SALERNO E PROVINCIA NEWS Addio ecomostri di Montecorice: giù
INSERITO DA ANGELA CECERE
Buonomo (Legambiente): azione che ci dà la forza di portare avanti nuove battaglie. Il sindaco: bella giornata MONTECORICE — Il primo dei 4 scheletri in cemento armato è andato giù ieri. Gli altri tre seguiranno la medesima sorte nei prossimi giorni. Ieri è iniziata la demolizione degli ecomostri realizzati alle Ripe Rosse, nel comune cilentano di Montecorice, dall'imprenditore Angelo Russo. Dopo 32 anni arriva dunque la parola fine per una vicenda emblematica, diventata un simbolo nazionale dell'aggressione del cemento al territorio. «Lì c'era una pineta», ricorda Giuseppe Tarallo, che è stato sindaco di Montecorice e presidente del Parco del Cilento e Vallo di Diano. «Nel 1981 Russo ottenne una licenza edilizia dal Comune, guidato all'epoca dal sindaco Greco, che mai avrebbe dovuto essere concessa. Si trattava, infatti, di un'area percorsa dal fuoco, di riserva integrale e che distava meno di 500 metri dal mare, limite imposto all'epoca dalla legge Porcelli». Iniziarono dunque i lavori e gli sbancamenti, proseguiti per anni, tra sequestri del cantiere, ricorsi al tar ed al tribunale del riesame. Ai primi due edifici, formalmente autorizzati, se ne aggiunsero poi altri due. «Nel 1998 — prosegue Tarallo — in qualità di sindaco dichiarai decaduta la licenza ed emisi ordinanza di abbattimento. Sottolineai, tra l'altro, che erano opere incondonabili». Il provvedimento fu impugnata da Russo al Tar ed al Consiglio di stato, con esito negativo. Ieri, finalmente, si sono messe in moto le ruspe.«La demolizione — sottolinea Pierpaolo Piccirilli, sindaco in carica a Montecorice — avviene adesso su iniziativa dello stesso Russo. Più volte, negli ultimi mesi, mi sono confrontato con lui, prospettandogli questa soluzione, che accelera i tempi e gli consente di risparmiare sui costi. È una bella giornata per chi ha a cuore le sorti del Cilento e crede in uno sviluppo che valorizzi le risorse del territorio e non ceda alla cementificazione». IL COMMENTO - Analogo il commento del presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo: «La demolizione degli ecomostri delle Ripe Rosse ci infonde allegria e forze per continuare la battaglia a difesa dei territori». Proprio a Montecorice è in atto un durissimo scontro tra l'amministrazione Piccirilli e Nusco immobiliare, la società di Mario Felice Nusco che ha in animo di costruire 116 appartamenti, negozi e locali vari in località San Nicola. Il progetto, che era l'incubo di Angelo Vassallo, sindaco della vicina Pollica assassinato in circostanze tuttora da chiarire il 5 settembre 2010, aveva già ottenuto il beneplacito della precedente giunta comunale, guidata dal sindaco Flavio Meola. A gennaio di quest'anno, invece, l'amministrazione Piccirilli ha deliberato lo stop alle ruspe, esprimendo parere sfavorevole al piano urbanistico attuativo che era stato proposto dal privato. IL PROVVEDIMENTO - Contro questo provvedimento Nusco ha presentato ricorso al tar, per una sospensiva. Il Tribunale amministrativo regionale, il 20 giugno, ha respinto l'istanza. La società non si è data per vinta ed ha presentato appello al Consiglio di stato, che potrebbe già pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva il 30 luglio. Data importante, quest'ultima, per le sorti del piccolo Comune cilentano. Lo stesso giorno, infatti, il consiglio di stato esaminerà, salvo rinvii, anche il ricorso dei fratelli Ruggiero, imprenditori di Campagna, contro un provvedimento della giunta finalizzato ad impedire, in località Agnone, l'ennesimo complesso turistico: Melaro 2. Potrebbe sorgere non lontano dal complesso Melaro 1, quello realizzato da Ferlaino. Nel frattempo, sta per essere finalmente approvato il piano urbanistico comunale, dopo decenni di assenza in cui, a dettare le regole, in virtù di un piano di fabbricazione a maglie larghe, è stato il partito del cemento, sponsorizzato dai locali referenti politici. Fabrizio Geremicca
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
23.07.2013.
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I SANTI DEL GIORNO S. MARIA MADDALENA (memoria), B. AGOSTINO da Biella, Sacerdote O.P., B. MARÍA INÉS TERESA del SS. Sacramento, Fondatrice