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CONCORDIA SULLA SECCIA E MODENA NEWS Critica il Comune di Carpi, vigile viene sospeso

19 Novembre 2014, 10:59am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dieci giorni di sospensione dal lavoro, cioè, in sostanza, una decurtazione dello stipendio pari a circa un terzo. Il provvedimento disciplinare a carico di un vigile urbano notissimo in città (è spesso in centro o sugli incidenti), è stato successivamente ridotto a un solo giorno di sospensione grazie all’intervento del legale dell’agente municipale. Motivo di questa sanzione? Sulla base di quanto appreso la grave decisione sarebbe arrivata dopo che il vigile, su Facebook, avrebbe commentato l’iniziativa del Comune relativamente al passaggio pedonale degradato tra via Berengario e via Catellani. L’assessore Galantini, lo ricordiamo, lo scorso agosto fece coprire le vetrine imbrattate della “Carisbo” con alcuni pannelli. Il vigile, L.R., queste le iniziali del suo nome, a questo proposito avrebbe espresso all’incirca la seguente opinione: sono soldi buttati, non è certo con questi pannelli che si elimina il degrado della zona. La frase ebbe un effetto dirompente, e scatenò la dura reazione degli organi dirigenti dell’Unione Terre d’Argine. In sostanza l’ente, presieduto dal sindaco Alberto bellelli, e ovviamente la comandante Susi Tinti, hanno ritenuto che il vigile non dovesse esprimere opinioni su un’iniziativa del Comune che, ovviamente, fa parte dell’Unione Terre d’Argine, datore di lavoro dell’agente municipale. Insomma secondo l’ente un dipendente non può criticare pubblicamente chi lo stipendia. Chi ha ragione? Ci penserà il giudice del lavoro a deciderlo visto che il vigile, tramite il suo legale, ha deciso di appellarsi alla Giustizia. La linea difensiva, insomma, verterà sul fatto che il vigile, in quanto cittadino, può esprimere la propria opinione su fatti che riguardano tutta la città. L’avvocato di L. R. sarebbe intenzionato a richiamare l’articolo 21 della Costituzione che tra l’altro recita: tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’agente aveva provato a risolvere il tutto davanti alla commissione provinciale di conciliazione ma la giunta dell’Unione ha risposto picche. Perché? «Il ricorso a tale organismo - si legge nella delibera di Giunta - è facoltativa; l’amministrazione non può nominare in seno al Collegio di conciliazione il proprio rappresentante; l’attuale composizione del Collegio è data da un rappresentante dei lavoratori, nominato dalla Cgil e da un rappresentante dei datori di lavoro nominato da un’organizzazione rappresentativa dei datori di lavoro privati». La parola ora passa al giudice.

DI RINO FILIPPIN LA GAZZETTA DI MODENA

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