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NEWS ITALIA DAL E MONDO SEI A DIETA MA NON RIESCI A PERDERE PESO? FORSE STAI COMMETTENDO UNO DI QUESTI ERRORI

16 Dicembre 2014, 14:54pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Natale è ormai alle porte e tutti i buoni propositi saranno rimandati con ogni probabilità al 2015, ma forse qualcuno di voi ha provato a mantenere una linea accettabile proprio in vista delle abbuffate delle feste. Quanti, però, ci sono riusciti? Spesso chi è dieta non riesce a perdere peso, e questo a causa di cinque errori, molto comuni, che possono essere evitati. Ecco i consigli da seguire in caso di diete vane: 1) Non saltare i pasti: è assolutamente indispensabile cercare di consumare tutti i pasti prescritti dal dietologo, perché in questo modo si mangia meno ma anche peggio. 2) Mangiare con calma: la digestione deve essere rispettata in tutto il suo processo. Dobbiamo essere coscienti della nostra alimentazione in tutto il suo processo: dalla scelta degli ingredienti alla loro preparazione, fino all'assunzione. Mangiare troppo in fretta e velocemente è dannoso, e non è un caso che il cibo spazzatura è considerato sempre quello dei fast food. 3) Bere solo acqua: anche se beviamo, possiamo accumulare calorie. L'unico liquido che idrata e non contiene calorie è l'acqua, per tutte le altre bevande dobbiamo stare attenti, perché non dissetano come l'acqua e sono delle vere e proprie bombe caloriche. Dal caffè al tè, dal latte ai succhi di frutta, fino agli alcolici: per la maggior parte dei dietologi, il 21% delle calorie che ingeriamo sono di origine liquida. 4) Mai abbondare: le quantità indicate dal dietologo per ogni porzione di cibo vanno rispettate tassativamente. 5) Non mangiare senza senso: spesso pensiamo che un piccolo spuntino o uno snack durante la giornata non siano poi così nocivi alla nostra linea, e nella maggior parte dei casi lo facciamo più per noia che per vero appetito. Questo, invece, è un errore da evitare, così come non va mai finito il piatto degli altri già sazi. Se abbiamo voglia di uno spuntino, è meglio provare a bere acqua o un infuso.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO VENEZIA OGGI IL TAX DAY: DALL'IMU ALLA TASI, 44 MILIARDI DI EURO DA VERSARE AL FISCO

16 Dicembre 2014, 14:39pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141216_tasse-da-pagare.jpg.pagespeed.ce.7D7pRABtyh.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

VENEZIA - Entro oggi, 16 dicembre, gli italiani sono chiamati a versare al fisco ben 44 miliardi di euro. Lo indica, in vista del tax day di fine anno, l'ufficio studi della Cgia che ha stimato il gettito che ciascuna scadenza assicurerà al fisco o ai Comuni italiani. Il versamento dell'Iva garantirà l'importo più cospicuo, pari a 16 miliardi di euro; dalle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti l'Erario incasserà altri 12 miliardi, mentre l'ultima rata dell'Imu, che in grandissima parte affluirà nelle casse dei sindaci, costerà agli italiani ben 10,6 miliardi di euro. La Tasi, che in questa speciale graduatoria è presente per la prima volta solo da quest'anno, consentirà ai Comuni di incassare 2,3 miliardi. Dalla Tari, vale a dire il nuovo tributo sull'asporto rifiuti, l'ultima rata di quest'anno assicurerà un gettito di quasi 1,9 miliardi, mentre dal versamento dell'Irpef dei lavoratori autonomi arriverà 1 miliardo. Infine, dall'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr e dalle ritenute sui bonifici per le detrazioni Irpef, l'Erario incasserà rispettivamente 231 e 72 milioni di euro. «Il 16 dicembre - segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - è tradizionalmente una scadenza fiscale da far tremare i polsi: una pioggia di scadenze che potrebbe mettere in seria difficoltà molte famiglie e altrettante piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico rischia di diventare per molti imprenditori un vero e proprio stress test». Oltre a ciò, la Cgia ricorda che nel 2014 la pressione fiscale in Italia è prevista al 43,3%. Un livello tra i più elevati d'Europa. «Ma la pressione fiscale reale - conclude Bortolussi - vale a dire quella che grava sui contribuenti onesti, che si misura togliendo dal Pil nominale il 'pesò dell'economia non osservata, si colloca appena sotto il 50% attestandosi, secondo una nostra stima, al 49,5%: oltre 6 punti percentuali in più del dato ufficiale». La Cgia è giunta a questo risultato ricordando che il nostro Pil nazionale, include anche la cifra imputabile all'economia sommersa prodotta dalle attività irregolari che, non essendo conosciute al fisco, non pagano nè tasse nè contributi. Secondo l'Istat, l'economia non osservata - che ora include anche il valore aggiunto «prodotto» dal contrabbando di sigarette, dalla prostituzione e dal traffico di stupefacenti - si aggira attorno ai 200 miliardi di euro all'anno.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO ROMA PIAZZA NAVONA, INSULTI E MINACCE ALL'ASSESSORE CHE HA RIDOTTO IL NUMERO DEI BANCHI NATALIZI

16 Dicembre 2014, 14:29pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Guardati bene il mio nome sul documento, perchè sono quello che ammazzerà di botte l'assessore». No avrebbe usato mezzi termini un ambulante che si sarebbe rivolto in questo modo, ad un esponente Sel, all'uscita da una seduta di Consiglio municipale giovedì scorso. Obiettivo delle minacce, l'assessore al Commercio e vicepresidente del Municipio I, Jacopo Emiliani Pescetelli. L'amministratore ha recentemente ridotto il numero delle bancarelle in piazza Navona da 115 a 72, provocando a quanto sembra, molto più che risentite proteste da parte degli ambulanti. Giovedì in Consiglio municipale, ad esporre le loro ragioni, erano arrivati una trentina di ambulanti. L'incontro era però degenerato quando ha preso la parola Pescetelli insultato a gran voce: infame, traditore della piazza. Uno degli ambulanti ha avuto un malore ed è stato accompagnato al posto di soccorso in ambulanza. E sarebbe stato al termine di questa movimentata riunione che il capogruppo di Sel è stato avvicinato dall'ambulante cos' apertamente minaccioso nei confronti di Pescecelli. «Due giorni prima (dell'aggressione verbale, ndr) eravamo stati accolti a piazza Navona, assieme alla presidente del Municipio, Sabina Alfonsi, da alcuni ambulanti che mi avevano urlato non farti vedere qui - ha raccontato Emiliani Pescetelli - Eravamo andati a vedere perché la giostra e i dodici spettacoli viaggianti autorizzati ad aprire non l'avessero fatto. C'era un clima ostile degli altri operatori, evidentemente». Khalid Chaouki, deputato Pd,ha depositato una interrogazione parlamentare sottoscritta da diversi deputati romani, a partire dal presidente del Pd e commissario del partito a Roma Matteo Orfini. «Chiediamo al ministro dell'Interno, Angelino Alfano di prendere immediati provvedimenti al fine di evitare che la situazione possa degenerare».

LEGGO.IT

16.12.2014.

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SEZ.RICETTE BUCATINI CANTONESI

16 Dicembre 2014, 14:10pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

Bucatini cantonesiBucatini cantonesi


Ingredienti (per 2 persone)

  1. 100 gr piselli piccoli
  2. 2 uova
  3. pecorino
  4. bucatini
  5. 100 gr di prosciutto cotto a dadini
  6. cipolla
  7. 50 gr burro
  8. parmiggiano

Preparazione

  1. in un tegame abbastanza largo far soffriggere la cipolla con il burro
  2. aggiungere il prosciutto tagliato a dadini e far cuocere fino a che non diventa croccante
  3. aggiungere i piselli e far cuocere per circa 10/15'
  4. contemporaneamente sbattere due uova con pecorino fino a che non diventa schiumoso
  5. cuocere la pasta e versarla nel tegame con i piselli e proscitto e aggiungere le uova sbattute; far salate per 1 minuto circa
  6. sistemare nei piatti condendolo con del parmiggiano

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SEZ. IL PENSIERO DI ANGELA CECERE DEL 16.12.2014.

16 Dicembre 2014, 14:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n DI ANGELA CECERE

Oggi sono triste perchè e il compleanno di mio padre a cui faccio tanti auguri. Sai anche se sono passati degli anni mi manchi tantissimo sei sempre del mio cuore e ti voglio un mondo bene. Ricordo che facevamo doppia festa perche il 18 era anche il compleanno di mamma eravamo tutta la famiglia facevamo un grande pranzo mi mancate troppo.

16.12.2014.

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CANCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena rapinata mentre rientra a casa

16 Dicembre 2014, 13:54pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10734149 1375564102735865 6002697703566307658 nINSERITO DA ALESSIA CHIANESE La donna era ferma in auto, in attesa che si aprisse il cancello automatico. Un uomo ha rotto il vetro dell’auto per afferrare la borsa sul sedile del passeggero

polizia

La voce ancora rotta dalla paura, i nervi tesi, sono passate poche ore dalla brutta avventura che questa professionista di Modena ha appena raccontato ai nostri microfoni. Un assalto improvviso violento accaduto ieri sera intorno alle 21 proprio mentre la donna rientrava nella sua abitazione a Modena. Era ferma con l’auto in attesa che si aprisse il cancello automatico. Un momento di relax al termine di una giornata di lavoro. Improvvisamente un giovane incappucciato spacca con una mazza il vetro dell’auto e afferra la borsa appoggiata sul sedile del passeggero. Lei tenta di trattenerla ma il manico si spacca e il rapinatore scappa con la borsa contenente denaro e effetti personali. La malcapitata avvisa la polizia
Il violento episodio di ieri si aggiunge alla lunga scia di furti e rapine che stanno segnando la nostra provincia. Residenti e commercianti sembrano essere nel mirino di malviventi che svaligiano case, negozi e nella peggiore delle ipotesi usano minacce e violenze come nel caso della barista rapinata ieri all’alba da due individui armati di pistola nella sua caffetteria in via Cimarosa a Modena. Pochi giorni fa la titolare della merceria di via Gallucci era stata colpita dalla testa con una sbarra da un malviventi che ha tentato di rubarle l’incasso. Dinamica simile per il dipendente del locale Re di pane di via Taglio aggredito da due banditi all’interno del locale. Non solo rapine violente ma anche furti come quello messo a segno ieri in via Marianini dove un corriere della ditta Bartolini è stato derubato del furgone con la merce mentre faceva una consegna.

TRCTELEMODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Nasce l’ambulatorio per il “Benessere di coppia”

16 Dicembre 2014, 13:50pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10734149 1375564102735865 6002697703566307658 nINSERITO DA ALESSIA CHIANESE Nasce a Modena il primo ambulatorio dedicato al “Benessere di Coppia” dove urologi e ginecologi lavoreranno insieme per aiutare la coppia a risolvere i disturbi sessuali

problemi-coppia

Che il benessere di coppia dipenda anche da una sana e condivisa vita sessuale non è una novità, lo è di più il fatto, piuttosto, che oggi se ne parli e molto più apertamente rispetto a qualche tempo fa. Spesso i problemi di origine sessuali, per un misto tra mancanza di conoscenza e pudore, diventano ostacoli insormontabili e proprio in quest’ottica a Modena nasce il primo centro regionale di ascolto per il benessere di coppia che offre accoglienza ai pazienti con l’aiuto congiunto di un urologo e di un ginecologo per gli esami di rito e per il sostegno psicologico, che avviene prima separatamente poi in coppia. Sul piano operativo, l’ambulatorio sarà attivo due giovedì pomeriggio al mese. In Italia oggi esistono soltanto altri tre centri come quello che apre a Modena, rispettivamente a Milano, Napoli  e Bari.

TRC TELEMODENA

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Articolo senza titolo

16 Dicembre 2014, 13:50pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Oggi mi sento triste perche e il complea

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Sydney: ucciso sequestratore, morti due ostaggi: un manager e una cliente, mamma di tre bimbi Blitz della polizia dopo 16 ore in una cioccolateria

16 Dicembre 2014, 13:43pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

I due ostaggi uccisi a Sydney: Katrina Dawson, avvocato e Tori Johnson, manager (fonte 'The Australian') © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPCODA Si chiamavano Tori Johnson e Katrina Dawson i due ostaggi morti nel blitz delle forze speciali australiane che ha posto fine ieri al sequestro nella caffetteria Lindt di Sydney. Lo riferiscono i media online australiani. Il primo era manager del locale teatro del dramma; la seconda era una cliente. Katrina Dawson, viene indicata come un avvocato trentottenne, madre fra l'altro di tre figli di 8, 5 e 3 anni. "La sollevazione dei musulmani e altri attacchi 'domestici'" saranno "inevitabili" se l'Occidente continuerà con i suoi "crimini contro l'Islam". E' la minaccia dei jihadisti dell'Isis citata dal Site, che sottolinea come il sequestratore di Sydney un mese fa avesse dichiarato la sua 'sottomissione' al 'califfo' al Baghdadi, seppure in forma "inusuale". "Coloro i quali chiedono alleanza al califfo dei musulmani chiedono alleanza ad Allah e al suo messaggero", ha scritto Man Haron Monis, il sequestratore ucciso ieri a Sydney, citato dal Site giusto une mese fa, a novembre. E ancora: "Allah mi ha onorato di poter chiedere alleanza all'imam dei nostri tempi". Secondo Rita Katz, la cacciatrice dei jihadisti online e fondatrice del Site, si tratta del resto di affermazioni "inusuali", perché Monis "non fa mai il nome di Baghdadi", e i 'proclami' del sedicente predicatore 'non necessariamente prefigurano che egli sia parte di un piano dell'Isis". Il ministero degli Esteri iraniano ha sottolineato l'instabile "situazione psicologica" del sequestratore di Sydney e il fatto che le autorità australiane fossero a conoscenza del suo stato. Come riferisce l'agenzia Isna, la portavoce del dicastero ha sostenuto che la situazione dell'uomo era "chiara ai responsabili del Paese". La portavoce ha notato che l'uomo aveva ricevuto asilo in Australia vent'anni fa. La vicenda Un iraniano di confessione sunnita ha seminato il terrore nel cuore di Sydney. Di buon mattino è entrato armato nel Lindt Chocolat Cafe, a Martin Place: all'interno 17 persone tra impiegati e clienti. Tutti presi in ostaggio, costretti poco dopo con il volto contro la vetrata principale del locale con una bandiera nera in bella vista. Non era quella dell'Isis, ma la Shahada, la professione di fede dei musulmani. La scritta recita "Non c'è altro Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo profeta". I media identificano l'uomo: è un cinquantenne, Man Haron Monis, arrivato in Australia nel 1996 dall'Iran con lo status di rifugiato politico. Poi una lunga sequela di affari controversi: lettere offensive e minacciose inviate alle famiglie dei soldati australiani morti in Afghanistan, proclami pubblici contro "il terrorismo degli americani e dei loro alleati", Canberra in testa, ma anche contro i "musulmani che hanno deviato dal Corano", ovvero gli sciiti, una confessione ripudiata per abbracciare il sunnismo. Soffriva di problemi di "instabilità mentale", riferirà più tardi il premier australiano Tony Abbott, sottolineandone peraltro in serata il passato pieno di violenza, "impregnato di estremismo" e il tentativo di "coprire i suoi atti con i simboli" del jihadismo internazionale. "Opera da solo", aveva assicurato d'altronde il suo avvocato durante l'azione, mentre Monis chiedeva gli fosse consegnata una bandiera dell'Isis "ufficiale". Il legale lo ha difeso nel processo per la morte della sua ex moglie, pugnalata e poi data alle fiamme lo scorso anno. Il procedimento si concluse con la liberazione su cauzione per lui e l'attuale compagna, accusata del barbaro omicidio. Poi altre accuse, solo pochi mesi fa: sei donne lo denunciano per molestie sessuali aggravate, circa 50 gli episodi contestati, risalenti a 10 anni fa, quando Monis si spacciava come "curatore spirituale" ed esperto nelle arti magiche. Ma il film del suo assalto non assomiglia a un incantesimo. Una decina di ostaggi riescono a fuggire in diverse occasioni. E' il segno, spiegano gli inquirenti, che Monis non è un "terrorista esperto" e che non ha pianificato al meglio il suo spettacolare gesto. La scelta della caffetteria indica tuttavia, affermano le stesse fonti, che il 'predicatore' voleva ottenere il massimo impatto mediatico possibile: il locale sorge a due passi dalla banca centrale, dall'ufficio del premier del Nuovo Galles, lo Stato di Sydney, e dal quartiere finanziario. E ci riesce: le immagini degli ostaggi messi in vetrina con la bandiera nera, tra cioccolatini e auguri di buon Natale, fanno il giro del mondo in pochi minuti. Passano le ore e cresce la preoccupazione per la sorte dei prigionieri, nel timore che l'uomo abbia a disposizione anche dell'esplosivo. Ma non c'è solo questo: un residente di Sydney pubblica su Twitter l'hashtag #illridewithyou, nel timore che l'assalto possa scatenare un'ondata di intolleranza religiosa. Diventa trend mondiale, in tanti accompagnano le donne musulmane che alle fermate dei bus e della metro tolgono il velo per paura di essere aggredite. Scende la notte e oramai la polizia di Sydney sembra rassegnarsi a un lungo assedio, "anche di un paio di giorni". E' un diversivo: poco dopo le due del mattino un'altra manciata di ostaggi si dà alla fuga. Le forze speciali intervengono, lanciano granate stordenti nel locale, mentre Monis apre il fuoco, ferendo al volto un agente e probabilmente uccidendo gli ostaggi. Le forze di sicurezza fanno irruzione, gli spari risuonano ovunque. Poi il silenzio, rotto dalle sirene delle ambulanze che corrono verso gli ospedali. Monis viene ucciso, due ostaggi, un uomo di 34 anni e una donna di 38, perdono la vita. L'Iran e le autorità religiose islamiche condannano l'atto di terrorismo: "Non ha nulla a che fare con l'Islam, qualunque siano i motivi", tuona il Gran Mufti d'Egitto, una delle figure più importanti per il mondo sunnita. Intanto inizia la ridda di ipotesi sulle cause che hanno spinto Monis al folle gesto: potrebbe essere solo l'ultimo dei terroristi della porta accanto pronti a colpire e a fare strage di innocenti nel nome del 'califfo', Abu Bakr al Baghdadi; ma con il passare delle ore si delinea soprattutto il profilo di uno squilibrato. Il premier Abbott sembra certificarlo: e tutto sommato è l'ipotesi meno allarmante.FONTE ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS, SUL CELLULARE DI VERONICA, TRAFFICO DATI MISTERIOSO NELLE ORE DEL DELITTO

16 Dicembre 2014, 13:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

SANTA CAMERINA (Ragusa) - La madre è in carcere, i filmati che la smentiscono sono una montagna, eppure l'omicidio di Loris Stival resta un rompicapo. La Procura di Ragusa continua a chiedersi come Veronica Panarello abbia potuto fare tutto da sola: strangolare il suo Loris con una fascetta «stringicavo», legargli i polsi con quello stesso tipo di fascetta, trasportarlo per le scale dal terzo piano a terra, fino alla Polo nera nel garage, e poi gettarlo nel canale di scolo del Mulino Vecchio. Lei, così esile, cinquanta chili o poco più: come ha fatto? Pura, maledetta fortuna, o anche meditato calcolo - ma in questo caso dovremmo attribuirle capacità criminali di molto superiori alla media -, fatto sta che nessuna telecamera inquadra altre sagome che non siano riconducibili, in fasi diverse, a lei, al figlio Loris e all'altro figlio più piccolo Diego, di tre anni. Fatto sta che nessun tabulato telefonico, nessuna intercettazione rivelano contatti della giovane donna quella mattina, se non con il marito Davide, con parenti stretti, con le solite amiche. Ma è davvero possibile - volendo seguire il filo della Procura - che a delitto commesso non l'abbia aiutata nessuno? IN RETE Alla disperata ricerca di un quadro completo, gli investigatori s'erano concentrati sulla possibilità che la donna, in quei momenti, non abbia usato una messaggeria tradizionale, telefonica, ma altre applicazioni, più difficilmente intercettabili, tipo WhatsApp. Ora s'apre un altro squarcio, però, e viene sempre dal suo telefonino. La Polizia postale di Catania, che lo sta analizzando, ha scoperto che fra le otto e mezza e le dieci di sabato 29 novembre - fra quando, cioè, Loris rientra in casa e quando Veronica arriva al suo corso di cucina a Donnafugata - quel telefonino fa registrare un «traffico dati» assolutamente inusuale, anzi abnorme, di quasi 45 minuti. Nei momenti in cui Loris veniva ucciso e in cui la donna - stando allo scenario dell'accusa - avrebbe chiesto e ottenuto aiuto, quel samsung è quasi costantemente collegato a Internet e la connessione risulta «stabile», senza sbalzi cioè, tanto da far pensare che abbia utilizzato applicazioni diverse da quella di WhatsApp, che ben altri sbalzi avrebbe fatto registrare fra un messaggio e l'altro. Resta francamente difficile immaginare che in quegli stessi, frenetici momenti - il primo sopralluogo al Mulino Vecchio, il rientro in casa dove c'è Loris, il ritorno al Mulino Vecchio, sempre seguita dalle telecamere - Veronica Panarello abbia usato il suo cellulare per un aggiornamento del software magari, o per scaricare musica, o per collegarsi a un sito di video. La Polizia postale ci sta provando, ma non è sicuro che riesca a ricostruire esattamente quei 45 minuti di connessione a Internet. Sarebbe tutto più semplice se non ci fosse il buco nero del garage. Veronica ci piazza la sua Polo in posizione di partenza alle 8.48, poi va ad aprirlo dall'interno, passando per il portone di casa perché non ha le chiavi, perché - lo rivelerà il marito Davide in un'intercettazione - sono quelle del mazzo consegnato a Loris per rientrare, un quarto d'ora prima. Ma nessuna telecamera arriva fin dentro il garage, solo un incrocio di filmati permette di dedurre che la Polo ci è entrata davvero. La domanda rimane cosi senza risposta: poteva esserci qualcuno con lei, magari alle 9.23 quando riparte, quando Loris è stato già ucciso IL CACCIATORE Poi resta Fidone, Orazio Fidone, il cacciatore di Santa Croce, il pensionato dell'Enel che quel pomeriggio trovò il corpo di Loris nel canale di scolo. Il gip lo scagiona completamente, non c'è ombra di dubbio: parla per lui il gps della sua Suzuki quella mattina, ne ricostruisce ogni movimento. Risulta più difficile credergli, invece, quando sostiene che al Mulino Vecchio ci andò a colpo sicuro, quasi posseduto da un presentimento. Se invece gli fosse arrivata un'imbeccata, magari involontaria? Ecco, se solo si riuscisse a sapere chi gliel'ha data, forse sarebbe questa anche la traccia buona per venirne a capo. Per scoprire chi Veronica ha chiamato in aiuto.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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