di Kulikova Ksenia
L’Oscar, l’orgoglio nero, la lotta per la figlia: mille vite in una
Tre matrimoni e almeno quattro o cinque vite. Compirà 47 anni il 14 agosto Halle Berry. Soffierà sulle candeline con al dito la fede ancora lucida - si è sposata il 13 luglio con l'attore francese Oliver Martinez. Per lei è la terza volta, è incinta e non stupirebbe se quando chiuderà gli occhi, al momento di esprimere il desiderio, la bella attrice dovesse chiedere per sé un po' di tranquillità.
È un continuo di frenate e ripartenze, di accelerate improvvise e di inchiodate la vita di questa ex ragazza di Cleveland, per nulla convenzionale già a partire dal nome preso in prestito non da lontani parenti o personaggi letterari, ma da un grande magazzino: l'Halle's Department Store, un po' il vanto della cittadina dell'Ohio. La sua prima vita è tutta lì, nella provincia americana, iniziata quasi subito con addosso il bagaglio pesante di un rapporto tra i suoi genitori che si rivelerà presto sbagliato. La madre - di origini inglesi e tedesche -, era infermiera in un ospedale psichiatrico. Il padre, afroamericano, era uno dei pazienti. Quando l'attrice aveva quattro anni si lasciarono e di suo papà non seppe più nulla.
Oltre al nome originale, i suoi genitori le avevano regalato anche una bellezza fuori dal comune. E così, in questa prima fase della sua vita, Halle Berry inizia a proporsi come modella, iscrivendosi a diversi concorsi di bellezza. Nel 1986 diventa Miss Ohio Usa e poi arriva sesta a Miss Mondo, dopo essere stata la prima candidata afro-americana.
Con l'inizio degli anni '90 incomincia anche la sua nuova vita, quella che la porterà a raggiungere l'obiettivo che lei stessa ha ammesso non avrebbe «mai osato immaginare»: l'Oscar. Il suo debutto come attrice è con piccoli ruoli in tv. L'occasione arriva nel 1991, quando a volerla sul set è Spike Lee (per Jungle Fever). Nel frattempo, è il 1992, anche la vita sentimentale prende una piega netta: è il momento del suo primo matrimonio, con David Justice, giocatore di baseball non esattamente fedelissimo. Finirà tutto dopo quattro anni.
Il mare grosso della sua esistenza porta però l'attrice, dopo dieci anni di gavetta, a recitare in film sempre più interessanti e a dire, nel 2001, ancora una volta sì, stavolta al musicista Eric Benét (se ne separerà nel 2004). Poi, finalmente, arriva quella notte magica del 2002, in cui vince il premio Oscar come Miglior attrice protagonista per Monster's Ball. Prima attrice afro-americana a ricevere il riconoscimento, su quel palco dove tutti gli attori sognano di salire almeno una volta, continuava a piangere a dirotto, commossa e ignara che una nuova gincana era lì pronta a deviare ancora una volta il suo percorso.
«Dopo quel premio ero più spaventata: non puoi fare ogni volta un'interpretazione da Oscar. Vivi con un carico di aspettativa incredibile», ha raccontato di recente. Forse consapevole che da lei, dal suo talento, in molti si aspettavano di più. Il cinema d'autore non è più stato spesso nell'agenda dell'attrice che ha preferito recitare in film più facili e popolari. Alcuni buoni come Codice: Swordfish o Agente 007 - La morte può attendere (il suo bikini arancione da Bond girl è diventato famoso come quello di Ursula Andress, cui voleva rendere omaggio). La maggior parte parecchio criticati come la serie sugli X-Men, Catwoman e, più di tutti, Gothika.
La vita dell'ex reginetta di bellezza diventata splendida attrice impegnata era nuovamente cambiata, trasformandola in interprete di film che più che esaltare la sua bravura sembravano interessati a esaltare il suo corpo, fasciandolo il più delle volte dentro tutine aderenti in lattice. Le stesse che forse l'hanno aiutata a vincere, nel 2008, il titolo di donna più sexy dell'anno (Esquire), ma che l'hanno fatta finire anche per dare il nome a una tendenza: l'effetto Halle Berry. Un termine coniato dai critici per catalogare quegli attori che dopo aver fatto ben sperare vincendo un Oscar, si svendevano in una serie di film mediocri.
«Quando ero piccola mia madre mi diceva che se non sai essere bravo a perdere non potrai nemmeno essere bravo a vincere», ha sempre detto lei con il sorriso stampato sulle labbra, a chi le faceva notare le virate della sua carriera. La ricerca della serenità era sembrata arrivare alla meta almeno sul fronte della vita privata nel 2008, quando a quasi 42 anni, l'attrice era diventata mamma di Nahla, una bimba avuta dal modello canadese Gabriel Aubry. «Le mie priorità sono cambiate. Diventare genitore mi ha fatto capire il significato di un amore totale e incondizionato. È un regalo bellissimo».
Ma nemmeno quella gioia era destinata a restare immutata per l'attrice: dopo che anche con il padre di sua figlia le cose non erano andate più bene, era iniziata una ferocissima battaglia per la custodia della piccola, culminata con una poco educativa scazzottata del modello con il nuovo compagno della Berry, quel Martinez (ex di Kylie Minogue) diventato da pochi giorni suo sposo (lei che al secondo divorzio aveva detto: «Il matrimonio non è più tra i miei progetti»). Si sono conosciuti (e innamorati) nel 2010, sul set di Dark Tide: non è nemmeno uscito nelle sale (è stato trasmesso in tv prima in Italia che negli Usa). Un film non memorabile, se non per l'attrice, visto che le ha fatto conoscere l'uomo che la renderà di nuovo mamma. «Questa nuova gravidanza è la più grande sorpresa della mia vita», ha detto lei. Probabilmente adesso però è davvero il momento per un po' di tranquillità.