel giro di una notte è diventata famosissima in America per una cover di «I will always love you» di Whitney Houston, inviata dalla mamma ad una radio di Seattle. Jade è andata a dormire che era un'illustre sconosciuta con qualche video su Youtube e si è svegliata la mattina seguente a suon di "Mi piace" e nuovi followers. Tutto perchè la sua prima fan, mamma Wilma, aveva inviato il video, registrato quasi un anno fa come provino per il festival di Edimburgo, a radio 95.7 KRJ, che a sua volta lo aveva condiviso sulla sua pagina Facebook con più di 2 milioni e mezzo di followers. «Il mio smartphone continuava a trillare e pensavo di non aver sentito la sveglia - racconta Jade, ancora incredula per essere diventata in una notte l'idolo del web - invece erano i followers che continuavano ad aumentare: sono passata da poche centinaia di visualizzazioni a oltre un milione». Talento da vendere, una voce da adulta e nessuna paura degli acuti: la ragazza sa il fatto suo anche quando si tratta di una canzone non proprio facile come quella resa famosa da Whitney Houston. Ma Jade ha i piedi per terra: penserà a passare gli esami a scuola e poi quando avrà più tempo libero dallo studio proverà a partecipare a qualche programma tv per giovani talenti. E, se non dovesse sfondare nel mondo della musica, ha già un piano B: farà la veterinaria. Ma, a giudicare dal successo riscosso con una sola canzone, è più probabile che la si vedrà presto su un vero palcoscenico.

DI COSTANZA IGNAZZI IL MATTINO.IT

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 16.12.2014 A CURA DI ELSA COPPA VIDEO

16 Dicembre 2014, 10:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nA CURA DI ELSA COPPA

Almanacco del 16 dicembre 2014

OGGI

Martedì 16 Dicembre 2014

NASCE

1485: Caterina d'Aragona, prima moglie di Enrico VIII

1770: Ludwig Van Beethoven, compositore.
Secondo solo a Mozart nella schiera dei più grandi compositori di

tutti i tempi, dopo di lui la musica non fu più la stessa.

Nato a Bonn, ad ovest della Germania, e morto a Vienna nel 1827, 
ebbe un'infanzia assai infelice, per via dell'atteggiamento
autoritario del padre che cercò con metodi brutali di sfruttare,
per tornaconto personale, le capacità musicali del figlio.

1775: Jane Austen, scrittrice

1917: Arthur Charles Clarke, scrittore

1928: Philip Kindred Dick, scrittore

MUORE

1859: all'età di 73 anni Wilhelm Grimm, scrittore

1916: all'età di 45 anni muore  Grigori Yefimovich Rasputin,

monaco consigliere della famiglia dello Zar di Russia

ACCADDE

1653: Oliver Cromwell diventa Lord Protettore 
d'Inghilterra, Scozia e Irlanda

1809: Napoleone Bonaparte divorzia da Giuseppina

1913: Charlie Chaplin comincia la sua carriera 
di attore con un compenso di 150 $ alla settimana

LA CHIESA RICORDA

Santi

S. Adelaide imperatrice

S. Adone di Vienne, S. Albina, S. Irenione, S. Beoc

Onomastica

Adone

Nome di origine incerta, c'è chi lo associa all'ebraico adona,

"signore, padrone", c'è chi lo riporta invece al greco edone, "bello".

Nella mitologia greca, Adone era un giovane bellissimo amato da

Afrodite, dea della bellezza, e da Persefone, dea dell'Ade.

Il giovane fu ucciso da un cinghiale infuriato, ma Afrodite chiese a Zeus

di concederle la compagnia di Adone sulla terra per sei mesi all'anno.

Zeus concesse ciò: nei sei mesi in cui Adone vive con Afrodite

si risveglia la natura dando vita alla stagione primaverile e a quella estiva,

per il resto dell'anno Adone vive nell'Ade, la natura si addormenta e la

terra diventa triste con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno.

Onomastico: 16 Dicembre

PROVERBIO

Chi nasce gatta,

piglia i topi al buio

AFORISMA

Se non ti importa di dove sei,

non ti sei perso.

(Arthur C. Clarke)

LINGUAGGIO DEI FIORI

Il significato di Rosa di Natale è...

Sollievo dall'ansietà

DIZIOGIORNO

Archilèo

Sostantivo maschile - (pl. Archilèi)


Mobile vecchio, cadente e ingombrante.

Per estensione e in tono scherzoso.

persona alta, allampanata e senza grazia.

Derivazione sconosciuta.

UNA FRASE AL GIORNO

Non ti fermare mai nell'amore e nel diletto di ciò che

intendi e senti di Dio; ama e dilettati solo di ciò che di

lui non puoi né intendere né sentire:  questo vuol dire

cercarlo nella fede.

(S. Giovanni della Croce)

PERCHÈ SI DICE

Perchè si dice fumare come un turco?

"Fumare come un turco”  ha una correlazione con la realtà storica. 
In Turchia il fumo si diffuse moltissimo già dal VII secolo 
ma all’inizio del XVII secolo il Sultano Murad IV vietò

l’uso di caffè e tabacco, prevedendo per chi trasgrediva

pene severissime,  che arrivavano addirittura alla morte.

Quando Murad IV morì, finì anche il periodo di proibizionismo e

i turchi tornarono al caffè e al fumo,  in maniera eccessiva,

come reazione al periodo di precedente divieto.

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 16.12.2014 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

16 Dicembre 2014, 10:03am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : B. Clemente Marchisio, sacerdote e fondatore (1833-1903),  B. Maria degli Angeli (Fontanella), O.C.D. (1661-1717)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32. 
In quel tempo, disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. 
Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. 
Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. 
Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 
E' venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli». 

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 16.12.2014 A CURA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

16 Dicembre 2014, 09:55am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

ARDA LE PREVISIONI VIDEO   

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IN BREVE

Valle d'Aosta Lombardia Piemonte Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Basilicata Puglia Calabria Sicilia Sardegna   Valle d'Aosta Lombardia Piemonte Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Basilicata Puglia Calabria Sicilia Sardegna

Una circolazione depressionaria interessa un po' tutta l'Italia portando nubi e piogge diffuse quasi ovunque da Nord a Sud meno, con fenomeni più deboli e irregolari, tra la Puglia centrale, la Lucania,la Calabria e la Sicilia, anche con schiareite sull'isola, e meno a nche su Ovest Piemonte.  I fenomeni più intensi sono attesi sulle regioni tirreniche, qui anche con rovesci, temporali e rischio di nubifragi tra Lazio e Campania. Deboli nevicate sui rilievi alpini e prealpini centro-orientali a 1200/1400 m, neve più consistente in Appennino a 1300/1500 m su quello centrale, oltre 1700 m più a Sud. Venti forti meridionali sul basso Adriatico e Ionio, di Maestrale sui bacini sardi occidentali, di libeccio sul Tirreno centrale. 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ROMA SANREMO 2015, CARLO CONTI ANNUNCIA LA 'LINEA VERDE': TANTI GIOVANI IN GARA

15 Dicembre 2014, 17:43pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141215_sanremo2015giovani.jpg.pagespeed.ce.evx1INxVWm.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Sarà un festival tendenzialmente giovane, quello di Carlo Conti. A vedere la lista dei Campioni che si esibiranno sul palco dell'Ariston dal 10 al 14 febbraio, annunciati dal conduttore e direttore artistico ieri pomeriggio in diretta all'Arena di Giletti, la prima cosa che salta agli occhi è infatti l'aspetto anagrafico dei partecipanti, molti dei quali giovanissimi e comunque tutti (o quasi) under 50. Assenti i “dinosauri” della musica italiana, quelli che negli anni Sessanta infiammavano il Piper o recitavano nei “musicarelli”, i più “anziani” della rosa sono Raf, che torna a partecipare dopo quattordici anni, Marco Masini e l'insolita coppia formata da Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (ovvero Platinette, per chi non lo sapesse), mentre spiccano i nomi di tanti Amici di Maria De Filippi, ovvero Annalisa Scarrone, i Dear Jack e il rapper Moreno, di due vincitori di X Factor, Chiara Galiazzo e il fresco trionfatore dell'ultima edizione, Lorenzo Fragola, e dei “tre tenorini” di Ti lascio una canzone, Il volo. Tra i cantanti in gara anche Irene Grande, Malika Ayane, Nek, Alex Britti, Gianluca Grignani, la star internazionale Lara Fabian, Nina Zilli, Anna Tatangelo, il rapper Nesli (scelto in extremis sabato sera, a quanto pare) e la poco conosciuta Bianca Atzei. Infine, a sorpresa spuntano anche due comici, i Soliti Idioti Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, che tornano sul luogo del delitto dopo tre anni visto che all'Ariston si sono già esibiti come ospiti, sollevando un coro di polemiche per uno sketch considerato omofobo, nel secondo Sanremo di Gianni Morandi. «Abbiamo portato i campioni da 16 a 20 e almeno altri 20, tra le proposte giunte, potevano essere dentro il festival – racconta Conti – Ci sono anche grandi esclusi, mi scuso con i loro fan». Non ci sarà neanche la vincitrice di The Voice: «Suor Cristina non sarà al Festival, perché non ha presentato il brano», ha spiegato il conduttore, che ha anche ricordato come da quest'anno tornerà l'eliminazione e il festival inizierà con i giovani, non saranno più relegati a tarda notte. Largo ai giovani, dunque. E (speriamo) che vinca il migliore.

LEGGO.IT

15.12.2014.

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SEZ. POLITICA Quirinale, Berlusconi: patto Nazareno influenzerà scelta. Serracchiani: assolutamente no

15 Dicembre 2014, 17:31pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Ex premier: 'Patto' ci dà fastidio ma riforme servono Come conseguenza logica del Patto del Nazareno c'è anche il fatto che "non potrà essere eletto un capo dello Stato che a noi non sembri adeguato all'alta carica istituzionale che deve ricoprire". Così Silvio Berlusconi, intervenendo con una telefonata a una cena di sostenitori a Imola nel bolognese. "Abbiamo ritenuto di dover stipulare quel patto del Nazareno che ci ha dato e ci dà tanto fastidio - ha aggiunto l'ex premier - perché ci ha impedito una opposizione vera su tutto, ha creato delle difficoltà al nostro interno, ha confuso il nostro elettorato". "Ma come facevamo a dire di no a delle riforme che erano e sono le nostre riforme?". Arriva la replica del vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani: la scelta del prossimo Capo dello Stato è nel Patto del Nazareno come ha detto Silvio Berlusconi? "Assolutamente no, nel patto del Nazareno ci sono impegni importanti come le riforme" costituzionali e istituzionali. Il dibattito politico sul Quirinale. Intervenendo sul tema dall'assemblea Pd il premier Matteo Renzi ha affermato che "quando sarà il momento", non ha dubbi che "il Pd, dopo una discussione interna, andrà a parlare con le altre forze politiche e individuerà il successore" del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, parlando alla trasmissione In mezz'ora, ha invece sottolineato che il Nuovo Centrodestra sul Quirinale ha "le idee chiare", auspicando che "Renzi non la ponga in termini di partito. Noi vogliamo uno che rappresenti tutti - ha detto Alfano -, crediamo che l'unto dal signore debba venire da fuori". "Non abbiamo difficoltà a fare una scelta comune con Forza Italia" per il presidente della Repubblica, "anzi la auspichiamo". Su Twitter il capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà Arturo Scotto scrive: "Berlusconi in uno dei suoi rari slanci di sincerità confessa che il nuovo capo dello Stato sta dentro il Patto del Nazareno. Lavoreremo perché questo accordo di potere salti, nell'interesse del Paese". "Il presidente Berlusconi ha sottolineato un concetto che il Pd e Renzi non hanno forse ben chiaro: l'elezione del prossimo presidente della Repubblica rientra nel Patto del Nazareno. Non accetteremo, quindi, fughe in avanti del Partito democratico, qualora intendesse procedere con un nome non condivisibile". Così rimarca Simone Furlan, leader dell'Esercito di Silvio e componente del comitato di presidenza di Fi.

ANSA

15.12.2014.

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SEZ. DISABILITA NEWS L’indispensabile revisione del sistema di accertamento

15 Dicembre 2014, 17:17pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2014/12/disabili-accertamento.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Se si valuta nel senso dell’efficacia e dell’efficienza – prima ancora che della scientificità o dei diritti umani – l’attuale sistema di accesso, riconoscimento e certificazione della condizione di disabilità, le conclusioni sono davvero desolanti. Vediamo dunque perché, dati alla mano, ridisegnare tale sistema, ponendo al centro i diritti sociali e umani, può rappresentare l’occasione di un’intelligente spending review, oltreché un lungimirante investimento sulle persone e sulla loro reale inclusione La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con una specifica norma [Legge 18/09, N.d.R.], impone una profonda revisione della normativa e una riorganizzazione dei servizi e delle politiche a partire dalla stessa definizione di “persona con disabilità”. È un’istanza recepita dal Programma d’Azione Biennale per la Disabilità, emanato tramite il DPR del 4 ottobre 2013. E tuttavia, non è certo sufficiente modificare il linguaggio (disabilità con handicap), ma è piuttosto indispensabile ricondurre la valutazione della disabilità (persona, interazione, ambiente) alle finalità della Convenzione: l’individuazione della disabilità, infatti, è funzionale alla promozione dei diritti umani, all’inclusione, alla modificazione dell’ambiente, al contrasto alla discriminazione, all’impoverimento, alla segregazione. E qui si potrebbe anche chiudere questo approfondimento sui sistemi di accesso, riconoscimento e certificazione della condizione di disabilità, dal momento che le persone con disabilità - molto più degli “addetti ai lavori” - hanno una crescente consapevolezza di che cosa significhi essere “accertati”. Ma è altrettanto chiaro agli “addetti ai lavori” quale sia il costo economico, l’impatto organizzativo, le ricadute effettive di quello che possiamo – un po’ pomposamente – chiamare “sistema di accertamento”? Disabile, invalido, handicappato, handicappato grave e/o gravissimo, non autosufficiente, gravemente non autosufficiente, persona con ridotte o impedite capacità motorie, persona con grave limitazione alla capacità di deambulazione, oligofrenico, irregolare psichico, persona a responsività limitata… e si potrebbe proseguire ancora, con il florilegio di definizioni tutte presenti, vigenti e cogenti in una normativa che baldanzosamente consideriamo la più avanzata del mondo, ma che ben poco risponde ai crismi di una buona regolazione. Dietro la terminologia e il linguaggio, assai poco coerenti nel tempo e nei contesti, c’è sempre un beneficio, una provvidenza, un’agevolazione, l’accesso a un servizio, che per essere ottenuti richiedono uno “status”, uno specifico iter, un accertamento e un “soggetto preposto”, che solitamente è un medico o una commissione prevalentemente sanitaria. Inoltre, per l’accesso al sistema di servizi e prestazioni, in Italia non è quasi mai sufficiente la verbalizzazione di uno “stato invalidante”, ma sono richiesti anche altri requisiti, ora di età, ora di limiti reddituali, ora di altro tipo soggettivo o materiale. All’accertamento sanitario si aggiunge, quindi, anche quello più schiettamente amministrativo. Esiste pertanto nel nostro Paese una proliferazione di momenti accertativi derivante proprio da questa frastagliata regolazione, che ben poco ha a che vedere con i diritti umani e sociali. Ma quanto ci costa tutto ciò? E ha ancora senso? Una persona con una minorazione – fisica, sensoriale o intellettiva che sia – che intenda ottenere lo status di invalido o di persona con handicap (Legge 104/92) viene sottoposta a visita presso una Commissione. Questa Commissione dell’ASL è composta da 5 medici (uno INPS) e viene integrata con un operatore sociale e uno specialista nel caso si debba valutare l’handicap. Totale: 7 operatori. Nella quasi totalità delle Regioni, i medici – prevalentemente del Servizio Sanitario Nazionale – percepiscono un gettone. In pochissime altre realtà l’attività fa parte della normale attività di servizio. Una volta conclusa la visita, il verbale di invalidità o di handicap viene trasmesso all’INPS dove un’altra Commissione (altri 6 operatori) effettua la verifica degli atti e, se del caso, convoca nuovamente la persona, iter, questo, che comporta ovviamente il coinvolgimento dei servizi amministrativi di ASL e di INPS. Una stima molto prudenziale del costo di ciascuna visita è di 250 euro. Sembra poco ma vediamo le consistenze globali. In Italia, ad esempio, è stimata la presenza di 250.000 persone con la malattia di Parkinson. A causa delle specificità di tale patologia, queste persone, nell’arco della loro vita, vengono “accertate” mediamente quattro volte (per altro con modalità valutative assai disomogenee). Totale: un milione di visite, ovvero 250 milioni di euro per le sole persone con malattia di Parkinson. Passiamo ora ai dati reali e testimoniati. L’ultimo Bilancio Sociale dell’INPS ha registrato nel 2013 circa 1.350.000 domande di accertamento (ciascuna domanda spesso contiene richieste per diversi benefìci), che significano altrettante visite. Costo stimato per il sistema: 337,5 milioni di euro annui variamente distribuiti fra Stato, INPS e Regioni. Sono esclusi dal conteggio i costi a carico del cittadino e gli oneri amministrativi che subisce. Dal 2011 l’intero sistema è informatizzato e telematizzato grazie al supporto tecnico dell’INPS. In realtà ciò – per espressa affermazione della Corte dei Conti (Determinazione n. 101/2013) non ha prodotto grandi benefìci per il cittadino. Se infatti nel 2011 fra la presentazione della domanda di accertamento e l’erogazione delle provvidenze economiche trascorrevano in media 278 giorni per l’invalidità civile, 325 per la cecità civile e 344 per la sordità (Corte dei Conti, Determinazione n. 91/2012, pagina 66), nel 2012 (ultimo dato utile) i tempi si sono ulteriormente dilazionati: 299 giorni per l’invalidità, 338 per la cecità e 399 per la sordità (Corte dei Conti, Determinazione n. 101/2013, pagina 59). Siccome poi le prestazioni ricorrono dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, dopo 120 giorni iniziano a “correre” pure gli interessi passivi, cosicché nel 2012 l’INPS ne ha pagati per un totale di 64,3 milioni di euro e il 66,3% di questa cifra riguarda le provvidenze agli invalidi civili pagate in ritardo: 42,6 milioni annui (Corte dei Conti, Determinazione n. 101/2013, pagina 54). Ma non è tutto. Infatti, il sistema tabellare adottato per soppesare l’invalidità e l’incertezza valutativa attorno ai concetti di «atti quotidiani della vita» e di «handicap con connotazione di gravità», producono un contenzioso di mole enorme. Ancora due dati prodotti dalla Corte dei Conti: nel 2012 c’erano 283.823 cause civili giacenti. Nel corso dello stesso anno sono state avviate 110.583 azioni civili (Corte dei Conti, Determinazione n. 101/2013, pagina 82). Cause che l’INPS perde quasi nella metà dei casi. Dunque: in ogni causa o in ogni accertamento tecnico preventivo sono coinvolti il legale del cittadino, quello dell’INPS, i due periti di parte, il consulente tecnico di ufficio del Tribunale. Una stima prudenziale media dei costi di ciascuna azione – senza considerare l’impegno del Giudice e del Tribunale – è di 1.500 euro, cosicché riferendosi alle sole nuove azioni presentate nel 2012, la stima di questo “giro di affari” è di 165,9 milioni di euro annui. Tutte queste riflessioni riguardano ovviamente il regime normale del sistema, cioè gli accertamenti ordinari e non quelli di verifica straordinaria affidati all’INPS, con la gigantesca campagna di controllo sui cosiddetti “falsi invalidi”, azione che ha prodotto più stigma e spesa che risultati concreti. Oggi lo sappiamo anche grazie a specifiche Interrogazioni Parlamentari. In questo àmbito, dal 2009 al 2013 sono state effettuate dall’INPS 854.192 verifiche straordinarie, con la revoca di 67.225 provvidenze, per mancata conferma dei requisiti sanitari o assenza a visita medico legale, il che corrisponde al 7,9% delle verifiche, al lordo di quanto sarebbe comunque avvenuto per via ordinaria (l’INPS ha incluso nelle verifiche persone per le quali comunque era prevista una revisione). E quanto stima di avere ricavato l’INPS da questa gigantesca operazione di controllo? Lo dice la risposta all’interrogazione: 352,7 milioni di euro. Lordi, molto lordi. Infatti, per affrontare quella straordinaria mole di lavoro, l’Istituto è dovuto ricorrere anche a medici esterni, con una spesa dichiarata, dal 2009 al 2012, di 101,2 milioni di euro. Il risparmio è quindi di 251,4 milioni, ancora lordi, ma che rappresentano l’1,51% della spesa annua per le provvidenze agli invalidi civili (16,6 miliardi secondo il Bilancio Sociale dell’INPS, un miliardo e mezzo in meno secondo l’ISTAT). Da questo “bottino”, vanno poi detratte le spese per il personale interno (che l’INPS non dichiara): altri medici, dirigenti, softwaristi, impiegati amministrativi, spese di struttura, spese di spedizione di 850.000 comunicazioni. Stima prudenziale: altri 70 milioni. Il risparmio scende dunque a 181,4 milioni. Ma non è finita. Come correttamente ricorda la risposta a un’Interrogazione in Commissione Affari Sociali della Camera, il risparmio va inteso al lordo del contenzioso. Tradotto: chi si vede revocare la pensione o l’indennità fa ricorso e nel 45% dei casi l’INPS soccombe in giudizio, con l’obbligo di restituire il “maltolto”, con gli interessi, pagandoci pure le spese legali. Molto prudenzialmente si può ritenere che l’Istituto – il quale, oltretutto, si serve in larga misura di legali esterni, come “lagnato” dalla Corte dei Conti – perda in questa operazione almeno altri 70 milioni. Il risparmio reale scende pertanto a 111,4 milioni (non annui, ma complessivi dell’intera campagna), una cifra ridicola, che rappresenta lo 0,67% della spesa annuale per pensioni e indennità. Né si può dimenticare lo stigma diffuso di un paio di anni fa: «un invalido su quattro è falso»…Come si vede, l’intero sistema – sia quello ordinario che quello straordinario – è estremamente costoso per lo Stato, per l’INPS e per le Regioni. Lo è anche per il cittadino, ovviamente. È un sistema in cui a buona ragione si può dire che qualcosa proprio non funzioni, sia in termini di efficacia che di efficienza. Dagli ultimi dati ISTAT disponibili sull’invalidità civile, risulta che almeno il 58% degli invalidi civili ha più di 65 anni e che almeno il 41% ne ha più di 80. Ragioniamo su quest’ultima cifra. Ci stiamo riferendo – con tutta probabilità – a persone con affezioni tipiche della terza età, con esigenze e peculiarità specifiche, ma abbastanza agevolmente definibili. Ha senso che la loro valutazione rientri nel circuito ordinario? Sette medici in Commissione ASL, sei in Commissione INPS che giungono alla conclusione che esistono o meno i presupposti per la concessione dell’indennità di accompagnamento? Non avrebbe senso ipotizzare un percorso più rapido, meno costoso e legato ai servizi territoriali? Ricordiamo anche che l’accertamento dell’invalidità poco conta per l’accesso ai servizi, ad esempio, residenziali. Nella quasi totalità delle Regioni, infatti, la valutazione della non autosufficienza viene poi affidata alle Unità di Valutazione Multidisciplinare e quindi, ancora una volta, con un raddoppio dei costi. E stiamo parlando almeno del 40% delle visite di invalidità… Il problema delle moltiplicazioni dei momenti valutativi si riscontra poi in modo ancora più evidente nell’àmbito del diritto allo studio. Infatti, per la definizione di Diagnosi Funzionali e Profili Dinamico Funzionali, il precedente accertamento di invalidità è del tutto inutilizzabile. In conclusione, se valutiamo il sistema nel senso dell’efficacia e dell’efficienza – prima ancora che della scientificità o dei diritti umani – ne traiamo delle conclusioni davvero desolanti. Qual è infatti il “prodotto” alla fine del percorso attuale di accertamento? 1. Una percentualizzazione basata sull’invalidità generica rispetto a una mansione lavorativa generica. 2. La constatazione di un’impossibilità a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore. 3. La constatazione (generica) di un’impossibilità a svolgere autonomamente non ben definiti atti quotidiani della vita. 4. La necessità di assistenza permanente continuativa e globale. 5. Di recente anche la presenza di requisiti per l’accesso a benefìci fiscali o per la mobilità. Tutto ciò, in sostanza, nulla descrive in funzione della costruzione di servizi personalizzati, di piani educativi, di progetti individuali, cioè in funzione delle reali esigenze, aspettative e potenzialità dei singoli e della descrizione del contesto. Ridisegnare il sistema ponendo al centro i diritti sociali e umani può rappresentare l’occasione di un’intelligente spending review [“taglio delle spese”, N.d.R.], oltreché un lungimirante investimento sulle persone e sulla loro reale inclusione. È possibile già oggi, un pezzo per volta, ma con decisione. Agendo anche in piccolo, ma pensando in grande.

SUPERANDO

15.12.2014.

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