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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi, curato per una cervicale muore a casa poco dopo

19 Novembre 2014, 19:20pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Graziano Nanetti, 43 anni, ingegnere, è spirato per un raro problema cardiaco I genitori fanno causa all’ospedale privato nel Milanese dove era stato visitato.

 

È entrato al pronto soccorso la sera. Al medico ha detto di avere dolori al collo, ai denti e anche allo sterno. Dopo alcuni controlli tra cui l’esame del sangue e l’elettrocardiogramma, è stato dimesso con la diagnosi di cervicalgia. Il medico del pronto soccorso l’avrebbe poi congedato prescrivendogli un antidolorifico. Il paziente il pomeriggio dopo è deceduto per “dissecazione aortica”.

La vittima è Graziano Nanetti, carpigiano di 43 anni, ingegnere informatico e da qualche anno residente a Milano per motivi di lavoro. Ed è stato al pronto soccorso dell’ospedale privato convenzionato “Multimedica” di Sesto San Giovanni, che Nanetti si è recato, accompagnato dalla sua ragazza, per un controllo. «Aveva passato il pomeriggio in palestra - raccontano straziati dal dolore i genitori, Tiziano e Marisa, in città noti artigiani del tessile - dove, a un certo punto, non si è sentito bene. Il medico presente l’ha invitato ad andare all’ospedale per un controllo perché i sintomi potevano suscitare una certa preoccupazione».

 

 

Così verso le 20 di domenica 9 novembre si è presentato all’ospedale. Dopo i controlli un sospiro di sollievo e un sorriso: «Tanta paura per una cervicale», avrebbe detto scherzando l’ingegnere. «La mattina dopo - raccontano ancora i genitori - aveva deciso di riposare e di riprendere a lavorare dal pomeriggio. La sua fidanzata l’ha chiamato alcune volte, poi a un certo punto non c’è più stata risposta». A quel punto un amico è andato a suonare il campanello e quando ha capito che doveva essere accaduto qualcosa di grave ha fatto intervenire i pompieri che hanno trovato il 43enne steso sul divano privo di vita.

 

«Siamo sotto choc - dicono Marisa e Tiziano - ma dobbiamo reagire affinché sia fatta giustizia. Secondo noi non è possibile dimettere una persona con i dolori tipici di un problema cardiaco. Sappiamo che nostro figlio è stato colpito da una malattia rara e imprevedibile, ma a nostro modo di vedere non doveva essere dimesso: se fosse stato trattenuto in osservazione...». L’autopsia, alla presenza anche del medico nominato dalla famiglia della vittima, ha accertato che non si trattava proprio di una cervicalgia. «È scritto nero su bianco - dice il padre Tiziano - che si è trattato di una dissecazione dell’aorta (patologia caratterizzata dallo slaminamento della tonaca media del vaso sanguigno con formazione di un secondo lume detto “falso lume” ndr). Noi abbiamo scelto le vie legali contro l’ospedale perché riteniamo che dimettere nostro figlio con quei sintomi si sia trattato di una negligenza. Un’azione che abbiamo deciso per evitare che casi simili si ripetano. I medici non devono essere superficiali o frettolosi con i pazienti. Se nostro figlio fosse stato ricoverato - concludono - a quest’ora forse sarebbe ancora vivo».

di Rino Filippin LA GAZZETTA DI MODENA

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